Riflessioni sulle guerre passate e future!

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Questo argomento contiene 516 risposte, ha 48 partecipanti, ed è stato aggiornato da Richard Richard 3 anni, 11 mesi fa.

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  • #67137
    InneresAuge
    InneresAuge
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    [quote1319210742=Pier72Mars]
    ASSASSINI

    Link: http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/10/assassini.html#more

    GHEDDAFI: DOPO LA TRAGEDIA, LA BEFFA

    http://salamelik.blogspot.com/2011/10/gheddafi-dopo-la-tragedia-la-beffa.html

    IL LEONE DEL DESERTO COLPITO A MORTE DALLE BELVE “DEMOCRATICHE”

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9188
    [/quote1319210742]

    Stavo pensando alla stessa cosa, a quanto era “democratico” e “civile” uccidere in quel modo un dittatore (anche se per mano dei “ribelli“).
    Poi però ho pensato a quanto sono ipocrita pensando solo a lui, e non alle migliaia di vittime che non erano famose come lui ma altrettanto umane (se non di più) e forse uccise anche per “mano” sua.
    Quando si ingaggia la guerra, non c'è niente di civile o democratico… e finisce per non esserci una parte “giusta“.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #67138
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    http://www.youtube.com/watch?v=lFMUFHMzTns&feature=youtu.be #fisc


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #67139
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #67140

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9213

    10 OSSERVAZIONI GEOPOLITICHE SULL'OCCUPAZIONE DELLA LIBIA
    Postato il Martedì, 25 ottobre @ 21:30:00 CDT di davide

    DI LUIGI AMBROSI

    L' esecuzione di Gheddafi e l'occupazione della Libia ricorrendo al governo fantoccio del CNT chiudono, per ora, l'ennesima operazione imperialista delle principali potenze ex-coloniali. L'intero fronte dei vincitori occidentali della seconda guerra mondiale (USA, GB, Francia) si è ritrovato unito per banchettare sulle risorse di uno Stato sovrano. Alcune osservazioni geopolitiche sono necessarie, intendendo per geopolitica l'analisi dei rappporti di forza internazionali, geopolitica ancora sottodimensionata nelle analisi nonostante i precedenti storici (dal Congresso di Vienna alla Conferenza di Yalta) dovrebbero suggerire una attenzione prioritaria

    Prima osservazione: la “riconquista” della Libia rappresenta una vittoria internazionale della NATO e dell'imperialismo occidentale che riaffferma il proprio primato politico e militare sul pianeta. Essa è un monito per tutti gli Stati sovrani a non contrapporsi agli interessi economico-politici dei Paesi dell' Alleanza occidentale che, se anche in crisi economica, conservano un arsenale di fuoco da renderle ancora superiori. Iran, Siria, Venezuela, Bolivia e soprattutto i Paesi BRICS sono avvertiti. Abbiamo assistito ad un puro atto di neo-colonialismo delle vecchie potenze ex-coloniali; possiamo pensare che la Nato abbia vinto la prima battaglia della nuova guerra mondiale, quella contro i Brics, Cina in testa. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che la morte di Gheddafi significa che “stiamo vedendo la potenza della leadership americana in tutto il mondo”. In aggiunta questa volta ha coinvolto pienamente nella guerra numerosi Stati europei.

    Seconda osservazione: la crescita dell'influenza politica (ed economica) dei Brics come alternativa all'Impero occidentale e alla Nato incontra una significativa battuta d'arresto: la gran parte dei Paesi del mondo potrà risultare intimidito da questa prova di forza, dalla liquidazione di uno Stato sovrano e dall'esecuzione di un capo di Stato, dalla distruzione delle infrastrutture e dal sequestro delle materie prime avvenuto grazie a otto mesi di guerra. In questo contesto appare come un grave errore la scelta di Russia e Cina di non aver ricorso al veto in sede ONU, a fronte degli USA che vi ricorrono da decenni nei confronti delle risoluzioni sullo Stato Palestinese. A meno che non vi sia una strategia più sofisticata dietro a questa scelta; non vogliamo pensare che la Cina si sia accontentata delle dichiarazioni di un vicepresidente USA di riconoscimento della sovranità cinese su Taiwan e Tibet. Sicuramente la Cina ha bisogno di prendere tempo ed evita le trappole della ricerca di scontro frontale, e la Russia ha iniziato ora la campagna elettorale che dovrebbe vedere Putin sostituire un Medved più compromesso con l'Occidente. Fatto sta che entrambe hanno subito una battuta d'arresto e un significativo danno economico (30 000 operai cinesi evacuati dalla Libia, vaste forniture militari e sfruttamento di giacimenti gas/petroliferi annullati alla Russia ecc.).

