Riscaldamento Globale

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Questo argomento contiene 24 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da elerko elerko 10 anni, 5 mesi fa.

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  • #73183
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Mi sembra giusto collocare questa notizia qui…anche se non ha niente a che vedere con Giuliana Conforto. A proposito mi era sfuggito il video di lei, è impressionante.
    Comunque questa la posto qui:

    Cambiamenti climatici: dalla Sicilia le banane italiane

    Che i banani riuscissero a fruttificare anche in Sicilia e nella Calabria jonica era noto, non tutti gli anni e non sempre con frutti di buona qualità. Ma da circa 15 anni a questa parte la tropicalizzazione della Sicilia sta portando ad avere alberi di banano sempre più fruttuosi e dunque ecco arrivare sul mercato banane dalla Sicilia.
    Ecco dunque l’altra faccia dei cambiamenti climatici che vede in Perù la perdita delle colture di caffè. Nel Sud Italia compaiono frutti tipici della fascia tropicale e l’opportunità di uso di colture non tradizionali è stata presentata all’Open space della creatività contadina durante l’Assemblea dei giovani della Coldiretti che si tiene fino a stasera a Roma.

    Spiega Coldiretti:
    A Palermo questo frutto tipicamente tropicale trova davvero un clima adatto per crescere in maestosi caschi. Nella sua azienda, infatti, grazie al microclima e alla posizione soleggiata, Letizia Marcenò, che ha sempre voluto puntare sulla diversificazione aziendale, riesce a produrre le prime banane nostrane. Per ora si tratta di una produzione limitata, ma che diventa ogni anno sempre più interessante anche per l’ottima qualità del frutto.

    http://www.ecoblog.it/post/15755/cambiamenti-climatici-dalla-sicilia-le-banane-italiane?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #73184
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Intervista al prof. Nicola Scafetta, Duke Univerity. Il sole artefice principale del clima.
    http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=36224
    13. In un recente studio lei mette in relazione il clima terrestre col movimento dei pianeti. In parole semplici, di cosa si tratta?
    I pianeti girano intorno al sole e causano nel sole delle oscillazioni gravitazionali che inducono l’attività solare ad oscillare. Poi il sole oscillante causa oscillazioni sincronizzate nel clima. I miei conti mi hanno portato a concludere che almeno il 60% del riscaldamento terrestre osservato dal 1970 ad oggi è dovuto a cicli naturali presenti nel sistema solare, come un grande ciclo di 60 anni causato dalle maree di Giove e Saturno sul sole.
    14. Tuttavia molti argomentano che i pianeti sono troppo lontani dal Sole e dalla Terra per avere un effetto osservabile sul clima e l’accusano di astrologia. Come risponde a questa obbiezione?
    E’ vero che le forze mareali dei pianeti sul sole sono estremamente deboli. Tuttavia la critica si basa sul presupposto che il sole non possa amplificare la piccola perturbazione gravitazionale. Al contrario, il sole è una sorgente di energia e come tale può funzionare come un amplificatore di deboli perturbazioni gravitazionali. Nei miei lavori propongo una teoria fisica che spiegherebbe questa amplificazione nucleare di perturbazioni gravitazionali che avverrebbe nel sole. Se la teoria è corretta, le forze mareali sono sufficientemente forti da modulare l’attività solare attraverso l’amplificazione interna. Altri meccanismi incogniti sono ovviamente possibili. Ma ci sono forti evidenze empiriche che i pianeti stanno modulando in qualche modo l’attività solare, come anche un recente commentario su Nature ha evidenziato…

    http://www.enzopennetta.it/2013/03/global-warming-nuove-prove-scagionano-la-co2-ma-obama-le-dichiara-guerra/
    Global Warming: nuove prove scagionano la CO2 (ma Obama le dichiara guerra…)
    Di Enzo Pennetta –


    #73185
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Che i più scaltri si stiano riposizionando è segnalato anche su Climate Monitor nell’articolo Clima e catastrofi, tira vento di cambiamento… del meteorologo Guido Guidi, dove leggiamo:

    Accade così che qualcuno stia rivedendo gradualmente le sue posizioni, nel tentativo di riconfigurarsi nei confronti di una discussione che sta prendendo una piega diversa da quella della catastrofe prossima ventura che soltanto pochi anni fa, appunto con l’uscita del 4° report IPCC, molti davano per scontata.
    http://www.enzopennetta.it/2013/04/al-gore-la-fine-di-una-parabola-smantellata-la-sua-macchina-di-propaganda/


    #73186
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Però… ! … :O

    https://www.youtube.com/watch?v=hFn6Db1sjkI

    – Maria Ferdinanda Piva –

    E' tempo di tornare al capezzale dell'Artico, il grande malato del pianeta. Lo faccio con un video che condensa in 30 secondi e due cubetti di ghiaccio oltre trent'anni di fusioni estive: dal 1979 al 2012, quando si è registrata la fusione che ha stracciato tutti i numerosi recordgià inanellati durante gli ultimi tre decenni.

    E, attenzione, si tratta di un video particolare perchè non considera l'estensione dei ghiacci (ora è pressochè normale per la stagione) bensì il loro volume complessivo. E' ovvio: il ghiaccio sottile sparisce più facilmente del ghiaccio spesso.

    Il concetto è alla base della spirale di morte dei ghiacci artici. Non è assolutamente un problema dei soli orsi polari: si ripercuote infatti sul clima globale. Alla riduzione dei ghiacci artici è probabilmente dovuta la gelida primavera in Italia e in buona parte dell'Europa; più in generale favorisce — dicono gli scienziati — le ondate di freddo e di caldo, la persistenza di piogge e siccità. Il video è subito dopo il “continua”.

    Il video, realizzato da Andy Lee Robinson, è su Youtube da due giorni (via Think Progress) ed è basato sul modello Piomas che fornisce una stima del volume dei ghiacci artici ricavata dall'elaborazione di dati raccolti da sottomarini, boe e simili.

    Proprio perchè Piomas è un modello è stato ampiamente criticato: impossibile!, pessimista! disfattista!, eccetera. In febbraio però sono arrivati i dati del satellite Cryosat 2 per il periodo 2003-2012, che confermano le indicazioni di Piomas.

    La malattia dei ghiacci artici ha un nome: riscaldamento globale indotto dalle attività umane che hanno modificato la composizione dell'atmosfera. E ogni volta che scrivo di clima, penso ai raccolti e alla fame.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #73187
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.climatemonitor.it/?p=30663#prettyPhoto
    Sinceramente , sebbene sia giunta a latere di bel altre e ben più spaventevoli considerazioni, l’ammissione da parte del capo dell’IPCC circa il fatto che la temperatura media superficiale globale non ha subito alcun trend significativo negli ultimi 17 anni, è decisamente un bel passo avanti. Certo, ha anche detto che, perché questa assenza di trend possa avere un impatto sull’andamento nel lungo periodo di anni ce ne vorranno 30 o 40 ma al riguardo può stare tranquillo, di tempo ne abbiamo.


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