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  • #139955
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #139965

    xxo
    Partecipante

    [quote1369184510=brig.zero]

    [/quote1369184510]
    #sallo


    #139966

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/05/m5s-al-san-raffaele-emozionante-abbraccio-con-i-lavoratori.html

    M5S al San Raffaele: emozionante abbraccio con i lavoratori

    di Lombardia 5 Stelle

    Questa mattina, alle 10, una delegazione di portavoce del Movimento 5 Stelle Lombardia ha accompagnato i lavoratori licenziati dell'ospedale San Raffaele a ritirare la lettera di reintegro nel posto di lavoro.
    Il M5S aveva chiesto e ottenuto, con una mozione urgente approvata dal Consiglio Regionale, la riapertura della contrattazione e impegnato la Regione Lombardia ad assumere il ruolo di mediatore tra le parti.
    “E' stato un importante momento di festa e ringraziamo i lavoratori del San Raffaele per aver invitato il M5S a condividerlo”, dichiara Silvana Carcano, portavoce capogruppo del M5S.
    “Il movimento è l'unica forza politica che li ha incontrati direttamente, partecipando al sit-in di protesta sul tetto dell'ospedale. Allora, alcuni di loro erano in lacrime, inascoltati dalle istituzioni e senza speranze per il futuro. Ritrovarli e abbracciarli questa mattina, sorridenti nella loro divisa, chi da infermiere, chi da assistente ospedaliero, è stato davvero emozionante.
    Oggi abbiamo la conferma che si può finalmente rinnovare la politica e ottenere risultati concreti. E questo successo è arrivato grazie al coinvolgimento diretto degli attivisti sul territorio che hanno creato un rapporto di fiducia con i lavoratori licenziati e consentito a noi portavoce M5S di portare nelle istituzioni un problema concreto. Questo è solo l'inizio”, conclude Carcano.


    #139967

    Anonimo

    http://www.cadoinpiedi.it/2013/05/21/ius_soli_sul_referendum_sono_daccordo_con_grillo.html

    IUS SOLI: SUL REFERENDUM SONO D'ACCORDO CON GRILLO
    di Aldo Giannuli – 21 maggio 2013
    Qualcuno storcerà il naso, ma sono convinto occorra consultare il corpo elettorale: è giusto che questa decisione passi attraverso una maturazione culturale del paese. Come nel '74, credo che anche stavolta l'Italia sia più avanti dell'immagine che ne abbiamo

    Volutamente non sono intervenuto (salvo una sola volta) nella discussione provocata dal pezzo precedente sullo Ius Soli, per non condizionarne lo svolgimento che è stato, a tratti, piuttosto vivace. E dunque non ho risposto neppure alle varie domande che qui e lì mi venivano rivolte, anche per non spezzettare troppo il discorso. Lo faccio ora con questo pezzo riassuntivo sulla questione dello ius soli, lasciando per una prossima occasione la risposta sui temi generali dell'immigrazione sollevati da interventori come Santinumi, Paola o Mont.marc. Intanto, mi sembra il caso di distinguere due aspetti del problema: il merito dell'eventuale legge e la procedura da seguire.

    Primo problema, il contenuto della legge: lo ius soli è una istanza di principio (cioè che non ci sia una forma discriminatoria di cittadinanza, per cui persone nate in Italia, che parlano italiano, che lavorano e pagano le tasse siano considerati “ospiti” privi di diritti politici), ma ci sono molti modi di realizzare questo obbiettivo. Molte delle obiezioni affacciate negli interventi non riguardano tanto il principio in sé, quanto piuttosto il rischio di abusi o di forzature che possono benissimo trovare il loro correttivo nelle modalità che la legge determina.

    In Europa esistono diversi sistemi normativi ispirati al principio dello ius soli che si discostano in più punti. Dunque, a di là della questione di principio, conviene appuntare l'attenzione sulle concrete soluzioni tecniche.

