Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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  • #49027

    viandante
    Partecipante

    Da “La manifestazione supermentale sulla terra”

    La Perfezione del corpo – di SRI AUROBINDOLa perfezione del corpo, la più vasta che possiamo raggiungere con i mezzi a nostra disposizione, dev’essere il
    fine ultimo della cultura fisica. La perfezione è in effetti il vero scopo di ogni cultura, sia essa spirituale,
    psichica, mentale o vitale, e dovrà esserlo quindi anche della nostra cultura dei corpo. Se è una perfezione
    totale dell'essere che ricerchiamo, la parte fisica non può essere tralasciata; il corpo infatti è la base materiale,
    è il corpo lo strumento che dobbiamo usare. Shariram khalu dharmasadhanam dice l'antico adagio sanscrito –
    il corpo è il mezzo per il compimento del dharma (la legge interiore) – e dharma è ogni ideale che possiamo
    proporci e la legge che presiede al suo compimento e alla sua azione. Una perfezione totale è il fine supremo
    che ci poniamo davanti, poiché il nostro ideale 'è la Vita Divina che vogliamo far nascere quaggiù, la vita dello
    Spirito pienamente manifestato sulla terra, la vita che porta a compimento la sua stessa trasformazione
    spirituale qui, sulla terra, nelle condizioni dell'universo materiale. Perché questo possa avvenire anche il corpo
    deve passare attraverso una trasformazione, la sua azione e le sue funzioni stesse devono pervenire a una
    capacità suprema e a tutta la perfezione che gli è o che può essergli resa possibile.
    Nella totalità della trasformazione che dobbiamo operare, anche le energie e i mezzi umani devono essere
    impiegati; non bisogna abbandonarli ma usarli, esaltarne le possibilità fino al massimo e integrarli nella nuova
    vita. Ma se non è difficile immaginare la sublimazione dei nostri attuali poteri umani di mente e di vita in
    elementi di una vita divina sulla terra, in che modo dovremo invece concepire la perfezione del corpo?
    Il corpo in passato è stato considerato dai ricercatori dello spirito più che altro come un
    ostacolo, come qualcosa che doveva essere superato o scartato più che come uno
    strumento di perfezione dello spirito e un terreno della trasformazione spirituale. Esso è stato
    giudicato come una grossolana manifestazione della Materia, un ostacolo insuperabile le cui
    rigide limitazioni rendono la trasformazione impossibile. Questo perché il corpo umano,
    anche al suo massimo, sembra solo sospinto da un'energia di vita limitata, degradata nei
    particolari dei suoi funzionamenti fisici da molte cose meschine rozze e negative; schiacciato
    dall'inerzia e dall'incoscienza della Materia, solo parzialmente risvegliato e benché stimolato
    e mosso dall'attività nervosa, rimane subcosciente nelle operazioni fondamentali delle cellule
    e dei tessuti che lo costituiscono e nei loro funzionamenti segreti. Anche all'apice del suo
    vigore e della sua forza, anche al massimo del suo splendore e della sua bellezza, è sempre
    un fiore dell'Incoscienza materiale; l'incoscienza è il terreno sul quale è cresciuto e ad ogni
    passo oppone i suoi limiti ristretti all'ampliamento dei suoi poteri e ad ogni suo tentativo
    radicale di superarsi. Ma se una vita divina è possibile sulla terra, allora anche questo
    superamento di sé dev'essere possibile.
    Nel cammino verso la realizzazione di una vita divina Sri Aurobindo distingue due livelli di perfezione: l’uno,
    umano o “inferiore”, caratterizzato dal pieno sviluppo delle potenzialità fisiche, mentali e vitali, l’altro…
    …Così facendo la perfezione inferiore non sparirà, ma verrà ampliata e trasformata dalla perfezione superiore
    che solo il potere dello spirito può apportare. Questo ci appare evidente nel considerare la poesia e l'arte, il
    pensiero filosofico, la perfezione della parola scritta e l'organizzazione perfetta della vita terrestre: tutte queste
    cose devono essere accolte, tutte le possibilità già conquistate o qualunque perfezione già raggiunta devono
    essere incluse in una nuova e più grande perfezione ispirata da una coscienza spirituale, con nuove forme e
    nuovi poteri. E anche per la perfezione del corpo il procedimento dovrà essere lo stesso.
    La perfezione che può essere così raggiunta è una perfezione umana e relativa; qualcosa di più grande può
    essere conseguito solo con l’intervento di poteri più alti: i poteri psichici, il potere dello spirito. Nondimeno, ciò
    che si può compiere all'interno di questi limiti umani può essere già degno di nota ed è a volte qualcosa
