Paolo di Tarso, un super apostolo inventato. Ecco le prove.

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Questo argomento contiene 79 risposte, ha 15 partecipanti, ed è stato aggiornato da Pasquale Galasso Pasquale Galasso 8 anni, 5 mesi fa.

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  • #36502

    Olegna
    Partecipante

    [quote1290003965=buonoepio]
    Un cordiale e vivo saluto a tutti, sono una persona interessata a questi contenuti e gentilmente con umiltà mi appresto a intervenire e partecipare in questo forum con l'obbiettivo speranzoso di trovare delle risposte a alcuni miei dubbi che ho incontrato nella mia religione cristiana.

    L'Egregio Sig. Olegna scrive:
    Perciò la nostra battaglia se cosi la vogliamo chiamare, è la stessa, anche se “combattuta” su 2 fronti diversi, l'importante è fare qualcosa per sconfiggere il male che sta distruggendo questo mondo.
    Arma importante, la conoscenza.

    Troppi innocenti ne pagano la spesa.
    con affetto…..Olegna

    Egregio Sig. Olegna Lei scrive “Arma importante, la conoscenza”, ora io gentilmente Le chiedo ma quale conoscenza intende? Non certo una conoscenza storica che il Sig. Salsi Emilio espone in modo chiaro e logico. La sua sembra proprio una conoscenza gnostica non chiara, non trasparente non aperta a tutti, tipica di chi non possiede argomenti validi per confrontarsi con gli altri; tipica proprio dell'esistere di San Paolo negli scritti cristiani.

    Invece di nascondersi tra le sue sensazioni soggettive e quindi valevoli solo per Lei, Le chiedo gentilmente, di rispondere, anche contrastando fortemente con dati oggettivi e ragionamenti storici documentati, quanto esposto dal Sig. Emilio Salsi.

    Se Lei non avesse le competenze potrebbe chiedere spiegazioni e aiuto anche ai più validi e preparati sacerdoti o vescovi.

    Un caro saluto.

    [/quote1290003965]

    :bay: cosa le devo dire, niente e tanti auguri.


    #36503

    Anonimo

    Ringrazio i gentili Signori che mi hanno benevolmente accolto.


    #36504

    CeccodAscoli
    Partecipante

    Sono Cecco D’Ascoli e do un cordiale saluto a tutti gli utenti di questo sito “Altrogiornale”.

    Desidererei tanto che in questo sito ci fossero studiosi dei pro e dei contro, per potersi confrontare su tutti i temi che si porteranno a confronto. Inizio questo mio con: **Gesù di “Nazareth”**, scalzandogli da sotto i piedi questa fantomatico paesino fantasma. Questa di Nazareth è la più grande balla raccontata una ventina di secoli fa e creduta cecamente dal popolo abitante l’ovile vaticino. Nei stessi vangeli possiamo scoprire queste verità, però, è da dedicarci molto tempo, e molta ed attenta riflessione, perche lì tutto è detto ed artatamente nascosto. Questo che porterò a vostra conoscenza ne è un primo rilievo. Lui parte da casa sua, che era sita prima di Betsaida, (Betsaida era l’attracco principale della sponda Gaulanita sul lago di Tiberiade), più sopra c'è il fiume Giordano che si getta nel lago.
    La Galilea è sull’altra sponda, e lui non era di Galilea. Di conseguenza non era di Nazareth.
    (Ma di dove?) a Voi l’ardua scoperta. Leggiamo insieme alcuni passi del vangelo di Giovanni.

    Gv.[1/37] E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. [38] Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cercate?”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti?”. [39] DISSE LORO: “VENITE E VEDRETE”. Andarono dunque e videro dove abitava e “QUEL GIORNO SI FERMARONO PRESSO DI LUI”; erano circa le quattro del pomeriggio. [40] Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [43] Il giorno dopo Gesù??? AVEVA STABILITO di PARTIRE PER LA GALILEA???; incontrò Filippo e gli disse: “Seguimi”. [44] Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.

