Movimento 5 Stelle

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  • #140051
    brig.zero
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    #140053
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    #140055
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    #140056

    Anonimo

    http://alessiomannino.blogspot.it/2013/06/i-tre-equivoci-dei-5-stelle.html

    I TRE EQUIVOCI DEI CINQUE STELLE

    Più passa il tempo, più il Movimento 5 Stelle si incarta e si avvita su equivoci irrisolti. Magagne di fondo, non occasionali. Non parliamo di scivoloni o gaffes, che in una forza in costruzione, piena di energie nuove e perciò alla lettera dilettantesche, si possono comprendere (ma non giustificare). Stiamo parlando di ambiguità concettuali e vuoti di visione, nel pensiero e nell’organizzazione. Problemi strutturali, che se non verranno affrontati ne mineranno la tenuta e la linea col rischio dell’implosione.

    Grillo-grillini

    Nel mio piccolo, lo scrivo da tempi non sospetti: un conto è Grillo (e dietro di lui Casaleggio), un altro la base, eletti compresi. Il mattatore ha il carattere e la vis polemica del tribuno rivoluzionario, che non fa sconti e non usa riguardi (neppure al simulacro della democrazia rappresentativa, il parlamento). Il tandem con Casaleggio funziona come un rullo compressore macinando nemici e bersagli con una foga di distruzione palingenetica, soprattutto nel linguaggio – più che nei contenuti. Ma funziona, nell’ottica di dare al movimento un’identità chiara di unico soggetto alternativo ai partiti dell’arco costituzionale. Gli attivisti, i consiglieri nei Comuni e nelle Regioni, i parlamentari sono mediamente una truppa spaurita di chierichetti che seguono fiduciosi la parola del loro mentore, ma senza capirne tutte le implicazioni e senza riuscire a far propria la sistematica operazione di abbattimento di feticci, luoghi comuni e manichini che anche a loro ballano ancora in testa. Provenendo in gran parte da sinistra – ma con quelli che vengono da destra non va certo meglio – i grillini sono bloccati da tabù, idee fisse e ingenuità che li rendono politicamente molte spanne al di sotto di Grillo. Il difetto è umano e ideologico: non hanno, o non si sono ancora formati una fibra abbastanza forte, una mentalità abbastanza dura e una cultura di fondo abbastanza alternativa per stargli al passo (basta vedere l’ultimo caso, la senatrice dissidente che incolpa Grillo invece di constatare l’ovvio, e cioè che il movimento sul territorio è etereo, evanescente, disastrosamente web-dipendente). Lui alza i toni, loro li abbassano. Lui serra i ranghi, qualcuno sguscia via trasferendosi nel gruppo misto, o mugugna sentendosi a disagio. O Grillo si ficca in testa che deve formare e selezionare i suoi ufficiali, o assisterà a rovinose cadute nel suo brancaleonesco esercito.

    Pensiero forte-pensiero debole

    La cacca pestata sui prestiti Bce di cui ha parlato su questo giornale online Federico Zamboni dà l’idea che grande è la confusione sotto il cielo del blog. Confusione non più accettabile. Grillo non può più permettersi sfondoni che oggettivamente lo rendono complice della frode ideologica che ci costringe alla catena dell’Eurocrazia (corretto termine usato pure dall’opinionista principe del blog, Paolo Becchi). Come minimo, si è scordato quanto ha scritto per lungo tempo su Mes, Bce e dintorni uno degli spin doctor assoldati per educare ai media i suoi parlamentari, ovvero Claudio Messora. È l’ultimo e più grave episodio dell’inconsistenza teorica e analitica di un movimento che, se da una parte ha ben congegnato e condotto una strategia politica e di marketing elettorale, dall’altra mostra i segni di una castrante inadeguatezza di pensiero. Finora Grillo e Casaleggio sono andati a braccio sui fondamentali. Non è più possibile né ammissibile. O si dotano di una visione coerente coi loro stessi presupposti di cambiamento radicale, o bisogna trarne la conclusione che il loro radicalismo finisce con l’auspicio di una gestione puritana dell’esistente. Il calvinismo culturale lasciamolo agli anglossassoni, a noi interessa ripensare tutto a partire dalla Costituzione, dall’Europa, dall’economia. Ma per ripensare occorre pensare, e qui siamo al pensiero debole. Troppo debole, ormai. E la debolezza strutturale (mancano proprio le basi, a tanti “cittadini-portavoce”) si rovescia in una sindrome da fortino assediato (i media tutti cattivi) resa ancor più odiosa da un atteggiamento di superiorità (noi unici depositari dell’onestà e della verità) che paralizza il senso critico e autocritico. Brutta china.

