stanno sdoganando il NUOVO ORDINE MONDIALE ?

Home Forum L’AGORÀ stanno sdoganando il NUOVO ORDINE MONDIALE ?

Questo argomento contiene 251 risposte, ha 47 partecipanti, ed è stato aggiornato da NEGUE72 NEGUE72 10 anni, 6 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 191 a 200 (di 252 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #114532
    InneresAuge
    InneresAuge
    Partecipante

    [quote1320377126=Rebel]
    Cercate di aprire gli occhi, dentro al nuovo ordine mondiale ci siamo da almeno 50 anni.
    La propaganda della paura del NWO che gira ultimamente serve solo a farci mantenere questo status-quo, l'ordine mondiale è gia operante da tempo.

    APRITE GLI OCCHI PER FAVORE!!!
    [/quote1320377126]

    Sono d'accordo… e se ci fosse una forza estranea in campo democratico, in grado di prendere il potere… ci sarebbe una guerra, non molleranno mai l'osso.


    Come può la vista sopportare, l'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi... non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue, le carni agli spiedi crude... e c’era come un suono di vacche, non è mostruoso desiderare di cibarsi, di un essere che ancora emette suoni... Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.
    - Franco Battiato

    #114533

    skorpion75
    Partecipante

    [quote1320487621=InneresAuge]
    [quote1320374324=skorpion75]

    Seguo da diversi anni questo Blog e mooolto spesso ci azzecca nella previsione degli eventi

    http://thesynopticon.blogspot.com/2011/09/ragazzo-di-campagna-addendum.html
    http://thesynopticon.blogspot.com/2011/08/ragazzo-di-campagna.html
    questi sono per Novembre
    [/quote1320374324]

    Letto e mi ha fatto una pessima impressione, sia come contenuti, marcatamente ego-centrici…
    [/quote1320487621]

    Si è vero, a me sta sui c… mentre Pippo lo ritiene un cretino; però ho solo detto che spesso nelle sue “previsioni” egocentriche ci accezza :ok!:


    #114534

    Anonimo

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=27188

    I PIANI DELLE ELITE PER UN NUOVO ORDINE SOCIALE MONDIALE
    Postato il Domenica, 06 novembre @ 17:10:00 CST di davide

    RICHARD K MOORE
    globalresearch.ca

    Quando alla fine del ‘700 in Gran Bretagna ebbe inizio la Rivoluzione Industriale, si poteva guadagnare molto denaro investendo in fabbriche e industrie, aprendo nuovi mercati e ottenendo il controllo delle fonti di materia prima. Coloro che avevano denaro da investire non erano tanto in Gran Bretagna quanto in Olanda. L’Olanda nel ‘600 era stata la maggior potenza occidentale ed i suoi banchieri erano i principali capitalisti. Alla ricerca di gua-dagni, il capitale olandese fluì verso il mercato della borsa britannica e in questo modo gli olandesi finanziarono l’ascesa della Gran Bretagna, che poi eclissò economicamente e politicamente l’Olanda.

    In questo modo l’industrialismo britannico arrivò ad essere dominato da ricchi investitori e il capitalismo divenne il sistema economico dominante. Questo portò ad una grande trasformazione sociale. La Gran Bretagna era stata essenzialmente una società aristocratica, dominata da famiglie di proprietari terrieri. Man mano che il capitalismo diventava economicamente dominante, i capitalisti arrivarono ad essere dominanti anche in politica. Le strutture tributarie e le politiche di import-export furono gradualmente modificate per favorire gli investitori anziché i proprietari terrieri.

    Non era più economicamente possibile mantenere semplicemente una proprietà nella campagna: bisognava svilupparla, trasformarla per un uso più produttivo. I drammi vittoriani sono pieni di storie di famiglie aristocratiche che affrontano tempi difficili e che si vedono obbligate a vendere le loro proprietà. Ai fini drammatici, questa de-cadenza è generalmente attribuita a difetti caratteriali, magari di qualche primogenito debole. Ma nei fatti la decadenza dell’aristocrazia era parte di una trasformazione sociale più ampia causata dall’ascesa del capitalismo.

