NOTIZIE FOLLI …

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Questo argomento contiene 49 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 10 anni, 3 mesi fa.

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  • #128692

    marì
    Bloccato

    LA GIUSTIZIA!

    E poi IL GIORNO DOPO 09 luglio 2009 devi leggere questo schifo:

    Prescritte tangenti per mezzo miliardo di lire al papà di Noemi

    http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Prescrizione-per-il-pap%C3%A0-di-Noemi-era-accusato-di-concussione/1670110

    #sich


    #128693

    marì
    Bloccato


    Altro giro altra storia …

    Roberta Radici è morta in un ospedale in attesa di un trapianto di fegato. Il suo nome non dirà molto a chi segue la televisione o legge i giornali. Era la vedova di un falegname, Aldo Bianzino, morto in carcere, la cui colpa era coltivare piantine di canapa indiana nell'orto. Roberta partecipò al V2Day, vidi suo figlio. Roberta pianse di gioia per la partecipazione alla sua tragedia di una piazza San Carlo piena all'inverosimile. Forse la sua malattia è stata accelerata dallo stress, dal dispiacere. Alla fine di dicembre nel 2007 scrivevo nel blog:
    “Qualcuno bussa alla tua porta. E' lo Stato. Ti porta via dalla tua famiglia. Da tuo figlio di 14 anni. Ti accusa di aver coltivato delle piantine di canapa indiana nell'orto di casa. Ti mette in cella. Ti uccide. Non è l'Argentina dei colonnelli e neppure l'Unione Sovietica di Stalin. E' l'Italia di Mastella e di Amato. Aldo Bianzino è stato assassinato in carcere. Ucciso due volte. Prima dai suoi carnefici e poi dai media che lo hanno ignorato. La vedova di Aldo si chiama Roberta Radici. Nell'intervista che ci ha rilasciato ha detto: “Non so cosa pensare dello Stato. Cosa pensare della giustizia.”

    La famiglia Bianzino era composta da Aldo, la moglie Roberta, il figlio Rudra e la nonna, morta poco dopo Aldo. Non era una famiglia benestante.
    Rudra ora è solo. Deve sostenere le spese per il processo penale contro i carcerieri di Aldo e studiare, prepararsi a un futuro. Lancio insieme a Jacopo Fo e al Meetup di Perugia una sottoscrizione per Rudra. Il blog seguirà il processo Bianzino fino alla fine, come ha fatto per i processi Rasman http://www.youtube.com/watch?v=1B8bSwgZCA0 e Aldrovandi http://www.youtube.com/watch?v=ht_bNiYlCkc. Un filo rosso di vergogna per le istituzioni unisce tra loro queste morti di innocenti.
    Non lasciamo solo questo ragazzino. Facciamolo per noi, prima ancora che per lui.

    Roberta Radici racconta
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]-N3cNZCBDr4[/link]

    Un appello per Rudra Bianzino
    [link=hyperlink url][youtube=450,340]u4f9cJvqTdM[/link]

    Potete versare i vostri contibuti sul conto corrente aperto presso Banca Etica, IBAN: IT61R0501812100000000128988 BIC: CCRTIT2T84A intestato a: “PER RUDRA BIANZINO”.

    Ps. Il meetup di Vicenza organizza una raccolta firme per una proposta di delibera popolare per chiedere che AIM Vicenza Spa, la municipalizata locale, si impegni ad acquistare energia elettrica certificata prodotta da fonti rinnovabili. L'appuntamento è per oggi, 10 luglio, in Corso Palladio a Vicenza, dalle ore 20,30.

    Un aiuto concreto per Rudra Bianzino

    http://www.beppegrillo.it/iniziative/bianzino/

    Non ho parole … la lancio a voi questa questa patata bollente.

    ~grrr


    #128694

    marì
    Bloccato

    [quote1247276651=Marì]