    Altrettanto grave per i Brics è il passaggio del territori libico sotto il controllo dell'imperialismo occidentale nella prospettiva del controllo dell'Africa e del Mediterraneo: il possibile spostamento della sede dell'Africom (la Nato in Africa) dalla Germania alla Libia permetterà di operare con più efficienza in Africa, terra di materie prime, a ridosso di un Sudan cooperante con la Cina e più vicino a Congo e Angola dove da ben oltre un decennio le multinazionali finanziano separatismo e guerre feroci per riprenderne il pieno possesso; l'Africa è territorio di investimento di tutti gli altri Paesi Brics, dall' India alla Russia al Sudafrica al Brasile. Per quanto riguarda il controllo del Mediterraneo, esso sarà completo se l'alleanza occidentale riuscira a ripetere in Siria quanto fatto in Libia, ed espellere così dal questo mare la flotta russa, ultima presenza ingombrante.

    Poichè viviamo in occidente dove la propaganda a favore della guerra è stata martellante, questa osservazione sulla battuta d'arresto per i Brics e gli Stati sovrani del mondo può non trovare riscontro nel resto del mondo: dopotutto Cina India Russia, l'intera Unione Africana, buona parte della Lega araba, gran parte dell'America Latina hanno preso posizione fin dall'inizio contro l'intervento Nato ed il suo trascendere dai limiti della risoluzione ONU. In questo caso la Nato, anche se vittoriosa sul campo, risulterebbe ancor più isolata politicamente agli occhi del mondo.

    Terza osservazione: UE si divide politicamente nella guerra di Libia. Gli Usa sono riusciti a dividere politicamente l' Europa e ad isolare la Germania che non ha partecipato alla guerra: in questo senso sono riusciti per la prima volta a riproporre il fronte dei “vincitori” occidentali della seconda guerra mondiale. Un altro punto a favore degli USA nella sua guerra contro l'Unione europea e l'euro; quanto questa divisione e isolamento della Germania influirà sulla tenuta dell'Unione europea lo vedremo prossimamente. Lo schema seguito nella guerra pare questo: gli Usa promuovono l'attacco alla Libia insieme al Qatar e con l'appoggio dell'Arabia Saudita, e subappaltano la guerra alla Francia alla quale saranno riconosciuti corposi interessi economici, da condividere con le imprese inglesi e americane. Agli Usa bastano economicamente il rinnovo delle concessioni petrolifere a Chevron ed Exxon, perchè l'interesse è più politico: affermare la superiorità USA nel mondo, stabilire la base militare dell'Africom, creare divisioni in Europa. La Germania (e anche l'Italia) pagano i loro accordi diretti con la Russia per le forniture energetiche e vedono ridimensionati i propri investimenti in Libia.

    Quarta osservazione: l'Italia ne esce malconcia. Insieme a Russia e Cina, l'Italia è il Paese che ne esce più ridimensionato: sia come immagine mondiale, Stato che tradisce un (oltretutto) recente Trattato di Alleanza con la Libia, Stato ex-colonizzatore che , unico tra le ex potenze coloniali, aveva da poco riconosciuto i propri crimini durante l'occupazione fascista ed aveva provveduto ad avviare un significativo risarcimento economico (anche se con denaro pubblico e in subappalto ad imprese dell'area berlusconiana), sia ridimensionato negli interessi e scambi economici. La Francia ha già avvisato l'Italia: non siete più i primi partner economici; appena morto Gheddafi, il Ministro della Difesa francese ha annunciato: “la Francia con la Libia…partner principale. Non ci siamo impegnati in modo tardivo, mediocre, incerto (nota: come invece l'Italia). La Libia ha bisogno di essere riequipaggiata e siamo ben capaci di farlo”. E' il ministro che ha fatto firmare al CNT lo stesso accordo anti-immigrazione fatto firmare a suo tempo da Berlusconi. Air France sostituirà la flotta aerea libica distrutta, Total ha già firmati nuovi contratti di estrazione, la Confindustria francese stabilirà già a gennaio i propri uffici a Tripoli per intervenire su energia, sanità,sicurezza, infrastrutture; già firmato il contratto per una centrale elettrica a Sirte, per le reti di telecomunicazioni (Alcatel e France Telecom), per le linee dell'alta tensione e per lo sfruttamento degli immensi giacimenti di acqua potabile.Azzerate le commesse militari russe a favore di quelle francesi. I gioelli del capitalismo italiano ne usciranno ridimensionati dalle aziende francesi ed angloamericane: Total, BP, Chevron prenderanno spazio all'ENI, l'industria militare francese sostituirà Finmeccanica, e quella delle infrastrutture scalzerà Impregilo ed aggregate. Da notare che ne escono ridimensionate proprio le grandi aziende italiane appetite e sotto attacco delle multinazionali americane (downground recente) e dell'Unione Europea (diventerebbero ostaggio e garanzia degli eurobond, insieme alle riserve aurifere, con placet di Draghi e Prodi). Questo rinnovato e vittorioso fronte atlantico può avere come conseguenze la caduta di Berlusconi (o meglio della maldestra terza via italiana di equidistanza con Russia e Paesi Arabi di memoria Eni-andreottiana-craxiana in politica estera), l'emarginazione dell'Italia e l'isolamento della Germania, con annessa disgregazione dell'area Euro.

