News Archeologiche

Home Forum MISTERI News Archeologiche

Questo argomento contiene 47 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 8 anni, 8 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 21 a 30 (di 48 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #14966
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Ipotetica tomba nei tunnel di Ravne (Dettagli della scoperta)


    #14967
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Quanto è interessante questa scoperta. Ma a quanto precisamente è datata la tomba si sa?


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #14968
    elerko
    elerko
    Partecipante

    [quote1312148297=pasgal]
    Quanto è interessante questa scoperta. Ma a quanto precisamente è datata la tomba si sa?
    [/quote1312148297]

    loro credono faccia parte alla seconda civiltà, intorno al 4.000-3.500 a.C.

    In questo ultimo mese il nostro gruppo di ricerca, grazie alla costante collaborazione con la Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole, si è concentrato sui tunnel a lato delle piramidi che ci avevano fatto sospettare un riuso più recente da parte di un’altra civiltà rispetto agli originali costruttori, con una forbice temporale molto ampia e che appariva centrata intorno ad un ipotetico 4.000-3.500 a.C. in base ai pochi resti legnosi ritrovati.
    http://www.sbresearchgroup.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=67%3Anuova-importantissima-e-storica-scoperta-nei-tunnel-di-ravne-del-nostro-gruppo-di-ricerca&catid=30&Itemid=109&lang=it


    #14969
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1312153149=elerko]
    [quote1312148297=pasgal]
    Quanto è interessante questa scoperta. Ma a quanto precisamente è datata la tomba si sa?
    [/quote1312148297]

    loro credono faccia parte alla seconda civiltà, intorno al 4.000-3.500 a.C.

    In questo ultimo mese il nostro gruppo di ricerca, grazie alla costante collaborazione con la Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole, si è concentrato sui tunnel a lato delle piramidi che ci avevano fatto sospettare un riuso più recente da parte di un’altra civiltà rispetto agli originali costruttori, con una forbice temporale molto ampia e che appariva centrata intorno ad un ipotetico 4.000-3.500 a.C. in base ai pochi resti legnosi ritrovati.
    http://www.sbresearchgroup.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=67%3Anuova-importantissima-e-storica-scoperta-nei-tunnel-di-ravne-del-nostro-gruppo-di-ricerca&catid=30&Itemid=109&lang=it

    [/quote1312153149]

    Avevo pensato a 13 mila o 15 mila avanti Cristo.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #14970
    elerko
    elerko
    Partecipante

    La stima riguarda la datazione della tomba, ma loro presumono ci siano state 2 civiltà. La prima, sempre secondo le loro stime, intorno a 12/10 mila a.c. E la seconda 3500/4000.
    Cmq non è una stima certa anche perchè la scoperta è recente.


    #14971

    superza
    Partecipante
    #14972

    sephir
    Partecipante

    ma quante piramidi negli ultimi anni, anche in italia… addirittura lumbard e friulane

    Lombardia


    http://postimage.org/image/2j2wrdmas/

    come caso si assomigliano a quello di visoko, anche se quest'ultima no p modellata ma proprio costruita, e se ne occupa tale professor vincenzo di gregorio http://www.antikitera.net/libri.asp?ID=386&TAG=Misteri&page=2
    che ha prestato attrezzature all'equipe dello scavo di ravne.

    Egitto in Lombardia. Le “Piramidi” di Montevecchia
    di Leonella Zupo
    Un enigma alle porte di Milano. All’interno del Parco del Curone, in provincia di Lecco, individuate tre colline modellate asportando la roccia e non create a blocchi sovrapposti ad incastro, come quelle di Giza

    La prima piramide vista dal basso
    Nel 2001 l’architetto Vincenzo Di Gregorio ha individuato la presenza di atipiche costruzioni a forma piramidale di roccia calcarea, perlopiù ricoperte da vegetazione, tanto antiche quanto misteriose per un “bizzarro” parallelismo.
    Se infatti, com’è noto, esiste un rapporto numerico fra le tre piramidi della piana di Giza e le stelle della cintura di Orione, sembra esservi un rapporto identico fra Orione, Giza e le Piramidi di Montevecchia.
    Strano, ma vero! Lo abbiamo scoperto durante una visita–studio condotta nel mese di febbraio da Danilo Bergaglio, organizzata dall’Istituto di Ricerche Cosmòs di Milano nell'ambito del ciclo “Riconoscere le Energie”. A quanto pare, dal giorno della scoperta le ricerche condotte da Di Gregorio e da altri studiosi e ricercatori, che sulle sue orme hanno cominciato a interessarsi all’argomento, hanno portato a interessanti novità.
    Sotto il verde delle colline, antiche tracce?

