Particelle luminose impreviste ai confini del sistema solare

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Questo argomento contiene 14 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 10 anni, 1 mese fa.

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  • #29569
    Richard
    Richard
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    un telescopio a neutrini che usa il ghiaccio Antartico e un pallone gigante sta rilevando inaspettatamente raggi cosmici ad energia ultra elevata.
    L'Antartic Impulsive Transient Antenna (ANITA) è un rilevatore di onde radio su un pallone gigante ad una altitudine di 38km. E' progettato per rilevare le onde radio prodotte quando i neutrini cosmici impattano sul ghiaccio.
    Bnechè ANITA debba ancora catturare questa firma, ha scoperto un altro tipo di particelle: raggi cosmici ad energia ultra elevata. Questi sono protoni e altri nuclei carichi che arrivano dallo spazio con energie misteriosamente alte..
    http://www.newscientist.com/article/dn19571-giant-antarctic-balloon-sees-surprise-cosmic-rays.html


    #29570
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1301669218=Richard]
    :ok!:

    in merito a questa
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Ai_confini_del_sistema_solare/1340456

    di cui parla anche Dmitriev
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3150
    “Le correnti alterazioni PianetoFisiche della Terra, stanno divenendo irreversibili. Esistono forti evidenze per cui queste trasformazioni vengano causate da materiale altamente carico e da una non uniformità energetica nello spazio interstellare anisotropico penetrata nell'area interplanetaria del nostro Sistema Solare. Questa “donazione” di energia sta producendo processi ibridi e stati energetici eccitati in tutti i pianeti, come nel Sole. ”

    “Analyses of the first map, released last fall, suggest the ribbon is somehow ordered by the direction of the local interstellar magnetic field outside the heliosphere, influencing the structure of the heliosphere more than researchers had previously believed. The knot feature seen in the northern portion of the ribbon in the first map stood apart from the rest of the ribbon as the brightest feature at higher energies.”

    Analisi della prima mappa suggeriscono che la fascia è in qualche modo ordinato dalla direzione del campo magnetico interstellare esterno all'eliosfera, e influenza la struttura dell'eliosfera piu di quanto credessero i ricercatori. La caratteristica a fiocco vista nella porzione nord della fascia nella prima mappa si distingue per luminosità ed alta energia”

    “”What we're seeing is the knot pull apart as it spreads across a region of the ribbon,” says Dr. David J. McComas, IBEX principal investigator and an assistant vice president at Southwest Research Institute in San Antonio. “To this day the science team can't agree on exactly what causes the knot or the ribbon, but by comparing different sky maps we find the surprising result that the region is changing over relatively short time periods. Now we have to figure out why.””

    “Stiamo vedendo è il fiocco che si allarga lungo il nastro” dice il Dr. David J. McComas, principale ricercatore dell'IBEX e vice presidente al Southwest Research Institute in San Antonio. “Ad oggi il team scientifico non concorda esattamente su cosa causi il fiocco o la fascia, ma confrontando diverse mappe troviamo il risultato sorprendente che la regione sta cambiando in un tempo relativamente breve. Ora dobbiamo capire perchè.”

    [youtube=480,385]isNiNiG5ZWo

    [youtube=480,385]8pGfAeZITYY
    [/quote1301669218]
    “Se c’è una cosa che abbiamo imparato grazie all’IBEX fino ad ora, è che i modelli che stiamo usando per l’interazione tra il vento solare e la nostra galassia sono sbagliatissimi.” ha spiegato McComas.
    http://link2universe.wordpress.com/2010/10/01/il-misterioso-nastro-al-margine-del-sistema-solare-sta-cambiando/


    #29571
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    “Si credeva che il Voyager 1 nel suo lunghissimo viaggio che lo porta lontano dal Sole si trovasse già in prossimità dell’eliopausa, regione che separa l’eliosfera dal mezzo interstellare” commenta Mauro Messerotti dell’Osservatorio Astronomico di Trieste dell’INAF. “In realtà, la recente serie di osservazioni sulla velocità radiale e quella meridionale del plasma indica che la sonda interplanetaria si trova invece in una regione di transizione più estesa del previsto, che ha inizio a 135 unità astronomiche di distanza dal Sole ed il cui limite, dove si trova l’eliopausa, non è stato ancora raggiunto
    http://www.media.inaf.it/2012/09/05/voyager-1-continua-il-suo-viaggio/

    https://www.altrogiornale.org/news.php?item.7943.10
    I livelli delle particelle ad alta energia rilevati da Voyager sono in crescita da anni, ma sono mai stati alti come ora. Di contro, i livelli delle particelle a bassa energia sono diminuiti negli ultimi due anni e gli scienziati prevedono che scenderanno vicino allo zero quando Voyager 1 passerà finalmente nello spazio interstellare. “I dati sull’aumento e la diminuzione dell’energia sono più chiari di quanto lo erano prima” ha dichiarato Stone “Ma stanno cambiando in un modo che non ci aspettavamo, Voyager ci ha sempre sopreso con nuove scoperte”.