    Quinta osservazione: anche l'Europa si converte al Keynesismo di guerra. Il ricorso alla guerra come volano dell'economia in questo nuovo millennio era una prerogativa degli USA: la guerra di distruzione dell'Irak ha dato fiato non solo all'industria militare (mentre i costi sono a carico del denaro pubblico) e a quella petrolifera (estrazione di un barile a 1-4 $), ma anche ha fatto da volano alle aziende delle infrastrutture e della sicurezza: in due parole, distruggere per ricostruire (keynes) possibilmente un concorrente o un nemico. Con la guerra in Libia anche l'Europa adotta questa strategia economica: la Libia ha visto distruggere le proprie infrastrutture con 20.000 azioni di bombardamento, tornando indietro nelle infrastrutture di 20-30 anni, come l'Irak. Ora ci penseranno le aziende occidentali a ricostruire, con i fondi sovrani libici sequestrati e con le condizioni imposte di saccheggio delle materie prime. Se la Libia verrà pienamente pacificata ma non diamolo per scontato), possiamo prevedere una mini-ripresa dell'economia francese e inglese. Ma come non è bastato il saccheggio dell' Irak ad impedire agli USA la crisi economica del 2008, possiamo prevedere altrettanto per il capitalismo europeo coinvolto nella guerra. Dagli otto mesi ininterrotti di bombardamenti si comprende infine perchè da un decennio gli Stati della Nato si stanno dotando di centinaia di cacciabombardieri: avevano già previsto uno scenario di guerra ai popoli del mondo di questo tipo: bombardamenti dall'alto, poche perdite proprie, affari per la ricostruzione, terrore sulle popolazioni non occidentali. I bombardamenti sul Belgrado hanno fatto scuola.

    Sesta osservazione: le nuove modalità di guerra dell'impero occidentale. È stato lo stratega di politica estera USA, il vicepresidente Joe Biden, a essere illuminante; “In questo caso, l’America ha speso due miliardi di dollari e non ha subito un solo decesso. Questa è un’indicazione su come trattare con il mondo nel futuro, diversamente dal passato.” ovvero guerre si ma a costi imperiali ridotti. Nell'epoca in cui il capo dell'Impero è il premio nobel della pace Obama, eletto all'insegna del “Noi possiamo cambiare”, le guerre imperialiste non possono avere la grettezza delle giustificazioni ideologiche di Bush, del “nuovo secolo americano”, della “missione divina” o della più semplice “esportazione di democrazia” elaborate dagli intellettuali di destra. Le giustificazioni devono essere ideologicamente più sofisticate ed ecco allora accorrere gli intellettuali “di sinistra”, primo fra tutti il francese Bernard Levy. La difesa dei diritti umani della popolazione locale violati da despoti o dittatori: questa motivazione, che già cominciava ad emergere nella guerra in Afghanistan (dalla vendetta contro Bin Laden si è passati alla difesa delle donne, contro i burka e per il loro diritto all'istruzione, nulla a che vedere col reale “grande gioco” asiatico) è la motivazione addotta per la guerra alla Libia e quella che potrà essere adottata per le future guerre dell'imperialismo occidentale. Un grande successo USA è stata farla adottare dall'Onu, in violazione al principio di sovranità degli Stati nazionali. Naturalmente si è dimenticato di applicarla a tutto l'interminabile elenco che riguardava gli Stati filo imperiali (la tragedia dei desaparicidos in tutta l'america latina, per esempio, o dei palestinesi), Questa strategia della “difesa dei diritti umani” va poi accompagnata da un grande supporto mediatico, anche o soprattutto di menzogne che nel caso libico sono state clamorose. Decisivo il supporto di Al Jaziras, tv in palese conflitto di interessi visto il ruolo armato svolto dal suo proprietario, lo sceicco del Qatar. L'uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione e di internet abbinato all'uso massiccio dei droni sono gli elementi nuovi di questa nuova metodologia di guerra, Inclusa la notevole partecipazione attiva degli intellettuali della “sinistra” imperialista e dei pacifinti, che fanno ricordare quel graffito di Barcellona degli indignados (del resto troppo assenti al tema della guerra, esclusi quelli newyorkesi): “Dove è la sinistra? In fondo a destra”. Ma è storicamente noto che la sinistra nei paesi capitalisti si è sempre divisa quando sono in gioco gli interessi coloniali o imperiali nazionali.
    Ciò che è più pericoloso di questa strategia è la creazione di un precedente: diritti umani + menzogne = confisca dei beni esteri + guerra. Questa procedura viene preparata fomentando divisioni nello Stato sovrano su basi etniche, religiose,su spinte autonomistiche: in Irak è stata la divisione religiosa tra sunniti, sciiti ed etnica coi curdi; in Libia la divisione determinata dalle spinte autonomistiche della Cirenaica. Sorprende che abbiano ancora successo nonostante la notorietà del detto “Dividi et impera”. Questa procedura, che prevede anche un uso spregiudicato delle ONG, può essere applicata in qualsiasi momento contro chiunque: il Darfur per attaccare il Sudan, la Cabinda per premere sul Congo, la rivoluzione colorata verde e i Curdi per Iran (e Turchia), la repressione di una sospetta opposizione per la Siria, la protesta ecologica degli indios per Bolivia ed Equador, per finire col piatto più ghiotto, il Tibet per la Cina. Se questo non basta c'è sempre l'opzione golpe, come tentato in Venezuela. Naturalmente il separatismo è invece illecito nei paesi occidentali. L'operazione Libia è stata un confondere col gioco delle tre carte: proteste in Tunisia, Egitto, Cirenaica, l' Impero dove interverrà adesso? Avevamo dei dubbi? Ora la Libia è occupata, ed Egitto e Tunisia probabilmente finiranno sotto un contollo islamico telecomandato dall'alleato USA, l'Arabia Saudita; primavera araba = cambiare tutto perchè non cambi nulla se non quello che ci interessa (la Libia)

