Poesia

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    Articoli
  • #106394
    orsoinpiedi
    Partecipante

    Ne sono lieto, prixi.
    La poesia e la musica sono le due arti che, piu di tutte, fanno vibrare l'anima.
    Ancora Tagore
    Morte del bambino

    Era vivo, rideva,
    camminava e giocava.
    Natura, prendendolo che hai avuto?
    Tu hai milioni
    di uccelli colorati,
    foreste, stelle, oceani,
    il cielo infinito.
    Perché l'hai strappato
    dal seno della madre,
    l'hai nascosto in seno alla terra
    e l'hai ricoperto di fiori?

    O Potente Natura
    di miriadi di stelle e di fiori,
    hai rubato un bambino!
    S'è forse ingrandito
    il tuo tesoro infinito?
    Hai così aumentato d'un granello
    La tua felicità?
    Eppure, un cuore di mamma,
    immenso come il tuo,
    con la perdita del bambino
    ha perduto tutto!
    …………………………………………….

    Colui che il mio nome rinchiude

    Colui che il mio nome rinchiude
    piange in questa prigione.

    Ho un gran da fare
    a costruirmi intorno questo muro
    e mentre il muro sale verso il cielo
    giorno per giorno
    me ne sto nella sua ombra scura
    e perdo di vista il mio vero essere.

    Sono fiero di questo grande muro
    e lo ricopro per bene di polvere e sabbia
    per paura che rimanga anche
    il più piccolo spiraglio.

    Per questa mia solerzia
    non vedo più
    chi veramente sono.


    #106395
    orsoinpiedi
    Partecipante

    Un sorriso nel buio

    Quando seppellii mio padre, vidi la morte

    E poi salii sulla mia vecchia auto
    E andai alle corse
    E rimasi a guardare i numeri
    Sul totalizzatore
    E la morte era di nuovo lì
    A fissare tutta quella
    gente
    “hai ucciso Dostoevskij,”
    le dissi
    non rispose,
    non si mosse
    feci una scommessa
    e persi, andai al gabinetto.
    La morte mi seguì, si piazzò a
    guardare gli uomini
    All’orinatoio.
    “figlia di puttana” dissi “hai spinto
    Van Gogh
    a distruggersi”
    non rispose.
    Poi mi seguì all’esterno.
    S’allontanò, per andar
    dietro a una ragazza in
    Rosso.
    Andai a prendere un caffè, me ne versai un po’
    Sulle dita, scottava.
    Trovai da sedere
    e pensai alla corsa
    Successiva
    Poi la morte tornò
    Sedeva al mio fianco travestita da vecchio
    Signore con una scarna barba bianca.
    “chi ti piace alla prossima?” chiese
    “figlio di puttana” dissi “lasciami
    stare!”
    “che diavolo hai che non va?”
    domandò il vecchio
    “te l’ho detto, và fuori dai
    coglioni!”
    si alzò e scomparve
    non lo vidi più
    all’ippodromo
    dopo l’ultima corsa
    presi l’autostrada.
    3 miglia più avanti il traffico cominciò a
    rallentare
    restai nella corsia di sinistra e
    continuai a guidare
    poi la vidi
    sull’altro lato dell’autostrada
    un tamponamento brutto
    un auto capovolta
    un’altra schiacciata contro
    il guard-rail
    c’era un balenio di fiamme sotto
    il cofano,
    un lampeggio di luci rosse
    e nelle mie budella
    una morsa tremenda e un colpo secco
    guardai oltre
    più avanti
    parcheggiai davanti a casa
    uscii dall’auto, m’incamminai
    aprii la porta
    dentro nessuno
    poi vidi l’orsacchiotto
    spinto a faccia
    in giù contro il cuscino
    sul letto
    andai svelto al cassetto
    dove tenevo i soldi
    il mio salario si fattorino
    ne mancava solo metà
    carino, pensai
    ne hai di classe, troia.
    Poi la porta si aprì ed entrò
    La morte.
    “t’andrebbe un drink?”
    le chiesi.
    Non rispose.
    Andai in cucina a vedere
    Se c’era da bere.
    Scorrevano i secoli.
    E lei aspettava.

    Charles Bukowski


    #106396
    prixiprixi
    Amministratore del forum

    L'Amore resta intatto
    … non sento la tua mancanza,
    perchè non c'è un solo giorno che non penso a te e che non ti ritrovo lì,
    al centro del mio cuore

    (PrixiMovie)


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #106397
    orsoinpiedi
    Partecipante

    Posso scrivere i versi” di Pablo Neruda

    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

    Scrivere, ad esempio: “La notte è stellata,
    e tremolano, azzurri, gli astri, in lontananza “.

    Il vento della notte gira nel cielo e canta.

    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
    lo l'amai, e a volte anche lei mi amò.

    Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
    La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

    Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
    Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
    Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.

    Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
    E il verso cade sull'anima come sull'erba la rugiada.

    Che importa che, il mio amore non potesse conservarla.
    La notte è stellata e lei non è con me.

    P, tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
    La mia anima non si accontenta di averla perduta.

    Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
    Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

    La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
    Noi, quelli di allora, più non siamo gli stessi.

    Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
    La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

    D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei miei baci.
    La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

    Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
    così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

    Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
    la. mia anima non si rassegna ad averla perduta.

    Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
    e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.


