[Sondaggio] Rino Gaetano ucciso dalla massoneria

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Erre Esse 5 anni, 5 mesi fa.

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    Erre Esse
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    http://www.affaritaliani.it/cronache/rino-gaetano-stato-ucciso310513.html?refresh_ce

    La tesi choc di un avvocato: “Rino Gaetano è stato ucciso dalla massoneria”

    Venerdì, 31 maggio 2013 – 08:26:00

    di Fabio Frabetti

    «Rino Gaetano fu ucciso dalla massoneria deviata». La dinamica della morte del geniale cantautore che continua a trascinare vecchie e nuove generazioni potrebbe non essere così scontata come si è pensato finora. L'avvocato Bruno Mautone, ex sindaco di Agropoli, sta per dare alle stampe un libro in cui è riuscito a decriptare nei testi delle canzoni di Gaetano tutti i misteri della sua morte. Affaritaliani.it lo ha incontrato. Si intitola “Rino Gaetano , assassinio di un cantautore” ed uscirà nelle prossime settimane per le edizioni Gli occhi di Argo.
    rinogaetanoGuarda la gallery

    Come è nata l'idea di scrivere un libro del genere?

    «Da tanti anni per passatempo conduco programmi radiofonici e Rino Gaetano è uno dei miei autori preferiti. Ascoltando alcuni suoi brani poco conosciuti mi sono accorto che c'erano dei significati interpretabili in maniera non letterale. Non ritengo di avere il Vangelo in tasca ma penso di avere individuato, partendo dal lavoro in passato svolto da Gabriella Carlizzi e Paolo Franceschetti, una serie di canzoni in cui vengono lanciati degli importanti messaggi sulla storia italiana dal dopoguerra in poi. La morte di Rino Gaetano non è stata casuale, si trattò di una macchinazione per metterlo a tacere. In alcuni suoi testi ci sono messaggi inquietanti ed angoscianti. In altri, frasi di scherno che progressivamente vengono inseriti di disco in disco. Lui era un vero e proprio genio e la massoneria è da sempre interessata a fare entrare nuove leve di alto valore intellettivo. Così probabilmente lui fu fatto entrare molto giovane e così era venuto a conoscenze di segreti e verità apprese nell'ambito di specifiche consorterie massoniche. Nei primi dischi sembra esserci entusiasmo nei confronti di questo mondo, poi pian piano subentrò il disincanto e poi il distacco. Lo spirito di ideali e di giustizia lo spinse a rivelare con le sue canzoni alcuni di quei segreti. Messaggi che seppur criptici hanno indotto la massoneria deviata ad ucciderlo. Ha composto poco più di sessanta canzoni, nel 100% delle sue composizioni ha sempre messo qualche riferimento a fatti o situazioni collegabili alla massoneria. In altre ha individuato e rivelato segreti inquietanti della storia italiana».

    «C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta». Rino Gaetano pronuncia questa criptica frase in un concerto del 1979. Sta per eseguire uno dei suoi brani più celebri Nuntereggae più. Proprio nel testo di questa canzone salta di nuovo fuori la stessa spiaggia: «il pitrentotto sulla spiaggia di Capocotta». In quella spiaggia si era consumato nel 1953 il delitto di Wilma Montesi…

    «Quando avvenne quell'omicidio, Rino aveva poco più di due anni. Quello che aveva raccontato di quel tragico evento nei concerti e nelle sue canzoni lo aveva quindi sicuramente conosciuto nelle frequentazioni di tipo massonico: tramite le sue parole si può quindi ricostruire cosa avvenne esattamente in quella spiaggia. I segreti che aveva appreso riguardavano però molti aspetti della cronaca e della politica italiana. L'aspetto inedito del libro è proprio questo: aver dimostrato che nelle sue canzoni insieme ad apparenti nonsense si raccontavano i retroscena di molti scandali: i casi Sindona, banco Ambrosiano, Franklin Bank, vicenda Mattei. Addirittura Rino Gaetano era arrivato a pronosticare come sarebbe finito il processo per la bomba a Piazza Fontana a Milano e ad annunciare i reali colpevoli dello scandalo Lockheed».

