SALVIAMO IL NOSTRO PIANETA

Home Forum PIANETA TERRA SALVIAMO IL NOSTRO PIANETA

Questo argomento contiene 414 risposte, ha 23 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anonimo 7 anni, 10 mesi fa.

Stai vedendo 5 articoli - dal 411 a 415 (di 415 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #92381

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Gelo perenne per Fukushima

    Gelo perenne per “Fukushima”. Per fermare le ripetute perdite di acqua radioattiva dalla stazione accidentata, i giapponesi stanno progettando di crearvi un gelo perenne. Per farlo, a una profondità di 30 metri sottoterra sarà posato un tubo con dell’azoto liquido. La costruzione del frigorifero sotterraneo gigante inizierà presto, e il completamento del lavoro è previsto per il prossimo anno.

    La situazione di emergenza con i reattori nucleari giapponesi di “Fukushima” rimane grave. Quello che sta accadendo intorno alla stazione, la maggior parte degli esperti lo definiscono ancora una “crisi”. Tuttavia, questa può trasformarsi in un disastro, se non si fermerà la continua fuoriuscita di acqua radioattiva dalla stazione. Ora, il livello di radiazioni presso l'impianto e i suoi dintorni sta battendo tutti i record, ed è così elevato, che potrebbe uccidere una persona in poche ore.

    Il contenuto di sostanze radioattive nei campioni di acqua che sono stati raccolti il 17 gennaio nel pozzo di manutenzione, che si trova sul territorio della seconda centrale “Fukushima- 1” ha superato i 24 milioni di becquerel per litro di liquido, quando la norma sarebbe di 150 becquerel. Per fermare le ripetute perdite dalla stazione di emergenza, i giapponesi stanno progettando di congelare il terreno intorno ai quattro reattori danneggiati. La lunghezza della striscia di ghiaccio sarà di quasi un kilometro e mezzo. Nel terreno contaminato verrà inserito il tubo verticale con il refrigerante. Si tratta di una tecnologia molto costosa, che non è mai stata utilizzata prima a tal punto, ha spiegato a “La Voce della Russia” il caporedattore di “Pro atom”, Oleg Dvojnikov:

    Con il congelamento del terreno, naturalmente, è tecnicamente possibile risolvere questo problema. Ma richiede un'istallazione azotica, di fatto, dell'intero impianto, perché possa funzionare continuamente. Non è bene che i giapponesi non autorizzino nessun esperto straniero d avvicinarsi. Infatti, sono giunti suggerimenti non solo dalla Russia, ma molti altri paesi hanno offerto il loro aiuto.

    Comunque, non è possibile neutralizzare completamente i rischi con il congelamento del terreno, ha spiegato poi. Il problema principale sta nell’organizzazione dei lavori. Se questi non venissero risolti a livello della società di gestione, ma del governo del Giappone, e con l'aiuto di esperti e specialisti internazionali, sarebbe possibile risolvere rapidamente il problema e, soprattutto, in maniera più economica, ha affermato Oleg Dvojnikov:

    I giapponesi terranno duro fino all'ultimo, poi, quando la situazione si aggraverà, costituendo un pericolo per tutta l'umanità, cominceranno a inventare progetti complessi. Si sarebbe potuta organizzare da tempo la costruzione di moderni impianti di depurazione, richiamando per questo l’organizzazione internazionale, che sono molto meno costosi e più efficienti.

    Nel frattempo, gli esperti sono seriamente preoccupati che il pozzetto di manutenzione, da cui sono stati estratti i campioni “scottanti”, si trovi a soli 40 metri dalla costa. In questo modo è possibile l’infiltrazione di acqua radioattiva nell'Oceano Pacifico. Quasi la metà dei pesci che vivono in prossimità di “Fukushima”, contengono metalli pericolosi. Ma non è tutto. Recentemente tracce di composti chimici legati alla centrale nucleare accidentata sono state rilevate in balene e pesci a un migliaio di chilometri dalla stazione, ha dichiarato il capo dei lavori per o smaltimento dell'incidente di Chernobyl, dottore di scienze tecniche, Igor’ Ostretsov:

    Non bisogna dimenticare che le emissioni da “Fukushima” sono costanti dall'inizio di questa tragedia. Avviene un raffreddamento dei reattori, e l’acqua raffreddata non ha dove andare, così il Giappone è costretto a scaricare tutto in mare. Questa situazione è destinata a peggiorare, e qualunque sia stata la mancanza nel controllo, alla fine siamo giunti al fatto che e risorse ittiche naturali saranno contaminate.

