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Questo argomento contiene 1,658 risposte, ha 50 partecipanti, ed è stato aggiornato da J-new J-new 1 anno, 8 mesi fa.

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  • #138880

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2012/05/parma_hanno_vinto_i_cittadini/index.html

    Parma: hanno vinto i cittadini

    Parma: hanno vinto i cittadini
    (02:24)
    “Grandi. Siete stati grandi tutti. Abbiamo conquistato Parma, la nostra Stalingrado, e adesso andiamo verso Berlino. Due considerazioni: la prima riguarda i soldi. Abbiamo dimostrato di poter fare politica senza soldi. A Parma sono stati spesi 6.400 euro di autofinanziamento e abbiamo vinto. Come abbiamo vinto a Mira e Comacchio con poche centinaia di euro. Devono chiedersi come mai, perché e come abbiamo fatto. Dovranno confrontarsi su queste cose. E poi non ha vinto Pizzarotti a Parma, ma hanno vinto i cittadini di Parma. Questo concetto bisogna capirlo. Il Movimento 5 Stelle è uno strumento che serve ai cittadini per amministrare loro stessi: cittadini che eleggono altri cittadini. E' una vittoria della democrazia sul capitalismo. Senza soldi, cittadini che si eleggono e vanno a gestire la loro città, è un fatto di democrazia che non ha precedenti. E poi una grande vittoria che abbiamo già avuto è che a Parma l'inceneritore non si farà più. Questa è una grandissima vittoria. Non volevano fare il referendum? Il referendum lo abbiamo fatto con queste elezioni. Oggi avete questa grande sicurezza: in una città straordinaria come Parma non si farà l'inceneritore. Un abbraccio. Ci vediamo a Berlino.” Beppe Grillo


    #138881

    Xeno
    Partecipante

    Grillo arruola Napoleoni e Pallante. Ecco i superconsulenti di Pizzarrotti a Parma

    http://affaritaliani.libero.it/economia/parma_grillo_pizzarotti-napoleoni_pallante22052012.html

    ps. Loretta Napoleoni si occupa di economia,Maurizio Pallante di ecologia ed energia


    #138882
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Rivoluzione a Cinque Stelle/ Grillo a Parma si fa la moneta locale.

    http://affaritaliani.libero.it/economia/e-grillo-a-parma-si-fa-la-moneta-locale23052012.html?refresh_ce

    … starebbe meditando l'introduzione di una moneta locale, parallela all'euro, per aggirare la stretta creditizia (Parma è alle prese con un buco di bilancio monstre da 600 milioni di euro, lasciato in eredità dalla precedente giunta di Centrodestra) e risollevare l'economia parmense.

    Il modello sarebbe quello dello Scec, una moneta locale nata carsicamente a Napoli alcuni anni fa e che sta avendo un grande seguito in Toscana (conta già 15 mila soci, con più di 1 milione e 700 mila banconote in circolo) nel tentativo di alleggerire le economie locali in risposta al carovita e alla globalizzazione, indirizzando al contrario il potere di acquisto verso i beni a Km zero.


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #138883
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1337855377=brig.zero]
    Rivoluzione a Cinque Stelle/ Grillo a Parma si fa la moneta locale.

    http://affaritaliani.libero.it/economia/e-grillo-a-parma-si-fa-la-moneta-locale23052012.html?refresh_ce

    … starebbe meditando l'introduzione di una moneta locale, parallela all'euro, per aggirare la stretta creditizia (Parma è alle prese con un buco di bilancio monstre da 600 milioni di euro, lasciato in eredità dalla precedente giunta di Centrodestra) e risollevare l'economia parmense.

    Il modello sarebbe quello dello Scec, una moneta locale nata carsicamente a Napoli alcuni anni fa e che sta avendo un grande seguito in Toscana (conta già 15 mila soci, con più di 1 milione e 700 mila banconote in circolo) nel tentativo di alleggerire le economie locali in risposta al carovita e alla globalizzazione, indirizzando al contrario il potere di acquisto verso i beni a Km zero.


