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  • #139882

    Anonimo

    Grazie a voi tutti veramente, siamo tutti una famiglia e ci aiutiamo anche in questo.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/06/riduzione-stipendi-m5s-non-ce-accordo-sulla-restituzione-dei-rimborsi-forfettari/584297/

    Riduzione stipendi M5S, “non c’è accordo sulla restituzione dei rimborsi forfettari”
    Secondo Repubblica il 48% dei parlamentari grillini chiede che sia su base volontaria la rinuncia alla quota non spesa (ma comunque riconosciuta) degli 8mila euro oltre l'indennità

    Sulla decurtazione dell’indennità a 5mila euro lordi i parlamentari M5S sono stati d’accordo fin dall’inizio. Ma sulla diaria e su tutti i rimborsi forfettari delle spese accessorie (che ammomtano complessivamente a oltre 8mila euro), tra i grillini la spaccatura è netta: da un lato la linea Grillo-Casaleggio (rimborso delle spese rendicontate e destinazione di tutta la parte eccedente al “fondo di solidarietà”), dall’altro il principio di libera scelta, così riassumibile: la rinuncia a quella quota di spese non sostenute ma comunque rimborsate dallo stato deve essere a discrezione del singolo parlamentare.

    Il retroscena è raccontato questa mattina dal quotidiano “La Repubblica”, secondo cui nel weekend i 163 deputati e senatori 5 Stelle hanno partecipato a un sondaggio per capiure come comportarsi, appunto, con la diaria. Secondo Repubblica il risultato, a ieri pomeriggio, era tutt’altro che unanime: avrebbero votato in 132 su 163. E il 48% vuole che le diarie vengano mantenute, con l’obbligo di rendicontare, sì, ma senza dovere restituire per forza la parte eccedente.

    Ma cosa dice il codice di comportamento degli eletti? Alla voce “trattamento economico” si legge: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Il dibattito, quindi, si è acceso sulla differenza tra le spese riconosciute come forfettarie e quelle effettivamente sostenute. A proposito dell’eccedenza rispetto alle spese rendicontate, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in una mail agli eletti, hanno chiesto di destinare la somma, appunto, al fondo di solidarietà.


    #139884
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1367833774=Pier72Mars]
    Grazie a voi tutti veramente, siamo tutti una famiglia e ci aiutiamo anche in questo.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/06/riduzione-stipendi-m5s-non-ce-accordo-sulla-restituzione-dei-rimborsi-forfettari/584297/

    Riduzione stipendi M5S, “non c’è accordo sulla restituzione dei rimborsi forfettari”
    Secondo Repubblica il 48% dei parlamentari grillini chiede che sia su base volontaria la rinuncia alla quota non spesa (ma comunque riconosciuta) degli 8mila euro oltre l'indennità

    Sulla decurtazione dell’indennità a 5mila euro lordi i parlamentari M5S sono stati d’accordo fin dall’inizio. Ma sulla diaria e su tutti i rimborsi forfettari delle spese accessorie (che ammomtano complessivamente a oltre 8mila euro), tra i grillini la spaccatura è netta: da un lato la linea Grillo-Casaleggio (rimborso delle spese rendicontate e destinazione di tutta la parte eccedente al “fondo di solidarietà”), dall’altro il principio di libera scelta, così riassumibile: la rinuncia a quella quota di spese non sostenute ma comunque rimborsate dallo stato deve essere a discrezione del singolo parlamentare.

    Il retroscena è raccontato questa mattina dal quotidiano “La Repubblica”, secondo cui nel weekend i 163 deputati e senatori 5 Stelle hanno partecipato a un sondaggio per capiure come comportarsi, appunto, con la diaria. Secondo Repubblica il risultato, a ieri pomeriggio, era tutt’altro che unanime: avrebbero votato in 132 su 163. E il 48% vuole che le diarie vengano mantenute, con l’obbligo di rendicontare, sì, ma senza dovere restituire per forza la parte eccedente.

    Ma cosa dice il codice di comportamento degli eletti? Alla voce “trattamento economico” si legge: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Il dibattito, quindi, si è acceso sulla differenza tra le spese riconosciute come forfettarie e quelle effettivamente sostenute. A proposito dell’eccedenza rispetto alle spese rendicontate, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in una mail agli eletti, hanno chiesto di destinare la somma, appunto, al fondo di solidarietà.
    [/quote1367833774]
    mi viene in mente la famosa barzelletta sui comunisti…che tutto quello che hanno lo devolvono al partito, e quando li domandano di dare la bicicletta, rispondono: quella no perchè quella ce l'hanno davvero.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #139885

    Anonimo

    IO non vorrei fare il bastain contrario, ma non è che ci possono rimettere, fissare un tetto senza sapere quello che si spende mi pare alquanto azzardato


