per il referendum del 12 e 13 giugno IMPORTANTE

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Questo argomento contiene 117 risposte, ha 20 partecipanti, ed è stato aggiornato da  FREESPIRIT 7 anni, 9 mesi fa.

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  • #91311

    Xeno
    Partecipante

    [youtube=425,349]-qWFiI5irBQ

    Quello che dicono questi ragazzi e semmai la TRUFFA…

    Cercano di imbellettare il decreto Ronchi…
    La manipolazione di questi ragazzi scatta al minuto 0:50, o meglio sembra una manipolazione infatti il ragazzo con la barbetta e la maglia a striscie dice giustamente che la legge Ronchi (come tutte le altre precedenti e quelle future) sancisce che la PROPRIETA' DELLE ACQUE E DELLE RETI IDRICHE RIMANGONO DI PROPRIETA' DEI CITTADINI, e poi dice troppo empassant che questa legge Ronchi stabilisce che gli enti locali affidano la gestione ad una società e le modalità dell'affidamento. (HAI DETTO NIENTE!!)

    Le modalità dell'affidamento.

    Tutto il contenzioso sta qui e solamente qui, ed è sempre stato solo e solamente qui.

    Perchè prima della legge Ronchi, con il “codice dell'ambiente” del 2006 prima e con la legge Galli del 1994 prima ancora, l'affidamento è sempre stato solo e solamente diretto, ossia l'ente locale (il comune votato da tutti noi e che risponde a noi) affida la gestione a chi gli pare e se la affida al primo strozzino ne paga le conseguenze politiche, ed è comunque impensabile che le vada a cedere a dei grandi gruppi stranieri.

    La legge Ronchi è stata la prima legge nella storia d'Italia che ha introdotto il concetto di gara d'appalto aperta al Mercato.

    l'assurdità poi scatta al minuto 1:25 dove il ragazzo con gli occhiali fa qualcosa di scorretto a mio avviso :dice che grazie alla gara di appalto una società pubblica potrebbe vincere la gestione dell'acqua, come se fosse una possibilità della quale sia da ringraziare il decreto Ronchi, invece la verità è che prima del decreto Ronchi anche se l'affidamento poteva essere dato ad una società privata quasi sempre è andato a società pubbliche, municipalizzate o miste, molto raramente ad una privata.

    E dal minuto 1:56 ci dice che comunque il decreto Ronchi permette l'affidamento diretto tramite richiesta motivata all'Antitrust che potrà dare il suo parere non vincolante, quindi l'ente locale potrebbe continuare con l'affidamento diretto.

    Il punto però è che cio che in questo video fanno apparire come attraente del decreto Ronchi sono le sue eccezioni che lo renderebbero simile alle leggi precedenti. MA ALLORA TANTO VALE TORNARE DIRETAMENTE ALLE LEGGI PRECEDENTI.

    Perchè se è vero che il decreto Ronchi permette di rimanere come si è stati prima della sua entrata in vigore è vero anche però che permette l'apertura al mercato, che prima non era possibile.

    Anche se il decreto Ronchi rappresenta solo un primo cauto passo, del legislatore, verso l'apertura al mercato (un mezzo passettino) non è questo un buon motivo per non stroncarlo immediatamente, perchè è chiaro il trend degli ultimi 20 anni, si sa fino a che punto arriverebbero, ad un aprivatizzazione sempre maggiore, questi gli dai una mano si prendono il braccio, bisogna essere quindi fermi e decisi subito, ora con il SI al referendum.

    L'abrogazione del decreto Ronchi poi dovrebbe rideterminare il ritorno alla situazione precedente , ossia al “codice dell'ambiente” del 2006 (che parla della GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE solo alla sezione III – in fondo nel testo quasi alla fine) dove comunque l'affidamento della gestione dell'acqua ai privati è possibile, ma ricade sotto una responsabilità individuabile e tangibile, mentre il Mercato è un entità astratta e come tutte le entità astratta è impossibile da contestare/combattere, non si puo combattere il mercato anche detto “mano invisibile” di Adam Smith.

