Riflessioni sulle guerre passate e future!

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  • This topic has 516 risposte, 48 partecipanti, and was last updated 4 years fa by RichardRichard.
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  • #67197
    Spiderman
    Partecipante

    L’ipocrisia dentro la bugia dentro la messinscena

    Ci dice *l’ANSA che “Monti ha appreso con dolore il grave incidente in Afghanistan nel quale hanno perso la vita tre militari italiani.”

    Questa è l’ipocrisia.

    Ve lo vedete Monti che davvero soffre, anche per un solo millesimo di secondo, per i tre militari italiani morti annegati, quando lui stesso si sta adoperando come un matto per consegnare il nostro paese nelle mani dei banchieri e dei guerrafondai che si arricchiscono proprio scatenando guerre di genocidio in tutto il mondo?

    ”l Ministro Terzi ha rinnovato i sentimenti di gratitudine nei confronti delle nostre Forze Armate, sottolineando la “profonda ammirazione per i nostri militari che, prestando servizio con onore e dedizione nei teatri di crisi, forniscono il loro prezioso contributo alla pace ed alla sicurezza internazionale”.

    Questa è la bugia.

    Non ci può essere nessuna ammirazione per dei mercenari che vanno ad uccidere impunemente vecchi, donne e bambini in giro per il mondo, e soprattutto non c’è mai stato nessun “teatro di crisi”. Gli afghani stavano benissimo, prima che arrivassimo noi a rubargli quel poco che ancora gli rimane. Il “teatro della crisi” glielo abbiamo portato noi, già confezionato e pronto per l’uso, dal palcoscenico alle scenografie, dalle comparse al cast degli attori, dalle luci di scena al capocomico, dalle locandine alla biglietteria, dalle poltrone di platea alla sceneggiatura completa ed approvata.

    Il palcoscenico è lo schermo perennemente illuminato del nostro televisore, che ormai abbiamo imparato a scambiare per la realtà che ci circonda. Le scenografie sono le grotte vuote dell’Afghanistan, …

    … dove in dieci anni non ci è mai entrato un solo talebano nemmeno per pisciare. Le comparse sono tutti gli abitanti del luogo, che si aggirano inebetiti sullo sfondo di ogni azione di guerra, senza nemmeno più sapere chi siano, cosa vogliano o dove debbano andare. Gli attori principali sono i nostri eroi in tuta mimetica, pieni di stellette, motti e decorazioni, che entrano ed escono di scena con l’agilità dei protagonisti di un videogame da combattimento. Marziani rivestiti di kevlar, con vista all’infrarosso e proiettili al titanio, sbarcati da un altro pianeta per devastare la tranquillità e l’armonia di un popolo in pace con sè stesso. Le luci di scena sono le bocche dei nostri cannoni e dei nostri fucili, che illuminano in modo impietoso chiunque si trovi di fronte, ma permettono a chi tira il grilletto di restare discretamente nell’ombra. Il capocomico sono i reporter della TV, sempre pronti a dare il là alla popolazione mondiale ad ogni cenno della regia. Le locandine sono i titoli vuoti dei nostri giornali, che ci raccontano di avventure affascinanti che non hanno nulla a che vedere con la vita reale. La biglietteria sono le nostre pompe di benzina, dove ci inginocchiamo ogni giorno per pagare il prezzo “inevitabile” di una guerra voluta ed organizzata dalle stesse persone che ci vendono quella benzina. Le poltrone di platea sono i divani di casa nostra, unti di cibo e macchiati di birra, dove una massa informe di persone osserva distrattamente quegli eventi lontani, senza nemmeno domandarsi se quelle macchie scure sullo schermo siano esseri umani o comparse di cartone. La sceneggiatura è sempre la stessa, da mille anni a questa parte: noi siamo i buoni, gli altri sono i cattivi, difendiamoci e uccidiamoli prima che loro uccidano noi. Dio lo vuole, lui sarà sempre dalla nostra parte.

    E infine c’è la messinscena: Il CONI ha chiesto “un minuto di silenzio su tutti i campi di gara per ricordare i tre militari italiani morti in Afghanistan.”

    Domenica quindi milioni di italiani si alzeranno svogliatamente in piedi, sulle scalinate dello stadio, abbassando mestamente lo sguardo, mentre approfittano di quel minuto gettato al vento per studiare il percorso migliore per dare una trombatina all’amante prima di tornare a casa, il modo migliore per non pagare l’ICI sulla casa di montagna, o il modo migliore per dare dentro la macchina a benzina e farsi il turbodiesel senza pagare un euro di differenza.

