Obama [Nobel]

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Questo argomento contiene 120 risposte, ha 31 partecipanti, ed è stato aggiornato da Pasquale Galasso Pasquale Galasso 9 anni, 2 mesi fa.

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  • #130264
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1255329437=CANERO]
    Pare che…da queste fonti che vi linko, il discorso di Obama del 27 Novembre, sull'esistenza di vita extra-terrestre, sarà probabilmente il giorno della consegna del premio nobel…il 10 Dicembre ad Oslo.
    http://www.examiner.com/x-2383-Honolulu-Exopolitics-Examiner~y2009m10d9-Is-Obama-Nobel-Peace-Prize-prelude-to-extraterrestrial-disclosure

    Questa è l'ultima parte dell'articolo sopra citato…
    “Il 12 febbraio 2008, è stato prima annunciato che le Nazioni Unite avevano iniziato una serie di incontri in cui gli UFO e la vita extraterrestre sono stati discussi segretamente. 2009 è stato deciso di essere un anno di apertura sugli UFO, ma i diplomatici delle Nazioni Unite hanno subito pressioni per mantenere questa nuova politica di un segreto. La nuova “politica di apertura” sugli UFO è stato evidente fin da quando con la diffusa a livello mondiale copertura mediatica degli UFO, e le nazioni come Francia, Gran Bretagna, Messico, Brasile e Danimarca incidendo in precedenza classificati file UFO. Le basi sono state gettate per andare al passaggio successivo al di là di apertura UFO, vale a dire, formale comunicazione di vita extraterrestre. Tale messaggio, se emerge, si concentrerà sulle tecnologie avanzate di visitatori extraterrestri, e le relazioni pacifiche bisogno di essere stabilita. Come appena incoronato vincitore del Premio Nobel per la Pace, il presidente Obama sarà il prestigio necessari e l'opportunità di Oslo per annunciare al mondo la verità sulla vita extraterrestre. In questo modo si apre l'ultima frontiera della pace – relazioni pacifiche con i visitatori galattici.”

    Mhà…vedremo.
    [/quote1255329437]
    conosco questo sito, ma lo prendo con molta prudenza

    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1881


    #130265

    marì
    Bloccato

    lo scrive il washington post

    Afghanistan: Obama invia altri 13.000 uomini, [u][color=#ff0000]ma non lo annuncia[/color][/u]

    Le persone mandate nel Paese asiatico sono truppe di supporto: ingegneri, medici, polizia militare


    WASHINGTON
    (USA) – Il presidente americano Barack Obama ha autorizzato l'invio in Afghanistan di 13.000 uomini, in gran parte forze di supporto, in aggiunta ai 21.000 il cui impiego era stato annunciato in febbraio subito dopo la sua elezione. Lo scrive il Washington post sul suo sito online, citando fonti della difesa che precisano che la decisione non è stata annunciata.

    [u][color=#ff0000]FORZE DI SUPPORTO [/color][/u]
    – Il quotidiano scrive che si starebbe già procedendo al dispiegamento delle truppe in questione, in prevalenza ingegneri, personale medico, esperti di intelligence e polizia militare. Un responsabile del Pentagono ha detto al Washington Post che «Obama ha dato il via libera all'insieme del pacchetto. Solo l'invio dei 21.000 è stato annunciato». Il quotidiano ricorda comunque che nemmeno durante l'amministrazione Bush veniva annunciato l'invio delle truppe non combattenti. Con l'impiego di questi uomini sale a 34.000 il numero di militari inviati da Obama dal suo insediamento. Secondo un calcolo fatto dal quotidiano, complessivamente il numero dei militari Usa impegnati in Iraq e Afghanistan è superiore al livello massimo raggiunto durante il surge in Iraq deciso dal presidente George W. Bush. Ora in Afghanistan ci sono circa 65.000 soldati e circa 124.000 in Iraq, rispetto ai 26.000 e 160.000 del momento di massimo impegno contro l'insurrezione irachena tra il 2007 e il 2008. Il dibattito di questi giorni a Washington ruota sulla decisione che il presidente dovrà prendere sulla richiesta del generale Stanley McChrystal di inviare altri 40.000 uomini in Afghanistan.

