Non Abbiamo Bisogno del Nucleare

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Questo argomento contiene 432 risposte, ha 40 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 9 anni, 11 mesi fa.

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  • #80535
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Un disastro l’atomo all’italiana, parola del nuclearista Clò
    Attorno al “rinascimento nucleare”, del quale si parla molto facendo poco, ci sono alcuni misteri. Il primo è che in un profluvio di interviste e convegni, il governo Berlusconi ha costituito l’Agenzia per la sicurezza nucleare, primo passo operativo per la costruzione di nuove centrali. Ma, chissà come, si è dimenticato di scrivere il documento programmatico che dovrebbe precedere il gran fervore di attività e che infatti il decreto legislativo n. 31 del 15 febbraio 2010 ordinava di redigere in poche settimane. Questa è solo una delle bombe di profondità sganciate da Alberto Clò, docente di Economia industriale a Bologna e ministro dell’Industria nel governo Dini (1995).
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/18/un-disastro-l%E2%80%99atomo-all%E2%80%99italiana-parola-del-nuclearista-clo/77439/


    #80536

    Spiderman
    Partecipante

    Leggero OT

    Non centrali ma bombe. http://www.aamterranuova.it/article5233.htm


    #80537
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    il cestino della spazzatura e delle scorie ..


    #80538

    Spiderman
    Partecipante

    [quote1290166618=Richard]
    il cestino della spazzatura e delle scorie ..
    [/quote1290166618]

    Abbiamo reso il pianeta un grandissimo cestino…


    #80539
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    ma quando finirà l era dello schifooooo


    #80540
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Fusione fredda, la risposta a tutti i problemi energetici
    http://pesn.com/2010/11/09/9501722_Cold_Fusion_–_Answer_to_energy_problems/

    di AlienScientist http://www.alienscientist.com

    Questa è una rivoluzione che attende da lungo tempo.
    La fusione fredda è stata come il genio nella lampada per tutti i nostri scienziati che non hanno capito che appare solo sfregandola.
    L'unico problema è che la reazione della fusione fredda è un poco più complicata.
    Sembra che avvenga solo attorno alla dimensione di 50nm, quindi servirebbe la nanotecnologia per produrre reattori funzionanti. I catodi di palladio difettosi hanno creato molto scetticismo in laboratorio, quando hanno visto che non riuscivano a riprodurre la reazione. Questo era dovuto a impurità nel metallo che ha cambiato la struttura del lattice e quindi le sue dimensioni.

    Anche la frequena di stimolazione era un fattore chiave per catalizzare la reazione, ma cosa più importante era capire la relazione tra la dimensione di 50nm e la frequenza di stimolazione di 14 Mhz e qua viene in aiuto la fisica.
    (Franck in realtà ha ottenuto un numero piu accurato dagli esperimenti di Podkletnov dato che l'errore di 50nm è troppo grande per avere una misura accurata e ha scoperto che combaciava col numero di molti fenomeni, il grafico è allegato!)
    Nel libro “What is Quantum Mechanics?” del team Lex Foundation, gli scienziati spiegano i misteri profondi della fisica quantistica, la Costante di Struttura Fine e la velocità della transizione quantistica. Questi scienziati spiegano che se la velocità della transizione quantistica fosse conosciuta, questo risolverebbe tutti i tipi di problemi nella teoria quantistica moderna. Avevano ragione.

    La Costante di Struttura Fine è senza unità perchè è un rapporto di velocità e queste velocità si annullano. E' il rapporto di velocità della transizione quantistica, che è la velocità della luce nella struttura elettronica dell'atomo in rapporto alla velocità della luce nel vacuum dello spazio. Questa velocità della transizione quantistica ci venne rivelata nell'ultimo punto che è stato considerato seriamente dai fisici teorici, quindi due dei piu profondi misteri nella fisica quantistica sono stati rivelati assieme tramite la ricerca scientifica alla faccia di una montagna di scetticismo e ridicolo.

