Pandemia influenza suina

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  • #56787
    kingofpopkingofpop
    Partecipante

    [quote1322852377=farfalla5]
    [quote1322836938=Richard]
    sottotitolato

    [/quote1322836938]
    !amazed Incredibile !amazed
    [/quote1322852377]

    non lo è più se sai ormai come funzionao queste cose e la teoria del terrore :sagg:


    #56788
    giorgi
    Partecipante

    [quote1322853078=Foschia]
    Salve a tutti
    Oggi il tg regionale parlava dell'influenza A, hanno detto che il vaccino per l'influenza A contiene anche quello per l'influenza stagionale, mi sorge un dubbio: ma sarà anche il contrario? ovvero nel normale vaccino per la stagionale c'è anche quello per la A.
    Se così fosse hanno trovato il modo per vaccinare una bella fetta di popolazione.
    [/quote1322853078]

    È tutto un inganno e chi crede a questo e si fa vaccinare fa altro che dare la maggior possibilità che la propria mente sia sotto controllo ed influenzata perché poi si resta in dominio in mano a queste forze oscure che man mano ci tolgono il nostro progredire per arrivare al risveglio.

    Non diamo retta a tutte queste informazioni che ci arrivano e non facciamoci prendere dal panico perché poi chi ci cade dentro pagherà di propria persona.

    L'anno scorso hanno messo sul mercato dei vaccini hanno sprecato un mucchio di soldi e dato che la massa della popolazione non ci è cascata hanno dovuto buttare tutto ciò che hanno messo sui mercati proprio perché quasi nessuno si è sottoposto a questo vaccino.

    Tutte queste messe in scena sono opera che arrivano dall'alto perché in tutti i modi cercano di tenerci sotto controllo per poi manipolarci ma dato il risveglio questo non accadrà.


    #56789
    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/virus_pandemico.htm

    Creato il virus che può uccidere la metà della popolazione mondiale
    Cristina Marrone, tratto da “Il Corriere della Sera” 29 novembre 2011

    Polemiche infuocate nel mondo scientifico sulla pubblicazione dello studio. «Arma chimica». «No, aiuta a prepararsi alla pandemia»

    MILANO – I ricercatori dell'Erasmus Medical Center di Rotterdam (Paesi Bassi) hanno prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell'influenza aviaria H5N1 in grado di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando, così, una pandemia. Gli scienziati, guidati dal virologo Ron Fouchier, hanno scoperto che bastano cinque modificazioni genetiche per trasformare il virus dell'influenza aviaria (che finora ha ucciso 500 persone nel mondo) in un agente patogeno altamente contagioso che potrebbe scatenare una pandemia in grado di uccidere la metà della popolazione mondiale. La sua elevata capacità di diffusione è stata dimostrata in esperimenti condotti sui furetti, che hanno un sistema respiratorio molto simile a quello dell'uomo.

    LE RICERCHE – Le ricerche di Fouchier fanno parte di un più ampio programma mirato a una maggiore comprensione dei meccanismi di funzionamento del virus H5N1. È stato lo stesso virologo ad ammettere che la variante geneticamente modificata è uno dei virus più pericolosi che siano mai stati prodotti. Un altro gruppo di virologi dell'Università del Wisconsin in collaborazione con l'Università di Tokyo è arrivato a un risultato simile a quello di Fouchier.

    LE POLEMICHE SULLA PUBBLICAZIONE – Ora il dibattito è se pubblicare o no la ricerca. Molti scienziati sono infatti preoccupati dalla possibilità che, in mani sbagliate, il virus potrebbe trasformarsi in un'arma biologica. Negli Stati Uniti le polemiche sono roventi. Thomas Inglesby, scienziato esperto di bioterrorismo e direttore del Centro per la Biosicurezza dell’Università di Pittsburgh è categorico. «È solo una cattiva idea quella di trasformare un virus letale in un virus letale e altamente contagioso. È’ un’altra cattiva idea quella di pubblicare i risultati delle ricerche che altri potrebbero copiare». Critico anche Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University in New Jersey: «Questo lavoro non andava fatto». Pubblicare lo studio però, come sostiene lo stesso Fouchier, aiuterebbe la comunità scientifica a prepararsi a una pandemia di H5N1. Sulla stessa linea d'onda l'italiano Fabrizio Pregliasco, virologo all'Università di Milano: «Non pubblicare lascerebbe i ricercatori al buio su come rispondere a un focolaio. Lo scambio di conoscenze è fondamentale per prevedere la reale gravità di una pandemia. L'aviaria era sì una “bestia” nuova, ma non apocalittica. Con un maggiore scambio di conoscenze la diffusione di informazioni sarebbe stata più precisa e meno allarmistica».


