Nuovo Ordine Mondiale: la nuova schiavitu delle masse

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Questo argomento contiene 226 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 1 anno, 6 mesi fa.

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  • #305425

    Omega
    Partecipante

    @orsoinpiedi said:
    Dopo quello che è stato esposto, ci sono ancora dubbi che si stia andando verso una schiavitu’ imposta da un oligarchia spietata, che per raggiungere i propri scopi scatena guerre e crea crisi finanziarie in cui la gente muore letteralmente di fame?
    Eppure nessuno fa niente!

    Esiste però anche una lettura del “NWO” semplice, non complottista, e senza la necessità di coinvolgere arconti, o forze esterne di appoggio, che pur ci sono. Se tu fossi un capitalista criminale privo di empatia e insaziabile, sempre più dipendente dal profitto e disperato seppur già ricco, che cosa faresti esattamente davanti alla richiesta dei tuoi servi (popolo bue) di avere giustizia? Avresti pagato i politici per cambiare le leggi in tuo favore in modo da impedire, vietare ogni protesta. Se dovessero continuare a lamentarsi avresti aumentato la pressione fiscale e comunque ogni genere di oppressione soprattutto psicologica. Se tra i sudditi ci fossero molti intellettuali, avresti convogliato tutte le loro energie nella lotta inutile contro i nemici inesistenti che tu avresti inventato, per l’occasione. Se invece tra i sudditi ci fossero i violenti, avresti usato la televisione per ipnotizzarli quindi renderli inoffensivi. Se i politici dovessero denunciarti avresti pagato i giudici per assolverti ed entreresti tu stesso in politica per fare quello che non volevano fare loro. Se dovessi essere in minoranza, avresti pagato i tuoi nuovi colleghi per avere la maggioranza. Se qualche organizzazione internazionale che si occupa dei diritti dovesse accorgersi di te e criticarti allora avresti infiltrato quindi indottrinato un po’ tutti, dalle ONG alle istituzioni religiose, per ottenere un certo peso nelle decisioni ed una (finta) reputazione. Se l’opinione pubblica dovesse opporsi seriamente alle tue attività criminali, tu gli avresti cambiato il nome e creeresti club privati dove discutere segretamente con altri criminali della tua sopravvivenza “politica” e sulla spartizione della Terra tra di voi per tentare di mantenere il potere in eterno. A quel punto nessuno nell’universo – tranne il creatore – potrebbe fermarti saresti un nuovo “dio” delle masse che difficilmente la gente comune avrebbe mai più osato contraddire. Saresti amato e odiato, e qui bisogna sfatare un mito. Saresti “amato” da tutti coloro che seppur sfruttati invidiano la tua posizione; da coloro che sono pronti a compiere un qualunque crimine per diventare come te – e se fino ad ora non l’hanno fatto ovviamente non è perché sono giusti ma perché hanno paura del rischio, della galera e della morte. Possiamo chiamarli codardi, ipocriti, incoerenti, certo sembrano santarelli all’esterno belli a vedersi come sepolcri imbiancati ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Poi ci sono quelli che ti avrebbero odiato perché non desiderano le tue ricchezze ma un’esistenza tranquilla e modesta, senza pretese ma non hanno nemmeno quella. Coloro che ti amano logicamente non possono muovere un dito, perché in fondo sono dalla tua parte, essi sono favorevoli allo status quo sperando nella ruota che gira e che li renda ricchi come te, mentre quelli che ti odiano sarebbero completamente impotenti in quanto schiavi della mente convenzionale che li fa vivere nell’illusione, depressiogena e deleteria, di un “essere-non-essere”, il dubbio perpetuo. La soluzione al problema, a questo grande Enigma per me sarebbe: 1.) impedire ai criminali di entrare in politica, vedi il Paradismo e la Geniocrazia; 2.) insegnare alla popolazione la Meditazione Sensuale o una qualunque Via di autorealizzazione “spirituale” individuale perché solo un Essere umano realmente felice non cerca il potere, non vota i criminali o incapaci, non corrompe e risulta incorruttibile.