    13 ottobre 2009
    http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_13/afghanistan-truppe-usa_2b7dc552-b7ca-11de-9cba-00144f02aabc.shtml

    GIA', forze di supporto :— :hehe: … come stona tutto questo con il Nobel per la Pace :grrr:


    #130266

    CANERO
    Partecipante
    #130267
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    NOBEL ALTERNATIVO AL NOSTRO ATTIVISTA CONGOLESE :yesss:

    Cari cyberattivisti,

    con entusiasmo vi comunichiamo che una persona del nostro staff – René Ngongo – ha vinto il Right Livelihood Award 2009, considerato il “Premio Nobel Alternativo”. René lavora con Greenpeace dal 2008 ed è il consigliere politico del nostro ufficio in Africa: è stato premiato per il suo impegno nella protezione delle foreste e della giustizia sociale nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).

    Nel 1996 Renè ha fondato l’OCEAN (Organisation Concertee des Ecologistes et Amis de la Nature) per dare voce e infrastrutture alla società civile congolese nella lotta contro la distruzione delle foreste. La collaborazione di OCEAN con Greenpeace è cominciata nel 2004 e successivamente Renè è stato scelto per gestire l’apertura del nostro primo ufficio a Kinshasa. Da allora ha continuato a fare pressioni su governi e organizzazioni internazionali per garantire trasparenza in materia di riforme forestali. Il bacino del Congo ospita la seconda foresta pluviale più grande al mondo, dopo l'Amazzonia.

    “La ricca biodiversità delle nostre foreste potrebbe benissimo aiutare noi e i nostri figli ad adattarsi ai cambiamenti climatici, speriamo che questo premio possa contribuire a una maggiore attenzione al problema” così Renè ha commentato il premio.

    I Premi Nobel Alternativi saranno consegnati a Stoccolma, in Svezia, il 2 dicembre 2009, pochi giorni prima della consegna dei Nobel, il 10 dicembre, e solo tre giorni prima dell'inizio dei negoziati delle Nazioni Unite a Copenhagen, fondamentali per affrontare la questione climatica.

    Mentre ci auguriamo che il Presidente Obama trasformi il suo Nobel per la pace in azioni concrete :hehe: per la protezione del clima al Summit di Copenhagen, persone come Renè Ngongo da tempo lavorano sodo per dare un futuro al Pianeta: sono loro i veri leader ed è bello sapere che almeno un autentico eroe del clima sarà premiato a dicembre, in Scandinavia.
    Saluti e a presto,

    Alessandro Gianni
    Direttore delle Campagne

    Greenpeace

    :bay:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #130268

    CANERO
    Partecipante
    #130269
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1256160400=CANERO]
    https://www.altrogiornale.org/news.php
    http://www.affaritaliani.it/cronache/obama_ufo_usa211009.html
    Wow!
    Le quotazioni promettono bene.

    [/quote1256160400]

    Pensa se dice: OK gli Ufo sono ora identificabili, sono oggetti militari, Russi, Inglesi, Tedeschi ed Americani :hehe:


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #130270

    marì
    Bloccato

    Scudo Usa/ Premier polacco: parteciperemo a nuovo piano Obama
    15:25 – ESTERI- 21 OTT 2009

    Tusk si dice pronto ad ospitare base americana
    Varsavia, 21 ott. (Apcom-Nuova Europa) – La Polonia è pronta a partecipare al nuovo progetto antimissilistico americano in Europa centrale. Lo ha dichiarato il premier di Varsavia Donald Tusk, dopo aver incontrato il vicepresidente Usa Joe Biden, che stamani ha presentato alle autorità polacche il nuovo sistema. Un nuovo sistema che a differenza di quello previsto dall'amministrazione Bush, prevederà l'installazione di una base antimissilistica con portata a media-corta gittata. Scettica la Russia che nonostante il drastico cambiamento continua a non fidarsi del piano americano.

    http://www.apcom.net/newsesteri/20091021_152501_ee18b1_73870.html


    Intervista di Jan Tamas con il prof. Noam Chomsky. “La lotta per impedire linstallazione di basi militari e sistemi di difesa missilistica in Polonia e Repubblica Ceca ha unimportanza straordinaria: in effetti non è esagerato affermare che in queste decisioni si sta giocando il destino della specie.”.