    In Giappone fingono che sia tutto sotto controllo. Sostengono anche che i problemi dello stabilimento non impediranno le Olimpiadi di Tokyo del 2020. In tutto ciò i giapponesi stanno dimenticandosi della previsione degli esperti: per eliminare le conseguenze dell'incidente nel suo complesso e lo smantellamento dei reattori serviranno almeno quarant’anni. Cosa potrebbe accadere durante questo periodo, come si dice, Dio solo lo sa. Dunque, senza un programma internazionale per salvare “Fukushima”, il paese del Sol Levante è improbabile che possa farcela.

    fonte http://italian.ruvr.ru/2014_01_22/Gelo-perenne-per-Fukushima/

    Credo che i giapponesi siano alla frutta,e non sappiano piu dove voltarsi.


    #92382

    Spiderman
    Partecipante

    Signori, hanno trovato il problema… :hehe:

    Chi di voi è vegano regoli il culo!! :hehe:


    #92383
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    facciamo così,quando gli scappa un 'botto' vediamo se lo riesce a imbottigliare e poi magari se lo inala tutto d'un fiato ahaha


    #92384

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2014/01/il_continente_di_plastica-_passaparola_-_nicolo_carnimeo.html

    Passaparola- Il continente di plastica – Nicolo' Carnimeo

    “Non sapevo che cosa stesse succedendo al nostro mare, come stanno cambiando i suoi fragili equilibri, non sapevo che questo avesse una diretta conseguenza sulla vita che viviamo, non sapevo che ci fossero cinque grandi continenti di plastica e che il nostro stesso Mediterraneo sta diventando un mare di plastica, non sapevo neanche quanto mercurio c’è nel pesce che mangiamo e quanto tritolo sia stato scaricato durante la seconda guerra mondiale, quante bombe ci siano in fondo al mare. Seguitemi, seguite me in questo lungo viaggio, salite a bordo.” Nicolò Carnimeo