    In primo luogo togliamo di mezzo una questione infondata: quella di una sorta di automatismo che potrebbe costituire un attrattore di immigrazione aggiuntiva. Non so cosa proporrà il ministro Kyenge (cui va tutta la mia solidarietà per gli indecenti attacchi ricevuti dai fascio-leghisti), ma penso che nessuno abbia in mente una legge per la quale il figlio occasionalmente nato in Italia da due cittadini extracomunitari, diventa automaticamente cittadino italiano, anche se l'intera famiglia si trasferisce in un altro stato europeo dopo tre mesi.

    A pensarci bene, il problema vero si pone dai 18 anni in su: noi già garantiamo il diritto all'assistenza sanitaria anche agli immigrati non cittadini italiani ed anche la scuola ai loro figli (e ci mancherebbe altro!). Quindi, il problema riguarda essenzialmente diritti come quello di voto, di partecipazione a concorsi pubblici, di accesso alle professioni ecc: tutte cose che non riguardano i minori dei 18 anni. Eventuali diritti residuali sin qui non garantiti ai minori non italiani potrebbero essere benissimo attribuiti con altra legge.

    Dunque, il problema si pone al compimento del 18° anno. Per la verità già oggi è possibile chiedere la cittadinanza italiana da parte di un cittadino straniero, sia pure con procedure macchinose e complicate, quindi, tutto sommato, si tratterebbe di raccordare la norma sullo ius soli con le normative esistenti razionalizzandole e semplificandole.

    Va da sé che stiamo parlando essenzialmente del caso di una persona nata in Italia da cittadini stranieri, che vi sono poi rimasti per molti anni, durante i quali il minore è restato sul suolo italiano ed ha frequentato le scuole dell'obbligo italiane. Dunque, un caso abbastanza preciso. Eventuali casi più particolari (ad esempio un nucleo familiare che si è spostato, nel tempo, in più paesi per tornare in Italia quando il minore compia i 18 anni) possono essere regolati con una normativa integrativa apposita, fissando un minimo di requisiti necessari. E questo risolverebbe anche un altro problema: lasciare all'immigrato la libertà di scegliere se accettare la cittadinanza italiana.

    Infatti, ci sono paesi che non concedono la doppia cittadinanza, per cui l'acquisizione di quella italiana comporterebbe ipso facto la perdita di quella originaria e non è detto che l'interessato non preferisca mantenere la cittadinanza d'origine, magari in vista di un rimpatrio. Pertanto, la legge potrebbe subordinare la concessione della cittadinanza alla presentazione di una domanda in questo senso e, quindi, non un obbligo di legge ma una scelta di libertà. Perché no? E non verrebbe meno il principio della libera scelta neppure se anticipassimo la scelta al compimento del 16° anno, una età in cui si può fare benissimo una scelta consapevole.

    Ci sono molti altri aspetti particolari ad esempio requisiti come il titolo di scuola media inferiore che dovrebbe assorbire anche quello della conoscenza della lingua italiana. Peraltro la lingua si apprende per effetto della permanenza in Italia: non si resta in un paese per anni senza apprenderne la lingua, magari approssimativamente, ma vi pare che i valligiani che votano Lega parlino un italiano di particolare pregio?

    Dunque, come si vede, occorre entrare nel merito per esprimere un giudizio sensato che vada al di là della questione di principio.

    E veniamo al secondo punto: le modalità attraverso cui decidere. Su questo -forse qualcuno storcerà il naso- sono d'accordo con Grillo: è opportuno consultare il corpo elettorale. Si tratta di una decisione che incide sulla stessa composizione dell'elettorato, per cui un referendum appare opportuno, anche per non far passare precedenti pericolosi (e sulle leggi elettorali stiamo già facendo troppi pasticci). So perfettamente che ci si espone al pericolo di una bocciatura, ma è un azzardo che si deve fare perché è giusto che questa decisione passi attraverso una maturazione culturale del paese. Diversamente correremmo il rischio di una scelta non condivisa dalla maggioranza degli italiani, il che potrebbe provocare una crisi di rigetto ancora peggiore.