    Altro giro altra storia …

    Roberta Radici è morta in un ospedale in attesa di un trapianto di fegato. Il suo nome non dirà molto a chi segue la televisione o legge i giornali. Era la vedova di un falegname, Aldo Bianzino, morto in carcere, la cui colpa era coltivare piantine di canapa indiana nell'orto. Roberta partecipò al V2Day, vidi suo figlio. Roberta pianse di gioia per la partecipazione alla sua tragedia di una piazza San Carlo piena all'inverosimile. Forse la sua malattia è stata accelerata dallo stress, dal dispiacere. Alla fine di dicembre nel 2007 scrivevo nel blog:
    “Qualcuno bussa alla tua porta. E' lo Stato. Ti porta via dalla tua famiglia. Da tuo figlio di 14 anni. Ti accusa di aver coltivato delle piantine di canapa indiana nell'orto di casa. Ti mette in cella. Ti uccide. Non è l'Argentina dei colonnelli e neppure l'Unione Sovietica di Stalin. E' l'Italia di Mastella e di Amato. Aldo Bianzino è stato assassinato in carcere. Ucciso due volte. Prima dai suoi carnefici e poi dai media che lo hanno ignorato. La vedova di Aldo si chiama Roberta Radici. Nell'intervista che ci ha rilasciato ha detto: “Non so cosa pensare dello Stato. Cosa pensare della giustizia.”

    La famiglia Bianzino era composta da Aldo, la moglie Roberta, il figlio Rudra e la nonna, morta poco dopo Aldo. Non era una famiglia benestante.
    Rudra ora è solo. Deve sostenere le spese per il processo penale contro i carcerieri di Aldo e studiare, prepararsi a un futuro. Lancio insieme a Jacopo Fo e al Meetup di Perugia una sottoscrizione per Rudra. Il blog seguirà il processo Bianzino fino alla fine, come ha fatto per i processi Rasman http://www.youtube.com/watch?v=1B8bSwgZCA0 e Aldrovandi http://www.youtube.com/watch?v=ht_bNiYlCkc. Un filo rosso di vergogna per le istituzioni unisce tra loro queste morti di innocenti.
    Non lasciamo solo questo ragazzino. Facciamolo per noi, prima ancora che per lui.

    Roberta Radici racconta
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]-N3cNZCBDr4[/link]

    Un appello per Rudra Bianzino
    [link=hyperlink url][youtube=450,340]u4f9cJvqTdM[/link]

    Potete versare i vostri contibuti sul conto corrente aperto presso Banca Etica, IBAN: IT61R0501812100000000128988 BIC: CCRTIT2T84A intestato a: “PER RUDRA BIANZINO”.

    Ps. Il meetup di Vicenza organizza una raccolta firme per una proposta di delibera popolare per chiedere che AIM Vicenza Spa, la municipalizata locale, si impegni ad acquistare energia elettrica certificata prodotta da fonti rinnovabili. L'appuntamento è per oggi, 10 luglio, in Corso Palladio a Vicenza, dalle ore 20,30.

    Un aiuto concreto per Rudra Bianzino

    http://www.beppegrillo.it/iniziative/bianzino/

    Non ho parole … la lancio a voi questa questa patata bollente.

    ~grrr

    [/quote1247276651]

    ALE' … il caso merita attenzione :yesss:


    #128695

    marì
    Bloccato

    Sentite questa:

    IL GESTORE DI UN CINEMA A PARMA SI RIFIUTA DI PROIETTARE IL DOCUMENTARIO SULLA VICENDA BONSU


    Censurato il film su Bonsu
    la polemica in consiglio
    Un documentario Rai sulla storia di Emmanuel doveva essere proiettato ieri sera al D'Azeglio, ma il gestore si è rifiutato. Il pubblico è insorto: “Vergogna”. Il dibattito è arrivato in aula. Buzzi: “E' stato un colpo di mano degli organizzatori che hanno sostituito il film”. Agoletti (Ipp): “Attacco mediatico, politico e di regime”

    Censurato il film su Emmanuel Bonsu. Ieri sera il pubblico non ha potuto vedere 'Il mio nome è Emmanuel', il documentario girato da Andrea Tinari per la trasmissione di Raitre “Un mondo a colori” la cui proiezione era prevista nell'arena estiva del cinema D'Azeglio di Parma.
    Il pubblico era arrivato, la famiglia del ragazzo, gli autori e i giornalisti invitati al dibattito anche, ma il gestore si è rifiutato di proiettarlo suscitando aspre polemiche da parte dei presenti. Il dibattito è continuato in consiglio comunale dove il vicesindaco Paolo Buzzi ha spiegato: “Hanno sostituito il film all'ultimo minuto, non c'è stata alcuna censura, ma un colpo di mano da parte degli organizzatori”. Matteo Agoletti di Impegno per Parma ha dichiarato che “è stato portato avanti un attacco mediatico, politico e di regime contro il gestore del cinema”.