    [/quote1337855377]
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7444
    Stadio 2 – Limitare il Controllo Governativo: Ridurre l'intervento governativo nelle nostre attività giornaliere e permettere alle persone di creare le proprie valute, i propri sistemi bancari ed economie sostenibili locali. Questo include l'eliminazione dei sussidi governativi, il rollback dei programmi di assistenza e limitare molto le tasse.

    Nello Stadio 2 vogliamo limitare le funzioni del governo alla protezione dei diritti individuali e a supporto della creazione di economie locali, valute competitive e di un mercato davvero libero senza intervento governativo. Questo includerebbe l'abrogazione delle leggi sulla moneta a corso legale (repealing legal tender laws) per permettere ad altre valute di emergere e competere, l'eliminazione dei sussidi governativi, il rollback dei programmi di assistenza (entitlement programs) e la limitazione delle tasse. Inoltre includerebbe una transizione da banche statali a banche private in diversi sistemi bancari.

    Mentre lo Stadio 1 riguarda la creazione di un tipo di banche governative basate sui servizi, non sarebbero le uniche. Nello Stadio 2, andrebbero incoraggiate altre valute e altri sistemi bancari che dovrebbero competere. Le banche potrebbero avere diverse forme e tutte dovrebbero competere nel mercato aperto. Alcune emetteranno monete locali, altre saranno coperte al 100% da argento o oro, altre saranno possedute e guidate da membri della comunità, ecc.. Il prestito con riserva frazionaria sarà illegale per proteggere i mutuatari da pratiche fraudolente.


    #138884

    Anonimo

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/05/meglio-beppe-grillo-che-il-suicidio.html