    Partiti-politica

    Non è raro sentire il grillino medio sostenere che lui non è un politico, perché estraneo e allergico ai partiti. Facciamo presente al nostro cittadino consapevole che non è consapevole di un fatto molto semplice ed elementare: chi si occupa della cosa pubblica in qualsiasi forma, fa politica. Essere un politico, nell’accezione corrente e screditata del termine, non va confuso con fare politica, che è diritto e dovere di ciascun membro della comunità. Prendere le distanze financo antropologicamente dall’uomo di partito in quest’epoca senza qualità, quello un po’ pecorone e credulone, va benissimo, ma la politica è cosa nobile e seria. L’eletto grillino usa questo argomento fallace per dire no a qualsivoglia rapporto con le altre forze. Orbene: una volta che si è dentro il gioco, è necessario giocare. Con spregiudicatezza. In questa fase, con le schiere raffazzonate e nel pallone, che si limitano a sputar fuori proposte di legge anche giuste e interessanti ma con l’animo di chi fa il suo bravo compitino, senza capire un’acca del compito del movimento che è – dovrebbe essere – la distruzione creatrice, Grillo sta facendo opera di compattamento trincerando i suoi in un massimalismo obbiettivamente indispensabile. Ma un domani, proprio con lo scopo di scompaginare le file altrui e muoversi da guastatori del sistema, nulla vieta di illudere gli avversari facendo loro credere di essere istituzionalizzabili, cercando una sponda ora qua ora là. Per l’azzardo e la guerra di corsa, tuttavia, servono uomini capaci e disposti a combattere battendo bandiera pirata. Poi uno vede Vito Crimi e Roberta Lombardi annegare negli autogol, e gli vien voglia di buttare una scialuppa di salvataggio.
    Altro che pirati.
    Altro che rivoluzione.

    Alessio Mannino


    #140057
    brig.zero
    brig.zero
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    #140054

    Kappa82
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    #140059
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1371478310=Kappa82]

    [/quote1371478310]

    Presidente, ministri, deputati.

    Svetonio diceva che il buon pastore deve tosare le proprie pecore, non scorticarle

    Anche gli usurai forti della loro tragiche esperienze sanno che lo strozzato va incalzato spolpato depauperato giorno per giorno con meticolosa precisione ma senza mai costringerlo morire.

    Voi classe dirigente, politici, tecnici con i vostri servi vostri complici, voi che da vent’anni occupate le istituzioni sempre gli stessi inamovibile graniticamente presenti.

    Non sono prendete esempio da Svetonio ma neppure riuscite ad emulare gli strozzini.

    Voi responsabili del debito pubblico artefici della più spaventosa rapina del secolo. Voi che vi riempite la bocca di frasi roboanti e le tasche del denaro appartenente al popolo.

    Voi classe dirigente, casta oppressiva che giurate di osservare la Costituzione e di difendere gli interessi del popolo italiano ignorate Svetonio ed andate anche oltre gli usurai.
    [size=18]Per la vostra incapacità, la vostra determinazione in difesa dei vostri privilegi e del vostro incontrollato potere costringete le vostre vittime a soccombere.

    Il debito pubblico che voi avete creato, aumentato, ingigantito e gestito lo avete portato secondo ultimissime dati della Banca d’Italia a 2041 miliardi. Sono tanti. E sfido del Pdl dall’alto delle sue competenze universalmente riconosciute riportare la cifra di euro in lire e trascrivere risultato su una paginetta a quadretti possibilmente senza ricorrere all’aiuto di specialissimi consulenti.