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]a2a7xk2Oq2g[/link]

    intanto Putin … :hehe: questo nel 2007 😉

    RaiNews24
    La difesa di Putin, potra' “vedere” dal polo nord all'africa
    nuovi missili s-400 triumph a difesa di mosca.

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]8kWml90X1bc[/link]

    #fisc


    #130271

    CANERO
    Partecipante

    [quote1256162170=pasgal]
    [quote1256160400=CANERO]
    https://www.altrogiornale.org/news.php
    http://www.affaritaliani.it/cronache/obama_ufo_usa211009.html
    Wow!
    Le quotazioni promettono bene.

    [/quote1256160400]

    Pensa se dice: OK gli Ufo sono ora identificabili, sono oggetti militari, Russi, Inglesi, Tedeschi ed Americani :hehe:
    [/quote1256162170]
    In fondo speri anche tu che lo faccia…e aggiungerei alla tua lista !alien
    #=


    #130272
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1256163159=CANERO]
    [quote1256162170=pasgal]
    [quote1256160400=CANERO]
    https://www.altrogiornale.org/news.php
    http://www.affaritaliani.it/cronache/obama_ufo_usa211009.html
    Wow!
    Le quotazioni promettono bene.

    [/quote1256160400]

    Pensa se dice: OK gli Ufo sono ora identificabili, sono oggetti militari, Russi, Inglesi, Tedeschi ed Americani :hehe:
    [/quote1256162170]
    In fondo speri anche tu che lo faccia…e aggiungerei alla tua lista !alien
    #=
    [/quote1256163159]

    No, devo dirti che io credo che esistano altri esseri di altri mondi e che spesso possono essere passati di qui 🙂


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #130273

    marì
    Bloccato

    [color=#0000ff]Siparietto[/color] :hehe:

    mercoledì 21 ottobre

    Obama e il compromesso Sudan, l’Italia e le armi vendute
    di Alex Buaiscia


    Il presidente al-Bashir è condannato dall’Aja, ma c’è bisogno di lui per la pace. Le industrie italiane intanto gli vendono armi.

    IMPEGNO FORTE. Il presidente USA, ormai in carica da quasi un anno, in politica internazionale è sempre più esposto al compromesso. Ma si è sempre qualificato come tale. Un compromesso che a volte è stato definito vigliaccheria dai repubblicani. Lui la definisce diplomazia. Qualsiasi termine si usi, è una tecnica che permette sia di guadagnare tempo, sia di trovare nuove soluzioni. Chiaramente non è una politica che paga sempre.

    Proprio ora è più attiva che mai, con l’Afghanistan (il nuovo ballottaggio) http://www.apcom.net/newsesteri/20091020_143813_3736872_73738.html , l’Iran (la ripresa dei negoziati sul nucleare) http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE59K0AU20091021 ma anche con il Sudan.

    Il presidente di questo paese, al-Bashir, è sotto pressione da quando la corte dell’Aja ha emesso un mandato di cattura internazionale, con l’accusa di crimini contro l’umanità. In seguito Gheddafi, presidente di turno dell’Unione Africana, ha detto ai paesi membri di non rispettare questa decisione. La domanda quindi è: se il presidente del Sudan andasse in un altro paese, verrebbe arrestato?
    Ora che i toni polemici si sono smorzati, ecco riapparire il vecchio metodo della carota e del bastone dalla presidenza statunitense, anche se è l’opposto di quanto Obama aveva annunciato in campagna presidenziale, rispetto al Sudan. A quel tempo aveva utilizzato parole forti, chiamato per una no-fly zone (area con divieto di sorvolo di qualsiasi aereo) sopra il Darfur (dimenticando che era una crisi in via di risoluzione, mentre ora il dramma si è spostato nel Sud Sudan). Suggerì, anche sanzioni petrolifere. La realtà con l’impegno presidenziale si è fatta largo.

    IL COMPROMESSO. Dal 2003 in Sudan hanno perso la vita circa 300.000 persone, ma l’inviato degli USA nella regione Scott Gration ha detto chiaramente che grazie agli sforzi della comunità internazionale, vi è ormai solo una “rimanenza” del genocidio. Molti attivisti tuttavia sostengono che questo continua, anche se non ci sono più omicidi di massa. Gration ha fatto osservare che è meglio focalizzarsi sul recupero della regione.

