stanno sdoganando il NUOVO ORDINE MONDIALE ?

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  • #114443
    cenereo
    Bloccato

    …ehm..grassie #hemm …qualcuno avrebbe da ridire in proposito…posso una domanda?
    perchè ti affanni tanto per sapere cosa fare e cosa non fare?..
    ero anch'io qualche tempo fa..ma poi qualcuno mi ha detto che ora è tempo di Essere…


    #114430
    Massi
    Partecipante

    Nel mio piccolo lo faccio Cenereo e funziona alla grande,non dubito che è un atteggiamento contagioso (per chi è pronto o vicino ad esserlo) e gratificante una volta superate le difficoltà iniziali,se volete consigliarmi letture per espandere ,grazie mille!!!

    I miei interrogativi sono su quanto propinano alle masse,su dove vogliono portare le loro coscienze,le loro anime e su cosa è giusto che offriamo il nostro parere una volta che ci accorgiamo del possibile inganno.Non mi va di stare zitto quando vedo una “frode” dell'anima o della coscienza di fianco a me e credo ne vedremo tante,ma è giusto prima capire bene se quell' opinione/giudizio è meglio esprimerla o osservare in silenziosa compassione la torre che cade e il mondo nuovo che nasce .Devo prendere più lezioni da Pyriel… 😉

    Siccome il “modus operandi” va allargandosi anche alla disinformazione e al cultismo alternativo e quello che ora sembra buono diventa malvagio in un batter d'occhio in futuro,ci tengo a capire bene i veri scopi prima di aprire bocca in merito a qualcosa e prima di abboccarci io…
    Comunque è tutto un arma a doppio taglio qualcuno trarrà il meglio da ogni cosa ,qualcun'altro il peggio e siamo sempre nelle mani di Dio e di nessun altro.Spero solo che mi ritroverò circondato da sempre più persone che praticano l'Essere come dite voi,nella gioa di Essere vivi e nelle mani del Creatore e non da zombie geneticamente modificati….


    #114444
    cenereo
    Bloccato

    sai cosa mi succede ultimamente? che chi ha per così dire una certa sensiblità è come attirato,chi invece è un pò ottuso,passamelo,fugge e mi evita come la peste…hehehe…sarà che sto diventando insofferente all'ottusità…penso sempre che ognuno ha la libertà di essere come vuole…a ognuno il suo percorso


    #114445
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

    [quote1236980468=Massi]

    Tu dici meglio non agire e potrebbe essere indice di una grande fede che hai in te,io ogni tanto mi chiedo:e se il Creatore non avesse bisogno di noi,proprio ora,in questo momento?In fondo siamo tutti parte di lui… e mi interrogo sempre su come è meglio agire,anche nelle stupidate quotidiane,quindi figuriamoci sulla controinformazione di massa….

    Mi capisci Farf?!? 🙁
    [/quote1236980468]

    Massi bisogna reagire….
    solo che per prima dobbiamo cercare di analizzare, capire e poi mettere in pratica quello che riteniamo sia giusto…

    che però non è detto che quello che per noi è giusto per gli altri lo sia…..
    mi capisci ???
    io provo una grande gioia nel vedervi in tanti qui che cercate il senso del vostro essere…

    se è vera la teoria della centesima scimmia….allora in poco tempo si dovrebbe espandere questa consapevolezza….. :bay:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #114446
    Sephiroth
    Partecipante