    Settima osservazione: chi viene adesso? Il “grande gioco” insegna che chi controlla il centro dell'Asia controlla l'Asia, e chi controlla l'Asia controlla il mondo; l'imperialismo occidentale sta costruendo la sua pista, che lo porta a mettere il suo fiato mortifero addosso alla Cina, principale concorrente in questa epoca. L'Afghanistan è stato il primo indizio, l'invasione dell'Irak il secondo, le costanti pressioni e minacce all'Iran il terzo, l'estensione delle operazioni di guerra in Pakistan il quarto, l'occupazione della Libia fino all'incombere di una “fly zone” all'occidentale sulla Siria il quinto, nella rinnovata alleanza con l'Arabia Saudita per il controllo del Medio Oriente. Da aggiungere tutte le manovre più o meno celate nei diversi Stati centrasiatici.
    Ma poichè l'impero occidentale vuol essere mondiale, non trascurerà di difendere i diritti umani in Africa, grande giacimento di materie prime e di terreni agricoli, con l'Algeria, il Sudan, Somalia,Congo e Angola primi della lista. E perchè lasciare senza diritti umani i paesi dell'Alba in latino-america con primi della lista Venezuela Cuba Nicaragua Bolivia ed Equador? Già le ONG si stanno attivando in Bolivia per preparare il terreno, alla faccia della cooperazione internazionale. Obiettivo finale dell'imperialismo occidentale: sbaragliare la presenza crescente dei Brics e di ogni Stato che pretenda di essere sovrano.

    Ottava osservazione: le alleanze inedite con l'integralismo islamico. La Libia ci ha offerto questa alleanza apparentemente inedita tra imperialismo occidentale e integralismo islamico, rispolverata dai tempi della lotta comune in Afghanistan contro la presenza dei sovietici. Non a caso Al Qaida era il nome del data-base della Cia in cui venivano registrati e reclutati i combattenti islamici in Afghanistan contro i sovietici. Mentre contemporaneamente l'Impero afferma di combattere in Afghanistan “contro l'integralismo islamico”, qui nel Mediterraneo si allea con esso (è dato di fatto che le milizie del CNT siano in gran parte formate da islamisti radicali) per rovesciare gli Stati invisi : vale per la Libia e per la Siria. Da notare che questa alleanza permette agli islamisti radicali di procedere alla liquidazione degli ultimi Stati laici rimasti in queste aree: il primo è stato l' Irak, ora è il turno di Libia e Siria. Con la probabile vittoria dei Fratelli Mussulmani (v.Arabia Saudita) in Egitto e similari inTunisia si profilerebbe un fronte islamico integralista lungo tutto il nordafrica che l'Occidente ha contribuito decisivamente a formare: apparenti paradossi della storia e delle ideologie, ma al capitalismo interessa solo potere e profitto.
    E le donne sono le prime a farne le spese: il CNT ha già annunciato di voler applicare la legge islamica e rivedere la legislazione su matrimonio e divorzio.