    Le entrate tributarie sempre secondo i dati della Banca d’Italia nel primo trimestre 2013 sono pesantemente aumentate di un ulteriore 1,7 per cento ma questo dato è accompagnato da una riduzione del Pil del 4 rispetto allo stesso periodo del 2012 e dello 0,6 rispetto al trimestre precedente.

    Ciò vale a dire una pressione fiscale che aumenta esponenzialmente attestandosi secondo stima del Tesoro intorno al 44,4%.

    In questo quadro con la disoccupazione al 12% e al sud al 17%, l’Italia muore.

    Le pecore, le vostre pecore, non posso più vivere. Smettono di produrre lana e latte e non volendo darvi la soddisfazione di continuare a trattarli come animali senza presente e private di futuro la fanno finita si suicidano e muoiono in numero sempre maggiore.

    Secondo la comitas associazione di microimprese nei primi tre mesi di quest’anno 32 persone si sono tolti la vita. 32 nostri concittadini si sono ammazzati. Erano disoccupati piccoli imprenditori giovani ed anziani perseguitati dal fisco ed oppressi dal insopportabile situazione economica.

    Di fronte a ciò voi che siete da sempre responsabili autori approfittato di questo sfacelo nazionale continuate nella “tutto andrà bene signora Marchesa” nella vostra splendida e magnificente rappresentazione della commedia degli equivoci, nel vostro gioco delle parti.

    Di fronte a ciò voi che siete da sempre responsabili autori approfittato di questo sfacelo nazionale continuate nella “tutto andrà bene signora Marchesa” nella vostra splendida e magnificente rappresentazione della commedia degli equivoci, nel vostro gioco delle parti.

    Siete gli stessi tutti insieme che 3 anni orsono avete inventato l’IMU, che due anni orsono ne avete anticipato l’applicazione e che quest’anno ne avete riferito la riscossione mentendo spudoratamente sulla vostra volontà di abolirla.

    Siete gli stessi tutti insieme che anni addietro avete aumentato l’IVA, che l’anno scorso avete deciso un altro aumento, che quest’anno proponete il differimento mentendo ancora una volta tutti insieme spudoratamente.
    Siete sempre gli stessi professori, tecnici, politici, saggi di fresca nomina che con le vostre decisioni larghissimaente intese unanimamente approvate avete distrutto lo stato sociale, mortificato la salute pubblica, aggredito la scuola statale, strozzato gli enti locali cittadini mono protetti e per questo più deboli.

    Siete sempre quelli che tutti insieme state aspettando l’esito delle sentenze che riguardano il vostro cavaliere presunto evasore fiscale rispettato e garantito e nell’attesa promette facilitazioni per chi assume ben sapendo che non si assume quando c’è lavoro.

    Incentivi per chi investe sapendo che non si investe qua non c’è mercato e promettendo semplificazioni temporali sugli adempimenti fiscali amministrativi ben sapendo che si una impresa non può onorare il fisco non lo potrà onorare nè a Gennaio nè a Luglio.

    Ed oggi chiamate a convertire il vostro demagogico decreto. Ci troviamo solo un paio di aspetti positivi questo decreto del pubblico illusioni di inganni quello che riguarda il doveroso di finanziamento della cassa integrazione e quello che interviene sui precari della pubblica amministrazione. Ma che queste sono norme raffazzonate senza alcun ambizioni sistemica inserita calcola dilatoria sospensione del pagamento dell’Imu rinviato di 3 mesi al conclamato sbandierato taglio degli stipendi dei ministri già parlamentari compreso Letta il giovane.

    Voi signori demagoghi riduce lo stipendio di 2000 euro al mese ma tenendovi quello intoccabile di 18.000. Noi incompetenti inadeguati rissosi inesperti lo abbiamo decurtato del 50 per cento e abbiamo rinunciato 42 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti in linea a quanto già espresso dalla volontà popolare.