    L’affare del capitalista è l’amministrazione del capitale, e questa amministrazione è controllata generalmente tramite la mediazione delle banche. Non c’era da sorprendersi che i banchieri d’investimento siano arrivati a occupare l’apice della gerarchia della ricchezza e del potere. E di fatto, è un pugno di famiglie di banchieri, inclusi i Rothschild e i Rockefeller, che è giunto a dominare le questioni economiche e politiche nel mondo occidentale.

    A differenza degli aristocratici, i capitali non sono legati a un certo luogo o al suo mantenimento. Il capitale è sleale e mobile, va dove può trovare una maggiore crescita, così come fluì dall’Olanda alla Gran Bretagna, e poi dalla Gran Bretagna agli USA e, da qualche tempo, da ogni parte verso la Cina. Come una miniera di rame può essere sfruttata e successivamente abbandonata, sotto il capitalismo tutta una nazione può essere sfruttata e poi abbandonata come possiamo notare dalle aree industriali arrugginite degli USA e della Gran Bretagna.

    Questo “disamore” per il luogo da parte del capitalismo porta ad un diverso tipo di geopolitica, diverso da quello dell’aristocrazia. Un re va in guerra quando nel farlo vede un vantaggio per la sua nazione. Gli storici possono “spiegare” le guerre dei tempi pre-capitalisti in termini di espansione di monarchie e di nazioni.

    Un capitalista provoca una guerra allo scopo di ottenere benefici e di fatto le famiglie bancarie della nostra élite hanno finanziato entrambe le fazioni della maggior parte dei conflitti militari almeno dalla Prima Guerra Mondiale. Per questo gli storici hanno dei problemi a “spiegare” la Prima Guerra Mondiale nei termini dei motivi e degli obiettivi nazionali.

    Nel periodo antecedente il capitalismo, la guerra era come un gioco di scacchi: ogni parte cercava di vincere. Con il capitalismo, la guerra è piuttosto simile al casinò, dove i giocatori si affrontano più a lungo in quanto possono ottenere credito per altre fiche e il vero vincitore risulta sempre essere il banco – sono i banchieri che finanziano la guerra e decidono chi sarà l’ultimo a resistere. Non solo la guerra è la più redditizia delle imprese capitalistiche, ma scegliendo i vincitori, e la gestione della ricostruzione, le famiglie bancarie dell’élite sono in grado, col tempo, di modificare la configurazione geopolitica secondo i loro interessi.

    Le nazioni e i popoli sono solo pedine nel loro gioco. Milioni di persone muoiono nelle guerre, le infrastrutture vengono distrutte, e mentre il mondo piange, i banchieri contano i loro guadagni e fanno piani d’investimento per le ricostruzioni del dopoguerra.

    Dalla sua posizione di potere, quale finanziatrice dei governi, l’élite bancaria ha perfezionato col tempo i suoi metodi di controllo. Mantenendosi sempre dietro le quinte, tira i fili che tengono sotto controllo i mass media, i partiti politici, le agenzie di intelligence, i mercati, le borse e gli uffici governativi. E probabilmente la maggior leva del potere è il suo controllo sulla moneta. Tramite le banche centrali, causa cicli di crescita e di rovina, stampa denaro dal nulla e poi lo presta ad interesse ai governi. Il potere della cricca bancaria dell’élite (i “banksters”) è al contempo assoluto e sottile…

    Alcuni degli uomini più importanti degli USA hanno paura di qualcosa. Sanno che da qualche parte c’è un potere così organizzato, così sottile, così vigile, così ramificato, così completo, così domi-nante che è meglio non parlino ad alta voce quando lo condannano.
    Il Presidente Woodrow Wilson.

    La fine della crescita – i bankster contro il capitalismo

    E’ stato da sempre inevitabile, su un pianeta finito, che ci fosse un limite alla crescita economica. Negli ultimi due secoli, l’industrializzazione ha reso possibile che si accelerasse precipitosamente verso quel limite. La produzione è diventata sempre più efficiente, i mercati sempre più globali, e infine il paradigma della crescita continua è arrivato al momento della diminuzione dei profitti.

