monti si monti no

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Questo argomento contiene 30 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ezechiele 7 anni, 7 mesi fa.

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  • #140402

    ezechiele
    Partecipante

    sul fatto che sia un bankster non ci sono dubbi,

    sul fatto che alla manovra manchi parecchio pure…. sul fatto che Barnard avrebbe avuto qualcosa da dire … e ci mancherebbe, ognuno di noi avrà qualcosa da dire, tanto piu quanto verrà toccato, nel portafogli o negli ideali (il fatto poi che per qualcuno le cose possano pure coincidere e' ancora un altro discorso)….

    ma al di la della forza della comunicazione la presunta democrazia e' ancora la cosa piu civile che ci rimane prima dei sanpietrini…

    poi ripeto…. e' espressione dei poteri forti (e basta riflettere giustamente sulle mancate azioni per capire che cappellino ha) ma meglio del circo equestre che avevamo prima lo è….

    ai tg fra un lago di sangue e l'altro invece che di bunga bunga si parla di manovra finanziaria, il premier si e' tolto lo stipendio …. insomma a cambiare ci vuole un attimo, a cambiare in meglio un poco di più, monti non sarà colui che cambia il sistema (che comunque non siamo neppure in grado di farlo da soli se non prendendo di nuovo la clava in mano) ma…

    nel frattempo che il genere umano esprima valori più alti e la smetta col cannibalismo io preferisco essere governato da questo piuttosto che da quello, per ora…


    #140403
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    .. nulla di personale Eze … solo il mio punto di vista …
    i modi sono più garbati, non vè dubbio … c'è più eleganza e stile, oserei dire più signorilità ed una proprietà di linguaggio ammirevole … ma dietro a questo perbenismo, a queste delicatezze “individuali”, a queste movenze della cornice cosi cortigiana … vedo con chiarezza un “padre padrone” …
    il “restauro” di superfice non assicura la struttura
    il mio spirito di “figlia ribelle” mi suggerisce che sostanzialmente è una minestra riscaldata, ornata con qualche foglia di mentuccia …
    il “paese che deve essere salvato” è una pura astrazione
    cosa cavolo è il paese ?

    la dignità dell'umanità … il diritto alla vita … la salvaguardia del pianeta … la distribuzione delle risorse in parti uguali
    … non siamo pronti ?
    forse non abbiamo abbastanza fantasia
    eppure non è cosi difficile immaginarlo …


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #140404

    Anonimo

    [quote1323163511=ezechiele]
    sul fatto che sia un bankster non ci sono dubbi,

    sul fatto che alla manovra manchi parecchio pure…. sul fatto che Barnard avrebbe avuto qualcosa da dire … e ci mancherebbe, ognuno di noi avrà qualcosa da dire, tanto piu quanto verrà toccato, nel portafogli o negli ideali (il fatto poi che per qualcuno le cose possano pure coincidere e' ancora un altro discorso)….

    ma al di la della forza della comunicazione la presunta democrazia e' ancora la cosa piu civile che ci rimane prima dei sanpietrini…

    poi ripeto…. e' espressione dei poteri forti (e basta riflettere giustamente sulle mancate azioni per capire che cappellino ha) ma meglio del circo equestre che avevamo prima lo è….

    ai tg fra un lago di sangue e l'altro invece che di bunga bunga si parla di manovra finanziaria, il premier si e' tolto lo stipendio …. insomma a cambiare ci vuole un attimo, a cambiare in meglio un poco di più, monti non sarà colui che cambia il sistema (che comunque non siamo neppure in grado di farlo da soli se non prendendo di nuovo la clava in mano) ma…

    nel frattempo che il genere umano esprima valori più alti e la smetta col cannibalismo io preferisco essere governato da questo piuttosto che da quello, per ora…
    [/quote1323163511]

    Scusa se te lo ricordo, ma Monti si è tolto lo stipendio da premier ma di fatto è un senatore a vita fatto di forza, poi per quali meriti qualcuno ancora deve spiegarmelo.
    Dietro questi gesti benevoli c'è sempre qualcosa.
    Poi dovrei sempre ricordarti che è una manovra che danneggia sempre gli stessi, in questo non serviva un governo di supertecnici.