    Ma voi siete bravi belli telegenica ed amici del presunto evasore nonchè nipote dell’amico più che amico di tutti.

    Noi invece siamo terreno da pascolo da circuire, da bandire e da convincere. Ma noi siamo anche le pecore. Le pecore risvegliate da un grillo rispettose delle istituzioni, dei ruoli e delle prerogative. Vogliamo rappresentare tutte le pecore di questo paese : quelle vessate, derubate, quelle dominate ed anche quelle che avete suicidato.

    Per questo pur avendo presentato tutta la serie di proposte di buon senso in commissione sono state tutte respinte. Abbiamo appoggiato un emendamento per abolire totalmente l’Imu ma è stato bocciato da voi che sbandierate l’abbattimento fiscale nei talk show di regime.

    Abbiamo proposto di estendere la sospensione del pagamento della prima rata del l’IMU anche agli immobili del gruppo catastale ad uso produttivo ma voi l’avete spedito.

    Abbiamo proposto almeno di bloccare la rivalutazione catastale degli stessi mobili ad uso produttivo ma voi siete dichiarati contrari.

    Voi responsabile del disastro del Pdl del Pd che fingete puoi essere i tutori e difensori di piccoli imprenditori siete contrari e contrariati dalle nostre proposte salvo a tratti copiarle come quella sulla impignorabilità della prima casa che ricalca nostro progetto di legge prima da voi ignorato e poi da voi ripescato per meri scopi elettorali.

    Ci auguriamo che possiate finalmente e adeguatamente copiare anche gli altri 19 punti del nostro programma. La speranza è l’ultima a morire.

    Abbiamo proposto a gran voce il taglio immediato degli stipendi dei parlamentari ma voi sordi. Abbiamo proposto l’immediata abolizione dei truffaldini rimborsi elettorali ma voi muti. Abbiamo chiesto di rivedere gli apparati degli enti inutili, veri e propri bacini di voti dei quali non si conosce neanche reale numero. Le spese militari solo per citare forza nec colossale piano di digitalizzazione dell’esercito 22 miliardi di preventivo roba da far impallidire quanto preventivato per l’acquisto degli F35 ma voi ciechi. Abbiamo chiesto maggiore trasparenza sui redditi e patrimoni dei politici ma voi nulla.

    Abbiamo proposto che questi evidenti risparmi confluissero in uno fondo per il sostegno alle microimprese. Vi abbiamo chiesto di parlare degli sprechi quelli veri, di discutere le assunzioni temporanee di vostri amici consulenti e di quelli per chiamata diretta dei vostri obbedienti dirigenti ma voi impassibili. Vi abbiamo sottolineato che uno dei grandi problemi del nostro paese la corruzione quella delle società in house che servono solo a foraggiare e mantenere i vostri clientes, quella delle società pubbliche o para-pubbliche conniventi con la vostra politica, quella dei consigli di amministrazione rifugio di amici e del giaguaro mai sbiancato. Amici, parenti ed affini.

    Il problema è la corruzione che si annida tanto nella politica quanto dell’amministrazione e che soffoca col suo tanfo non solo l’economia ma anche la speranza di una società che possa almeno confidare su una minima base di etica pubblica.

    Vi abbiamo indicato che problema e anche il vostro immobilismo non solo elettiva ma anche burocratica. Il politico fa politica in eterno e nel caso nomina il figlio, il nipote, l’amante, faccendieri meglio se predicato e con il politico, il burocrate, il dirigente non cambia mai.

    Secondo lo schema del giochetto delle sedi musicali gli si offrono altre sedie, altre musiche, altri incarichi e loro cantano e ballano e si divertono anche quando la musica finisce

    Questo produce casta, consente il radicamento della casta, la vostra casta immobile ed inamovibile che determina l’esatto opposto della tanto strombazzata meritocrazia e riproduce se stessa con tutti i privilegi e gli onori possibili e immaginabili.