    Infatti, questo punto è stato raggiunto negli anni ‘70. Da allora il capitale non ha cercato tanto la crescita attraverso un aumento della produzione, ma piuttosto ricavando maggiori profitti dai livelli di una produzione relativamente piatta. Da qui le globalizzazioni, che hanno trasferito la produzione a zone a basso costo che assicurano maggiori margini di guadagni. Da qui le privatizzazioni, che hanno trasferito agli investitori flussi di entrate che prima giungevano alle tesorerie degli stati. Da qui i derivati e i mercati valutari, che creano l’illusione elettronica della crescita economica senza produrre effettivamente nulla nel mondo reale.

    Durante quasi 40 anni, il sistema capitalista si è mantenuto attraverso questi diversi meccanismi nessuno dei quali è stato produttivo nel modo reale. E poi, a settembre del 2008, il castello di carte è crollato, tutto d’un tratto, mettendo in ginocchio il sistema finanziario globale.

    Se si studiano i crolli delle civiltà, si comprende che la mancata capacità di adattamento è fatale. La nostra civiltà sta cadendo in questa trappola? Abbiamo avuto due secoli di vero progresso nei quali la dinamica della crescita del capitalismo è stata in sintonia con la realtà della crescita industriale. Poi abbiamo avuto quattro decenni di crescita artificiale – il capitalismo sostenuto da un castello di carte. E adesso, dopo il crollo di quel castello, sembra che si faccia tutto lo sforzo possibile per creare un “recupero” di crescita! E’ molto facile avere l’impressione che la nostra civiltà si trovi in fase di collasso proprio in base alla mancata capacità di sapersi adattare a quel principio.

    Tale impressione sarebbe in parte corretta e in parte erronea. Allo scopo di comprendere la reale situazione, abbiamo bisogno di fare una chiara distinzione tra l’élite capitalista e il capitalismo stesso. Il capitalismo è un sistema economico trainato dalla crescita, l’élite capitalista è costituita dalle persone che sono riuscite ad ottenere il controllo negli ultimi due secoli del mondo occidentale mediante il capitalismo. Il sistema capitalista ha superato la sua data di scadenza, e l’élite dei bankster lo sa perfettamente e si sta adattando.

    Il capitalismo è un veicolo che ha contribuito a portare i bankster al potere assoluto, ma essi non hanno alcuna lealtà versa questo sistema come non ne hanno verso un luogo, o verso una qualunque cosa o persona. Come detto in precedenza, essi pensano su scala globale e le nazioni e i popoli sono pedine. Definiscono quello che è denaro e chi lo emette, proprio come il banchiere in una partita di Monopoli. Possono anche inventare un nuovo gioco con un altro tipo di denaro. Da tempo sono andati molto oltre il bisogno di dipendere da un qualunque tipo di sistema economico particolare per mantenere il loro potere. Il capitalismo è stato utile in un’era di rapida crescita. Per un periodo senza crescita, stanno preparando un gioco diverso.

    Quindi, al capitalismo non è stato permesso di morire di una morte naturale. E’ stato abbattuto per mezzo di una demolizione controllata. Prima è stato inserito in un sistema di supporto vitale, come già detto, con la globalizzazione, le privatizzazioni, i mercati, le borse, ecc. Poi gli è stato iniettato un farmaco mortale per l’eutanasia sotto forma di bolle immobiliari e di derivati ​​tossici. Infine, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea – la banca centrale delle banche centrali – ha staccato la spina dal sistema di supporto vitale: hanno proclamato la regola dei “prezzi di mercato”, che ha reso all'istante insolventi tutte le banche con rischi di tenuta, anche se c’è voluto un po' perché questo diventasse evidente. Ogni passo di questo processo è stato attentamente pianificato e gestito dalla cricca delle banche centrali.

    La fine della sovranità. Restaurare l’Ancien Régime.

    Proprio come il collasso finanziario è stato gestito scrupolosamente, così è stato per lo scenario del dopo-collasso, con i suoi programmi di salvataggio suicida. I bilanci nazionali erano già al limite; di sicuro non c’erano riserve disponibili per salvare banche insolventi. Quindi i piani di salvataggio non erano altro che l’assunzione di nuovi debiti astronomici da parte dei governi. Per attuare i piani di salvataggio, bisognava chiedere in prestito il denaro allo stesso sistema finanziario che veniva salvato!

