Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

Home Forum SPIRITO Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

Questo argomento contiene 220 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  viandante 6 anni, 4 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 141 a 150 (di 221 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #49017

    viandante
    Partecipante

    IL SE' SPIRITUALE

    Il Sè spirituale supremo non è dietro la nostra personalità nè dietro la nostra esistenza corporea , ma al di sopra , e le supera totalmente .

    Il più elevato centro interiore è nella testa ,il più profondo nel cuore ; il centro che però si apre direttamente al Sé è al di sopra della testa , al di sopra del corpo fisico , in ciò che si chiama corpo sottile .

    Questo Sè ha due aspetti e, quando si entra nella sua realtà , i risultati corrispondono a tali due aspetti .

    Uno è statico :è una condizione di pace , di libertà , di vasto silenzio ;il sè silenzioso non è turbato da alcuna azione o esperienza ;le sostiene imparzialmente e non sembra generarle affatto , ma sembra mantenersi separato , distaccato o indifferente .

    L’altro aspetto è dinamico :lo si percepisce come un sè o spirito cosmico,che non soltanto sostiene ma genera e contiene tutta l’azione cosmica che concerne il nostro sè fisico ,ma anche tutto ciò che è al di là: questo mondo e tutti gli altri mondi , i regni ultrafisici e le regioni fisiche dell’universo .

    Inoltre , si sente che il Sè è uno in tutto , ma anche al di sopra di tutto, trascendendo e oltrepassando ogni nascita individuale o ogni esistenza cosmica .

    Sri Aurobindo- Antologia Guida allo Yoga – Pag 153


    #49018

    viandante
    Partecipante

    Coloro nei quali si risveglia la vita mentale sono inquieti, tormentati, agitati, arbitrari, dispotici; e presi completamente nel turbinio delle trasformazioni e dei rinnovamenti ch’essi sognano, sono pronti a distruggere tutto senza sapere su cosa appoggiarsi per costruire, e così, con la loro luce fatta di lampi accecanti, aumentano ancora la
    confusione, al posto di porvi termine.

    A tutti manca la pace inamovibile della Tua sovrana contemplazione , la calma visione della Tua eternità immutabile.

    Con l’infinita gratitudine della persona a cui Tu hai concesso questa grazia straordinaria, io T’imploro, Signore, affinché per il tormento attuale, in seno a questa estrema confusione, il miracolo si compia, e che la Tua legge di suprema Serenità e d’invariabile e pura Luce divenga percettibile per tutti e governi la terra nell’umanità infine risvegliata alla Tua coscienza.

    Mère – Preghiere e Meditazioni -7 Ottobre 1914


    #49019

    viandante
    Partecipante

    SUL SESSO

    Agenda di Mère – libro sesto – 27 novembre 1965

    … l´umanità prova l´impulso sessuale in modo assolutamente naturale, spontaneo, anzi direi legittimo. E un impulso che sparirà naturalmente e spontaneamente con lo sparire dell´animalità (spariranno ben altre cose, come ad esempio la necessità del cibo, e forse anche il bisogno di dormire come dormiamo); ma, in un´umanità superiore, l´impulso più cosciente che sia fonte di… – beatitudine è una parola grossa, diciamo di gioia, di delizia – è certamente l´attività sessuale (che del resto, quando non esisterà più il bisogno di procreare a quel modo, non avrà assolutamente più ragione di far parte delle funzioni naturali). Allora la capacità di entrare in rapporto con la gioia di vita salirà di un gradino o si orienterà diversamente. Ma quello che gli antichi aspiranti spirituali avevano tentato per principio – la negazione del sesso – è una cosa assurda, perché deve accadere soltanto in chi ha superato questo stadio e non ha più animalità dentro di sé. Deve estinguersi senza sforzo e senza lotta, così. Farne un fulcro di lotta e di conflitto è ridicolo. Questa è una cosa che mi è stata comprovata dall´esperienza dell´Ashram, perché l´ho vista a tutti gli stadi; e´ perché tutte le idee, le proibizioni non servono assolutamente a niente: l´impulso si estingue, del tutto naturalmente, soltanto quando la coscienza cessa di essere umana. Può trattarsi di una transizione un po´ difficile, perché gli esseri di transizione si trovano sempre in equilibrio instabile, ma c´è in loro una specie di fiamma e di bisogno che rende la transizione indolore – non uno sforzo doloroso, ma una cosa che può avvenire con un sorriso. Ma voler imporre questa transizione a chi non è pronto è assurdo. Mi hanno tanto rimproverato d´incoraggiare certuni a sposarsi. A un mucchio di ragazzi ho detto: «Ma sì, sposatevi, sposatevi!». Mi hanno obbiettato: «Ma come?! Li incoraggiate?» Il mio è semplice buon Senso. È buon senso. Sono umani: non pretendano dì non esserlo. Soltanto quando spontaneamente l´impulso si fa impossibile, quando uno sente che c´è qualcosa di faticoso e di contrario al suo bisogno profondo allora diventa molto facile; a quel punto, beh, si tagliano i legami esteriori, e allora è finita


