Non si può rimanere a guardare

Home Forum L’AGORÀ Non si può rimanere a guardare

Questo argomento contiene 168 risposte, ha 27 partecipanti, ed è stato aggiornato da  deg 10 anni, 9 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 121 a 130 (di 169 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #118966

    cenereo
    Bloccato


    …la sola immagine evocata da quello che ho scritto sopra è questa Donna (non guardatela con retaggio religioso-cattolico)

    http://img158.imageshack.us/img158/8681/gaza12yk4.jpg (link ad immagine cruda)
    riusciremmo a benedire questo bambino e chi lo ha ucciso?…
    ….tratto da “camminare tra i mondi “di greg braden
    Benedizione

    Uno dei più grandi doni che ci siano stati tramandati dalla tradizione degli antichi Esseni è un codice verbale che ci dà l’opportunità di affrontare con grazia le esperienze di vita che ci feriscono più profondamente.
    Questo codice relativamente oscuro nei tempi antichi e spesso discusso forse senza essere compreso nei tempi moderni è conosciuto come il DONO DELLA BENEDIZIONE. Attraverso il dono della benedizione ci viene chiesto di ammettere la possibilità che ogni evento che si svolge nel nostro mondo nelle nostre vite e alla nostra presenza abbia preso origine senza eccezioni, da una singola fonte di tutto ciò che esiste. Ci viene chiesto di ammettere la possibilità che esista una fonte di tutto ciò che è conoscibile durante l’esistenza umana e che, in quella prospettiva, qualunque evento accada, sia esso gioioso o doloroso, deve essere visto come parte dell’Uno, come parte del tutto di quella Fonte di tutto ciò che esiste.
    Nel momento in cui benediciamo un evento che ha ferito, o una persona che ci ha causato dolore o sofferenza affermiamo la natura divina o sacra di ciò che è accaduto, che è divina e sacra proprio perché esiste in virtù dell’Uno e come parte di esso.La benedizione è forse in assoluto uno dei più potenti codici vibratori che ci siano stati tramandati e raramente ci è stato mostrato come applicarlo. Il dono della benedizione rappresenta per noi l’opportunità di sbarazzarci delle cariche contenute nei nostri organismi e di procedere con le nostre vite.
    La benedizione può essere definita come una qualità di pensiero, sentimento ed emozione. Ci permette di riconoscere la natura santa, sacra e divina di qualunque evento sia occorso e non indica accettazione, consenso o condono di una qualunque azione, semplicemente riconosce la natura divina dell’evento e vi permette di procedere in avanti con la vita.
    Se c’è una fonte di tutto ciò che esiste, allora, senza eccezioni, tutto ciò di cui noi siamo testimoni nella vita deve appartenere a quella fonte, deve avere una natura sacra e divina. Quando benediciamo quello che ci ha fatto molto soffrire, affermiamo la sua natura santa e sacra, nient’altro.
    C’è qualcosa di magico che accade quando lo facciamo. Spiegare a parole forse qui non serve: è un’esperienza che si deve fare personalmente per riuscire a capire il ruolo della benedizione nella nostra vita.
    ..questo è l'Amore che si dovrebbe riuscire a partorire,o meglio concepire,trascendendo la separazione …siamo Uno,figli allo stesso padre-madre

    Editato da pasgal: sostituita immagine con link


    #118967

    meskalito
    Partecipante

    Tutto bello cenereo!


    #118968
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    cenereo non mettere immagini come la seconda in forum, per cortesia. Quando vuoi segnalare foto drammatiche, inserisci il link diretto all'immagine e specificando che si tratta di immagine forte o cruda o come preferisci, grazie.


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #118965

    cenereo
    Bloccato

    [quote1232875712=mesKalito]
    Tutto bello cenereo!
    [/quote1232875712]
    …hehehe il problema è metterlo in pratica,trascendendo la nostra umana misera condizione,in cui concepiamo solo separazione…speriamo che nà bella scrollata pinealinica ci faccia ricordare….


    #118969

    meskalito
    Partecipante

    Quando hai a che fare con situazioni che ti feriscono se ascolti bene bene dentro di te,se guardi sotto la senzazione superficiale di rabbia,trovi un silenzio e una calma che senza parole o concetti complessi esprime la profonda consapevolezza che siamo Uno.