    La Chiave per la Fusione Fredda è stimolare artificialmente gli atomi in uno stato di transizione quantistica artificialmente indotta, mentre vengono schiacciati assieme nei confini di una struttura di 50nm. Stimolando questi atomi alla loro velocità risonante di 1.094.000 metri al secondo o 2/137 la velocità della luce, i campi nucleari forti che legano gli atomi vanno fuori allineamento pensando di assorbire un fotone ma invece due nuclei sono assorbiti in uno e la fusione procede.
    La Fusione Fredda è qua. La barriera di Coulomb è piu semplice da rompere in questo modo piuttosto che con la forza bruta come hanno sempre tentato di fare gli scienziati della fusione calda fallendo per anni. Trilioni di dollari sono stati spesi nella ricerca della Fusione Calda e questi scienziati ne hanno approfittato. E' tempo di dare alla fusione fredda un'altra possibilità e di rivisitare l'interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica con cui Einstein non era d'accordo, ma non trovò la matematica per provare diversamente. Se Einstein fosse vivo oggi.. La matematica fornisce una tale unificazione della meccanica quantistica e della relatività speciale che la teoria potrebbe stare in piedi senza decenni di anomalie della fusione fredda e di risultati positivi, che ci hanno portato a scoprire la velocità della transizione quantistica e la vera natura con cui la luce interagisce con gli atomi.

    Infatti, le razioni anomale a Bassa Temperatura sono riportate dal 1927, quando lo scienziato Svedese J.Tandberg affermò di aver fuso idrogeno in elio in una cella elettrolitica con elettrodi di palladio. Ci sono evidenze di reazioni nucleari a bassa temperatura persino nei registri geologici.
    Controllate i link nella descrizione di questo video o visitate Cold Fusion Now.org per una revisione di scienza sperimentale e teorica a supporto della Fusione Fredda.
    Il Dr.Peter Hagelstein del MIT, ha stimato che 10 milioni di dollari distribuiti a vari gruppi in questo campo sarebbero abbastana per portarlo al prossimo livello!
    Se siete interessati a finanziare la ricerca che potrebbe risolvere i piu grandi problemi del pianeta, ci sono molte opportunità per fare parte di questa eccitante nuova scoperta.
    Se siete ricercatori nella Fusione Fredda o scienziati contattateci. Vi aiuteremo a diffondere la vostra storia.
    Se siete attivisti e vi piacerebbe della letteratura sulla Fusione Fredda o studenti, visitate il sito o controllate i link nella descrizione.

    Per un testo tecnico e aggiornato sulla Fusione Fredda raccomando il libro del Dr.Edmund Storm “Science of Low Energy Nuclear Reaction” e controllate assolutamente il lavoro di un ragazzo di nome Frank Znidarsic e cercate di mettere la costante di Znidarsic nell'Alpha Wolfram per vedere cosa accade!

    Tradotto da Richard per Altrogiornale.org
    [youtube=480,385]i29oXQHh-U4


    #80541
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    INTERVISTA

    rilasciata dal Prof. Cardone alla testata on line CAFFE' POLITICO LETTERARIO

    – a cura di Maurizio Livrea –

    Il Caffè Politico Letterario quale “fucina” di idee,
    poiché solo le idee hanno la possibilità di cambiare il mondo.

    Il CpL mette a disposizione il proprio spazio affinché le idee possano essere liberamente espresse; a tal fine, oggi, pubblichiamo l’intervista al Prof. Fabio Cardone, eminente fisico, inerente il “nucleare pulito”.
    Come consuetudine non vengono apportati commenti all’intervista; ognuno è libero di intendere e giudicare. Un “esercizio”, questo, che è venuto meno negli anni a seguito di un pressante, continuo tentativo di condizionamento di chi preferisce “indirizzare” piuttosto che “partecipare”. Il CpL preferisce la fattiva partecipazione e si mette a disposizione di tutto coloro che vogliono validamente riflettere con onestà, serietà e competenza.

    LIVREA Prof Cardone, ritiene reale la possibilità di un nucleare pulito?
    CARDONE Sia la teoria che le esperienze condotte tra il 2001 e il 2007 ce lo confermano con evidenza. La fenomenologia cui tali esperienze vanno ricondotte, è quella delle reazioni piezonucleari.
    LIVREA Cosa sono le reazioni piezonucleari?
    CARDONE Sono appunto reazioni nucleari provocate dalla deformazione spaziotemporale che circonda i nuclei atomici. Mediante l'immissione di ultrasuoni in una soluzione acquosa nella quale erano stati disciolti sali ferrosi, abbiamo appunto sfruttato queste deformazioni per indurre il ferro a rilasciare neutroni, e quindi energia…
    http://nuovonucleare.splinder.com/tag/intervista+prof+cardone


