Signori e signore, il mondo sta cambiando…

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Questo argomento contiene 169 risposte, ha 27 partecipanti, ed è stato aggiornato da InneresAuge InneresAuge 4 anni, 6 mesi fa.

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    Articoli
  • #132889
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1371412916=farfalla5]
    [quote1371405729=InneresAuge]

    Sto seguendo una serie tv di fantascienza canadese, non ancora arrivata in Italia, si chiama Continuum. Parla proprio di un futuro in cui le lobby palesano il proprio controllo politico in modo diretto e governano il mondo.

    [/quote1371405729]
    Grazie Inneres…la sto scaricando. :guit:
    [/quote1371412916]
    Si, si presenta bene


    #132890
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1386690759=InneresAuge]

    Sto seguendo una serie tv di fantascienza canadese, non ancora arrivata in Italia, si chiama Continuum. Parla proprio di un futuro in cui le lobby palesano il proprio controllo politico in modo diretto e governano il mondo.
    Ovviamente, i terroristi che lottano contro le corporazioni, compiono azioni ignobili. Il punto di vista della serie è parziale e quindi “fanno in modo” che il pubblico non simpatizzi troppo con loro… ma è comunque una storia affascinante, che fa comunque 1 po' pensare.

    Un gruppo di ribelli, condannati alla pena di morte per atti di terrorismo, fugge dalla propria esecuzione viaggiando indietro nel tempo dall'anno 2077 fino al 2012; Kiera Cameron, un Prottettore (agente di polizia di una Vancouver del futuro) è involontariamente trasportata insieme ai ribelli indietro di 65 anni.

    Con l'obiettivo di rintracciare il gruppo (chiamato “Liber8“) e fermare i suoi tentativi di cambiare il passato, quindi anche il futuro, Kiera si unisce al dipartimento di polizia di Vancouver del 2012, sfruttando in segreto anche l'aiuto del giovane esperto tecnologico Alec Sadler, che le fornisce in tempo reale informazioni e contatti necessari per operare nel tempo presente nonostante la sua mancanza di credenziali ufficiali.

    Quello del 2077 è un futuro distopico: la democrazia costituzionale e i governi nel mondo sono crollati; un nuovo sistema di governo di corporazioni e repubbliche aziendali domina il pianeta, istituendo un'alta sorveglianza, uno stato di polizia tecnicamente avanzato ed eliminando alcune libertà civili.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Continuum_%28serie_televisiva%29

    [/quote1386690759]
    L' ho vista e ora aspetto la seconda stagione…da vedere, grazie Inneres :amicil:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #132891
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ragazzi guardate questa puntata dove parlano di una richiesta sempre più forte
    di produzione di cibo vegetale, non più animale. Poi parla delle olimpiadi invernali a impatto zero… :VV:
    Insomma qualche anno fa non ci sognava neppure…
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8c04816c-2541-4701-bc1d-42fcbb4e0aa5-tgr.html#p=0


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #132892
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1386693203=farfalla5]
    Ragazzi guardate questa puntata dove parlano di una richiesta sempre più forte
    di produzione di cibo vegetale, non più animale. Poi parla delle olimpiadi invernali a impatto zero… :VV:
    Insomma qualche anno fa non ci sognava neppure…
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8c04816c-2541-4701-bc1d-42fcbb4e0aa5-tgr.html#p=0
    [/quote1386693203]
    Food Hackaton: il contest hi-tech per il futuro dell’alimentazione
    Cibi in scadenza, orti urbani, impronta carbonica: ecco le proposte più innovative dei ricercatori della Silicon Valley per rivoluzionare il sistema del food. In una gara a squadre molto particolare. E noi c'eravamo youcangoup3 di You Can Group
    – 26 novembre 2013

    In California, tra la Silicon Valley e San Francisco, due sono le parole chiave: tecnologia e innovazione. Ma se ne sta per aggiungere una terza: cibo.