    #139883
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    “Stiamo subendo un attacco senza precedenti, il più grande attacco che nella storia del nostro Paese sia stato rivolto ad una forza politica”. Lo dichiara

    Dell’Orco, uno dei 30 deputati a 5 stelle, che ha subito una violazione della sua casella di posta da parte di sedicenti hacker del Pd che hanno minacciato di pubblicarne i contenuti, come avvenuto già per sei deputati.

    http://modena5stelle.it/2013/05/dellorco-m5s-attacco-hacker-sottovalutato-dalle-istituzioni/


    #139886

    Anonimo

    Ciò che non mi torna è che Anonymous ancora non interviene per sputtanare questi 4 stronzetti, e comunque se non hanno nulla da nascondere che stiano tranquilli


    #139887

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/05/il_giornalismo_del_nulla/index.html

    Il giornalismo del nulla de la Repubblica

    “la Repubblica” continua ad occuparsi del nulla. Prende pezzi sparsi dal forum interno e privato dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle, decontestualizza i ragionamenti, costruisce titoli per screditare il MoVimento e per mettere noi parlamentari contro Beppe Grillo e viceversa. Gioco vecchio e che non funziona. L'onestà intellettuale vorrebbe prima di tutto che si raccontasse il grande risparmio che si ha con i parlamentari del movimento partendo dai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali non presi perché non voluti e poi la rinuncia all’assegno di fine mandato, circa 30 mila euro a parlamentare, la riduzione del 50% dell’indennità e in più la rendicontazione on-line di tutte le spese sostenute. Questa è la notizia in un Parlamento in cui nessuno rinuncia mai a niente. I ragionamenti estrapolati chissà come dal nostro forum e costruiti ad arte per fare un bel titolo li lasciamo appunto a “la repubblica”. Invitiamo tutti gli altri parlamentari a seguire il nostro grande esempio.” Roberto Fico
    P.S.: Noi rinunciamo anche alle doppie indennità di carica vedi Luigi Di Maio, Claudia Mannino, Ricardo Fraccaro


    #139888

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2013/05/il-bavaglio-sul-bilancio-2013.html

    Il Bavaglio sul bilancio 2013

    di Davide Bono

    L'approvazione di Finanziaria e Bilancio di Previsione 2013 s'è chiusa alle 5 del mattino del 3 maggio, senza accogliere nessuna delle richieste delle opposizioni (niente certezze sui trasporti,niente fondi sulle politiche sociali, aumento dell'addizionale IRPEF a tutte le fasce di reddito, piano di rientro Sanità dai contorni quanto meno “dubbi”, niente dietrofront sul Fondo Immobiliare Sanitario né sulle Federazioni Sanitarie, nessuna certezza sul Diritto allo Studio).

    Da legge contabile e Statuto la discussione si sarebbe dovuta chiudere entro il 31 dicembre 2012, ma ci sono stati i chiari di luna e le plurime manovre del Governo nazionale. Applicando, con una notevole forzatura, l'articolo 69 comma 6 del Regolamento hanno “contingentato” i tempi, decidendo arbitrariamente che i lavori si dovevano chiudere alle 6 del mattino, in tempo per permettere al neo Assessore Pichetto di volare a Roma con i funzionari e portare al tavolo del MEF i documenti freschi freschi per passare l'esame romano, intascarsi i soldi del DL 35/2013 (anticipi di pagamenti ai creditori commerciali della Regione che però altro non sono che debiti da restituire con piani di ammortamento trentennali) e scongiurare l'ipotesi di commissariamento (anche se, a dirla tutta, a me sembra di essere già commissariati).

    Ho quindi avuto a disposizione “ben” 23 minuti dalle ore 15 del pomeriggio alle 5 del mattino per illustrare oltre 120 emendamenti atti a spiegare le ragioni di contrarietà ad un bilancio che non ha dato risposte certe né ai bisogni né alle richieste dei piemontesi, 706 mila dei quali han votato 5 Stelle alle ultime elezioni politiche (60 mila in più dei voti presi dal Pd che invece ha avuto a disposizione oltre 4 ore di tempo).

    Per tutto il pomeriggio, la sera e la notte sono stato quindi imbavagliato dall'applicazione del Regolamento “Gariglio-Bresso” chiesto dalla maggioranza Cota e non contestato dal centro-sinistra. Triste epilogo di una Regione Piemonte che ormai è quanto di più lontano dalla democrazia si possa immaginare. Scelte politiche o “commissariamenti” nazionali? Entrambe le ipotesi fanno comodo alla politica dell'Inciucio atto a marginalizzare la voce del MoVimento 5 Stelle.