    #140405

    Anonimo

    http://www.agoravox.it/Cittadini-arrabbiati-e-delusi-ma.html

    Cittadini arrabbiati e delusi, ma le Borse festeggiano. Viva il governo, dei banchieri

    Lacrime e sangue, dicevamo. Tasse, tasse e tasse: questo è il succo della manovra varata da Mario Monti e dal governo degli scienziati. Un esecutivo di alto profilo, di cervelloni, talmente capaci da applicare, pure loro, la solita ricetta. Le tasse.

    Oggi basta fare un giro al bar, per un caffè veloce, per sentire l’umore della gente. E’ un umore nero, anzi nerissimo. La preoccupazione è tanta, e tutti sono consapevoli di essere davanti ad un periodo di grossi sacrifici.

    Ma non tutti sono preoccupati. Qualcuno, oggi, fa festa. Una bella festa, ricca, con tanto cibo, tante soprese, tante belle bottiglie dei più pregiati vini. È la festa dei titoli bancari, che oggi in Borsa stanno registrando rialzi elevatissimi.

    Il motivo? Semplicissimo, il governo degli scienziati ha dato alle banche una bella mano: lo Stato coprirà e garantirà le passività delle banche. Mica male, vero? Che bel regalino. Lo Stato, cioè noi, garantiremo tutte le loro perdite.

    E, ovviamente, in Borsa è euforia totale. “Banca Mps tira la volata con un progresso del 12,6%, mentre Banco Popolare vanta un guadagno del 7,7%, Bper del 2,97% e Bpm del 4,5%. Ubi, inoltre, sale del 4,4%, Unicredit del 5,5% e Mediobanca del 4,6%”, registrano le agenzie.

    I cittadini saranno pure arrabbiati e delusi, ma le banche fanno festa. Viva il governo, dei banchieri.


    #140406

    Anonimo
    #140407

    Anonimo

    http://www.democraziakmzero.org/2011/12/07/la-pensione-di-giancarlo/.

    La pensione di Giancarlo

    Scritto da Bruno Giorgini
    Giovedì 08 Dicembre 2011 01:46
    Fondata sul lavoro
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    di Bruno Giorgini – democraziakmzero.org

    Giancarlo mi ferma sotto il portico: tu che hai studiato, perché l’infamia del debito e della caduta dell’euro, come ha detto Monti, dipende dalla mia pensione? Che colpa ne ho? Giancarlo ha lavorato in Germania e Francia, operaio migrante per una vita, poi è tornato in Italia e si è comperato un piccolo appartamento in una stabile di questa strada dentro mura, due stanze e un bugigattolo, come lo chiama, per i nipoti quando vengono a trovarlo.

    Non ha la macchina, lui e sua moglie non vanno mai in vacanza e nemmeno al ristorante, ogni tanto il lusso di un trancio di pizza a taglio comperato dal pizzaiolo egiziano sotto casa. E poi dice anche che la mia pensione impedisce di dare lavoro ai giovani, che con la mia pensione rubo il loro pane, che rovino il futuro dei miei nipoti.

    A me un paere ad dvintè matt, a me pare di diventare matto, Giancarlo parla in dialetto, come tutti sotto questi portici compresi gli studenti calabresi e il pizzaiolo egiziano.

    Allora cominciamo con l’aritmetica. Il debito italiano è di circa 1900 (millenovecento) miliardi di euro, gli interessi che lo stato italiano dovrà pagare l’anno prossimo saranno circa di 75-80 miliardi di euro, con la manovra sulle pensioni, blocco dell’indicizzazione oltre i 700 euro netti, aumento dell’età già dal prossimo anno per uomini e donne eccetera, al massimo il governo potrà tirar su 5 (cinque) miliardi, ovvero meno di un decimo, dal punto di vista del debito è un’unghia. Poi c’è il bilancio dell’Inps, che, meraviglia delle meraviglie, è in attivo tra contributi versati dai lavoratori e pensioni erogate. Il discorso si fa un po’ tecnico, però il risultato, conti alla mano, è inequivocabile: per il 2009 il saldo tra le entrate contributive, le trattenute, e le prestazioni pensionistiche (gli assegni effettivamente erogati al netto) risulta dare un avanzo di, udite udite, 27,6 (ventisette virgola sei) miliardi di euro. Cioè i lavoratori versano di più di quanto ricevono i pensionati. Poi lo stato mette le mani nelle tasche dell’Inps, e degli altri enti previdenziali, usandoli come una cassaforte, cioè spendendone i soldi per scopi diversi da quelli previdenziali (Luciano Gallino un po’ ovunque, Francesco Piccioni sul manifesto, ma si può anche chiedere a un qualunque funzionario onesto dell’Inps).