    #80542
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Per più di 50 anni, gli scienziati hanno ritenuto che gli stati ad alta energia dei nuclei atomici pesanti fossero caotici. Finora sembrava che le osservazioni sperimentali supportassero questa ipotesi. Tuttavia, recenti dati dall'acceleratore lineare di Oak Ridge negli Usa dimostrano il contrario. I nuovi risultati suggeriscono che i quasi 200 nucleoni all'interno del nucleo di platino studiato agiscono all'unisono e presentano un'inaspettata regolarità. In generale, i nuclei atomici sono costituiti da protoni e neutroni (detti collettivamente nucleoni) che interagiscono fra loro in modo molto complicato. All'aumentare del peso dei nuclei, ovvero man mano che aumenta il numero di protoni e neutroni che li costituiscono, queste interazioni diventano sempre più complicate e difficili da studiare. In sostanza i nuclei si comportano come un tutt'uno e le loro proprietà, come per esempio i valori di energia che possono assumere, sono del tutto diverse da quelle delle particelle che li costituiscono.

    Finora si pensava che il comportamento dei nuclei medi e pesanti fosse ben descritto da una teoria nota come Random Matrix Theory (RMT, Teoria della matrice casuale). ..
    http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2010/9/14/FISICA-Si-fa-presto-a-dire-caos-i-nuclei-atomici-sono-piu-intelligenti-del-previsto/1/112426/


    #80543

    deg
    Partecipante

    CENTRALI NUCLEARI: Una bomba a scoppio ritardato ?

    (Nicholas Lenssen, specialista dell l’energia e ex ricercatore al Worldwatch Institute di Washington, DC.
    questo articolo è estratto da studi realizzati da Worldwatch.)

    Lo smantellamento delle centrali nucleari e lo stoccaggio dei loro rifiuti sono eredità avvelenate lasciate ai nostri pronipoti?

    Il punto di vista di un perito.

    Immaginate che dopo un salto di 1000 anni nel tempo, vi ritrovate in una misteriosa zona vietata, irta di duomi di cemento e recintata di fili spinati rosi dalla ruggine. Queste installazioni disabilitate sarebbero state guardate da un tipo da confraternita di cui i membri vieterebbero a chiunque l'accesso a questi luoghi pericolosi.
    Così potrebbe concludersi la storia dei circa 500 reattori nucleari civili costruiti nella seconda metà del xxe secolo.

    In quasi tutti i settori industriali, è semplice e relativamente poco costoso distruggere le vecchie fabbriche e le attrezzature vetuste. Le cose si complicano appena si tratta di energia nucleare, a causa della forte radioattività delle infrastrutture. Dopo la sua chiusura definitiva, una centrale nucleare smette di essere una preziosa installazione che produce dell'elettricità all'uso dei consumatori e diventa un ammasso di acciaio e di cemento radioattivo in attesa di essere smantellato.

    Lo scenario immaginato qui sopra ha probabilmente poche probabilità di realizzarsi. Resta che non si sa ancora cosa le centrali nucleari diventeranno dopo la loro chiusura.

    “Sarebbe irresponsabile da parte nostra approfittare dell'elettricità grazie all'energia nucleare e di lasciare le future generazioni districarsi con i rifiuti”, metteva in guardia François Chenevier, direttore dell'agenzia francese per la gestione dei rifiuti radioattivi, nel1990.
    È, tuttavia, esattamente ciò che facciamo oggi: i reattori nucleari che possono funzionare durante 30 a 40 anni, ci tramandano un'eredità radioattiva di cui la durata di vita è di parecchie migliaia di anni…

    Quale sorte riservare a questi reattori?
    Questo problema si pone con sempre più acutezza. Non meno di 94 di questi sono stati chiusi definitivamente nei primi mesi del 1999, mentre 429 continuavano a funzionare nel mondo. Ciò significa che un reattore su 5,5 è stato chiuso. Ma solo alcuni sono stati smantellati.