    Saluti Cecco d’Ascoli


    #36505
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1290020389=CeccodAscoli]
    Sono Cecco D’Ascoli e do un cordiale saluto a tutti gli utenti di questo sito “Altrogiornale”.

    Desidererei tanto che in questo sito ci fossero studiosi dei pro e dei contro, per potersi confrontare su tutti i temi che si porteranno a confronto. Inizio questo mio con: **Gesù di “Nazareth”**, scalzandogli da sotto i piedi questa fantomatico paesino fantasma. Questa di Nazareth è la più grande balla raccontata una ventina di secoli fa e creduta cecamente dal popolo abitante l’ovile vaticino. Nei stessi vangeli possiamo scoprire queste verità, però, è da dedicarci molto tempo, e molta ed attenta riflessione, perche lì tutto è detto ed artatamente nascosto. Questo che porterò a vostra conoscenza ne è un primo rilievo. Lui parte da casa sua, che era sita prima di Betsaida, (Betsaida era l’attracco principale della sponda Gaulanita sul lago di Tiberiade), più sopra c'è il fiume Giordano che si getta nel lago.
    La Galilea è sull’altra sponda, e lui non era di Galilea. Di conseguenza non era di Nazareth.
    (Ma di dove?) a Voi l’ardua scoperta. Leggiamo insieme alcuni passi del vangelo di Giovanni.

    Gv.[1/37] E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. [38] Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cercate?”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti?”. [39] DISSE LORO: “VENITE E VEDRETE”. Andarono dunque e videro dove abitava e “QUEL GIORNO SI FERMARONO PRESSO DI LUI”; erano circa le quattro del pomeriggio. [40] Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [43] Il giorno dopo Gesù??? AVEVA STABILITO di PARTIRE PER LA GALILEA???; incontrò Filippo e gli disse: “Seguimi”. [44] Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.

    Saluti Cecco d’Ascoli

    [/quote1290020389]
    ciao e grazie dell'intervento, benvenuto :bay:


    #36498
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Benvenuto Cecco, in effetti quanto dici dovrebbe proprio essere vero, ne parlarono anche Emilio Salsi ed Alessio de Angelis.

    Sarebbe, però, da aprire una discussione a parte, sempre nella sezione Il Cristo Storico, che ne pensi?


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #36506

    Anonimo

    Il grande storico Emilio Salsi scrive:

    Un Di- che, per riscattare l’umanità dal peccato, si fa uomo e come tale si sottopone ad una passione di sangue ed estrema sofferenza, dopo aver predicato, istruito e scelto dodici “Apostoli” con un preciso mandato, una volta salito in cielo, si accorge di aver dimenticato “qualcosa d’importante”, allora scaraventa una folgore (a imitazione di Giove) su un certo Saulo Paolo, accecandolo, e con la “Voce” nomina un altro Apostolo con l’incarico di “aggiornare” la dottrina degli altri suoi “colleghi” che Lui stesso aveva appena istruiti, è una logica che può stare in piedi solo previo millenario lavaggio del cervello.
    Nominati i dodici Apostoli …

    Anche dall'analisi di alcuni versi riportati dal Nuovo Testamento si può intuire e convalidare quanto riportato attaverso lo studio della storia dal grande storico Emilio Salsi.

    Infatti, l'evangelista Luca in 6,12 riporta: ” In quei giorni Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Di-. 13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli”

    A sottolineare l'importanza di ciò che Gesù sta per compiere, per due volte nello stesso verso si parla di preghiera verso D-o, prima come intenzione , e poi come fatto, [u]ma del tredicesimo apostolo cioè di San Paolo neppure un accenno né da parte di Gesù, né come suggerimento da parte di D-o[/u].

    Eppure questa persona, cioè San Paolo scrive in Galati 1,15 ” Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque 16 di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, 17 senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.”

    In questo caso le due versioni sono contrapposte, diverse, fortemente divergenti, ad ognuno le proprie conclusioni.

    A questo punto una piccola riflessione è d'obbligo.