    Il senso del Mercato è proprio quello di creare un dominio impersonale, e per questo incontrollabile, e sovranazionale.

    Inoltre se aboliamo il decreto Ronchi, non è detto che in futuro non possiamo fare pressioni per introdurre una legge che vieta di dare in gestione diretta le reti idriche a società private.

    Infatti l'assalto della “Mano invisibile” era cominciato in realtà già nel 1994 (gli anni novanta sono stati una tremenda offensiva liberista su tutta l'Italia) con la legge Galli che è stata la prima a societarizzare la gestione dell'acqua, senza dare nell'occhio però, prima creando gli ATO sul modello delle provincie però formalmente società di enti locali, cosi da racchiudere il pubblico in un involucro privato-compatibile, e poi introdurre nel gioco le società private che oramai troveranno lo scenario aperto alla gestione dell'acqua per le società di capitale.

    In realtà si tratta solo di mandare gradualmente indietro le lancette sempre di piu, riavvolgere il tempo, perchè gli ultimi anni sono stati un progressivo degrado della struttura pubblica portato avanti passo dopo passo.

    In sintesi ogni passo che è stato fatto fino adesso ora andrebbe fatto all'indietro!
    Abbiamo sbagliato tutto negli ultimi 20 anni

    fonte: post dal sito dicke meetup


    #91312

    gennaro-gelmini
    Partecipante

    Andando a vedere vari esempi di privatizzazione in Italia, quasi sempre notiamo un aumento dei prezzi e una diminuzione della qualità del servizio e questo su tutto, un mio amico che abita in provincia ha messo la stufa a legna e io credevo che lo facesse perché in campagna si usa così, invece ho scoperto oggi stesso che lo ha fatto per risparmiare sui costi del gas e fortuna che adesso è primavera, perché mentre a Varese città ha un normale costo, al suo paese il gas metano è in mano ad una Società che lo fa pagare 4 volte tanto! E avanti così con tutto, la privatizzazione serve a chi ha soldi da investire, ma noi consumatori rimaniamo a bocca asciutta, e non solo per dire!


    #91313
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Le immagini sono forti di bambini deformati….ma dopo aver visto questo come si può ancora dubitare sul SI

    [youtube=]
    fC2pEUZKchI&feature=related


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #91314
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Dopo aver boicottato il referendum, non aver aderito alla raccolta firme e, soprattutto, aver spalancato le porte alle privatizzazioni dell'acqua e lottizzato società di servizi in mezza Italia, pensiamo alle varie Hera (Emilia-Romagna) e Iren (Torino-Genova-Emilia occidentale), il Pdmenoelle ora cavalca il “SI” al referendum sull'acqua. E' un mistero buffo. Considerano i cittadini un branco di pecore da tenere disinformate per poterle ingannare e guidare. Lo fanno ancora con un parte di popolazione grazie alla loro continua propaganda ideologica tramite tv e giornali (assistiti con le nostre tasse). Se sarà raggiunto il quorum e vinceranno i SI, i consiglieri comunali e regionali del Movimento 5 Stelle in tutte le città d'Italia dove sono eletti (e dove non sono ancora presenti verranno presentate mozioni d'iniziativa popolare) presenteranno mozioni perché l'acqua ritorni pubblica, scorporandola dalle varie Hera ed Iren e siano i cittadini e non i partiti, a controllare e votare i bilanci tramite internet ed eleggere i consigli di amministrazione.
    fonte: http://www.beppegrillo.it/2011/06/bersani_e_il_mi/index.html

    L'ultima notizia del giurista mi ha tolto ogni dubbio 🙂
    Grazie!


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #91315

    Anonimo

    Il movimento 5 stelle è l'unico movimento decente dentro questa merda politica che ci affoga, seguiamolo molto da vicino perchè ha bisogno di molti + consensi di quanti ne ha presi.
    A L'Aquila credo farebbe faville, visto che non funziona niente!