    [color=#ff0000]Grazie alla grande forza tecnologica della regione, designer, sviluppatori e chef stanno cercando infatti di rivoluzionare i paradigmi del sistema alimentare statunitense, combinando hi-tech e food system, con l’obiettivo di migliorare il settore alimentare e renderlo più sostenibile, efficiente ed equo. Attraverso una visione che prenda in considerazione l’intero ecosistema del food.[/color]

    Questo è stato anche l’obiettivo di Food Hackathon: un forum di due giorni (si è svolto a metà novembre), tra innovatori di ogni genere pronti a cambiare gli scenari in modo concreto. Le tematiche principali? Produzione di cibo, Sostenibilità, Nutrizione e Sviluppo di innovazioni tecnologiche. I partecipanti, divisi in squadre e coinvolti in un contest, erano impegnati nella progettazione di hardware e software con l’obiettivo di generare effetti positivi sull’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla distribuzione, dal consumo agli impatti sociali del cibo.

    Tante le idee. Chi ha suggerito una soluzione agli sprechi con applicazioni per smartphone che segnalino in tempo reale gli esercizi che regalano cibo in scadenza e diano ogni possibile informazione sui prodotti acquistati (persino sul possibile riutilizzo alla scadenza della shelf life). Altri hanno proposto siti web per promuovere forme di urban gardening, con l’obiettivo di avvicinare i bambini al cibo, o la certificazione della carbon footprint (l’impronta carbonica) per ogni prodotto acquistato.

    Infine si è aggiudicato la vittoria un team di sviluppatori che, in 30 ore di programmazione, ha ideato un blog (con relativa app) per mettere in contatto produttori e consumatori e alimentare così il sistema di domanda e offerta senza passare per intermediari.

    [color=#ff0000]I partecipanti del Food Hackathon, naturalmente, hanno dovuto anche mangiare: colazione, pranzo e cena con ricette a base di soli prodotti bio, menu vegan, raw food, frutta, centrifughe e bibite energetiche.[/color] Tutto condito dall’istrionica presentazione dello chef Sam Lippman, motore creativo delle cucine di una delle tech companies più innovative, AirBnB. L’azienda ha sempre curato il benessere del proprio team e ora, con lo chef e la sua brigata, sta rivoluzionando l’approccio alla ristorazione aziendale, offrendo un servizio quotidiano a base di cibi crudi o cucinati con nuovi metodi di cottura, energetici e curativi, presentati in modo accattivante. A rendere indimenticabile la performance di Sam Lippman un inaspettato vegan rap dal vivo, sulle note di Juicy di Notorious B.I.G.

    Sara Roversi – Youcangroup


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
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    #132893
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ecocucina….
    Non si butta via niente. L’Ecocucina si fa con gli scarti

    http://cucinaeco.wordpress.com/page/2/

    :guit: :guit: :guit:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/17/non-si-butta-via-niente-lecocucina-si-fa-con-gli-avanzi/

    Cucinare con gli avanzi e gli scarti è un’idea che da qualche tempo ha una certa risonanza nei blog gastronomici o nei libri di cucina. I motivi vanno ricercati nel sempre più attuale bisogno di risparmio economico delle nostre famiglie ma anche nella crescente attenzione da parte di molti al discorso di eco-sostenibilità applicata a diversi aspetti del vivere quotidiano. Curiosando in rete su questi temi, può capitare di imbattersi nel sito di una giovane appassionata di cucina, Lisa Casali. Nata a Forlì, milanese di adozione, lavora al Pool Inquinamento e ha una laurea in Scienze Ambientali con master in Management dell’Ambiente. Circa un anno fa ha deciso di aprire un blog dal nome Ecocucina, un laboratorio dove autrice e lettori condividono pensieri, consigli e ricette per ridurre l’impatto ambientale tra i fornelli ed in tutti gli aspetti dell’alimentarsi di ogni giorno.
    Nel desiderio di contribuire alla raccolta di possibili piatti da realizzare con gli avanzi, alcuni dei quali saranno prescritti dai grandi della cucina italiana, ilfattoquotidiano.it dedica questa apertura di rubrica proprio al progetto di Lisa, con una intervista e, naturalmente, una delle sue ricette.