    #49020

    viandante
    Partecipante

    LA FIAMMA DELLA TRASFORMAZIONE

    Agenda di Mère – libro sesto – 27 novembre 1965

    E allora, la Fiamma… Quando si accende la Fiamma, diventa tutto diverso. Ma questa Fiamma è una cosa totalmente diversa: totalmente diversa dal sentimento religioso, dall´aspirazione religiosa, dall´adorazione religiosa (tutte cose che vanno benissimo, sono il massimo che l´uomo può fare e vanno benissimo, sono eccellenti per l´umanità); ma questa Fiamma qui, la Fiamma della trasformazione è un´ altra cosa.

    Toh, mi torna in mente adesso: Sri Aurobindo mi ha ricordato una cosa che avevo scritto in Giappone (è pubblicata in Preghiere e Meditazioni), pensa che non avevo mai capito quello che avevo scritto. Avevo sempre tentato e mi dicevo: «Ma che diavolo ho mai voluto dire? Mah!». Mi era venuta così, l´avevo scritta di getto. Si trattava di un bambino che diceva: «Non avvicinarti troppo, perché brucia (non ricordo più come dicesse esattamente) [Preghiere e Meditazioni, 27 marzo 1917: «… Lo vedi nel tuo cuore, questo focolare trionfante; tu sola puoi portarlo senza che divenga distruttivo. Se altri lo toccassero ne verrebbero consumati. Non lasciare dunque che si avvicinino troppo. Il bambino deve sapere che non bisogna toccare l´ardente fiamma che tanto lo attira…».], e sempre mi chiedevo: «Ma cosa rappresenta questo bambino?… A che cosa e perché deve stare attento a non avvicinarsi troppo´??» E, all´improvviso ieri o ieri l´altro ho capito; Sri Aurobindo me l´ha mostrato di colpo dicendomi «Il bambino è l´inizio della nuova creazione, che è ancora allo stadio infantile. Non toccatela, se non volete restarne bruciati – perché brucia».

    (silenzio)


    #49021

    viandante
    Partecipante

    MEDICI E MEDICINE …

    Agenda di Mère – libro sesto – 4 dicembre 1965

    Questa qui è la mia grande medicina. Ieri sono rimasta così [in meditazione] per tre quarti della giornata. Tutti credevano che dormissi, sicché si guardavano bene dallo svegliarmi (tanto meglio, un pensiero gentile).
    Così va bene, tutto va meglio. E sta meglio anche il corpo, è l´unica guarigione; per me è l´unica guarigione: metterci dentro questa Pace, questa Luce – una luce vasta vasta, calma calma -, allora le cellule si abituano ad essere un po´ più armoniose.
    Se no, non va,
    Io ai dottori non ci credo. Ho un bel tentare, ci metto tutta la buona volontà, ma non credo alle cure, non credo ai dottori. Quando sono in questo stato il dottore mi dà delle medicine – guardo queste medicine: provocano altrettanti disordini che benefici. Fanno bene a qualcosa e male a qualcos´altro. Allora dopo bisogna porvi rimedio. Non se ne esce. E meno male che me ne danno a dosi pediatriche! Se me ne dessero alle dosi per adulti, credo che… Interessante, molto interessante (!).

