Sfuggire alla chemio

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  • This topic has 14 partecipanti and 30 risposte.
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  • #55184
    meskalito
    Partecipante

    Ma cosa desideri? Illuminarci?

    Finchè la medicina non sarà tutta un TSO puoi anche evitare di perdere tempo così.


    #55185
    Anonimo

    Promettete ciò che volete.
    Io ho scritto la mia opinione.
    Ma, se un giorno, la vostra ASL vi farà fare una terapia Yoga al posto di una terapia approvata da un protocollo internazionale, non permettetevi di andare in piazza a protestare.
    Tanto avete chiesto, tanto avrete.


    #55186
    marì
    Bloccato

    MAH! … forse mi sono persa qualche passaggio ~:(


    #55187
    meskalito
    Partecipante

    LOL papi,gli unici benefici terapeutici che ho avuto è stato quando NON ho seguito le asl

    se devi ridicolizzare poi fai pure,con tutto il rispetto per lo yoga ma forse ti sfuggono parecchie nozioni scientifiche riguardo a protocolli terapeutici di altissima efficacia che le ASL,che ammiri tanto,sono obbligate a NON proporre a noi cittadini a causa di forti pressioni di simpaticissime lobby.


    #55188
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Graviola E Cancro
    Graviola e cancro: la ricerca e la disinformazione

    Una grande compagnia farmaceutica era quasi riuscita a far passare sotto silenzio una sbalorditiva ricerca su un anti-cancro naturale
    Alcuni tipi di cancro (colon, seno, prostata,ecc) sconfitti da una miracolosa pianta dell’ Amazzonia che è risultata essere 10.000 volte più potente di alcuni farmaci chemioterapici

    Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (Annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:

    Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
    Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
    Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
    Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.

    Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome non si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico che comporta investimenti per milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti; nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale.

    Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al mondo questo unico killer del cancro. Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition, una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.

    Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno e mai reso pubblico.

    Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia. In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.

    In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!) volte superiore a quella dell’Adriamicina.

    Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.

    Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali.

    Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia), Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia di gatto (Uncaria tomentosa).

    Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizzate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali:
    ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia, diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.

    Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.

    Estratto da:
    ISTITUTO delle SCIENZE delle SALUTE
    Gennaio 2001 Vol.5, n. 7


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #55189
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    Graviola

    La graviola è un piccolo albero sempreverde a sviluppo verticale che cresce fino ad altezze di 5-6 metri con grandi foglie lucide verde scuro. E' nativa della maggior parte delle calde aree tropicali del Sud e Nord America, inclusa l'Amazzonia.

    Famiglia: annonaceae
    Specie: muricata
    Nomi comuni: Graviola, soursop, guanábana, guanábano, guanavana, guanaba, corossol épineux, huanaba, toge-banreisi, durian benggala, nangka blanda, cachiman épineux
    Parti utilizzate: foglie, semi, frutto, scorza, radici.

    DESCRIZIONE

    Proprietà/azione: antibatterico, anticancro, antiparassitario, antispastico, antitumorale, antidepressivo,antispasmodico, astringente, citotossico, febbrifugo, insetticida, ipotensivo, nervino, pettorale, piscicida, sedativo, stomachico, vasodilatatore, vermifugo.

    Fitochimica: Acetaldehyde, Amyl-caproate, Amyloid, Annonain, Anomuricine, Anomuricinine, Anomurine, Anonol, Atherosperminine, Beta-sitosterol, Campesterol, Cellobiose, Citric-acid, Citrulline, Coclaurine, Coreximine, Dextrose, Ethanol, Folacin, Fructose, Gaba, Galactomannan, Geranyl-caproate Glucose, HCN, Isocitric-acid, Lignoceric-acid, Malic-acid, Manganese, Mericyl-alcohol, Methanol, Methyl-hex-2-enoate, Methyl-hexanoate, Muricine, Muricinine, Muricapentocin, Muricoreacin, Myristic-acid, P-coumaric-acid, Paraffin, Potassium-chloride, Procyanidin, Reticuline, Scyllitol, Stearic-acid, Stepharine, Stigmasterol, Sucrose, Tannin, Xylosyl-cellulose
    Uso tradizionale: mezza tazza di un decotto da infusione di foglie o di scorza 1-3 volte al giorno o 1-3 ml di tintura 4:1 due volte al giorno oppure 2-5 gr di polvere di foglie in tavolette o capsule due volte al giorno.

