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    Articoli
  • #106304
    deg
    Partecipante

    [color=#ff0099]Voglio che tu sappia
    Una cosa.
    Tu sai com’è questa cosa:
    se guardo
    la luna di cristallo, il ramo rosso
    del lento autunno alla mia finestra,
    se tocco
    vicino al fuoco
    l’impalpabile cenere
    o il rugoso corpo della legna,
    tutto mi conduce a te,
    come se ciò che esiste
    aromi, luce, metalli,
    fossero piccole navi che vanno
    verso le tue isole che m’attendono.

    Orbene,
    se a poco a poco cessi di amarmi
    cesserò d’amarti poco a poco.
    “Se d’improvviso
    mi dimentichi,
    non cercarmi,
    chè già ti avrò dimenticata”

    Se consideri lungo e pazzo
    il vento di bandiere
    Che passa per la mia vita
    e ti decidi
    a lasciarmi sulla riva
    del cuore in cui ho le radici,
    pensa
    che in quel giorno,
    in quell’ora,
    leverò in alto le braccia
    e le mie radici usciranno
    a cercare altra terra.

    Ma
    se ogni giorno,
    ogni ora
    senti che a me sei destinata
    con dolcezza implacabile.
    Se ogni giorno sale
    alle tue labbra un fiore a cercarmi,
    ahi, amor mio, ahi mia,
    in me tutto quel fuoco si ripete,
    in me nulla si spegne né si dimentica,
    il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
    e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
    senza uscire dalle mie.

    Pablo Neruda[/color]


    #106305
    deg
    Partecipante

    [color=#660099]Ai margini del tempo

    (“Time is an ocean, but it ends at the shore”)

    Occhio di luna che vedi solo le ombre,
    magica lanterna
    caleidoscopico vagar del niente
    in spuma di conchiglia

    depredi la luce

    s'appresta a venire, sposa del buio,
    ultimo numero e primo
    in frazione algoritmica
    insensata la mente,
    il Regno, Malkut:
    così in alto
    come in basso
    proprio qua
    in questo cuore mangiato a morsi
    dai cani
    si sbriciola
    l'infinito
    ai margini del tempo
    impercettibile

    e

    al settimo suono
    immobile
    si redime

    la Parola

    il respiro,
    la mano amante
    senza dita

    la paura della vita.
    Milioni di anni, occhio di luna,
    l'amore non muore mai,
    tutta la conoscenza,
    Sophia,
    ai margini del tempo:

    immutabile.

    Tu, Io, in braccio ad Uriele,
    in equilibrio sui trampoli
    al circo,
    idrogeno in decanza quantica
    come se
    questo mondo

    fosse mio,

    tuo,

    in quella lacrima
    sepolta
    nel lago del silenzio,

    né più
    né meno,

    un mangiar di cicuta, un tredicesimo numero
    e i farisei.

    Bianca M Stefania Fedi
    [/color]


    #106306
    PRHOTEUSPRHOTEUS
    Partecipante

    un ringraziamento a giusparsifal che ha aperto questo topic che ci da modo di conoscere più in profondo i sentimenti di ognuno di noi qui su A.G. grazie gius.

    questa lo scritta per un'amico un mese fà, voglio condividerla con voi.

    solo un giorno che non và!
    ( dedicato ad un’amico che non c’é più )
    par Corbi Enrico, samedi 15 janvier 2011, 23:02

    Ho' sajé, à vote tutto pare scuntato, pure a ciorte.
    Ma fino a quante nun te care n'gullo nun arrive a capi.
    Po, arape ll'uocchie e t'accuorge ccomme stanne é ccose
    e accummience a pensà:
    _ si forse avesse fatte chesto…
    _ si forse me sarria cumpurtato accussi…
    _ si forse nun avesse mai partute…
    _ si forse starria ancore llà…
    _ si forse… e tutt'o' riesto.
    C'é stanno e mumente ca te siente futtute, ca tutte chello ca succede é colpa toja, allora vulisse fermà o tiemp, à chillo juorne cchiù bello che é state e te siente pronto a sfida pure a morte, ma quanne vire ca nun é possibile te nchiurre int'à te stesso e lasse passà tutt'e pensier.
    E quann t'accuorge ca na parte e te nun c'é sta cchiù, sule allora t'ascite a stu suonne che t'ai purtate apprisse pe tutt'a vita e te siente e muri,
    specialmente quanno ti rendi conto ca nun si capace de affruntà questa ennesima prova ca a vita accussi meschina e puttana te dà.
    Stà vita, ca nun simme state capace e cuntrullà e che ci'à futtute do primme juorne,
    stà vita, che…, che quando meno te lo aspetti se ne và.
    Ho saccio, mo so’ parole inutili.
    Sarà solo un giorno che non và!
    Ma tengo voglia e me sfucà!.