    Non è che le banche fossero troppo grandi per fallire, piuttosto erano i bankster troppo potenti per fallire: hanno fatto ai politici un’offerta che non potevano rifiutare. Gli Stati Uniti, si disse al Congresso, senza i salvataggi avrebbero dovuto introdurre il giorno dopo la legge marziale. In Irlanda, i ministri dissero che ci sarebbe stato caos finanziario e proteste nelle strade. Infatti, come ha dimostrato l’Islanda, il modo sensato per trattare con le banche insolventi è tramite un processo ordinato di amministrazione controllata.

    L’effetto dei piani di salvataggio è stato quello di trasferire l’insolvenza delle banche alle tesorerie nazionali. I debiti bancari sono stati trasformati in debiti sovrani e deficit finanziari. Adesso, abbastanza prevedibilmente, sono le nazioni quelle che stanno cercando il salvataggio, e questi salvataggi giungono solo a certe condizioni. Al posto delle banche, vanno in amministrazione controllata le nazioni.

    Nel suo libro Confessioni di un sicario economico, John Perkins spiega come negli ultimi decenni il Terzo Mondo sia stato costretto – per mezzo di pressioni e trucchi di vario genere – nella schiavitù dell’indebitamento perenne. Per come sono stati ideati, i debiti non possono essere mai ripagati. Al contrario, i debiti devono essere rifinanziati periodicamente e ogni volta il rifinanziamento sotterra ancora di più le nazioni sotto altri debiti – che le induce a sottomettersi a diktat ancora più drastici del FMI. Per mezzo del crollo finanziario orchestrato, e con la truffa del “troppo grandi per fallire”, i bankster hanno passato il Rubicone: i piani dei sicari sono adesso operativi qui nel primo mondo.

    Nell’Unione Europea, il primo turno di nazioni che crolleranno saranno quelle chiamate PIGS – Portogallo, Irlan-da, Grecia e Spagna. La fiction che i PIGS siano in grado di gestire i salvataggi si basa sulla supposizione che si ristabilirà l’era della crescita illimitata. Mentre i bankster sanno bene che questo non accadrà. Alla fine i PIGS si vedranno costretti al default e così il resto dell’UE collasserà, tutto parte di un progetto di demolizione controllata.

    Quando una nazione soccombe alla schiavitù del debito, essa cessa di essere una nazione sovrana, governata da un qualche tipo di processo politico interno. Invece essa si è posta sotto il controllo dei diktat del FMI. Come abbiamo visto per il Terzo Mondo, e sta ora accadendo in Europa, questi diktat sono solo di austerità e privatizzazioni. Le funzioni del governo vengono soppresse o privatizzate e le attività nazionali (proficue) vendute. Poco a poco – ancora una demolizione controllata – lo stato nazionale viene smantellato. Infine, le funzioni che restano al governo sono quelle della repressione poliziesca contro la sua stessa popolazione, mentre la riscossione delle imposte viene consegnata ai banksters.

    Di fatto, lo smantellamento dello stato-nazione è cominciato molto prima del collasso finanziario del 2008. Negli USA e in G.B è iniziato nel 1980 con Reagan e la Tatcher. In Europa, nel 1998 con il Trattato di Maastricht. La globalizzazione ha accelerato il processo di smantellamento con l’esportazione dei posti di lavoro e delle industrie, coi programmi di privatizzazione, con gli accordi di “libero commercio” e l’istituzione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), distruttrice di regolamentazioni. Eventi che sin dal 2008 hanno reso possibile la rapida accelerazione di un processo già ben avviato.

    Il crollo, i salvataggi e il totale fallimento nel perseguire qualsiasi programma di effettivo recupero sono dei segnali molto evidenti: al sistema sarà consentito il totale collasso, liberando in tal modo il terreno ad una “soluzione” pre-architettata. Durante lo smantellando dello stato nazionale, si sta costituendo un nuovo regime di governance glo-bale. Come possiamo notare con l’OMC, il FMI e la Banca Mondiale, e con le altre parti del governo globale in embrione, il nuovo sistema globale non avrà alcuna pretesa di rappresentazione del popolo o di un processo democratico. Le norme verranno applicate tramite una burocrazia autocratica globale che riceverà gli ordini, direttamente o indirettamente, dalla cricca dei bankster.