    La graviola è un piccolo albero sempreverde a sviluppo verticale che cresce fino ad altezze di 5-6 metri con grandi foglie lucide verde scuro. E’ nativa della maggior parte delle calde aree tropicali del Sud e Nord America, inclusa l’Amazzonia. Produce un grande frutto commestibile a forma di cuore dal colore giallo-verde e bianco. Il frutto è venduto nei mercati locali col nome di Guanabana o Cherimoya Brasilano ed è eccellente per preparare bevande o sorbetti e, nonostante sia leggermente aspro-acido, può essere mangiato crudo.

    Nelle zone tropicali tutte le parti della graviola sono utilizzate dalla medicina naturale, incluse la corteccia, le foglie, le radici, il frutto e i semi. Ad ogni parte dell’albero sono state attribuite diverse proprietà e usi. Di solito il frutto e il suo succo è utilizzato per vermi e parassiti, per diminuire la febbre, per aumentare la quantità di latte delle mamme dopo il parto (lattogogo) e come astringente per diarrea e dissenteria. I semi triturati sono usati come vermifugo, antielmintico contro parassiti e vermi interni od esterni. La corteccia, le foglie e le radici sono considerati sedative, antispasmodiche, ipotensive e nervine, per questi scopi vengono preparati dei té.

    La graviola ha una ricca lunga storia di utilizzo nella medicina erboristica come pure un uso che si è tramandato per generazioni da parte degli indigeni. Nelle Ande del Perù, il tè ricavato dalle foglie è usato per catarro e i semi triturati per eliminare i parassiti. Nella foresta amazzonica la corteccia, le radici e le foglie sono utilizzate per il diabete e come sedativo e antispasmodico. Le tribù indigene della Guyana utilizzano il tè prodotto con le foglie e/o la corteccia come sedativo e tonico cardiaco. Nell’Amazzonia brasiliana il tè dalle foglie è usato per problemi al fegato mentre l’olio delle foglie e del frutto acerbo è mescolato con l’olio di oliva per essere usato esternamente per nevralgie, reumatismi e dolore da artriti. In Jamaica, Haiti e Indie Occidentali, il frutto e/o il suo succo sono usati per febbre, parassiti, diarrea e come lattagogo mentre le radici o le foglie sono usate come antispasmodico, sedativo e nervino per problemi cardiaci, tosse, influenza, parto difficile, asma, astenia, ipertensione e parassiti.

    Nella graviola sono stati trovati molti composti bioattivi frutto di ricerche effettuate da scienziati sin dagli anni ’40. Molti degli usi nella medicina naturale sono stati confermati da queste ricerche scientifiche. I primi studi risalgono al periodo 1941-1962. Alcuni studi su animali condotti da diversi ricercatori hanno dimostrato che sia la corteccia che le foglie hanno attività ipotensive, antispasmodiche, rilassanti dei muscoli lisci e cardio depressive. Nel 1991 alcuni ricercatori hanno confermato le proprietà ipotensive della graviola nei ratti. Molti altri studi durante gli anni hanno dimostrato che le foglie, la corteccia, le radici, lo stelo e gli estratti dei semi possono agire come antibatterico (in vitro) contro numerosi agenti patogeni mentre la corteccia ha anche proprietà funghicide. In uno studio del 1991 i semi di graviola hanno evidenziato proprietà antiparassitarie; l’estratto delle foglie ha mostrato proprietà funghicide. Secondo uno studio del 1940 le foglie, le radici e in particolare i semi, hanno dimostrato forti caratteristiche insetticide. In un recente studio del 1997 su animali, sono stati scoperti nuovi alcaloidi nel frutto della graviola con effetti antidepressivi.