    I nuovi sforzi diplomatici portati avanti dalla Clinton,e anche dall’ambasciatore USA presso l’ONU, hanno prodotto un nuovo “compromesso”: la minaccia di sanzioni (che secondo alcuni analisti destabilizzerebbe il Paese e affamerebbe ancora di più la popolazione) e le promessa di incentivi se il Sudan terminasse le violenze.
    Un ufficiale del dipartimento di stato ha dichiarato che il Sudan sa cosa gli USA vogliono e gli USA sanno cosa il Sudan vuole. Questo potrebbe indicare che l’incentivo principale potrebbe essere rendere più morbide alcune sanzioni imposte negli anni ’90, a causa del presunto supporto del Sudan al terrorismo.
    Ma non è chiaro quale tipo di pressione possa esercitare il governo USA nel caso le violenze non si fermino. Il governo di Khartoum – capitale del Sudan – ha reagito positivamente alla mossa, dicendo che è un passo avanti rispetto alle politiche precedenti. L’unica critica è stato l’uso “infelice” (secondo il portavoce) della parola “genocidio” da parte della Clinton, che ne ha comunque dovuto parlare per non scontentare la parte civile internazionale.

    Anche l’amministrazione Bush, nell’ultimo periodo, aveva cominciato ad usare un approccio più pragmatico nella faccenda. Tuttavia, la novità di Obama è che si sta provando a parlare non solo del Sudan, ma estendere il processo di pace al Nord e Sud Sudan. L’obiettivo è cercare l’attuazione di una fragile pace del 2005 tra Karhoum e i precedenti ribelli che operavano nel Sud, prima delle elezioni nazionali del 2010 e del referendum del 2011 sull’eventuale secessione della parte meridionale, ricca di risorse energetiche e minerarie.

    TRATTARE CON CHI? L’ambasciatore di Khartoum a Londra ha dichiarato che i processi di pace del 2005, firmati dalle parti, avrebbero dovuto essere supportati dai soldi delle Nazioni Unite, e un suo contingente infatti è stato posizionato al confine del Sudan. Secondo lui, però, i contingenti non hanno mai dichiarato di aver avuto informazioni di armi circolanti provenienti dai paramilitari o dall’esercito del Sudan.

    Si pensa che l’ostacolo principale sia proprio il presidente sudanese. Per questo Obama ha dichiarato che si rivolgerà nelle trattative al governo Sudanese, ma non con al-Bashir direttamente. Le accuse che pesano sul suo capo sono troppo pesanti, e parte dell’amministrazione è dell’opinione che dovrebbe prendere un buon avvocato e consegnarsi all’Aja. Tuttavia, rimane sempre la più alta carica del Paese africano, e potrebbe non voler proseguire i negoziati senza alcun vantaggio per se stesso.

    L’EXPORT ITALIANO. L’Italia come sempre dice una cosa e ne fa un’altra. Mentre appoggia a parole l’amministrazione Obama, le sue industrie continuano a produrre e vendere armi al governo sudanese. Human Rights First ha pubblicato pochi giorni fa un nuovo rapporto http://www.stoparmstosudan.org/pages.asp?id=38#italy su questo commercio. Andando anche contro due risoluzioni (la 1556 del 2004 e, poi, la 1591) delle Nazioni Unite che prevedono l’embargo di armi al Sudan e alle milizie – quindi violando un trattato internazionale – l’Italia si è resa colpevole di circa 300.000 dollari di fatturato, indiretto, tra il 2004 e il 2005. Indiretto perché il nostro paese vende le armi a paesi che sono sotto meno controllo, quali la Russia o altri, per poi rivenderle in Sudan.
    Interrogati da Human Rights first, il Ministro dell’Interno e il Ministro per gli affari esteri italiani hanno negato che sia stata data qualsiasi autorizzazione di vendita di armi al Sudan dal 2004. Infatti le industrie sono private, compito dello Stato è vigilare che non avvenga.

    La Cina è in prima posizione nella vendita con 55 milioni di dollari e l’Iran secondo con 12 milioni di dollari. Nei produttori di armi che arrivano nel Paese africano non potevano mancare, ovviamente, gli Stati Uniti.

    http://www.agoravox.it/Obama-e-il-compromesso-Sudan-l.html

    … vizi privati e pubbliche virtu' :hehe:


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