Nuovo Ordine Mondiale: la nuova schiavitu delle masse

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Questo argomento contiene 226 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 1 anno, 2 mesi fa.

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  • #305725
    prixi
    prixi
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    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #305841

    orsoinpiedi
    Partecipante

    LA GUERRA NUCLEARE E I SUOI NEMICI
    Secondo notizie pervenuteci dalla rete, un rapporto del Consiglio di Sicurezza Federale russo parlerebbe della visita a Washington di Alexander Bortnikov, presidente del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) ossia l’intelligence moscovita, dove questi avrebbe incontrato personalmente Barack Obama alla Casa Bianca. L’occasione è stata la partecipazione di Bortnikov ad un Summit sulla Lotta all’Estremismo Violento il 18 febbraio scorso, su invito del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca, che ha suscitato polemiche in ambienti repubblicani non solo per la partecipazione di Bortnikov, e la contestuale assenza del Direttore dell’FBI, ma anche perché a detta dei conservatori Obama avrebbe mostrato troppo poca incisività contro il terrorismo, rimarcandone la non islamicità [una questione difficile da diramare, come rimarca in un suo articolo Reihan Salam su Slate, dal titolo “Obama non è un musulmano. Dovrebbe smettere di tentare di interpretare l’Islam”].
    Secondo Sorcha Faal, del sito What Does It Mean, Bortnikov e Obama avrebbero avuto un colloquio privato in cui il Presidente USA avrebbe rivelato al capo dei servizi russi di aver “avvisato privatamente” Vladimir Putin che una guerra globale si starebbe ormai avvicinando, e che… potrebbe “non avere il potere di fermarla”.
    Parole difficili da confermare, ma che mostrerebbero una sostanziale debolezza dell’inquilino della Casa Bianca di fronte alle manovre globali che puntano ad un conflitto contro la Federazione Russa e i suoi alleati. Nei giorni scorsi, il Parlamento USA a maggioranza repubblicana ha approvato l’invio di armi a Kiev, che saranno usate contro i cosiddetti “ribelli filorussi”, e il leader del Partito della Libertà austriaco Christian Strache ha pubblicato sul suo profilo Facebook le foto dei blindati statunitensi in transito dal suo paese verso l’Ucraina.
    Il resto,qui http://www.nexusedizioni.it/it/CT/la-guerra-nucleare-e-i-suoi-nemici-4702


    #305843

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Ricordate il “Patriot act”,legge liberticida ed antidemocratica,,emanato dal governo usa dopo l’11/09.Ecco anche in Italia ci stiamo avvicinando.
    Il vecchio concetto del”crea la paura e proponi la soluzione”(la loro soluzione).

    Con la scusa dell’Isis hanno istituito la legge marziale

    Con la scusa dell’Isis viene formalizzato uno Stato di polizia integrale. Il decreto “antiterrorismo” approvato in Commissione, alla Camera, costituisce un gigantesco passo avanti verso il controllo totale sulle comunicazioni di qualunque cittadino di questo paese (ma anche di altri, visto che la Rete e i social network sono uno degli obiettivi principali del testo). “Preventivamente”, ossia in assenza di qualunque reato o sospetto giustificato da indizi.

    La polizia sarà infatti autorizzata utilizzare programmi (“trojan”) per acquisire “da remoto” le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico e viene anche autorizzata l’intercettazione preventiva sulle reti informatiche. Di fatto, si potrà impossessare del computer o dello smartphone che usiamo, da casa o dal lavoro, e fare quello che vuole; anche depositarvi “prove false”, in assoluta assenza di qualsiasi controllo terzo e, ovviamente, in barba qualunque diritto di difesa. Sembra quasi che questo decreto intervenga a inquadrare legislativamente pratiche già in atto. Anche questa non è una novità. Ma la ripetizione è un’aggravante, non un’attenuante.