    MEGLIO BEPPE GRILLO CHE IL SUICIDIO

    DI SERGIO CORI MODIGLIANI

    Tutto cio’ come risultato del vuoto immondo lasciato dagli intelletuali venduti
    Il più grande trionfo dell’oligarchia finanziaria sovra-nazionale, acquisito definitivamente nell’arco degli ultimi vent’anni, consiste nell’essere riusciti a “monetizzare l’esistenza” degli individui. Questo sì, a loro insaputa.
    Poco a poco, hanno condotto una strategica battaglia iniziata verso la fine degli anni’70, con l’ottima scusa della guerra fredda.
    Hanno iniziato costruendo, in diversi luoghi del pianeta, delle centrali operative della comunicazione globale, accogliendo ingenti capitali mafiosi che sono serviti come base finanziaria per costruire giganteschi monopoli mediatici, grazie ai quali hanno iniziato l’iniziale trasformazione alchemica dei media e dei professionisti che ne facevano parte.
    Il più grande trionfo dell’oligarchia finanziaria sovra-nazionale, acquisito definitivamente nell’arco degli ultimi vent’anni, consiste nell’essere riusciti a “monetizzare l’esistenza” degli individui. Questo sì, a loro insaputa.
    Poco a poco, hanno condotto una strategica battaglia iniziata verso la fine degli anni’70, con l’ottima scusa della guerra fredda.
    Agli inizi degli anni’80, (ormai ampiamente identificata come data esatta) è iniziata la prima grande battaglia, vinta dai padroni di Ronald Reagan che abbatterono –in molti casi anche con la violenza, a seconda del territorio e dei continenti- il concetto di informazione mediatica, spostando il baricentro dell’attività giornalistica dall’investigativo al gossip. Su quello costruirono un gigantesco mercato, grazie al quale hanno cominciato a costruire dei centri operativi finanziari il cui obiettivo era smaccatamente e squisitamente politico, ben mascherato dietro il termine, allora molto trendy (1985) “nuova economia del terziario avanzato”. L’intero sistema di informazione planetario (grazie anche alla caduta del comunismo e quindi all’apertura del mercato globale e crollo delle ideologie) si spostò abbattendo il concetto di Cultura e trasformandolo da “trasmissione di Sapere” a “Uso e consumo di nozioni a finalità marketing”. In tal modo, abbattute le barriere di resistenza sociale, la finanza speculativa ha cominciato ad allargare lo spettro delle proprie attività occupando la produzione della “economia delle merci” (che produce ricchezza reale sia per le nazioni che per i popoli e in ultima istanza per ogni singolo individuo) sostituendola con la cosiddetta “necessità di gestire la società dei servizi”. Furono gli anni in cui –tanto per fare un chiaro esempio italiano, uno solo valido per tutti- una florida azienda leader italiana nel mondo, come la Pirelli, che produceva pneumatici e gomma per elettrodomestici, ovverossia beni di largo consumo non soggetti a crisi di consumo, cambiò ottica di politica industriale e si gettò nella telefonia mobile, nella pubblicità, e nell’industria televisiva, acquisendo Telecom Italia, perfettamente in linea con ciò che stava accadendo nelle altre nazioni di capitalismo avanzato. In tal modo, l’industria mondiale (senza accorgersi di star operando il proprio suicidio) affidò alla finanza un ruolo privilegiato rispetto alla produzione di merci iniziando la lunga marcia verso il proprio strozzamento. Una volta (siamo ormai agli inizi del nuovo millennio) realizzato il piano economico di espoliazione del comparto industriale, nell’indifferenza generale, fu un gioco da ragazzi selezionare nelle singole nazioni la dirigenza partitica adeguata per fare in modo che la Politica “eseguisse” gli ordini dell’oligarchia. Ormai completamente distaccata dall’economia, ormai priva di adeguate informazioni perché l’intero sistema mediatico era stato accorpato, privi di qualsivoglia riferimento culturale perché avevano eliminato o acquistato o addormentato la classe intellettuale, cominciarono a gettare il fertile humus necessario per far varare il sistema di leggi necessarie per consentire la nascita di quella che il filosofo statunitense Richard Rorty (deceduto ahimè nel 2007) in una sua splendida conferenza tenuta a Berkeley, in California, nel maggio del 2002, aveva selezionato e definito come “la nascita di a new overclass, una generazione di semi-dei che i media provvederanno a definire “tecnici”, i quali sono al di sopra delle leggi e al di sopra delle istituzioni e al di sopra e al di fuori delle loro rispettive etnie e culture locali, perché non risponderanno più né ai partiti né ai governi, bensì a una ristrettissima pattuglia di oligarchi globali in grado di poter annientare il destino di una intera nazione con una semplice telefonata, senza bisogno alcuno di schierare carri armati o aerei da bombardamento; non avranno bisogno neppure della polizia, ci penserà la finanza a decidere e a stabilire la gestione dei conflitti micro-sociali”. Questa nuova “overclass” (trad.: classe superiore) avrebbe gettato le basi di quella che due mesi dopo a Harvard, il prof. Noam Chomsky avrebbe identificato e definito come “la genesi del nuovo pensiero nazista globale” che si sarebbe affermata secondo le modalità di quella che lui chiamò a friendly dictatorship (trad. una ditattura amichevole dal volto buono) ovverossia l’applicazione e pianificazione sistematica di una nuova organizzazione mondiale che applica alla lettera la strategia hitleriana della “soluzione finale” laddove gli ebrei, zingari, omosessuali, disabili, ecc., sono tutti i cittadini. Completamente ignari di ciò che accade.
    Tutto ciò per spiegare (e rispondo anche collettivamente ai tanti commenti e tantissime lettere ricevute) la motivazione per cui insisto nel seguitare a dare un giudizio positivo della “operazione politica Beppe Grillo”, a mio avviso, una scheggia impazzita del sistema, non prevista, non prevedibile, non calcolata preventivamente. Impiegheranno diversi mesi prima di riuscire a trovare il sistema giusto (che magari noi non sapremo mai) per cercare di farlo virare o cadere o tacere. Ma nel frattempo, tante e tante persone saranno entrate nella stanza “dell’acquisizione di consapevolezza del diritto di cittadinanza basato sul principio che uno vale uno” l’unica risposta intellettualmente vincente contro il nazismo: non esiste razza superiore, non esiste necessità di privilegio, non esiste il sangue blu, perché stiamo tutti sul Titanic, quindi, o ci salviamo tutti oppure anneghiamo.