    Nona osservazione: la verifica dei motivi economici della guerra. La scuola marxista insegna a ricercare i motivi economici e di dominio di classe all'interno degli eventi storici, La guerra di Libia, annunciata per la difesa dei diritti umani di manifestanti a Bengasi, manifesta subito i veri interessi, vedi dichiarazioni del Ministro Francese e l'esultanza della Clinton e di Obama. Interessi per il petrolio, interessi per gli appalti di infrastrutture, interessi per l'acqua, interessi per impedire l'introduzione di una moneta aurifera in Africa in contrapposizione al dollaro, interessi politici imperiali di predominio. Tutto sembra sia stato scatenato dall'accordo tra ENI, governo italiano e libico: l'Eni accettava di vedersi ridurre le percentuali di pagamento del petrolio e gas estratti, percentuali che scendevano al 12,5 % invece delle precedenti 30-40%; in cambio l'Italia avrebbe avuto congrui appalti per infrastrutture. Questo accordo suscitò la violenta reazione delle compagnie petrolifere francesi (Total), inglesi (BP) e americane (Chevron, Exxon) che temevano veder applicato anche a loro la riduzione al 12.5 % sui barili estratti. Vedremo i nuovi accordi col governo fantoccio. Gli appalti per la costruzione di infrastrutture e per lo sfruttamento di nuovi giacimenti erano stati affidati dal governo libico di Gheddafi a italiani russi cinesi (in piccola parte anche ai tedeschi), tagliando fuori le potenze atlantiche: già ora il governo del CNT li sta consegnando alla Francia, che ha già presentato il conto, e che sta avocando a se la ricostruzione delle infrastrutture e le forniture militari (precedentemente russe e italiane). Per le ingenti risorse idriche sotto il Sahara che il Governo libico di Gheddafi aveva fatto incanalare nella più grande infrastruttura idrica mai costruita dall'uomo, ancora la Francia sta manifestando interesse. Per la moneta aurifera che doveva servire alle transazione dei popoli africani in sostituzione della cartaccia dollaro, naturalmente non se ne parlerà più. Una cosa che accomuna Gheddafi a Saddam è l'aver entrambi manifestato l'intenzione di non voler più accettare dollari come moneta unica di transazione delle proprie materie prime: possiamo pensare che gli Usa abbiano il terrore che gli Stati sovrani abbandonino il dollaro, ormai iper-stampato. Infine,avremo modo di verificare se gli USA intenderanno spostare la base dell'Africom in Libia, e se vi sarà un crescendo di scenari di guerra nel vicino Sudan ed Algeria. Sicuramente a breve avremo modo di assistere ai litigi degli avvoltoi atlantici su come spartirsi la salma libica.

    Decima osservazione: la necessità per gli Stati Sovrani di possedere armi di deterrenza
    Spiace constatare che, avendo la Libia rinunciato a dotarsi di armi nucleari e similari, sia stata attaccata e distrutta mentre la Corea del Nord genera timori e titubanze all'impero. Se Gheddafi avesse avuto l'atomica, sarebbe ancora vivo e la Libia sarebbe sovrana. I Paesi fuori dal fronte occidentale possono solo dire : “Forza Iran”
    La difesa dei diritti umani in Libia e altrove la lascio agli ingenui o ai colti intelletuali neo-imperialisti.
    Concludo rendendo onore a Gheddafi che promise di morire armi in pugno per difendere il proprio paese e così ha fatto; c'è qualcuno che mi indicherebbe il nome di qualche leader politico italiano od occidentale disposto a imitarlo?

    Luigi Ambrosi
    24.10.2011

    Per saperne di più

    L'esultanza in diretta dell'impero (Clinton)
    http://www.youtube.com/watchfeature=player_embedded&v=A6oHZDOnzTU

    escono gli interessi economici degli avvoltoi
    http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=22-10-2011&pdfIndex=40

    Chi ha ucciso Gheddafi?
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9193

    breve elogio a Gheddafi
    http://www.comunismoecomunita.org/?p=2822.

    Cosa disse veramente a Roma Gheddafi e “Indignati ma imperialisti?”
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9188

    come stavano i libici con Gheddafi- il maggior reddito procapite d'Africa
    http://codenamejumper.wordpress.com/2011/08/28/perche-i-libici-amano-il-colonnello-gheddafi/
    e http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9021

    Riflessione geopolitica
    http://selvasorg.blogspot.com/2011/10/colpo-di-grazia-al-prigioniero-gheddafi.html#more

    Gli intelletuali imperialisti di sinistra “estrema”
    http://aurorasito.wordpress.com/tag/samir-amin/

    Per non dimenticare l'afghanistan
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/torture-nel-carcere-italiano/2163518

    Qualcuno ha chiesto dati sul tenore di vita dei Libici
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_Paesi_per_Indice_di_sviluppo_umano
    Si vada a metà pagina per vedere dove sta(va) la Libia.

    La Libia di Gheddafi:

    – Indennità di disoccupazione: 730$ mensili (in Libia la vita costa 1/3 rispetto a qui)
    – Pil pro-capite: 14.192$ – DEBITO/PIL: 33% (secondo il sito della CIA al 2010 è il paese meno indebitato al mondo)
    – Ogni membro di una famiglia riceve dallo Stato 1000$ annuali
    – Per ogni nuovo nato lo Stato dona alla famiglia 7000$
    – Gli sposi ricevono 64.000$ per l’acquisto di una casa
    – Istruzione ed università all’estero a carico dello Stato
    – Prezzi simbolici dei prodotti alimentari base per le famiglie numerose
    – Erogazione gratuita di prodotti medicinali e farmaceutici
    – 1 litro di benzina costa 0,14$ dunque è più economica dell’acqua
    – Energia elettrica gratuita
    – All’apertura di un’attività personale si riceve un finanziamento statale di 20.000$
    – Per l’acquisto di una vettura il 50% è versato dallo Stato
    – Prestiti per l’acquisto di un auto o di una casa senza alcun interesse


    #67141
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://ivaw.org/

    Iraq Veterans Against the War
    http://en.wikipedia.org/wiki/Iraq_Veterans_Against_the_War