    Foto aerea dell'allineamento dei tre colli
    Le colline piramidali sono tre e sono poste su un asse obliquo da Nord-Ovest a Sud-Est. Ciò significa che sono ruotate di novanta gradi in senso orario rispetto alle altre tre più celebri piramidi egizie di Cheope, Chefren e Micerino.
    Tuttavia la proporzione e la posizione delle tre piramidi, l’una in rapporto alle altre, risulta essere identica: le costruzioni della piana di Giza, così come quelle presenti nel Parco del Curone, avrebbero un’inclinazione – dal vertice alla base – di circa quarantatre gradi.
    In entrambi i casi le piramidi sono state costruite in pietra, con la differenza che in Egitto le piramidi sono costituite da pesanti blocchi assemblati tra loro, mentre a Montevecchia le strutture sembrano essere state ricavate modellando le colline e asportandone il materiale in eccesso. L'intera zona è all'interno del perimetro del parco e interessa un costone collinare posto proprio dietro la collina di Montevecchia; le Piramidi di Monte (sono denominate di Montevecchia ma in realtà sono più vicine a Monte, una piccola frazione di Rovagnate) si presentano con il lato ad Ovest ricoperto da tonnellate di terra, probabilmente accumulatasi nel corso del tempo. Alcuni ricercatori ipotizzano un unico artefice sia per le piramidi egizie sia per quelle
    lombarde, anche se non escludono la possibilità di una ripresa iconografica delle stesse.
    Un’area di interesse archeologico

    Coltivazione di uva e rosmarino sulle colline intorno a Montevecchia
    Se si prende in esame la zona del Parco del Curone, si scopre che in questo luogo sorge il sito archeologico più antico della Lombardia: qui sono stati trovati reperti dell’uomo di Neanderthal, antichi più di sessantamila anni.
    Prima della conquista romana la zona fu abitata da altri popoli, specie di stirpe celtica, anche se in realtà i Celti non erano soliti costruire opere simili e quindi le piramidi potrebbero essere molto più antiche. Qualche anno fa sono state scattate foto aeree a cura della Regione Lombardia sull’area che corrisponde al Parco di Montevecchia e della Valle Curone, immagini suggestive, fatte di verde e pianura, verde e colline, verde e “piramidi”, appunto.
    Tre tumuli di terra allineati, tre colli non molto elevati. E l’occhio attento degli osservatori archeologi e naturalisti non s’è lasciato sfuggire quell’allineamento che dall’alto è risultato evidente.
    Montevecchia è un paese particolare: duemila abitanti, per il novanta per cento coperto da una fitta vegetazione boschiva a una manciata di chilometri da Lecco, non lontano da Como; e poi i preziosi rinvenimenti antropici della preistoria.
    In questa zona finisce la pianura e iniziano corrugamenti dolci dai quali si ricava anche vino di buona qualità. La tipicità del posto è insita in quel vino e in quei reperti antichi che risalgono a Neanderthal, segno evidente che la zona era abitata ai primordi dell’umanità, forse grazie al clima mite, forse grazie anche a un territorio non ostile agli insediamenti. E all’interno, cosa si cela?