    La cosa stupefacente, ma non troppo, è che quasi nessun parlamentare abbia osato eccepire alcunché a un’invasione di questa portata nella vita di ognuno. E’ insomma evidente che su questa materia non ci si fanno più troppe domande: ci sono i jihadisti tagliagole alle nostre porte, che volete che sia un po’ di privacy in meno?

    Il problema, appunto, non è un po’ di privacy in meno – ormai quasi tutti postano di tutto su Facebook e altrove, in forma accessibile a chiunque – ma il dominio assoluto del potere poliziesco sui singoli e sui gruppi. Non è una convinzione soltanto nostra, “veterocomunisti che vedono spie dappertutto”, ma addirittura di un ex generale della Guardia di Finanza specializzzato, appunto, nelle indagini informatiche. L’intervista, realizzata da Il Fatto Quotidiano – è riportata in fondo a questo articolo.

    Dov’è il salto di qualità? Non solo nel “controllo totale” delle nostre comunicazioni (pratica fin qui illegale, ma che sappiamo essere comune per gli investigatori di questo paese come per i servizi Usa (se lo “scandalo Datagate” vi ha insegnato qualcosa). Ma nel fatto che, impossessandosi via software dei nostri strumenti di comunicazione, diventa possibile “agire al nostro posto”. E quindi addebitarci qualsiasi infamia convenga al potere.

    Troppo sostettosi? Beh, non dite che non avete mai sentito di poliziotti/carabinieri che infilano buste di droga nelle tasche di qualcuno che vogliono arrestare… E, per restare alla cronaca di queste ore, immaginatevi cosa potrebbero fare due “agenti delle forze dell’ordine” come i due carabinieri arrestati in Campania per una rapina al supermercato.

    Ma lasciamo anche perdere il caso delle “rare mele marce” presenti in ogni corpo repressivo. Concentriamoci invece sul tipo di rapporto che in questo modo si stabilisce tra “potere” e singolo cittadino. Il primo può qualsiasi cosa, il secondo nulla, neanche difendersi.

    Rapporto tanto più “inquietante” se si pensa che questo Parlamento è costituito interamente di individui “nominati” dai capi di partito (meno i Pentastellati che si sono affidati a comunque incerte primarie telematiche); che l’attuale governo è il terzo consecutivo non votato da nessuno ed obbediente a trattati e vincoli sovranazionali mai sottoposti all’approvazione popolare; che il premier non è neanche parlamentare, “lo abbiamo messo lì noi” (disse Marchionne, senza mai smentire), e qundi risulta quanto meno in deficit di legittimità democratica “preventiva” (è proprio il caso di dire).

    Secondo il decreto, inoltre, il Pm potrà conservare i dati di traffico raccolti in questo modo fino a 24 mesi. I providers su Internet saranno obbligati a oscurare i contenuti illeciti legati ai reati di terrorismo, pubblicati dagli utenti. L’uso del Web e di strumenti informatici per perpetrare reati di terrorismo (arruolamento di foreign fighters, propaganda, ecc) diventa un’aggravante che comporta l’obbligo di arresto in flagranza.

    Messa così, ben pochi hanno qualcosa da eccepire. Ma chi decide cosa è “terrorismo” e cosa no? Se dobbiamo dar retta alla procura di Torino, per esempio, qualsiasi atto di resistenza o sabotaggio ai lavori del Tav in Val Susa sono qualificabili come tali (non però secondo i giudici di primo grado, sempre di Torino, che non hanno riconosciuto tale aggravante per i quattro ragazzi condannati per danneggiamento di un generatore). Ricordiamo – banalmente – che non esiste nessuna definizione condivisa a livello internazionale. L’Onu non ha mai trovato una maggioranza sufficiente ad approvare una formulazione inequivoca.

    Così siamo nella situazione, assolutamente extra legem, per cui ogni Stato – o meglio: ogni governo di qualsiasi Stato – considera “terrorismo” quanti gli si oppongono (in forme non necessariamente armate, come si visto sopra), e magari riconosce come “freedom fighters” i combattenti che prendono di mira uno Stato considerato “nemico”.