    Iraq Veterans Against the War (IVAW) is an advocacy group of active-duty United States military personnel, Iraq War veterans, Afghanistan War veterans, and other veterans who have served since the September 11, 2001 attacks who are opposed to the U.S. occupation of Iraq. The organization advocates immediate withdrawal of all occupation forces in Iraq, reparations to Iraq so that the Iraqi people can control their own lives and future, and full benefits, especially adequate health care (including mental health), and other support services for returning servicemen and women.

    why-we-are-against-wars
    http://www.ivaw.org/sites/default/files/public/IVAW_Reasons.pdf


    #67142
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    comunque se era uno scherzo, il tizio vedeva avanti..
    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1333
    ““La nuova era può essere un grande momento di pace e sviluppo per la vostra razza, ma solo se i vostri governanti sono informati delle forze maligne che possono oscurare i loro giudizi
    Resta qui ancora e ascolta, dato che questa occasione può non tornare più. Tutte le vostre armi di malvagità devono essere rimosse. Il momento dei conflitti è ora passato, e la razza della quale fate parte può procedere alle piu’ alte fasi della sua evoluzione se mostrerete di esserne degni.

    Avete tempo ma breve per imparare a vivere insieme nella pace e nella benevolenza. Piccoli gruppi dappertutto sul pianeta stanno imparando questo ed esistono per passare alla luce dell’alba della nuova era di tutti voi. Siete liberi di accettare o rifiutare i loro insegnamenti, ma soltanto coloro che impareranno a vivere nella pace passeranno ai più alti regni di sviluppo spirituale.

    Ascolta ora la voce di Vrillon, rappresentante del Comando Galattico di Ashtar che vi parla. Siate consapevoli che ci saranno molti falsi profeti e guide che operano nel vostro mondo. Succhieranno la vostra energia – l’energia che voi chiamate denaro- usandola per fini diabolici, dandovi in cambio avanzi senza valore. Il vostro Divino sé superiore vi proteggerà. Dovete imparare ad essere sensibili alla voce della Verità dentro di voi che può dirvi cos’è la verità e cos’è la confusione, il caos e la menzogna.

    Imparate ad ascoltare la voce della verità al vostro interno, vi guiderà sul sentiero dell’evoluzione. Questo è il nostro messaggio per i nostri cari amici.”


    #67143

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9247

    LE OPERAZIONI SEGRETE DI WASHINGTON CONTRO L’IRAN
    Postato il Lunedì, 31 ottobre @ 17:10:00 CDT di supervice

    Un ampio raggio di operazioni segrete prese in considerazione dal Congresso USA

    DI ISMAIL SALAMI
    Global Research
    Il programma segreto degli Stati Uniti per stringere come in una morsa la Repubblica Islamica dell'Iran sembra aver assunto una nuova forma dopo il presunto attentato contro l'ambasciatore saudita negli USA, Adel al-Jubeir, che ha fatto storcere il naso agli esperti e agli analisti di tutto il mondo.

    Con la volontà di attuare un’azione incisiva sull’Iran, l'amministrazione Obama ha già imposto una serie di sanzioni contro la Repubblica Islamica. Tuttavia, una commissione del Congresso controllata dai Repubblicani ha di recente sentito una testimonianza che richiede una grossa mole di operazioni segrete contro l'Iran.

    Si pensa che queste operazioni, che vanno dai cyber-attacchi agli omicidi politici, debbano essere giustificate dalla debole scusante che l'Iran sia stato il presunto architetto di un complotto per assassinare l'emissario saudita negli Stati Uniti. Per omicidio politico, i membri del congresso USA intendono la liquidazione degli scienziati nucleari iraniani, un’operazione già avviata da tempo.

    John Keane, generale dell'esercito in pensione, ha detto mercoledì in una seduta delle due sottocommissioni dell’House Committee sulla Sicurezza Interna, “Ora dobbiamo stringere le nostre mani sulla loro gola. Perché non eliminarli? Uccidiamo quelle persone che ne uccidono altre.”

    In seguito, la deputata Jackie Speier (Democratica, California) ha diffuso altre perle di saggezza, chiedendo “una discussione sobria e ragionata “:

    “I dirigenti iraniani devono essere ritenuti responsabili delle loro azioni,” ha detto, “ma non possiamo intraprendere iniziative avventate che potrebbero portare all'apertura di un altro fronte nella 'guerra al terrore', che il popolo americano non vuole e non può permettersi.”

    Naturalmente il governo degli Stati Uniti, in sostanza, non può permettersi di intraprendere una nuova guerra alla luce delle difficoltà economiche che si sono riversate sui cittadini americani, indipendentemente da altri fattori.

    La palla è passata nelle mani del deputato di New York, Peter King, che ha fatto un commento molto bizzarro. Ha suggerito che gli Stati Uniti debbano cacciare i funzionari iraniani dalle Nazioni Unite a New York e Washington, accusandoli di essere delle spie. Ignorando il fatto che le Nazioni Unite sono considerate un organismo internazionale indipendente e che gli Stati Uniti non hanno l'autorità di “cacciare” in blocco nessun corpo diplomatico accreditato.