    Scalinata della prima piramide
    Un bel grattacapo, certo. Del resto il vero scopo di queste misteriose costruzioni, così grandiose, è ancora molto controverso a seconda delle varie scuole di pensiero.
    Dalla funzione più ufficiale di solenni tombe faraoniche a vere e proprie “arche” costruite da potenziali sopravvissuti scampati al cataclisma che coinvolse la mitica isola di Atlantide (ammesso sia mai esistita) in cui depositare il sapere di un mondo destinato a essere dimenticato, per esempio.
    O, ancora, potrebbero essere servite a scopi che nemmeno riusciamo a immaginare, se è vero che in Egitto, all’interno di alcune strutture, si sono verificate anomalie temporali vissute e raccontate dai primi esploratori.
    Naturalmente si tratta solo di ipotesi, ma chissà che le Piramidi del Parco del Curone, ancora inviolate, non nascondano delle camere al loro interno!
    Negli Anni Ottanta la Regione Lombardia ha vincolato l'intero territorio a Parco Regionale, iniziativa lodevole, il cui scopo è stato determinato dalla volontà di salvaguardare quest'area per gli indiscutibili valori ambientali e archeologici.
    Certo, ora sarebbe interessante e auspicabile il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle autorità pubbliche per effettuare ulteriori scavi archeologici, ma è anche vero che non sempre la volontà degli amministratori viaggia di pari passo con quella di studiosi e ricercatori.
    All’ombra delle “piramidi”, progetti agricoli Europei

    Il complesso agricolo “Galbusera Bianca”
    A chi volesse avventurarsi alla scoperta di questo incantevole quanto “misterioso” luogo alle porte di Milano, consigliamo anche una visita nelle immediate vicinanze – in pratica ai piedi delle piramidi – all’azienda agricola Galbusera Bianca, oasi di biodiversità affiliata al WWF, che ha recentemente aderito ai programmi di miglioramento del territorio e al ripristino ambientale proposti dall’associazione.
    Il sistema, sottoposto dal WWF alle aziende agricole che si trovano nei pressi di aree protette, parte dalla constatazione che molte specie animali e vegetali da difendere attraversano o vivono in territori che coincidono con aree private.
    Per testare il sistema delle oasi affiliate e per mettere a punto il protocollo d’intesa, è stata scelta questa azienda agricola proprio per le sue caratteristiche di naturalità: la cascina ospita infatti ben tre habitat che rientrano nei progetti “Life” della Comunità Europea per la localizzazione in un parco regionale; la scelta di coltivare con il metodo biodinamico valorizzando le varietà antiche, nonché per le tecniche di bioarchitettura e l’utilizzo dell’energia solare.
    Il complesso agricolo è composto da una casa padronale, tre cascine, una stalla e una chiesetta, riuniti insieme a formare un piccolo borgo già noto nel 1348 con il nome di “Valbissera”.
    Una cosa comunque è certa: la particolare conformazione di “centro” racchiuso dalle colline circostanti suggerisce al cuore la sensazione forte e intensa di essere in un piccolo mondo a parte, in cui la natura conserva ancora la sua armonia.

    http://www.mondointasca.org/articolo.php?ida=1886&pag=2

    Piramidi di Rualis
    25.03.2010
    associazione Navel (Cividale)

