Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio

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Questo argomento contiene 45 risposte, ha 9 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Tillandsias 9 anni, 3 mesi fa.

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  • #88502
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1283432196=Tillandsias]
    [quote1283432069=farfalla5]
    In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali.
    [/quote1283432069]

    BASTARDI BASTARDI BASTARDI !!!!


    [/quote1283432196]

    Mi domando….ma chi siamo noi, cioè “esserei umani” che fanno queste cose?
    Mi vergogno assolutamente…di appartenere alla razza umana, di umano non c'è proprio nulla 🙁


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #88503

    Tillandsias
    Partecipante

    La caccia dei delfini

    02 Settembre 2010 – Un'immagine della caccia ai delfini scattata a Taiji, in Giappone, dove ogni anno si svolge questo tipo di attività dei pescatori locali

    Fonte: [link=http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/index_20100902.shtml]Corriere della Sera[/link]


    Questo scempio si ripete oramai ogni anno, e si stima che circa 23mila piccoli cetacei vengono braccati e crudelmente uccisi.
    Ma forse qualcosa sta per cambiare:
    – nel [u]2005[/u] la LAV denunciò la cosa rendendo pubblico un filmato che scosse l'opinione pubblica (leggi l'articolo su [link=http://www.unimondo.org/Notizie/Giappone-apre-la-caccia-ai-delfini.-video-shock]UniMondo[/link]);
    – nel [u]2008[/u] ci fu una vasta mobilitazione contro questa barbara pratica (leggi l'articolo [link=http://rivoltakulturale.blogspot.com/2008/09/caccia-ai-delfini-il-mondo-si-mobilita.html]'Caccia ai delfini, il mondo si mobilita' su Rivolta Kulturale[/link]);
    – nel [u]2009[/u] nella cittadina giapponese si verificarono scontri fra i sostenitori della causa animalista e i pescatori della città (leggi l'articolo [link=http://www.corriere.it/animali/09_settembre_12/baia_taiji_mattanza_delfini_balene_bead095e-9fb1-11de-962b-00144f02aabc.shtml?fr=correlati]'Il mare rosso sangue di Taiji, film e realtà' su Corriere della Sera[/link]).

    Qust'anno è arrivato un grande successo per chi lotta affinchè cessino queste barbare pratcihe: il documentario 'The Cove', pellicola che documenta la mattanza che avviene annualmente in Giappone e che è stata realizzata grazie a riprese «rubate» dopo giorni di appostamenti minuziosi, è stato premiato come miglior documentario nella notte degli oscar (leggi l'articolo [link=http://www.corriere.it/animali/10_marzo_08/the-cove-vince-oscar-proteste-taiji-giappone-mattanza-delfini_01f6e4d4-2aa2-11df-8ae4-00144f02aabe.shtml]'Oscar a «The Cove», il Giappone protesta' su Corriere della Sera[/link]). Il sindaco della piccola cittadina giapponese ha dichiarato: «Sono dispiaciuto per i pescatori che vivono della caccia ai delfini. Quella pellicola è un vero film, non corrisponde davvero alla realtà» dando ampia dimostrazione della sua coscienza ecologista.

    Speriamo davvero che si arrivi ad una regolamentazione di questo tipo di pesca.


    #88504

    Tillandsias
    Partecipante

    Usa: sfiorata nuova marea nera

    [u]Esplode altra piattaforma nel Golfo, ne' vittime ne' perdite[/u]

    (ANSA) – WASHINGTON, 3 SET – Incubo marea nera solo sfiorato.

    Un'altra piattaforma petrolifera è esplosa nel Golfo,ma stavolta non ci sono ne' vittime ne' perdite. In serata la Guardia Costiera ha reso noto che l'allarme al largo della Louisiana era rientrato:”L'incendio è spento,non si segnalano perdite”. E in Italia il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo ha detto che il nuovo incidente “conferma l'esigenza” di “più stringenti regole a livello internazionale”, mettendo in evidenza la situazione nel Mediterraneo.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/09/03/visualizza_new.html_1787226170.html]ANSA[/link]



    #88505

    Tillandsias
    Partecipante

    Il disastro del fiume Tiete

    L'inquinamento ha letteralmente cambiato i connotati ambientali del fiume Tiete a Pirapora Do Bom Jesus in Brasile. La schiuma ha coperto la superficie a causa degli scarichi industriali e, soprattutto, della siccità che ha colpito l'intera zona. La peggiore, secondo gli esperti, dal 1943.

    Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/03/foto/il_disastro-6730317/1/]La Repubblica[/link]

    Le foto pubblicate nell'articolo sono davvero da brividi…


    #88506
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    è normale che GAIA poi metterà il punto e farà iniziare tutto da capo….