    Paolo vuol far credere ai suoi fedeli che Gesù, dopo essersi prodigato per circa due o tre anni anni ad istruire gli Apostoli nella sua dottrina e dopo ave predicato:

    “E' più facile che finiscano il cielo e la terra piuttosto che cada una sola parola della legge, anche la più piccola” Luca 16,17;

    “In verità vi dico: finché non passino il cielo e la terra, non un iota, non un apice cadrà dalla legge, prima che tutto accada”Matteo in 5,18 ;

    alla fine abbia affidato, mediante una visione celeste, l'intero suo apostolato all'unico personaggio che da vivo non l'aveva mai conosciuto, che non sapeva niente del suo insegnamento, che si era distinto nella persecuzione dei suoi seguaci e che, nei quattro brevi incontri avuti cogli apostoli (verso i quali nutriva il massimo disprezzo), ebbe solo degli acerbi conflitti, l'ultimo dei quali quasi mortale

    e che sosteneva che essere cristiano non consisteva nel vivere secondo la Legge, secondo le opere compiute, e nell'aver ricevuto la circoncisione, ma nel vivere nella fede di Gesù, il figlio di D-o: «Infatti se la giustificazione [la salvezza] viene dalla Legge, Cristo è morto invano» (Gal 11, 21).

    Affermazione gravissima per i nazarei o ebioniti i in quanto denunciava la rottura più netta col mondo ebraico e con la chiesa di Gerusalemme.

    Un caro saluto a tutti e un ben arrivato al Sig. Cecco d'Ascoli


    #36508

    CeccodAscoli
    Partecipante

    Non Paolo di Tarso il falso e mai esistito, Ma Paulus-(Apollonio)in Tarso-Tyana è il vero attore di questa storia leggendaria, non è stato difficile a Nicea per la penna cattolica modificarne la proprietà, in alcuni che sono solo fantasmi, d’altronde lo sono tutti gli attori neotestamentari. Questo mio pensiero e scritto accompagna la metodica e geniale ricerca storica del sig. Emilio Salsi, che saluto e ringrazio, insieme al sig. Pio per i suoi apprezzamenti e ringrazio anche il direttore Pasqual, dicendogli che è nel cristo storico che io avevo cercato di inserirlo. Grazie a tutti.

    Andiamo al dunque: Studi e ricerche(30 anni) fatte dal cultore di arti meditative indiane(INDIA) Giuseppe Bufalo, che ci racconta questa storia sul sito “ANTIQUITAS”