    Relatore: Walter Maestra associazione Waira
    Geobiologo

    Circa un mese fa comparve al tg regionale un servizio inerente alla scoperta delle presunte piramidi di Rualis. Onestamente il video l'ho visto si YouTube qualche giorno fa. Nei commenti c'era scritto che il 25 marzo 2010 si sarebbe tenuta una conferenza a Cividale e quindi eccomi pronta a relazionare quanto è stato detto.
    La scoperta delle presunte piramidi di Rualis avvenne tre anni e mezzo fa quando Valter Maestra fu invitato a pranzo in una casa ubicata davanti ad una collina la cui forma poteva essere riconducibile ad una piramide. Subito si insospettì che la collina che gli si stagliava davanti fosse proprio una piramide similarmente a quelle presenti a Visoko (Bosnia). Provò allora a verificare che la pendenza dei lati fosse simmetrica e ciò fu verificato nel giorno successivo con l'ausilio di un tecnico.
    La convinzione del geobiologo è che, mentre le piramidi di Visoko sono state costruite (le uniche in Europa!), le altre presenti in Europa sarebbero tutte state modellate.
    Le presunte piramidi di Rualis avrebbero la punta mozza come le piramidi Maya e successivamente sarebbero state trasformate in vigne.
    In base alle sue prime ipotesi, il sig. Maestra, ha individuato una ley line che unirebbe più luoghi sacri del mondo tra i quali anche le presunte piramidi di cui si sta parlando.
    Alle domande del pubblico, il geobiologo, ha risposto che l'attività energetica delle piramidi, che a suo dire sarebbero disposte come la cintura di Orione analogamente alle piramidi di Gizah, è ancora in parte presente e che attualmente non sono stati interpellati gli archeologi.
    Successivamente a tali eventi, un architetto segnalò la presenza di presunte mura megalitiche squadrate in maniera complessa in prossimità di Darnazacco vicino alle distillerie Domenis. Qui, inoltre, sono state trovate 500 tombe che sono state scavate all'inizio dello scorso secolo e sono state datate all'età del ferro ed identificate come sepolture certamente celtiche e ciò venne confermato dal rituale della spada piegata.
    Un giorno si recò casualmente all'ipogeo celtico di Cividale e si rese conto che nel 1998 aveva visto una struttura simile a Maciu Piciu ed iniziò, allora, a fare dei paragoni tra le due strutture per dare un nuovo significato a tale luogo.
    Secondo il relatore l'ipogeo celtico sarebbe un tempio energetico.
    Qui si trovano tre sedili di iniziazione, anche presenti a Maciu Piciu, dove vi era un sedile positivo, uno negativo e uno neutro. Egli ha individuato, per mezzo della strumentazione di geobiologo, che nell' ipogeo di Cividale ci sarebbe la presenza di una linea di cambio di polarità energetica. Egli sostiene, infatti, che vi sia un confluire di energie diverse tra loro che comporterebbero un caos energetico. Ad esempio afferma che sotto i mascheroni non si può stare per un tempo prolungato poichè potrebbe causare un disturbo fisico (mal di testa).
    Come si accennava in precedenza in alcuni punti della grotta si sta bene ed in altri si sta male. Ad esempio sotto i mascheroni abbiamo un'energia negativa.
    Il sig. Maestra vaglia l'ipotesi che l'Ipogeo sia un tempio legato al culto della madre terra (dea madre).
    Egli lo descrive a forma di utero con due ovaie l'una positiva e l'altra negativa. Egli individua poi altre 4 nicchie rappresentanti, a suo dire,i 4 elementi. C'è poi una finestra che rappresenterebbe l'elemento aria che dà sul fiume Natisone.
    La presenza di un arco, dal punto di vista vibrazionale, rappresenta, secondo lui, il quarto livello dell'aurea attraverso il quale, la notte, sognando andremmo in un'altra dimensione nel caso dell' Ipogeo, nel mondo di sotto.
    I mascheroni sono tipici di queste grotte rappresentanti il mondo di sotto.
    Essendo un diodo, dal punto di vista elettrico, il funzionamento sarebbe analogo a quello delle tombe dei giganti in Sardegna.
    Se un soggetto, in ambiente carsico, si posiziona sopra una grotta orizzontale sicuramente perderà tutte le energie. Quando la grotta ė verticale questa costituisce un moltiplicatore di energia (mi viene in mente ad esempio il Mitreo di Duino oltre all'Ipogeo celtico di Cividale).
    Sembra che l'ipogeo di Cividale sia l' unico esempio in Europa che unisca contemporaneamente la funzione di tempio energetico, quella di tempio alla madre terra ed infine quella di tempio al mondo di sotto.
    Ho seguito attentamente quanto diceva il sig. Maestra, senza, onestamente non pochi dubbi. Ad essere sincera la presentazione, esposta in maniera un po' vaga, non mi ha soddisfatta per niente.
    La prima perplessità è nata dalla convinzione fervente del geobiologo che lo portava a parlare di piramidi e mura megalitiche senza minimamente usare il termine “presunte” come, invece, ho cercato di introdurre nella presente relazione.
    Non poche sono state le critiche da parte degli esponenti del mondo scientifico presenti in sala soprattutto sulla naturale conformazione delle presunte mura megalitiche. Critiche che io ritengo assolutamente corrette anche se non condivido l'arroccamento su determinate idee di tipo tradizionalista, da una parte, e alternativo dall'altra. Se il sig. Maestra avesse effettivamente individuato qualcosa di interesse archeologico perchè non interessare anche il mondo accademico affinché possa verificare o meno la presenza di evidenze archeologiche? Questo mi sembrerebbe l'approccio corretto anche se non nascondo che la sensazione che ho avuto è che lo studioso si sia arroccato su una posizione dalla quale non voglia allontanarsi. Quindi pare sia stata innalzata una muraglia cinese che renderà difficile il dialogo tra le due fazioni contrapposte.
    Una seconda perplessità è stata destata dal fatto di sbandierare tali ipotesi come se si trattasse di un'effettiva scoperta, infatti più e più volte egli ha parlato di “evidenze”.
    Personalmente cerco, comunque nel mio scetticismo inerente a tale vicenda, di non arroccarmi su una posizione rispetto ad un'altra e eventualmente ad accettare, se si dimostrasse l'effettiva presenza di queste strutture, i metodi del geobilogo. A mio dire, finchè non si prova qualcosa, non ci si può intestardire sul fatto che sia del tutto inefficace, come ho già ribadito nell'intervento che ho sostenuto durante l'incontro, presa da un momento di nervosismo provocato da una parte dall'accettazione passiva dei fatti esposti da parte degli “alternativi” e dall'altra da una fervente negazione da parte del mondo Accademico. Bisogna assolutamente, a questo punto, procedere a dei saggi archeologici e geologici per capire, una volta per tutte, se la presunta scoperta sarebbe reale o semplicemente una convizione come mi sembra di percepire. Credo che, se il sig. Maestra sia convinto da quanto lui sostenuto non dovrebbe in alcun modo temere il confronto con la scienza ufficiale.
    Di dubbi ce ne sono molti. Per scioglierli staremo a vedere quali saranno gli sviluppi futuri delle sue ricerche, sperando che effettivamente si riesca a giungere anche ad una conclusione da un punto di vista scientifico.