    Nel 1976, in un programma di tests su piante da parte del National Cancer Institute (USA), le foglie e lo stelo della graviola hanno mostrato un’attiva citotossicità (proprietà di danneggiare cellule o distruggere cellule caratteristiche di alcune sostanze o cellule) contro cellule cancerose e i ricercatori stanno continuando le ricerche fin da allora. La maggior parte delle ricerche sulla graviola si sono concentrate su un nuovo gruppo di composti chiamati annnonacee acetogenine. Le potenti capacità antitumorali, come pesticida e/o insetticida di queste annonacee acetogenine sono stare registrate e brevettate. La graviola produce questi composti naturali nelle foglie, nella corteccia e nei rami di cui sono state dimostrate le forti proprietà antitumorali e pesticide.
    Tre studi di laboratorio separati sul loro meccanismo d’azione hanno determinato che le acetogenine sono degli stupendi inibitori del Complesso I (NADH – ubichinone reduttasi) nel sistema di trasporto degli elettroni nella membrana mitocondriale per diversi organismi, inclusi i tumori. Ricerche su varie specie di piante Annonacee hanno fatto emergere molte atogenine estremamente potenti. Molte hanno una citotossicità con valori di ED50 (dose efficace mediana) di circa 10-9 ug/ml.
    Altri componenti attivi dalla graviola e di altre piante annonacee sono state sottoposti al NIH (National Institute of Health) dalla Purdue University come possibile protezione anti-AIDS e questo lavoro è continuato con diverse altre piante della stessa famiglia. Finora lo staff della Purdue ha registrato almeno 9 brevetti in America e internazionali sulle loro ricerche relative all’uso e alle proprietà antitumorali e insetticida di queste acetogenine. Tre diversi gruppi di ricerca hanno isolato nuovi composti nei semi e nelle foglie della graviola che hanno dimostrato significative proprietà antitumorali, anticancro e una tossicità selettiva contro vari tipi di cellule cancerose ed hanno pubblicato le loro scoperte in otto studi clinici. Uno studio alla Catholic University of South Corea ha dimostrato che un’atogenina della graviola è selettivamente citotossica nel caso di adenocarcinoma del colon; questo studio ha dimostrato la potenza di 10.000 volte superiore all’adriamicina (un farmaco chemioterapico). La ricerca sugli effetti della graviola sul cancro stanno proseguendo e quattro nuovi studi sono stati pubblicati nel 1998 i quali delimitano gli specifici fitochimici che stanno dimostrando le più potenti proprietà anticancro e antivirali.

    Le annonacee acetogenine si trovano solo nella famiglia delle annonacee. In genere, per diverse specie di annonacee è stata documentata l’ attività antitumorale, antiparassitaria, pesticida, antiprotozoi, antielmintica e antimicrobica. C’è stato molto interesse nei composti che hanno dimostrato potenti proprietà antitumorali ed alcuni gruppi di ricerca stanno tentando di riprodurre sinteticamente questi composti per produrre nuovi farmaci chemioterapici. In una recensione del The Journal of Natural Products del 1999 è riportato: “ Le annonacee acetogenine sono dei promettenti agenti antitumorali e pesticidi che si trovano solo nella famiglia delle piante annonacee. Biologicamente esse esibiscono la loro potenza bioattiva attraverso la l’esaurimento dei livelli di ATP ottenuto tramite l’inibizione del complesso I dei mitocondri e inibendo la NADH ossidasi della membrana plasmatica delle cellule tumorali. In questo modo esse ostacolano il meccanismo di resistenza condotto dall’ATP.”