    ______________________________

    ( traduzione )

    solo un giorno che non và!

    Lo sai, a volte tutto sembra scontato, anche la sorte.
    Ma fin quando non ti cade adosso non lo comprendi.
    Poi apri gli occhi e ti rendi conto di come stiano le cose e cominci a pensare:
    – Se forse avessi fatto questo…
    – Se forse mi sarei comportato cosi…
    – Se forse non sarei mai partito…
    – Se forse stessi ancora li…
    – Se forse… e tutto il resto.
    Ci sono momenti in cui ti senti fregato, che tutto cio che accade sia colpa tua ,
    Allora vorresti fermare il tempo a quel giorno più bello che fù e sei pronto a sfidare anche la morte,
    ma quando ti rendi conto che non é possibile ti chiudi in te stesso e lasci passare tutti i pensieri .
    E quando ti accorgi che una parte di te non c’é più, solo allora ti svegli da questo sonno che ti sei portato dietro per tutta la vita e ti senti di morire,
    specialemente quando ti rendi conto che non sei capace di affrontare quet’ennesima prova che la vita cosi meschina e puttana ti da, questa vita , che…,
    che quando meno te lo aspetti se ne va.
    Lo so adesso sono parole inutili.
    Sarà solo un giorno che non và!
    Ma ho voglia di sfogarmi!


    #106307
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante
    #106308
    deg
    Partecipante

    [color=#009900]La felicità
    di Jorge Luis Borges

    Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
    Tutto accade per la prima volta.
    Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
    Che posso fare con una parola e con una mitologia?

    Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
    I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
    I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
    Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra.

    Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
    Nello specchio c'è un altro che spia.
    Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
    Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.

    Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
    Ho sognato la spada e la bilancia.
    Sia lodato l'amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
    Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'Inferno.

    Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
    Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
    Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
    Chi dorme è tutti gli uomini.

    Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
    Non c'è nulla di antico sotto il sole.
    Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
    Chi legge le mie parole sta inventandole.
    [/color]


    #106309
    iris
    Partecipante

    [color=#0000ff]Saggezza nel dolore

    Salii ogni scalino timorosa

    fino alla cima perchè è proprio li
    che sapevo avrei trovato un fiore raro,
    il fiore che ho cercato da sempre.

    Quante volte avevo sognato la sua bellezza,
    l'incanto del suo profumo,
    i suoi colori rendere meno grigio
    il mio arrancare nella vita.

    Vita amara, severa, pochi sorrisi, ripide ascese
    Quel fiore invece aveva una luce morbida
    difficile non esserne attratti,
    difficile decidere di aspettare per andare…

    Ruoli e ruoli mi han fermata,
    ma ora posso salire l'ultima rampa,
    arrivare alla sua luce,
    perdermi e lasciarmi avviluppare nel suo tepore.

    Vorrei tornare ad avere
    tanti sogni da ricordare,
    vorrei lasciare che ogni mia lacrima
    scriva un «si» sullo scalino successivo.

    Non saluterò nessuno di voi perchè non vado via,
    ritornerò a spiegare a tutti
    il segreto di come poter coglier quel raro fiore
    sin dal primo dolore.

    Credevo che quel dolore fosse invincibile,
    invece voglio tornare a vivere
    con la saggezza del dolore,
    che ho incontrato lassù.

    In lei ho visto riflesso
    il mio corpo stanco,
    il volto invecchiato,
    e allora ho capito…

    Tornerò a valle,
    sarò di nuovo tra voi,
    e ad ognuno
    regalerò la saggezza nel dolore.

    Le molte rughe scavate dall'aratro dell'esistenza
    potranno essere addolcite
    da quel raro fiore,
    perchè egli sa rendere la vita meno dura.