    Ne hanno parlato, vedo, anche nella trasmissione (non ho tv quindi non sono aggiornato su trasmissioni varie di bassa o alta qualità) mistero… http://www.video.mediaset.it/video/mistero/puntate/165815/le-piramidi-italiane—i.html

    o sono coincidenze che portano a pensare alla ripetizione di configurazioni simili nella storia in varie zone… oppure è tutto bisogno di avere qulacosa in cui credere… mah, intanto visoko è la cosa più interessante in assoluto.
    chissà cosa troveranno e se tutto verrà mostrato.


    #14973

    sephir
    Partecipante

    Le donne dei tempi antichi erano “girovaghe”, dovevano allontanarsi da casa e moltiplicarsi, mentre gli uomini erano “casalinghi”

    dallo SchwartzReport del 7 giugno 2011

    traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Erica Dellago

    Ancora un’altra rettifica alle fantasie che abbiamo riguardo al nostro passato più lontano.
    Stephan A. Schwartz

    STEVE CONNOR – The Independent (UK)

    I denti fossili dei primi antenati umani vissuti due milioni di anni fa nell’Africa del Sud hanno fornito una straordinaria comprensione della loro organizzazione sociale, che sembra aver portato le femmine ad allontanarsi dalle loro case e famiglie d’origine al raggiungimento dell’età adulta.

    Di fatto non si sa nulla sullo stile di vita di queste persone simili alle scimmie, ma l'analisi dei loro denti indica che i maschi vivevano e morivano nel luogo di nascita mentre le femmine si allontanavano dal luogo di nascita per raggiungere famiglie a molte miglia di distanza, dove poi restavano fino alla morte.

    I risultati indicano che le popolazioni ancestrali avevano una struttura sociale che vedeva i maschi vivere in un luogo, eventualmente difendendo il loro territorio contro gli intrusi, mentre le femmine si spostavano da un luogo ad un altro al raggiungimento dell'adolescenza, volontariamente o costrette.