    Nel suo libro The Globalization of Poverty, Micheal Chossudovsky spiega come nel corso degli ultimi decenni la globalizzazione e le imposizioni del FMI abbiano creato povertà di massa in tutto il Terzo Mondo. Come possiamo notare, con la drammatica enfasi sull’austerità che segue il collasso e i salvataggi, questo progetto di creazione di povertà ha passato il Rubicone. In questo nuovo sistema mondiale non ci sarà alcun prospero ceto medio. Infatti, il nuovo regime sarà molto simile ai vecchi tempi dei re e della servitù della gleba (l’ancien régime). I bankster sono la nuova famiglia reale, e tutto il mondo sarà il loro dominio. I tecnocrati che gestiscono le burocrazie globali, e i mandarini che si presentano come politici nelle nazioni residuali, rappresentano la classe superiore privilegiata. Il resto di noi, la grande maggioranza, ci vedremo nel ruolo dei servi impoveriti – se saremo abbastanza fortunati da essere tra i sopravvissuti del processo del collasso.

    Oggi gli statunitensi si sentirebbero oltraggiati se le truppe dell’ONU entrassero a Los Angeles per ristabilire l’ordine, domani gliene saranno grati. Questo è soprattutto vero se viene loro detto che c’è una minaccia esterna, sia reale o creata, che sta minacciando la nostra stessa esistenza. È allora che tutti i popoli del mondo imploreranno i leader mondiali per liberarli da questo male. L’unica cosa che ogni uomo teme è l’ignoto. Quando la gente sarà posta di fronte a questo scenario, rinuncerà volontariamente ai diritti individuali in cambio della garanzia del proprio benessere garantito dal loro governo mondiale.
    Henry Kissinger, in un discorso ad Evian, in Francia, il 21 maggio 1992, durante una riunione del Bilderberg.

    La fine della libertà – Lo stato di polizia globale.

    Negli ultimi 4 decenni, all’incirca dal 1970, abbiamo sperimentato un processo di cambiamento di regime, da un vecchio sistema globale ad un nuovo sistema globale. Nel vecchio sistema, le nazioni del primo mondo erano relativamente democratiche e prospere mentre il Terzo Mondo ha sofferta la tirannia di Stati polizieschi, la povertà di massa e l’imperialismo (sfruttamento da parte delle potenze straniere). Come detto in precedenza, il processo di transizione è stato caratterizzato dallo ‘attraversamento del Rubicone’ – l’introduzione nel primo mondo di politiche e prassi che prima erano limitate, per la maggior parte, al terzo mondo.

    Con la schiavitù del debito verso il FMI si è attraversato il Rubicone grazie al collasso – e alla truffa dei salvatag-gi. A sua volta, la povertà di massa sta attraversando il Rubicone a causa delle misure di austerità imposte dal FMI grazie al potere datogli dal possesso delle obbligazioni. Anche l’imperialismo sta attraversando il Rubicone con il primo mondo che cade sotto il controllo sfruttatore dei bankester e delle sue burocrazie, una relazione di potere che è estranea a tutte le identità nazionali. Senza sorpresa, anche la tirannia dello Stato di polizia sta attraversando il Rubicone: l’imposizione di livelli di povertà da Terzo Mondo richiede metodi repressivi.

    Il movimento anti-globalizzazione può essere considerato l’inizio della resistenza popolare contro il processo di cambiamento di regime. Allo stesso modo, la risposta della polizia alle manifestazioni contro la globalizzazione a Seattle, nel novembre 1999, può essere considerata l’attraversamento del Rubicone da parte della tirannia dello stato di polizia. La violenza eccessiva e arbitraria di quella risposta – tra cui quella di tenere aperti gli occhi delle persone per spruzzarci dentro pepe – è stata senza precedenti contro dei manifestanti non violenti di una nazione del primo mondo.

    Ironia della sorte, la reazione della polizia, soprattutto perché è stata ampiamente pubblicizzata, in realtà ha rafforzato il movimento contro la globalizzazione. Man mano che le manifestazioni crescevano di misura e forza, la risposta della polizia si è fatta ancor più violenta. Una sorta di culmine è stato raggiunto a Genova, nel 2001, quando i livelli di violenza da entrambe le parti è cominciato a sembrare quasi una guerriglia.