    #91316
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1307181296=InneresAuge]

    Dopo aver boicottato il referendum, non aver aderito alla raccolta firme e, soprattutto, aver spalancato le porte alle privatizzazioni dell'acqua e lottizzato società di servizi in mezza Italia, pensiamo alle varie Hera (Emilia-Romagna) e Iren (Torino-Genova-Emilia occidentale), il Pdmenoelle ora cavalca il “SI” al referendum sull'acqua. E' un mistero buffo. Considerano i cittadini un branco di pecore da tenere disinformate per poterle ingannare e guidare. Lo fanno ancora con un parte di popolazione grazie alla loro continua propaganda ideologica tramite tv e giornali (assistiti con le nostre tasse). Se sarà raggiunto il quorum e vinceranno i SI, i consiglieri comunali e regionali del Movimento 5 Stelle in tutte le città d'Italia dove sono eletti (e dove non sono ancora presenti verranno presentate mozioni d'iniziativa popolare) presenteranno mozioni perché l'acqua ritorni pubblica, scorporandola dalle varie Hera ed Iren e siano i cittadini e non i partiti, a controllare e votare i bilanci tramite internet ed eleggere i consigli di amministrazione.
    fonte: http://www.beppegrillo.it/2011/06/bersani_e_il_mi/index.html

    L'ultima notizia del giurista mi ha tolto ogni dubbio 🙂
    Grazie!
    [/quote1307181296]
    [size=36][color=#0033ff]BENE[/color]

    :to:
    coincidenza gustosa: #fisc
    ATTENZIONE – ATTENZIONE – ATTENZIONE !!!!!!!!!
    SCHEDE REFERENDUM “COL TRUCCO” !!!!
    [size=18]Le schede del referendum sono come la carta carbone : COPIANO UNA SULL'ALTRA!!
    Facciamo attenzione a NON METTERLE UNA SULL'ALTRA.
    Se le sovrapponiamo scrivono su quelle inferiori e così facendo LE SCHEDE
    …VENGONO ANNULLATE !!!!!
    PASSATE PAROLA A TUTTI !


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #91317
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    grazie brig..c è una fonte che vorrei divulgare?


    #91318
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    grazie a tutti amici cari … ho letto con attenzione ogni post … :yesss:
    ho approfondito, per quel che mi era possibile, e non senza difficoltà di comprensione, la questione …
    ecco la conclusione a cui sono arrivata: come qualcuno ha affermato, si tratta di scegliere il minore dei mali …
    se la storia insegna, la privatizzazione, non porterebbe a una gestione migliore in termini economici, anche se è questo ciò che ci viene detto.
    Si perderebbe di trasparenza, e non avremmo più nessuna voce in capitolo come cittadini.
    Quindi, credo che il Si dovrebbe ripararci da questo …
    in effetti però, non si deve assolutamente pensare che una volta raggiunto il cuorum al referendum , il problema sia risolto.
    Dobbiamo seguire anche dopo e pretendere la buona gestione di ogni aspetto …
    e su questo ho profonda fiducia che lo faremo :VV:

    ieri sera ho assistito a qualcosa che mi ha davvero rincuorata …
    sotto le finestre di casa mia, una manifestazione spontanea, senza bandiere di partito, giovani e persone di tutte le età sfilavano gridando lo slogan “l'aqua non si tocca” e ricordavano le date del 12 e 13 giugno …
    ho sentito fortemente lo spirito che aleggiava … :cor:
    … forse tenteranno di ingannarci ancora e ancora, ma ci stiamo unendo con la consapevolezza che nessuno meglio di noi può rappresentarci !
    Provo amore e gratitudine per quanto stà accadendo °lov #evvai :fri:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #91319
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1307210718=Pier72Mars]
    Il movimento 5 stelle è l'unico movimento decente dentro questa merda politica che ci affoga, seguiamolo molto da vicino perchè ha bisogno di molti + consensi di quanti ne ha presi.
    A L'Aquila credo farebbe faville, visto che non funziona niente!
    [/quote1307210718]