    #56790
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    Non si può certo dire che Ron Fouchier misuri le parole. Il virologo dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam infatti ha presentato il virus H5N1 da lui modificato come “un agente infettivo capace di annientare metà della popolazione mondiale”. Ovvio che l’annuncio, trapelato dall’European Scientific Working group che si è tenuto un paio di mesi fa a Malta, e poi ribadito dall’esperto olandese a chi lo ha intervistato, abbia creato preoccupazione e sconcerto.

    Che senso ha rendere ancora più pericoloso uno dei virus più letali che finora la specie umana abbia conosciuto? E’ una ricerca eticamente accettabile? Occorrono nuovi meccanismi od organismi super partes di controllo? E ancora: qual è la rivista che può prendersi la responsabilità di pubblicare il lavoro, potenzialmente in grado di diventare un perfetto “libretto di istruzioni” per bioterroristi o per nazioni in cerca di nuovi strumenti bellici? E come escludere che, anche solo a causa di un qualunque, banalissimo, errore umano, il nuovo virus creato in laboratorio riesca a sfuggire ai controlli e diffondersi nell’ambiente?

    Davanti a tante domande occorre fare un po’ di chiarezza. Prima di tutto il virus non è stato ottenuto con le tecniche della biologia sintetica, non è cioè stato progettato e costruito in laboratorio, né è stato modificato artificialmente con le tecniche dell’ingegneria genetica. «Con la genetica inversa non riuscivamo a ottenere risultati» ha ammesso lo scienziato, «per cui siamo tornati ai metodi più tradizionali: abbiamo trasmesso il virus da furetto a furetto fino a quando ha acquisito la capacità di trasmettersi per via aerea, contagiando gli animali che si trovavano nelle gabbie vicine a quelle che ospitavano i furetti ammalati». Una modalità che riflette quel che accade normalmente in natura e che dimostra come non si possa escludere che il virus dell’aviaria possa imparare spontaneamente a trasmettersi tra i mammiferi così come fa tra gli uccelli. Lo studio infatti è stato condotto sui furetti, ma il comportamento dei virus influenzali in questo modello animale rispecchia in maniera abbastanza fedele quel che si verifica anche negli esseri umani: tutti i ceppi di virus influenzale finora noti capaci di passare da furetto a furetto lo fanno anche da uomo a uomo.

    Questa capacità finora al virus dell’aviaria mancava. E’ questo che ha permesso di tenerlo a bada, impedendogli di scatenare una pandemia apocalittica come quella prospettata dal ricercatore olandese, sebbene H5N1 abbia la capacità di uccidere circa la metà delle persone che colpisce: in tutto il mondo circa 500 vittime, finora.

    «Noi abbiamo dimostrato che, per superare questa scarsa contagiosità, che finora ci ha protetto, basta che si ritrovino in un unico ceppo cinque mutazioni già esistenti in natura in forma isolata» dice Fouchier, che a dire la verità non è stato l’unico a ottenere questo risultato. Dati analoghi sono stati ottenuti dal gruppo guidato da Yoshihiro Kawaoka alla University of Wisconsin, a Madison, e dell’Università di Tokyo. Pare che entrambi i lavori, già sottoposti a una rivista per la pubblicazione, siano attualmente sotto esame di un organismo di controllo, lo U.S. National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB),un comitato di esperti indipendenti nominato dal governo statunitense, che già in altre occasioni è stato chiamato in causa per fornire un parere, comunque non vincolante, su ricerche potenzialmente pericolose.

    Non sono comunque casi isolati. Anche ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention spiegano in questi giorni su Virology come hanno creato due diverse versioni di virus dell’influenza aviaria capaci di trasmettersi tra i furetti, seppure in maniera più limitata, e altri scienziati, in tutto il mondo, per diverse strade, perseguono gli stessi obiettivi.

    Ma perché avventurarsi per strade così insidiose? «Capire quali sono i geni chiave e le mutazioni indispensabili al virus per diventare più pericoloso per l’uomo è il presupposto indispensabile per non farci trovare impreparati, nella malaugurata ipotesi che questa trasformazione avvenga anche in natura» ha spiegato a Scienzainrete Ilaria Capua, responsabile del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che ospita il Centro di Riferimento Nazionale, FAO e OIE per l'Influenza Aviaria e per la Malattia di Newcastle ed il Centro di Collaborazione per le malattie infettive nell’interfaccia tra uomo e animale.