    Non è materia sulla quale si può imporre all'elettorato la volontà della classe politica, per di più attraverso un Parlamento così poco rappresentativo (ricordiamoci sempre che qui il 20% del corpo elettorale ha il 54% dei seggi alla Camera ed, in caso di nuove votazioni con questo sistema, le cose non cambierebbero). C'è da capire se sia più opportuno un referendum consultivo di indirizzo, prima che la legge sia approvata o un referendum abrogativo della legge approvata.

    La prima soluzione avrebbe il non piccolo difetto di favorire un dibattito assai confuso, proprio perché non si capirebbe bene su cosa si sta votando (e, nel nostro piccolo, anche il dibattito in questo sito dimostra quali equivoci possano venir fuori). Mi sembra dunque preferibile la seconda soluzione, ma se ne può discutere.

    D'altro canto, pur sapendo che si tratta di una battaglia difficile, non è affatto una battaglia persa in partenza. Mi ricorda molto lo scontro per il divorzio: a sinistra e fra i laici c'era una fifa blu di perdere per effetto della campagna dei preti, delle sparate di Fanfani, dell'apporto dei fascisti. Ero ritenuto un irresponsabile iper ottimista perché sostenevo che avremmo vinto con il 55% ma, dopo, vincemmo con il 59,1% e vincemmo anche nelle città meridionali, in Veneto e in Sicilia considerate tutte roccaforti del Si. Di colpo l'Italia si scoprì non più cattolica ma laica e ne venne una stagione di altre conquiste di diritti civili.

    Io credo che anche questa volta l'Italia sia più avanti dell'immagine che ne abbiamo e dobbiamo lavorare perché, di nuovo, ci sia questa rivelazione di maturità democratica. E' una battaglia che, come quella del 1974, si può vincere, ma a condizione di recuperare quello spirito combattivo con il quale ci battemmo, sin da un anno prima, per informare la gente, per contrastare le falsità dei preti, per svegliare la sensibilità di molti e creare consenso. E, dunque, tutti ai posti di combattimento senza paura del confronto.

    Ps. Per quanto riguarda il voto a Pd ho già detto in campagna elettorale perché non mi convincevano, e non mi ripeto. I successivi sviluppi hanno aggiunto ulteriormente abbassato la mia considerazione nei confronti dei dirigenti e parlamentari di quel partito, il cui deplorevole comportamento ce li ha rivelati ancor più inetti e infidi di quel che sapevamo. Li avevamo giudicati solo opportunisti e affamati di potere. Eravamo stato ottimisti: la realtà è ancora peggiore.


    #139968

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/05/il_m5s_lombardia_rifiuta_2_milioni_di_rimborsi_maroni_no.html

    Il M5S Lombardia rifiuta 2 milioni di rimborsi. Maroni no

    “A seguito di un nostro post sul blog http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/05/lombardia-la-sospensione-fondi-ai-gruppi-e-uno-specchietto-per-le-allodole.html il presidente Maroni ha risposto con un tweet https://twitter.com/maroni_leganord/status/336732658421878784 Il Presidente Maroni, che pure deve avere una qualche esperienza politica, confonde i rimborsi con le spese di funzionamento dei gruppi consiliari. Nessun cambiamento, abbiamo rifiutato 2 milioni di rimborsi elettorali, ridotto lo stipendio e rendicontato tutte le spese; a differenza di chi ha usato le spese di funzionamento dei gruppi consiliari illegittimamente per pagare il matrimonio della figlia, come ha fatto il capogruppo della Lega nella scorsa legislatura, come da contestazione della magistratura.
    Attendiamo inutilmente altrettanto dagli altri gruppi.” M5S Lombardia


    #139964

    pancia37
    Partecipante

    Sibilia tira le orecchie al gruppo bidelberg ed i suoi schiavi : http://www.youtube.com/watch?v=0CVzm-4nLuo


    #139969

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/05/m5s_senato_gioco_dazzardo_e_partiti/index.html