    Rino Gaetano morì il 2 giugno 1981 dopo un incidente stradale sulla via Nomentana a Roma. La sua auto finì addosso ad un camion: perse la vita per le gravi ferite riportate dopo che ben tre ospedali di fatto rifiutarono il suo ricovero. La cosa incredibile è che lo stesso cantautore 11 anni prima aveva raccontato la morte di un uomo dopo essere stato rifiutato da tre ospedali e anche dal cimitero. Nel brano “La ballata di Renzo” si legge: Quando Renzo morì io ero al bar la strada era buia si andò al S.Camillo e lì non l'accettarono forse per l'orario si pregò tutti i Santi ma s'andò al S.Giovanni e li non lo vollero per lo sciopero. Quando Renzo morì io ero al bar era ormai l'alba e andarono al Policlinico ma lo si mandò via perché mancava il vicecapo c'era in alto il sole,si disse che Renzo era morto ma neanche al Verano c'era posto. Una somiglianza notevole con quello che sarebbe accaduto allo stesso Gaetano.

    «I primi tre ospedali citati nel brano sono proprio quelli che non ebbero la capacità o la volontà di curarlo in maniera non professionale od idonea dopo l'incidente. Non abbiamo alcuna prova che il soccorso sia stato tempestivo. I telefonini non esistevano. Sarebbe interessante capire chi allertò i soccorsi, a che ora e con quale modalità. Tra le altre cose, lui non fu degente in tre ospedali diversi. Rimase al Policlinico Umberto I, con motivazioni mai veramente chiarite ed emerse. Non c'era il reparto di traumatologia cranica funzionante e gli ospedali disperatamente contattati dal medico di turno facevano quasi a gara a non prestare soccorso a Rino. Così morì agonizzante al Policlinico per il grave trauma cranico riportato. Lui aveva avuto un altro strano incidente nel 1979 a cui era miracolosamente sopravvissuto. Una jeep speronò la Volvo in cui viaggiava insieme ad un amico. La macchina si distrusse e chi aveva causato l'incidente riuscì a defilarsi e non si seppe mai chi fosse alla guida. Questo incidente avviene nello stesso anno in cui Rino Gaetano aveva fatto quelle rivelazioni su Capocotta. Nelle sue canzoni preconizzava una morte prematura, sapeva i rischi che stava correndo. Per questo probabilmente non aveva messo al corrente le persone a lui care delle frequentazioni che aveva avuto. Voleva preservarle da possibili rischi»

    Un altro brano che fa pensare è “Al compleanno della zia Rosina” in cui si legge: “vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia che ce l'ha con me”.

    «In quella canzone c'è una emblematica citazione storica di Cleme, che sta per Clemente Rino Gaetano si voleva riferire ai tre papi (Clemente V, Clemente XII e Clemente XVI) che in momenti storici diversi emanarono provvedimenti religiosi nei confronti di movimenti legati alla massoneria. Uno di questi papi emanò il primo editto contro la massoneria, un altro aveva sciolto la Compagnia di Gesù ed il terzo sciolse i Templari. Lui in sostanza sta dicendo: me ne frego se verrò portato a spalla da gente che bestemmierà, evocando queste figure che avevano scomunicato per prime alcune diramazioni massoniche. Lui consultava enciclopedie, libri di storia e di cultura. Nel mio lavoro penso di avere colto dei significati che non era facile afferrare di primo acchito. Rino Gaetano era un generoso ed un idealista, non riusciva a trattenere nell'ambito dei propri pensieri le tante porcherie che erano state combinate in Italia dopo la seconda guerra mondiale. Nelle sue canzoni parla anche di storia, di Risorgimento, di Hitler e di una miriade di cose. Anche di numerologia. C'è di tutto celato nella sua musica. Anche il mistero della sua morte».


    #144055

    Erre Esse
    Partecipante

    http://www.ukizero.com/2012/12/il-crepuscolo-dellarte-reale-rino-gaetano-e-il-jet-set-massonico/

    Il crepuscolo dell'Arte Reale [Rino Gaetano e il Jet Set massonico… Part. 1]

    Quando ho iniziato a pensare a questo articolo mi sono detto: “Per poter spiegare bene la questione dovrei partire dalla notte dei tempi. Come faccio?” Poi ho deciso, ho preso coraggio e mi sono detto, al diavolo! Questo argomento è troppo importante per essere preso troppo in là con il tempo.

