PSICOFONIA : L'ALDILA' CI PARLA ?

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Questo argomento contiene 13 risposte, ha 9 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ultracorpo 10 anni, 6 mesi fa.

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    Articoli
  • #9009
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1240211483=Omega]
    Per molti, la Morte non esiste più.. Ma quando l'uomo si accorgerà che la Vita non è molto frequente tra i “viventi” ?
    [/quote1240211483]
    chi se ne accorge fatica a mantenere la calma..


    #9010
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    [quote1240213033=Richard]
    [quote1240211483=Omega]
    Per molti, la Morte non esiste più.. Ma quando l'uomo si accorgerà che la Vita non è molto frequente tra i “viventi” ?
    [/quote1240211483]
    chi se ne accorge fatica a mantenere la calma..
    [/quote1240213033]
    :bravo:


    #9011
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Da leggere una interessante nota scritta da Andrea Doria su FB, su questo argomento e sui fenomeni “paranormali” in generale.

    Scepsi a… vita!

    Nel suo discorso presidenziale del 1989 presso la Società per la ricerca psichica (SPR), il compianto Professor Ian Stevenson ebbe a rilevare che tra il 1910 e il 1980 almeno sei presidenti dell' SPR hanno affermato che la telepatia é stata dimostrata… o quasi. Egli si chiedeva perchè, se la telepatia era già stata provata dal 1910, i successivi presidenti hanno ritenuto necessario ribadire la richiesta di ulteriori studi. Il Dr Stevenson ha speculato che ogni generazione di ricercatori tende a ritenere che i suoi metodi sono superiori a quelli dei suoi predecessori e quindi, potrebbero ritenere che le prove precedenti non fossero abbastanza convincenti. Egli ipotizzò anche che la scienza ufficiale ed il mondo in generale non tengono in gran considerazione le affermazioni precedenti, e pertanto è necessario ripetere gli esperimenti di continuo.

    Adesso, quasi tre decenni dopo le affermazione fatte nel 1980 e a quasi un secolo dall'annuncio che la telepatia è stata dimostrata, non sembra proprio che la scienza sia più vicino a qualsiasi ammissione più di quanto non fosse allora. Nella prefazione a 'La Parapsicologia e gli scettici', il Dr Rupert Sheldrake cita il professor Peter Atkins, un Chimico di Oxford, che disse: 'non vi è alcun motivo di supporre che la telepatia non sia nulla di più che fantasia da ciarlatani'.

    Sheldrake, in un dibattito televisivo trasmesso dalla BBC, ha chiesto a Carter se avesse effettivamente esaminato le diverse prove. La sua risposta fu: 'No, poiché nutrirei molti sospetti su di esse.'

    Nel suo sito Web, Sheldrake, uno dei pochi scienziati che oggi parla favorevolmente dei fenomeni paranormali, fa riferimento ad un dibattito televisivo andato in onda nell'Agosto del 2007 con Richard Dawkins, un genetista e autore del libro 'L illusione di Dio'. Sheldrake riferisce che Dawkins ha detto che vorrebbe credere nella telepatia, ma che non vi sono prove perchè, se davvero se ne verificasse l'esistenza, significherebbe 'mettere sottosopra le leggi della fisica' e che 'affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie'. Dawkins, in pratica, riprese un concetto d' inizio secolo formulato dell'Astronomo e Matematico Pierre-Simon Laplace, quando affermava che: 'il rigore della prova deve essere proporzionato alla gravità delle conclusioni'. Apparentemente, gli esperimenti sul 'Ganzfeld', considerati i migliori nel settore della telepatia, non lo impressionarano abbastanza e così è anche gli elementi di prova per la sopravvivenza della coscienza alla morte, che va ben al di là della telepatia nello sfidare le leggi di un universo meccanicistico, l'unico accettato dalla scienza.

    Quasi tutti i ricercatori ESP hanno concluso che gli elementi di prova sulla sopravvivenza della coscienza SONO conclusivi.

    Perciò, sulla base delle conclusioni di quei primi ricercatori -da Sir W. Crooke a Sir Oliver Lodge, passando per il Dr. James H. Hyslop e varie decine di altri scienziati e studiosi assolutamente credibili, non dovrebbe essere più necessario fare ricerca sulla sopravvivenza della coscienza, poichè dovremmo essere in grado di usare la formula giuridica della Res Judicata che afferma: 'E' stato deciso: viviamo! Il caso é chiuso!'

    Eppure gli studi di quei primi pionieri sono stati abbandonati in polverose librerie e poi dimenticati del tutto, ripudiati, respinti, confutati, ridicolizzati, definendoli roba superata e banale pseudoscienza.