    Un altro articolo nello Skaggs scientific Reports 1997-1998 riporta: “Le annonacee acetogenine, particolarmente quelle con cercine bis-tetraidrofurano (THF), posseggono una notevole citotossicità e attività antitumorali, antimalariche, immunosoppressive, pesticide, repellenti per gli insetti. Molti di questi derivati di acidi grassi hanno strutture simili al carbonio; la loro impressionante diversità è originata principalmente dalla relativa e assoluta configurazione delle loro varie funzioni stereogeniche dell’ossigeno.
    La Purdue University ha condotto una grande quantità di ricerche sulle annonacee aceetogenine molte delle quali sono state finanziate dal National Cancer Institute e/o dal National Institute of Health. In uno dei recenti articoli intitolato Recent Advances in Annonaceous Acetogenins, hanno dichiarato: le Annonacee acetogenine sono sostanze cerose composte da acidi grassi a catena lunga, C32 o C34, che sono state combinate con un’unità di 2-propanol – C-2 per formare un lattone. Questi si trovano solo in alcune famiglie di piante, le Annonacee. Le loro diverse bioattività come antitumorali, immunosoppressive, pesticide, antiprotozoi, repellente insetticida, antielmintiche e come agenti antimicrobici hanno provocato moltissimo interesse in tutto il mondo. Recentemente abbiamo riferito che le annonacee acetogenine possono inibire selettivamente la crescita di cellule cancerose e quella di cellule tumorali resistenti all’adriamicina. Come sono state isolate più acetogenine e con l’esecuzione di ulteriori analisi di citotossicità abbiamo notato che , sebbene molte acetogenine abbiano grande potenza contro molte tipologie di cellule tumorali solide umane, alcuni dei derivati all’interno dei diversi tipi strutturali e alcuni isomeri di posizione hanno dimostrato notevoli selettività tra alcuni tipi di cellule, ad esempio cancro alla prostata (PC-3). Ora comprendiamo i principali meccanismi d’azione delle acetogenine. Esse sono potenti inibitori del NADH, ubichinone ossireduttasi, che è un enzima essenziale del complesso I che porta alla fosforilazione ossidativa nei mitocondri. Un rapporto recente ha mostrato che esse agiscono direttamente nei siti ubichinone-catalitici all’interno del complesso I e nella glucosio deidrogenasi microbica. Esse inibiscono anche la NADH ossidasi, legata all’ubichinone, che è tipica delle membrane plasmatiche delle cellule cancerose.

    Nel 1997 la Purdue University ha pubblicato un’informativa con novità promettenti su diverse annonacee acetogenine “: non solo sono efficaci nel distruggere tumori che sono resistenti ai farmaci anti-cancro, ma sembrano avere anche un’affinità con queste cellule resistenti”. In diverse interviste dopo aver pubblicato queste informazioni, il farmacologo della Purdue, il dr. Jerry McLaughlin, il principale ricercatore della maggior parte degli studi della Purdue sulle Annonacee, ha detto che le cellule del cancro che sopravvivono alla chemioterapia possono sviluppare una resistenza agli agenti usati originariamente contro di esse come pure ad altri farmaci anche non connessi; “Il termine MDR (multi-drug resistance, multifarmaco resistenza) è stato applicato a questo fenomeno” ha affermato il dr. McLaughlin. Egli ha spiegato che questa resistenza si sviluppa in una piccola percentuale di cellule cancerose quando esse producono una “ pompa P-glicoproteina” capace di spingere fuori dalle cellule gli agenti anti-cancro prima che questi riescano ad eliminarle. Le cellule normali raramente sviluppano tale pompa.

    “Se avere questa pompa fosse una buona opportunità, tutte le cellule dovrebbero averla. Ma non tutte le cellule ne sono provviste”, ha affermato il dr. McLaughlin. In una persona, data una certa quantità di cellule cancerose, forse solo il 2% delle cellule posseggono questa pompa. Ma è questo 2% che alla fine cresce e si espande per creare altri tumori farmaco-resistenti. Il gruppo di studiosi guidati dal dr. McLaughlin ha scritto in alcuni studi che essi hanno tentato di bypassare queste pompe provando a tenerle occupate con dosi massicce di altri farmaci, come il verapamil, utilizzato per per normalizzarte la pressione sanguigna. In questo modo si era sperato che alcuni farmaci anti-cancro potessero entrare nelle cellule e distruggerle; ma ciò aveva solamente provocato potenziali effetti secondari letali quale il calo della pressione sanguigna.