    #305431

    orsoinpiedi
    Partecipante

    DA http://disinformazione.it/raggiredebito.htm

    ….A controllare il sistema finanziario mondiale e il succedersi di boom e crisi economiche sono solo tredici persone, i membri della Commissione bancaria internazionale di Ginevra, in Svizzera, fondata da David Rockfeller, su incarico dell’Elite, nel 1972. La Commissione è composta da due membri rispettivamente della Riserva Federale statunitense, della Banca d’Inghilterra, delle banche centrali di Germania, Francia e Svizzera, e di un solo membro delle banche centrali di Olanda, Austria e Scandinavia. Ha la sua agenzia di servizi segreti nota come “Four-I” (quattro I), l’International Intelligence Information Institute. Questa elite delle banche è controllata da famiglie come i Rothschild, i Rockefeller, i Bilt e i Goldberg. Legata alla Commissione è la Banca dei Regolamenti Internazionali, anch’essa con sede in Svizzera. Contribuisce a coordinare le
    politiche della banche centrali nazionali, come fa negli Stati Uniti la Riserva Federale, il cartello di banche private che decide i tassi
    economici e di interesse americani, senza curarsi minimamente dell’opinione di quei burattini dei presidenti e dei politici……

    In tutto ciò non sono escluse le agenzie di rating:
    di Marcello Pamio

    Nessuno le controlla, sono una manciata a livello mondiale, ma tre fanno il bello e cattivo tempo.
    Declassano intere economie e debiti di paesi sovrani.
    Le agenzie di rating, sono piene di conflitti d’interessi e corresponsabili di una crisi sistemica mondiale.[1]
    Nonostante le dichiarate doti chiaroveggenti, sono state “incapaci” di vedere l’avvicinarsi della crisi americana dei sub-prime nel 2007, prodotti da loro dotati di tripla A, fino al giorno del loro crollo; non sono riuscite a prevedere la crisi del debito sovrano della zona euro, come sottolinea il Fondo Monteario Internazionale, e neppure il fallimento della Lehman Brothers nel 2008.[2]
    Fino all’ultimo non si accorsero di nulla, come mai? Sviste? Incapacità professionale? O strategie mirate?
    Per dare una risposta, è necessario osservare chi le controlla.
    Verranno analizzate in proporzione alla quota di mercato del settore rating.

    Moody’s Corporation
    Fondata nel 1909 è presente in 26 paesi e ha circa 4500 impiegati.
    Rappresenta il 40% della quota di mercato del settore rating
    La sede principale si trova a New York, nella Sixt Avenue.
    I proprietari di Moody’s sono:

    – Berckshire Hathaway Inc. (Warren E. Buffet): 12,80%

    – Capital World Investors: 12,60%

    – The Vanguard Group Inc. (5,02%)

    – Price (T. Rowe) Associates Inc. : 5,95%

    – BlackRock Fund Advisors (3,68%)

    – State Street Global Advisors (3,24%)

    – Decine di altri investitori

    Standard & Poor’s
    Fondata nel 1860 è presente in 23 paesi e impiega circa 10.000 persone.
    Rappresenta il 39% della quota di mercato del settore rating.
    La sua sede principale si trova a New York.
    La proprietà è di McGraw-Hill Companies Inc., il colosso delle comunicazioni, dell’editoria e costruzioni, presente in quasi tutti i settori economici.
    Il presidente di McGraw-Hill è Harold McGraw III, membro del Board of Directors della United Technologies (multinazionale statunitense dell’aviazione e armamenti) e membro del Committee on Directors Affairs della Conoco Phillips (colosso del petrolio ed energia).

    Gli azionisti della McGraw-Hill sono[3]:

    – Capital World Investors (10,26%),

    – The Vanguard Group Inc. (4,58%),

    – BlackRock Fund Advisors (4,47%),

    – State Street Global Advisors (4,25%),

    – Oppenheimer Funds Inc. (4,04%),

    – JANA Partners LLC (3,48%),

    – e decine di altri investitori.

    Al primo posto tra gli azionisti di McGraw-Hill, figura il Capital World Investors: una delle più grandi società di gestione del risparmio U.S.A.[4].
    Oggi Capital è il primo azionista di McGraw Hill (il gruppo che controlla Standard & Poor’s) e nello stesso tempo è anche il primo socio della concorrente Moody’s.[5]
    Un altro affezionato alle agenzie di rating è il fondo americano: State Street Corp.
    State Street infatti è il secondo azionista di McGraw Hill/Standard & Poor’s e il settimo di Moody’s.