    I detrattori lo accusano di essere “un guitto”. Non so che cosa pensi lui. Io gli consiglierei di dire “ma grazie, che bel complimento”. I guitti, infatti, erano quelli che nel secolo XVI, soprattutto in Gran Bretagna, avevano una speciale licenza per andare nelle corti e –con la scusa di divertire il re e i cortigiani- avevano il permesso di prenderlo in giro, attaccarlo, addirittura sbeffeggiarlo, mostrare a tutti che “il re è nudo”, raccontando come e dove il re ruttasse, facesse la cacca, facesse i capricci, si grattasse i pidocchi. E c’erano anche “i guitti d’osteria” che facevano altrettanto raccontando al popolo analfabeta che cosa combinasse l’aristocrazia ai loro danni. Tra i guitti dell’epoca, uno, più geniale degli altri, si mise anche a studiare e un mattino, divenuto ormai un intellettuale pensante, decise di abbandonare la commedia satirica (era il suo pane quotidiano) e cominciò a scrivere delle tragedie sul Potere. Si chiamava William Shakespeare. Ogni tanto ai guitti andava male perché c’era qualche potente che si irritava, tant’è vero che alla fine del ‘500 le carceri inglesi erano piene di guitti, in numero senz’altro maggiore rispetto a ladri e assassini. Ma cento anni dopo, il grande filosofo David Hume, in un suo delizioso libello, rendeva omaggio ai guitti sostenendo che erano “stati i primi ad aprire la breccia per far pensare le persone, per avviarli alla riflessione, per porsi delle domande, e quindi, trovare le risposte adeguate che soltanto un profondo interrogativo sulla natura umana può fornire”.
    Grillo è un cavallo di Troia.
    E’ il nostro Ulisse, a me piace vivere questa storia così.
    Beppe Grillo non è una testa di cazzo come vogliono far credere Massimo D’Alema, Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani.
    E’ una testa d’ariete.
    Tutta un’altra cosa.
    E’ un animale da sfondamento, perché lui si diverte a fare ciò che fa, proprio come i guitti.
    E’ questo che fa diventare matti i suoi detrattori: non lo capiscono.
    Perché non colgono il Senso di tutto ciò.
    Non vedono dove stia “il suo interesse”.
    Non possono credere che il suo vero interesse stia proprio in questo: nel guadagnare una caterva di applausi a scena aperta (lui che con il palcoscenico ci è nato e ci vive) per il solo fatto di riuscire a sbugiardare, smascherare, denudare la totale incompetenza, inefficienza, insipienza, insufficienza, di una classe politica immonda composta da semplici e banali ragionieri che veicolano interessi terzi della overclass dell’esimio prof. Rorty.
    Moltissime persone che conosco si sono stupiti in questi giorni –tanto per fare un esempio unico valido per tutti- perché un intellettuale musicista, il prof. Claudio Ronco, un noto violoncellista, laureato al conservatorio di musica classica di Torino, sta affrontando gloriose polemiche perché lo difende. Ronco è esattamente come uno immagina che possa essere un violoncellista, professionista affermato di musica classica, con il suo bel frac, la barbetta, la bacchetta in mano da direttore d’orchestra. Questa mattina dava imperiosi ordini ai suoi amici feisbucchiani di andare a guardarsi il video che sta circolando per tutta l’Europa (in Italia non è stato trasmesso ma si trova su you tube, ecco il link per chi se lo vuole andare a vedere: euronews interview – Grillo in esclusiva su euronews: .”La Merkel si riprenda il marco, noi facciamo”) e poi farsi una chiacchierata insieme aggirando gli stereotipi.
    La testa d’ariete Grillo è andata a occupare il territorio vuoto lasciato dagli intellettuali italiani, quelli che nello scorso decennio si facevano pagare profumatamente per andare da Santoro ogni tanto a dire peste e corna di Berlusconi, ma il mattino dopo, firmavano i contratti “contagiosi” da Mondadori e tutte le sue associate. (Berlusconi, si sa, con chi lo serve è sempre stato molto ma molto generoso). Quella classe di intellettuali che ha pensato la scelta fosse o Mondadori appresso a Berlusconi (ma parlandone male per salvarsi l’anima e il consenso sociale, da bravi ipocriti italiani doppiogiochisti) o la Rizzoli appresso a Veltroni, accettando le consulenze in Rai e in Mediaset una dopo l’altra, a fior di bigliettoni, sempre a condizione di poter attaccare o Berlusconi o Bersani da cui dopo andavano a farsi dare i soldi. E’ la democrazia come è intesa nel cosiddetto mondo della Cultura in Italia, splendidamente sintetizzato dal duo Fazio/Littizzetto, due parrocchiani miliardari, inviati a imbonire le masse rappresentando la finzione eccellente. Gli intellettuali italiani sono stati ammorbati dal “contagio” e criminalmente hanno lasciato un immenso vuoto. Preferisco il guitto.
    E sono d’accordo con l’intellettuale Claudio Ronco.
    L’ultima volta che in Italia c’è stato un dibattito serio sulla classe degli intellettuali e sulla funzione degli intellettuali è stato nel 1998. Durò tre mesi. Un buco nell’acqua. Nacque da un breve editoriale scritto da Umberto Eco sul settimanale L’Espresso in una rubrica che lui allora teneva e che si chiamava “La bustina di Minerva”. Il breve articolo si concludeva così: “l’unica cosa che può fare un intellettuale italiano quando la casa brucia è chiamare i pompieri”.
    Un altro intellettuale si arrabbiò. Lo contestò. Era Antonio Tabucchi, che allora era in auto-esilio volontario tra Lisbona e Parigi. Salì, quindi, sul carro anche il prof. Alberto Asor Rosa, il più importante storico della letteratura italiana, il quale scrisse su rinascita un editoriale nel quale sosteneva che “tutto è nato dalla sovra-estimazione di Niccolò Macchiavelli, un pensatore debole, scarsissimo, senza idee, un piccolo-borghese asservito che non ha mai inventato nulla, anzi, veicolava avanzi dell’Europa di allora” e Asor Rosa salì sul cavallo della necessaria lotta contro l’ipocrisia italiana doppiogiochista che si nasconde dietro il velo di questa orrenda frase “il fine giustifica i mezzi” intesa dalla classe politica e intellettuale italiana come giustificazione necessaria di qualsivoglia obbrobrio.
    Asor Rosa smise subito. Gli saltarono addosso. Lui si fermò, scese da cavallo e si occupò della sua brillantissima carriera. Non era un combattente. Scelse il suicidio, optò per un sereno vitalizio. Tabucchi mandò tutti al diavolo e pubblicò un pamphlet su questo argomento in francese, a Parigi, dal titolo “La gastrite di Platone” che l’editore Sellerio tradusse in italiano e pubblicò qualche anno dopo. Ma ormai c’era già il vuoto.
    Da allora, non si è mai più neppure trattato l’argomento.
    Quando i maestri non ci sono, perché sono addormentati o sono scappati via appresso ai soldi, è cosa nota, il più vivace della classe, tra gli alunni, approfitta, sale in cattedra e dice: ragazzi, se non altro divertiamoci.
    E comincia a sbeffeggiare il preside.
    Preferisco pensare a Beppe Grillo che suicidarmi.
    Sono le due uniche opzioni che l’immonda classe intellettuale di venduti italioti ci ha lasciato.
    E a me piace vivere.
    Gli intellettuali italiani hanno lasciato che la casa bruciasse e non hanno neanche avuto il pudore civile di chiamare i pompieri.
    Sono loro i veri criminali.
    Beppe Grillo li sta smascherando senza neppure nominarli.