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #91320
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    REFERENDUM
    [color=#0033ff]Costi, dispersione, efficienza i falsi miti dell'acqua privata[/color]

    In vista dell'appuntamento del 12 e 13 giugno, Altraeconomia ha realizzato un dossier che sfata, punto per punto, tutte le false credenze nate intorno alla privatizzazione del servizio idrico italiano. Gli acquedotti pubblici non sono affatto dei “colabrodo”. E gestione privata il più delle volte fa rima con bolletta salata
    di GIULIA CERINO

    Le valvole di un acquedotto
    MITO numero uno: gli acquedotti “pubblici” sono dei colabrodo. “Falso: secondo i dati di Mediobanca, il peggiore, se consideriamo la dispersione idrica (litri immessi in rete e non fatturati/abitanti/lunghezza della rete gestita), è quello di Roma, dove l'acquedotto è affidato ad Acea, una spa quotata in borsa i cui principali azionisti sono il Comune di Roma, Francesco Gaetano Caltagirone e Suez”. In vista del referendum del 12 e 13 giugno, Altraeconomia ha pubblicato un dossier “speciale” 1. Lo scopo? Sfatare punto per punto tutte le false credenze nate intorno alla privatizzazione del servizio idrico italiano. A partire dai costi. Secondo il Conviri (Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche), per i prossimi 30 anni servono circa 64 miliardi di euro per la manutenzione e l'ammodernamento delle reti idriche di casa nostra. Due miliardi l'anno, una cifra standard necessaria in ogni caso, a prescindere dall'esito del referendum. Di questi, il 49,7% è diretto al comparto acquedottistico (per nuove reti, impianti e per manutenzione) mentre il 48,3% alle fognature e alla depurazione. A metterci i quattrini dovrebbero essere lo Stato, le Regioni e i Comuni d'Italia dato che quelli – spiega Pietro Raitano, direttore del mensile Altreconomia e curatore del dossier Speciale Referendum – sono “soldi delle nostre tasse, gli stessi che vengono usati anche per riparare le strade, per costruire il ponte sullo Stretto o per la Difesa”.

    REFERENDUM – L'ITALIA SI MOBILITA 2

    “IO VADO A VOTARE: PASSAPAROLA” 3

    Ed ecco sfatato il secondo mito. Con l'ingresso dei privati, la bolletta non si ridimensionerà. Al contrario, ai costi standard appena elencati se ne aggiungono altri. Per fare i lavori infatti (gli stessi che dovrebbero fare gli enti pubblici) le aziende punteranno al risparmio tentando di “scaricare l'investimento sulle bollette, come previsto dalla legge”. Dunque, nel conto di ogni italiano saranno inclusi, oltre ai lavori ordinari, “anche gli utili delle aziende”, spiega Raitano. La concorrenza tra privati non basterà a contenere i costi. Anzi. In assenza di ulteriori interventi normativi e in virtù della legge Galli del 1994, come modificata dal dl 152/2006, i costi di tutti gli investimenti sulla rete acquedottistica finiranno in bolletta. Il business ringrazia. I consumatori non proprio perché – conclude Raitano – pretendere tariffe più basse significherebbe – trattando con dei privati – “necessariamente un blocco degli investimenti”.

    La privatizzazione della gestione dell'acqua prevista dal decreto Ronchi (numero 135 del 2009) ha dunque di fatto provocato un aumento dei costi. A dimostrarlo sono anche le cifre del rapporto Blue Book 4 che ha pensato di confrontare le tariffe della gestione privata con quelle in house. Risultato? Nel primo caso sono aumentate del 12% rispetto alle previsioni, nel secondo il dato è rimasto quasi costante (solo l'1% in più). Conferma la tendenza anche l'annuale dossier 5, realizzato dall'Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva, dal quale si scopre che dal 2008 il costo dell'acqua non ha fatto che aumentare: la media è del più 6,7%, con aumenti del 53,4% a Viterbo (record nazionale), Treviso (+44,7%) Palermo (+34%) e in altre sette città, dove gli incrementi hanno superato il 20%: Venezia (+25,8%), Udine (+25,8%), Asti (+25,3%), Ragusa (+20,9%), Carrara (+20,7%), Massa (+20,7%) e Parma (+20,2%).

