Mumbai, perchè?

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Questo argomento contiene 51 risposte, ha 19 partecipanti, ed è stato aggiornato da giusparsifal giusparsifal 10 anni, 11 mesi fa.

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  • #114776

    zret
    Partecipante

    Giusto Mysterio, per loro vale il motto “Strategia che funziona non si cambia ” che è come “Squadra vincente non si cambia”.


    #114777
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Namaste e buona fortuna…..


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #114779

    Francesco
    Partecipante

    ricordo che qualche mese fa si diceva che in caso di una terza guerra mondiale, Cina ed India sarebbero rimaste neutrali…


    #114780
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    L'analisi di Mazzucco:

    Dopo aver resistito molto più a lungo del previsto Musharraf, il pupazzo di Washington, è miseramente crollato. Uccidere la Buttho non solo non è servito a niente, ma ha casomai accelerato il processo di rigetto del popolo pakistano verso gli americani.

    Ovviamente, il nuovo presidente del Pakistan ha già detto chiaramente che gli americani fra i piedi non li vorrà.

    Ovviamente, agli americani la cosa non ha fatto piacere.

    Ovviamente salta fuori dal nulla, in India, un nuovo gruppo terroristico mai sentito prima, che è in grado di coordinare otto attentati nello stesso momento, e mettere in scacco un’intera città. (Nemmeno i servizi segreti del Madagascar permetterebbero ad un gruppo del genere di crescergli sotto il naso senza accorgersi della loro presenza).

    Ovviamente, il gruppo terroristico si dimentica di far conoscere i motivi del proprio gesto (abitudine ormai consolidata, peraltro, in tutto il “terrorismo mondiale”), ma si premura di far sapere al mondo che loro si chiamano Daccan Muhjaddin. Siamo nel mondo delle apparenze, e in quel mondo l'unica cosa che conta è l'etichetta.

    Ovviamente, i Muhjaddin sono equiparabili ai Talebani. E i Talebani sono equiparabili ad Al-Queda.

    Ovviamente, il Pakistan “da tempo non riesce ad acchiappare i Talebani-di-Al-Queda, che hanno costruito il loro santuario nelle montagne lungo il confine con l’Afghanistan”.

    Ovviamente, bisognerà intervenire al più presto presso il Pakistan, …

    … perchè la smetta di dare rifugio ai terroristi, e torni al più presto sotto l’ombrello di Washington.

    Ovviamente, conviene farlo prima che Obama salga al potere, in modo da consegnargli questa patata bollente che sarà obbligato in qualche modo a cucinare.

    Se non fosse per i poveracci che sono morti, questa degli attentati in India sembra quasi – paradossalmente – una non-notizia.

    Massimo Mazzucco

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2936


    #114781

    maccinni
    Partecipante

    al di là di ogni considerazione politica, l'integralismo (comunque e dovunque espresso), nasce dalla paura, genera paura.


    #114778

    deg
    Partecipante

    Ciao mic, benvenuto!
    Mi chiedo se l'integralismo sia intrinseco all'essere umano e/o comunque pilotato.
    Hai ragione, nasce dalla paura, ma l'essere umano è davvero rassicurato dall'integralismo?


    #114782

    iniziato
    Partecipante

    A me ha colpito il fatto che cercassero turisti usa e uk. Gli italiani che hanno detto che venivano da Roma non sono stati toccati.


    #114783

    zu
    Partecipante

    Invece a me ha colpito l'inasprimento dei rapporti tra India e Pakistan dopo le affermazioni del ministro degli esteri indiano che accusa il Pakistan come paese di provenienza dei terroristi.. il Pakistan esclude questa ipotesi, rispondendo in maniera piuttosto tesa e probabilmente volta a smantellare i recenti tentativi di ripristinare la vecchia “via del commercio”, nella zona di confine del Kashmir, dopo 60 anni di conflitti tra le due “superpotentze nucleari”.
    Che sia la “false flag” tanto attesa e finemente organizzata per scatenare il conflitto madre di tutte le guerre? Speriamo di no! :dsfg:
    Che sia il tentativo di evitare che questi popoli asiatici possano raggiungere accordi e legare a discapito dei “poteri”?? Forse..
    Inogni caso, teniamo gli occhi ben aperti e guardiamo ora gli sviluppi della situazione, soprattutto dal punto di vista politico..