    #138885
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum


    Terremoto: tutti solidali, ma non mollano i rimborsi elettorali


    #138886

    FREESPIRIT
    Partecipante

    che schifoooooooooooo!!!!!! andatevene via tutti!!!! maledetti ipocriti!!!! #sich


    #138888

    sephir
    Partecipante

    sottolineo che ormai prendo le distanze il più possibile da visioni
    ultra complottistiche su tutto e tutti, stanco di labirinti capziosi
    che tendono più che ad aprire le menti, a stordile/eccitarle e impaurirle,
    ma un email mi ha spiattellato la questione grillo casaleggio.
    Ne parlo per l'importanza di questo movimento
    che comunque vorrei poter vedere come un possibile antidoto all'attuale disastrosa situazione,
    nonostante non sia un frequentatore dell'ambiente m5s.

    per email appunto mi è arrivata questa analisi di michele di salvo (che ho sentito nominare per la prima volta
    in questa contingenza e su cui quindi non mi sbilancio) http://micheledisalvo.com/2012/05/25/chi-e-cosa-ce-dietro-grillo-e-al-movimento-5-stelle/

    e per ultimo ho visto questo video: http://www.youtube.com/watch?v=JodFiwBlsYs&feature=related
    abbastanza negativo e l'ultima parte l'ho vista di sfuggita per
    indigestione di messaggi del genere… non capisco se sia veramente della casaleggio o no.