    Tempo fa una persona riguardo la questione che trattiamo, ovvero la Massoneria, disse queste parole sul personaggio che sto per trattare: “A me non interessano i pesci piccoli, mi interessano i nomi importanti”. Sarà eccitante poterlo smentire e lo farò dividendo il pezzo in due puntate perché fidatevi merita tutta l’attenzione necessaria.

    Di chi parliamo oggi? A mio parere di un eroe. Dame e messeri chinate il capo dinnanzi a Salvatore Antonio Gaetano, a tutti meglio noto come Rino Gaetano, nato a Crotone nel 1950.
    Ah, quanto ci sarebbe da dire, ma noi ci accontenteremo di qualche battuta. Il problema però è che lui davvero cita una varietà tale di cose che se mi fossi fermato a spiegarle una per una non avrei avuto mai modo di poter parlare di lui.

    Tanti di voi lo conosceranno, Rino, da sempre considerato un eccentrico, è stato vittima di critiche e cronaca nera, preso per i fondelli da personaggi ignoranti o molto furbi come Giandomenico Boncompagni e Maurizio Costanzo.
    Il passato di Rino è oscuro indubbiamente. Troviamo però i primi sentori del suo genio all’età di quattordici anni, età fondamentale per lui. In quel periodo, nel 1964, viveva a Narni, in un collegio. Dev’essere lì che ha avuto i primi contatti esoterici. In quel periodo infatti scopre un qualcosa che non avrebbe dovuto scoprire e ce lo dice in un racconto da lui scritto in quell’anno chiamato “E l’uomo volò”. Lì, descrivendosi come pulcino, afferma che le “Autorità” da lui narrate in quel racconto sono rimaste spaventate dalla sua comparsa. Successivamente scriverà “E la vecchia salta con l’asta”.

    Ma perché è dovuto passare per Narni per sapere certe cose? Beh, perché dobbiamo assumere un fatto. Per Massoneria io intendo tutte quelle società dai fini occulti e che vanno contro la libertà dell’uomo. Queste “società” sono varie e le tratteremo una alla volta con calma ma ai fini di questo articolo ne citerò alcune: i Rosacroce, i Gesuiti, la Golden Dawn, la Rosa Rossa, i Cavalieri di Malta ed altre ancora. Ebbene, Narni è niente più niente meno che un centro Gesuita molto caldo. Tant’è vero che se si va nei sotterranei della vecchia Narni troviamo antiche incisioni dei Gesuiti, tra cui anche il loro “logo” IHS. Inutile dirvi chi essi siano, altrimenti non mi basta tutto Uki. Ci basterà sapere che è un ordine cattolico fondato con influenze Rosacrociane nel 1534, che oltre ad avere le mani in pasta un po’ ovunque è macchiata di crimini indelebili.

    Ma ora non ci interessa, prometto di trattare il tema quanto prima poiché è un tassello chiave ma non ora.

    Insomma, Rino è cresciuto in ambienti del genere. Crebbe e tornò a Roma, dove già prima della sua tappa a Narni era andato a vivere con i genitori. A Roma inizia a frequentare il Jet Set, compreso il Caffè Greco, detto il caffè degli artisti.

    Qui parte la sua carriera iniziata dapprima come paroliere poi come cantautore. Una carriera colma di domande, di perché da sempre poi bollate come nonsense. Ma davvero è questo Rino? Ad un orecchio poco vigile ma soprattutto ad una persona di scarsa cultura potrebbe sembrare così, peccato che non sia una cosa vera. Poche persone avevano una cultura che spaziava in ogni ambito come lui e tutto convergeva alla solita causa: le società segrete.

    Partiamo ad analizzare la canzone “Nuntereggaepiù” forse la più celebre dopo “Ma il cielo è sempre più Blu”
    Questa è la canzone che paradossalmente reputa la più leggera, per questo parto da qui. Qui vengono citate svariate situazioni scandalose dell’Italia di quegli anni e non si trattiene come suo solito dal fare i nomi di personaggi interessanti. Recita una parte: “Avvocato Agnelli, Umberto Agnelli… Monti (!!!), Pirelli”… Questi quattro da cui parte non sono personaggi comuni, ma nemmeno personaggi a casuali. Si dia il caso, infatti, che tutti e quattro l’anno in cui uscì la canzone parteciparono alla riunione Bilderberg a Princeton!

