Non si può rimanere a guardare

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  • #119005

    Pyriel
    Bloccato

    ….

    O saranno Fuoco e fiamme.


    #119006

    meskalito
    Partecipante

    05 june 2009 00:10

    Inchiesta
    Armi misteriose a Gaza

    di Maurizio Torrealta

    http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=13561


    #119007

    Pyriel
    Bloccato

    [quote1244283884=deg]
    Gaza, appello degli ambientalisti: non si può rimanere a guardare

    [/quote1244283884]


    #119008

    meskalito
    Partecipante

    [size=30]SPAM


    #119009

    marì
    Bloccato

    [quote1244284430=meskalito]
    05 june 2009 00:10

    Inchiesta
    Armi misteriose a Gaza

    di Maurizio Torrealta

    http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=13561

    [/quote1244284430]

    C'e' del diabolico in coloro che progettano/creano armi del genere … e del maligno di chi le usa … non si puo' dimenticare e nemmeno perdonare. :grrr:


    #119010

    meskalito
    Partecipante

    SOLDATI ISRAELIANI DENUNCIANO LE VIOLENZE CONTRO I CIVILI A GAZA

    Una ventina di militari che parteciparono all’offensiva denunciano che “le regole erano: spara quando ne hai voglia, non lasciare che la coscienza sia un problema”. Nell’operazione Piombo Fuso morirono 1.400 palestinesi, per la maggior parte civili.

    Gerusalemme. (EFE).- Una ventina di soldati israeliani che parteciparono all’ultima offensiva a Gaza denunciano la violenza delle forze militari impiegate, l’assenza di distinzione tra combattenti e civili e la completa mancanza di restrizioni al momento di sparare.

    La ONG israeliana “Rompendo il Silenzio” ha diffuso oggi le testimonianze di 26 soldati che parteciparono all’operazione Piombo Fuso (tra il 27 dicembre e il 18 gennaio nella quale morirono 1.400 palestinesi, per la maggior parte civili), per aprire un dibattito sul comportamento dell’Esercito.

    “A Gaza si è pensato, innanzi tutto, a che le truppe non corressero nessun rischio” spiega il direttore di questa organizzazione, Yehuda Shaul, un militare di riserva secondo il quale quanto successo è da interpretarsi alla luce della sconfitta israeliana subita nel sud del Libano nel 2006.

    Shaul sottolinea che i testimoni riportano l’assenza totale di regole d’ingaggio, che lasciò libertà assoluta a tutti i soldati di sparare a qualsiasi palestinese, civile o meno. “Non c’erano limiti. Tutti quelli che erano lì erano nemici”, spiega Shaul, che aggiunge che le istruzioni in molti casi furono: “Entrate e sparate contro qualsiasi cosa”.

    Uno dei soldati che ha reso pubblica la sua testimonianza in forma anonima concorda che “le regole erano: spara quando ne hai voglia”, e aggiunge che i vertici “ripetevano continuamente che questa è la guerra e in guerra non ci sono restrizioni sull’apertura del fuoco”. Un altro militare dice: ”Non dovevamo preoccuparci per i civili, sparavamo a tutto quello che vedevamo, Ci ripetevano che non c’era spazio per considerazioni umanitarie, ‘Non lasciatevi condizionare dalla coscienza, Lasciate a dopo le paure e ora pensate solo a sparare'”.

    Un giovane lamenta “l’odio e l’allegria di uccidere” tra i suoi commilitoni. “Tutta questa distruzione, tutto questo fuoco contro gli innocenti (…) era semplicemente incredibile”, dice questo militare il cui battaglione, spiega, era formato da “60 ragazzi di 19 e 20 anni tra i quali volgarità e violenza sono una forma di vita” e dove “non c’era nessuno a fermarli”.

    Un altro qualifica il fuoco di artiglieria israeliana “demenziale” e riconosce: “Stavamo uccidendo gente innocente”. “Le istruzioni erano chiare: se hai dubbi, uccidi”, dichiara un altro giovane militare, il quale ricevette istruzioni che quella era “una guerriglia urbana e in una guerriglia urbana sono tutti tuoi nemici, non ci sono innocenti”. Anche i combattenti descrivono la distruzione gratuita delle abitazioni e di come non si lasciava “una sola casa intatta”.

    Un soldato che operò al cannone di un carro armato al nord est della frangia spiega che se dovevano girare e non c’era visibilità “si sparavano dodici bombe alle case intorno e si continuava”. In due settimane di offensiva dice di aver sparato 50 bombe, 32 casse di munizioni da mitragliatrice media (più di 7.000 colpi), 20 colpi di mortaio da 60mm e 300 cariche da mitragliatrice pesante Browning 0.5. “E questo è solo un carro: ce n’erano più di duecento”, aggiunge Shaul.

    I soldati descrivono la morte dei civili in circostanze in cui era facilmente evitabile, come quella di un anziano che fu colpito mentre stava nascosto nel sottoscala della sua casa. “Prima di entrare in una casa, era normale lanciare missili, fare fuoco dal carro armato e con mitragliatrici e granate e poi sparare mentre si entrava”, descrive uno dei soldati. Altri riferiscono dell’impiego dei cosiddetti “Johnnies” o “scudi umani”: si mandava un civile palestinese nella casa per assicurarsi che non ci fossero dei miliziani dentro.