    Mi chiedo se sia giusto o meno anche il mio postare questi dubbi, che nutrono ancora
    quei labirinti mentali di cui parlavo, ma lo faccio perchè spero che tante belle idee politico sociali non siano
    manipolate da nessuno, ma siano gestite dalle persone volenterose che stanno mettendo il loro impegno vitale
    per una causa/lotta importantissima. E so che la maggioranza di queste persone genuine avrebbero il potere
    di soverchiare e trasformare qualsiasi distorsione dovesse esserci.

    In ogni caso, una grande benedizione a tutti noi, in questo cammino divino che ci unisce.


    #138887
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    comunque sia consiglierei di non fare scheda bianca, ma non volendo votare, di annullarla con una grande croce su tutta la pagina
    http://www.claudiomontalti.net/bitblogs.asp?idfull=12


    #138889

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/05/tav-terzo-valico-ci-riprovano.html

    Tav Terzo Valico, ci riprovano!

    Da il M5S Piemonte

    di Fabrizio Gallo e Davide Bono

    Le recenti decisioni del Governo dei tecnici, nominato dalle Banche, di stanziare per l’inizio lavori dell’Alta Velocità Genova-Milano, il cosiddetto“Terzo Valico”, ben 1,6 miliardi di Euro su un costo totale presunto di 6,2 (poi destinato almeno a raddoppiare a consuntivo come per ogni opera in Italia), fanno subito pensare come per il TAV in Val di Susa, madre di tutte le opere inutili, ad un immane sperpero di denaro e di risorse pubbliche per sovvenzionare imprenditoria parassita e politica partitica. I dati sono forniti da Comitati di Cittadini uniti contro l’ennesima assurdità.

    Basti pensare alla nomina di figure come Passera e Ciaccia, ministro e viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, entrambi provenienti da Banca Intesa-San Paolo, tra i promotori dell’opera, o la presenza nello stesso Ministero di personaggi come Ettore Incalza, già incriminato nel 1998 insieme al senatore Luigi Grillo, il fu Marcellino Gavio (Impregilo) e Bruno Binasco (manager Gavio, coinvolto nell’affaire con Penati) per la realizzazione con soldi pubblici dei tunnel geognostici del terzo valico senza approvazione del progetto (165 miliardi di Lire di costo), tutti salvati dalla prescrizione con il solito gioco dei rinvii delle udienze dopo derubricazione.

    Questo progetto viene chiamato impropriamente “Terzo Valico”. Sarebbe in realtà il sesto considerando i valici appenninici già esistenti: i due sulla linea storica dei Giovi, quello sulla Genova-Ovada-Alessandria (questo già a sagoma per il trasporto intermodale) che insistono in un’area di pochi km. nell’entroterra Genovese, area che comprende anche le Autostrade A7 e A26 e la Statale nr. 35, più i valici sulle linee Savona-Carcare e La Spezia-Pontremoli.

    La pesante situazione economica attuale, con l’aumento delle imposte dirette ed indirette insieme al taglio dei servizi a gravare sulle tasche dei cittadini nell’immediato, con il taglio delle pensioni a farlo nel prossimo futuro, avrebbe invece richiesto una sospensione o meglio la cancellazione di queste opere, esattamente come si è fatto con il Ponte di Messina o le Olimpiadi di Roma, realizzando così un immediato risparmio di risorse da destinare al welfare e ai servizi pubblici.