    d'immenso valore; quello che chiamiamo genio fa parte dello sviluppo della sfera umana dell'essere, e i suoi
    compimenti, in particolare nel campo della mente e della volontà, ci possono portare a metà strada fra l'umano e
    il divino. A questo va aggiunto quello che la mente e la volontà possono ottenere nel campo che è proprio al
    corpo e alla sua vita, nel senso del compimento fisico, della resistenza, di prodezze sorprendenti di ogni
    genere, di un'attività senza sosta che rifiuti la fatica e il crollo andando oltre quanto sembrava dapprima
    impossibile, nel senso del coraggio e del rifiuto di soccombere a una sofferenza fisica anche micidiale e senza
    fine, – queste e altre vittorie, che a volte si avvicinano al miracoloso o lo raggiungono, possono essere osservate
    nel campo umano e devono essere riconosciute come parte della nostra idea totale di perfezione. La risposta,
    ferma e persistente, che il corpo (così come la mente) dell'uomo è in grado di dare anche nelle circostanze più
    difficili e scoraggianti, quali possono essere dovute alle necessità della guerra, dei viaggi e dell'avventura, è della
    stessa natura; la sua resistenza può raggiungere livelli sbalorditivi e anche l'incoscienza stessa nel corpo
    sembra capace di una sorprendente responsività.
    Per quanto riguarda il corpo vero e proprio, le perfezioni che si possono ottenere con questi metodi sono
    innanzitutto quelle delle sue capacità e delle sue doti naturali e, in secondo luogo, lo sviluppo della sua idoneità
    generale a servire da strumento per tutte quelle attività che possono essergli richieste dalla mente e dalla
    volontà, dall'energia di vita o dalle percezioni, impulsi e istinti dinamici del nostro essere fisico sottile, che è un
    elemento e un agente molto importante nella nostra natura, benché il suo ruolo rimanga spesso nascosto. La
    salute e la forza sono le prime condizioni della perfezione naturale del corpo; non solo la forza muscolare, la
    solidità vigorosa delle membra e la resistenza fisica, ma anche la più raffinata, pronta, plastica e malleabile
    energia che le nostre parti nervose e fisico-sottili possono immettere nelle attività della forma. C'è inoltre la
    forza, ancora più dinamica, che si può portare nel corpo facendo appello alle energie della vita per animarlo a
    più grandi attività, rendendolo capace di prodezze del carattere più straordinario che gli sarebbero impossibili nel
    suo stato normale. Infine, esiste l'energia che la mente e la volontà, in quanto controllori e aspiratori, possono
    comunicare e imporre al corpo attraverso le loro richieste e i loro stimoli, i loro poteri segreti che usiamo, o dai
    quali veniamo usati, senza distinguerne con chiarezza la sorgente. Tra le qualità naturali e i poteri del corpo
    che possono essere così risvegliati, stimolati o accresciuti fino a renderli attività normali, dobbiamo riconoscere
    l'abilità e l'equilibrio in tutti i tipi di azione fisica, come la velocità nella corsa, la destrezza nel combattimento, la
    bravura e la resistenza dell'alpinista, la risposta costante e spesso straordinaria che il corpo del soldato, del
    marinaio, del viaggiatore o dell'esploratore, come ho già detto – può dare a tutte le richieste che possono
    essergli fatte, dettate dalle necessità di ogni tipo d'avventura; insomma, tutta la vasta gamma dei compimenti
    fisici che sono divenuti abituali per l'uomo o ai quali egli viene spinto in casi eccezionali dalla sua stessa volontà
    o dalle circostanze. La formula comune di tutte queste attività è una capacità generale del corpo. di eseguire
    tutto ciò che può essergli richiesto, una condizione ottimale che, raggiunta da alcuni o da molti, possa poi
    essere estesa e generalizzata attraverso una disciplina e un'educazione fisica diversificate e complete. Alcune
    di queste attività possono essere comprese nella categoria degli sport; ce ne sono altre per le quali gli sport e
    gli esercizi fisici possono costituire un'efficace preparazione. Alcune attività richiedono un'azione comune, un
    movimento combinato, una disciplina verso i quali gli esercizi fisici possono essere un primo passo-, ce ne
    sono altre dove una volontà individuale sviluppata, la prontezza della mente e la comprensione immediata, la
    spinta dell'energia di vita e dell'impulso fisico-sottíle sono le cose più importanti e possono anche essere il solo
    maestro necessario. Tutto dev'essere incluso nella nostra concezione dei poteri naturali del corpo e della sua