    Ora basta. Mi appello al presidente consiglio, ministri e deputati la maggioranza.

    I 18 mesi che vi siete presi per cucinarvi le riforme tanto attese usateli per fare qualcosa di buono e se qualcosa di buono per il popolo italiano, per la gente umile, per quella massa di benemeriti formichine che lavorano giorno dopo giorno con serietà, scrupolo e dedizione e che rischiano la vita lavorando avrete lo ribadiamo tutto il nostro appoggio.

    Ma se continuate nel solito esercizio di aumentare i vostri privilegi, di nutrire i vostri smisurati poteri sappiate che non vi seguiremo.

    Continueremo a voler rappresentare le pecore citati da Svetonio aiutandole soccorrendole e impedendo loro di lasciarvi campo libero suicidandosi.

    Attenzione signor letta il giovane, rammenti la vicenda di quell’altro giovane lui zio di suo nipote e non nipote di suo zio. Lui Plinio nobilissimo cultore di altissime cariche pubbliche credeva di poter osservare da una postazione sicura protetto da una nave da un equipaggio di fedelissimi l’evolversi della tragica eruzione del Vesuvio ma si sbagliava signor Letta, si sbaglia ma anche lui.

    [color=#0033ff]Carla Ruocco[/color]


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    #140060
    brig.zero
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    #140058

    Galvan1224
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    [quote1371534150=Pier72Mars]
    http://alessiomannino.blogspot.it/2013/06/i-tre-equivoci-dei-5-stelle.html

    I TRE EQUIVOCI DEI CINQUE STELLE

    Più passa il tempo, più il Movimento 5 Stelle si incarta e si avvita su equivoci irrisolti. Magagne di fondo, non occasionali. Non parliamo di scivoloni o gaffes, che in una forza in costruzione, piena di energie nuove e perciò alla lettera dilettantesche, si possono comprendere (ma non giustificare). Stiamo parlando di ambiguità concettuali e vuoti di visione, nel pensiero e nell’organizzazione. Problemi strutturali, che se non verranno affrontati ne mineranno la tenuta e la linea col rischio dell’implosione.

    Grillo-grillini

    Nel mio piccolo, lo scrivo da tempi non sospetti: un conto è Grillo (e dietro di lui Casaleggio), un altro la base, eletti compresi. Il mattatore ha il carattere e la vis polemica del tribuno rivoluzionario, che non fa sconti e non usa riguardi (neppure al simulacro della democrazia rappresentativa, il parlamento). Il tandem con Casaleggio funziona come un rullo compressore macinando nemici e bersagli con una foga di distruzione palingenetica, soprattutto nel linguaggio – più che nei contenuti. Ma funziona, nell’ottica di dare al movimento un’identità chiara di unico soggetto alternativo ai partiti dell’arco costituzionale. Gli attivisti, i consiglieri nei Comuni e nelle Regioni, i parlamentari sono mediamente una truppa spaurita di chierichetti che seguono fiduciosi la parola del loro mentore, ma senza capirne tutte le implicazioni e senza riuscire a far propria la sistematica operazione di abbattimento di feticci, luoghi comuni e manichini che anche a loro ballano ancora in testa. Provenendo in gran parte da sinistra – ma con quelli che vengono da destra non va certo meglio – i grillini sono bloccati da tabù, idee fisse e ingenuità che li rendono politicamente molte spanne al di sotto di Grillo. Il difetto è umano e ideologico: non hanno, o non si sono ancora formati una fibra abbastanza forte, una mentalità abbastanza dura e una cultura di fondo abbastanza alternativa per stargli al passo (basta vedere l’ultimo caso, la senatrice dissidente che incolpa Grillo invece di constatare l’ovvio, e cioè che il movimento sul territorio è etereo, evanescente, disastrosamente web-dipendente). Lui alza i toni, loro li abbassano. Lui serra i ranghi, qualcuno sguscia via trasferendosi nel gruppo misto, o mugugna sentendosi a disagio. O Grillo si ficca in testa che deve formare e selezionare i suoi ufficiali, o assisterà a rovinose cadute nel suo brancaleonesco esercito.