    Gli azionisti di State Street Corporation sono:

    – Barlays Plc,

    – Citigroup Inc.,

    – General Electric Co.,

    – Invesco International Ltd.,

    – Northern Trust Corp.,

    – Putnam LLC,

    – Vanguard Group,

    Lo stesso dicasi per l’altro fondo USA, BlackRock: è l’undicesimo socio di Moody’s e il sesto della concorrente.
    Gli azionisti attuali di BlackRock Financial Management Inc. sono: Merrill Lynch & Co. (49,8%) e P.N.C. Financial Services Group Inc.
    La banca d’investimento Merrill Lynch nel settembre 2008, dopo la crisi finanziaria e un periodo di forti perdite è stata acquistata dalla Bank of America, i cui azionisti sono: Barclays Plc., FMR Corporation, State Street Corporation, Axa, Putnam LLC, Vanguard Group, Capital Research & Management Inc., e pochi altri.

    Continuando a spulciare, si ritrovano sempre e solo gli stessi nomi, gli stessi azionisti che da una parte e dall’altra controllano i gruppi bancari o i fondi d’investimento che a loro volta controllano le agenzie di rating.
    Non è strano quindi che a Lisbona la Procura ha aperto un’inchiesta dopo aver ricevuto una denuncia da alcuni professori che puntano il dito proprio sul fatto che i principali azionisti di Moody’s e Standard & Poor’s siano gli stessi grandi fondi americani.

    In pratica i grandi fondi USA sono da un lato gli investitori che utilizzano i rating per decidere quali obbligazioni comprare, e dall’altro sono anche i “padroni” delle agenzie che stilano le pagelle.[6] Non male come conflitto d’interesse.
    Ma tale conflitto è ancora più occulto e gravoso se pensiamo che oggi pochissime famiglie, come per esempio i Rothschild, sono in grado di controllare tutto quanto attraverso agenzie, società e agenti.

    Banchieri/filantropi/agenti come Warren Buffet e George Soros, tanto per citare i più famosi, che servono la causa speculando a destra e a manca con i loro fondi miliardari.
    La strategia è sempre la stessa: Problema-Reazione-Soluzione.
    Accendono la miccia e scatenano le guerre nei vari paesi, per distruggere tutto quello che si può distruggere, per poi ricostruire, guadagnandoci sopra.
    Declassano i debiti nazionali, per poi specularci sopra e alla fine comprare le aziende e società importanti con gli spiccioli.

    Ecco quello che è successo in Italia.
    Nel mese di agosto 1992, Standard & Poor’s declassa il debito italiano e casualmente a settembre, l’ebreo di origine ungheRere George Soros, specula sterlina contro lira.
    Risultato? Svalutazione del 30% della lira, uscita dallo S.M.E. (mercato europeo).
    In questa maniera i capitali anglo-statunitensi che sono arrivati nel nostro paese per comprare a prezzi stracciati, aziende e società importanti per l’intera Italia: Iri, Enel, Ina, Eni, Cirio, ecc.
    Il declassamento del debito italiano da parte di Standard & Poor’s, è stata la testa di ariete che ha permesso la speculazione spietata e criminale.
    Questo è il modo in cui vengono usate le Agenzie di Rating, tutte controllate dai soliti noti.

    Fitch Ratings
    Fondata nel 1913 è presente in 51 paesi e occupa circa 2000 persone.
    Rappresenta il 16% della quota di mercato del settore rating
    Le sedi principali si trovano a New York e Londra.
    E’ di proprietà di Fitch Group, i cui azionisti sono: la francese Fimalac (60%), Hearst Corporation (40%).


    #305570

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Grazie Prixi

    Un finale hollywoodiano – ovvero come ti fabbrico il terrorista

    Finalmente incominciano ad uscire le prove.
    Pensate che cambierà qualcosa?