    ''La visione di questo brevissimo documentario, che non entra nella vicenda giudiziaria nata dall'inchiesta sul pestaggio di Emmanuel Bonsu, non è stata possibile perchè il gestore ne ha negato la proiezione'', ha detto Emilio Rossi presidente del Ciac, associazione parmigiana che tutela i diritti degli immigrati e dei rifugiati politici e che si era fatta promotrice dell'iniziativa assieme ad altre realtà del territorio parmense.

    [color=#ff0000]''Il gestore ha sostenuto assurdamente -[color=#333333] ha continuato Rossi [/color]- che il documentario non poteva essere proiettato perchè sul caso Bonsu è in corso un procedimento della Magistratura''. Ma il filmato è stato già messo in onda dalla Rai per tre volte.[/color] ''Questa vicenda – ha concluso – la dice lunga su che aria tira a Parma''.

    Interdetta la famiglia, che era presente in sala per assistere al dibattito. I genitori di Emmanuel e tre dei suoi fratelli erano seduti nelle prime file. Mancava Bonsu, fresco di promozione all'esame di maturità. Tutti sono rimasti senza parole ad ascoltare le rimostranze del pubblico, un centinaio di persone, e le risposte del gestore che ha spiegato di non poterlo proiettare alla luce del processo in corso ai vigili urbani, dieci in tutto, già rinviati a giudizio. Dopo una telefonata di circa venti minuti il gestore è rientrato in sala aggiungendo anche una ulteriore spiegazione: la proiezione non gli sarebbe stata comunicata a tempo debito. Spiegazioni che però non sembrano sufficienti a placare la polemica. Il segretario della Cgil provinciale Paolo Bertoletti, presente in sala, racconta: “Ho provato a farlo ragionare, ma non c'è stato verso. Sono molto dispiaciuto, la censura è un segnale preoccupante. In questa città fa paura anche questo, la proiezione di un filmato”.

    Indignati anche i rappresentanti dell'opposizione di centrosinistra. Alcuni di loro hanno assistito al “documentario negato”. Danilo Amadei (Pd) ha presentato una interrogazione urgente in Consiglio comunale chiedendo se i “co-organizzatori dell'evento, ovvero assessorato alla Cultura, alla Famiglia e all'Ambiente fossero al corrente della censura e se il Comune avesse avuto comunicazione dirette con il gestore su questa vicenda”.

    La risposta è arrivata dal vicesindaco Paolo Buzzi: “Nessuna censura, piuttosto un colpo di mano da parte degli organizzatori che avevano comunicato la proiezione del film 'Come un uomo sulla terra' per poi sostituirlo all'ultimo minuto. Il gestore del cinema, in piena autonomia, non avendo ricevuto comunicazione per tempo del cambiamento e non avendo visionato il filmato, ha deciso di non proiettarlo”. Amadei ha però fatto notare come le locandine che annunciavano la proiezione de “Il mio nome è Emmanuel” fossero in circolazione da almeno una settimana, ha ripetuto la spiegazione data dal gestore alla platea, ovvero che c'era un processo in corso e non si volevano turbare le indagini: “Un'assurdità, le indagini sono già terminate con il rinvio a giudizio dei dieci vigili urbani”, che a ottobre andranno a processo.

    Nel dibattito è infine intervenuto Matteo Agoletti di Impegno per Parma: “Nonostante l'assenza di un visto e di un'autorizzazione che giustifica la decisione del gestore, c'è stato nei suoi confronti un accanimento. E' stato portato avanti un attacco mediatico, politico e di regime”.

    Ecco il documentario censurato http://www.unmondoacolori.rai.it/sito/scheda_puntata.asp?progid=869

    http://censurato.splinder.com/post/20944045/IL+GESTORE+DI+UN+CINEMA+A+PARM

    ~grrr :grrr:


    #128696

    marì
    Bloccato

    Sandri, sei anni all'agente: “Omicidio colposo”
    Il padre: “Una vergona per tutta l'Italia”

    l'articolo
    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/spaccarotella/ultima-udienza/ultima-udienza.html

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]cKpaQE9Agb0[/link]

    #sich


    #128697

    raistlin
    Partecipante

    #sich #sich #sich


    #128698

    marì
    Bloccato

    [quote1247608265=raistlin]
    #sich #sich #sich
    [/quote1247608265]

    Che schifo #sich


    #128699

    perdi
    Partecipante

    [quote1247608349=Marì]
    [quote1247608265=raistlin]
    #sich #sich #sich
    [/quote1247608265]