    Ma allora io non rubo niente, mastica amaro Giancarlo, Non solo non rubi, ma mantieni lo stato, non so se si possa dire che lui si appropria in modo illecito dei tuoi soldi versati, certo non è molto etico, lo dico con altre parole, più crude, ma il senso è questo. Ecco perché ieri sera la signora piangeva in televisione, si vergognava, lacrime di vergogna erano. Aggiunge Giancarlo. E’ lei che deve vergognarsi, non io, chaio lavurè tot una veta, che ho lavorato tutta una vita. Lacrime e sangue. Lei ci mette due lacrime, io il sangue.

    Perché alla oscenità dei tagli sulle pensioni, si aggiunge una oscenità ancora peggiore: instillare, tramite un martellamento mediatico che ormai dura da un ventennio almeno, un senso di colpa nei pensionati per il debito pubblico, per la disoccupazione giovanile nonché per il precariato. Quindi Giancarlo fa due domande, ma allora i giornali e la tv dicono le bugie e fin qui la domanda è retorica, sì, dicono le bugie e/o mascherano la verità, poi viene quella vera per lui, perché il Partito- per Giancarlo ancora con la maiuscola tutto insieme Pci Pds Ds Pd – non dice queste cose, perché non si oppone, perché non fa una campagna per spiegare che noi pensionati non rubiamo niente anzi… perché lascia che sembri che abbiano ragione loro e che noi pensionati saremmo dei mangiapane a tradimento. E questo lo fa disperare ancora di più.

    Già perché… ma intanto è arrivata la signora Maria a raccontare le sua storia. Due anni fa, a 58 (cinquantotto) anni d’età, accettò di essere licenziata dall’azienda dove lavorava, una azienda che faceva parte di una multinazionale tedesca. Cioè decise di accettare la proposta di prepensionamento anticipato con il cosidetto scivolo, due anni di mobilità a 800 euro al mese (cassa integrazione, insomma) che l’avrebbe portata fino alla pensione. Un accordo non privato, ci tiene a sottolineare la signora Maria, ma sottoscritto dalle parti, io, l’amministratore delegato come rappresentante dell’azienda e il sindacato come garante. Insomma un impegno, un patto pubblico, che adesso viene violato. Già col meccanismo delle finestre ero finita un anno dopo, cioè sarei andata in pensione nel luglio 2012, quando io i 60 (sessanta) anni li ho compiuti nel luglio 2011, insomma con dodici mesi di ritardo. Adesso devo arrivare nel 2013, ma intanto che fine fa l’indennità di mobilità? La signora Maria è furibonda, impotente e depressa, né pare che il sindacato voglia e possa far nulla però sono stati loro, i sindacalisti, a convincermi, c’è la crisi, favoriamo la ristrutturazione soft, intanto così si liberano posti per i giovani, e adesso? Mi aumentano l’età lavorativa, quando sono disoccupata! e un lavoro alla mia età dove lo trovo.

    Intanto nell’azienda giovani non ne hanno assunti, aumentando invece i carichi di lavoro su quelli rimasti. Qui c’è un’altra gigantesca menzogna, anzi una montagna di balle. Nel resto d’Europa i lavoratori andrebbero in pensione con le barbe bianche e i corpi cadenti, da noi tutti giovanotti che fanno jogging. Ebbene in Italia l’età media di pensionamento per gli uomini è di 61,1 (sessanta uno virgola uno) anni, in Francia di 59,1 (cinquantanove virgola uno) anni, in Germania, la mitica dura severa Germania ueber alles, siamo a quota 61, 8 (sessantuno virgola otto): se non è zuppa è pan bagnato. Per non dire delle famose aspettative di vita, un parametro che più insulso e antiscientifico non si può, cioè non è un parametro di niente se non la propaganda ideologica, stile i famosi piani quinquennali nella fu Urss. O dell’evidente discrasia, sciocchezza diciamo, tra l’aumento dell’età pensionabile e la dichiarata volontà di incrementare l’occupazione giovanile.