    http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=680543

    Rep. ceca/ Crisi di governo, a rischio Trattato…

    Praga, 25 mar. (Apcom-Nuova Europa) – Interrogativi enormi sorgono ora, inevitabilmente, anche sul futuro del progetto di base radar americana in Repubblica ceca, in particolare sulla ratifica da parte del Parlamento ceco degli accordi fra Praga e Washington che ne prevedono la realizzazione. Oggi il ministro degli Esteri, Karel Schwarzenberg, e la sua collega alla Difesa, Vlasta Parkanova, si sono affrettati a dichiarare che la sfiducia al governo non bloccherà l'iter di ratifica degli accordi radar. A ben vedere, però, il processo di ratifica è già stato sospeso dallo stesso governo, il quale due settimane fa, per evitare l'umiliazione della bocciatura, ha preferito rinviare tutto in attesa di tempi migliori. Ora, all'indomani della sfiducia, sembra alquanto arduo prevedere che nei prossimi mesi, prima delle elezioni anticipate, possano davvero giungere tempi migliori, tanto più davanti a una opinione pubblica ceca in larga maggioranza contraria (i no al radar rappresentano il 70% della popolazione) e con un nuovo presidente americano che in più di una occasione ha dimostrato di voler tranquillizzare i rapporti con la Russia. Gli analisti si chiedono ora quali saranno le prossime mosse del presidente Vaclav Klaus, che da più parti viene indicato come il vero regista della caduta di Topolanek. L'interrogativo principale riguarda la possibilità che il capo dello Stato utilizzi i suoi poteri per condizionare il processo di ratifica del Trattato di Lisbona e per spingere verso la bocciatura definitiva di questo documento. Oggi Klaus si è limitato a tranquillizzare l'opinione pubblica, comunicando di non considerare la caduta del governo come una catastrofe. “Rispetto la decisione della Camera. La caduta del governo – ha dichiarato – è un evento del tutto risolvibile in un sistema democratico funzionante. Nei sei anni in cui sono in carica mi è capitato altre quattro volte di risolvere con successo situazioni simili e così sarà anche adesso”. Lo stop ai propositi di privatizzazione della compagnia di bandiera Czech Airlines e dell'aeroporto internazionale di Praga sono le due conseguenze immediate, sul piano economico, che potrebbero derivare dalla caduta del governo ceco. L'opposizione Socialdemocratica è infatti contraria alla realizzazione di queste vendite di stato, così come non è d'accordo con la prosecuzione della gara diretta ad affidare l'opera di bonifica dei danni ecologici provocati dalle industrie nazionali prima di essere privatizzate. Quest'ultimo è un appalto il cui valore si pensa possa raggiungere la cifra astronomica in Repubblica ceca di circa quattro miliardi di euro. Gli analisti prevedono anche un minor interesse da parte degli investitori stranieri ora che il Paese è così pesantemente coinvolto nella crisi politica. Certamente, in questa situazione, appaiono vanificati gli sforzi compiuti dalla Repubblica ceca per dare all'esterno una immagine positiva e per evitare che in Occidente il Paese venga valutato alla stregua di altri paesi dell'Est le cui economie appaiono in una condizione di dissesto.

    Speriamo in bene :yesss:


    #114447
    xxo
    Partecipante

    [quote1238036231=Massi]
    [quote1236974608=cenereo] :ave:
    …ti comprendiamo in molti dolce massi…
    [/quote1236974608]
    Grazie al Cielo ! :ave: :fri: io non ci dormo la notte pensando a cosa è meglio fare o non fare….
    [/quote1238036231]
    Massi,
    io li chiamerei punti di convergenza.

    E' il momento in cui il rapporto con “la realtà” va cambiando.
    E' il trovare il limite, per poi scorgene altri ed altri ancora…. è innato negli esseri umani.

    Andiamo sempre più avvicinandoci ad una situazione mondiale “surreale”.

    La ricerca e l'approfondita analisi delle moltissime info e disinfo, unita ad un concetto “olistico” del termine gatekeepers, fa scattare la necessità di un nuovo format, surreale, ma….. cosa è reale e cosa surreale ad oggi?

    L'impotenza è una di quelle cose che non esistono, abbiamo molto da scoprire dentro di noi, ed è questo per me l'unico modo di sconfiggerli.

    Per la diffusione e il voler risvegliare il prossimo il miglior modo è quello che stai facendo, scrivere molto.
    Ognuno deve fare il suo percorso, ma stai pur certo che i tuoi scritti ed i nostri tutti sono e saranno di aiuto a molti.

    E' così che cresciamo insieme, chi prima chi poi.
    Ognuno trova la sua luce.