    Pensiero forte-pensiero debole

    La cacca pestata sui prestiti Bce di cui ha parlato su questo giornale online Federico Zamboni dà l’idea che grande è la confusione sotto il cielo del blog. Confusione non più accettabile. Grillo non può più permettersi sfondoni che oggettivamente lo rendono complice della frode ideologica che ci costringe alla catena dell’Eurocrazia (corretto termine usato pure dall’opinionista principe del blog, Paolo Becchi). Come minimo, si è scordato quanto ha scritto per lungo tempo su Mes, Bce e dintorni uno degli spin doctor assoldati per educare ai media i suoi parlamentari, ovvero Claudio Messora. È l’ultimo e più grave episodio dell’inconsistenza teorica e analitica di un movimento che, se da una parte ha ben congegnato e condotto una strategia politica e di marketing elettorale, dall’altra mostra i segni di una castrante inadeguatezza di pensiero. Finora Grillo e Casaleggio sono andati a braccio sui fondamentali. Non è più possibile né ammissibile. O si dotano di una visione coerente coi loro stessi presupposti di cambiamento radicale, o bisogna trarne la conclusione che il loro radicalismo finisce con l’auspicio di una gestione puritana dell’esistente. Il calvinismo culturale lasciamolo agli anglossassoni, a noi interessa ripensare tutto a partire dalla Costituzione, dall’Europa, dall’economia. Ma per ripensare occorre pensare, e qui siamo al pensiero debole. Troppo debole, ormai. E la debolezza strutturale (mancano proprio le basi, a tanti “cittadini-portavoce”) si rovescia in una sindrome da fortino assediato (i media tutti cattivi) resa ancor più odiosa da un atteggiamento di superiorità (noi unici depositari dell’onestà e della verità) che paralizza il senso critico e autocritico. Brutta china.

    Partiti-politica

    Non è raro sentire il grillino medio sostenere che lui non è un politico, perché estraneo e allergico ai partiti. Facciamo presente al nostro cittadino consapevole che non è consapevole di un fatto molto semplice ed elementare: chi si occupa della cosa pubblica in qualsiasi forma, fa politica. Essere un politico, nell’accezione corrente e screditata del termine, non va confuso con fare politica, che è diritto e dovere di ciascun membro della comunità. Prendere le distanze financo antropologicamente dall’uomo di partito in quest’epoca senza qualità, quello un po’ pecorone e credulone, va benissimo, ma la politica è cosa nobile e seria. L’eletto grillino usa questo argomento fallace per dire no a qualsivoglia rapporto con le altre forze. Orbene: una volta che si è dentro il gioco, è necessario giocare. Con spregiudicatezza. In questa fase, con le schiere raffazzonate e nel pallone, che si limitano a sputar fuori proposte di legge anche giuste e interessanti ma con l’animo di chi fa il suo bravo compitino, senza capire un’acca del compito del movimento che è – dovrebbe essere – la distruzione creatrice, Grillo sta facendo opera di compattamento trincerando i suoi in un massimalismo obbiettivamente indispensabile. Ma un domani, proprio con lo scopo di scompaginare le file altrui e muoversi da guastatori del sistema, nulla vieta di illudere gli avversari facendo loro credere di essere istituzionalizzabili, cercando una sponda ora qua ora là. Per l’azzardo e la guerra di corsa, tuttavia, servono uomini capaci e disposti a combattere battendo bandiera pirata. Poi uno vede Vito Crimi e Roberta Lombardi annegare negli autogol, e gli vien voglia di buttare una scialuppa di salvataggio.
    Altro che pirati.
    Altro che rivoluzione.