    Anche sul rischio che la scoperta sia usata a scopi bellici o terroristici la scienziata italiana rimane perplessa: «Ci sono tanti agenti biologici o chimici più facili da usare! Perché mai ricorrere a questo, così difficile da controllare?». Anche Capua, comunque, diventata famosa in tutto il mondo per la sua battaglia a favore della totale trasparenza e condivisione delle conoscenze tra studiosi, ammette che in casi estremi come questo si potrebbe adottare qualche cautela: «Nella pubblicazione si potrebbero tralasciare passaggi fondamentali, da rendere noti su richiesta solo a scienziati accreditati».
    http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/minaccia-dellaviaria-potenziata-laboratorio-0
    Roberta Villa


    #56791
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    Uno dei capitoli più inquietanti dell’inchiesta condotta dai Nas ricostruisce la diffusione dell’allarme sul pericolo di contagio umano per l’aviaria nella primavera 2005. Gli inquirenti hanno esaminato i documenti ufficiali e le iniziative delle aziende, sostenendo che l’emergenza «sia stata un problema più mediatico che reale». Dietro il paventato rischio di epidemia per il virus H5N1 – scrivono i carabinieri – si potrebbe celare una “strategia globale” ispirata dalle multinazionali che producono i farmaci. http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/03/news/salute-quel-business-segreto-della-vendita-dei-virus-1.159618


    #56792
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    [quote1397345429=Richard]

    Uno dei capitoli più inquietanti dell’inchiesta condotta dai Nas ricostruisce la diffusione dell’allarme sul pericolo di contagio umano per l’aviaria nella primavera 2005. Gli inquirenti hanno esaminato i documenti ufficiali e le iniziative delle aziende, sostenendo che l’emergenza «sia stata un problema più mediatico che reale». Dietro il paventato rischio di epidemia per il virus H5N1 – scrivono i carabinieri – si potrebbe celare una “strategia globale” ispirata dalle multinazionali che producono i farmaci. http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/03/news/salute-quel-business-segreto-della-vendita-dei-virus-1.159618

    [/quote1397345429]
    e di ebola…che ne pensate?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #56793
    Anonimo

    [quote1397387855=farfalla5]
    [quote1397345429=Richard]

    Uno dei capitoli più inquietanti dell’inchiesta condotta dai Nas ricostruisce la diffusione dell’allarme sul pericolo di contagio umano per l’aviaria nella primavera 2005. Gli inquirenti hanno esaminato i documenti ufficiali e le iniziative delle aziende, sostenendo che l’emergenza «sia stata un problema più mediatico che reale». Dietro il paventato rischio di epidemia per il virus H5N1 – scrivono i carabinieri – si potrebbe celare una “strategia globale” ispirata dalle multinazionali che producono i farmaci. http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/03/news/salute-quel-business-segreto-della-vendita-dei-virus-1.159618

    [/quote1397345429]
    e di ebola…che ne pensate?
    [/quote1397387855]

    Non è così pericolosa come si pensa a mio parere, così come la polio o la sars

    Trattamento:
    (In scientific studies utilizing infected small mammals, the test subjects were given massive doses of powdered licorice root. Those receiving the extreme doses were able to ward off and survive the rodent epidemic.)

    Equivalente per un uomo adulto di peso medio 5 gr di radice di liquirizia in polvere 3 volte al giorno.

    Queste dosi di liquirizia causano una veloce perdita di potassio, quindi và assunto un integratore di potassio.

    Per prevenire l'infezione o cercare di bloccare il virus, creare una soluzione di cloruro esaidrato sciogliendo 25 gr di cloruro di magnesio in 1lt d'acqua.

    Il dosaggio orale è (come il Professor Piere Delbet consigliava)
    Bambini di meno di 6 mesi: 15 cc
    Bambini di 6 mesi o più: 30 cc
    Bambini da 1 a 2 anni: 60 cc
    Bambini di 3 anni: 80 cc
    Bambini di 4 anni: 100 cc
    Bambini di 5 anni o più e adulti: 125cc

    Frequenza del dosaggio:
    In malattie acute, come l'ebola: dare le prime due dosi a 3 ore di distanza l'una dall'altra, per poi dare una dose ogni 6 ore. Se si notano miglioramenti ridurre la frequenza a ogni 8 ore, continuando così riducendo ad ogni 12 ore.
    Una volta che il paziente sembra guarito CONTINUARE a dare una dose ogni 12 ore per alcuni giorni.

    Per la semplice prevenzione assumere una dose al giorno.

    Per i pazienti più gravi che non riescono ad assumere queste sostanze oralmente dissolvere 25 gr di cloruro di magnesio in 100 cc di acqua distillata. E fare delle iniezioni endovena da 20 cc due volte al giorno, alla velocità di 1cc al minuto.

    Inoltre un erba che si è dimostrata efficace in diversi test clinici è la Garcinia kola (bitter kola), illegale in molti paesi a causa del suoi effetti simil ecstasy, effetti per la quale era utilizzata dagli shamani in cerimonie spirituali.


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