    Qualche militare sottolinea, sorpreso, la parte avuta dal Rabbinato Militare, e concretamente dal dipartimento “Coscienza Ebraica per un Esercito Israeliano Vincente”, dal quale si incitavano le truppe con espressioni tipo: “Non aver compassione, Dio ti protegge e tutto quello che fai sarà santificato”. I rabbini diffusero tra i militari la nozione messianica secondo la quale stavano partecipando a una “guerra santa” nella quale i “figli della luce” lottavano contro i palestinesi, “figli della oscurità”. A Gaza, conclude Shaul, “l’Esercito Israeliano ha abbandonato tutti i suoi valori morali ed ha agito contro il suo proprio codice etico”, cosa che, secondo lui, meriterebbe quanto meno un dibattito affinché la società decida se è questo l’Esercito che vuole avere.

    Titolo originale: “Soldados israelíes denuncian la brutalidad contra civiles en Gaza ”

    Fonte: http://www.lavanguardia.es/
    Link
    15.07.2009

    Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da DANIELE NARDI (EPICUREO99)

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6116


    #119011

    marì
    Bloccato

    Medio Oriente: Israele ammette l'uso di fosforo bianco a Gaza
    01 Agosto 2009 08:11

    GERUSALEMME – Durante l'offensiva lanciata nella Striscia di Gaza a fine dicembre dell'anno scorso Israele ha usato fosforo banco, ma solo per creare schermi di fumo. Lo ha ammesso lo Stato ebraico nel primo rapporto sull'operazione 'Piombo fuso'. Il quotidiano francese 'Le Figaro' scrive che Israele ha precisato di non aver mai usato munizioni al fosforo bianco e che non ci sarebbero morti documentate a Gaza a causa dell'esposizione alla sostanza. (RCD)
    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Medio-Oriente-Israele-ammette-uso-fosforo-bianco-Gaza/01-08-2009/1-A_000037364.shtml

    … cambiera' qualcosa? … non credo.


    #119012

    Tilopa
    Partecipante

    Massacro a Gaza: l'Onu conferma che Israele ha commesso “crimini di guerra”.

    Mercoledì Israele ha dichiarato di essere costernato e deluso dalla decisione dell’ONU che lo accusa di avere commesso “crimini di guerra”, che qualifica anche come “crimini contro l’umanità”, durante l’operazione militare a dicembre e gennaio scorso a Gaza, con un saldo di più di 1.400 morti, inclusi donne e bambini, e più di 5.000 feriti e mutilati.

    L’ONU stessa aveva accusato lo Stato ebraico di usare bombe a grappolo durante le sue incursioni aeree durate 34 giorni.

    Nella sua dichiarazione, l’ ONU, accusa Israele di avere portato avanti un “uso sproporzionato della forza” e un “castigo collettivo” contro gli abitanti del territorio palestinese durante le tre settimane che è durato il conflitto.

    Israele ha anche commesso “azioni che equivalgono a crimini di guerra e possibilmente crimini contro l’umanità”, sottolinea il documento.

    Questo dossier cita 36 incidenti nei quali civili palestinesi sono morti senza una causa militare apparente e accusa Israele di imporre “un blocco che equivale ad un castigo collettivo”.

    “Le operazioni militari israeliane sono state dirette contro la gente di Gaza in generale, come parte di una politica che cercava di castigare la popolazione di Gaza”, segnala il documento.

    Nel dossier, il giudice ebreo di nazionalità sudafricana Richard Goldstone, uno degli artefici della investigazione, raccomanda al Consiglio dei Diritti Umani che chieda a Israele che realizzi le sue proprie investigazioni su possibili crimini commessi dalle sue forze militari.

    Inoltre richiede che queste siano “indipendenti e conformi agli standard internazionali”, e che venga stabilito un comitato di esperti che visioni queste procedure.

    Nel caso in cui non lo faccia, considera il caso che il Consiglio dei Diritti Umani, debba fornire le informazioni ottenute dalla sua ricerca al legale capo del Tribunale Penale Internazionale (TPI) all'Aia.

    D’altra parte, in un comunicato, questo mercoledì, il Ministero israeliano ha affermato che codesto dossier compara Israele con Hamas e con i “suoi atti terroristici”.

    Avvertendo che sarà “trattato in accordo” a questa idea. “Il dossier di Goldstone cerca di riscrivere un capitolo vergognoso della Storia della legislazione internazionale e del diritto delle nazioni a difendersi” indica il testo.

    Allo stesso tempo, ha criticato il dossier dell'ONU affermando che è stato “pre-ordinato” da Ginevra, sede del Comitato dei Diritti Umani, e che l’unica cosa che fa è “raccogliere testimoni prevenuti contro Israele”. “Israele non ha bisogno di nessun promemoria esterno per provare le sue azioni giuste, specialmente se vengono da un corpo radicale che è composto da nazioni 'morali' come la Malaysia , Siria, Pakistan e Somalia”, si legge nel comunicato.