    Ti lascio con questo :fri:
    [youtube=425,264]DdjRwAlNMDY


    #114448
    deg
    Partecipante

    [quote1238082602=xxo]
    …………………………Per la diffusione e il voler risvegliare il prossimo il miglior modo è quello che stai facendo, scrivere molto.
    Ognuno deve fare il suo percorso, ma stai pur certo che i tuoi scritti ed i nostri tutti sono e saranno di aiuto a molti.

    E' così che cresciamo insieme, chi prima chi poi.
    Ognuno trova la sua luce.

    Ti lascio con questo :fri:
    [youtube=425,264]DdjRwAlNMDY
    [/quote1238082602]

    :fri:


    #114449
    meskalito
    Partecipante

    Un pò di aria fresca da un generale russo

    11 SETTEMBRE: UNA PROVOCAZIONE MONDIALE

    11 Settembre 2001 – UN'ANALISI DEL GENERALE LEONID IVASHOV

    DI L. IVASHOV
    Redvoltaire/ inSurGente

    ”Il terrorismo favorisce la realizzazione degli obiettivi di dominio mondiale e la sottomissione degli Stati agli interessi di un’oligarchia mondiale”

    Il Generale russo in congedo Leonid Ivashov, ex capo delle Forze Armate della Russia, è una delle persone meglio informate nel mondo, non soltanto a causa del ruolo che ha occupato e che gli ha permesso di godere di tutta una serie di sofisticati strumenti: satelliti artificiali, una squadra di analisti e altre reti d’informazione segrete o confidenziali, ma anche perché attualmente è il vice presidente dell’Accademia di Geopolitica a Mosca. Ma ciò che maggiormente lo contraddistingue è la trasparenza e la sincerità quando parla sui problemi politici del potere mondiale che stanno colpendo l’Umanità cosa di cui altre persone, nella sua condizione, per motivi di Stato, taccerebbero. Redvoltaire/inSurGente

    L’esperienza dell’umanità dimostra che il terrorismo appare dove si voglia che si produca un’aggravante delle contraddizioni di un momento determinato, dove le relazioni cominciano a degradarsi in seno alla società e dove l’ordine sociale soffre dei cambiamenti, lì dove nasce l’instabilità politica, economica e sociale, dove si liberano potenziali di aggressività, dove cadono i valori morali, dove trionfano il cinismo e il nichilismo, dove si legalizzano i vizi e dove la criminalità si sviluppa velocemente.

    I processi legati alla globalizzazione creano situazioni favorevoli per questi fenomeni, molto pericolosi. Provocano una nuova divisione della cartina geopolitica del mondo, una redistribuzione delle risorse del pianeta, violano la sovranità e cancellano le frontiere degli Stati, smantellano il diritto internazionale, mettono fine alle diversità culturali, impoveriscono la vita spirituale e morale.

    Penso che oggigiorno possiamo parlare di una crisi sistemica della civiltà umana. Questa si manifesta in modo particolarmente acuto sul piano dell’interpretazione filosofica della vita. Le sue manifestazioni più spettacolari hanno a che fare con il senso che si dà alla vita, all’economia e al campo della sicurezza internazionale.

    L’assenza di nuove idee filosofiche,la crisi morale e spirituale, la deformazione della percezione del mondo, la diffusione di fenomeni amorali contrari alla tradizione, la competitività per l’arricchimento illimitato e per il potere, la crudeltà, portano l’umanità verso un decadimento e a chissà quale catastrofe.

    L’inquietudine, così come la mancanza di prospettive di vita e di sviluppo nella quale si vedono sommersi molti paesi e Stati, conformano un importante fattore di instabilità mondiale.

    L’essenza della crisi economica si manifesta nella lotta implacabile per le risorse naturali, negli sforzi che impiegano le grandi potenze mondiali, principalmente gli Stati Uniti di America, così come alcune aziende multinazionali, per sommettere ai loro interessi i sistemi economici di altri Stati e prendere il controllo delle risorse del pianeta, soprattutto le fonti di approvvigionamento degli idrocarburi.

    La distruzione del modello multipolare che garantiva l’equilibrio delle forze nel mondo ha causato anche la distruzione del sistema di sicurezza internazionale, delle norme e principi che reggevano i rapporti tra gli Stati, e il ruolo dell’ Onu e del suo Consiglio di Sicurezza.