    capacità e idoneità di strumento al servizio della mente e della volontà umane, e quindi nella nostra concezione
    di perfezione totale del corpo.
    … La forma o corpo è senz'altro, nelle sue origini, una creazione dell'Incosciente ed è limitata da esso in ogni
    direzione, ma è pur sempre la forma di un Incosciente che evolve da sé la coscienza segreta nascosta al suo
    interno, che cresce in luce e conoscenza, potere, Ananda.
    La coscienza fisica ha diversi livelli: ci sono gli automatismi di base e poi…
    …Ci sono altri movimenti, formati dalla mente, che possono tuttavia continuate a operare in modo automatico e
    senza errori anche senza la sorveglianza del pensiero o della volontà; ce ne sono altri che possono operare nel
    sonno e produrre risultati validi per l'intelligenza di veglia. Ma il più importante è quello che può essere descritto
    come un automatismo appreso e sviluppato, una capacità e un'abilità perfetta dell' occhio, dell'orecchio, delle
    mani e di tutte le membra pronte a rispondere a ogni esigenza che si presenti, un funzionamento sviluppato e
    spontaneo dello strumento, un'idoneità completa a soddisfare qualsiasi richiesta che possa essergli posta dalla
    mente o dall'energia di vita. Questo è di solito il massimo che possiamo raggiungere partendo dall'estremo
    inferiore e operando in esso, all'interno dei limiti che sono propri ai suoi mezzi e ai suoi metodi. Se vogliamo di
    più dobbiamo rivolgerci all'energia di vita o alla mente o all'energia dello spirito, e vedere quello ch'esse possono
    fare per una più grande perfezione del corpo.
    …Una direzione che la nostra coscienza deve seguire nella sua crescita è quella di assicurarsi una presa
    sempre più salda sul corpo e sui suoi poteri, con un influsso dall'interno o dall'alto, ottenendo la sua risposta
    cosciente alle parti superiori del nostro essere. La mente, più di ogni altra parte, è l'uomo; egli è un essere
    mentale e la sua perfezione umana cresce man mano che egli si conforma alla descrizione delle Upanishad, –
    l'essere mentale, il Purusha, la guida della vita e del corpo. Se la mente riesce ad assumere il controllo degli
    istinti e degli automatismi dell'energia di vita, della coscienza fisico-sottíle e del corpo, entrare in essi, usarli in
    modo cosciente e, per così dire, mentalizzare del tutto il loro funzionamento istintivo e spontaneo, la
    perfezione di queste energie e la loro azione stessa ne guadagnerà in coscienza e diverrà più consapevole e più
    perfetta. Ma anche la mente ha bisogno di crescere in perfezione e per far questo la sua condizione migliore è
    quella in cui dipende meno dall'intelletto fallace della mente fisica, in cui non si lascia limitare nemmeno dalle
    più accurate e ordinate operazioni della ragione e può così crescere in intuizione e acquisire una visione più
    ampia, profonda e diretta, obbedendo alla più luminosa spinta dell'energia proveniente dalla volontà intuitiva
    superiore.
    …Se il corpo non riesce, per stanchezza o per incapacità naturale o per qualsiasi altra causa, ad
    assecondare il pensiero e la volontà, (o se non è responsivo in questo senso o lo è in modo insufficiente), allora
    in ugual misura l'azione fallisce, o è inadeguata o diventa in qualche modo insoddisfacente o incompleta.
    …Anche nelle attività mentali più pure la capacità, la prontezza e la perfetta educazione dello strumento
    corporeo sono una condizione indispensabile. Questa prontezza e rispondenza fanno anch'esse parte della
    perfezione totale del corpo.
    Nel corso della nostra ascesa, dobbiamo aprire a quei piani le parti inferiori del nostro essere e colmarle con
    quei superiori e supremi dinamismi di potere e di luce; dobbiamo fare del corpo una forma e uno strumento
    sempre più e persino del tutto cosciente, un segno e un sigillo del potere cosciente dello spirito. Mentre il
    corpo cresce in questa perfezione, la forza e il raggio della sua azione dinamica e la sua rispondenza e utilità
    per lo spirito devono aumentare, e devono crescere anche il controllo che lo spirito esercita su di esso e la
    plasticità delle sue operazioni, sia nelle parti innate del suo potere sia in quelle acquisite e nelle sue risposte
    automatiche, giù fino a quei movimenti che sono ora puramente organici e che sembrano dettati da
    un'incoscienza meccanica. Senza una vera e propria trasformazione tutto questo non può succedere, e infatti
    una trasformazione della mente, della vita e del corpo è il cambiamento verso il quale la nostra evoluzione si
    dirige segretamente