    #88507
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    ecco, queste notizie mi fanno incazzare….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #88481

    Tillandsias
    Partecipante

    Pinguini, 10 specie su 18 a rischio
    Potrebbero sparire gia' entro secolo, a causa cambiamenti clima

    (ANSA) – ROMA, 3 SET – Dieci delle 18 specie di pinguini nel mondo rischiano seriamente l'estinzione, alcune potrebbero sparire gia' entro la fine del secolo. Molte sono le minacce alla vita dei pinguini che abitano l'Antartico, dicono gli esperti alla International Penguin Conference di Boston: carenza di cibo, causata dai cambiamenti climatici e dall'eccesso di pesca e il petrolio che inquina le acque. I pinguini delle Galapagos, per esempio, trovano meno pesce a causa delle correnti oceaniche modificate.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/09/03/visualizza_new.html_1787140553.htmll]ANSA[/link]


    #88482

    Tillandsias
    Partecipante

    Ma quante notizie negative… povero pianeta… non ce lo meritiamo!


    #88508

    Tillandsias
    Partecipante

    Una strada “taglia” Serengeti
    rischia l'ecosistema parco

    [u]Il governo della Tanzania ha in programma la realizzazione di un'arteria commerciale che dividerà in due il santuario naturale. Che con il vicino Masai Mara è fondamentale per la sopravvivenza di zebre, gnu, elefanti. A rischio uno degli ambienti più ricchi del pianeta. Ma un'alternativa esiste[/u]

    LA REPUBBLICA (06/09/2010) – IL PARCO del Serengeti, in Tanzania, è senza dubbio uno dei luoghi più conosciuti d'Africa. Anche per chi non è stato mai da quelle parti. Perché i documentari ci hanno più volte presentato la spettacolare migrazione di oltre un milione di gnu e di zebre che avviene annualmente in quella “pianura sconfinata” – questo il significato della parola “serengeti” in lingua masai – fra le praterie del sud e il Masai Mara. Ed è in quel parco che vi si trovano, tra l'altro, i “big five”, i 5 grandi animali d'Africa, l'elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo. Ora, secondo un comunicato del Parco Nazionale della Tanzania, il governo del Paese ha pianificato la costruzione di una strada commerciale che taglierà letteralmente in due l'intero Parco.

    “Non c'è dubbio – spiega Christof Schenck, direttore della Frankfurt Zoological Society – che per il Paese è un'infrastruttura che potrebbe sviluppare notevolmente i mercati tra gli agricoltori e gli allevatori, permettendo un veloce trasferimento di raccolti e di animali domestici da un luogo all'altro della Tanzania”. Il tracciato della strada infatti collegherà il più velocemente possibile molti centri che circondano il Serengeti, tra cui città importanti dell'Africa orientale come Mombasa, Dar es Salaam o Tanga con i Paesi del Centrafrica. Ma, spiega ancora Schenck, “avrà anche effetti disastrosi sull'intero ecosistema dell'area”.

    La zona a nord del Serengeti infatti e l'adiacente Masai Mara sono fondamentali per la sopravvivenza delle zebre e degli gnu, verso le quali migrano durante la stagione secca, poiché assicurano loro acqua tutto l'anno. Secondo dati della Frankfurt Zoological Society risulta che se a quegli animali venissero sottratte le aree in questione il numero degli esemplari passerebbe dal milione e 300 mila di oggi a circa 200.000, un collasso. Sempre secondo la Società tedesca sono molte le strade del mondo che, per puri scopi commerciali, hanno tagliato in due ecosistemi particolari provocando conseguenze in certi casi catastrofiche. In Canada, ad esempio, la migrazione delle alci nel Banff National Park è stata profondamente compromessa proprio a causa di una strada che ha attraversato il Parco stesso.

    “Se la strada africana diverrà importante, come è destinata ad esserlo, saranno centinaia i camion pesanti che attraverseranno il Serengeti ogni giorno e questo procurerà incidenti con la fauna selvaggia del luogo. E la morte anche di un solo adulto femmina di leopardo, ad esempio, può avere ricadute importanti – continua Schenck – visto che questo animale soffre di una mortalità del 90% dei propri piccoli, che sta già provocando una forte riduzione della popolazione”. Il rischio è che gli animali si allontanino sempre di più dalle aree del nord; zebre e gnu, fino agli elefanti che non riusciranno più a raggiungere le uniche aree umide dell'area durante la stagione secca e questo significherà la loro fine.

    Ma c'è anche il rischio che la realizzazione della strada porti con sé malattie e piante infestanti. Bastano pochi semi caduti dai mezzi di trasporto per diffondere pollini che entrano in concorrenza con quelli autoctoni, fino a determinarne la scomparsa. E, non ultimo, strade a veloce percorrenza possono rappresentare un richiamo per i bracconieri.

    Un'alternativa esiste. Spiega Markus Borner, direttore del FZC Africa Programme: “E' una strada che potrebbe passare a sud del Parco, e permetterebbe di mettere in contatto una popolazione sette volte superiore rispetto alla progettata strada del nord”. La valenza economica, dunque, sarebbe simile. Ma rispetterebbe un santuario naturale ancora – quasi – intatto e luogo unico per la biodiversità che ospita.

    Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/06/news/serengeti-6699721/]La Repubblica[/link]


    #88509
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    ma fatela finita co ste cose vergognose…basta strade basta edifici lasciate in pace la natura che palle


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