    #106398
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #106399
    AstralopitecoAstralopiteco
    Partecipante

    Canzone d'autunno

    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle,
    ma il mio sentiero si perde
    nell'anima della nebbia.
    La luce mi spezza le ali
    e il dolore della mia tristezza
    bagna i ricordi
    alla fonte dell'idea.
    Tutte le rose sono bianche,
    bianche come la mia pena,
    e non sono le rose bianche,
    perché ci ha nevicato sopra.
    Prima ci fu l'arcobaleno.
    Nevica anche sulla mia anima.
    La neve dell'anima ha
    fiocchi di baci e di scene
    che sono affondate nell'ombra
    o nella luce di chi le pensa.
    La neve cade dalle rose,
    ma quella dell'anima resta
    e l'artiglio degli anni
    ne fa un sudario.
    Si scioglierà la neve
    quando moriremo?
    O ci sarà altra neve
    e altre rose più perfette?
    Scenderà la pace su di noi
    come c'insegna Cristo?
    O non sarà mai possibile
    la soluzione del problema?
    E se l'amore c'inganna?
    Chi animerà la nostra vita
    se il crepuscolo ci sprofonda
    nella vera scienza
    del Bene che forse non esiste
    e del Male che batte vicino?
    Se la speranza si spegne
    e ricomincia Babele
    che torcia illuminerà
    le strade della Terra?
    Se l'azzurro è un sogno,
    che ne sarà dell'innocenza?
    Che ne sarà del cuore
    se l'Amore non ha frecce?
    Se la morte è la morte,
    che ne sarà dei poeti
    e delle cose addormentate
    che più nessuno ricorda?
    O sole della speranza!
    Acqua chiara! Luna nuova!
    Cuori dei bambini!
    Anime rudi delle pietre!
    Oggi sento nel cuore
    un vago tremore di stelle
    e tutte le rose sono
    bianche come la mia pena.

    Federico García Lorca

    dal libro “Tutte le poesie”


    #106401
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #106400
    Galvan1224
    Partecipante

    Appunto, ricorda…

    un saluto
    Galvan


    #106402
    orsoinpiedi
    Partecipante

    NULLA

    Gli angeli vennero a cercarla
    La trovarono al mio fianco,
    lì dove le sue ali l'avevano guidata.
    Gli angeli vennero per portarla via.
    Aveva lasciato la loro casa,
    il loro giorno più chiaro
    ed era venuta ad abitare presso di me.

    Mi amava perché l'amore
    ama solo le cose imperfette.
    Gli angeli vennero dall'alto
    e la portarono via da me.
    Se la portarono via per sempre
    tra le ali luminose.

    É vero che era la loro sorella
    e così vicina a Dio come loro.
    Ma mi amava perché
    il mio cuore non aveva una sorella.
    Se la portarono via,
    ed è tutto quel che accadde.

    Fernando Pessoa

    STANCHEZZA

    Quello che c'è in me è soprattutto stanchezza
    non di questo o di quello
    e neppure di tutto o di niente:
    stanchezza semplicemente, in sé,
    stanchezza.
    La sottigliezza delle sensazioni inutili,
    le violente passioni per nulla,
    gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
    tutte queste cose –
    queste e cio' che manca in esse eternamente –
    tutto ciò produce stanchezza,
    questa stanchezza,
    stanchezza.
    C'è senza dubbio chi ama l'infinito,
    c'è senza dubbio chi desidera l'impossibile,
    c'è senza dubbio chi non vuole niente –
    tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
    perchè io amo infinitamente il finito,
    perchè io desidero impossibilmente il possibile,
    perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
    o anche se non può essere…
    E il risultato?
    Per loro la vita vissuta o sognata,
    per loro il sogno sognato o vissuto,
    per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita…
    Per me solo una grande, una profonda,
    e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
    una supremissima stanchezza,
    issima, issima, issima,
    stanchezza…

    da “Poesie” di Alvaro de Campos alias Pessoa


    #106403
    orsoinpiedi
    Partecipante

    Allora, io ero la, sulla più alta delle montagne, e tutto intorno a me c'era l'intero cerchio del mondo. E mentre ero la, vidi più di ciò che posso dire e capii più di quanto vidi; perché stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa, e la forma di tutte le cose che, tutte insieme, sono un solo essere. E io dico che il sacro cerchio del mio popolo era uno dei tanti che formarono un unico grande cerchio, largo come la luce del giorno e delle stelle, e nel centro crebbe un albero fiorito a riparo di tutti i figli di un'unica madre ed in un unico padre.
    E io vidi che era sacro…
    E il centro del mondo è dovunque.
    Il tramonto
    Alce Nero (Heaka Sapa)
    (1863-1950)
    Sioux Orlala

    O Grande Spirito, la cui voce sento nei venti ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami. Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.
    Sono piccolo e debole. Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
    Lasciami camminare tra le cose belle e fà che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.
    Fà che le mie mani rispettino ciò che Tu hai creato, e le mie orecchie siano acute nell'udire la Tua voce.
    Fammi saggio, così che io conosca le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.
    Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli, ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico: me stesso.
    Fà che io sia sempre pronto a venire da Te, con mani pulite ed occhi diritti, così che quando la vita svanisce, come la luce al tramonto, il mio spirito possa venire a te senza vergogna.

    Preghiera di Yellow Lark, capo indiano Sioux

    Oh Grande Spirito,
    concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
    il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,
    e la Saggezza di capirne la differenza.
    (Preghiera Cherokee)

    Che il vostro spirito voli alto,vi abbraccio


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