    Attualmente gli Stati Uniti si abrogano il diritto di decidere il destino di altri Stati, di commettere atti aggressivi, di sommettere i principi della Carta delle Nazioni Unite alla loro stessa legislazione. Sono stati precisamente i paesi occidentali che, attraverso le loro azioni e aggressioni contro la Repubblica Federale di Iugoslavia e Iraq e al permettere in maniera palese l’aggressione di Israele contro il Libano, minacciando la Siria, l’Iran e altri paesi, a liberare un enorme energia di resistenza, di vendetta e di estremismo, energia che ha rinforzato il potenziale di terrore prima di ritornare, come un boomerang, contro l’Occidente stesso.

    L’analisi dell’essenza dei processi di globalizzazione, così come le dottrine politiche e militari degli Stati Uniti, dimostra che il terrorismo favorisce la realizzazione degli obiettivi di dominio mondiale e la sottomissione degli Stati agli interessi di un’oligarchia mondiale.

    Questo significa che (il terrorismo) non costituisce per se stesso un attore della politica mondiale bensì un semplice strumento, il mezzo per instaurare un nuovo ordine unipolare con un centro di comando mondiale unico, per cancellare le frontiere nazionali e garantire il dominio di una nuova elite mondiale. E’ precisamente quest’ultima il principale attore del terrorismo internazionale, il suo ideologo e “padrino”. E’ lei stessa che viene rinforzata per dirigere il terrorismo contro gli altri Stati, inclusa la Russia.

    Il principale obiettivo della nuova elite mondiale è la realtà naturale, tradizionale, storica e culturale che ha messo le basi al sistema di rapportarsi tra gli Stati, dell’organizzazione della civiltà umana negli Stati nazionali, dell’identità nazionale.

    L’attuale terrorismo internazionale è un fenomeno che consiste, per strutture governative e non- governative, nell’utilizzo del terrore come un mezzo per raggiungere obiettivi politici terrorizzando, destabilizzando la popolazione sul piano socio-psicologico, demotivando le strutture del potere dello Stato e creando le condizioni che permettano di manipolare la politica di Stato e il comportamento dei cittadini.

    Il terrorismo è un modo di fare la guerra in modo differente, non convenzionale. Contemporaneamente, il terrorismo, unito ai media, si comporta come un sistema di controllo dei progetti mondiali.

    E’ precisamente la simbiosi tra i media e il terrore che crea le condizioni favorevoli ai grandi disordini nell’ ordine mondiale e della realtà esistente.

    Se si esaminano in questo contesto i fatti avvenuti l'11 Settembre 2001 negli Stati Uniti, possiamo giungere alle seguenti conclusioni:

    L'attentato terrorista contro le torri gemelle del World Trade Center ha modificato il corso della storia mondiale distruggendo definitivamente l'ordine mondiale che era risultato dagli accordi Yalta- Potsdam; ha permesso di slegare le mani agli Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele, permettendo loro di realizzare azioni contro altri paesi in aperta violazione delle regole dell’Onu e degli accordi internazionali; Ha stimolato lo sviluppo del terrorismo internazionale. Dall’altra parte, il terrorismo si presenta come uno strumento radicale di resistenza ai processi di globalizzazione, come un mezzo di lotta di liberazione nazionale, di separatismo, come un mezzo per risolvere conflitti tra le nazioni e le religioni e come uno strumento di lotta economica e politica.

    In Afghanistan, in Kosovo, nell’Asia Centrale, in Medio Oriente e nel Caucaso, abbiamo corroborato che il terrore serve anche per proteggere i narcotrafficanti, destabilizzando le loro zone di passaggio.

    E’ comprovato che in un contesto di crisi sistemica mondiale il terrore si è trasformato in una specie di cultura della morte, nella cultura della nostra quotidianità. Irrompe nella prosperosa Europa, tormenta la Russia, scuote il M.O e l’est asiatico.

    Fa sì che la comunità internazionale torni dipendente alla ingerenza violenta e illegale negli affari degli Stati e nel comportamento dei governi e della popolazione.