    #49028

    viandante
    Partecipante

    Questo è il Mantra. E' un tentativo di divinizzare la sostanza, diceva la Madre .Il suono ha un potere in sé , per cui obbligando il corpo a ripetere un suono, lo si obbliga al tempo stesso a riceverne la vibrazione.(…)

    La Madre aveva trovato il suo Mantra . Era stata la prima cosa di cui aveva sentito il bisogno, al momento della sua prima “malattia ” nel 1958: Il mio corpo vorrebbe avere un mantra per affrettare la propria trasformazione ( cioè per cambiare quel modo vibratorio opaco).

    Satprem- Mère . La Nuova Specie – Pag 162


    #49029

    viandante
    Partecipante

    Mère – `I gradi dell´Amore´

    L´ultimo `grado´ è la Cosa nella sua assoluta purezza. È inimmaginabile la potenza… la potenza creatrice e trasformatrice di questa Vibrazione ! Nel momento in cui la vivi, più niente è impossibile. Inimmaginabile.
    «Dapprima uno ama soltanto quando è amato… È lo stato normale degli esseri umani. Ci vuole la vibrazione amorosa di qualcuno che venga a risvegliare l´amore, se no c´è solo inerzia.”
    «Poi ama spontaneamente…”
    Qui siamo a un´umanità già un po´ più sviluppata. D´improvviso uno sente l´amore: incontra qualcuno o qualcosa – ah -, e succede! Solo che…
    «Ma vuole essere ricambiato…”
    Ognuno ci tiene molto ad essere ricambiato!
    «Poi uno ama anche se non è amato…”
    Di solito si tratta di persone arrivate a uno stato yoghico piuttosto avanzato.
    «Ma ancora ci tiene che il suo amore sia accettato…”
    Sì, è un´esperienza mia personale. C´è un momento in cui uno è assolutamente in grado di amare senza essere corrisposto, è superiore al bisogno d´essere amato; però ha ancora… non propria il bisogno, ma almeno una tendenza che il suo amore sia sentita ed abbia effetto.
    Una cosa che più tardi fa sorridere.
    «Alla fine è Amore puro e semplice, senza altro bisogno né altra gioia che quella di amare.»
    E questa per me, per la mia esperienza personale, è veramente: l´onnipotenza.
    E´ un potere capace di realizzare qualsiasi cosa – qualsiasi cosa. Non c´è più niente d´impossibile per un potere del genere.
    Però mi sono resa conto molto bene che se questa `Cosa´ si manifestasse diciamo alla cieca, se s´imponesse nell´atmosfera.. terrestre in modo incontrollato e casuale, sarebbe… Tutto quel.. che si oppone a questo Potere (sia che lo faccia volontariamente e involontariamente) ne verrebbe come annientato. Le conseguenze. esteriori, apparenti, sarebbero troppo… enormi. E quello che intendeva Sri Aurobindo quando scriveva che prima deve venire la. Conoscenza. Perché l´Amore si possa manifestare globalmente, bisogna che prima regni la Verità: a wholesale manifestation [una manifestazione su vasta scala].