    Non è una noovità, il mondo è stato sempre pieno di questo tipo di conflitti e anche delle retoriche conseguenti.

    Ma, ripetiamo, nessuno aveva mai provato a legalizzare l’espropriazione dei mezzi di comunicazione dei cittadini per operarvi in loro vece. E successivamente incriminarli per quello che nessuno più può dimostrare di “non aver fatto” (che sarebbe comunque già un rovesciamento dell'”onere della prova” dall’accusa alla difesa).

    Neanche il fascismo.

    *****

    Ultim’ora. Forse preoccupato da alcune reazioni interne (dalle parti dell’Nce e di Forza Italia, ma anche dentro il Pd, ci dovrebbe essere qualche preoccupazione per l'”eccessivo” potere concesso in questo decreto agli “investigatori”) Matteo Renzi sembra aver deciso di stralciare la parte “Intercettazione via trojan dei computer” per rielaborarla in modo più attento.

    Il premier di Pontassieve ha chiesto ed ottenuto lo stralcio dal testo di quel del passaggio. “Un tema delicato e importante”, spiegano fonti di governo fin qui non attente all’importanza e alla delicatezza, che “verrà affrontato in maniera più complessiva nel provvedimento sulle intercettazioni già in esame in Commissione”.

    E son belle gatte da pelare, quelle per cui vorresti dare tutto il potere a giudici e poliziotti per apparire “duro”, ma qualcuno deve strattonarti per la giacchetta ricordandoti che “così ci arrestano tutti”…

    *****

    L’ex Generale GdF Umberto Rapetto.Hanno istituito la legge marziale

    di Pa. Za. – Il Fatto Quotidiano

    Io sono sbigottito. Non ce l’hanno detto e hanno istituito il regime marziale?”. Umberto Rapetto – già generale della Guardia di Finanza, “colpevole” di aver indagato troppo sulle slot machine, soprannominato “lo sceriffo del web” – scorre il testo del dl antiterrorismo con gli occhi fuori dalle orbite.

    Cosa la sconvolge di più?

    Intanto, solo il fatto che si ponga l’attenzione su semplici sospettati di qualunque reato, non indagati, fa già venire meno le basi del diritto. E poi si autorizzano le perquisizioni senza alcun controllo.

    Parla dell’accesso remoto ai computer?

    Vorrebbero guardare nei computer attraverso dei grimaldelli come trojan: fa rabbrividire. Cioè, quello stesso Stato che manda a morire i processi, tira fuori le unghie con chi non potrà nemmeno dire “quella roba non era sul mio computer”.

    Sta dicendo che non si potrà avere nessuna certezza sulla paternità dei dati estrapolati?

    Dico che durante una perquisizione tradizionale io, o il mio legale, ho la possibilità di assistere e dunque non potrò mai negare l’evidenza delle prove raccolte. Qui invece, se l’accesso avviene da remoto senza alcun controllo, viene meno addirittura la certezza che quei documenti fossero realmente lì. Salta il diritto alla difesa. E poi chi l’ha detto che un dato, fuori da un determinato contesto, possa avere una rilevanza diversa? Facciamo un esempio. Io l’altro giorno ho visto on line i video di propaganda dell’Isis. Ho consultato quel materiale perché dovevo fare un’intervista, ma non sono né un loro fan né un istigatore. I comportamenti possono essere dettati da curiosità, diritto di cronaca e mille altre ragioni. Che il decreto non contempla. Ce lo dicano: o riconosciamo lo stato di guerra e allora le leggi marziali prevalgono sul diritto vigente, oppure non si può istituire una opportunità investigativa senza garanzie contro gli abusi. Il momento è delicato, ma servono regole che vadano al di là delle suggestioni emotive. Ci vogliono modalità di attuazione stringenti, oltre alla garanzia che il materiale sequestrato sia usato solo per quelle finalità. Non vorrei che finissero per vedere anche se sono vegetariano, quale collega odio e che squadra tifo.