    #118970

    cenereo
    Bloccato

    [quote1232902902=pasgal]
    cenereo non mettere immagini come la seconda in forum, per cortesia. Quando vuoi segnalare foto drammatiche, inserisci il link diretto all'immagine e specificando che si tratta di immagine forte o cruda o come preferisci, grazie.
    [/quote1232902902]
    scusa pas..non sapevo di questa regola…deviazione professionale la mia,nn bado alla crudezza delle immagini ne mi voglio sentire importante..scusa ancora


    #118971
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1232903686=cenereo]
    [quote1232902902=pasgal]
    cenereo non mettere immagini come la seconda in forum, per cortesia. Quando vuoi segnalare foto drammatiche, inserisci il link diretto all'immagine e specificando che si tratta di immagine forte o cruda o come preferisci, grazie.
    [/quote1232902902]
    scusa pas..non sapevo di questa regola…deviazione professionale la mia,nn bado alla crudezza delle immagini ne mi voglio sentire importante..scusa ancora
    [/quote1232903686]

    Beh non si tratta di regola, spesso i nostri figli leggono AG assieme a noi…


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #118972

    cenereo
    Bloccato

    già i nostri figli…come si può parlare a loro di quanto succede nel mondo senza farli inorridire…mi hai fatto riflettere


    #118973

    Pyriel
    Bloccato

    [quote1232914407=cenereo]
    già i nostri figli…come si può parlare a loro di quanto succede nel mondo senza farli inorridire…mi hai fatto riflettere
    [/quote1232914407]

    Meglio raccontare favole, come usano tutti “i cari genitori”… finché possono…


    #118974

    meskalito
    Partecipante

    Riporto da Nexus,molto interessante

    Colloquio telefonico della Redazione di Terrasanta.org con Vittorio Arrigoni e la giornalista Angela Lano (InfoPal) da Gaza

    31 gennaio – 1 febbraio 2009

    Verso l'ora di pranzo siamo riusciti a contattare e parlare con Vittorio Arrigoni, a Gaza, e con lui anche la giornalista italiana Angela Lano (dell'Agenzia InfoPal), che preferiremmo, come contribuenti, di gran lunga pagare al posto di quel Pagliara, che fin'ora ci ha propinato solo notizie-bidone e veline prestampate.

    Vittorio è sopravvissuto alla carneficina, nonostante sia stato oggetto più d'una volta del fuoco israeliano contro le ambulanze su cui si trovava, ma lo stress fisico e psichico delle trascorse settimane di intensi bombardamenti, più i gas di fosforo e altre diavolerie che hanno sperimentato sulla popolazione di Gaza, aspirati obbligatoriamente, come il resto degli abitanti di Gaza, gli hanno creato un senso di generalizzato malessere e nausee costanti, debolezza e patologie da traumi di guerra.

    Gaza, 1.500.000 abitanti circa: 1.500.000 feriti.

    Ci racconta di come sia sempre difficile la situazione a Gaza. Non è cambiato al momento nulla, e delle centinaia di camion di beni di prima necessità che servirebbero, ne passano sempre solo poche decine, e non tutti i giorni.

    L'assedio è sempre stretto: difficile uscire, difficile entrare. Ora manca anche il supporto del contrabbando attraverso i tunnel. Persino l'attrezzatura per gli studi dentistici, se non venisse contrabbandata non esisterebbe: confidenza del dentista di Vittorio.

    In più ora è tutto uno sfacelo, macerie e puzza di morte. Interi quartieri scomparsi. Famiglie inghiottite sotto tonnellate di detriti. E bambini e giovani dappertutto, con la gioia di vivere che è propria della tenera età, ma con la tristezza e l'angoscia in fondo agli occhi, specchio dell'anima. Un anima ferita profondamente. Non c'è più il papà, non c'è più la mamma, non c'è più la casa. Qualche volta non ci sono più nemmeno le braccia o le gambe, e nemmeno gli occhi per piangere.

    Gli hanno tolto il meglio della vita, gli hanno rubato la felicità dell'infanzia e dell'adolescenza, e gli hanno lasciato tristi ricordi e fantasmi che li turberanno per il resto dei loro giorni. E sono i più fortunati, quelli ancora vivi.

    Questo è l'eroismo di Tsahal, l'esercito di Giuda, la gloria dello Stato ebraico, osannato da “giornalisti” senza onore, da politici senza vergogna, da criminali di guerra, senza un futuro che non sia il loro incubo.