    Questa mancanza di sollecitudine è in parte volontaria. Certi paesi, come il Giappone e gli Stati Uniti, hanno annunciato che procederebbero allo smantellamento dei loro siti nucleari solo tra 10 o 20 anni dopo la loro chiusura. Il Canada e la Francia hanno scelto di aspettare parecchi decenni. Quanto al Regno Unito, ha deciso decisamente di lasciare trascorrere più di un secolo prima di smontare qualsiasi reattore. Delle vecchie centrali nucleari potrebbero dunque fare parte integrante del paesaggio di certi paesi durante un'eternità.

    Il loro ragionamento è questo: Più la durata di funzionamento di un reattore è lunga, più la centrale si carica in radioattività che emana del bombardamento atomico. E più la radioattività è alta, più è difficile, pericoloso ed oneroso procedere al suo smantellamento e stoccare o nascondere i rifiuti.
    Come il tasso di radioattività declina col passare del tempo, meglio lasciare passare parecchie decine di anni tra le chiusure del reattore ed il suo smantellamento, affinché quest' ultima operazione sia più agevole e meno pericolosa.
    La radioattività delle installazioni, particolarmente nel cuore del reattore, laddove si produce la reazione nucleare, dura per milioni di anni. Il nickel 59 per esempio, una sostanza che si trova nel cuore del reattore, ha una semivita radioattiva,( ossia il tempo per la radioattività di diminuire di metà), di 80 000 anni; ed occorre aspettare un milione di anni affinché diventi innocuo.

    Una delle soluzioni raccomandate per sbarazzarsi dei rifiuti attualmente consiste nel nasconderli, in modo da isolarli dagli uomini e dalla biosfera finché ogni pericolo sia scartato. Nessuno paese si è ancora rischiato, tuttavia, a fermare definitivamente la sua scelta su un sito di seppellimento. E gli scienziati sono divisi: certi affermano che il seppellimento è una soluzione, altri pensano che il problema è senza soluzione.

    Tecnicamente,i rifiuti non possono essere distrutti ed i periti sono incapaci di provare che non costituiscono, anche sepolti, una minaccia per l'ambiente naturale.

    Ogni ipotesi, per essere provata scientificamente, deve essere dimostrata. Ora, in materia di scarti radioattivi, bisognerebbe aspettare parecchie migliaia di anni e prendere dei rischi considerevoli prima di provare qualunque cosa. Numerosi sono quelli, tra i popoli autoctoni o gli scienziati che sottolineano il carattere estremamente presuntuoso della nostra civiltà,: non esitiamo a progettarci molto lontano nel tempo, a costo di chiedere in prestito alle generazioni future quello che noi non potremo ridare mai. Lasciare un'eredità che non si accontenta di impoverire il pianeta ma lo mette anche in pericolo durante parecchi millenari è un atto di irresponsabilità senza precedente.

    Alcune raccomandazioni rimaste lettere morte

    I politici hanno sempre fatto fatica ad attaccarsi ad un problema che diventerà cocente solamente una volta la loro carriera finita. Per molto tempo, i governi e l'industria hanno ignorato gli avvertimenti lanciati a proposito dei rifiuti radioattivi e dello smantellamento delle centrali nucleari.

    Nel 1951, James B. Conant, allora presidente dell'università di Harvard e ex amministratore durante la guerra del Manhattan Project – il programma di fabbricazione della bomba atomica – parla per la prima volta della straordinaria longevità delle scorie radioattive.

    Nel 1957, un comitato dell'accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti avverte che “l'eliminazione dei rifiuti radioattivi, contrariamente a quella di tutto altro tipo di rifiuti, è così pesante di minacce che nessun rischio deve essere preso in materia di sicurezza.”

    Nel 1960, una nuova commissione dell'accademia insiste affinché la questione dei rifiuti sia risolta prima di autorizzare la costruzione di nuove centrali nucleari.

    Tutte queste raccomandazioni sono rimaste lettere morte. Le nazioni si sono lanciate, una dopo l'altra, nell'avventura nucleare.

    Politici ed industriali hanno sostenuto che i rifiuti e lo smantellamento delle centrali erano dei problemi completamente dominabili.

    Tuttavia ci hanno dedicato pochissimi mezzi. Carroll Wilson, il primo direttore generale della Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti, spiega che” lavorare sulla questione non era prestigioso. Nessuno si vedeva conferito buoni punti per interessarsi ai rifiuti nucleari.”