    Ciò che è più spaventoso è che il terrorismo ha molto futuro a causa della nuova spirale di guerra che oggi si profila per la redistribuzione delle risorse mondiali e per il controllo delle zone strategiche del pianeta. Dentro la strategia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, approvata quest’anno dal congresso Usa, l’obiettivo apertamente dichiarato della politica di Washington è “garantire l’accesso a regioni chiave del mondo, alle comunicazioni strategiche e alle risorse mondiali”, avendo come mezzo per ottenerlo la realizzazione di golpe preventivi contro qualsiasi paese.

    Dal punto di vista del Congresso, gli Stati Uniti possono adottare una dottrina di golpe nucleari preventivi, che hanno molto del terrorismo nucleare.

    Questo implica a grande scala, l’uso di sostanze nocive e di armi di distruzione di massa. Non ci saranno scrupoli al momento di scegliere i mezzi da usare per rispondere ad un attacco. Sarà solo questione di scegliere i mezzi.

    La provocazione attraverso un atto di terrorismo si trasforma in un mezzo per raggiungere gli obiettivi politici a livello globale, regionale e locale. Così è stato che una provocazione organizzata nella località di Rachic (Kosovo, Serbia) finì per dare luogo al cambio del regime politico in Serbia e alla caduta della Repubblica Federale della Iugoslavia, mentre serviva come scusa per l’aggressione della Nato e la separazione del Kosovo e della Serbia. In questo caso trattasi di una provocazione a livello regionale. Lo stesso si può dire della recente provocazione che ha dato luogo all’aggressione di Israele contro il Libano, a luglio del 2006.

    L’esplosione nella metropolitana a Londra, i disordini a Parigi nel 2005 e 2006, sono provocazioni locali che hanno avuto delle ripercussioni nella politica e nell’opinione pubblica della Gran Bretagna e in Francia.

    Praticamente dietro ogni atto di terrorismo si nascondono forze politiche molto potenti, aziende transazionali o strutture criminali con degli obiettivi ben precisi. E quasi tutti gli atti terroristici, eccettuate le attività di liberazione nazionale, sono in realtà delle provocazioni. Anche nel caso dell’Iraq, le esplosioni nelle moschee sunnite e sciite non sono altro che provocazioni organizzate secondo il principio “dividi et impera”. Lo stesso succede con la presa di prigionieri e l’assassinio di membri della missione diplomatica russa a Baghdad.

    L’atto terroristico commesso con fini di provocazione è tanto antico come l’umanità stessa. Si può anche parlare di un’operazione su scala mondiale. Le operazioni di questo tipo in genere permettono di risolvere vari problemi mondiali allo stesso tempo. Si possono definire nel seguente modo:

    1. L’oligarchia finanziaria mondiale e gli Stati Uniti hanno ottenuto il diritto non formale di ricorrere alla forza contro qualsiasi Stato.

    2. Il ruolo del Consiglio di Sicurezza si è liquefatto. Attualmente svolge sempre maggiormente un ruolo di organizzazione criminale complice dell’aggressore e alleato alla nuova dittatura fascista mondiale.

    3. Grazie alla provocazione dell’11 Settembre, gli Stati Uniti hanno consolidato il loro monopolio mondiale e ottenuto il via libera a qualsiasi regione del mondo così come alle sue risorse.

    Lo sviluppo dell’operazione-provocazione conta sempre sulla presenza obbligatoria di 3 elementi:

    chi ordina che si realizzi,
    l’organizzatore,
    chi lo esegue.

    Nel caso della provocazione dell’11 Settembre, e contrariamente all’opinione dominante, “Al Qaeda” non poteva ordinare la sua realizzazione, né organizzarla, dato che non disponeva delle risorse finanziarie (enormi) che esige una azione di tale magnitudine. Tutte le operazioni che ha realizzato questa organizzazione sono azioni di tipo locale e molto primitive. Non ha le risorse umane, di una rete di agenti abbastanza sviluppata nel territorio degli Usa, che gli permetterebbe di penetrare le decine di strutture pubbliche e private che garantiscono il funzionamento dei trasporti aerei e che vigilano per la loro sicurezza. Conseguentemente, Al Qaeda non può essere stato l’organizzatore di questa operazione (sennò a cosa servono l’FBI e la CIA?)