    In un articolo intitolato Il mistero della coscienza (Time Magazine, 29 gennaio 2007), Steven Pinker, un professore di Psicologia all'Università di Harvard, afferma che: 'I tentativi di contattare le anime dei morti (una ricerca condotta da illustri scienziati di un secolo fa) si rivelarono essere solo trucchi magici di bassa lega'. Il 27 dicembre 2007 in un articolo pubblicato dall'Arizona Daily Star, David Sbarra, un assistente professore di Psicologia presso l'Università dell'Arizona, afferma: 'Posso dire col 100 percento di certezza che non vi è alcuna prova scientifica che singoli individui sono in grado di comunicare con i morti …'

    Autori recenti, tra cui Dawkins, Christopher Hitchens (Dio non è grande), Sam Harris (La fine della fede: Religione, il terrore e il futuro della ragione), Victor J. Stenger (Dio: il fallimento dell'ipotesi) e Michel Onfray (Atheist Manifesto), sventolando il vessillo della scienza indirettamente respingono gli elementi di prova sulla sopravvivenza negando l'esistenza di Dio. Tutti sembrano assumere un approccio deduttivo, partendo cioè dal presupposto che,in prima istanza, Dio deve essere identificato o scoperto e che solamente dopo la sopravvivenza può essere presa in considerazione: niente Dio, niente sopravvivenza.

    Nessuno sembra aver preso seriamente in considerazione la possibilità inversa, cioè trovare Dio esaminando tutti gli elementi di prova in favore della sopravvivenza. Contrariamente a quanto sostenuto dagli pseudoscettici, ovvero che tutte le vecchie ricerche non sono più valide, io credo invece che le teorie moderne della meccanica quantistica hanno dato ad esse maggiore rilievo, sebbene ciò non è compreso da costoro perché non sono disposti a prendersi la briga di esaminarle tutte e seriamente, dimostrando così un atteggiamento davvero poco scientifico, e molto scientista.

    Mentre gli studi sulle comunicazioni dall'Aldilà, ed indirettamente sulla sopravvivenza della coscienza umana sono stati condotti un secolo fa, abbiamo prove più recenti su quest'ultima grazie alla ricerca condotta nei settori dell'NDE, chiaroveggenza, e contatti post-mortem (ADC). Tuttavia, i fondamentalisti hanno trovato il modo di smentire anche queste prove. In effetti, sembra che coloro che sono coinvolti nel ricerca per sapere se la coscienza sopravvive alla morte fisica devono continuamente, come dicono gli Ingegneri, 'reinventare la ruota quadrata', il che significa ottenere un risultato peggiore di quello già raggiunto ed ampiamente accettato. Spesso ci sembra che la ricerca ESP stia facendo proprio questo. Si potrebbe supporre che gli elementi di prova sull'Aldilà sarebbero stati accolti con favore, come una buona notizia, dal momento che il totale annullamento della personalità non è un pensiero particolarmente invitante per la maggior parte delle persone.

    'La domanda fondamentale per l'umanità é: siamo connessi a qualcosa di infinito, o no?', ha scritto Carl Jung, il grande psicologo analitico. 'Solo se sapessimo che ciò che veramente importa è l'infinito si potrebbe evitare di focalizzare i nostri interessi su futilità e su tutti gli altri obiettivi che non sono di reale importanza.'

    E così il 'paranormale' (termine infantilesco per descrivere qualsiasi cosa che non si ha l'ardire di comprendere) è visto con scherno e disprezzo dalla scienza e dalle religioni ortodosse, e i Media, servi delle prime due, si offrono come voraci sostenitori ridicolizzando qualsiasi fenomeno, sfruttando le chiavi d'interpretazione 'horror' o 'fantasy'.

    Dunque perché la società é riluttante ad accettare qualsiasi prova sui fenomeni spirituali e di sopravvivenza? Perché tali evidenze non hanno superato la prova del tempo? E' abbastanza chiaro il motivo per cui la religione ortodossa li respinge, visto che pur essendo la maggior parte delle comunicazioni 'medianiche' e derivanti dalle NDE coerente con i loro dogmi e le loro dottrine, una piccola parte di esse è in conflitto col loro fideismo, pertanto pongono una grave minaccia all'autorità dei leaders religiosi, che ribadiscono che il libro delle rivelazioni è ormai chiuso. Essi citano vari passi del Vecchio Testamento che sembrano suggerire che si tratti di manifestazioni demoniache, ignorando o interpretando personalmente altri passi della Bibbia che sembrano essere in netto contrasto con altre citazioni del Vangelo. Il Canonico Dr. Michael Perry della Chiesa d'Inghilterra afferma che molti divieti Biblici non hanno più alcun valore per i Cristiani e ricorda che nel 19° capitolo del Levitico, dove viene vietato di dare ascolto ai Medium, si dice pure di non indossare un abito tessuto con due tipi di stoffa diversa o di radersi i bordi della barba. Egli ritiene che tali divieti siano stati parte di un tentativo per mantenere la purezza della religione israelita in un momento in cui le credenze di altre nazioni circostanti iniziavano a propagarsi.

    In pratica, i fondamentalisti religiosi restano aggrappati ai vecchi insegnamenti solo per paura.

    I fondamentalisti Scientifici, inclusa la maggior parte dei rappresentanti del mondo dei Media, sostengono di respingere gli elementi di prova perché non soddisfano la rigorosa metodologia scientifica o le sue norme, tra cui la ripetibilità di ogni esperimento, eppure hanno accettato molte altre cose in questa categoria, tra cui l'evoluzione biologica, dato che pochissime cose nel campo della scienza sono state dimostrate con assoluta certezza.