    KRISNA mito Indiano: Ecco come arrivò il suo vangelo detto il (Diegesis) sui tavoli Romani. Un grande saggio asceta, chiamato Deva Bodhisatoua, che visse nell’antica India, nel 1600 ac. Circa, scrisse un racconto mitologico su Krisna: il DIEGESIS. * Nel 38 circa d.C. Apollonio, (detto Paulus) nei suoi viaggi in Oriente, trovò e comperò tale libro a Singapore.
    Egli lo ritenne così importante, che lo tradusse nella propria lingua madre, il samaritano.
    Nel tradurlo egli apportò al testo molti cambiamenti, secondo la propria personale conoscenza e le proprie percezioni filosofiche della cosa. Al suo ritorno lasciò il manoscritto originale ad Alessandria e condusse con se la sua traduzione ad Antiochia. Circa 40 anni più tardi un altro samaritano, Marcione di Sinope corregionale di (Paulus), Apollonio, venne in possesso di questa traduzione; che a sua volta egli se ne fece copia, introducendo altri cambiamenti. Questa sua la portò seco a Roma, nel 145 circa d.C., dicendo che era il suo vangelo, e lì a Roma venne tradotto in greco ed in latino dando origine a quello che fu chiamato il Vangelo del Signore di Marcione. Apollonio di Tyana nacque in Cappadocia, regione dell’Anatolia, oggi Turchia, durante il regno di Cesare Augusto il 3 a.c.. La sua famiglia era molto facoltosa, così fece studiare il suo figliolo a Tarsus, una delle migliori scuole di quei tempi, poi proseguì i suoi studi al tempio di Esculapio a Aegae. A 16 anni divenne discepolo di Pitagora e asceta nomade. Il suo desiderio di conoscenza, lo portò a fare viaggi in tutto il mondo conosciuto. Secondo le scritture egli compì miracoli ovunque andò e fu ascoltato da moltitudini in venerazione. Lui non li definiva miracoli ma, espressioni della legge naturale. Apollonio dichiarava di ricevere rivelazioni dagli dei, ma egli era grande esperto e conoscitore delle tecniche mistiche insegnate a lui dai Bramini Indù e dai Maghi di Babilonia. A Efeso predisse la pestilenza, ebbe la visione dell’assassinio dell’Imperatore Domiziano, a Roma resuscitò dalla morte la figlia di un console. Nerone però lo espulse da Roma, ma Vespasiano, Tito e Nerva cercarono il suo consiglio. L’Imperatore Adriano collezionò i suoi scritti e le sue lettere, e il grande imperatore e filosofo Marco Aurelio ammise che per la sua conoscenza filosofica era debitore di Apollonio, dicendo:”Da Apollonio ho imparato la libertà della volontà e della comprensione, fermezza di intenti, e a non distrarsi dalla ragione neppure per un momento. “La filosofia Aristotelica di Apollonio abbracciava la condivisione del bene, la condanna della crudeltà e la compassione. Egli insegnò in molti centri del mondo Greco-Romano. Apollonio visse cento anni, dal 3 a.c. al 97 d.c., età giusta diceva lui per raggiungere lidi sconosciuti. A Tyana fu eretto un tempio in suo onore, e sue effigi erano in molti templi di altre città. JULIA DOMNA mamma dell’imperatore Settimio Severo, commissionò al filosofo Filostrato di scrivere la biografia di Apollonio, usando il quaderno scritto dal suo discepolo Damis di Ninive, e che era in suo possesso. Questo libro ebbe molta visibilità nel 210 d.c.. Ma dal IV° secolo la cristianità nascente post Niceana, attaccò con disprezzo la figura di Apollonio, definendolo un ciarlatano, un mago nero e l’anticristo. La chiesa nascente in tutto ha basato la divinità di Gesù su Apollonio, rubandogli perfino i miracoli. Apollonio di Tyana si asteneva dal bere vino e dal mangiare carne, perche per lui, si aveva la corruzione del corpo e dell’anima. A 15 anni prese la decisione di rimanere casto, perche aveva appreso che esiste un rapporto inverso tra i doni di chiaroveggenza e l’atto sessuale, infatti lui fu un grande “VEGGENTE”. Preannunciando la morte di Tiberio, di Nerone e di Domiziano. Nella sua vita errante predicava il ritorno alla purezza degli antichi misteri, ammonendo la vanità e le ricchezze materiali. Apollonio dava molti consigli al futuro Imperatore Vespasiano, addirittura lui gli offrì di diventare suo consigliere privato, che rifiutò dicendogli che era troppo vecchio. Al crepuscolo della sua vita sparì e nessuno ne seppe più niente. Come Pitagora Suo maestro, che divenne figlio di Apollo. Anche lui dai suoi seguaci veniva chiamato “APOLLO” o anche “PAULUS”. Raymond Bernard nel suo libro “APOLLONIUS THE NAZARENE” edito nel 1956 fa riferimento alla scoperta di antichi documenti nella biblioteca di Alessandria, salvati prima che il fuoco del clero cattolico romano distruggesse tutto. Tali documenti avrebbero riguardato lo sconosciuto maestro del primo secolo, lider degli esseno-terapeuti che per primo introdusse tra essi il vangelo di Krishna, il Salvatore Indù. Questo testo originale che stava nella biblioteca era stato tradotto anche in Sanscrito e Aramaico. Tre secoli dopo al tavolo di Nicea, venne elaborato e veicolato nei 4 che hanno fatto grande la chiesa. Le gesta di Apollonio di Tyana e il vangelo di Krishna, sono serviti alla prima cristianità, rimpiazzandolo/li con una figura fittizia, più confacente ai voleri del clero Costantiniano. Che Bernard non ha avuto remore nel definirlo (l’imperatore assassino). Così la dottrina degli esseno-terapeuti del loro maestro Apollonio divenne religione imperiale nella forma romanizzata, e coloro che la rifiutavano, venivano perseguiti con la morte. Dopo Costantino e i suoi figli, divenne imperatore il filosofo Giuliano, il quale cercò di ripristinare il culto degli dei, e ci ha lasciato questa frase: “Affinché qualcuno possa credere alla vostra verità come la intendete voi, allora si dovrebbe sommare in se l’improntitudine della razza ebraica e l’ indifferenza e l’ignoranza dei gentili. Questo è ciò che siete voi cristiani. Coerentemente con quanto detto, il nuovo testamento, con rigore è da definire il vangelo inventato.”
    Cecco d’ Ascoli