    Vittorio ci chiede di farle sapre queste cose, in Italia e in Occidente, di gridarle più forte che possiamo, per fare sentire la nostra voce nell'assordante brusio delle menzogne, della propaganda che ci vuol tenere con la mente fissa su orrori di un secolo fa, dei quali non si può mettere in dubbio la vulgata dogmatica, imposta da quegli stessi rabbini che incitano i soldatini circoncisi a sparare ed ammazzare quanti più bambini palestinesi possibile, altrimenti crescono, diventano grandi, si sposano e fanno figli. I conti non tornano.

    Al mio paese si direbbe, magari con espressioni popolane meridionali un po' più colorite e forti, che “si piange il morto per fottere il vivo”.

    Ma Arrigoni vuole anche parlare, tra le varie fulgide figure di eroica generosità, di un sacerdote straordinario, il parroco di Gaza Manuel Musallam, punto di riferimento per molti, cristiani e musulmani, affratellati nella disgrazia e uniti da un vincolo di carità e speranza che ha fatto superare barriere inimmaginabili prima. Eroico Padre Musallam: sacerdote, maestro, panettiere, acquaiolo, infermiere, confessore, diplomatico, voce del popolo, dei più oppressi, dei più indifesi, dei più deboli, che non ha paura di dire la verità.

    Tra i pochi che ne hanno il coraggio in un mondo cattolico sionisticamente giudaizzato ed intimorito.

    Giudaizzato ed intimorito da falsi sensi di colpa e succube dei ricatti della lobby dei “fratelli maggiori”, che minacciano di interrompere “il dialogo”, che si lamentano se preghiamo, oltre per la nostra, anche per la loro animaccia nera (e si che ne avrebbero ben bisogno…), che si indispettiscono se il Papa canonizza chi loro non gradiscono (ma se non credono in Cristo, nella Sua Chiesa, nei carismi dei discepoli del Messia, cosa gliene frega chi canonizza il Papa di Roma? O sotto sotto ci credono? Ma allora…?!), che si fanno venire la bava alla bocca come degli indemoniati per via della giusta rivalutazione del Rito Tridentino e del rientro, ufficiale, in comunione con Roma di una parte importante del cattolicesimo, quella più integra e meno corrotta dalle mode giudaizzanti, che ancora celebra il Santo Sacrifico dell'altare, vero olocausto incruento del vero olocausto della Croce.

    Già, come mai tanta rabbia ed escandescenza per via di semplici celebrazioni, per lo più private, nelle quali essi dicono di non credere per via di tutta la teologia connessa? Forse i cristiani moderni, quelli che attendono solo alla Messa nuova, quella di Paolo VI, hanno perso qualche battuta che invece i “grandi fratelli” comprendono bene e ne hanno gran timore? Questa riflessione ed analisi val bene un prossimo articolo a parte.

    Vittorio è però un fiume in piena. Ci racconta di come sia difficile, anche se ufficialmente è stata dichiarata la tregua, dare assistenza alla popolazione, che è ancora terrorizzata e stenta ad uscire allo scoperto perchè non si fida degli israeliani, i quali più d'una volta li hanno ingannati aprendo il fuoco anche su persone disarmate e sventolanti bandiera bianca.

    Proprio ieri infatti, nei pressi di villagi a nord della Striscia, per accompagnare con due macchine alcune donne palestinesi, mamme e mogli che hanno perso tutto, figli, mariti, casa, sia Vittorio che gli infermieri al seguito, come pure queste signore di Gaza, sono stati bersagliati dai gloriosi cecchini.

    Non c'è scappato il morto per un pelo. Sono rimasti fuori solo una mezz'ora, riparandosi al meglio tra le macerie e rientrando di corsa verso Gaza City.

    Gli snipers, i cecchini, i franchi tiratori israeliani, appostati sulle torrette e nei palazzi alti di frontiera, muniti di carabine di grosso calibro, bullets da 243 o 380, dotate quindi di canocchiale di precisione, hanno preso di mira obiettivi che vedevano molto bene e, senza possibilità d'errore nel distinguere le donne e gli infermieri, hanno sparato per uccidere. E per uccidere civili inermi che stavano frugando tra le macerie delle proprie case, cercando di recuperare qualche effetto personale, qualche ricordo della propria famiglia, della passata vita stravolta da un esercito vile e dotato di un'etica religiosa criminale.