    Nel numero di giugno del Cancer Letters, i ricercatori della Purdue hanno riferito che l’ annonacea acetogenina, il bullatacin, elimina preferibilmente le cellule cancerose multiresistenti perché blocca la produzione dell’ATP, adenosina trisfosfato, il principale composto che ha il compito di trasportare l’energia del corpo. “Una cellula farmaco-multiresistente richiede un’enorme quantità di energia far funzionare questa pompa per espellere qualcosa” ha affermato il dr. McLaughlin, “Inibendo la produzione di ATP, noi fondamentalmente mettiamo un tappo sulla sua fonte di energia.” Ma cosa si può dire dell’effetto dell’ATP sulle cellule normali? “Le cellule normali e quelle cancerose comuni possono essere capaci di minimizzare l’effetto di questo componente perché esse non richiedono grandi quatità di energia, necessaria invece alle cellule che fanno muovere queste pompe”, sono le affermazioni dei ricercatori della Purdue. “ La cellula resistente utilizza la sua energia extra per far funzionare questa pompa e per crescere, così è veramente gravata energicamente. Quando interveniamo su questa fornitura di energia, la cellula può essere distrutta.”

    Nel numero di giugno del Journal of Medicinal Chemistry, il dr. McLaughlin e collaboratori hanno descritto uno studio su 14 composti di annona che sembrano essere dei potenti neutralizzatori dell’ATP, inclusi diversi tipi presenti solo nella Graviola. “Questo studio ci dice come massimizzare questa attività, così abbiamo un’idea abbastanza buona su quali composti potremmo utilizzare per testare sugli animali con tumori resistenti a trattamenti multifarmacologici. La ricerca sul cancro su queste importanti piante ed i loro componenti chimici sarà ovviamente crescente, diverse compagnie farmaceutiche continuano la ricerca, testando e cercando di sintetizzare questi composti in nuovi farmaci chemioterapici.

    ETNOBOTANICA: USI NEL MONDO.

    Bahamas: colpi di freddo, febbre, influenza, nervosismo, palpitazioni, eruzioni, sedativo, malattie della pelle.
    Brasile: analgesico, febbre, nevralgia, parassiti, reumatismi
    Curacao: parto, cistifellea, nervosismo, sedativo del parto, tè, tranquillante
    Altre regioni: analgesico, artriti, asma, astringente, antinfiammatorio, dissenteria, febbrifugo, insetticida, cianosi, reni, lattagogo, malaria, pettorale, piscicida, scorbuto, stomaco
    Haiti: astenia, cataplasmi, cicatrizzante, tosse, diarrea, emetico, influenza, pediculicida, pellagra, sonnifero, piaghe, spasmi, stomachico
    Jamaica: antispasmodico, diuretico, febbre, lattagogo, vermifugo
    Malesia: foruncoli, tosse, dermatosi, reumatismi
    Messico: astringente, diarrea, dissenteria, febbre, pettorale, tigna, scorbuto
    Panama: antielmintico, diarrea, disenteria dispepsia, ulcera (stomaco), reni, piscicida, vermifuga
    Trinidad: depurativo, sincope, influenza, ipertensione, galattogogo, ipertensione, insonnia, palpitazioni, tigna
    Venezuela: problemi biliari, diarrea
    Indie Occidentali: parto, diarrea, ipertensione, lattagogo, vermi

    CONTROINDICAZIONI:

    La graviola ha una dimostrata attività di stimolante uterino in studi su animali (topi) e quindi dovrebbe essere evitata durante la gravidanza.
    Ha provate capacità come ipotensivo, vasodilatatatore e cardiodepressivo.
    http://www.naturmedica.com/index.php?mod=content&cat=CONTENT&padre=72&ID=73&livello=subsub&lang=IT

    http://www.naturmedica.com/index.php?mod=erbe&ID=48&lang=IT

    http://it.wikipedia.org/wiki/Annona_muricata


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #55190
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    [quote1257926262=Papi]
    Promettete ciò che volete.
    Io ho scritto la mia opinione.
    Ma, se un giorno, la vostra ASL vi farà fare una terapia Yoga al posto di una terapia approvata da un protocollo internazionale, non permettetevi di andare in piazza a protestare.
    Tanto avete chiesto, tanto avrete.
    [/quote1257926262]
    chissa' ..sembra che al sistema immunitario faccia piacere
    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.3439

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2725018/


    #55191
    Medico omeopata
    Partecipante

    [quote1257957818=Richard]
    però sarebbe bello avere a disposizione un sondaggio anche anonimo, ma veramente indipendente e onesto, in cui gli oncologi rispondessero cosa sceglierebbero se si ammalassero loro di persona
    [/quote1257957818]

    Ragazzi non scherziamo…non augurerei la chemio (radio e similari) neanche al mio peggior nemico.
    Il sondaggio che volevi Richard c'è ed è dirimente:

    Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano; fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino) mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell’inefficacia e dell’elevato grado di tossicità. Questo significa che l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”!