    Nei prossimi mesi trasferirò la battaglia sui temi fondamentali per la Regione (trasporti e infrastrutture, sanità, politiche sociali, fondo immobiliare, addizionale Irpef, ambiente e territorio, lavoro e formazione, diritto allo studio) nelle piazze, per costruire la vera e unica alternativa di Governo e dare voce ai tanti delusi, scontenti che vogliono cambiare in meglio la Regione ed il paese.


    #139889

    Anonimo
    #139890

    Anonimo

    http://www.byoblu.com/post/2013/05/06/becchi-reloaded.aspx#more-14950

    Becchi Reloaded

    Sabato mattina Luigi, un contadino di Castelletto D’Orba, mi arriva in casa a Genova riempiendomi di doni prodotti dalle sue mani, tutti rigorosamente biodinamici (marmellate, conserve di pomodoro, vini, torte fatte in casa e una grappa da far resuscitare i morti). E infatti mi sentivo quasi già resuscitato del tutto, quand’ecco mio padre ottantenne, grillino doc, mandarmi un messaggio di posta elettronica per annunciarmi che il blog mi aveva “riabilitato”. In effetti un mio breve post aveva già suscitato oltre mille commenti favorevoli, che hanno riempito il mio cuore di gioia.

    Voglio ringraziarvi tutti. Sì, avete ragione, sono uno di voi. Da oggi non sarò più un semplice simpatizzante, ma un attivista! Sempre che mia moglie, lei già attivista, riesca a fare per me la procedura di iscrizione online. Volevano dividermi dal Movimento e invece la vostra straordinaria solidarietà mi ha legato ancor più strettamente a voi. E così siamo tutti più forti di prima.

    Vi lascio il mio ultimo post, da leggere insieme al passo di Tocqueville pubblicato come citazione de “La settimana” sul blog di Beppe Grillo.

    Un forte abbraccio a tutti
    Paolo Becchi

    La tirannia della maggioranza.
    Nonostante Napolitano abbia dichiarato che «non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire questo governo, la natura di questo governo», resta un dato essenziale: questo governo, che sia politico e non più tecnico, è, come il precedente, un Governo del Presidente. Anzi, ancor più del precedente: è il Governo che incarna la sua idea politica delle «larghe intese» e della partitocrazia.

    Partitocrazia che è stata costretta, per salvarsi, a rieleggere Napolitano, con un’operazione legale (il testo della Costituzione non vieta la rielezione del Capo dello Stato), ma in contrasto con il senso – o lo “spirito” – che i padri costituenti vollero imprimere ala questione della rieleggibilità. Ricordo soltanto che, in sede di discussione costituente, fu Tosato a suggerire l’opportunità di limitarsi a stabilire che il Presidente della Repubblica fosse eletto per sette anni, ritenendo «che non sia opportuno escludere la possibilità della rielezione, soprattutto data la situazione politica attuale di penuria di uomini politici, dopo venti anni di carenza di vita politica». Nell’approvazione del testo definitivo, ad ogni modo, Terracini ritenne che, nella formula, fosse implicito il criterio che non potesse essere rieletto, mentre Lami Starnuti propose espressamente di inserire la non rieleggibilità per «impedire che si apra la via ad una politica a carattere personale del Presidente». Questa forzatura non segna, come qualcuno ha sostenuto, la resurrezione della Prima Repubblica, ma la cristallizzazione della Terza Repubblica voluta, a partire dalla nomina di Monti a Presidente del Consiglio, da Re Giorgio.

    Eppure, qualcosa è nel frattempo accaduto, tra un Governo del Presidente e l’altro. Le elezioni hanno sancito l’emergere di una forza politica nuova che rappresenta – comunque la si voglia giudicare – almeno un terzo del popolo italiano, con i suoi otto milioni di voti. Qualsiasi sistema democratico – se non vuole finire in quella «tirannia della maggioranza» di cui già parlava Toqueville – deve consentire alle minoranze, alle opposizioni, adeguati margini di movimento. La lezione di Toqueville non può essere dimenticata: «Io considero empia e detestabile questa massima: che in materia di governo la maggioranza di un popolo ha il diritto di far tutto».

    L’opposizione parlamentare è ciò che realizza quel meccanismo di check and balance nei confronti della maggioranza che è essenziale al funzionamento della democrazia. Ed è per questo che la Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto (CEDD) ha insistito, a proposito del ruolo dell’opposizione in un parlamento democratico, sulla necessità di garantire una serie di diritti, political minority rights.