    “qualcuno” mi insegna a passare ad un livello superiore dove si è abbastanza liberi da tutte le vibrazioni esterne e si può restare nella Vibrazione armoniosa vera. Ma per il corpo è difficile: perché ogni volta che mangia assorbe disordine, ogni volta che respira assorbe disordine – viviamo nel disordine. E allora è tutto un lavoro per chiarificare, organizzare, mettere ordine; e tutto diventa immobile, perfettamente immobile: qui (indicando la fronte) silenzio assoluto e luce – una luce che non se ne va più; e poi farla scendere qui (nel corpo). Ma così immobile… Eppure il sangue continua a circolare, no? Ma credo circoli al rallentatore. Allora va bene.
    Mi pare che secondo la scienza esteriore è durante il sonno che bruciamo le tossine; beh, proprio così: questa immobilità illumina le vibrazioni oscure.
    (Ridendo) Sicché ve ne ho dato una dose!


    #49022

    viandante
    Partecipante

    Questo brano è tratto da un libro di Arnauld Desjardins “Aldilà dell'io”,lo psto qui perchè lo trovo molto inerente al percorso dello yoga integrale.

    Desjardins in questa parte del libro affronta l'argomento delle difficoltà intrinseche al cammino spirituale:

    “Nella pretesa moderna di ottenere tutto facilmente (…) viene pubblicizzata una pletora di insegnamenti che promettono la liberazione in sei mesi grazie a venti minuti di meditazione al giorno. Tutto questo non ha niente a che vedere con gli insegnamenti tradizionali severi e rigorosi (…) lontani dai circuiti del turismo esoterico”.

    “Nessun guru indiano, maestro zen o saggio tibetano ha mai detto in tutta la storia che questo sia un cammino cosparso di petali di rosa”.

    “La tradizione spirituale dell'umanità è unanime e chiara riguardo alle prove interiori, ai momenti di smarrimento che attendono il candidato alla liberazione e che sono parte integrante del cammino”.

    “Volere i risultati senza pagarne il prezzo, volere la gloriosa libertà dei maestri, (…) l'illimitata serenità dei jivanmukta (i liberati)…è una caratteristica della nostra epoca.”

    “Prima di diventare farfalla dobbiamo diventare crisalide”. Ma noi vorremmo che dal bruco nascesse direttamente la farfalla, saltando questo lungo e difficile passaggio!

    “Per questo si sostiene ovunque la necessità di una guida che ci accompagni fin sulla soglia delle grandi trasformazioni interiori che dovremo affrontare da soli, armati dell'insegnamento ricevuto, delle esperienze che abbiamo fatto e delle certezze che abbiamo acquisito (…) Arriva il momento in cui dobbiamo perdere tutto (…) salvo ovviamente l'essenza, il testimone, la pura coscienza.”

    Ci sono momenti in cui non sapremo nemmeno chi siamo, che stiamo facendo, dove stiamo andando. Ci sono varie lunghe notti dell'anima.

    L'eroe deve affrontare numerose prove. Per salvare la fanciulla (l'anima) deve incontrare i draghi (i mostri interiori). Se li affrontiamo e li vediamo per quello che sono, proprio essi diventano i nostri alleati. “Ciò che prima era una debolezza, si trasforma in una forza.”

    “Oggi invece ci aspettiamo che la pubblicità di un ashram ci garantisca che è ben riscaldato d'inverno e che si mangi bene. Ma cosa vuoi? Ma voi volete impegnarvi in un'avventura che la storia dell'umanità descrive come la più grande ma che, come tutto ciò che ha un valore immenso, esige un alto prezzo o preferite continuare ad alimentare un sogno che, senza passare attraverso nessuna crisi, promette chissà quali poteri miracolosi, saggezza, coscienza sovranormale e chissà quali altre meraviglie?”

    “Gli occidentali non vogliono capirlo e pretendono a ogni costo che l'illuminazione sia facile e per tutti…”

    “Parlo a tutti quelli impegnati nella via, che sanno anche che, se vogliono arrivare ancora più in là (di semplici miglioramenti), devono affrontare risolutamente il nuovo e non continuare a girare intorno nelle vecchie abitudini emotive e mentali, sempre sullo stesso terreno conosciuto. Il viaggio verso il centro di se stessi, verso la 'caverna del cuore' , è un viaggio di esplorazione.”

    “Non solo non dovete preoccuparvi, ma se avete un'anima da eroe, dovreste esultare dicendovi: 'Sono qui e l'ho voluto io'. Il vero atteggiamento del discepolo è espresso nelle parole del Cristo: 'Padre, allontana da me questo calice amaro, però non la mia ma la tua volontà sia fatta'. Sì, una parte di voi ha paura, (…) ma un'altra parte, il cavaliere (il guerriero) è indotta a spingersi ancora più in profondità: 'Non posso non continuare sul cammino'. Quindi non procedete a metà; procedete coraggiosamente, da eroi, entrate nei territori sconosciuti della coscienza, perdete i punti d'appoggio abituali, affrontate con valore i momenti in cui non vi riconoscete più e andate avanti, sempre avanti. Se la vera coscienza è presente come testimone, come vigilanza, potete procedere senza rischi.”