    Per chi non lo sapesse, il Gruppo Bilderberg riunisce una volta all’anno capi di stato, presidenti bancari e giornalisti per decidere cosa dover fare dell’economia mondiale; per inciso quest’anno sono stati a Roma dove sono stato ed ho conosciuto chi segue la faccenda da svariati anni ed ha un archivio sconfinato ed inedito. Tutto a suo tempo.

    In Nuntereggaepiù troviamo altri nomi importanti appartenenti all’alta borghesia massonica o i vari personaggi discutibili come Maurizio Costanzo. Ma qui sorge un dubbio… Cosa c’entrano i calciatori e Bearzot citati in questa canzone? Ebbene frequentando ambienti occulti Rino era a conoscenza degli strani fatti attorno alla nazionale di calcio in quegli anni. Grazie ai suoi messaggi in bottiglia è stata fatta un’indagine sulla squadra azzurra condotta da Oliviero Beha e… apriti cielo! La nazionale era al centro di un canale illegale di scommesse clandestine! Quali sono le fonti di queste dichiarazioni? I documenti dei servizi segreti camerunensi che hanno indagato sulla partita Italia-Camerun del 1982 ed hanno ottenuto una confessione da ben sei giocatori titolari. I giocatori hanno affermato che erano stati pagati con una cifra che ammontava a 400mila dollari per pareggiare e quindi venire matematicamente esclusi dal torneo. Chi gestiva però tutto questo traffico? Tal Michele Zaza, alias Michele o’ Pazzo. Curiosamente Michele o’ Pazzo è anche una canzone di Rino. Zaza infatti avrebbe gestito questo traffico di soldi e non solo! Michele era un camorrista molto famoso e potente detto o’ Pazzo perché era solito fare coloriti comizi. Ebbene questo famoso camorrista perché si sarebbe dovuto occupare di ciò? Dovete sapere che l’allora presidente della Federcalcio era Sordillo, ma chi era Sordillo?

    (C: Ma no, non lo posso dire, sembra una barzelletta!
    Fatale: Fallo! Dillo, te lo ordino!
    C: Ma non ci crederà nessuno!
    Fatale: Sono quello che ti pubblica, sono le mie regole!)
    ..Va bene, lo dico. Federico Sordillo presidente della Federcalcio era il legale del famoso boss camorrista Michele Zaza detto Michele o’ Pazzo! Fu proprio Zaza a confessare che Sordillo lo aveva incaricato di portare i 400mila dollari ai Camerunensi. E Rino, guardate il caso, ben 4 anni prima con Nuntereggaepiù ma soprattutto con la canzone Michele o’ Pazzo aveva anticipato i tempi.

    Finisco la prima parte di questo pezzo con il brano “Jet Set”. Qui ci sarebbe da dire. Questa poco conosciuta canzone di Rino appunto parla di alcuni singolari personaggi del Jet Set romano di quel periodo: Gil Cagné, Elsa Martinelli e Marina Lante della Rovere. Nel ritornello vengono citati prima uno, poi l’altra poi la terza dicendo a tutti e tre: “Quando incede è una gazzella e sotto il sole non si spella”. Un ritornello molto significativo. Oltre a dire che queste persone nella carriera hanno fatto una “carriera ingiustificata” grazie a salti di gazzella fa riferimento ad un principio Cabalistico-Massonico.

    Secondo la Massoneria che reinterpreta la Cabala (NON la Cabala stessa..) il sole è un elemento che uccide l’uomo. Questo perché secondo la loro interpretazione durante la notte, sotto la luna, l’uomo vive il sogno, cioè una vita migliore, ma durante il giorno è costretto a vivere la realtà che è povera ed empia. La frangia tendenziosa e mondialista della Massoneria (quella dagli scopi socio-politici per intenderci..), afferma quindi che affiliandoti a loro puoi vivere il giorno come se fosse la notte: un sogno continuo. Questo concetto viene scritto dal famoso massone Thomas Browne, uno dei primi padri fondatori della Massoneria moderna.