    #36509
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Voglio ringraziare tutti che con tenacia e duro lavoro di ricerca storica ci offrono la possibilità di riflettere sulle menzogne del clero cristiano che durano più di 2000 anni.
    Non posso partecipare a questa discussione perchè non ho la giusta conoscenza, ma la seguo con interesse.
    Grazie.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #36510

    CeccodAscoli
    Partecipante

    Saluto e ringrazio tutti.
    Oggi che il tempo me lo permette voglio essere un po' più prolifico scrivendo sul cristo storico:

    L'anno successivo al termine dell'incarico di Pilato, cioè nel 37 d.C., Tiberio morì e la carica imperiale fu assunta da Gaio. Costui era intimo amico di Erode Agrippa I°. Così Gaio Cesare gli affidò il governo della tetrarchia situata sulla riva orientale del lago Kinnereth, che dopo la morte di Erode Filippo (nel 34 e.v.) era passata sotto il diretto controllo del praefectus romano. Agrippa I° nel 38, lasciò Roma per insediarsi nel suo dominio.
    Durante il viaggio fece tappa ad Alessandria d'Egitto e qui si svolse un curioso episodio che ci racconta Filone Alessandrino, (Philonis Alexandrini: Flaccum, VI). Scrive che i greci alessandrini, nemici della comunità giudaica locale, avevano trascinato nello stadio uno sprovveduto trovato per la strada, lo avrebbero acconciato con una corona di rami intrecciati, lo avrebbero avvolto in un mantello improvvisato, gli avrebbero messo in mano, a guisa di scettro, una canna facendone un re da burla e lo avrebbero sistemato in posizione sopraelevata mentre alcuni giovani ai suoi lati, tenendo dei bastoni come lance, avrebbero rappresentato le guardie. Allora la gente gli si sarebbe avvicinata e lo avrebbe canzonato fingendo di ossequiarlo, di supplicarlo, invocando: “Oh Signore!” e usando per questo il termine che in siriaco (la lingua di Agrippa) era usato per rivolgersi al re. (Stavano sbeffeggiando l'immagine del rivoluzionario Mashiach dei giudei che qualche tempo prima si era fatto re acclamato dal suo popolo, sfidando il potere imperiale romano. Questo episodio è l’esatta rappresentazione, veicolata dalle penne Niceane sui versetti evangelici come passione di cristo:

    Gv.[19/2-3] [u]E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: * “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi.[/u]
    Mc.[ 15/19]“ Poi i soldati intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e lo rivestirono di un manto di porpora e si avvicinavano a lui e dicevano: “Salve o re dei giudei” e lo prendevano a schiaffi.
    Mt. [27/27]“ mentre con una canna gli battevano il capo e gli sputavano addosso e, piegando il ginocchio, gli facevano la riverenza: Inginocchiatisi davanti a lui lo percuotevano dicendo: “Salve re dei giudei” E sputando su di lui prendevano la canna e lo colpivano sulla testa.