    L'isola di plastica
    “Sono Nicolò Carnimeo, insegno all’Università di Bari, ma sono anche uno scrittore e un navigatore, in questi ultimi tre anni ho compiuto un lungo viaggio, che mi ha portato dagli oceani al nostro Mediterraneo, e voglio raccontarvelo.
    Il mio viaggio nel mare di plastica è partito a Londra, dove ho incontrato chi ha scoperto il “Great Pacific Garbage Patch”, che cosa è? È un'immensa isola formata da tutti i rifiuti di plastica che abbiamo gettato negli ultimi 50 anni. Il mare, attraverso le correnti, li fa convergere in alcuni punti e lì restano e forse resteranno per sempre.
    Questo comandante si chiama Charles Moore. Siamo andati insieme a vedere l’isola di plastica. Nel mio libro “Come è profondo il Mare” (Ed. Chiarelettere)la chiamo l’isola che non c’è, perché in effetti è formata da miliardi e miliardi di piccolissimi frammenti diventati pulviscolo, perché la plastica in mare si frantuma, si degrada. Perché sono così pericolosi? Perché imitano il plancton, la base della catena alimentare. I pesci poi si mangiano, dal più piccolo al più grande, e i frammenti di plastica entrano nella catena alimentare e arrivano fino a noi, con quali conseguenze ancora non sappiamo.
    Come ci si rende conto se c’è la plastica? Magari l’acqua sembra cristallina, limpidissima, ebbene si cala una rete, detta “Manta Trawl”, una specie di imbuto che filtra il mare. Quando viene fuori questa rete ci rendiamo conto della quantità di plastica.
    Dagli oceani siamo passati a monitorare il Mediterraneo. Ho partecipato a una spedizione scientifica che si chiama “Expedition M.e.d.” e abbiamo scoperto una cosa devastante, nel nostro Mediterraneo, che è un mare chiuso, di plastica ce ne è ancora di più! Miliardi e miliardi di microframmenti. La stessa sabbia dove camminiamo, ormai è di plastica. Fate una prova, prendete una specie di rastrello, quello che usano i bambini per giocare e guardate quanti microframmenti ci sono!
    Da dove viene l'isola di plastica? L’hanno formata i milioni di oggetti di plastica usa e getta, di polietilene, che utilizziamo ogni giorno, bicchieri, piatti, bottiglie.
    Quando fu inventata la plastica un premio Nobel, Flory la definì l’elemento che la natura si era dimenticata di creare, siamo proprio sicuri? Non può esistere nulla che non venga poi risolto in composti semplici, che non sia biodegradibile assolutamente. Così deve essere il nostro passaggio su questa terra, non deve lasciare assolutamente traccia. Navigando ho imparato che deve essere come quando si va in barca a vela, la prua apre una scia, noi ci passiamo in mezzo e poi quella scia si richiude dietro di noi.
    Il mercurio
    La plastica non è l’unico elemento che sta devastando i nostri mari, e poi noi, come abbiamo visto,c’è anche il mercurio. Me ne sono accorto sul Gargano quando sette giovani capodogli si sono spiaggiati. Erano dei giovani capodogli nati e cresciuti nel Mediterraneo. Qualcosa di terribile li ha spinti a correre verso le coste del Gargano, sette giorni, nuotando incessantemente senza mangiare, per morire lì. Tutte le cause non si sanno, ma sicuramente una è certa: il mercurio! Quando si analizzano i tessuti dei capodogli si trovano tutti gli inquinanti che noi sversiamo in mare, tra questi il mercurio è tra i più pericolosi. Abbiamo due tipologie di rischio, una quando c’è un inquinamento specifico, cioè c’è una fabbrica inquinante che sversa mercurio in una determinata zona e l’altra per la generalità dei consumatori.
    Nella Baia di Minamata, in Giappone ci fu l’inquinamento specifico per una comunità di pescatori, che mangiavano pesce, tanto mercurio entrò nell’organismo dei pesci, Ci furono circa mille morti! E non dobbiamo pensare che Minamata sia così lontana, perché c’è anche nel nostro Mediterraneo! Abbiamo Augusta Priolo, Taranto! Il mercurio per le donne incinte si accumula nel feto e nascono bimbi malformati, questo è avvenuto a Minamata ed è avvenuto anche da noi.
    Quindi, come i capodogli, così i nostri figli nascono già schiavi di qualcosa che gli abbiamo dato prima che nascessero, una forma di schiavitù prenatale, è questa l’eredità che vogliamo lasciargli?
    Il tritolo
    E poi nel mio lungo viaggio, parlo anche di tritolo, degli arsenali bellici che sono stati sversati in mare, sì, perché il mare pensiamo che sia la nostra discarica, solo perché le cose non le vediamo più, e invece le bombe restano lì, gli armamenti pure, tutto ciò che viene sversato in mare, come in Giappone a Fukushima, dopo l’incidente della centrale nucleare, prima o poi ci ritornerà indietro!
    Il nostro sistema economico non contempla la natura, pensiamo che le risorse naturali siano inesauribili, ma non è così! Siamo noi che dobbiamo adeguarci a essa.
    Ho incontrato moltissime persone che hanno dedicato ogni giorno la loro vita al mare, sono persone comuni, chi ha scoperto l’isola di plastica, il comandante Charles Moore, ha fatto il falegname! Ha avuto un lascito e ha dedicato tutti quei soldi per la ricerca e la diffusione di questa forma di inquinamento. Ho incontrato comandanti della Marina Militare, sommozzatori, i nostri eroi silenziosi, che scendono nei fondali e con picozza e scalpello tolgono le bombe di questa fondali, rischiando la loro vita, nessuno sa di loro. Noi dovremmo fare come loro nella nostra vita quotidiana, bastano gesti semplici, quando andiamo a fare la spesa al supermercato portiamoci la nostra borsa, usiamo bottiglie di vetro, che vengono riciclate, non gettiamo nulla nell’ambiente. Non tutte le buste che riteniamo biodegradabili lo sono, spesso arrivano in mare, si frantumano e diventano pulviscolo. Dobbiamo scegliere le plastiche che si degradano in composti semplici. Salvare il mare si può, Passate parola!” Nicolò Carnimeo


    #92385
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Asteroide contro la terra e fine del mondo. Riunione di emergenza?
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1662981/spazio/asteroide-contro-la-terra-e-fine-del-mondo-riunione-di-emergenza.aspx


    https://www.facebook.com/brig.zero

Stai vedendo 5 articoli - dal 411 a 415 (di 415 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.