    Molti hanno l'idea che essere ascetici sia legato alla rinuncia. Se la rinuncia non è reale, ma soltanto ideologica, non serve a niente; anzi crea ancora più conflitti perche si basa sulla repressione. “Solo gli sciocchi vedono la rinuncia come farsi seppellire in un monastero, continuando a mantenere i loro attaccamenti.

    Bisogna mettere in discussione “tutto ciò che consideravate la vostra vita, la vostra anima e la vostra realtà”.

    “Quali armi possiede il cavaliere per attraversare la misteriosa foresta in cui nessuno osa addentrarsi? Nel mito dell'eroe c'è un vecchio saggio che gli fa un dono; dice: “Ti rivelerò un segreto”. Si tratta di un mantra. (…) Trovate questo mito in tutte le tradizioni. Il cavaliere ha così a disposizione due armi: un mantra e la spada della discriminazione che distingue il falso dal vero, l'irreale dal reale. Il mantra aum o amen esprime l'assenza di paura: ho risposto la mia fiducia in Dio, nella Verità”.

    Questo passaggio è stupendo! La spada quindi è il Testimone che poco a poca si sviluppa e vi permette di VEDERE. Il mantra è il suono della VERITA' che fate vibrare dentro il vostro corpo e che vi protegge dai draghi, insieme alla spada.

    Ma ciò che dovete sapere è che “Se affrontate il drago, o scompare (lui che sembrava così terribile!) o si accuccia ai vostri piedi, mettendosi al vostro servizio”.

    Desjardins conclude il capitolo con questa frase: “Il ruolo della guida è quello di strapparvi al vostro sonno, di togliervi i vostri abituali punti d'appoggio e immergervi nel mondo interiore; il vostro ruolo è quello di procedere senza tornare sui vostri passi, senza guardarvi indietro e senza dimenticare che avete in mano una spada e un mantra nel cuore. Questa spada e questo mantra sono infallibili, a patto che li usiate.”


    #49023

    viandante
    Partecipante

    LE CELLULE IMPARANO

    Agenda di Mère – libro sesto – 23 novembre 1965

    Ho notato una cosa estremamente interessante. Per esempio, c´è un dolore, un segno qualunque che qualcosa è fuori posto. Nella coscienza – la coscienza – puoi essere assolutamente indifferente: vita o morte, malattia o salute, tutto uguale. Ma se il corpo reagisce secondo la vecchia abitudine: «Che cosa devo fare perché passi?», con tutto quello che la domanda comporta (non parlo di una reazione mentale, ma qui nel corpo), il disturbo si cristallizza. Perché? – Perché deve starsene li… (ridendo) per essere studiato! Se invece le cellule hanno imparato la lezione e immediatamente chiamano: «La Tua Presenza, Signore!» (non sono parole, è un atteggiamento) – pff, il disturbo sparisce. Ma non serve a niente che lo faccia il pensiero, né che lo faccia la coscienza psichica o persino LA COSCIENZA FISICA devono essere le cellule a farlo. Ecco come mai chi lo ha fatto col pensiero dice: «Mi sono dato al Divino, sono pronto a tutto, sono in uno stato di equanimità perfetta, e mi sono ammalato lo stesso! Perciò cosa devo credere?». Ma tutto questo non c´entra. Perché ci sia un´azione immediata nel corpo (immediata nel senso che sembra miracolosa, mentre non lo è affatto) bisogna che lì dove per una ragione qualsiasi si è creato il disordine ci sia un immediato chiamare: «Signore, Signore, sei Tu! Signore, noi siamo Te! Signore, questo sei Tu!»… e tutto vola via. Una sensazione, un atteggiamento – e di colpo, hop, finito! Ho avuto centinaia e centinaia di esperienze così. E lo stato – lo stato generale della coscienza – è esattamente lo stesso, sempre così (gesto immobile, palme rivolte verso l´Alto), in una specie di beatitudine cosciente: «Sia fatta la Tua volontà». Ma non serve a niente, perché non agisce QUI – mentre dev´essere PROPRIO QUI che succede (Mère si tocca ìl corpo). … Solo al momento in cui uno ha l´esperienza può capire davvero quello che legge. Uno scritto avrà magari il potere di comunicare l´esperienza mentalmente (è indiscutibile: un effetto mentale c´è), ma io parlo del lavoro qui, nelle cellule del corpo… Darsi una piccola spiegazione mentale non significa niente! Se invece uno la vibrazione l´ha conosciuta, ah, è di un´evidenza! Sai, stare davvero poco bene, malridotta, non poter respirare, sentirsi impotente avere la nausea, non potersi neanche muovere né pensare né niente… capisci, ridotta proprio male: e poi di colpo… la Coscienza – la coscienza corporea della Vibrazione d´Amore, ch´è l´essenza stessa della creazione, e in un attimo: tutto s´illumina, pff, scomparso, sparito tutto. E allora ti guardi stupito – tutto sparito. Stavi davvero poco bene – ed è sparito tutto. Non credo proprio che le parole siano in grado di esprimere una cosa del genere. Non si tratta neanche di vivere nell´atmosfera – e allora che cos´è?… Magari sarà un potere, un giorno. Il potere di trasmettere questa cosa. Allora, a quel punto lì potrà cambiare tutto. Probabilmente quando sarà stabile in modo definitivo. Quando dovrà essere sarà, no