    L'affare fu dunque seppellito , in senso proprio come figurato, fino alla fine degli anni70. Parecchi fattori si sono coniugati allora per rallentare la costruzione di nuovi reattori: incidenti e problemi di sicurezza, interrogazioni in quanto alle conseguenze sulla salute, costi sempre più elevati e diffidenza crescente dell'opinione pubblica.
    La maggior parte delle persone continuano tuttavia a pensare che non c'è da preoccuparsi dello smantellamento dei reattori e dello stoccaggio dei rifiuti. Forse hanno ragione. Comunque sia, la fattura del nucleare sarà lunga.

    Chi pagherà gli smantellamenti?

    Non si sa ancora molto bene quanto costa un smantellamento né chi deve finanziarlo. Secondo certe stime, rappresenterebbe tra il 10% e il 40% dell'investimento iniziale, addirittura talvolta il 100%, questo vale a dire da 50 milioni di dollari a più di 3 miliardi per i grossi reattori

    La costruzione nel 1960 del piccolo reattore di yankee Rowe (Massachusetts), di una capacità di 167 megawatt, è costata 186 milioni di dollari. Il suo smantellamento, 30 anni più tardi, ha richiesto più di 350 milioni di dollari.

    I governi e le agenzie hanno talvolta fatto fatica a giustificare i costi di costruzione e di manutenzione dei reattori nucleari . Potrebbe essere ancora più difficile difenderne la loro chiusura. Durante gli anni, il governo britannico ha affermato che lo smantellamento sarebbe relativamente poco costoso.

    Ma nel 1989, quando ha tentato di privatizzare la sua industria nucleare, ha riconosciuto che il costo di queste operazioni sarebbe quattro volte più elevate di ciò che era stato annunciato inizialmente.
    Sebbene la maggior parte dei governi esigono della loro agenzia incaricata del nucleare che riserva una certa parte dei suoi redditi al futuro smantellamento dei reattori, spesso si tratta solo di linee di scrittura contabile: in realtà, l'agenzia spende diversamente il denaro. Si ignora dunque totalmente se potrà disporre della somma assegnata il momento venuto. Ed anche se i capitali sono stati realmente approvvigionati, che cosa fare quando i reattori smettono di funzionare prematuramente, come spesso è il caso?

    Negli Stati Uniti, il costo della chiusura dei reattori prima della data prevista potrebbe ammontarsi a più di15 miliardi di dollari. In Svezia, il governo ha aumentato recentemente le somme che le centrali devono assegnare al loro smantellamento. In altri paesi, particolarmente in Francia e nella maggior parte dei paesi in sviluppo, i governi hanno deciso di aspettare il momento venuto prima di liberare i fondi pubblici necessari allo smantellamento delle centrali.

    In fin dei conti, la generazione che utilizza l'energia nucleare attualmente lascia alle generazioni future la cura di badare allo smantellamento delle centrali ed al suo finanziamento.

    A termine, questo potrebbe rappresentare la più grossa parte delle spese che dovranno assumere l'industria nucleare ed i governi che l'hanno sostenuta, soprattutto se non si riesce a risolvere la questione dei rifiuti radioattivi.

    Anche smettendo di produrne, stoccare quegli esistenti necessiterà degli investimenti e delle precauzioni durante un periodo che sfida la nostra nozione del tempo.
    L'umanità dovrà isolare e sorvegliare le scorie radioattive, ivi compreso le centrali che hanno smesso definitivamente di funzionare, durante migliaia di anni, finché resteranno pericolose. Qualunque sia il futuro del settore, l'età del nucleare non è pronto a concludersi.
    Traduzione: Fabienne Melmi


    #80544
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    per chi non lo avesse letto, la nostra conoscenza del nucleo atomico ha qualche problemino

    “Come ha spiegato Koehler, risolvere questa questione potrebbe avere grandi implicazioni per i reattori nucleari.Gli scienziati si basano sulla teoria della matrice random per stimare la probabilità di fuga di neutroni nelle collisioni con i nuclei, e usano poi queste stime per determinare di quanto riparo e protezione ha bisogno un reattore nucleare.”
    http://link2universe.wordpress.com/2010/08/30/nuova-scoperta-potrebbe-sfidare-lattuale-teoria-sul-nucleo-atomico/


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