    Tutte le statistiche che vi propinano sono tutte balle colossali, di cancro si muore esattamente quanto 50 anni fa se non di più.
    Secondo i dati presenti in letteratura possiamo dire che, ad esclusione di pochi tumori che presentano scarsa malignità come i tumori del sistema linfatico, il morbo di Hodgkin, le leucemie, i sarcomi e il cancro ai testicoli, sembra che le terapie tradizionali non abbiano contribuito praticamente in nulla nella cura dei cosiddetti tumori solidi in stadio avanzato. E’ quanto mostrano anche le stime del National Cancer Institute degli Stati Uniti. “Il tasso di sopravvivenza dei soggetti affetti da forme tumorali ormai metastatizzate è rimasto pressoché invariato negli ultimi 20 anni” conferma Ruth Etzioni del Fred Hutchinson Cancer Reserach Center di Seattle.
    Ed è facile dire che grazie alla mammografia ecc si sopravvive di più, la realtà è ben diversa: se ti diagnosticano un cancro 3 anni prima si può dire che grazie alle cure sei sopravvissuto 3 anni in più ma questa è una balla. Diciamo invece del danno di un simile accanimento diagnostico: una paziente su tre di quelle cui e' diagnosticato un cancro al seno potrebbe in realta' avere una forma innocua di tumore e viene sottoposta a trattamenti farmacologici o a mutilazioni inutili: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2009-07-10_110395904.html

    Secondo uno studio sul cancro al seno, in assenza di terapie mediche ufficiali, la sopravvivenza media di donne affette da tumore è stata di 12 anni e mezzo, mentre quelle che si sono sottoposte a trattamenti medici standard (chirurgia, radioterapia e chemioterapia), sono morte in media entro 3 anni. (The natural history of breast carcinoma in the elderly: implications for screening and treatment, Cancer 2004; 100(9), pp. 1807-1813).
    Secondo altri studi la mammografia non ha ridotto minimamente la mortalità di cancro al seno rispetto ai Paesi che non la applicano. Ma di cosa stiamo parlando? Lo sapevate che nei tumori c'è un conflitto di interesse per almeno 1 studio scientifico su 3?
    La chemio è dannosa, uccide tutto ciò che trova ma non sarà quasi mai in grado di eliminare tutte le cellule maligne che poi ricresceranno più aggressive di prima perchè divenute più resistenti alle terapie. Inoltre ti distrugge la qualità della vita.
    E non ho bisogno neanche di chissà quali studi per capire ciò che è ovvio. Guardate che succede a chi fa cadere accidentalmente un pò di chemioterapico su una mano:

    http://www.alternativehealth.co.nz/graphics/chemospillsmall.jpg

    e voi ve lo fareste iniettare in corpo per di più quando siete mezzi moribondi?!!


    #55192
    raistlin
    Partecipante

    [quote1257982032=Medico omeopata]
    E non ho bisogno neanche di chissà quali studi per capire ciò che è ovvio. Guardate che succede a chi fa cadere accidentalmente un pò di chemioterapico su una mano:

    http://www.alternativehealth.co.nz/graphics/chemospillsmall.jpg

    e voi ve lo fareste iniettare in corpo per di più quando siete mezzi moribondi?!!

    [/quote1257982032]

    Accidenti, che mazzata! Avevo già le mie idee sulla chemio, ma fino a questo punto…
    Orrore!
    Ah, mettete la curcuma un po' ovunque quando cucinate!
    http://www.dottorperuginibilli.it/index.php?option=com_content&task=view&id=255&Itemid=6


    #55193
    raistlin
    Partecipante

    Di Mazzucco si è già parlato, ma volevo mettere questo per chi se lo fosse perso…

    Le cure proibite del cancro.
    http://www.altrainformazione.it/wp/2010/01/07/medicina-cancro-le-cure-proibite-versione-completa/

    [youtube=425,344]hKdnZEWTUnA


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