    Se analizziamo da vicino i personaggi trattati viene detto che Gil Cagné fa balletti gialli e blu e che beve solo la Mimosa (acacia, simbolo floreale principe della Massoneria), di Marina Lante che è “Bella, Blu e qualche volta anche elegante” (si dice in ambito Massonico che chi è Blu non è un puffo bensì è un confratello, in più è risaputo che i Lante della Rovere siano dei Massoni di serie A) mentre di Elsa Martinelli sostanzialmente oltre a dirle che è una voltagabbana, una buffona e pessima attrice non dice nulla di che. Sebbene, se si va ad approfondire non bastano i capelli da strapparsi. Questa attorucola ha avuto più frequentazioni lei di un Gran Maestro. Elsa Martinelli è una donna che ha detto in un’intervista al ‘Corriere Della Sera’ che ha apprezzato tanto la semplicità di Rockefeller! Evinciamo che o è una pazza o qualcosa non torna. In realtà la Martinelli è una donna che è stata invitata alla Casa Bianca. La mattina che doveva ripartire verso le 7.00, John F. Kennedy, uomo su cui Rino si fissa molto, è andato a salutarla in ciabatte ed accappatoio! E poi, Elsa Martinelli ha dichiarato: “Moro? Sapevamo tutti dove si trovasse”. Ma tutti chi? (..retorico). Infine è doveroso dire che si dice che oggi sia a capo della Massoneria femminile romana. Ma di questo, badate bene, non si trovano certezze. Però uno vede che vita a fatto e non sembra tanto difficile crederlo.

    Grazie della pazienza, ci vediamo alla seconda parte.


    #144056
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Perché ha … ?
    Anche su Luigi Tenco ci sono indizi come se piovesse…

    La morte di Luigi Tenco è stata definita (sul sito Misteri d'Italia) una delle indagini più demenziali e pasticciate mai svolte in Italia.

    Presentato, come molti altri casi simili, sotto veste di suicidio, è in realtà un palese omicidio.

    Anzitutto una prima stranezza riguarda il foro d'entrata; la stranezza sta nel fatto che un calibro 7.65 a contatto, avrebbe spappolato il cranio e non fatto un semplice buco. L'altra cosa strana è che quel foro d'entrata non presenta micro-bruciature tipiche di un colpo d'arma da fuoco sparato a contatto (il suicida solitamente appoggia la pistola ponendola a contatto con la pelle).

    Sono state trovate residui di polvere da sparo sulla tempia destra, ma sulla mano che avrebbe sparato è stato trovato solo antimonio, di fatto rendendo il guanto di paraffina negativo e non positivo come attestano gli esiti della riesumazione nella 2006.

    Tenco si sarebbe sparato un colpo in testa, con una PPK 7.65 (ma altre fonti indicano una Beretta calibro 22), in una camera d'albergo (la 219), ma nessuno ha sentito niente.

    Alcune foto (vedi il video) mostrano che sul volto di Tenco ci sono ferite lacero contuse. Come se fosse stato picchiato. Una è addirittura dietro la testa. Questo in contrasto con il rapporto della polizia (anche questo ricorda molto il caso Manca).

    Gli organi di PG giunti sul posto portano il cadavere all'obitorio senza effettuare i rilievi di rito. Di conseguenza il cadavere sarà nuovamente trasferito nella stanza d'albergo. Particolare curioso: la camicia di Tenco è bianca, linda, e nel secondo trasporto scompare la macchia di sangue che compariva sulla camicia la prima volta. Come se qualcuno lo avesse rivestito per l'occasione.

    Il corpo di Tenco risulta sporco di sabbia in più punti. La circostanza è apparentemente inspiegabile, visto che aveva passato la serata al ristorante con amici e poi – secondo le ricostruzioni – si sarebbe diretto subito in albergo.

    E poi il solito balletto di incertezze sull'ora della morte, ad oggi mai appurata, sulla posizione del cadavere, l'autopsia mai fatta, la prova del guanto di paraffina non effettuato.
    La solita storia. Il solito copione già visto in centinaia di casi, Cagliari, Gardini, Niki Aprile Gatti, Attilio Manca, di recente Stefano Anelli.

    Infine.
    Il biglietto lasciato da Tenco per spiegare la sua morte dice:
    “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io, tu e le rose” in finale e una commissione che seleziona “La Rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.