    Come nasce il tuo blog?
    Sette anni fa ho cominciato un laboratorio per conto mio, nella mia cucina. Volevo avere maggiore consapevolezza degli sprechi e più attenzione per quello che mangiavo e compravo. Ho cominciato a sperimentare piatti basati sui resti della pulitura di qualsiasi vegetale, cercando di ricavarne ricette gustose. Dopo qualche tempo Tommaso Fara, un mio amico restauratore con la stessa passione per il cibo, si è unito al laboratorio che ha assunto così un profilo più sistematico. Da questi nostri incontri ne è scaturito un libro di ricette: Cucina ad Impatto (quasi) zero – Gribaudo editore, 2010 – che però ha fatto fatica a trovare una via per la pubblicazione. Dopo un anno dalla fine del libro, delusa dalle continue risposte negative da parte delle case editrici, ho deciso di aprire un blog dove racchiudere la filosofia che mi aveva portato a compiere questo percorso, volevo vedere se creava interesse.

    E così è stato
    Sì, in un anno di vita del blog ho avuto numerosi feedback, l’attenzione di blogger e giornalisti del settore e la pubblicazione del libro da parte di Gribaudo. Ovviamene non mi sono fermata e, grazie a Ecocucina, il progetto si sta ampliando. Il lavoro sta procedendo in totale sinergia con i lettori, io ho dettato solo qualche regola.

    Quali sono queste regole?
    La tipologia di alimenti (gli scarti), i metodi di cottura (a basso impatto ambientale), e l’utilizzo di ingredienti extra soltanto se facilmente reperibili nelle dispense, come farina, spezie o cipolle. Ma al di là delle regole, è la filosofia ad essere centrale. Per avere un basso impatto ambientale in cucina, prima ancora dell’utilizzo degli scarti, c’è da porsi qualche domanda: cosa mangio, perchè lo mangio e dove lo compro. Io consiglio di consumare soprattutto frutta e verdura e di evitare, lì dove si può, latticini, uova, carne e pesce perché gli ingredienti di origine vegetale rispetto a quelli di origine animale hanno un impatto sull’ambiente inferiore anche della metà. Ovviamente si parla solo di ingredienti biologici e stagionali, magari acquistati direttamente dal produttore o, perché no, coltivati autonomamente lì dove sia possibile. Suggerisco di utilizzare prodotti non imballati e poco lavorati e se si è pronti, di entrare a far parte di un GAS (gruppi di acquisto solidale), una realtà che permette di risparmiare ed essere sicuri della qualità di ciò che si compra. Per quanto riguarda i metodi di cottura, consiglio di prediligere quelli a risparmio di acqua ed energia, come la pentola a pressione. Ultimamente ne sto sperimentando un altro, la lavastoviglie.

    La lavastoviglie?
    Esatto. Mettiamo di essere parte di una famiglia numerosa, in quel caso la lavastoviglie è bene utilizzarla perchè per lavare c’è un notevole risparmio d’acqua. Mentre lava, rigorosamente a pieno carico, io sceglo sulla base del tipo di lavaggio, a 50°, 60° o 70°, cosa cuocerci dentro. L’unica cosa veramente importante è chiudere ermeticamente il contenitore, sotto vuoto o in un barattolo di vetro. Si ottiene usa sorta di cottura lenta al vapore, ottimale per molti scarti che hanno parti estremamente fibrose. Con questo non sto dicendo di buttare padelle e pentole, è solo un modo efficace di cucinare e risparmiare energia.

    Quali scarti avete sperimentato in questi anni?
    Le bucce di ogni cosa: carote, banane, kiwi, patate, zucca. I baccelli dei fagioli, i gambi dei cavoli, le radici dei porri e dei cipollotti. Il carciofo per esempio è uno dei miei preferiti perché si tende a buttarne fino al 50% del peso. Vale anche per gli asparagi, la parte bianca da buttare arriva al 55%, io li uso entrambi spessissimo e sono la base di ottime pietanze.

    Quale ricetta proponi ai nostri lettori?
    Ho preparato queste ciambelline salate come finger food vegetariano, gli ingredienti di base sono scarti di stagione: foglie esterne di carciofo e gambi di broccolo. Ricetta per 8 persone.