    M5S Senato: Gioco d'azzardo e partiti

    “Ha destato scalpore la denuncia a Le Iene di un dipendente del Senato sull'azione di lobby in questo Parlamento. Non è difficile vedere il filo rosso che, in maniera legale, ma deleteria per il Paese, unisce politica e gioco d'azzardo. L'11 febbraio 2013, al Senato, Matteo Iori presidente del CONAGGA, che lotta contro questa patologia, ne denuciava gli intrecci. Lo stesso Iori il 7 maggio commentava in Rete: “Ben sette ministri (compreso il primo ministro (Enrico Letta, ndr) fanno parte di una fondazione che si chiama VeDrò finanziata anche da due multinazionali, Lottomatica e Sisal, Letta ricevette 15 mila euro di contributo da Porsia, titolare della Hbg, una delle più grandi aziende del gioco d'azzardo. Il nuovo Ministro Bray è anche direttore della rivista Italianieuropei, già sostenuta da importanti contratti pubblicitari con le industrie del gioco d’azzardo. Nel nuovo governo a chi andrà la delega ai giochi d’azzardo? Sarà forse casualmente scelto il nuovo sottosegretario Alberto Giorgetti? Giorgetti non sarebbe nuovo alla delega ai giochi, la tenne per anni sotto il governo Berlusconi, con grande piacere dell’industria del gioco.” conclude Iori. Dal dossier del Conagga e inchieste giornalistiche si apprende che Snai ha finanziato regolarmente: Gianni Alemanno, Margherita, UDC, DS, MPA e Gianni Cupèrlo Pd. Compaiono ex politici e loro parenti entrati nel business. Cito rapidamente: Augusto Fantozzi, presidente SISAL, Vincenzo Scotti, che lanciò “Formula Bingo” insieme a Luciano Consoli, uomo di fiducia di D’Alema. Francesco Tolotti – dell’Ulivo – che con Nannicini, Vannucci, Salerno e Gioacchino Alfano, nel 2007 riuscì a far modificare il Testo Unico che regola le slot machine. Ricordiamo l'onorevole Laboccetta. E poi Massimo Ponzellini e Antonio Cannalire, proprietario della Jackpot Game che a Milano gestiva sale da gioco d’azzardo insieme alla Finanziaria Cinema, di proprietà di Marco Jacopo Dell’Utri, figlio di Marcello Dell’Utri. Si ricorda, il governo Berlusconi che liberalizzò i giochi d’azzardo on-line. Casualmente, ma solo casualmente, qualche giorno prima la Mondadori acquisì il controllo del 70% di Glaming, che opera nel gioco d’azzardo on-line. Non possiamo omettere Pellegrino Mastella, figlio di Clemente Mastella, che attraverso SGAI e Betting 2000 dei fratelli Renato e Massimo Grasso avviò altre aziende di gioco, fra queste King Slot e Wozzup, poi indagate per gravissimi reati. Distinti colleghi, sono certo che la stragrande maggioranza di voi non ha alcun legame di lobby e condivide l'urgenza di una stretta normativa contro slot machines e giochi online che lucrano su gravissimi danni per cittadini, famiglie, e per i loro figli. Il Movimento 5 Stelle attende dal Governo, nei fatti, la coerenza di cui oggi è politicamente legittimo dubitare”. Giovanni Endrizzi, M5S Senato


    #139970

    Anonimo

    http://www.liberi-pensieri.info/2013/05/ecco-che-cosa-vuole-da-noi-e-perche-il-deputato-irpino-carlo-sibilia/

    ECCO CHE COSA VUOLE DA NOI E (PERCHE') IL DEPUTATO IRPINO CARLO SIBILIA

    DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
    liberi-pensieri.info

    Oggi, il premier Enrico Letta è a Bruxelles, in teoria, a sostenere la inderogabile necessità per la nazione di avviare finalmente un immediato piano di investimenti per il rilancio dell’economia, chiedendo da subito e con urgenza l’allentamento degli obblighi fiscali imposti dalla Troika, aprendo un tavolo di chiara discussione aperta a tutte le nazioni della zona euro, con il fine di rinegoziare il Fiscal Compact, un dispositivo che aiuta le banche e penalizza le imprese, affonda gli Stati e penalizza le popolazioni; deindustrializza le nazioni e arricchisce i colossi finanziari multinazionali. Lui, ufficialmente, è la nostra bandiera.