    A questa improvvisata mini assemblea sotto i portici si unisce anche Massimo. La mia mamma è fortunata, prende 800 euro lordi, quindi gliela aumentano col caro vita, a occhio e croce da 4 a 8 euro al mese, sai che bazza… perché si parla veramente di portare via ai pensionati gli spiccioli, quasi li si volesse umiliare più di quanto già non lo siano. Massimo lavorava col babbo come idraulico, un mestiere d’oro, beh, non sempre e non per tutti. Il babbo va in pensione e, a dispetto delle statistiche sulle aspettative di vita, muore un anno dopo. Aveva versato per la sua pensione 80.000 (ottantamila euro), e indietro non ha avuto quasi niente, sua moglie che percepiva la minima con la reversibilità arriva appunto a poco meno di 800 (ottocento) euro. Mentre la crisi incalza, il lavoro manca, Massimo non riesce a pagare l’affitto della bottega, viene sfrattato, mette gli attrezzi in una cantina di un vicino amico e comincia, più o meno come un immigrato, lui bolognese doc che mai se lo sarebbe neppure sognato, a darsi da fare come può e quando può nei cantieri, sempre più rari del resto, e anche nelle case i rubinetti si lasciano gocciolare perché soldi non ce ne sono, e deve anche aiutare sua madre perché con 800 euro al mese si fa poca strada. Mi viene da sbattere la testa contro il muro, poi ci pensa su, anzi sarebbe ora di sbattere la loro testa contro il muro. Dice.

    Adesso arriva l’ultima domanda. E’ Giancarlo che parla: ma se non è questione di soldi per pagare il debito, perché se la prendono tanto con noi pensionati, sultant parchè i son malegn, soltanto perché sono maligni? Già, perché tanto accanimento contro i pensionati? L’accanimento è contro le pensioni pubbliche, contro il diritto alla pensione. E bisogna metter mano a un po’ di economia politica per capire. Detto in gergo tecnico, il capitalismo soffre strutturalmente della cosidetta caduta tendenziale del saggio di profitto, che viene contenuta o rintuzzata tramite la massimizzazione del profitto. Ma questi profitti non possono venire oggi dalla produzione e vendita di merci, ormai per esempio il mercato dell’auto è vicino alla saturazione, lo stesso per lavatrici e frigoriferi, per non dire dell’energia eccetera. Allora ecco che due sono le idee, la prima: invece di produrre merci a mezzo di merci, si produce denaro a mezzo di denaro, è il trionfante capitalismo finanziario, un meccanismo di speculazione aggressiva fino al gangsterismo; la seconda attiene alla previdenza, la sanità e assistenza, e la formazione, scuola e università, tutti settori da rendere privati. Terreno per l’azione finanziaria e speculativa di compagnie assicurative, società di hedge founds, e altri mostri succhiasangue. Ma prima bisogna eliminare, distruggere, fare tabula rasa del sistema pubblico nel campo della previdenza, della formazione, della sanità. Per cui essere pensionati pubblici deve diventare una tortura, un tormento, una umiliazione e immiserimento continuo (negli ultimi 10 – dieci – anni le pensioni italiane hanno perso il 25% del potere d’acquisto, fonte Istat).