    Ciambelline di verdure, di Lisa Casali

    Ingredienti

    I gambi e le foglie esterne di 4 carciofi
    I gambi e le foglie di due cime di broccoli
    2 uova
    1 pizzico di noce moscata
    2 cucchiai di pangrattato
    Erbe aromatiche e scorze d’arancia per decorare (facoltative)
    Burro per ungere gli stampini
    1 cucchiaio di olio
    1 spicchio d’aglio
    Sale e pepe

    Preparazione

    Lavate e tagliate in grandi pezzi le foglie, i gambi di carciofo e quelli di broccolo. In una pentola a pressione scaldate l’olio e fatevi rosolare per qualche minuto lo spicchio d’aglio. Aggiungete le verdure e lasciate cuocere per qualche minuto mescolando. Salate e pepate e coprite con acqua (meglio se brodo o acqua di cottura). Chiudete la pentola e lasciate cuocere 30 minuti dal fischio. Sfiatate la pentola e scolate le verdure (conservando però l’acqua per altre preparazioni). Passate gli ortaggi al passaverdura in modo da ottenere una crema. Unite alla crema le uova e un pizzico di noce moscata. Imburrate gli stampini (io ho usato quelli a forma di ciambellina in silicone) e rivestiteli di un leggero strato di pangrattato. Mettete il composto negli stampini e infornate a 180° per 20 minuti circa. Trascorsi i 20 minuti controllate la cottura con uno stecchino, togliete dal forno e lasciate intiepidire per qualche minuto. Sformate le ciambelline e decoratele con erbe aromatiche fresche (timo, maggiorana, origano) e scorza di arancia o limone. Servite come aperitivo.

    Per inviare le vostre segnalazioni scrivete a: piacerequotidiano@gmail.com


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #132894
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [size=20]FRUTTA GRATIS NEI PARCHI ROMANI: È PRONTA LA MAPPA
    Cittadini e responsabili dell’associazione Frutta Urbana sono pronti a raccogliere i “frutti” che crescono nei parchi della capitale. A breve il progetto in altre città

    https://mapsengine.google.com/map/edit?mid=zCyqstsU9Ujc.kKz_ug8x4OkY

    È partito a Roma il primo programma italiano di mappatura e raccolta della frutta che cresce nelle nostre città. Si chiama Frutta Urbana e prevede la distribuzione gratuita a banchi alimentari o mense sociali del raccolto effettuabile nei parchi pubblici, ma anche la realizzazione di nuovi frutteti per arricchire il verde cittadino, insieme ad attività, eventi, corsi e laboratori.
    La prima mappa, che è consultabile sul sito fruttaurbana.org, http://www.fruttaurbana.org/ è stata creata grazie alle indicazioni degli stessi cittadini. Sullo stesso sito è prevista a breve la redazione di un calendario, sempre aggiornato, dove saranno riportati i periodi di raccolta di ogni specie e varietà presente in città. Per dare la possibilità a chi è interessato di partecipare alle attività, sul calendario eventi sono segnalati anche i corsi, gli incontri, le manifestazioni, le operazioni di cura e manutenzione delle piante, oltre alle giornate di raccolta e distribuzione della frutta.
    “Frutta urbana”, dice Michela Pasquali, architetto e paesaggista dell'associazione no profit Linaria che insieme ad altri professionisti del paesaggio ha creato il progetto, “sarà un servizio innovativo, ecologico e gratuito, ma anche un’opportunità di conoscenza e cura del nostro patrimonio botanico”.

    Tra gli obiettivi del progetto, infatti, non mancano la realizzazione di una documentazione del patrimonio botanico della città grazie all’identificazione degli alberi da frutta lungo le strade, nei parchi, nei giardini pubblici e privati; lo sviluppo dell’attività di potatura degli alberi da frutta e la cura delle piante attraverso metodi biologici.
    Esperti e ricercatori, tra cui Johnathan Leake, del Dipartimento di Animal & Plant Sciences all’Università di Sheffield, affermano che la frutta che cresce in città non essendo trattata chimicamente con fertilizzanti o pesticidi e non subendo i trattamenti successivi alla raccolta per la maturazione e la conservazione, è meno inquinata rispetto a quella che si trova comunemente nei supermercati, inoltre le particelle inquinanti cittadine che si depositano sulle piante possono essere facilmente rimosse con un lavaggio accurato e non si accumulano all’interno dei frutti.