    fonte http://contropiano.org/politica/item/29892-con-la-scusa-dell-isis-hanno-istituito-la-legge-marziale


    #305844
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Qui Jordan Maxwell spiega bene cos’è la legge marziale…e in più l’origine della festa del 1 maggio…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #306129

    orsoinpiedi
    Partecipante

    La UE mette in opera un proprio sistema di propaganda

    Qualche mese fa il giornale online EUobserver segnalava l’esistenza di un documento informale redatto su iniziativa della Gran Bretagna, della Lituania, dell’Estonia e della Danimarca, che chiedeva di dotare la UE di mezzi d’informazione comuni volti a “decostruire… la propaganda ostile” che i media russi rappresenterebbero nella cornice del conflitto ucraino. La contrapposizione tra il blocco americano-occidentale e la Russia ha in effetti permesso che si rendesse evidente l’irregimentazione dei grandi media occidentali sui temi geopolitici e strategici, ed ha permesso a numerosi cittadini europei, alla ricerca di un’informazione realista ed oggettiva, di informarsi fuori dalla sfera d’influenza americana attraverso i grandi media russi come Russia Today, che dispone ora di un’edizione in lingua francese. Il semplice raffronto tra le informazioni diffuse all’interno del blocco NATO e quelle circolanti al di fuori della sfera di influenza americana-occidentale, permette effettivamente di prendere coscienza della propaganda di guerra all’opera nei media europei e della loro manipolazione dell’informazione.

    Il documento, probabilmente d’origine statunitense, prevedeva dunque la messa in opera a livello europeo di una

    “piattaforma permanente nell’ambito della quale la UE e la NATO possano scambiare i loro punti di vista sulla comunicazione strategica”

    e chiamava i produttori mediatici ad

    “incoraggiare gli scambi tra le produzioni dei diversi Paesi (intrattenimento, film, documentari) al fine di fornire delle alternative competitive alla produzione russa sul mercato europeo della televisione”.

    Il consiglio europeo del 19 e 20 marzo scorsi ha adottato a questo scopo una “tabella di marcia” concernente la messa in atto delle misure preconizzate da quel documento, sotto la supervisione del capo della diplomazia europea Federica Mogherini, al fine di

    “supervisionare il nuovo programma di ampia scala per contrastare il lavoro dei media russi”.

    Quest’ultima ha segnatamente dichiarato il 19 gennaio:

    “Noi lavoriamo alla messa in opera di una strategia di comunicazione per fronteggiare la propaganda in lingua russa”.

    A questo fine, é previsto il lancio di un grande media in lingua russa destinato a promuovere la visione atlantista nella sfera d’influenza della Russia ed a contrastare Russia Today, sul modello dei vecchi media operati dalla CIA ai tempi della guerra fredda, come Radio Liberty o Radio Free Europe. Il documento, che non é stato reso pubblico e sarà classificato come “top secret” ma di cui alcuni elementi sono filtrati, invita i giornalisti d’investigazione ad accostarsi a strutture quali lo European Endowment for Democracy, guidato dalla CIA.

    Russia Today, come primo media internazionale russo, è il bersaglio principale di questa campagna. In Gran Bretagna, l’Office of Comunications, la struttura di regolamento dei media, ha espresso in dicembre un avvertimento a Russia Today, minacciandola del ritiro della licenza se la testata non dovesse tenere conto delle sue osservazioni.

    All’inizio dell’anno, il redattore capo del quotidiano americano The Economist, Edward Lucas, ha qualificato i dipendenti di RT come “eccentrici e propagandisti” ed ha invitato al loro boicottaggio. In particolare ha affermato:

    “Chiunque poggerà il suo CV sulla mia scrivania, non appena io veda che ha lavorato per RT o Sputnik o qualche cosa del genere, il CV sarà gettato nell’immondizia. Dobbiamo essere capaci di umiliare questi canali, queste persone e le persone che le hanno nominate, i produttori che li hanno lanciati, e ricacciarli al margine del mondo dei media, così che non li si consideri come dei veri giornalisti o dei veri canali ma come degli eccentrici e propagandisti”.

