RAI-SANTORO: servizio pubblico?

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Questo argomento contiene 23 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 4 mesi fa.

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    Articoli
  • #137898
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Sto seguendo Santoro…
    http://www.davidemaggio.it/archives/48240/servizio-pubblico-ecco-dove-vedere-michele-santoro


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137899
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    [quote1320358880=pasgal]
    Quello che mi piace di te Paolo e che vieni qui non per spammare o inserire link ad un tuo blog o sito, ma per postare un tuo nuovo scritto.

    Se hai un sito, inseriscilo in firma, ed ogni tanto partecipa anche al forum, ciao!

    [/quote1320358880]

    Pas delle volte mettere un link è un modo veloce per fare qualcosa che altrimenti non si farebbe e quindi non si condividerebbe.
    capisco che tu vuoi tutto lo scritto ma il linguaggio del LINK è un linguaggio ormai basilare nella rete in cui anche altrogiornale vive.
    mettere un link corrisponde a mettere l'intero contenuto del link stesso.
    basta cliccare e scoprire l'arcano.

    E' ovvio che due riche di “prologo” siano necessarie.


    #137900

    paolodegregorio
    Partecipante

    caro Pasqal,

    non ho un blog nè un sito, posto le mie riflessioni, leggo gli interventi e scusate se partecipo poco alla discussione. Cercherò di intervenire (trasmetto con la chiavetta da zona non molto ben servita e devo spesso scegliere tra postare o intervenire nelle discussioni)

    Di seguito inserisco un post sull'argomento autogestione
    ciao
    paolo


    #137901

    paolodegregorio
    Partecipante

    – Santoro, Travaglio: lezione di autogestione –

    Non mi sembra un caso che gli unici due soggetti in Italia capaci di farsi sentire a livello di massa senza avere alle spalle né il capitale,né la politica,né i preti, Travaglio e Santoro, collaborino tra di loro per far riuscire giovedì prossimo l’evento televisivo appropriatamente definito “servizio pubblico”.

    Entrambi hanno scelto l’impervia strada dell’autogestione, della indipendenza, della dignità autorale, a fronte di uno squallido panorama di giornalisti servizievoli al soldo di padroni o partiti, capaci solo di disinformare i cittadini con omissioni, bugie, complicando le cose semplici, dando enorme importanza alla cronaca e alla Casta, determinanti nel creare confusione e disorientamento.
    La cosiddetta “opinione pubblica” è il risultato del lavoro subdolo di tutti i “media” e chi li controlla vince le elezioni.

    “Il Fatto Quotidiano” e Santoro con le sue due trasmissioni autogestite (Rai per una notte e Tutti in piedi), danno finalmente la certezza che è possibile fare informazione al servizio dei cittadini chiedendo solo ai cittadini i mezzi economici, e affidandosi per la prosecuzione della attività solo al consenso di migliaia di “piccoli azionisti”.

    E’ una lezione di democrazia diretta che si deve estendere a tutta la comunicazione, in particolare all’editoria dei libri, senza passare per le forche caudine degli editori.
    Gli autori associati tra di loro possono benissimo autogestire la pubblicazione dei loro libri, promuovere e aiutare i giovani scrittori.
    Un potere enorme e grandi profitti sarebbero strappati alla classe capitalista e un grande segnale di autogestione cambierebbe la cultura dei cittadini rendendoli meno passivi e meno sudditi.
    Anche nel cinema ci sarebbe spazio per l’autogestione se autori, registi e attori accettassero il rischio di essere pagati a risultati raggiunti, pur di fare un cinema indipendente, senza produttori dittatori.

    Mi duole molto osservare che Beppe Grillo ha una scarsa propensione alla collaborazione con chiunque e non si è sentita una sua parola di appoggio alla avventura del “servizio pubblico” di Santoro e Travaglio, tanto meno si è parlato di una sua partecipazione gratuita che avrebbe reso l’evento sicuramente più seguito e partecipato.

    Gli italiani in genere devono cercare di uscire dalla passività, dall’individualismo, dalla propensione a dividersi, per trovare nelle battaglie civili come i referendum, nelle autogestioni possibili, il riscatto da una politica che si è fatta CASTA, ormai estranea alla società civile, alleata con il capitalismo e i preti, senza più distinzione tra destra e sinistra.
    Paolo De Gregorio
    1.11.11


    #137902

    paolodegregorio
    Partecipante

    – Santoro: la carica dei centomila –

    Santoro ha fornito la prova che ci può essere un nuovo editore: i centomila cittadini che hanno risposto al suo appello finanziando “servizio pubblico” sono a tutti gli effetti gli editori e lo saranno finchè il programma corrisponderà alle loro aspettative.

    Però quanto prima si dovrà affrontare la questione di strappare dalle grinfie dei partiti politici la RAI e metterla nelle mani dei cittadini con un deciso ribaltamento che affidi ai cittadini che pagano il canone il compito di eleggere il direttore generale (con tutti i poteri) espropriando i politicanti di ogni ingerenza.
    La sola sede in cui si può parlare a milioni di persone di restituire la RAI ai cittadini è lo studio di Santoro, e si deve parlare della delicata questione del canone e della fine del duopolio-monopolio di RAI-MEDIASET.

    In linea di principio, per avere una democrazia effettiva, è obbligatorio impedire le concentrazioni di potere mediatico e la soluzione è solo quella che sia la RAI che Mediaset siano OBBLIGATE a possedere una sola rete ciascuna e mettere sul mercato le altre.
    La RAI così dimagrita, per diventare autenticamente “servizio pubblico”, deve rinunciare alla pubblicità, e il canone non deve più essere obbligatorio, ma pagato solo dai cittadini editori che lo desiderano, e con la ricevuta di pagamento acquisiscono il diritto di eleggere il direttore generale.

    Solo così i cittadini possono controllare un contrappeso alla televisione privata e se il “servizio pubblico” rappresenterà brillantemente i loro bisogni, farà sentire la loro voce, ci farà vedere il paese reale e ci darà le informazioni che contano, i centomila potranno diventare milioni e pagare il canone convinti di fare un affare.
    Oggi la stragrande maggioranza degli italiani che pagano il canone obbligatoriamente vive questa cosa come una prepotenza, in quanto è una tassa a favore del potere dei partiti e di “servizio pubblico” non vi è proprio nulla.

    Se non si otterrà una riforma del genere, sarà opportuno non pagare più il canone RAI, farla fallire e finanziare le iniziative di Santoro.
    Paolo De Gregorio
    5.11.11


    #137903
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Sono d'accordissimo.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137904
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    https://www.youtube.com/watch?v=P6j24zplOfM&feature=uploademail


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137905
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1323987238=farfalla5]
    https://www.youtube.com/watch?v=P6j24zplOfM&feature=uploademail
    [/quote1323987238]
    Evvai !
    bellissimo messaggio !!!
    la musica è un ottimo conduttore di cultura per questa epoca di nati stanchi …
    Quante cose si stanno muovendo … !lol


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #137906
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Grande pezzo.
    Sono uomini con le loro mogli che scappano ammassati per giorni e giorni.

    Certo tra di loro ci sono anche i “banditi” ma noi non lo siamo?


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #137908
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Bella canzone e bellissima interpretazione.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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