    Ma potrebbe essere stato un semplice esecutore di questo atto terroristico.

    Nella mia opinione, può essere stata l’oligarchia finanziaria mondiale che ha ordinato la realizzazione di questa provocazione, per instaurare una volta per tutte “la dittatura fascista mondiale delle banche” (espressione del noto economista statunitense Lyndon Larouche) e per garantire il controllo delle limitate risorse mondiali degli idrocarburi.

    Si tratterebbe, inoltre, di garantire a se stessa il predominio mondiale per un lungo periodo. L’invasione in Afghanistan, paese ricco in giacimenti di gas, quella dell’Iraq e forse anche quella dell’Iran, paesi che contano su riserve di petrolio di livello mondiale, così come l’instaurare un controllo militare sulle strategiche vie di trasporto di petrolio e il considerevole aumento del prezzo di quest’ultimo, sono le conseguenze dei successi dell’11 Settembre del 2001.

    L’organizzatore dell’operazione può essere stato un consorzio ben organizzato e abbondantemente finanziato e composto da rappresentanti (antichi e attuali) dei servizi segreti, di organizzazioni massoniche e di impiegati dei trasporti aerei.

    La copertura mediatica e giuridica è stata garantita dagli organi della stampa, dai giuristi e dai politici al soldo. Gli esecutori sono stati scelti in funzione della loro origine etnica nella regione che possiede le risorse naturali di importanza mondiale.

    L’espressione di “terrorismo internazionale”, come principale minaccia per l’umanità, è entrata di colpo nelle faccende giornaliere politiche e sociali.

    Questa minaccia si identifica con la persona di un islamico, cittadino di un paese che ha enormi risorse di idrocarburi. E’ stato distrutto il sistema internazionale costruito nel periodo nel quale il mondo era bipolare e si sono alterate le nozioni di aggressione, di terrorismo di Stato e di diritto alla difesa.

    Il diritto dei popoli alla resistenza di fronte all’aggressione e di fronte alle attività sovversive dei servizi segreti esteri, così come il diritto a difendere i propri interessi nazionali, cominciano ad essere calpestati. E al loro posto vengono conferite tutte le garanzie alle forze che cercano di instaurare una dittatura mondiale e di dominio mondiale.

    Ma la guerra mondiale non è ancora finita. E’ stata provocata l’11 Settembre del 2001 e non è altro che il preludio di grandi eventi che stanno per accadere.

    Il generale in congedo Leonid Ivashov, ex Capo delle Forze Armate della Federazione Russa, oggi Vicepresidente dell’Accademia di Problemi Geopolitici. E’ stato Capo del Dipartimento degli Affari Generali del Ministero della Difesa Dell’Unione Sovietica, segretario del Consiglio dei Ministri di Difesa della Comunità degli Stati Indipendenti (CEI), capo del Dipartimento di Cooperazione Militare del Ministero di Difesa della Federazione Russa. L’11 Settembre del 2001 occupava l’incarico di capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate Russe.

    Titolo originale: “11 de septiembre: una provocación mundial; un análisis del General Leonid Ivashov ”

    Fonte: http://www.insurgente.org

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5709


    #114450
    Sunflower
    Partecipante

    Articolo vecchio, io l'ho letto per la prima volta però 🙂

    Simbolismo – esoterismo
    Spesso, il terrorismo islamico fa riferimento alla necessità di colpire “le forze politeiste dell’Occidente”, opposte alla legge del Dio Unico. L’accusa riguarda l’adozione di simboli antichi. Forse qualcuno, dopo l’11 settembre di un anno fa, si sarà chiesto perché a New York avessero costruito due grattacieli perfettamente identici, uno di fianco all’altro e li avessero chiamati “Torri Gemelle”.