    Sopraffatto da un sensazione di falso entusiasmo, ha reiterato il presunto complotto iraniano e ha detto con entusiasmo: “Quando si desidera l’omicidio di un ambasciatore, c’è la volontà di uccidere centinaia di americani: si tratta di un atto di guerra. Non credo che possiamo continuare sul vecchio percorso e anche imporre le sanzioni come nel passato. ”

    La raffica di parole al vetriolo contro l'Iran pronunciate dal signor King puzza di quella cieca ostilità che da tempo è sostenuta anche da altri falchi a Washington.

    In realtà, le mosse anti-iraniane sono iniziate nel 2007 quando il Congresso approvò con l'allora presidente George W. Bush l’aumento dei fondi per le missioni segrete contro l'Iran. Secondo un funzionario dell'intelligence che ha parlato al Blotter di ABCNews.com, alla CIA fu data l'approvazione presidenziale per iniziare le operazioni segrete in Iran. A tal fine, un decreto presidenziale firmato da George W. Bush concesse oltre 400 milioni di dollari. Il fine ultimo di questa direttiva era quello di colpire il governo religioso iraniano e le operazioni consistevano nel dare supporto alle minoranze dell’Ahwaz, a quelle beluche e ad altri gruppi dell’opposizione, così come per raccogliere informazioni riguardo i siti nucleari iraniani.

    Parlando in veste anonima –data la natura del soggetto -, il funzionario dell'intelligence ha confermato che Bush firmò una “nonlethal presidential finding”, dando carta bianca alla CIA per intraprendere azioni di sabotaggio, una campagna coordinata di propaganda, di disinformazione e di manipolazione della valuta iraniana e delle sue transazioni finanziarie per destabilizzare il governo ed eventualmente ottenere un cambio di regime in Iran.

    “Non posso confermare né smentire l' esistenza di tale programma, né se il presidente l'abbia firmato, ma sarebbe coerente con un approccio globale americano che cerca un modo per mettere pressione al regime”, ha detto Bruce Riedel, un alto funzionario della CIA in pensione, esperto di Iran e di Medio Oriente (ABCNEWS.com 22 maggio 2007).

    Nel giugno del 2007 la rivista The New Yorker pubblicò una storia simile di Seymour Hersh, confermando che la direttiva era stata firmata da Bush e che aveva l’obbiettivo di destabilizzare la Repubblica Islamica.

    “La direttiva era aveva lo scopo di minare le ambizioni nucleari iraniane e di provare a indebolire il governo per tentare un cambio di regime”, sono le parole di una persona a conoscenza dei fatti che stava “lavorando con gruppi di opposizione, consegnando i fondi”.

    Dal punto di vista dell'intelligence, il fatto che il governo degli Stati Uniti stia ricorrendo a operazioni segrete contro l'Iran esclude la possibilità di un attacco militare contro questa nazione.

    Stando ai rapporti, gli ambasciatori statunitensi a Islamabad hanno ripetutamente chiesto l'apertura di un consolato nella provincia del Belucistan, una richiesta degli Stati Uniti alquanto sospetta. Nel 2011 tale richiesta è stata rinnovata a Islamabad dall'ambasciatore Cameron Munter. La persistenza di queste istanze va presa sul serio. Il Belucistan ha un'importanza strategica in quanto è un rifugio per il gruppo terroristico anti-iraniano Jundullah, ed è una regione separatista pakistana.

    In realtà, Washington auspica con favore la creazione di un “Grande Belucistan” che integrerebbe le aree beluche del Pakistan con quelle dell'Iran. Il colonnello Ralph Peters, esperto militare, ritiene che il Pakistan vada diviso, portando alla formazione di uno stato separato: il “Grande Belucistan” o “Belucistan Libero” (Giugno 2006, The Armed Forces Journal). Così si riunirebbero le province beluche del Pakistan e dell’Iran in una singola entità politica plasmabile agli interessi di Washington.

    Sembra quindi che gli Stati Uniti abbiano due motivi per sperare in questa approvazione. Intanto, potrebbero realizzare il sogno di formare il Grande Belucistan e di consolidare la propria ferma presenza in questa zona separatista del Pakistan e in secondo luogo, potrebbero avvalersi della propria influenza per portare a termine azioni di sabotaggio contro l'Iran.

    All’inizio del 2007 Blotter di ABCNEWS.com ha svelato il ruolo del governo degli Stati Uniti nel supporto di un gruppo di terroristi iraniani, responsabile di macabri omicidi di civili iraniani al confine tra Iran, Pakistan e Afghanistan. Il gruppo terroristico non si è risparmiato per seminare il terrore nella provincia meridionale iraniana del Sistan-Belucistan e la loro sete di omicidi e di crudeltà non conosce il perdono. Le vittime rivendicate dal gruppo comprendono molte donne e bambini, che sono diventati gli obiettivi principali. Nel luglio del 2010 il gruppo ha realizzato un paio di attacchi suicidi in un'importante moschea sciita nella città di Zahedan, capitale della provincia iraniana del Sistan-Belucistan, uccidendo dozzine di fedeli e ferendone centinaia.