    Ho imparato a chiamarlo con il suo nome,
    AMORE,
    e lo regalerò ad ognuno di voi
    perché impedisca per sempre la paura.

    iris 16.1.2011

    ——————————————————————————–[/color]


    #106310
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    [quote1298285892=PRHOTEUS]

    solo un giorno che non và!

    Lo sai, a volte tutto sembra scontato, anche la sorte.
    Ma fin quando non ti cade adosso non lo comprendi.
    Poi apri gli occhi e ti rendi conto di come stiano le cose e cominci a pensare:
    – Se forse avessi fatto questo…
    – Se forse mi sarei comportato cosi…
    – Se forse non sarei mai partito…
    – Se forse stessi ancora li…
    – Se forse… e tutto il resto.
    Ci sono momenti in cui ti senti fregato, che tutto cio che accade sia colpa tua ,
    Allora vorresti fermare il tempo a quel giorno più bello che fù e sei pronto a sfidare anche la morte,
    ma quando ti rendi conto che non é possibile ti chiudi in te stesso e lasci passare tutti i pensieri .
    E quando ti accorgi che una parte di te non c’é più, solo allora ti svegli da questo sonno che ti sei portato dietro per tutta la vita e ti senti di morire,
    specialemente quando ti rendi conto che non sei capace di affrontare quet’ennesima prova che la vita cosi meschina e puttana ti da, questa vita , che…,
    che quando meno te lo aspetti se ne va.
    Lo so adesso sono parole inutili.
    Sarà solo un giorno che non và!
    Ma ho voglia di sfogarmi!
    [/quote1298285892]
    Prhoteus, sapessi quanti giorni capitano così…. 🙁
    Premetto che io non amo la poesia….ma le vostre leggo volentieri :cor:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #106312
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    [quote1298286112=iris]
    Saggezza nel dolore
    [/quote1298286112]

    Cara Iris, leggendo la tua poesia mi è venuta in mente una storia meravigliosa che mi ha raccontato Prixi di un fiore sbocciato per caso tra le erbacce…..
    L' Amore è più forte di tutto, l' Amore è tutto :cor:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #106313
    iris
    Partecipante

    ho letto delle poesie molto belle qui 🙂 e allora ho avuto voglia di parlarvi dei miei pensieri, in questo caso ho scritto riguardo il dolore e la mia esperienza diretta nei confronti del dolore: davvero rende più saggi e una cosa ho scoperto, sto scoprendo, se cerchiamo di rendere meno “forte” la paura e se addirittura la eliminiamo dalle nostre emozioni, ci rimane solo l'Amore e con questo nel cuore possiamo leggere dentro ogni sofferenza e ricavarci altro amore e ancora amore. Naturalmente questo è uno dei miei stati d'animo, non sono ancora così capace di vivere serena sempre e nonostante tutto, ma l'averlo provato mi fa sentire che dentro di me c'è la consapeolezza che ho dalla mia parte la forza necessaria per superare i tanti ostacoli che la vita ci dona e in abbondanza direi…non sapendo quale nome darle l'ho chiamata amore, che non c'e' sentimento più immenso dell'amore. Grazie farfy e grazie a tutti un caro abbraccio :bay: (non so spiegarmi meglio 🙂 )


    #106311
    deg
    Partecipante

    [color=#009900]Una poesia di continuo si crea nell’anima e irradia immagini di luce e di forza inattese, nuovissime: una poesia che risuona melodiosa nell’Universo, oltre ogni spazio, divenendo armonia siderea, ricamo di correlazione tra stella e stella, e se si cerca d’onde sorge, ci si accorge che sorge dall’intimo dell’anima.

    Ma sulla Terra non v’è Amore che non si svegli mediante il dolore: ciascuno soffre per non essere amato, e vorrebbe che il suo soffrire divenisse stimolo dell’Amore nell’altro, ma l’altro non può conoscere altro dolore se non il proprio, per il suo non sentirsi a sua volta amato. Questo primitivo processo dell’avvicinarsi degli esseri secondo la comunione che il cuore reca in sé compiuta, è un lungo sentiero che deve essere percorso.

    Massimo Scaligero[/color]

    :kiss:


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