    #49030

    viandante
    Partecipante

    Sulle religioni…


    #49031

    viandante
    Partecipante

    Per chi è interessato:
    Venerdi' 08 Marzo presso Harmonia Mundi, Via dei SS. Quattro 26/A- Roma( zona colosseo)
    alle ore 21.00, Meditazione Integrale con Roberto Maria Sassone (ingresso libero)


    #49032

    viandante
    Partecipante

    LA GRANDE AVVENTURA


    #49034

    viandante
    Partecipante

    27. IL GUERRIERO E LA RIVOLTA DELLA COSCIENZA

    Postata da Roberto Maria Sassone

    Un sistema disfunzionale non può che degenerare. La situazione politica e sociale della Terra è completamente al collasso perché la logica dell’avidità, alimentata dal dio denaro, ha preso il sopravvento su tutto.
    Coloro che detengono il potere finanziario sono del tutto accecati perché non si rendono conto che la Terra non ha una possibilità di sfruttamento infinita. E’ la fine di una civiltà.
    Non siamo più di fronte a una crisi economica, ma a una crisi del sistema che dovrà per forza cambiare, malgrado la cattiva volontà e la idiozia di chi regge il potere.
    Siamo di fronte a quella che Sri Aurobindo chiamava crisi evolutiva della razza umana.
    La nostra Terra è viva e fa parte di un sistema molto più vasto di cui ci sfuggono le leggi e i significati. Si sta preparando qualcosa di grande e di immaginabile a cui ogni vero guerriero ha la determinazione di partecipare, non per dovere ma per sua natura.

    Non è più il momento delle rivoluzioni armate; non funzionano perché i rivoluzionari dopo poco assumono la stessa logica di potere che avevano combattuto. La storia ce l’ho insegna.
    Siamo invece di fronte alla rivoluzione della coscienza di cui ogni guerriero è portatore, con la sua energia, con i suoi valori etici, con il suo sguardo d’amore per la Terra, con le sue azioni vere e sincere, con il suo codice d’onore.
    C’è un’azione sottile che non è immediatamente visibile ma che modifica il tessuto della storia, è l’azione della coscienza di cui ogni guerriero è depositario, forte della sua fede, della sua trasformazione interiore, delle sue intenzioni armoniche e amorevoli che si diffondono in maniera capillare nel tessuto del mondo.
    Ogni azione compiuta nella Presenza ha un grande potere su piani che l’uomo corazzato non può nemmeno immaginare. Le bombe non funzionano più, le grandi strategie sono inutili e la tecnologia sa creare solo nuovi inutili giocattoli.
    La vecchia guardia imbolsita e sfatta appartiene a una specie ormai in estinzione. La Nuova Coscienza nasce dalle macerie che il vecchio uomo di potere ha creato e che lo sta fagocitando.


    #49033
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    Viandante caro, solo per dirti grazie per i tuoi post, che leggo sempre con interesse e piacere … e che non commento perchè al loro cospetto, le parole sono superflue

    !heart


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #49035

    viandante
    Partecipante

    [quote1362505556=prixi]
    Viandante caro, solo per dirti grazie per i tuoi post, che leggo sempre con interesse e piacere … e che non commento perchè al loro cospetto, le parole sono superflue

    !heart
    [/quote1362505556]
    ti sono grato per il tuo ringraziamento !heart
    …anche un solo grazie è di incoraggiamento a continuare


    #49036

    Kappa82
    Partecipante

    Un grazie anche da parte mia viandante, leggo questo post sempre con molto interesse 😉


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