    Che schifo #sich

    [/quote1247608349]

    a già…


    #128700

    raistlin
    Partecipante

    Si, intendevo vomito alla potenza…


    #128701

    marì
    Bloccato


    giornalista su Facebook pubblica la foto del bacio di alfano con un presunto capomafia e viene licenziata

    dagli amici di lefteca.wordpress.com aprrendo questa news proveniente da repubblica edizione di palermo del 13\04\2009

    Pubblica su Facebook un link di repubblica.it, giornalista licenziata
    Una giornalista agrigentina, Olga Lumia, è stata licenziata dal sito con cui collaborava, Agrigentoweb. La motivazione? Aveva pubblicato sulla sua bacheca di Facebook un link a un pezzo di repubblica.it sul ministro della Giustizia Angelino Alfano
    di Fabio Russello

    Pubblica sulla sua bacheca di Facebook un link preso da repubblica.it e il sito web con cui collaborava – era stata addirittura nominata vicedirettore quale giorno prima – la induce alle dimissioni: il link parlava del ministro Angelino Alfano (che è agrigentino).
    Lei è Olga Lumia, 39 anni, giornalista agrigentina che lavora a Roma e che aveva deciso di collaborare con una testata giornalistica locale (www.agrigentoweb.it) per non perdere il contatto con la propria città. La sua storia è stata raccontata nel gruppo giornalisti agrigentini aperto su facebook. “Quelli di Agrigentoweb – racconta – mi hanno proposto di collaborare e ho accettato. La mia collaborazione consisteva nell'inviare da qui un pezzo ogni dieci giorni. Non mi occupo di politica e ho scritto soltanto tre pezzi culturali in tutto. Dopo circa una setttimana dalla pubblicazione del mio primo pezzo, mi hanno nominato, a sorpresa, vicedirettore. La cosa, se da un lato mi ha gratificato, dall'altro mi ha infastidito molto. Ho aperto il sito e ho letto la notizia come tutti gli altri. Nessuno, infatti, mi aveva avvisato. Ma la cosa che mi ha spinto a dimettermi, è accaduta circa una settimana fa. Nella mia bacheca di FB, avevo condiviso un link su un vecchio pezzo de la Repubblica, che aveva come oggetto un politico.

    Sono stata ampiamente rimproverata da quelli di Agweb per quello che avevo pubblicato. Ho cercato di spiegare che la bacheca di FB è come casa mia: ci posso fare quello che voglio. Ma loro niente, non sentivano ragioni. Alcune persone, dopo aver visto quel link, ne hanno parlato agli editori e direttori di Agrigentoweb. Gridando allo scandalo. Ho persino fatto una lettera di scuse credendo di averli messi a disagio. Pensavo che la cosa fosse finita lì. Non era vero. Con un pezzo in prima, firmato dal direttore, sono stata accusata di attaccare il premier e i suoi uomini e sono stata volgarmente definita “cavallino rampante che fa cri cri”. Non mi restava altro che fuggire da un simile ambiente dove non c'è libertà di opinione, pensiero e parola. Dove ti controllano anche per ciò che fai in privato”. Le dimissioni di Olga, va da sé, sono state accolte, come recita un comunicato: “La Lumia ha comunicato la sua decisione che è stata accolta e non respinta”.

    da un mio amio amico di Fb

    Il direttore del giornale online agrigentino, protagonista della vicenda, era già venuto alla ribalta per uno sketch http://www.youtube.com/watch?v=Yf_jT1LQ1Dw , con tanto di coppola, assieme all’indagato per favoreggiamento mafioso (e poi condannato per favoreggiamento a singoli mafiosi) Totò Cuffaro, già Presidente della Regione Siciliana.La giornalista ha già ricevuto attestati di solidarietà http://www.comunicalo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2467:informazione-qcaso-lumiaq-alla-giornalista-agrigentina-la-solidarieta-dei-colleghi&catid=73:giornalismo&Itemid=28 da parte di molti colleghi e amici.Intanto interviene anche l’Assostampa che ritiene la vicenda ingiustificabile.

    Ora per capire i risvolti della vicenda, sai dove si possono trovare le repliche del ministro, a proposito di questo preoccupante episodio del bacio?

    http://cdv.splinder.com/post/20310878/giornalista++++su+Facebook++pu

    a suo tempo Angelino diede questa versione dei fatti

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/02/06/alfano-ricorda-ero-amico-dello-sposo.html

    Oggi l'Angelino ce lo troviamo Ministro della Giustizia del governo Berlusconi.

    #sich


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