    Un primo passo nella messa in opera di una strategia europea di propaganda di massa è appena stato compiuto con la firma di un’alleanza tra sette grandi quotidiani nazionali che comprende Le Figaro per la Francia, Le Soir per il Belgio, La Repubblica per l’Italia, El Pais per la Spagna, La Tribune de Genève e il Tages-Anzeiger per la Svizzera, e che sarà diretta da Javier Moreno, ex direttore de El Pais. Gli obiettivi ufficiali sono “la messa in comune delle competenze, così come la promozione del giornalismo di qualità”.

    Questa alleanza é stata chiamata Leading European Newspaper Alliance (LENA) e si é data come obiettivo operativo di costruire una “piattaforma di cooperazione tra editori per condividere le loro esperienze nell’era digitale”, ovvero che proporrà una piattaforma di condivisione reciproca dei contenuti. Questa condivisione avrà per conseguenza una riduzione della diversità editoriale ed una uniformizzazione dei contenuti su scala europea, il che faciliterà l’imposizione e la circolazione della propaganda atlantista su scala continentale. L’obiettivo dichiarato è così quello di “fare emergere un’opinione pubblica in Europa”…

    *****

    Articolo di Guillaume Borel apparso su Le moutons enragés il 21/03/2015
    Taduzione in italiano a cura di Fulvio per sakeritalia.it

    Fonte: sakeritalia.it


    #306198

    solazaref
    Partecipante

    Che palle con ° Ordo ab Caos” .
    Ma non capite che non è una situazione di provocare il caos ,a livello sociale per trarne nutrimento per un’elite?
    Il massone lavora su se stesso !
    Significa operare ordine dal suo caos interiore.
    Osservatevi ,osserviamoci.
    Siamo comandati da una mente che genera pensieri.
    Siamo comandati da sensazioni/emozioni che non sono noi/io.
    Ponete in voi un osservatore.
    Chi è che osserva e chi o cosa è l’osservato?
    Mi vien da ridere , in loggia siamo 7 sfigati che tentano di ricoprire i ruoli che un rituale massonico esige .
    Puliti come degli specchi. Con sforzi immani per riunirci .
    Con uno spirito di fratellazzanza che il “profano se lo sogna” , e ci dite illuminati?
    ma de che?
    ce ne fossero ,il mondo sarebbe migliore


    #306199

    solazaref
    Partecipante

    E poi andatevi a leggere i rituali che in una loggia massonica si eseguono e se siete onesti con voi stessi, e se siete um pò avanti nel pensiero analogico, traetene conseguenza, trovate tutto su internet. Sbattetevi.
    P.S questo non vuol dire che non esistano massoni “cattivoni”.
    Tutto il monde è paese Fraters


    #306213

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @solazaref
    scusami,ma la P2 non era una loggia massonica?I cosidetti “cattivoni”non mi sembrano tanto innocui.


    #306217

    solazaref
    Partecipante

    Intendo dire che in ogni organizzazione umana , proprio perchè umana esistono devianze ma da qui a dire che la massoneria è il male di tutto ce ne passa.
    Il male di tutto è l’avidità, è li che si concentra il Potere, è la non condivisione da essere a essere per un bene comune .
    Diciamo che un iniziato ha doppia colpa proprio perchè lavora su se stesso e non è possibile non sappia che siamo tutti scintille di un Uno.
    Ma ripeto il male umano è insito nell’individuo che opera solo per la sua soppravvivenza calpestando gli altri.


    #306222

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @solazaref
    qui concordo con te,ma siccome ci sono centri di potere molto forti,e voi non potete non esserne a conoscenza,è vostro dovere morale,visto che tradiscono l’ideale massonico,denunciarne gli atti.


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