    I costi di tutte le linee AV oggi in progettazione o in fase di avvio di cantiere, comprese la Val di Susa e il Terzo Valico, arrivano a sfiorare i 100 miliardi di euro a progetto, mentre finora se sono spesi già 70 di miliardi di euro. La riconsiderazione del sistema Alta Velocità è attualmente la linea di pensiero prevalente in Europa, dove paesi con problemi economici paragonabili ai nostri, come il Portogallo, hanno deciso da tempo l’interruzione della realizzazione della tratta di loro competenza del fantomatico corridoio 5, Lisbona-Kiev, mentre altri più stabili come l’Austria si interrogano, dopo averne ricontrollato i costi e la sostenibilità economica, sull'effettiva opportunità di procedere con la realizzazione della tratta AV del Brennero per non rischiare un default nei prossimi anni. Dubbi sono sorti un po’ ovunque, in Inghilterra, in Olanda, specialmente in Spagna dove i costi di realizzazione e la non sostenibilità dei costi di gestione delle tratte Alta Velocità sono, insieme alle altre grandi opere realizzate dal governo uscente, alla base del dissesto economico del paese, questo nonostante il costo di realizzazione al km. in Spagna sia stato di 6/8 volte inferiore a quello già sopportato in Italia per le tratte già realizzate e di 8/10 volte inferiore a quello stimato per quelle in corso di realizzazione (20 milioni al km contro 150 milioni e oltre).

    In Italia si continua a sostenere ad oltranza questo tipo di opere come irrinunciabili per lo sviluppo e il rilancio del sistema paese, negando ogni contraddittorio, ogni confronto basato su dati e previsioni reali di traffico (merci e passeggeri) e di sostenibilità economica, sociale ed ambientale dell’investimento, perché il fronte del Sì non ha basi valide di alcun tipo, non ha argomentazioni se non quelle del profitto per pochi e delle perdite socializzate (come si è realizzato nella più grande tangentopoli italiana dell’AV Milano-Napoli che doveva costare 13 miliardi di euro e ne è costata 70). Anzi, si cerca di demonizzare o intimidire chi è contrario per influenzare l’opinione pubblica, già ampiamente controllata dagli stessi gruppi promotori, come accade in Val di Susa e ad Alessandria, con gli avvisi di garanzia recapitati dopo circa sei mesi dai fatti, a persone manifestanti in Alessandria contro lo sgombero in Val di Susa. Recapitati molto casualmente a breve distanza dall’ennesima dichiarazione di avvio lavori per il Terzo Valico.

    Esistono solo motivazioni contro, di ogni genere, economiche e ambientali prima di tutto. Il progetto del Terzo valico è stato presentato la prima volta nel 1990 ed è stato bocciato già numerose volte dal Ministero dell’Ambiente, per rientrare sempre dalla porta di servizio. Grazie alla vergogna della Legge Obiettivo, nel 2001 è stato fatto rientrare tra le opere strategiche per le quali la stessa legge alleggerisce le prescrizioni per il superamento della Valutazione Impatto Ambientale. Secondo il piano di fattibilità di RFI del 2004, solo il 15% del costo della realizzazione e delle spese di funzionamento (e relativa manutenzione) dell’opera verrà coperto dai ricavi di mercato mentre il restante 85% resterà a carico delle casse dello Stato in modo perpetuo. Nel 2007 Moretti ribadisce che non renderebbe più del 9% della spesa sostenuta ed il ministro Padoa Schioppa dinanzi alla Commissione Lavori pubblici del Senato affermano che il Terzo Valico è antieconomico, di conseguenza non verrà inserito nel DPF come priorità. Ma ad ogni intoppo, si trova una scappatoia. Per fare un paragone, nei servizi pubblici locali, si richiede una copertura di almeno il 35% da parte dei passeggeri.

    La necessità dell’opera è nulla in quanto i 5 valici già esistenti sull’Appennino Ligure già ora senza alcun intervento possono sopportare i volumi di trasporto attuali, anche nell’utopistico caso di totale trasporto ferroviario delle merci in arrivo a Genova (dati 2011 di circa 1.850.000 TEU. Un TEU è pari a circa 15 m3.) Attualmente solo circa il 4% viaggia su rotaia, la quasi totalità su gomma e appare quantomeno improbabile un' inversione di tendenza così forte, anche con l’applicazione di forti disincentivi per il trasporto su gomma. Investendo sulle linee esistenti, si può più che raddoppiare la capacità di trasporto ad un costo notevolmente inferiore rispetto alla realizzazione della linea ad Alta Velocità. Sempre che ci siano le merci da trasportare, il cui volume è caratterizzato negli anni da un continuo trend negativo, con un modesto aumento nell’ultimo anno, comunque clamorosamente inferiore di oltre l’80% rispetto alle previsioni sulle quali si è progettata e giustificata l’opera vent’anni fa.