    Nel frattempo non si rendono conto che con quella messinscena collettiva stanno onorando proprio quegli assassini prezzolati che gli permettono di avere – rubandoli per nostro conto al terzo mondo – i soldi per pagarsi l’amante a tempo pieno, per godersi la loro casetta di montagna, o per parcheggiare davanti al bar con il turbodiesel nuovo di pacca.

    Ora basta però, arbitro, un minuto è già passato! Fischia che di questa menata non se ne può più.

    Massimo Mazzucco

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3946&com_id=212872&com_rootid=212869&com_mode=flat&com_order=0#comment212872

    * http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/02/20/visualizza_new.html_101402264.html


    #67198
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    La Corea del Nord cede: aiuti alimentari in cambio dello stop al programma nucleare

    In cambio della moratoria gli Stati Uniti garantiranno al regime 240mila tonnellate di cibo, cui in futuro si aggiungeranno ulteriori sostegni a patto che non ci siano ripensamenti nelle posizioni del regime. I rifornimenti saranno consegnati con cargo mensili entro l'anno prossimo e la distribuzione sarà controllata affinché gli alimenti arrivino a chi ne ha realmente bisogno
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/corea-nord-cede-aiuti-alimentari-cambio-dello-stop-programma-nucleare/194841/


    #67199
    Solone
    Bloccato

    E si fidano di mangiare i cibi mandati dai loro acerrimi nemici?


    #67200
    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1331039067=Solone]
    E si fidano di mangiare i cibi mandati dai loro acerrimi nemici?
    [/quote1331039067]

    Se fosse solo la facciata, e in realtà non fossero i loro “acerrimi nemici”?

    http://www.fourwinds10.net/siterun_data/government/new_world_order/news.php?q=1237932766

    Ignore any missile fired by the North Korean illuminati puppet state

    North Korea is nothing more than an illuminati puppet state, according to both a senior Chinese government source and a veteran Japanese politician who was charged with negotiating with North Korea.

    Ignorare ogni missile sparato dalla Corea del nord, stato fantoccio degli illuminati.

    La Nord Corea non è nulla di più che uno stato fantoccio degli illuminati, secondo sia un'importante fonte del governo cinese e un politico giapponese di lungo corso, che hanno l'incarico di negoziare con la Nord Corea.


    #67201
    Solone
    Bloccato

    Allora sarebbe più plausibile, ma comunque tutte queste sceneggiate a cosa servirebbero? Non capisco.


    #67202
    prixiprixi
    Amministratore del forum

    [quote1331052714=Solone]
    Allora sarebbe più plausibile, ma comunque tutte queste sceneggiate a cosa servirebbero? Non capisco.
    [/quote1331052714]
    esattamente a questo, a non farci capire 😉


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #67203
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    Obama invita Russia e Cina a ridurre le armi nucleari
    In occasione del vertice sulla Sicurezza nucleare di Seul, il presidente Usa, Barack Obama, ha invitato Russia e Cina a ridurre il proprio arsenale atomico.

    A un anno dal disastro di Fukushima, i 53 leader mondiali si sono riuniti a Seul per il più grande incontro mondiale dedicato alla denuclearizzazione internazionale, allo scopo di trovare soluzioni atte a garantire la sicurezza dei materiali fissili e delle installazioni nucleari in tutto il mondo. Al vertice sulla Sicurezza nucleare hanno preso parte anche i capi delle maggiori organizzazioni internazionali, Onu, Unione Europea e Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.
    Durante il discorso tenuto in occasione del vertice, il presidente Usa, Barack Obama, ha proposto a Mosca di effettuare nuovi tagli al proprio arsenale atomico: riduzioni che comprendano anche le armi tattiche e le testate nucleari di riserva.
    Il premier italiano, Mario Monti, dopo aver ringraziato il leader sudcoreano Lee Myung-bak, “per la sua leadership in un settore chiave per la nostra sicurezza” e Obama “per avere promosso i Vertici sulla Sicurezza Nucleare”, ha dichiarato: “L'Italia è fra i paesi che auspicano il rafforzamento del regime internazionale di sicurezza nucleare e sostiene l'introduzione di verifiche internazionali obbligatorie […]. Occorrerà continuare a lavorare perché la sovranità nazionale non costituisca un ostacolo all'adozione di regole comuni e standard internazionali più stringenti”.
    In merito alla minaccia rappresentata dalle ambizioni nucleari del governo di Pyongyang, deciso a dare il via a test missilistici di lungo raggio, Obama e il collega cinese Hu Jintao hanno concordato sulla necessità di “uno stretto coordinamento” nel rispondere alla “provocazione potenziale” della Corea del Nord. La Cina sembra essere l’unico paese in grado di esercitare influenza sul regime di Pyongyang: “È necessario che la Cina mantenga la sua posizione di collaborazione con la nostra posizione, così come ha indicato, e che trasmetta la sua preoccupazione al governo nordcoreano”, ha affermato, a tal riguardo, il capo della Casa Bianca.
    http://inpuntowebpaesecina.blogspot.it/2012/03/obama-invita-russia-e-cina-ridurre-le.html