    Quella impartita dai rabbini serial-killer dello Stato ebraico, che incitano ad uccidere quanti più civili palestinesi possibile (si sa', perchè è stato riportato più volte persino da quotidiani israeliani, perchè oramai si sentono impunibili e sono quindi sfacciatamente arroganti).

    Link correlato : Cecchini che prendono di mira i bambini http://www.terrasantalibera.org/COMUNICATO%2034-3=9-4-2008=CecchiniMiranoBambini.htm

    Link correlato : Leader dei rabbini invoca la pulizia etnica dei non-giudei http://www.terrasantalibera.org/BULLETIN%205-1=5MARCH2008=IsraeliRabbiEthnicCleansing.htm

    Link correlato : Rabbini sionisti dicono che la Torah permette l'uccisione dei palestinesi http://www.terrasantalibera.org/BULLETIN%205=5MARCH2008=ZionistRabbiPermitKillinkPalestinian.htm

    Alla faccia della tregua.

    Se poi qualche palestinese ancora valido, al vedere questo tiro al piccione in gabbia dei propri concittadini e connazionali, ancorchè donne disarmate, risponde al fuoco (ed è umanamente comprensibile che lo faccia), vedrete che il megafono kosher, in italico idioma, Pagliara Claudio, vi parlerà del dramma dei militari israeliani, poveri ragazzi nel fiore degli anni, strappati dalle università rabbiniche, costretti a sparare per difendersi…

    Ma state tranquilli, Pagliara qui non c'è, e non lo vedrete arrivare che scortato da carri armati e jeep israeliane che avranno prima fatto tabula rasa di tutto quel che si muove.

    C'è invece la brava Angela Lano, che professionalmente, giornalisticamente, linguisticamente, ed umanamente parlando, è meglio preparata. Ma ha il vizio di dire la verità, cosa che non paga, nè nella Palestina occupata, nè nella colonia Italia.

    Ma lei se frega, e animata da quel vero spirito giornalistico, che è testimoniare la verità dei fatti, e che dovrebbe ispirare chiunque svolga questo mestiere, che è un po' una missione, ha preso il primo volo per l'Egitto e da lì, armata di santa pazienza, ha fatto giorni di interminabili code al confine di Rafah, tra feriti, giornalisti, medici, ingegneri, religiosi, parenti, e chiunque avesse un motivo per entrare nell'inferno di Gaza.

    Ce l'ha fatta. Ed ora, dopo avere assorbito il primo impatto con lo scenario lunare di devastazione provocata dallo tzunami sionista, al seguito di Vittorio, da un ospedale ad una scuola, da una mensa ad una famiglia in seria difficoltà, cerca di registrare quanto più possibile del dramma che ha vissuto e sta vivendo questa disgraziata popolazione, che ha avuto la sfortuna di ritrovarsi come vicino di casa, abusivo, “il popolo eletto” (eletto dalla massoneria imperiale britannica ed onusiana).

    Angela Lano la conosciamo bene, professionalmente ed umanamente. È una donna semplice, madre di famiglia, con una grande passione per il giornalismo e per la giustizia, particolarmente coinvolta nelle problematiche della Terra Santa, alle quali, come noi, sta dedicando gli anni migliori della sua vita.

    Una donna semplice, ma con una specialità veramente rara: l'onestà intellettuale.

    Non disponibile a barattare la propria libertà d'espressione con carrierismi che ne possano vincolare la professionalità. E perciò, dopo aver collaborato per anni con importanti testate nazionali, ha scelto la via più difficile per esternare in libertà le proprie capacità ed inclinazioni giornalistiche, accettando la sfida di gestire in autonomia una redazione on-line. Sfida impari, al confronto con i colossi dell'editoria accreditata.

    Noi abbiamo fatto scelta analoga e la possiamo ben comprendere e ammirare per ciò.