    #305584
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    🙂
    .. mi viene in mente una frase di non sò chi
    “Tutto cambia, per rimanere sempre uguale”

    il mondo siamo noi .. se vogliamo cambiare, cambierà anche il mondo

    Ciao Orso 🙂


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #305588

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @prixi said:
    🙂
    .. mi viene in mente una frase di non sò chi
    “Tutto cambia, per rimanere sempre uguale”

    il mondo siamo noi .. se vogliamo cambiare, cambierà anche il mondo

    Ciao Orso 🙂

    Tancredi,nel Gattopardo.ed indica il trasformismo necessario per conservarsi.
    Ovviamente,oggi, non stiamo parlando di conservazione,ma di rafforzamento del potere.
    Dobbiamo cambiare noi,per cambiare il mondo?Assolutamente si,ed il primo passo è parlarne e far prendere consapevolezza della situazione alla gente.
    Cara Prixi,ti sei mai chiesta del perchè tante caserme di Polizia e Carabinieri sono state chiuse?Perchè si tagliano i fondi a questi importanti settori dello stato?
    La risposta,a mio avviso,è perchè vogliono sostituire queste forze ad altre forze, molto piu pericolose per la nostra democrazia.
    Certamente avrai sentito parlare dell’Eurogendfor.
    Qui qualche informazione: http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea-con-poteri-illimitati
    Un altro passo verso la dittatura mascherata da pseudodemocrazia.


    • Questa risposta è stata modificata 4 anni, 7 mesi fa da  orsoinpiedi.
    #305594

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Un interessante articolo su come si gestisce la politica internazionale,la politica della guerra:
    L’alleanza Kiev-Stato islamico
    Terroristi collegati al SIIL lottano per Kiev in Ucraina orientale nel battaglione Dzhokhar Dudaev
    Justin Raimondo Antiwar 7 marzo 2015 – Russia Insider