    #67204
    brig.zerobrig.zero
    Partecipante

    LA VERA SITUAZIONE IN SIRIA

    Finalmente anche la stampa politicamente corretta si è svegliata e comincia a parlare in maniera più chiara sulla situazione che si è creata in Siria. Per esempio la Repubblica (21 marzo 2012, p. 19) ha scritto: «Rapimenti, torture, esecuzioni sommarie non sono un’esclusiva delle forze di sicurezza siriane, ma anche l’opposizione ha fatto ricorso a pratiche criminali. Ora, avverte ‘Human Rights Watch’, l’organizzazione umanitaria con base a New York, “Le tattiche brutali dell’esercito siriano non possono giustificare gli abusi dell’opposizione contro i loro avversari”. […]. Vi è il pericolo che tutto ciò degeneri in un conflitto a sfondo settario». Il Corriere della Sera (21 marzo 2012, p. 23), collegando l’attacco alla Siria con quello all’Iran, scrive che «Il New York Times ha rivelato ieri [20 marzo] che “il Pentagono ha scelto una simulazione che doveva prevedere le conseguenze di un attacco israeliano. La risposta è stata piuttosto fosca. Gli Usa verrebbero risucchiati nel conflitto e potrebbero perdere diverse centinaia di militari. Magari l’intero equipaggio di una nave colpita per ritorsione dagli iraniani. L’esito del test virtuale ha suscitato grande preoccupazione al Pentagono. […]. Uno strike d’Israele avrebbe ripercussioni drammatiche».

    ● D’altra parte alcuni siti di contro informazione (‘Effedieffe.com’ e ‘SirianFreePress.net’ più canali video correlati 1 e 2) stanno facendo conoscere in maniera più approfondita anche in Italia la reale situazione siriana. Cito alcune notizie riportate in essi ed esorto i lettori a visitare questi siti, per approfondire la questione, che è di fondamentale importanza in sé e per le conseguenze che ne scaturiranno in caso di invasione della Siria da parte delle forze occidentali (Usa, Nato, Israele).

    ● La dottoressa siriana NADIA KHOST (autrice di molte opere sul patrimonio culturale della civiltà araba) scrive che adesso che il regime siriano ha ripreso il sopravvento e sta dando gli ultimi colpi alla «resistenza», gli arrestati cominciano a confessare sinceramente e ne esce un quadro alquanto diverso dalle cronache della stampa occidentale. «Hanno assassinato uomini d’affari e professori d’università. Ora sappiamo che ciascuno di noi può morire in caso di attacco delle bande armate».

    ● Ora emerge che l’esercito di Assad ha risposto a gravissime provocazioni ed è spesso intervenuto per proteggere la popolazione. Invece la stampa occidentale lo aveva accusato – come era avvenuto in Libia – di aggressioni immotivate e feroci e continua a farlo.

    ● Via via che la gente normale viene liberata dall’incubo dei «liberatori», racconta com’era la vita nei territori «liberati»: «Nei quartieri che controllavano, le bande armate hanno impedito ai bambini di andare a scuola, hanno ucciso operai che si recavano al lavoro, hanno vietato ai contadini di andare a seminare sulla propria terra e alle centrali elettriche di rifornirsi; hanno rubato ambulanze, si sono impadroniti di automezzi di privati e delle municipalità. Hanno distrutto la vita dovunque si sono installati».

    ● Uno dei ribelli arrestati a Baba Amra ha ammesso d’aver assassinato almeno cinquanta persone e violentato decine di donne. Si considera un buon musulmano, perché (racconta la Khost) «degli sceicchi wahabiti dell’Arabia Saudita, così come lo sceicco di Al-Jazira Kardawi, pronunciano delle ‘scomuniche’ che legalizzano l’assassinio di cristiani, drusi oltreché dei sunniti favorevoli al governo» siriano. «Le bande siriane che eseguono queste ‘scomuniche’ ricevono fondi dai wahabiti del Katar e dell’Arabia Saudita, insieme alle droghe, che l’armata regolare siriana confisca in grande quantità insieme alle armi».