    Sebbene i funzionari statunitensi neghino ogni “finanziamento diretto” ai gruppi terroristici, riconoscono di tenere contatti regolari con i dirigenti del gruppo. Un attacco terroristico simile è stato lanciato dallo stesso gruppo a una moschea di Zahedan nel maggio 2009, portando al martirio di molti fedeli.

    È abbastanza triste vedere che l'Inter-Services Intelligence pakistano (ISI) abbia implicitamente sostenuto il gruppo e, secondo quanto riferito, abbia trovato rifugio ad alcuni membri di alto profilo in coordinamento con la CIA.

    Non è paradossale che Jundullah, un gruppo terroristico germogliato da al-Qaeda, sia direttamente finanziato dal governo degli Stati Uniti, che continua a diffondere in tutto il mondo la cosiddetta “guerra al terrore”?

    Tutto questo dovrebbe far abbassare la testa agli Stati Uniti, presi dalla vergogna e dall’umiltà.

    **********************************************
    Fonte: Washington's Black Ops against Iran

    29.10.2011

    Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di REIO


    #67144

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9261

    LA PIÙ GRANDE MINACCIA ALLA PACE MONDIALE
    Postato il Mercoledì, 02 novembre @ 17:10:00 CDT di supervice

    DI GILAD ATZMON
    http://www.gilad.co.uk
    Secondo Ynet, il premier Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Ehud Barak sono estremamente preoccupati dalla “minaccia iraniana”. Questa settimana il Yedioth Ahronoth, il principale quotidiano israeliano, ha riportato che Netanyahu e Barak spingono per un'azione contro l'Iran.

    Secondo il leader comunista israeliano Nahum Barnea, i capi delle forze armate – e il Mossad – si sono opposti all'idea di agire contro l'Iran al momento.

    L'ex capo del Mossad, Meir Dagan, aveva già affermato che un attacco aereo sull'Iran era “un'idea stupida” e aveva messo in guardia contro le conseguenze disastrose che avrebbero seguito una tale azione: una guerra regionale totale. A quanto pare, Dagan ha perso il lavoro per aver espresso la sua opinione in merito.

    Sembra quasi che Israele stia preparando il terreno per un attacco contro l'Iran che potrebbe finire in un orribile conflitto mondiale. La dirigenza israeliana sembra non riuscire ad afferrarne il significato. Questa leadership è riuscita a costruirsi la reputazione di un’entità sfuggente con i concetti di colpevolezza e responsabilità. Fondamentalmente, non riesce a capire le conseguenze delle proprie azioni.

    Ma ancora più devastante, anche le lobby israeliane di tutto il mondo sono lontane dall'essere responsabili delle proprie azioni. Liam Fox, che la scorsa settimana si è dimesso dalla carica di Segretario della Difesa britannico, è stato fortemente sostenuto dalla lobby ebraica. Era, inoltre, un sostenitore entusiasta di un eventuale attacco all'Iran. C'è ancora da decidere se Fox fosse un “agente del Mossad”, una “marionetta della lobby israeliana” o semplicemente un “utile idiota”. Ad ogni modo, era chiaramente al servizio degli interessi di Israele in mezzo a noi.

    Ma non era solo, dal momento che l'80% del nostro partito al governo è composto dai Conservatori Amici di Israele.

    Non è forse giunto il momento adatto per allontanarsi il più possibile da Gerusalemme e dai suoi burattini?

    **********************************************
    Fonte: GILAD ATZMON: THE GREATEST THREAT TO WORLD PEACE

    29.10.2011


    #67145
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Gli israeliani sono divisi sull'opportunita' di un attacco all'Iran per distruggerne gli impianti nucleari che si sospetta abbiano il fine di produrre bombe atomiche, secondo un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Haaretz. Stando al sondaggio, infatti, il 41% degli interpellati in un campione rappresentativo della popolazione adulta, e' del parere che Israele debba attaccare gli impianti iraniani, il 39% e' di opinione contraria. Il 20% non ha preso posizione…
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/11/03/visualizza_new.html_644596246.html


    #67146

    Xeno
    Partecipante

    [quote1320411524=Richard]
    Gli israeliani sono divisi sull'opportunita' di un attacco all'Iran per distruggerne gli impianti nucleari che si sospetta abbiano il fine di produrre bombe atomiche, secondo un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Haaretz. Stando al sondaggio, infatti, il 41% degli interpellati in un campione rappresentativo della popolazione adulta, e' del parere che Israele debba attaccare gli impianti iraniani, il 39% e' di opinione contraria. Il 20% non ha preso posizione…
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/11/03/visualizza_new.html_644596246.html
    [/quote1320411524]
    In realtà stanno aspettando il segnale;questo segnale è ancora presto per essere dato.
    Difatti questo sondaggio bisogna rifarlo e riguardarlo dopo la guerra con la Siria.Infatti si sta preparando il teatro farsa simil Libia come possiamo ben vedere quà —-> http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=158138
    la “famosa” primavera araba nn è terminata.


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