Peru': Amazzonia in rivolta

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Questo argomento contiene 37 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 9 anni, 8 mesi fa.

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  • #82764

    eroinelvento
    Partecipante

    [color=#0000cc]Fuerza Indigenos!
    Mi pensiero de Luz desde mi Alma os llega a vosotros..
    Que el energia ArcobaleNo os pueda aiudar en la Lucha![/color]

    Dice lo scrittore Mamani Hernán Huarache, indio Quechua peruviano: quando la donna era il motore della società, il “governo delle quattro regioni”, detto Tawantinsuyo, riunì gran parte del Sud America in una democrazia fondata sulla condivisione delle conoscenze, senza bisogno di invasioni militari.
    Cinquecento anni fa, questa sofisticata civiltà fu distrutta da conquistadores europei come Pizarro. Oggi, proprio da qui potrebbe arrivare un'inversione di tendenza:
    È in atto un passaggio da un ciclo maschile a un ciclo femminile. Le donne si stanno risvegliando, basta guardare ai cambiamenti avvenuti in Italia negli ultimi cinquant'anni”.

    [color=#ff0000]Hasta La Victoria![/color]
    #sang


    #82765

    Spiderman
    Partecipante

    “In soli dieci anni (dal 1990 al 2000) l'Amazzonia Brasiliana ha perso un'area di foresta pari a due volte il Portogallo: la stragrande maggioranza di quest'area è diventata pascolo per bovini, per il consumo interno e per l'esportazione in Europa, Giappone, USA. Il tasso annuo di deforestazione ha continuato ad aumentare negli anni successivie nel 2002 è aumentato del 40%. Il 10% dell'area deforestata è usata per la coltivazione della soia (usata come mangime per animali negli allevamenti intensivi), il resto è riservato al pascolo; dopo pochi anni, l'area va incontro a un processo irreversibile di desertificazione, e quindi diventa necessario abbattere una nuova porzione di foresta, in un circolo visiono che degrada l'ambiente sempre di più. Tra il 1997 e il 2003 il volume dell'esportazione di bovini dal Brasile è aumentato di oltre cinque volte; l'80% di questo incremento di produzione ha avuto luogo nella foresta Amazzonica.”

    http://www.nutritionecology.org/it/panel1/intro.html


    #82766

    marì
    Bloccato

    sabato 13 giugno

    In Perù si muore per l’Amazzonia

    Dopo la sospensione dei due decreti più controversi da parte del governo, lo scontro tra indigeni dell’Amazzonia e forze dell’ordine è diminuito d’intensità. Ma rimane la scia di sangue dei giorni scorsi. Alcuni peruviani si sono radunati sotto l’ambasciata peruviana di Roma per protestare. E hanno accusato il presidente Alan Garcìa.

    In Italia solo pochi media ne hanno parlato, ma in Perù è in corso uno scontro violento tra il Governo e i nativi dell’Amazzonia, in particolare nell’area di Bagua. Secondo le cifre ufficiali, tra polizia e indigeni sono morte 33 persone. Un’altra cifra, però, parla di 52 morti: 22 poliziotti e 30 manifestanti.

    La scintilla è scoppiata ai primi di giugno dopo mesi di barricate. I nativi protestano per alcuni decreti legge presentati dall’esecutivo che consentirebbero allo Stato di vendere grandi appezzamenti di terra a società straniere per lo sfruttamento delle ricchissime risorse naturali. Gli indigeni, che vivono in Amazzonia da secoli, beneficiano di una concessione che gli permette di abitare e di guadagnarsi da vivere nell’area della grande foresta.

    Armati soprattutto di lance e frecce, i nativi hanno resistito all’offensiva della polizia, decisa a interrompere un blocco che stava strozzando l’economia del paese. Le due fazioni si scaricano le responsabilità del pesantissimo bilancio: il governo denuncia la violenza degli indigeni (e avanza il sospetto che vi siano infiltrazioni di narcotrafficanti), gli indigeni parlano di aggressioni gratuite e sanguinarie. L’11 giugno, il governo ha deciso di sospendere a tempo indeterminato i due decreti legge più controversi. La speranza è che si possa tornare a dialogare.

    Qual è la verità? Difficile stabilirlo con certezza. Ma qualche indizio comincia a circolare: pubblichiamo le foto scattate da due volontari della Ong belga Catapa. I due trovavano a Bagua proprio nelle ore dello scontro più violento. Le immagini hanno un valore giornalistico enorme, e testimoniano come alcuni militari si siano, mettiamola così, lasciati prendere un po’ la mano.

    In diverse città europee sono state organizzate manifestazioni di protesta contro il governo di Alan Garcìa. Abbiamo seguito il sit-in sotto l’ambasciata peruviana a Roma, organizzato da A Sud, http://www.asud.net/index.php?option=com_content&view=article&id=625%3Aperu-sit-in-di-solidarieta-a-roma-consegnata-lettera-a-ambasciatore&catid=5%3Amondo&Itemid=39&lang=it a cui hanno partecipato diversi peruviani e – per solidarietà – anche qualche ecuadoregno. Secondo i peruviani con cui abbiamo parlato, la democrazia peruviana sarebbe un fantoccio. “Sugli scontri in Amazzonia ci informiamo attraverso amici, oppure leggendo reportage di organizzazioni indipendenti – ci ha detto una donna emigrata da vent’anni – i quotidiani peruviani raccontano una sola verità: quella del governo”.