    Cos'era successo nello stadio di Alessandria? Pomponio Flacco aveva acconsentito, o addirittura favorito, che alcuni canzonassero gli ebrei sfruttando l'immagine di quel sedicente re dei giudei che qualche tempo prima aveva sfidato una il potere imperiale romano. Il ricordo di questo evento era fresco e tutti coloro che avevano in antipatia i giudei trovavano che questi si fossero coperti di ridicolo per aver creduto in una possibile liberazione della Palestina. Come possiamo capire l'episodio è molto importante, perché ci dà la possibilità di restringere l’avvenimento della crocifissione del Messia di Israele, tra la Morte di Filippo Tetrarca 34 e.v., e questo avvenimento in Alessandria nel 38 e.v. , raccontato da Filone. (David Donnini: Storia della Palestina )

    Le penne cristiane, maestre della pia e santa frode, con scaltra intelligenza hanno plagiato le altrui scritture, il primo esempio, per “la passione” è questo sopra descritto in Filone. Per la crocifissione hanno plagiato Flavio in Autobiografia; [420] In seguito, inviato dal Cesare Tito, con Cereale e mille cavalieri, a un villaggio chiamato Tekoa, per verificare se il luogo era adatto ad accogliere un campo trincerato, poiché ripartendone vidi molti prigionieri crocifissi e ne riconobbi tre che erano stati miei amici, ne ebbi il cuore straziato e mi recai pian­gendo a dirlo a Tito. [421] Egli ordinò immediatamente che fossero tirati giù e che ricevessero le cure più attente. Due, nonostante le cure, morirono, ma il terzo soprav­visse. Questo è il secondo esempio di santa plagia frode, dei “TRE” crocifissi, e il Giuseppe Flavio(alias d’ ARIMATEA) bar Mattia che tira giù qualcuno dalla croce. Cambiano le parole ma la musica resta. [!!!BAR-MATTIA!!! anagrammato e con qualche ritocco di penna lo fanno diventare b-in D’ARIMATEA e T in E] così è raggiunto lo scopo falsificatorio.
    Saluti Cecco


    #36511

    Emilio
    Partecipante

    Salve Buonoepio,

    mi scuso con lei e tutti i partecipanti al forum se non sono intervenuto prima.
    Da cinque giorni il mio sito web è sotto “oscuramento” per i continui sabotaggi hackers, mirati, al punto che i miei consulenti, sinora, non riescono porvi rimedio. Ma torniamo a noi.
    Le contraddizioni, da lei evidenziate, fra la dottrina dell’apostolo Paolo con quella dello stesso Gesù Cristo, già da sole dimostrano la discontinuità causata dalle modifiche di regole inizialmente diverse, di tipo giudaico, pertanto non “universali” (cattoliche).
    Tale cambiamento lo ravvisiamo chiaramente laddove lo scriba cristiano (ormai filo imperiale) che si spacciò per “Paulus” gli fece recitare nelle “lettere” che scrisse a suo nome:

    [color=#000099]“E’ necessario stare sottomessi e pagare i tributi perché quelli dediti a questo compito sono funzionari di Dio”[/color] (Rm. 13, 1/7);
    [color=#000099]“Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore” [/color](Ef. 6, 5);
    [color=#000099]“Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite perché non c’è autorità se non da Dio, e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio”[/color] (Rm. 13, 1/7).

    L’esigenza di modificare una religione “creata da un Dio”, originalmente nazionalista e con regole proprie, non doveva apparire dipendente da volontà politica pertanto si rese necessario farla risultare come una scelta dettata dalla stessa divinità.
    I Padri fondatori della nuova dottrina riformata, evolutasi dal cristianesimo (messianismo) primitivo giudaico, ricorsero ad una ulteriore “Rivelazione” del “Messia Gesù” intesa a creare un altro “Apostolo” ancor più autorevole dei “Dodici” iniziali (già inventati da precursori ideologici diversi), con il compito di propagandarla ai Gentili Pagani.

    Salute a tutti e … ci risentiamo fra poco. Emilio Salsi


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