    Il biglietto sarà giudicato autografo da una perizia, ma dopo oltre trenta anni (evidentemente i periti se la sono presa comoda e hanno analizzato una parola all'anno).
    In realtà alcuni esperti che conoscevano Tenco sostengono che la firma sia falsa e, come potete vedere nel video, pare che il biglietto sia stato artefatto.
    In effetti, comparando la firma del biglietto con quella del cantautore ne viene fuori un tratto completamente diverso.

    Da notare poi che Arrigo Molinari, il questore che all'epoca dette la notizia del “suicidio” di Tenco, telefonò all'Ansa, prima di essere giunto a fare un sopralluogo personalmente. Insomma, aveva già appurato il suicidio, senza aver mai visto il cadavere. Per sentito dire cioè.

    Concludiamo con le parole usate dall'autore del video: La verità è che Tenco è stato ucciso sulla spiaggia e poi riportato nella stanza 219 dell'Hotel Savoy, ecco perché nessuno ha udito il colpo di pistola, ecco perché il corpo è stato immediatamente portato in obitorio e poi ritrasportato in camera (era improbabile come omicida), ecco perché gli hanno cambiato la camicia (era sporca di sabbia), ecco perché gli hanno nascosto i piedi sotto il cassettone (era necessario per non far vedere la sabbia sulle scarpe). In conclusione: quello di Tenco è stato un omicidio.

    Resterebbe da capire il perché dell'omicidio. Il cosiddetto movente.
    Al riguardo può essere utile ricordare che secondo l'esperto di servizi segreti Aldo Giannuli, Tenco era stato indicato in una lista del Sifar come persona scomoda e sovversiva.
    Uno contro il sistema, insomma. Da eliminare. Come Rino Gaetano, come De Andrè, come Pasolini, come tanti altri di cui ancora neanche si sospetta che siano morti per altri motivi rispetto a quelli che le versioni ufficiali ci hanno riportato.

    Aggiungo una nota finale. Il biglietto è stato artefatto non a caso, perché comparissero quelle “rose” nella giustificazione della morte; rose, che, unite alla data della morte, 27.1.1967 (la cui somma fa 33), danno la firma della Rosa Rossa.

    —————————————————————

    Nota finale.

    Per approfondire il caso Tenco:

    http://luigitenco60s.forumfree.it/?t=26753305
    http://paolofranceschetti.blogspot.it/2010/12/lomicidio-di-luigi-tenco.html


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #144057

    Cydonia
    Partecipante

    E' stao ucciso dalla Rosa Rossa, per la precisone, o Golden Down. E con le modalità già narrate in una sua canzone, che parlava di un povero ” incidentato” rifiutato da ben 5 ospedali . Inoltre parla di quanto fosse bella Rosina appena conosciuta, in un altro testo, ma poi non potevi più vivere o qualcosa del genere. Sto leggendo l' interessantissimo libro dell' avvocato Franceschetti, che è possibile richiedere in pdf gratuitamente entrando nel suo blog. Vi assicuro che è una lettura interessantissima. Splendide cose a tutti:)


    #144058

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1370121733=InneresAuge]
    Perché ha … ?

    [/quote1370121733]

    …spifferato cose.


    #144059
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ragazzi qualche sera fa c'era un film su Gaetano…ma ormai era già iniziato e non mi piace seguire i film così. Qualcuno di voi lo ha visto?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #144060
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    A Border nights hanno appena intervistato lo scrittore del libro “Rino Gaetano, assassinio di un cantautore”.
    Domani metto il podcast.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #144061
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    Prima parte in cui si parlerà della vera astrologia con Rocco Pinneri e di Rino Gaetano con l'avvocato Bruno Mautone che ha scritto un libro sui misteri della sua morte. Poi nella seconda parte domande e risposte con Paolo Franceschetti.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #144062
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1371059355=InneresAuge]

    Prima parte in cui si parlerà della vera astrologia con Rocco Pinneri e di Rino Gaetano con l'avvocato Bruno Mautone che ha scritto un libro sui misteri della sua morte. Poi nella seconda parte domande e risposte con Paolo Franceschetti.

    [/quote1371059355]
    Grazie Ineres :K: ora ma la scarico.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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