    Nel nostro sistema politico, la prassi è sempre stata quella di attribuire la Presidenza delle commissioni del Copasir e della Vigilanza Rai alle forze d’opposizione. Come è noto, i partiti hanno “bloccato” il funzionamento del Parlamento, impedendo la formazione delle commissioni permanenti, proprio invocando la necessità di una previa definizione dei rapporti tra maggioranza e minoranza all’interno dell’Assemblea. Ora, tuttavia, che il Governo si è formato, e che esso è espressione della maggioranza parlamentare Pd-Pdl-Scelta Civica, si rischia di vedere attribuite quelle commissioni ad una minoranza artificiale: non il M5S, ma Lega e Sel (rimaste formalmente fuori dal Governo, ma forze politiche facenti parte delle coalizioni Pd e Pdl). Questa minoranza costruita artificialmente è funzionale a realizzare un’operazione politica di blocco di una opposizione che rappresenta 1/3 del popolo italiano.

    Una conventio ad excludendum, in altri termini, che ripropone non tanto quella che valse per il Partito Comunista, quanto quella che funzionò contro i «fascisti» del M.S.I., fuori da quello che allora si definì come «arco costituzionale». È in atto, cioè, un tentativo di escludere il M5S non tanto dal Governo, ma dall’arco costituzionale, come se esso rappresentasse una forza eversiva, anticostituzionale ed antidemocratica.

    Il discorso di Napolitano per l’insediamento, del resto, è stato chiaro: non un discorso super partes, di garanzia, ma un discorso politico – tipico non del Capo dello Stato, quanto piuttosto di un Capo di Governo – che si è rivolto esplicitamente contro il M5S. Una sorta di preludio ad una convenzione politica che escluda il MoVimento da ogni possibilità di reale partecipazione ai lavori del Parlamento.

    Il MoVimento deve reagire con decisione, ma evitando di cadere nella trappola della violenza. La violenza è nella natura di una situazione sociale destinata a diventare sempre più esplosiva a causa di una crisi economica che sta portando l’intero paese al collasso. Ma il M5S dovrà continuare nella linea che ha sinora seguito: la linea democratica, della lotta politica all’interno delle istituzioni


    #139892
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Per me il m5s è finito, ha perso ogni minima credibilità.

    [size=22]Movimento 5 Stelle: Casaleggio e le lezioni di economia ai parlamentari

    Il guru dell'M5S parlerà con i deputati e senatori che siederanno in commissione Bilancio. Portando con sé le sue teorie liberiste. E non vuole sentir parlare di uscita dall'Euro e scenari simili.

    Gianroberto Casaleggio si prepara a impartire qualche lezione di economia ai deputati del Movimento 5 Stelle. Lezioni indispensabili visto che le commissioni stanno per cominciare i lavori, e soprattutto in quella dedicata al Bilancio non bisogna farsi trovare impreparati. Ed ecco che il guru dell’M5S incontrerà parlamentari e senatori pentastellati giovedì e venerdì, portando con sé il frutto del lungo tour fatto nel nordest per parlare con gli imprenditori: cercando di capire le loro idee, le loro esigenze e quanto di tutto questo possa essere portato nel Movimento 5 Stelle.

    Ma qual è l’idea di economia di Casaleggio? Per molti versi ricorda quella originale di Forza Italia e della Lega (anche se questa cosa farà arrabbiare molti sostenitori delle 5 Stelle): liberismo spinto – non a caso l’M5S è apertamente antisindacalista -, meno tasse e meno burocrazia con una spruzzata di anticasta che non fa mai male. Questi sono i principi base che il guru del MoVimento ha portato in tour e che hanno saputo raccogliere l’interesse dei molti, soprattutto tra i piccoli imprenditori, che hanno smesso di credere in Berlusconi e nella Lega di Maroni.

    Sono questi i principi base che verranno spiegati ai deputati e senatori che siederanno in commissione Bilancio, tesoro e programmazione. Che a loro volta racconteranno a Casaleggio i loro principali obiettivi: microcredito, riduzioni fiscali per le piccole e medie aziende, abolizione dell’Irap. Ma c’è un punto che non dovrà essere superato: quello della macro-economia.

    Che significa? Il fatto è che Casaleggio si attende dai deputati discorsi pragmatici e non voli pindarici. Ma molti deputati appassionati di teorie economiche in questo periodo si stanno lanciando parecchio in là, dando voce all’euroscetticismo di molti grillini e provando a individuare nuovi scenari post-euro. Come racconta La Stampa:

    I più temerari analisti-cittadini Cinque Stelle ritengono che gli scenari possibili siano quattro: il mantenimento dello stato attuale, la revisione completa degli accordi con Bruxelles, un doppio euro (più leggero in Italia e più pesante in Europa) o, il preferito, la lira in Italia e l’euro oltre confine.

    Ma questi sono argomenti che Casaleggio non vuole nemmeno sentir nominare.

    fonte: http://www.polisblog.it/post/84931/movimento-5-stelle-casaleggio-economia


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

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