    #29572
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_interplanetary_3.htm
    Nello spazio immediatamente attorno a Saturno, la nube tubolare (toroidale) di energia plasmatica del pianeta (simile a quella che giace lungo l’orbita della luna di Giove, Io) è diventata tra il 1981 ed il 1993 il 1000% più densa di quanto ci si aspettasse… un cambiamento veramente stupefacente per un periodo di soli 12 anni, esattamente come gli incrementi energetici che stiamo osservando su Giove [83]. Sappiamo che questa nube è strettamente allineata con l’orbita della luna di Saturno, Enceladus. Purtroppo, non siamo stati ancora in grado di localizzare nessuna immagine di questa sbalorditiva formazione di nubi rapidamente mutevoli. E, sebbene Saturno sia stato avvicinato ben tre volte in precedenza – dalla Pioneer II (1979) e dalle Voyager 1 e 2 (rispettivamente1980 e 1981) – fino al 1995 non è stato possibile fotografare una brillante aurora intorno ai poli di Saturno dal Telescopio Spaziale Hubble, un’aurora capace di “rapidi cambiamenti nella sua luminescenza in brevi periodi di tempo” [84]. Questa non è la prova definitiva che le aurore di Saturno siano un fenomeno nuovo, ma è certamente un altro potenziale punto di interesse che si correla bene con l’aumento di oltre il 1000% nella densità del toroide plasmatico di Saturno. Qui sotto (Figura 28) c’è un’altra immagine delle brillanti aurore di Saturno del 1998.
    Tra il 1980 ed il 1996, la velocità di rotazione delle nubi di Saturno all’equatore si è ridotta di un impressionante 58,2%, descritto come un “inaspettato e drammatico cambiamento meteo”. La spiegazione della NASA offerta per questo comportamento decisamente anomalo, tuttavia, è stato il solito, attendistico, “cambiamento stagionale”:

    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.9051
    Un altro gruppo di ricercatori sta analizzando i dati raccolti nello stesso periodo dai i due telescopi terrestri del W.M. Keck Observatory alle Hawaii e dall’Infrared Telescope Facility della NASA. I risultati aiuteranno a capire come le particelle vengono ionizzate (caricate) nell’atmosfera alta di Saturno e li aiuterà a mettere in ordine un decennio di osservazioni terrestri di Saturno in prospettiva, perché possono vedere che cosa cosa disturba e interferisce nei dati che provengono dall’atmosfera terrestre.

    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6742
    Cosa può rappresentare tutto questo, se non i vortici energetici di Hoagland? Oppure un flusso uscente di energia nel nostro spazio tridimensionale da dimensioni superiori? Esaminiamo come il modello di Hoagland possa spiegare aspetti particolari del nostro sistema solare, su Giove, Saturno e il Sole.

    Saturno è già abbastanza anomalo con i suoi anelli. Recentemente abbiamo scoperto che possiede due caratteristiche più sorprendenti e incomprensibili: un “esagono” stabile atmosferico al polo nord e un'”aurora” di energia uscente che circonda l'esagono
    La strana forma esagonale sul polo nord di Saturno sembra combaciare con il modello del doppio tetraedro di Hoagland, visto da sopra

    Alcune persone hanno dato una spiegazione più convenzionale per queste osservazioni: non in termini di fisica iperdimensionale, ma di fluidodinamica standard. L'acqua o il glicole etilenico, quando fatti ruotare rapidamente a volte possono produrre forme triangolari, quadrate, pentagonali o esagonali, a seconda dell'altezza del fluido e della sua velocità di rotazione: Physical Review Letters 96, 174502, 2006, “Polygons on a fluid rotating surface” by T.R. Jansson et al.
    Il problema maggiore con qualsiasi spiegazione convenzionale, quando applicata al polo nord di Saturno, sarebbe la natura instabile e transitiva di tali strutture della fluidodinamica, mentre l'esagono osservato sembra avere una stabilità nel lungo termine.
    ..