    ● L’armamento trovato ai ribelli sconfitti merita un capitolo a parte: «obici, mitragliatori di ogni genere, bombe assordanti, obici anti-carro, visori notturni, giubbotti anti-proiettile, materiale di trasmissione sofisticato», insieme a «valute occidentali e israeliane, diversi passaporti».

    ● «L’obbiettivo di questo terrorismo», scrive Nadia Khost, «è frantumare la società siriana, infliggere perdite all’esercito, fare a pezzi la Siria, paralizzare la produzione agricola, industriale, artigianale. Distruggere la struttura dello Stato».

    ● È un’analisi che coincide con l’allarme che da mesi lancia MADRE AGNES-MARIAM DE LA CROIX, carmelitana, superiora del convento di San Giacomo l’Interciso, su tutti i mezzi cattolici specialmente francesi, inascoltata. Ne ha parlato anche Sergio Romano sul Corriere della Sera circa dieci giorni fa. La stessa Madre Agnes-Mariam ha riferito ai ricercatori di una commissione francese che, nella orribile giornata del 6 dicembre, ad Homs «liberata», più di cento persone «sono state ammazzate in combattimenti interconfessionali […] ci sono state scene spaventose, donne violentate, seni tagliati, persone trucidate e troncate a pezzi».

    ● Tre dirigenti del blocco anti-Assad, o Consiglio Nazionale Siriano, se ne sono andati sbattendo la porta. Si tratta di HAITHAM AL-MALEH, KAMAL AL-LABWANI e l’attivista dei diritti civili, la cristiana CATHERINE AL-TELLI. Labwani ha spiegato: «non vogliamo essere complici del massacro del popolo siriano», accusando il Consiglio di «essere legato a progetti stranieri che puntano a prolungare la battaglia in attesa che il Paese sia trascinato nella guerra civile».

    ● Infine, una fonte insospettabile il «Centre Français de Recherche sur le Renseignement», un gruppo d’intelligence privato allestito da vecchi dirigenti del ‘DST’, insieme al «Centre International de Recherche et d’Études sur le Terrorisme & l’Aide aux Victimes du Terrorisme», hanno condotto una inchiesta sul terreno. Il titolo del loro rapporto: «Siria, una libanizzazione artificiale», già dice molto di quel che hanno appurato. Ma il testo merita una lettura integrale. (Cfr. http://www.cf2r.org). Senza lesinare critiche al regime siriano e alla sua gestione della crisi, il rapporto francese denuncia «la falsificazione orchestrata degli eventi, il gioco degli attori stranieri che perseguono, attraverso il loro sostegno agli oppositori, obbiettivi di politica estera che nulla hanno a che vedere con la situazione interna del Paese».

    ● Gli ex agenti dei servizi di Parigi inquadrano la rivolta nella nuova politica americana in Medio Oriente, politica che è stata battezzata come «instabilità costruttiva». Tale strategia, dicono, «posa su tre principi: creare e gestire conflitti a bassa intensità – favorire lo spezzettamento politico e territoriale – e promuovere il settarismo, se non la pulizia etnico-confessionale».

    ● Il concetto e la tecnica di «instabilità costruttiva» sono stati elaborati, dicono i francesi, dai centri neoconservatori americani. E citano al proposito una analisi condotta da ROBERT SATLOFF, l’ebraico direttore del ‘WINEP’, Washington Institute for Near East Policy (un braccio molto influente della lobby israeliana), datato 15 marzo 2005. Dove Satloff scriveva che «gli americani non hanno interesse alla sopravvivenza del regime di Assad, regime minoritario che si regge sull’intimidazione».

    ● Questa politica israelo/americana, dicono gli agenti francesi, «è stata largamente influenzata da una direttiva di ODED YINON, alto funzionario del ministero degli Esteri israeliano, datata febbraio 1982, dove si delinea il progetto geo-strategico di frammentare l’insieme medio-orientale in unità le più minuscole possibile fino allo smantellamento puro e semplice degli Stati vicini ad Israele».