    Eppure, come nella storia del topolino e dell'elefante, è riuscita più d'una volta a creare imbarazzo e a scoprire i nervi sensibili delle baronie giornalistiche, attirandosi persino le ire dell'egiziano cristianista Allam…

    Sicuramente se ci fosse lei al posto di Pagliara, avremmo visto ben altre scene e sentito ben altre interviste, nei TiGì manipolati nostrani;

    Fini e disonorevoli al seguito non avrebbero dato lo scandaloso e macabro spettacolo di inneggiare a coloro i quali stavano bombardando e massacrando civili inermi;

    il rabbinato, forte di un'opinione pubblica rimbambita da utili idioti, non avrebbe fatto tanto lo smargiasso distraendoci dalla realtà dell'olocausto palestinese, con memorie storiche e vecchi scoop di falsi negazionismi costruiti ai danni di ingenui sacerdoti, vittime sacrificali per la “giornata della memoria” (qualcuno doveva essere immolato per magnetizzare l'attenzione e distogliere lo sguardo da Gaza);

    forse gli italiani si sarebbero chiesti perchè più di 1300 palestinesi morti, di cui oltre la metà bambini e donne, valgono la vita di 13 israeliani;

    forse gli italiani si sarebbero domandati perchè 1 soldato israeliano prigioniero vale 12.000 palestinesi incarcerati da israele, tra cui centinaia di bambini e adolescenti;

    si sarebbero chiesti perchè enormi giacimenti di gas palestinese vengono rubati da Israele con la complicità inglese (come sempre);

    perchè ci si continua a raccontare la bugia dei due Stati, quando in realtà Israele controlla tutto intero il territorio palestinese;

    perchè perchè perchè: quanti perchè, accumulati in oltre 60 anni di criminalità coloniale sionista, potrebbe suscitare Angela se avesse la possibilità, come Pagliara, di entrare all'ora di pranzo e cena nelle case italiane e spiegare quel che sta succedendo.

    Quante cose cambierebbero se la Verità fosse il minimo comune denominatore dell'etica e deontologia professionale di un giornalista.

    Già, ed infatti è per questo che Pagliara se ne sta negli hotel di Tel Aviv e Gerusalemme…a raccontarci quel che succede a Gaza… senza far cenno alla collega italiana, Angela Lano, che a Gaza c'è veramente: e dalla parte sbagliata, quella dei palestinesi.

    “…il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, in un’intervista al canale dieci della televisione israeliana, ha minacciato di effettuare un ulteriore, più violento attacco contro la Striscia di Gaza………Qualche giorno fa, l’attuale Ministro dei Trasporti ed ex-Ministro della Sicurezza, Shaul Mofaz, nel contesto della campagna per il suo partito “Kadima” a Sderot, ha minacciato di uccidere il capo del governo eletto palestinese, Ismail Haniyah, come anche i capi di Hamas. La stessa dichiarazione è stata fatta dai ministri degli Esteri, Tzipi Livni (Kadima), e della Difesa, Ehud Barak (Laburista)…” (Agenzia InfoPal.it)

    Sono parole scritte da Angela Lano solo ieri. È probabile e prevedibile, per scopi elettorali e politici, un altro attacco nei confronti di Gaza: lo dice tutto lo schieramento politico-militare sionista, conservatore e progressista.

    Certo che Pagliara se ne sta in “trincea” nei grand'Hotel di Tel Aviv. Mica è un giornalista lui, un “inviato speciale”: è solo l'altoparlante dei veri giornalisti, quelli in kippa che gli scrivono le battute e lo accompagnano in giro per la riserva palestinese, in groppa alle loro jeep, armati fino ai denti.

    Angela non ha la scorta armata, non ha nessuno che le scrive gli articoli, e rischia pure la pelle, pur di riuscire a testimoniare, per tutti voi, la verità e la sincera amicizia di molti italiani, di quelli che non si sono fatti lavare il cervello, e che non sono tutti come Gasparri e Fassino, Fini e Veltroni.

    Non le faranno fare nessuno speciale TV7, e le spese di viaggio non gliele rimborserà nessuno, nè si becca l'extra per la trasferta. Ma potete stare certi che sul suo InfoPal.it ne avrà molte da raccontare, e noi gliele rimbalzeremo volentieri, come sempre.

    Cose che Pagliara non vi dirà mai: semplicemente perchè non le sa. Dalla buvette del King David Hotel, nella parte occidentale di Gerusalemme, non c'è un gran panorama su Gaza, e neppure sulla Gerusalemme est.

    I nostri migliori auguri ad Angela e Vittorio, come a tutti coloro che con coraggio stanno al fianco dei più umili, di chi soffre, di chi patisce le ingiustizie per mano di uomini iniqui.

    A presto, in Terra Santa.


Stai vedendo 10 articoli - dal 121 a 130 (di 169 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.