    La pensione, la scuola, la sanità non devono più essere dei diritti sociali, in qualche modo e in parte sottratti al mercato, ma merci come tutte le altre, che comperi e paghi salato. La cosa si capisce ancor meglio se si considera che mentre il governo Monti bastona i pensionati, dall’altro lato, quello dei padroni, introduce forti agevolazioni fiscali per le aziende, con lo scandalo della mancanza di ogni tassa patrimoniale, che c’è anche in Francia, pur governata dalla destra, il 3% per patrimoni superiori a 300000 (trecentomila) euro e il 4% per quelli oltre i 400.000 (quattrocentomila). Ma allora da noi bisogna fare la rivoluzione, fera an buttaso, fare un buttasu, dice concludendo l’assemblea sotto i portici, Giancarlo e scuote la testa. Almeno non fa freddo, chiosa Massimo, ma neppure questa è una buona notizia, significa che il riscaldamento del pianeta avanza più svelto del previsto, e saranno guai grossi, molto. Ma non lo dico, per oggi di cattive notizie abbiamo fatto il pieno. Per la rivoluzione, chissà.


    #140408

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2011/12/scalavanserragl/index.html

    Scalavanserraglio

    Videocommenti (8) su: “Scalavanserraglio” Invia il tuo video

    Monti hal

    Buon natale

    La nonna allopera

    Tutti gli uomini del re
    In una Milano con l'aria carica di veleni che si depositano come la peste sulle macchine in sosta e nei polmoni delle persone si è celebrato il caravanserraglio della prima della Scala. Uno spettacolo fuori luogo, fuori tempo, uno schiaffo alla situazione economica. Nel teatro avrebbero dovuto esserci, estratti a sorte, cittadini comuni. Pensionati, disoccupati, studenti.
    Le autorità si trovavano nel palco reale. Finita la monarchia, è salita sul sommo trespolo della lirica, addobbato a fiori, la partitocrazia benedicente. Tra stucchi d'oro e stoffe di porpora con Napolitano e Monti c'erano, impettiti, gli statisti Pisapia e Formigoni, quest'ultimo indossava “lo smoking di 10 anni fa”, segno di sobrietà dopo l'arresto del vice presidente del Consiglio lombardo, Franco Nicoli Cristiani. All'ingresso, in un tunnel di transenne, ha sfilato in passerella per i fotografi la meglio gioventù. Presenti tra gli altri, il nuclearista nonché inceneritorista Veronesi, l'ex banchiere Passera con signora, Valeria Marini con un lampione al braccio fasciata di blu, Marta Marzotto in bianco, Stefano Boeri, Bruno Vespa con signora e geco fluorescente in evidenza e un'incredibile coppia: Cecchi Paone con la ex signora di Calderoli. Nei loro volti la felicità di esserci.
    L'auto di Monti è stata colpita da un uovo al suo arrivo, uno spreco in tempo di crisi. Una limousine bianca con a bordo dei membri del CUB, Confederazione Unitaria di Base, è arrivata sino all'ingresso del teatro. Gli operai sono stati subito riconosciuti dai loro abiti, abbondantemente sotto il costo di 10.000 euro, e dalle mani callose. Non hanno potuto raggiungere i Vip per dimostrargli il loro affetto. Il sovrintendente Stephane Lissner ha detto “Da questo luogo può ripartire l'Italia”, non ha però spiegato per andare dove, forse perché gli italiani lo sanno già. In Piazza della Scala e nella vicina Galleria ci sono state delle manifestazioni di gaudio popolare con cartelli di musicofili “Cambia l'orchestra ma la musica è sempre la stessa” ignorate dalla nuova nobiltà, ma non dalla Polizia. Il Don Giovanni è stato un trionfo, i nuovi ricchi si sono consumati le mani guantate. Uno striscione è rimasto per terra sotto la statua di Leonardo. C'era scritto “Non pagheremo noi la vostra crisi”. In futuro può darsi, ma per ora la loro crisi la paghiamo noi.


    #140410
    maraxma
    maraxma
    Partecipante

    hahaha


    #140409
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Ci devono ridare i soldi


    #140411
    Siberian Khatru
    Siberian Khatru
    Partecipante

    Un cittadino di Forli' e' morto sotto al parlamento durante il governo Monti si e' bruciato e Monti non ha detto nulla Questo personaggio non e' degno di rappresentare l'Italia e' propio un vampiro una persona indegna di rappresentarci noi siamo un popolo che ha sentimenti e non accettiamo queste cose.
    Monti assolutamente NO e' un Nazista non gli interessa se muori lui se ne frega


    « Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
    E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
    Jean Baudrillard

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