    Ieri, alla Camera dei deputati, l’on. Carlo Sibilia –distretto Irpinia, regione Campania- deputato del gruppo M5s, eletto il 7 maggio 2013 alla carica di segretario della commissione esteri di cui l’on. Alessandro Di Battista è vice-presidente, ha fatto una interrogazione parlamentare rivolgendosi direttamente a Enrico Letta chiedendogli (e chiedendolo a nome di tutti gli italiani) come sia possibile che un individuo membro del gruppo Bilderberg e della Trilateral, che rappresentano gli interessi delle banche internazionali e dei colossi finanziari-mediatici, possa avere la libertà di movimento necessaria per simile operazione. Trovate l’intero video su you tube (http//www.youtube.com/watch%3Fv%3D0CVzm-4nLuo).
    Il quotidiano la repubblica, nel presentare la notizia sul suo sito online, questa mattina, ha “scelto” di prendere in giro le affermazioni del deputato Sibilia, sottolineando il richiamo da parte di Marina Sereni del PD che lo ha più volte redarguito (Sibilia usava l’espressione “signor Letta”) invitandolo a “usare una forma più appropriata”. Ecco qui di seguito la notizia commentata sul sito http://www.italiaincrisi.it, a firma Felice Marra.

    Repubblica fa lo scoop sul richiamo al grillino invece di mostrare i contenuti scomodi riguardo Letta e Bilderberg
    May. 21 Io veramente non ho parole… Repubblica invece di parlare dell’importantissimo e scomodissimo discorso che Sibilia ha fatto nei confronti di Letta e del coinvolgimento di gran parte dei punti chiave del governo al Gruppo Bilderberg rovescia la frittata e fa lo scoop sul fatto che il grillino è stato “sgridato”. Ancora una volta questo giornale si dimostra di essere complice dello sfascio di questo paese. Ecco come presentano il video nella didascalia sul sito : “Siparietto alla Camera durante le comunicazioni del presidente del Consiglio Enrico Letta in vista del Consiglio europeo. Nel suo intervento il deputato del Movimento 5 stelle, Carlo Sibilia, si rivolge più volte al premier chiamandolo “signor Letta”. La vicepresidente della Camera, Marina Sereni, interrompe l’esponente grillino e lo invita a rivolgersi al presidente del Consiglio “in maniera appropriata””

    Sempre sullo stesso sito, veniva presentata in rete la nomina di Sibilia in un articolo pubblicato in data 8 maggio 2103: Il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, è stato eletto segretario della Commissione Affari Esteri della Camera, una delle più importanti tra le quattordici permanenti. Si tratta di un ponte istituzionale tra l’Italia e il resto del mondo per quanto riguarda i delicati temi dei diritti civili, dello sviluppo economico, della diffusione della pace, della cooperazione, delle relazioni politiche tra Stati. “Uno dei primi impegni riguarderà la ratifica del trattato di Istanbul contro la violenza sulle donne. Siamo, invece, impegnati fin da subito nell’approfondimento dei grandi temi economici cui sono legati a doppio filo le sorti di molti Paesi. Per questo è già stato programmato un incontro che terremo con il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, il 15 maggio” – dichiara il deputato Sibilia, che sarà in Commissione con Alessandro Di Battista, eletto vicepresidente sempre tra le fila del Movimento. Viva soddisfazione è espressa dal gruppo attivo avellinese che augura al cittadino Sibilia un proficuo lavoro. http://www.affariitaliani.it/campania/m5s .

    Ecco come sul sito http://www.irpiniaoggi.it veniva data, invece, informazione al pubblico campano sulle idee e progetti del deputato irpino, in un articolo firmato Pasqualino Magliaro, un giornalista autonomo indipendente.