    Il ritorno occupazionale a fronte delle dimensioni dell’opera e del suo costo è basso, in quanto è dimostrato da precedenti esperienze cantieristiche simili come l’occupazione sarà di livello temporaneo e limitata numericamente, con contratti a tempo rinnovati con scadenze piuttosto brevi, legati al puro avanzamento dei cantieri. Preoccupazioni legittime sorgono anche in merito alla qualità della sicurezza sul lavoro, con decine di morti nei cantieri del TAV, a partire dal Mugello.
    Sempre restando in ambito edilizio, si potrebbe garantire molto più lavoro investendo molto meno, realizzando però quelle opere che servono veramente quali adeguamenti delle linee ferroviarie per una migliore fruibilità, tutela del territorio, manutenzione strade, interventi sul dissesto idrogeologico che ultimamente mettono a rischio la vita di migliaia di italiani.

    L’impatto ambientale su di un territorio già provato come la Valle Scrivia e la Val Lemme in territorio piemontese e la Valpolcevera in Liguria sarà drammatico. Andrà ad aggiungersi alla cementificazione estrema dell’ultimo ventennio, che ha lasciato capannoni sfitti, centri commerciali, aziende insalubri e pericolose sparse per tutto il territorio, considerato poco più che un’appendice nel Piemonte e reietto dalla Liguria (un tempo era territorio ligure). Bombe ecologiche come Ecolibarna, stoccaggi noti o meno di rifiuti tossici sparsi qua e là lungo lo Scrivia per i quali non ci sono i fondi per lo smaltimento e la messa in sicurezza. E’ inoltre accertata la forte presenza di rocce amiantifere lungo il percorso di scavo del tunnel, amianto che sarà quindi presente in tutto lo smarino che verrà stoccato nelle cave della provincia e respirato da tutti, con aumento dell’incidenza di tumori mortali come il mesotelioma pleurico.

    Chi realizzerà l’opera, il General Contractor COCIV (composto da Impregilo, ormai totalmente controllata da Gavio dopo il ritiro di Ligresti e Benetton, dalla Condotte del gruppo Ferfina e dalla Civ), il cui interesse é aprire i cantieri allungando i lavori senza fine, in modo di fagocitare risorse pubbliche per anni, dietro la finzione del finanziamento privato (project financing). In più, il Terzo Valico arriverà giusto giusto nella zona della logistica di Rivalta Scrivia, casualmente sempre del gruppo Gavio, dove dovrebbe essere costruita un'immensa stazione che fungerebbe da retro porto di Genova, per trasformare, nelle smanie folli dei costruttori, il Piemonte nella piattaforma logistica del Mediterraneo!!

    Le banche che presteranno i soldi allo Stato per la realizzazione dell’opera, dopo averli precedentemente ricevuti dallo Stato stesso o dalla BCE all’1%, non li daranno alle piccole e medie imprese italiane che chiudono per fallimento o per il suicidio dei loro imprenditori.

    Politici, ovviamente trasversalmente sostenitori a spada tratta di questo genere di opere, Pd e Pdl, entrambi sostenuti economicamente da Gavio & co. Per loro sono cambiali da presentare all’incasso. Cooperative varie, sindacati, faccendieri. Senza dimenticare le infiltrazioni mafiose che sono sempre presenti in queste grandi opere. Non a caso nel basso Alessandrino c’era una bella ‘ndrina che parrebbe essere stata decapitata dalle ultime indagini che hanno portato all’arresto del consigliere comunale di Alessandria, Caridi.

    Il Movimento 5 Stelle sostiene in modo fermo e deciso i Comitati, le Associazioni, la Popolazione e le ragioni della protesta contro il Terzo valico e l’Alta Velocità, in Valle Scrivia e Lemme come in Val di Susa, e saremo presenti sabato 26 maggio ad Arquata Scrivia, ore 15 alla manifestazione contro questo ennesimo caso oltraggio agli interessi dei cittadini.


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