    I ricercatori hanno detto che i risultati mostrano una differenza tra i generi per quanto concerne gli spostamenti.
    Indicano un modello simile a quello dei giovani scimpanzé femmina che tendono ad allontanarsi dalla famiglia di origine evitando la consanguineità con i parenti di sesso maschile.

    Sandi Copeland dell'Università del Colorado a Boulder, Stati Uniti, ha detto che gli isotopi chimici di stronzio dei denti fossili erano stati usati per lo studio generale dei flussi migratori, ma che da subito è emersa la differenza maschio-femmina.

    “Siamo rimasti piuttosto sorpresi in merito alla nostra scoperta principale, relativa alle differenze statisticamente significative [tra i generi] … Oltre il 50 percento delle femmine non cresceva nella zona dove alla fine moriva”, ha detto la dottoressa Copeland.

    “Qui abbiamo una prima visione diretta degli spostamenti a livello geografico dei primi ominidi, e sembra proprio che soprattutto le femmine si allontanassero dai loro gruppi originari”, ha detto.

    I 19 denti che formano lo studio derivano da due antiche specie, l’Australopithecus africanus, presunto antenato diretto dell'uomo, e il Paranthropus Robustus, ramo secondario dell’albero ancestrale che alla fine ha dato origine al genere Homo. Entrambe le specie vivevano nella stessa zona del Sud Africa in grotte a circa un miglio di distanza, anche se P. Robustus ha vissuto circa 1,7 milioni di anni fa rispetto ai 2-2,7 milioni di anni fa dell’A. Africanus.

    Per misurare gli isotopi di stronzio, sono stati analizzati minuscoli frammenti di smalto dei denti mediante ablazione laser.
    In genere, il rapporto degli isotopi fissati sullo smalto, corrisponde ai rapporti rilevati nelle piante, nel suolo e nelle rocce vicini al luogo dove l'individuo viveva a quel tempo.

    “I rapporti degli isotopi di stronzio sono il riflesso diretto dei cibi mangiati da questi ominidi, a loro volta riflesso della geologia locale”, ha detto la dottoressa Copeland.

    Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, si è concentrato su due tipi di denti – canini e molari – noti per essere diversi di dimensione tra i generi. Si è ritenuto che i denti più grandi fossero dei maschi, i denti più piccoli delle femmine. Pare che il 90 percento circa dei maschi siano vissuti e morti nel luogo di nascita, rispetto a solo la metà circa delle femmine.

    Gli scienziati hanno detto che il limitato territorio dei maschi ha fatto sollevare interrogativi sulle origini del bipedismo – camminare sulle due gambe – dato che si pensava fosse sorto proprio per permettere agli individui maschi, in particolare, di coprire lunghe distanze in cerca di cibo.

    “La telemetria del percorso sembra essere un po’ più ristretta di quanto pensato in un primo momento, e divisa tra linee di maschi e femmine”, ha detto la Copeland.

    “Abbiamo ipotizzato che molti degli ominidi fossero di zone non locali, in quanto generalmente si pensa che lo sviluppo del bipedismo sia dovuto in buona parte per consentire agli individui di coprire distanze più lunghe”.

    Lo studio è stato realizzato con gli scienziati della Oxford University, del Max Planck Institute di Lipsia e con l’Università del Sud Africa di Cape Town.

    http://www.coscienza.org/_ArticoloDB1.asp?ID=1212


    #14974

    dian
    Partecipante

    Per quanto riguarda la tomba scoperta nelle piramidi bosniache, ai primi di settembre ci sarà un resoconto di quanto analizzato e scoperto quest'anno, e dovrebbero esserci delle informazioni riguardanti gli scavi. Vi ricordo che la spedizione era composta anche da membri della rivista online Runa Bianca, rivista che potete scaricarvi gratuitamente dal loro sito.


    #14975
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Ma non si sa ancora nulla di più su questa tomba?
    Sappiamo che è intatta, quindi…


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

Stai vedendo 10 articoli - dal 21 a 30 (di 48 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.