    In realtà, il giornalista peruviano che abbiamo incontrato, è stato molto franco: “Quello che sta succedendo in Perù è già successo in altri paesi dell’America latina negli anni precedenti – dice Roberto Montoya, corrispondente di Repubblica e collaboratore Rai – Nel 2009 però, dopo l’elezione di Obama, a maggior ragione la linea neoliberista di Alan Garcìa è superata dalla storia”. Secondo Montoya c’è una terribile contraddizione nel sistema attuale: “Se si vendono le terre dei contadini alle multinazionali e le si inquinano fino a renderle invivibili, si creano le condizioni perché la gente emigri in massa. Ma anziché accogliere i poveri che l’occidente stesso ha generato, ecco che li respinge”.

    Mentre Montoya ci diceva questo, a qualche chilometro di distanza il dittatore libico Gheddafi parlava all’università della Sapienza di Roma.

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]LOPVQfF6ZIM[/link]


    #82767

    rolf
    Partecipante

    ricevo e inoltro
    saluti a tutti


    #82769

    marì
    Bloccato

    Perù-Bolivia, “crisi della selva”: Lima richiama ambasciatore

    Roma, 15 giu (Velino/Velino Latam) – Il governo peruviano ha richiamato a Lima per consultazioni il suo ambasciatore in Bolivia Fernando Rojas, come protesta per le dichiarazioni del presidente boliviano Evo Morales in merito agli scontri tra forze di polizia e indigeni nella zona dell’Amazzonia peruviana che hanno provocato la morte di almeno 33 persone. La violenza si è scatenata quando le forze dell’ordine hanno tentato di liberare una delle principali arterie di comunicazione della zona, occupata, come molte strutture pubbliche e private dell’area, dalle comunità indigene che protestavano per l’approvazione di una serie di leggi che liberalizzano lo sfruttamento delle risorse naturali della regione. Il capo di Stato boliviano aveva definito l’operazione un “genocidio da Trattato di libero commercio”. L’ambasciatore, in alcune dichiarazioni rese ai media internazionali, ha contestato che “si parli di genocidio senza prove”, sottolineando come si tratti di un’accusa “molto grave” e “completamente falsa”.

    La decisione di Lima arriva nel giorno in cui il presidente del Consiglio dei ministri peruviano Yehude Simon ha intrapreso uno dei viaggi più difficili da quando ha preso l’incarico. La meta è Mazamari, nella foresta amazzonica peruviana, e l’obiettivo è cercare di trovare una soluzione negoziale alle proteste che le comunità indigene portano avanti contro le nuove norme sullo sfruttamento delle terre da loro abitate. Simon ha spiegato che nella sua azione rispetterà il lavoro di mediazione che sta portando avanti la Defensoría del pueblo, la Chiesa e una rappresentanza di antropologi.

    “Ho la speranza che nei prossimi giorni si possano si possa risolvere il problema con le comunità native”, ha detto Simon che ha parlato di una riconciliazione che non deve solo raggiungersi con le istituzioni statali ma con tutti i segmenti della società. Parole nelle quali si ricomprendono anche le forze di polizia, protagoniste di uno dei momenti più difficili della crisi scatenata dalla “legge sulla selva”: nel corso degli scontri almeno nove poliziotti presi in ostaggio sarebbero stati uccisi a colpi di machete. Ricostruzione contestata da alcune associazioni che hanno invece aperto interrogativi sul comportamento della forza pubblica. E non è un caso che tra i compiti che si è prefisso Simon c’è anche quello di vigilare con attenzione anche flusso di informazioni che accompagnano la crisi della selva.

    http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=875620

    Genocidio in Perù: La sanguinosa eredità di [color=#ff0000]Bush nella Dittatura di Alan Garcia.[/color]

    http://www.yabasta.it/spip.php?article949


    #82770

    marì
    Bloccato

    [quote1245132074=rolf]
    http://mail.live.com/default.aspx?&ip=10.1.106.203&d=d3604&mf=0&rru=inbox

    ricevo e inoltro
    saluti a tutti

    [/quote1245132074]

    ??? -|-


    #82771

    rolf
    Partecipante

    Grazie a Marì per avermi segnalato l'errore 🙂
    Ora la pagina giusta
    saluti

    http://www.avaaz.org/it/peru_stop_violence/?cl=254644949&v=3495


    #82772
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1245174831=rolf]
    Grazie a Marì per avermi segnalato l'errore 🙂
    Ora la pagina giusta
    saluti

    http://www.avaaz.org/it/peru_stop_violence/?cl=254644949&v=3495 :ok!:
    [/quote1245174831]

    :salu:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #82768

    rolf
    Partecipante

    Marì per favore puoi cancellare il link della mia pagina che hai riportato nella tua risposta?
    Come capirai l'ho copiata per errore e visto che rimanda alla mia mail privata non c'entra nulla con la discussione.
    Ho inviato un mess anche a pas
    grazie della comprensione
    🙂


    #82773

    marì
    Bloccato

    [quote1245179930=Marì]
    [quote1245132074=rolf]

    ricevo e inoltro
    saluti a tutti

    [/quote1245132074]

    ??? -|-

    [/quote1245179930]

    Fatto


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