    #49024

    viandante
    Partecipante

    L' epoca delle religioni è passata, diceva la Madre. Sono cose vecchie, passate. Ora si rende indispensabile una percezione extra e sovra -religiosa. Si potrebbe dire altrettanto bene” una percezione extra e sovra-materialista, qualcosa che esca infine da quella vecchia dicotomia aberrante che non è né la realtà dello Spirito né la realtà della Materia, ma semplicemente una finestrella con le sbarre della mente in uno stato intermedio.

    Satprem – Mère . Il Materialismo Divino- Cap XII


    #49025

    viandante
    Partecipante

    INDICAZIONI PER UNO YOGA NEL CORPO

    Agenda di Mère – libro sesto – 24 marzo 1965

    Ma con la sadhana che sto facendo trovo certi fili conduttori da seguire, trovo certe frasi di Sri Aurobindo… Per le altre sadhane, ero abituata: tutto quello che lui diceva era chiaro, mostrava che strada bisognava seguire, non c´era bisogno di cercarla; ma per la sadhana del corpo non l´ha fatto. Ha fatto solo, di tanto in tanto certe osservazioni, e sono osservazioni che mi servono … Mi sono rimaste così tante osservazioni sue che, sì, per me sono come dei fili conduttori. Per esempio quel `resistere.., resistere´. Uno ha, supponiamo, un dolore da qualche parte. L´istinto (l´istinto del corpo, delle cellule) è di tendersi e rifiutarlo – ma è il peggio che si può fare: così non si fa altro che aumentarlo, sempre. Perciò la prima cosa da insegnare al corpo è quella di restare immobile, di non avere reazioni. Soprattutto di non tendersi, neanche in un movimento di rifiuto – starsene in un´immobilità perfetta. È questa l´equanimità del corpo. Un´immobilità perfetta. Dopo la perfetta immobilità deve venire un movimento d´aspirazione interiore (parlo sempre dell´aspirazione delle cellule – uso certe parole perché non ce ne sono altre, non c´è altro modo di esprimersi), il surrender, vale a dire l´accettazione SPONTANEA E TOTALE della Volontà suprema (che non conosciamo). La Volontà totale vuole che le cose vadano in questo modo oppure in quest´altro, vale a dire verso il disfacimento di certi elementi oppure verso…? E ci sono poi sfumature infinite: c´è il passaggio fra due tipi di altezza (parlo di realizzazioni cellulari, ricordarsi sempre che parlo solo di questo), nel senso che dopo aver raggiunto un certo equilibrio interiore, un equilibrio di movimento, di vita, è sottinteso che passando a un movimento superiore c´è da affrontare quasi sempre una discesa prima di poter risalire – è una transizione. Allora lo shock che uno riceve lo spinge a scendere per poi risalire, oppure lo spinge a scendere per abbandonare certi vecchi movimenti? Ci sono infatti modi d´essere cellulari che devono sparire per lasciare il posto ad altri; ce ne sono invece altri che si piegano per risalire con un´armonia superiore e una Superiore organizzazione. Questo è il secondo punto. E bisogna aspettare di vedere SENZA PRETENDERE DI SAPERE PRIMA come andrà. Soprattutto, poi, quello che non deve assolutamente esserci più, che deve sparire, è il desiderio – il desiderio di star bene, di essere in pace, tutti quei desideri lì. Bisogna arrivare ad essere assolutamente privi di reazioni, così (Mère apre le mani con le palme rivolte verso l´alto, in un gesto d´offerta immobile). Quando uno è così (con `uno´ voglio dire le cellule), dopo un istante viene la percezione della categoria a cui appartiene il movimento allora non c´è