    D’altro canto, Reuven Rivlin, il presidente della Knesset, il Parlamento israeliano, ha affermato che il dossier riflette “il doppio discorso e l’ipocrisia dell'ONU”.

    “Non abbiamo visto l'ONU affrettarsi a investigare su altri paesi che affrontano il terrorismo con le vie militari”, ha commentato. “Nessun paese al mondo permetterebbe un bombardamento continuo sulle sue città senza rispondere”, ha aggiunto.

    L’esercito “più morale” del mondo.

    L’esercito israeliano ha chiuso, a marzo, una “investigazione” sulle denuncie dell’uccisione di civili, inclusi bambini e donne incinte, nella Striscia di Gaza, avvenute a gennaio, la cui diffusione ha causato uno scandalo internazionale.

    Come conclusione, il brigadiere generale Avichai Mendelblit ha detto che i dossier sulle condotte inappropriate dei soldati si basavano su “rumori” e non su racconti di testimoni presenti.

    Lo scorso marzo, il giornale israeliano Haaretz ha riportato conversazioni e testimonianze di militari che avevano partecipato all’operazione militare di 22 giorni consecutivi a Gaza, conosciuta come “Piombo Fuso” e durante la quale vennero uccisi quasi 1400 palestinesi, di cui 400 bambini e 250 donne, e distrutta quasi completamente l'infrastruttura del paese che oggi è “recintata” da mare, terra e aria dall’esercito israeliano.

    Il dossier pubblicato dal giornale Haaretz, con le confessioni di soldati israeliani che sono intervenuti nell’Operazione Piombo Fuso, l’ultimo massacro militare a Gaza, ha mostrato come l’esercito ebraico abbia assassinato civili, donne e bambini e distrutto proprietà private intenzionalmente seguendo gli ordini di combattimento dati dai superiori.

    Una ondata d’indignazione mondiale è sorta a causa delle magliette che vestono i militari invasori per celebrare, per esempio, la fine di un attacco, con caricature e frasi così crudeli come “Uno sparo, due morti” scritto sotto un disegno di un mirino che punta al ventre di una donna incinta vestita con la tipica tunica islamica.

    In base alle denuncie del giornale israeliano Haaretz, soldati di diverse unità, specialmente cecchini, hanno richiesto magliette con iscrizioni e disegni da brivido con le loro vittime a Gaza.

    La chiusura della “investigazione” che lo Stato ebraico aveva formalmente ordinato si è conclusa almeno due settimane prima che venissero pubblicate le testimonianze dei soldati israeliani che erano in servizio e in riserva.

    Il legale militare ha giustificato la decisione dicendo che non si sono trovate delle prove di delitti e che i testimoni non sono stati dei “testimoni diretti”.

    I soldati israeliani avevano denunciato gli assassinii di civili durante una riunione a porte chiuse in una scuola militare.

    I loro racconti, insieme a documenti di vandalismo fatti nelle abitazioni dei palestinesi, hanno causato una grande reazione e polemica nella società israeliana. Un caso ha coinvolto il presunto assassinio di un’anziana palestinese da parte di un cecchino che era su un tetto. Un secondo episodio ha incluso un altro cecchino che aveva ucciso una donna incinta.

    Uno dei soldati citati ha descritto come un cecchino aveva sparato a una donna e ai suoi due figli. Un altro ha raccontato che aveva ricevuto l’ordine di uccidere un’anziana.

    Nonostante questo, il dossier dell’Esercito ha concluso che si trattava solo di versioni non corroborate e che la loro diffusione aveva causato un danno considerevole all'immagine dell’esercito israeliano.

    Il brigadiere generale Avichai Mendelblit ha criticato i soldati che hanno testimoniato, accusandoli di aver attentato all’immagine e alla moralità delle forze armate israeliane.

    Precedentemente, il Capo delle forze armate, il generale Gabi Ashkenazi, aveva dichiarato durante un incontro con nuove reclute che: “Non posso credere che i soldati israeliani abbiano messo nel mirino del loro fucile una donna o un bambino palestinese” E aggiunse: “ Il nostro è l'esercito più morale al mondo”

    Titolo originale: “Masacre en Gaza: La ONU confirma que Israel cometió “crímenes de guerra””

    Fonte: http://www.iarnoticias.com
    Link
    16.09.2009


    #119013

    marì
    Bloccato

    IO NON DIMENTICO

    FREE GAZA


    [color=#ff0000]AVVISO! Il video non e' adatto ad un pubblico sensibile, ci sono immagini troppo forti[/color]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]wYwpU3r8UE0[/link]

    http://www.ildirittodisapere.com/2009/10/io-non-dimentico.html

    … ed io mi chiedo come si fa a dimenticare? … un macello del genere fatto proprio da un Popolo che a suo tempo e' stato vittima e martorizzato vino alle ossa … MAH!

    Israele, come hai fatto?

    Con quale coscienza?


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