    Alessio Mannino
    [/quote1371534150]

    grazie Pier72Mars,

    quel che succede in cabina di regia (parlamento) riguarda e riguarderà tutti.
    Sono un estimatore della biodiversità culturale (mia definizione) e mi informo su ogni opinione e ogni atto compiuto da chi è stato elevato a rango superiore (in ambito politico, in questo caso).

    colgo l'occasione per salutarti

    Galvan


    #140061

    Anonimo

    http://www.cadoinpiedi.it/2013/06/17/travaglio_ecco_cosa_sta_facendo_il_movimento_5_stelle_in_parlamento.html

    TRAVAGLIO: ECCO COSA STA FACENDO IL MOVIMENTO 5 STELLE IN PARLAMENTO
    “Dovrebbe essere chiaro a tutti che a stampa e tv non frega nulla di quel che fanno i 5Stelle: solo sputtanarli”. L'editoriale di Marco Travaglio dello scorso 15 giugno

    Riportiamo di seguito l'editoriale “Movimento 5 polli” scritto da Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano dello scorso 15 giugno.

    Che fa il maggior gruppo di opposizione (diciamo pure quasi l'unico) mentre il governo-inciucio Berlusconi-Letta mostra già la corda e manifesta tutta la sua prevedibilissima impotenza? È quello che si domandano molti italiani, soprattutto quelli che han votato 5Stelle contro i partiti che si sono mangiati l'Italia. Sappiamo bene che i neoeletti stanno imparando il mestiere di parlamentari; hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l'articolo 138 della Costituzione.

    Ma tutto questo i milioni di italiani che s'informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno. Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d'incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate. Contro il giornalismo servo si posson fare due cose: seguitare a imprecare al destino cinico e baro, o bypassarlo parlando direttamente ai cittadini e portando fuori dal Parlamento ciò che avviene dentro. Ma, per farlo, bisogna conoscere il sistema e usarlo, anziché farsene usare.

    Dopo quattro mesi di inseguimenti di pennivendoli assatanati che a marzo chiedevano “la votate la fiducia a Bersani?”, ad aprile “Grillo sbaglia a insistere su Rodotà?”, a maggio “restituirete la diaria?”, a giugno “che ne sarà della povera Gambaro?”, dovrebbe essere chiaro a tutti che a stampa e tv non frega nulla di quel che fanno i 5Stelle: solo sputtanarli (si è addirittura introdotta in politica la categoria dell'”antipatia” per squalificare Crimi e la Lombardi, mentre i vecchi politici – com'è noto – sono tutti simpaticoni) e trovarne qualcuno che parli male di Grillo e bene di Napolitano, Letta e Alfano. E intanto magnificare con titoloni-pompa il governo del nulla, rilanciare le promesse dei ministri che evaporano dopo due minuti, esaltare i moniti del Presidente (ormai un rumore di fondo), celebrare le mirabolanti imprese dei suoi saggi prostatici: pennellate di lingua a base di “task force”, “road map”, “cronoprogrammi”, “grandi riforme”, Tizio “spinge”, Caio “accelera”, Sempronio “frena”. Mai come ora, con un governo che manda a casa i condannati fino a 6 anni (praticamente tutti, a parte i serial killer), espropria le Camere per blindare la controriforma costituzionale, ci prende in giro su Imu e Iva, c'è bisogno di un'opposizione che si faccia vedere e sentire.

    Chi non vi è portato, come la furbona che ha scoperto improvvisamente che il guaio dei 5Stelle è Grillo o quell'altro genio che s'è iscritto al M5S per andare dalla D'Urso o i “dissidenti” sul nobile ideale della diaria, va semplicemente ignorato, o liquidato con una battuta, o affidato a un collegio di probiviri che faccia rispettare le regole (come nei partiti, che espellono centinaia di persone senza che nessuno se ne accorga). Le scomuniche di Grillo e le riunioni-fiume dei gruppi sono proprio ciò che vuole la grande stampa, sempre a caccia di armi di distrazione di massa. Invece di perder tempo dietro le Gambaro, i capigruppo convochino conferenze stampa e iniziative di piazza per spiegare le porcate che scoprono in quell'ente inutile che ormai è il Parlamento, e come intendono contrastarle. Altrimenti sono più inutili del Parlamento.


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