    La risposta, contrariamente a quanto si potrebbe credere, non è affatto scontata: ha una natura simbolica, prima ancora che architettonica. Sin dall’antichità, si trovano riferimenti a due colonne simbolo di potere. Erodoto scrive che presso gli antichi egizi venivano venerate due colonne a forma di torre come simboli della potenza divina. Nella mitologia greca invece è Ercole, figlio di Zeus il re degli dei, a porre due colonne sullo stretto di Gibilterra come confine del mondo. Questa simbologia viene ripresa dall’imperatore spagnolo Carlo V nel Rinasciemnto.

    La decisione di adottare le due colonne con il motto Non plus ultra (nient’altro oltre) simboleggiava che il suo impero era universale perché come confini aveva appunto quelli della Terra. Sconfitta l’Invincible Armada, le due colonne divenenro il simbolo della potenza imperiale britannica. Ora le ritroviamo alle spalle del presidente degli Usa quando parla al Congresso dalla tribuna a lui riservata. Segno che il potere mondiale, oggi, ha sede a Washington.

    La fonte primaria è però biblica: parlando dell'architetto Hiram, mitico costruttore del Tempio di Salomone in Re 17:21 si dice che «in fronte al Tempio egli pose le colonne: edificò la colonna di destra e la nominò Jachin; edificò la colonna di sinistra e la chiamò Boaz». I due nomi significando “Dio pone / Con forza”. Le Twin Towers, architettura iniziatica e segreta, erano le più alte Jachin e Boaz della storia umana e determinavano lo statuto degli Usa quali nuovo Tempio di Salomone, nuovo Israele, nuovo popolo di Dio.

    Il Pentagono. Anche il secondo obbiettivo centrato lo scorso 11 settembre è carico di significati esoterici. Ci si chiederà perché è stato costruito un edificio, per giunta militare, con una forma così fantasiosa. Intanto perché il 5 è il numero legato a Marte, nume della guerra, e poi perché il pentacolo è il simbolo dell’uomo illuminato (rimanda alla stella a cinque punte, ovvero all’astro che riceve e riflette i raggi del sole. Simboleggia per estensione colui che con l’iniziazione esoterica ha ricevuto la luce. Nel medioevo era portato sull’elsa delle spade dai cavalieri (individui illuminati dalla grazia di Dio). In America simboleggia gli stati dell’Unione sulla bandiera ed è l’emblema delle forze armate Usa. La pianta del Pentagono è inoltre allineata con la costellazione del Toro che astrologicamente presiede alle attività militari.

    Statua della Libertà. È abbastanza noto che questo monumento venne donato dalla Francia agli Usa per le celebrazioni del primo centenario dell’indipendenza americana. Meno noto è che a Parigi, lungo la Senna, se ne trova un’esatta replica. Anche in questo caso il simbolismo esoterico è evidente. La statua riproduce l’iconografia di Iside, divinità iniziatica che donava la salvezza ai suoi adepti tramite un cammino di conoscenza progressiva. Sul capo porta la corona con i raggi del sole nascente e in mano alza la fiaccola (ovvero porta la luce, simbolo dell’iniziazione). Nella sinistra regge i libri della legge (gli americani si considerano il nuovo popolo eletto da Dio). Significativa poi la collocazione: i viaggiatori che un tempo sbarcavano a New York vedevano come prima cosa questo monumento. Simbolo del nuovo mondo che apriva una nuova era basata su nuovi principi e contrapposta al vecchio, l’Europa, e a tutti i suoi valori.

    Un Obelisco a Washington. Nella capitale. il Memorial che ricorda il primo presidente dell’Unione, che dà anche il suo nome alla città, è un enorme obelisco. Il significato esoterico di questo monumento è il seguente: dalla base quadrata (rappresentante il mondo disordinato al quale appartengono gli uomini) si eleva verso l’alto per ricongiungersi all’Uno-tutto.

    In Francia troviamo due corrispettivi nella Torre Eiffel (Eiffel era un “esoterico” legato alla massoneria) e nell’obelisco di Place de la Concorde, dove venne decapitato Luigi XVI, a simboleggiare l’inizio di una nuova era. Da notare che analogo significato ha anche la piramide, che riflette, specie nelle culture precolombiane e in quelle mesopotamiche (piramidi a gradoni o Zigurat) il cammino di ascesi per elevarsi verso la divinità. Va infine aggiunto che l’obelisco, come la colonna, la torre e altri simboli simili, richiamano in generale al simbolismo fallico, ovvero alla virilità (intesa come essere uomo) a cui nell’antichità si associava l’idea regale e l’esercizio del potere; tale è il significato originario dello scettro reale, ad esempio.