    #29573
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1393758875=Richard]
    [quote1301669218=Richard]
    :ok!:

    in merito a questa
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Ai_confini_del_sistema_solare/1340456

    di cui parla anche Dmitriev
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3150
    “Le correnti alterazioni PianetoFisiche della Terra, stanno divenendo irreversibili. Esistono forti evidenze per cui queste trasformazioni vengano causate da materiale altamente carico e da[color=#ff0000] una non uniformità energetica nello spazio interstellare anisotropico penetrata nell'area interplanetaria del nostro Sistema Solare[/color]. Questa [color=#ff0000]”donazione” di energia sta producendo processi ibridi e stati energetici eccitati in tutti i pianeti, come nel Sole[/color]. ”

    “Analyses of the first map, released last fall, suggest the ribbon is somehow ordered by the direction of the local interstellar magnetic field outside the heliosphere, influencing the structure of the heliosphere more than researchers had previously believed. The knot feature seen in the northern portion of the ribbon in the first map stood apart from the rest of the ribbon as the brightest feature at higher energies.”

    Analisi della prima mappa suggeriscono che la fascia è in qualche modo ordinato dalla direzione del campo magnetico interstellare esterno all'eliosfera, [color=#ff0000]e influenza la struttura dell'eliosfera piu di quanto credessero i ricercatori[/color]. La caratteristica a fiocco vista nella porzione nord della fascia nella prima mappa si distingue per luminosità ed alta energia”

    “”What we're seeing is the knot pull apart as it spreads across a region of the ribbon,” says Dr. David J. McComas, IBEX principal investigator and an assistant vice president at Southwest Research Institute in San Antonio. “To this day the science team can't agree on exactly what causes the knot or the ribbon, but by comparing different sky maps we find the surprising result that the region is changing over relatively short time periods. Now we have to figure out why.””

    “Stiamo vedendo è il fiocco che si allarga lungo il nastro” dice il Dr. David J. McComas, principale ricercatore dell'IBEX e vice presidente al Southwest Research Institute in San Antonio. “Ad oggi il team scientifico non concorda esattamente su cosa causi il fiocco o la fascia, ma confrontando diverse mappe troviamo il risultato sorprendente che [color=#ff0000]la regione sta cambiando in un tempo relativamente breve. Ora dobbiamo capire perchè[/color].”

    [youtube=480,385]isNiNiG5ZWo

    [youtube=480,385]8pGfAeZITYY
    [/quote1301669218]
    “Se c’è una cosa che abbiamo imparato grazie all’IBEX fino ad ora, è che [color=#ff0000]i modelli che stiamo usando per l’interazione tra il vento solare e la nostra galassia sono sbagliatissimi.[/color]” ha spiegato McComas.
    http://link2universe.wordpress.com/2010/10/01/il-misterioso-nastro-al-margine-del-sistema-solare-sta-cambiando/


    [/quote1393758875]

    Nassim fbook page:

    Il Sole è il 99,8 % della massa totale del sistema solare !

    Secondo Nassim Haramein , il sole , tutte le altre stelle , tutti i pianeti , tutte le galassie e anche tutti gli atomi sono centrati da “buchi bianchi/neri” di varia scala . Quando un grande buco nero ( il sole ) cambia il modo in cui risuona la struttura dello spazio-tempo intorno ad esso , influenza tutti i buchi neri di minori dimensioni (atomi) nella sua sfera di azione . Ad esempio , la datazione al carbonio , basata sul decadimento radioattivo di atomi di carbonio , non può essere accurata come si pensava: è stato riscontrato che il decadimento degli isotopi radioattivi fluttua in sincronia con la rotazione del nucleo del sole : http://phys.org/news202456660.html

    Recentemente , il Sole è stato insolitamente tranquillo , con minor numero di macchie solari come abbiamo mai osservato nella storia :
    http://phys.org/news/2013-11-calm-solar-prompts-impact-earth.html

    Tuttavia , abbiamo appena sperimentato una inversione del campo magnetico del sole , qualcosa che accade come un orologio in un normale ciclo di 11 anni : http://news.stanford.edu/news/2013/november/solar-flip-hoeksema-111113 . html

    Allo stesso tempo , abbiamo recentemente assistito a 7 vulcani che eruttano intorno alla Terra in una finestra molto stretta di tempo :
    http://www.thedailysheeple.com/seven-volcanoes-in-six-different-countries-all-start-erupting-within-hours-of-each-other_112013

    [color=#ff0000]Potrebbero tutti questi eventi essere collegati ? Una cosa che possiamo osservare in generale è che stiamo vivendo una maggiore dinamica e cambiamenti a tutti i livelli attraverso il sistema solare dai recenti progressi nella nostra comprensione scientifica dell'universo ai cambiamenti del Sole e la Terra stessa [/color]


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