    M5s, Carlo Sibilia da onorevole a cittadino
    Lunedì, 29 aprile 2013 – 10:01:00Per far nascere la Terza Repubblica uno dei nodi da analizzare con gran cura sarà di sicuro quello della diminuzione dei privilegi parlamentari. Un travaglio più volte affrontato ma che non ha mai generato qualcosa di concreto che sia riuscito a soddisfare quella parte di cittadinanza che ormai nella politica e nei suoi finti sforzi non crede più. I nuovi presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, hanno annunciato nelle settimane passate i primi passi per “tagliare il superfluo” iniziando dalle loro cariche. Ma i nuovi parlamentari cosa ne pensano?Promesse e buoni propositi non giungono nemmeno più all’orecchio di chi è stanco di ascoltarle convinto che rimangano tali. E così diventa curioso e fa inevitabilmente notizia quando un nuovo inquilino degli scranni del potere decide di sua spontanea volontà di “cancellare” il titolo che gli spetta da volere popolare.Carlo Sibilia, eletto deputato nella circoscrizione Campania 2, ha le idee chiare: “le promesse vanno mantenute e questo è solo un gesto che dimostra quello che abbiamo sempre sostenuto nei confronti dei cittadini”. Il giovane deputato irpino si riferisce a un piccolo gesto che fa rumore: quello di cancellare con proprio pugno il titolo di Onorevole dalla porta del suo ufficio alla camera e sostituirlo con il titolo, più comune, di cittadino. Il Movimento 5 stelle si fa da sempre portavoce principale del nodo “casta politica” e mentre il Governo ancora deve insediarsi qualcosa già si è fatto. “Denoto che i privilegi alla Camera riguardano soprattuto le indennità di carica che non si riesce a scardinare – continua il cittadino Sibilia – Abbiamo fatto una proposta, con il nostro ufficio di presidenza, molto chiara, diminuire il compenso dei parlamentari a quello del codice di comportamento del M5S adeguandolo anche agli altri parlamentari. Al momento siamo riusciti ad ottenere un taglio del 25% sull’indennità di carica”. Il tour tra i privilegi parlamentari e ricco di strade e panorami non del tutto conosciuti spesso “abilmente mascherati” e a tratti sconcertanti come lo spettacolo di auto blu, presenti nei parcheggi intorno ai palazzi del potere, che sibilia definisce “Vergognoso”. Il gesto di Sibilia, che sulla sua pagina facebook non è privo di attacchi, è stato ripreso anche da qualche suo collega appartenente sempre al Movimento 5 stelle mentre da parte dalle altre forze politiche sembra non arrivare nessun segnale: “erano forse impegnati nell’inciucio – sottolinea Sibilia – in verità gli altri parlamentari li ho visti pochissime volte in aula mentre noi siamo sempre all’interno del palazzo a lavorare la loro presenza per ora si è limitata quasi alle sole votazioni”.

    Pasqualino Magliaro

    Leggete, pensateci, riflettete e fatevi una vostra idea personale.

    Ciò che importa è che sia la vostra.

    Si comincia da qui a costruire la propria libertà individuale di cittadini pensanti.


    #139971

    Anonimo

    Codici identificativi polizia: bocciatura ipocrita

    Da il M5S Piemonte

    di Davide Bono

    A maggio 2012 avevo presentato una proposta di legge al Parlamento, la n. 260 per l'inserimento dei codici identificativi sulle divise delle Forze dell'Ordine, come avviene già nella maggior parte dei paesi europei. Avevamo tenuto anche una conferenza al proposito, in cui avevamo spiegato l'utilità degli stessi per riavvicinare le Forze dell'Ordine alla popolazione, per dare a loro maggior prestigio e di credibilità, minata da alcune violenze perpetuate da alcuni agenti, avallate e protette dai vertici dei Ministeri preposti, come a Genova 2001.

    A novembre 2012, dopo l'ennesima richiesta di inserirli (il dibattito è aperto almeno da dopo Genova-2001), e questa volta da parte del sindacato piddino (il Silp-CGIL), su richiesta di altri sindacati (SAP e UGL), il Consiglio approva un ordine del giorno che auspica “che il Governo italiano non dia corso alla proposta di inserire identificativi sulle divise degli agenti di Polizia, ritenendo che ciò comporterebbe dei gravi rischi per gli agenti anche nella sfera della vita privata”.