che da seguirla, sia che si tratti di una cosa che deve sparire per venire sostituita da un´altra (per il momento ancora sconosciuta), sia che si tratti di una cosa da trasformare. E così via. E così di continuo. ………… Tutto questo per dirti che la mente se ne sta completamente immobile, tutto avviene in modo diretto, si tratta di vibrazioni. Beh, è solo cosi che si può sapere quel che bisogna fare Se invece interviene la mente – soprattutto la mente fisica, che è di una imbecillità assoluta, ma proprio assoluta -, non riesci a sapere niente; finché quella mente lì è in moto, uno sarà sempre portato a fare quel che non bisogna fare, e soprattutto ad avere una reazione sbagliata la reazione che favorisce le forze di disordine e d´oscurità invece di combatterle. Qui non parlo di ansia, perché già da un bel pezzo – da anni e anni – non c´è più nessunissima ansia nel mio corpo, farsi prendere dall´ansia e come inghiottire una tazza di veleno. Ecco quello che io chiamo yoga fisico. Superare tutta questa roba. E il solo modo per farlo è che ad ogni istante tutte ma proprio tutte le cellule siano (gesto d´ immobile offerta verso l´Alto) in un´adorazione, in un´aspirazione – adorazione, aspirazione, adorazione, aspirazione… e nient´altro. Allora dopo un po´ viene anche la gioia, che si conclude in una fiducia piena di beatitudine. Quando questa fiducia si sarà ben radicata, tutto andrà bene. Però… se è facilissimo da dire, è ben più difficile da fare. Ma io sono convinta che per il momento questo sia l´unico modo, non ne esistono altri. Ecco. Dammi le mani…


    #49026

    viandante
    Partecipante

    Agenda di Mère – libro settimo – 31 gennaio 1966

    Attardarsi in una coscienza che dev´essere superata è una debolezza – l´unica cosa da fare è non restare lì! C´è soltanto da rifiutarla e poi servirsene come di un trampolino per saltare più in alto, e basta. Ecco come io vedo il problema. E così che vedo tutte le incapacità, tutte le debolezze, tutti i failures [fallimenti], è così che li vedo: «Bene, un trampolino, paf, ora saltiamo e superiamo tutta questa roba».
    Quando uno fa il lavoro che sto facendo io ed è a contatto con tutte le piccole reazioni del corpo fisico, della coscienza più materiale… Bambino mio, sarebbe scoraggiante e nauseante per chiunque abbia un ideale. Ma le cose… stanno così, stanno così e devono cambiare – siamo qui perché diventino tutt´altro. Solo che finché non ne diventeremo coscienti non cambieranno mai. Perciò dobbiamo rallegrarcene quando ne diventiamo coscienti, ecco.
    Tutte le scoperte, sempre, sono delle grazie – delle grazie meravigliose. Quando scopriamo che non possiamo farci niente, quando scopriamo che siamo degli imbecilli, quando scopriamo che non abbiamo nessuna capacità, quando scopriamo che siamo tanto meschini e piccini e stupidi, allora… «Ah, Signore, come Ti ringrazio, come sei buono a mostrarmi tutta questa roba!». E poi basta. Perché, dall´istante in cui lo scopriamo, possiamo dire: «Questa roba adesso è affar Tuo! Sarai Tu a fare il necessario per cambiarla». E il più bello della faccenda è che cambia davvero! Cambia. Basta fare così (gesto di offerta verso l´Alto) sinceramente: «Oh, prendi questa roba, prendila, prendila, liberamene, lascia che io non sia più… nient´altro che Te».
    E’ stupendo.
    Ecco.


Stai vedendo 10 articoli - dal 141 a 150 (di 221 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.