    Mentre combattono lo Stato islamico, alias SIIL, in Iraq e Siria, e funzionari statunitensi avvertono sul presunto pericolo di un attacco negli Stati Uniti, in Ucraina Washington e il Califfato combattono assieme. Una notevole serie di articoli di Marcin Mamon su Intercept documenta un aspetto del conflitto ucraino cui nessun altro ha prestato attenzione: il ruolo del “Battaglione Dudaev”, un’unità di islamisti composta da ceceni ma anche da combattenti caucasici e ucraini. Le chiavi della clandestinità islamista in Ucraina furono consegnate a Mamon da un contatto d’Istanbul, “Khalid”, che comanda il locale ramo del SIIL. “I nostri fratelli sono lì” disse a Mamon e il giornalista si recava in Ucraina, mettendosi in contatto con Ruslan che lo portava nella base clandestina di Munaev. Prendendo il nome dal primo “presidente” della Cecenia separatista, Dzhokhar Dudaev, il battaglione Dudaev era comandato da Isa Munaev, recentemente ucciso in Ucraina orientale. Impregnati di odio fanatico per i russi, che sostengono i ribelli orientali, gli uomini di Munaev sentono di dover ripagare un debito, dato che i battaglioni ultra-nazionalisti di Settore destro che combattono per Kiev, a quanto pare, aiutarono i ceceni in passato. Settore destro è un gruppo paramilitare apertamente neofascista che ha funto da manovalanza del colpo di Stato contro Viktor Janukovich, l’ex-presidente ucraino. Organizzato in battaglioni, tra cui il famigerato Azov, idolatra i collaborazionisti della seconda guerra mondiale che combatterono le truppe sovietiche: gli ultra-nazionalisti sono accusati di atrocità nel Donbas, nonché di terrorizzare gli avversari politici sul fronte interno. Secondo Mamon, erano coinvolti nella lotta contro i russi nella lontana Cecenia, dove l’ex-pezzo grosso di Settore destro Aleksandr Muzichko aveva combattuto a fianco di Munaev e “fratelli” contro i russi. Come ha detto Ruslan a Mamon: “Sono qui oggi perché mio fratello Isa ci ha chiamato e ha detto: ‘E’ il momento di ripagare il debito. Un tempo i fratelli ucraini vennero (in Cecenia) e combatterono contro il nemico, l’aggressore, l’occupante comune“. Oltre a tale solenne etica guerriera, un altro motivo probabile del supporto del SIIL a Kiev è l’accesso dei terroristi ad obiettivi occidentali. Come Mamon dice: “L’Ucraina è un importante punto di transito per i fratelli, come Ruslan. In Ucraina è possibile acquistare passaporto e nuova identità. Per 15000 dollari un combattente riceve un nuovo nome e un documento legale che ne attesta la cittadinanza ucraina. L’Ucraina non aderisce all’Unione europea, ma è una via facile per l’immigrazione in occidente. Gli ucraini hanno poche difficoltà nell’ottenere visti per la vicina Polonia, dove possono lavorare nei cantieri edili e nei ristoranti, riempiendo il vuoto lasciato da milioni di polacchi emigrati nel Regno Unito e in Germania“. Ci viene detto che il SIIL progetta attentati in Europa e le forze di sicurezza sono impegnate a fermare sospetti in tutto il continente, eppure qui c’è il buco nelle difese occidentali dove “i fratelli” tranquillamente s’infiltrano senza che media occidentali dicano molto. In collaborazione con i gruppi ultranazionalisti come Settore destro, che hanno creato i loro battaglioni semiautonomi, gli islamisti in Ucraina brandendo passaporti ucraini accedono in occidente.
    Kolomoyskiy-AzovChiedere che Washington inizi ad inviare armi al regime ucraino ormai rientra nel dibattito politico a Washington, con i soliti noti che invitano l’amministrazione ad aprire il rubinetto delle armi. Eppure gli ucraini dicono di ricevere già armi da Paesi che rifiutano d’identificare, secondo il funzionario del Consiglio di Sicurezza nazionale ucraino Oleg Gladovskij: “(L’aiuto proviene da) luoghi in cui non abbiamo alcuna influenza e dove non c’è clamore pubblico (che noi abbiamo contribuito a creare in alcuni posti, purtroppo). E’ da tali Paesi che ora riceviamo armi”. Allora, da dove provengono? “In Ucraina orientale”, scrive Mamon, “la bandiera verde della jihad sventola su alcune basi dei battaglioni privati“. Ma quanto sono “privati” questi gruppi? Lo scalcinato esercito ucraino è composto da coscritti poco motivati e scarsamente armati, è un match facile per i separatisti che combattono a casa contro l’invasore. Il regime di Kiev dipende da questi eserciti “privati” quale spina dorsale delle proprie forze combattenti, e non sembra esservi un difficile rapporto simbiotico tra l’esercito ucraino e questi volontari, dato l’approccio adottato da Kiev. Se il regime ucraino riconosce apertamente di ricevere aiuti da Paesi ignoti, è giusto chiedersi: il battaglione Dudaev riceve aiuti dalle stesse fonti che riforniscono di armi gli islamisti in Siria: Qatar, Quwayt, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita? Mentre i ribelli “moderati” finanziati e supportati dagli USA vengono sconfitti dal SIIL, la rete jihadista internazionale estende i tentacoli in Ucraina combattendo per conto dei “fratelli”. Uno dei collegamenti chiave tra le fazioni ultra-nazionaliste ucraine e gli islamisti era Aleksandr Muzichko. che combatté al fianco del capo terrorista ceceno Shamil Basaev, la mente del massacro della scuola di Beslan, nelle guerre cecene. L’anno scorso Muzichko fu ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia ucraina, ma non prima di smascherare il volto del movimento ultra-nazionalista ucraino. In un video divenuto virale, Muzichko e un gruppo di suoi camerati di Settore destro assaltano l’ufficio del pubblico ministero della città di Rovno, nel nord-ovest dell’Ucraina, schiaffeggiando il procuratore perché non lavora per conto di Muzichko. Fece irruzione nel consiglio comunale di Rovno brandendo una pistola e dichiarando che Settore destro non avrebbe mai disarmato. Mentre le autorità senza dubbio trovavano le buffonate di Muzichko fastidiose, questo genere di cose è “normale” nella nuova Ucraina ed è probabile che il suo coinvolgimento con la rete clandestina del SIIL, piuttosto che le buffonate, abbiano suscitato l’ira delle autorità che l’abbattevano in un agguato del 24 marzo 2014. Il coinvolgimento con la cellula del SIIL in Ucraina era sempre più evidente, anche per chi in occidente s’accontenta di guardare da un’altra parte? Che le autorità di Kiev collaborino con l’avamposto del SIIL è implicito nell’articolo di Mamon: dirigendosi nell’accampamento di Munaev in compagnia di Ruslan, non ebbe problemi ai posti di blocco dell’esercito ucraino, dove sono scontate le tangenti, passandole traquillamente. Nell’articolo di Mamon sentiamo le lamentele di Munaev sulle scarsità: il battaglione Dudaev, ci viene detto, dipende da attività criminali per finanziare la jihad. Eppure un oligarca da quattro soldi, “Dima”, gli porge 20000 dollari e parla di vendere ambra nel mercato nero ad “acquirenti del Golfo Persico, tra cui sceicchi facoltosi“, forse gli stessi che generosamente finanziando il SIIL. I legami tra il regime di Kiev e l’enclave del SIIL in Ucraina sono numerosi, e solo per metà occultati. Quando Mamon giunse nel campo di Munaev fu accolto da un blindato che, ci viene detto, fu donato da Igor Kolomojskij, uno degli uomini più ricchi in Ucraina, recentemente nominato governatore di Dnepropetrovsk. Kolomojskij, nonostante l’ascendenza ebraica, non ha scrupoli nell’allearsi con gruppi apertamente antisemiti come Settore destro, i cui battaglioni finanzia, e come i jihadisti del SIIL cui dona il blindato: tutto ciò che lo preoccupa è combattere contro Vladimir Putin, che disprezza. Un’altra indicazione dell’alleanza SIIL-Kiev è la fuga di Adam Osmaev, vicecomandante del battaglione Dudaev, da una prigione ucraina dove scontava la condanna per tentato assassinio di Putin. Dopo il colpo di Stato a Kiev, Munaev e camerati fecero evadere Osmaev dalla prigione: quando affrontarono la polizia ucraina a un posto di blocco, furono misteriosamente autorizzati a passare. Come Mamon riporta: “Dopo un drammatico stallo, gli ucraini consentirono ai ceceni di andarsene. (Non vi è alcun modo per confermare il racconto di Ruslan, ma nell’autunno 2014 il tribunale di Odessa improvvisamente dichiarò che Osmaev aveva scontato abbastanza la condanna e veniva liberato). Osmaev e Munaev tornarono a Kiev e il battaglione Dudaev fu creato“. “Di tanto in tanto”, scrive Mamon, “Munaev incontrava i rappresentanti del servizio di sicurezza ucraino, conosciuto come SBU.” Il battaglione Dudaev conta circa 500 combattenti, ma ci sono altre brigate jihadiste in Ucraina, organizzate nel “battaglione Shayq Mansur, distaccatosi dal battaglione Dudaev di base a Marjupol, nel sud-est dell’Ucraina”, come altri anche due gruppi composti da tartari di Crimea, ciascuno di circa 500 jihadisti.
    Come arrivano gli aiuti degli Stati Uniti in Ucraina, che tanto intrallazza con gli alleati del SIIL, e per quale uso futuro? Se John McCain e Lindsey Graham andranno avanti, armi statunitensi presto arriveranno a tali terroristi, la cui jihad contro i russi potrebbe rivolgersi in occidente e colpire le capitali d’Europa. Ciò è una conseguenza della vendetta: creiamo i nostri nemici e gli diamo le armi per colpirci, mentre pretendiamo la necessità di una sorveglianza universale al fine di combatterli. Gli scienziati pazzi che formulano la politica estera statunitense creano un esercito di Frankenstein, che sicuramente aggredirà i suoi illusi creatori.