    In un articolo che apparve nell'inverno del 2002 sul Journal of Near-Death Studies (Studi sulla Pre-Morte), il Dr. Arthur Hastings, professore e direttore del Centro William James per gli Studi sulla Coscienza ha osservato: 'La paura di essere irrazionali nella cultura occidentale razionalista è molto forte per cui l'accusa di essere irrazionali è considerata infamante'. Hastings ha inoltre insinuato che molti scienziati che agiscono per paura, arrivano alla determinazione di non credere. Questo, ha concluso, è spesso un prodotto dei meccanismi di difesa dell'ego, come ad esempio la razionalizzazione, la proiezione, e la dissociazione. Discutendo sulla NDE di Pam Reynolds, ritenuta una delle più probatorie, ha affermato che, se il caso fosse stato preso sul serio, avrebbe sfidato molte credenze scientifiche, nonché alimentato i timori di giungere a conclusioni che richiederebbero profondi cambiamenti in diversi sistemi fideistici.

    Il Dr. John O'M. Bockris, un professore di Fisica in pensione, vede le cose in modo simile: 'Si tratta semplicemente di arroganza, di esagerato orgoglio nelle proprie idee, il che significa – e questo vale in particolare per i docenti presso le università – che coloro la cui carriera è stata costruita su teorie esistenti e che hanno insegnato una scienza basata su quest'ultime, sono inorriditi di sapere che potrebbero aver insegnato il falso', spiegando così la loro resistenza alle idee al di fuori del paradigma scientifico esistente. Egli accusa queste persone chiuse di mente di portare molti scienziati occidentali ad un approccio senza speranza nei confronti della morte, contribuendo così alla visione d'un mondo sempre più materialistico ed edonistico. L'opposizione provocata da costoro sembra essere dovuta principalmente al fatto che il Mondo Spirituale è, ed è sempre stato, sostenuto dai religiosi, dagli ignoranti e dai superstiziosi di tutte le età, mentre una totale incredulità è da sempre il distintivo dello scetticismo scientifico moderno.

    Recentemente ho discusso sui motivi dell'opposizione del mondo accademico contro le prove sulla sopravvivenza con Betty Stafford, professore di studi religiosi presso la California State University a Bakersfield. Le sue osservazioni sono state più o meno simili a quelle di Wallace. 'I miei amici atei non tollerano nemmeno il minimo accenno ad argomenti sull'oltretomba', mi ha detto Betty. 'Non ho mai visto menti più chiuse. Perchè è così? Perché rifiutare tali buone notizie, fortemente sostenute da seri ricercatori sulle NDE, per esempio? Credo di saperlo. Non è che i miei testardi amici rifiutino di pensare di vivere al di là della morte, quello che odiano è la religione, poichè associano la religione con l'oltretomba. Per quanti sforzi tu faccia nel tentativo di convincerli che la ricerca attuale sull'Aldilà non si basa sui testi sacri, ma su studi empirici condotti da stimati scienziati o medici, non c'è nulla a fare: le loro menti restano rigide. Inoltre, la vecchia generazione (attuali settanta/ottantenni) è cresciuta nella convinzione che esiste solo la realtà materiale. Cambiare la loro mentalità minaccerebbe le loro stesse identità. Così vanno coraggiosamente verso la morte, cercando di non pensarci, e digrignando i denti quando non hanno altre alternative. Credo che i giovani siano meno presi nella rete del materialismo degli anziani, perchè le loro menti sono leggermente più aperte, se non altro per essere state sottoposte al fuoco in prima linea dei films Hollywoodiani ambientati nell'Oltretomba, ma niente può esser dato per certo'.

    Nel 1850, Victor Hugo, l'illustre scrittore francese, ebbe una seduta con un Medium e comunicò con uno spirito che sosteneva di essere Martin Lutero. Hugo gli chiese perché Dio non si rivela agli umani e lo spirito di Lutero gli rispose: 'Perché il dubbio è l'atto che forgia lo spirito umano. Se giorno verrà in cui lo spirito umano non sarà più in dubbio, l'anima potrebbe volare via e lasciarsi l'aratro dietro di sè, perché avrebbe acquistato le ali. La terra diverrebbe incolta. Ora, Dio è il seminatore e l'uomo è l'aratro. Le celesti sementi esigono che l'uomo-aratro rimanga nel solco della vita.'

    Se la prova assoluta non è né auspicabile né possibile e la fede cieca nella religione non soddisfa le esigenze della mente razionale, sembrerebbe che il meglio che possiamo sperare è la convinzione, o la vera fede, che è stata data a coloro che sono stati in grado di provare correttamente, riconoscere, ed accettare i fenomeni cosiddetti 'paranormali'.

    http://www.facebook.com/note.php?note_id=82005901568&ref=nf


    #9012
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    vi ricordo il libro di Zammit
    https://www.altrogiornale.org/download.php


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