    Ovviamente tali codici identificativi servono a poter individuare gli agenti, rei di condotte penalmente rilevanti, da parte della magistratura, non certo da parte di singoli cittadini vogliosi di rivalsa. E' risibile quindi quanto approvato a larga maggioranza.

    A quel punto ho richiamato in Aula il provvedimento che tanto non sarebbe mai stato discusso in Commissione e per caso (ma neanche tanto), finisce in discussione martedì scorso, proprio il giorno dopo il tentativo di ingresso notturno al cantiere della Valsusa da parte di soggetti ignoti. E così la foglia di fico è pronta: guardate nel video con che mistura di superficialità, ipocrisia ed arroganza mi rispondonoconsiglieri del Pd, di Fratelli d'Italia (ex-Pdl) e della Lega. In particolare, da segnalare l'atteggiamento del Pd che prima afferma che la materia è nazionale, salvo poi, avendo ricordato loro che diverse proposte di legge al Parlamento sono state approvate anche in questa legislatura, e proprio a prima firma Pd, affermano platealmente che non voteranno la legge perché…presentata dal M5S. Ecco, cari media asserviti che chiedete a noi se voteremo le proposte di legge degli altri, perché non chiedete al Pd che boccia proposte che pur riterrebbe condivisibili?

    Bisogna mandarli tutti a casa e bonificare. Sarà lunga e faticosa ma lo faremo, insieme!

    PS. Ringrazio i parlamentari piemontesi che mi hanno dato la loro solidarietà e hanno già dichiarato a mezzo stampa che presenteranno in Parlamento il prima possibile analoga legge!!


    #139933

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/05/diritti_acquisi.html#commenti

    Diritti acquisiti

    Il diritto acquisito è sacro solo per chi ha più diritti degli altri. Altrimenti può tranquillamente decadere. Per gli esodati il diritto acquisito c'era una volta, con tanto di impegni firmati dalle aziende e dallo Stato, e all'improvviso non c'era più. Per gli ex parlamentari che incassano il vitalizio, come Scalfari o Veltroni, il diritto acquisito è inamovibile “il partito me lo ha dato e guai a chi me lo tocca”. Chi doveva andare in pensione a 60 anni per diritto acquisito ci andrà a 68 anni, chi ha tre pensioni va alle Maldive a dicembre per diritto acquisito. Chi ha il diritto acquisito alla pensione minima però lo mantiene anche se muore di fame, e questo è democratico. Amato mantiene il diritto acquisito a 32.000 euro di pensione al mese, il minimo per un uomo della sua levatura craxiana. Chi viene licenziato per il fallimento dell'azienda perde quasi sempre il diritto acquisito alla liquidazione, i parlamentari di pdl e pdmenoelle che hanno fallire lo Stato mantengono comunque il diritto acquisito a un assegno di circa 150.000 euro di reinserimento nella società a fine mandato. C'è diritto acquisito e diritto acquisito. Chi ha una pensione superiore a 10.000 euro al mese e chi non l'avrà mai. Chi ha la scorta, un diritto acquisito dai politici più amati dagli italiani, e giudici anti mafia a cui viene tolta. Il diritto acquisito è lo Scudo Fiscale del 5% sul rientro di capitali frutto dell'evasione dall'estero e una tassazione del 70% sulle imprese che dichiarano tutto al fisco. I giovani hanno il diritto acquisito al lavoro, ma solo se emigrano all'estero, 500.000 persone in Italia hanno invece il diritto acquisto di vivere di politica con le nostre tasse. I burocrati di Stato hanno il diritto acquisito di essere inamovibili, oltre che a paralizzare lo sviluppo del Paese, gli imprenditori che falliscono hanno il diritto acquisito di suicidarsi. Nessuno li rimprovererà per questo. Chi non riesce più a pagare il mutuo della casa ha il diritto acquisito di essere messo in mezzo a una strada. I politici hanno il diritto acquisito di comprare nella grande Roma immobili a prezzi di realizzo.
    Quando sentite discutere di “diritti acquisiti” state tranquilli, non riguardano mai i vostri, ma quelli di chi li ve li toglie e, ferocemente, si tiene i propri. Le iene divorano anche l'ultimo osso.


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