    10637983_1468390596776285_1946232446_nTraduzione di Alessandro Lattanzio –
    da https://aurorasito.wordpress.com/2015/03/09/lalleanza-kiev-stato-islamico/


    #305717

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Un altro tassello di ciò che definisco Nuovo Ordine Mondiale,la dittatura dell’oligarchia finanziaria.
    Wikileaks: “Ecco il trattato segreto per la liberalizzazione selvaggia della finanza”
    L’organizzazione di Assange pubblica la bozza del trattato TISA, un accordo “riservato” tra 50 paesi che potrebbe cancellare il potere d’intervento dei governi e lasciare mano libera alle corporation. Anche su previdenza, evasione e finanza tossica
    di Marco Schiaffino | 20 giugno 2014

    Un accordo segreto a livello internazionale che punta a smantellare il ruolo dei governi nella finanza e aprire la strada a politiche ultra-liberiste. È questo il contenuto delle nuove rivelazioni di Wikileaks, l’organizzazione creata da Julian Assange già responsabile nel 2010 del “leak” riguardante i documenti riservati dell’esercito Usa sulle guerre in Iraq e Afghanistan. Il testo (parziale e provvisorio) dell’accordo è stato pubblicato giovedì sul sito dell’organizzazione di Assange e da alcuni giornali con cui collabora (in Italia l’Espresso). La trattativa per il TISA, sigla che identifica il Trade in Services Agreement (Accordo di Commercio dei Servizi) coinvolgerebbe 50 Paesi: Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tagliati fuori, invece, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina.

    Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TISA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Già, perché le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite “riservate” e lo stesso trattato è indicato come “classificato”. Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TISA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell’accordo tra i Paesi aderenti.

    Il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più “trasparente”. Qualcosa di simile a quello che dovrebbe accadere per il futuro Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/03/commercio-mondiale-le-trattative-usa-ue-per-il-ttip-tra-incognite-ombre-e-risultati-elettorali/1010511/ ), in agenda di Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi. Rispetto a questo, il TISA si muove su una sorta di “binario parallelo” (e segreto) che ne estende l’applicazione a un maggior numero di Paesi.

    Il contenuto del testo pubblicato da Wikileaks riporta le proposte dei partecipanti alla trattativa, principalmente USA e UE, su tutti i punti che dovrebbero i temi oggetto del trattato. Nonostante divergano per qualche sfumatura, l’obiettivo dell’accordo è chiaro: eliminare tutte le leggi nazionali che sono considerate come “ostacoli” al commercio dei servizi in ambito finanziario. Un copione che ricalca i trattati approvati nel 2000 e che, secondo molti economisti e governi, hanno rappresentato la causa principale della recente crisi finanziaria globale.

    L’analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti “troppo grandi per fallire”. Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l’eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/20/fisco-la-ue-mette-allangolo-i-grandi-evasori-stretta-sulle-multinazionali/1034590/ , il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l’attività dei consulenti finanziari.

    Gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali “paralleli” alla giustizia ordinaria. Se un’azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera vìola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche. Lo Stato condannato a questo punto ha due scelte: cancellare la legge in questione o risarcire l’azienda. Un sistema che già in passato ha giocato brutti scherzi alle amministrazioni di diversi Paesi. Nel 2011, per esempio, l’Australia si è vista chiedere un risarcimento miliardario da parte di Philip Morris. Il motivo? Il governo australiano aveva obbligato i produttori di tabacco a vendere le sigarette in pacchetti senza logo per ridurne il consumo.

    Fonte con documento originale http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/20/wikileaks-ecco-il-trattato-segreto-per-la-liberalizzazione-selvaggia-della-finanza/1034467/

    Questa si chiama DITTATURA FINANZIARIA.Questo è il NWO-NUOVO ORDINE MONDIALE!
    E il popolo bue continua a votare per i soliti noti


    #305719

    Erre Esse
    Partecipante

    Io spero sempre che prima o poi facciano un passo più lungo della gamba.


    #305723
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Civiltà – Dichiarazione conclusiva del Dodicesimo Forum di Rodi


    l’oligarchia finanziaria mondiale sta cercando di instaurare una nuova classe transnazionale per assicurare il dominio geopolitico e geoeconomico all’interno del Nuovo Ordine Mondiale, che è dipinto come necessario, normativo e inevitabile.

    E’ notizia di pochi giorni fa che il Presidente della Russia Vladimir Putin ha firmato una legge che ratifica l’accordo preso con Brasile, India, Cina e Sudafrica in merito alla nascita della Nuova Banca di Sviluppo. http://it.blastingnews.com/economia/2015/03/new-development-bank-putin-ratifica-l-accordo-per-la-creazione-del-nuovo-istituto-00303505.html


    #305724

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @richard

    come vedi la questione ucraina è presto svelata.La guerra finanziaria si fa anche con le armi.Volevano isolare la Russia,e mettere i missili al suo confine,ma Putin li ha presi in contropiede con la Crimea e rispondendo prontamente in Ucraina.
    Putin è un dittatore conclamato,gli altri….pure,ma almeno c’è una stasi nei programmi del NWO.
    Ora sta a tutti noi cittadini incominciare a scavare sotto le basi di questa organizzazione criminale e farla crollare.


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