    Dopo l’esperimento romano, i fautori di Frutta Urbana sono pronti a esportare ed estendere il progetto a molte altre città italiane con amministrazioni comunali sensibili e pronte a collaborare nella lotta contro lo spreco.

    Daniela Falsitta, Silvia Viganò
    4 giugno 2014

    http://www.salepepe.it/news/notizie/frutta-gratis-nei-parchi-romani-e-pronta-la-mappa/

    L’IDEA
    In città la frutta cresce abbondante ovunque, in particolare nel clima mediterraneo. E tutta insieme forma un grande frutteto diffuso di cui poco o nulla viene raccolto. Ogni anno quintali di frutta matura cadono a terra e marciscono, creando problemi di gestione e pulizia. Una risorsa inutilizzata, uno spreco insensato e inaccettabile! La frutta che cresce in città non è trattata chimicamente con fertilizzanti o pesticidi, non subisce i trattamenti successivi alla raccolta per la maturazione e la conservazione e quindi è meno inquinata rispetto a quella che si trova comunemente nei supermercati. Inoltre la frutta raccolta direttamente dagli alberi al momento della maturazione è più buona e saporita e contiene una maggiore quantità di vitamine e sostanze nutritive rispetto a quella che, raccolta acerba, viene da lontano.

    IL PROGETTO
    Il Collettivo Frutta Urbana ha dato il via a Roma al progetto FRUTTA URBANA, il primo programma italiano di mappatura, raccolta e distribuzione della frutta che cresce nei parchi e nei giardini di città. La distribuzione gratuita a banchi alimentari o mense sociali, la realizzazione di nuovi frutteti per arricchire con nuove proposte e funzioni lo spazio pubblico urbano, insieme ad attività, eventi, corsi e laboratori, contribuiscono a rendere FRUTTA URBANA un progetto complesso, in costante evoluzione, dinamico e articolato che offre alla collettività un servizio innovativo, ecologico e gratuito, ma anche un’opportunità di conoscenza e cura del nostro patrimonio botanico.(continua)

    http://www.fruttaurbana.org/


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #132895
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    io non capisco perchè le albicocche nosrali costano 4,5 euro e quelle che arrivano dalle parti di Emilia Romagna…costano meno. Subiamo certe cretinate…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #132896
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1403205101=farfalla5]
    io non capisco perchè le albicocche nosrali costano 4,5 euro e quelle che arrivano dalle parti di Emilia Romagna…costano meno. Subiamo certe cretinate…
    [/quote1403205101]

    :si:

    ..io non capisco perchè dobbiamo pagare…per mangiare ! 😉


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #132897
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    🙂


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #132898

    Anonimo

    [quote1403242137=prixi]
    [quote1403205101=farfalla5]
    io non capisco perchè le albicocche nosrali costano 4,5 euro e quelle che arrivano dalle parti di Emilia Romagna…costano meno. Subiamo certe cretinate…
    [/quote1403205101]

    :si:

    ..io non capisco perchè dobbiamo pagare…per mangiare ! 😉
    [/quote1403242137]

    [color=#ff0000]condivido!!![/color]
    io pago perchè me lo posso permettere
    pago anche volentieri di più quando so che questo da una possibilità
    a chi non se lo può permettere…
    e invece succede il contrario
    sì, c'è chi non paga…o almeno “se magna a gratis”
    vedi certi politici ed altri personaggi
    —-
    per la grande Lisa Casali rimando ad una trasmissione tv

    [link=http://www.laeffe.tv/149,Programma.html]Orto e Mezzo[/link]

    su LaEffe TV – uno dei pochi canali per cui vale la pena vedere ogni
    tanto la tv

    nonnoettore


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