    ● Si tratta dell’articolo apparso sulla rivista ebraica «Kivunim», stampata dal Dipartimento propaganda della ‘Organizzazione Sionista Mondiale’. Il rapporto francese ne cita un passo: «La decomposizione del Libano in cinque province prefigura la sorte che attende l’intero mondo arabo, compreso Egitto, Siria, Iraq e la penisola araba […]. La disintegrazione della Siria e dell’Iraq in province omogenee, dal punto di vista etnico e religioso, è l’obbiettivo prioritario di Israele a lungo termine ed a breve, l’obbiettivo è la dissoluzione militare di questi Stati. La Siria si dividerà in più Stati secondo le linea di frattura delle comunità etniche».

    ● Per ora il piano ha avuto una battuta d’arresto. Le bande armate sono state sconfitte, e con esse i loro manovratori internazionali. L’Iran ha affiancato efficacemente il regime siriano. Russia e Cina hanno detto con chiarezza che considereranno un intervento militare esterno contro Damasco una minaccia alla propria sicurezza nazionale.

    ● Quel che vogliono distruggere, dice Nadia Khost, è «un Paese che si distingue per un tessuto sociale dove le religioni, le confessioni e le etnie si mescolano in una unità nazionale. Un Paese che traduce le opere della letteratura mondiale, che ascolta la musica classica e la musica locale, e dove le donne partecipano alla vita produttiva e pubblica».

    ● Nulla sarà più come prima, dicono però molte altre voci consapevoli. Anche il Libano era un modello di convivenza, prima che «la sicurezza di Israele» diventasse la priorità a cui tutto si deve sacrificare: vite umane, civiltà, verità. Perché, naturalmente, la strategia del terrore continua.

    ● Il 16 marzo due auto-bomba piazzate davanti alle sedi dell’intelligence della forza aerea siriana e della Polizia a Damasco hanno fatto 27 morti e 97 feriti; immediatamente dopo, una bomba è esplosa in un autobus che portava membri dell’Armata di Liberazione palestinese, una entità di palestinesi filo-Iran, nel sobborgo Al Yarmouk di Damasco. Attentati-stragi «tipo Al Qaeda» in cui persino il sito ebraico ‘DEBKA Files’ indica la mano «dell’Arabia Saudita e del Katar per ravvivare la rivolta anti-Assad, dopo che il regime ha schiacciato l’ultima ribellione armata ad Idlib».

    Come si vede la situazione reale della Siria (come quella della Tunisia, Egitto e Libia) è molto diversa da quella descritta dalla stampa politicamente corretta. È in atto una invasione straniera organizzata dagli Usa, Israele e Nato per disintegrare la Siria (come avvenne in Russia negli anni 1980-90), destabilizzare il Medio Oriente (operazione iniziata con le due guerre contro l’Iraq nel 1990 e nel 2003) e poi passare all’aggressione dell’Iran. Per ora la Siria ha tenuto. Bisogna vedere cosa succederà nel futuro prossimo venturo, poiché Netanyahu non ha rinunciato alle sue mire espansionistiche sul Medio Oriente e ad influenzare Obama, sotto elezioni presidenziali, ad appoggiare una campagna militare in grande stile contro la Siria e l’Iran, che avrebbe conseguenze catastrofiche.
    d. CURZIO NITOGLIA

    http://www.doncurzionitoglia.com/vera_situazione_siria.htm


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #67205
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-28/missili-finti-nordcoreani-143656.shtml?uuid=AbxLGsUF
    Che qualcosa non funzionasse a dovere nel programma missilistico strategico nordcoreani lo si era intuito dall'ennesimo fallimento nel test di un missile multistadio, l'Unha-3 esploso in volo pochi minuti dopo il decollo il 13 aprile, ma ora pare che buona parte dei missili di Pyongyang siano finti. Secondo esperti occidentali almeno una mezza dozzina delle armi presentate alla grande parata del 15 aprile in grado di portare a migliaia di chilometri testate atomiche sarebbero solo “mock-up”, cioè modelli, riproduzioni non operative.

    Lo hanno dedotto alcuni esperti missilistici analizzando in particolare le immagini del nuovo missile KN-08 definito dalla propaganda nordcoreana “a lungo raggio” ma che in realtà risulta costruito in metallo troppo sottile per resistere alle temperature e alle sollecitazioni del volo a una velocità di molte volte superiore a quella del suono. In pratica un missile di latta anche se troppo grande per farci giocare i bambini.


    #67206
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    http://www.menphis75.net/aforismi_nwo.htm
    “I militari sono stupidi animali muti da utilizzare solo come pedine in politica estera.”
    Henry Kissinger http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_Kissinger


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