    In generale, gli incrementi si sono registrati in 80 capoluoghi di provincia ma è la Toscana che si conferma la regione con le tariffe mediamente più alte (369 euro). Costi più elevati della media nazionale anche in Umbria (339 euro), Emilia Romagna (319 euro), Marche, Puglia (312 euro) e Sicilia (279 euro) mentre capita spesso di trovarsi di fronte a differenze all'interno di una stessa regione: l'acqua di Lucca costa 185 euro in meno di quella di Firenze, Pistoia e Prato. Stessa cosa in Sicilia: tra Agrigento e Catania lo scarto è di 232 euro. D'altra parte, la logica che muove ogni business degno di tale nome – scrive Luigino Bruni, docente di economia politica all'università Milano-Bicocca – è quella di fare utili, possibilmente a breve termine. Il ragionamento fila: “Le imprese private hanno per scopo il profitto. Chi massimizza il profitto non tiene conto dell'ottimo sociale e difficilmente può essere controllato, nemmeno con un meccanismo di sanzioni”.

    Sul tema dell'acqua poi sembra circolino tanti altri falsi miti. Si dice, ad esempio, che la gestione privata della rete idrica sia molto efficiente. Sbagliato. “Uno dei migliori acquedotti del nostro Paese – spiega Raitano – è quello di Milano, al cento per cento di gestione pubblica, dove l'acqua viene controllata più volte al giorno e le dispersioni sono minime”. E' quindi “dogmatico dire che la gestione privata garantisce una migliore gestione della rete. Le esperienze che si sono fatte in questi anni in Calabria, ad Agrigento, a Latina dimostrano che dove gli acquedotti sono passati in mano ai privati c'è stato solo un aumento delle tariffe”. E' successo in Calabria, dove alcuni sindaci della Piana di Gioia Tauro si sono visti raddoppiare la bolletta. A San Lorenzo del Vallo, comune di 3.521 abitanti della provincia di Cosenza, il conto è salito da 100 a 190 mila euro l'anno perché – spiega il sindaco – l'azienda che gestisce l'acqua in tutta la Calabria (la So.Ri.Cal) con concessione trentennale ha arbitrariamente aumentato la tariffa del 5%. Una cifra, questa, pari all'intero bilancio del piccolo comune che, non avendo saldato il debito, e stato dichiarato moroso.

    Privati o no, la gestione idrica pubblica in Italia sembra aver fallito. Il Belpaese spreca acqua continuamente. Ogni giorno si perdono circa 104 litri di sangue blu per abitante, il 27% di quella prelevata. Considerando ogni singolo italiano si scopre che consumiamo a testa in media 237 litri di liquido al giorno: 39% per bagno e doccia, 20% per sanitari, 12% per bucato, 10% per stoviglie, 6% per giardino, lavaggi auto e cucina, 1% per bere e 6% per altri usi. A fronte di un terzo dei cittadini che non ha un accesso regolare e sufficiente alla risorsa idrica, otto milioni di italiani non ne hanno di potabile e 95 milioni di litri di acqua che, ogni anno, vengono usati per l'innevamento artificiale. Dunque il problema – conclude il dossier – non si risolve nemmeno affidando l'acqua ai privati che – per loro natura – tenderebbero a spostare le reti idriche nelle zone d'Italia più fruttuose. Il punto semmai è la totale assenza di un piano normativo, economico ed amministrativo nazionale volto a finanziare e supportare le tecnologie necessarie. In alcune regioni d'Italia mancano ancora gli Ato, ambiti territoriali ottimali, territori appunto su cui sono organizzati servizi pubblici integrati. Come quello dell'acqua o dei rifiuti.
    (03 giugno 2011)
    http://www.repubblica.it/politica/2011/06/03/news/acqua_altroconsumo-17185748/?ref=HREC1-2


    https://www.facebook.com/brig.zero

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