    #114784

    maccinni
    Partecipante

    ciao, degournay, penso che l'integralismo rappresenti la primitiva condizione dell'essere umano, ancora incapace di assumere la singolare consapevolezza di essere al mondo. L'appartenenza è ancora limitata ad uno specifico (rassicurante). Soltanto la “consapevolezza” di essere qui alla maniera dell'uomo, consente il superamento di ogni possibile integralismo-paura. Ciao


    #114785

    Omega
    Partecipante

    [quote1227864440=sharon]
    Invece, si, ha senso!

    La domanda è: a chi serve il terrorismo?
    Al Potere!

    A cosa serve?
    A giustificare la Guerra!

    Quali sono i suoi effetti?
    L'uomo terrorizzato non è più lucido; accetta qualsiasi “restrizione” per la sua “sicurezza”! (diventa malleabile come un bambino).

    Divisione fra gli eseri umani, odio razziale ecc.

    [/quote1227864440]
    Perché il terrorismo serve al potere ? Perché il Potere è infelice;

    fino a che ci preoccupiamo del solo NOSTRO risveglio,

    quelli continueranno a distruggere il mondo.

    Perché giustificano la Guerra ? Perché sono infelici, ovvio.

    Perché restringono la libertà ? Perché sono infelici.

    Perché spesso dividono gli eseri umani, odio razziale ecc ?

    Perché un infelice non può stare insieme agli altri – e in mezzo agli altri.

    Hanno messo al potere gli Umani infelici,

    perché sorprenderci di un certo tipo di gestione del Pianeta ?

    [quote1227864465=zu]
    Solana: “Occorre unità contro il terrorismo”..
    [/quote1227864465]
    No, occorre unità contro l'infelicità di chi sta dietro il velo.

    I fanatici limitano la verità, affermando di averne il monopolio, e si considerano reciprocamente “pagani”. Molti cristiani pensano che gli induisti e i buddhisti siano “pagani”, gli induisti e i buddhisti, se sono fanatici e intolleranti, pensano la stessa cosa dei cristiani. Ma la vera religione non appartiene a nessuno in particolare.

    Paramahansa Yogananda – “Il Divino Romanzo”, Astrolabio, Ed. 1996, p. 349

    Yogananda anche questa volta ha perfettamente ragione;

    Ma perché si diventa fanatici ? Perché si è infelici.

    [quote1227864558=m.degournay]
    Ciao mic, benvenuto!
    Mi chiedo se l'integralismo sia intrinseco all'essere umano e/o comunque pilotato.

    [/quote1227864558]
    Lintegralismo è intrinseco all'essere umano infelice,

    quello figlio e servo del Sistema.

    Un infelice si sente protetto dal codesto sistema e le sue continue guerre.

    [color=#0066ff]Da qualche parte ho letto la seguente riflessione e la riporto qui perché la trovo giusta[/color]:

    “[color=#cc0000]Noi siamo padroni solo nell'atto della scelta: LUCE o TENEBRE.

    Una volta scelto dove andare, se a EST o a OVEST, il percorso è tracciato.
    O SERVI DI DIO o SCHIAVI DELLE TENEBRE…

    Le TENEBRE rifiutarono la servitù…Per questo sono TENEBRE…e lo siamo anche noi finchè continueremo a seguire QUEL PADRONE o DUE PADRONI.[/color]”

    Aggiungo, che per me “DIO” è la Coscienza Superiore dell'Essere umano – connessa alla “Coscienza Cosmica” (o “lo Spirito”) e che non puoi scegliere alcuna LUCE, da infelice…

    [quote1227864558=m.degournay]
    Hai ragione, nasce dalla paura, ma l'essere umano è davvero rassicurato dall'integralismo?
    [/quote1227864558]
    Sì, perché crede nelle illusioni.

    [quote1227864578=maccinni]
    al di là di ogni considerazione politica, l'integralismo (comunque e dovunque espresso), nasce dalla paura, genera paura.
    [/quote1227864578]
    Giusto, ma perché l'uomo ha Paura ?

    Perché è infelice – e nessuno può essere felice per autoimposizione.

    La felicità è una scelta scomoda,

    per cui ognuno riceve il salario della propria non-scelta e superficialità.


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