    Il Campidoglio. La sede del parlamento americano si ispira agli antichi Pantheon, templi dove (ad esempio a Roma) venivano venerate tutte insieme le divinità delle varie religioni dell’impero. Nel caso americano rappresenta il desiderio di racchiudere in un unica visione del mondo religioni e visioni del mondo originariamente differenti.

    Il dollaro. La moneta americana, specialmente la banconota da un dollaro la più diffusa, è un coacervo di simboli esoterico-massonici, ne citiamo qui solo i principali. Intanto compare una piramide (vedi sopra alla voce Obelisco) sormontata da un occhio inserito in un triangolo. Quest’ultimo il simbolo del Grande Architetto dell’Universo, ovvero la divinità unica dalla quale “partono” tutte le religioni, secondo i massoni. Troviamo poi il motto Novo Ordo Seculorum, riferimento alla nuova era inaugurata dalla massoneria (e dagli Usa che ne sono il paese guida). Le stelle sulla banconota sono disposte in modo da formare una stella di Davide, un richiamo alla convinzione americana di essere il nuovo Popolo Eletto. La stella di Davide è inoltre un simbolo esoterico di illuminazione e ricorre spesso nelle logge massoniche. Infine, tutti i dollari sono verdi, il colore della massoneria. L’aquila, il sigillo degli Usa. È stato disegnato dall’architetto William Barton (esoterista massone) nel 1782. I padri degli Stati Uniti fecero di tutto per dividere le ex colonie in 13 stati al momento dell’indipendenza. Questo perché il 13 è un numero con fortissimi significati esoterici. È la somma del numero della perfezione mondana (il 12) e dell’Uno a cui tutto tende. Nel simbolo il 13 è ricorrente. Sopra all’aquila (ma inizialmente era prevista una fenice, animale mitico che rinasce dalle sue ceneri dopo la morte; per gli esoterici rappresenta la rinascita spirituale dopo l’iniziazione), ci sono 13 stelle (si veda quanto detto in “Pentagono”) a forma di stella di Davide. La stella di Davide rappresenta l’unione dei due mondi, quello materiale e quello spirituale, ed è un simbolo di illuminazione iniziatica in molte correnti di pensiero ermetico. L’aquila regge un ramo d’Ulivo con 13 foglie e 13 frutti nella zampa destra, e 13 frecce nella zampa sinistra. Campeggia poi il motto E Pluribus Unum (“Dal molteplice una cosa sola”, cioè il ritorno all’Uno-tutto, nella pratica: la filosofia che ispira la globalizzazione).

    La Corte Suprema. è costruita a forma di tempio. All’ingresso troviamo il sole nascente, simbolo dell’illuminazione. I membri della corte sono 13 (si veda il punto precedente) Washington DC. La pianta urbanistica della capitale venne disegnata dall’architetto massone Pierre Charles L’Enfant. Osservandone una mappa si possono scorgere molti simboli esoterici: dal pentacolo (vedi la voce Pentagono) alla stella di Davide. Ai vertici di questi simboli troviamo sempre edifici chiave come la Casa Bianca o la Corte Suprema.

    Anche le multinazionali. Le grandi corporation americane non sono da meno nell’utilizzare simboli della tradizione esoterica, a dimostrazione di quanto questa cultura sia particolamente viva oltreoceano. La Tv Cbs e la Aol hanno come stemma l’occhio di Horus, la Apple Computer usa la mela morsicata di Eva, la Columbia (cinema) una donna che richiama la statua della libertà (vedi sopra), Mc Donald usa invece l’arco d’oro (l’oro rappresenta lo stadio massimo di iniziazione).

    http://nuovoordinemondiale.blogspot.com/2005/11/simbolismo-esoterismo.html


    #114451
    deg
    Partecipante

    Grazie per gli articoli ragazzi!!! :K:


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