    In quei giorni il movimento contro la globalizzazione ha dominato le pagine delle notizie internazionali e l’opposizione alla globalizzazione ha raggiunto enormi proporzioni. La parte visibile del movimento era solo la punta di un iceberg contro il sistema. In un senso molto reale il sentimento popolare generale nel primo mondo cominciava a assumere una direzione radicale. I leader del movimento stavano ora pensando nei termini di un movimento anti-capitalista. Nell’aria c’era un’instabilità politica, una sensazione che, proprio com’è possibile, un lucido sentimento popolare potrebbe riuscire a dare una svolta al corso agli eventi.

    Tutto questo è cambiato l’11 settembre del 2001, il giorno del crollo delle Torri. Il movimento antiglobalizzazione, assieme alla globalizzazione in sé, in quel giorno fatidico sparirono quasi del tutto dalla coscienza della gente. Improvvisamente si trattava di un intero nuovo scenario globale, un nuovo circo mediatico – con un nuovo nemico, e un nuovo tipo di guerra, una guerra senza fine, una guerra contro i fantasmi, la guerra contro il 'terrorismo'.

    In precedenza abbiamo visto come l’orchestrato crollo finanziario del settembre del 2008 abbia reso possibile la rapida accelerazione di alcuni progetti in corso di attuazione, come ad esempio lo smantellamento della sovranità (nazionale) e l’imposizione dell’austerità. Allo stesso modo, gli eventi del settembre 2001 hanno reso possibile l’accelerazione di altri progetti esistenti, quali ad esempio la rinuncia alle libertà civili e l’abbandono del diritto internazionale.

    Il Patriot Act, che era stato redatto prima della caduta delle Torri, proclama senza mezzi termini che lo stato di polizia era già in vigore qui (negli USA) e ci rimarrà – il Bill of Rights è stato reso nullo. In poco tempo una normativa ‘antiterrorista’ similare è stata adottata in tutto il primo mondo. Se qualche movimento antisistema dovesse tornare nel primo mondo ad alzare la testa (come, per esempio, è avvenuto di recente in Grecia) si potranno esercitare poteri arbitrari di polizia – quel tanto che fosse necessario – per azzerare la resistenza. A nessun movimento popolare verrà permesso di distrarre i bankster dai piani del cambio di regime. Il movimento antiglobalizzazione aveva gridato “a questo assomiglia la vera democrazia”. Con il 9 settembre 2001 i bankster hanno risposto “questo è ciò che pare la vera oppressione”.

    Gli eventi dell’11 / 09 hanno direttamente portato alle invasioni dell’Iraq e dell’Afghanistan e in genere hanno contribuito a creare un clima nel quale si sono potute facilmente giustificare, con una scusa o con l’altra, le invasioni di nazioni sovrane. Il diritto internazionale è stato abbandonato così come si è fatto per le libertà civili. Proprio come è stato rimossa ogni restrizione agli interventi della polizia, è stata rimossa a livello geopolitico ogni restrizione agli interventi militari. Nulla doveva ostacolare l’ordine del giorno del cambio di regime dei bankster.

    L’era tecnotronica comporta la comparsa graduale di una società più controllata… dominata da una élite senza i limiti dei valori tradizionali… questa élite non esiterebbe a raggiungere i suoi fini politici utilizzando le ultime tecniche moderne per influenzare il comportamento pubblico… Il persistere della crisi sociale, l’emergere di una personalità carismatica, e lo sfruttamento dei mass media per ottenere la fiducia del pubblico saranno i gradini in successione della trasformazione degli Stati Uniti in una società altamente controllata…. Inoltre, potrebbe essere possibile, e tentatore, sfruttare per scopi politici strategici i frutti della ricerca sul cervello e sulla condotta umana.
    Z. Brzezinsky, “Between Two Ages: America’s Role in the Technetronic Era”, 1970.

    L’era post- capitalista. Nuovi miti per una nuova cultura.

    Il 2012 potrebbe non essere l’anno esatto, ma è difficile vedere il finale di una partita durata a lungo – e i signori dell’universo amano il simbolismo, come nel caso dell’11/ 9 (sia in Cile che a Manhattan), dell’ELK 007 e di altri.
    Il 2012, ad esempio, è colmo di simbolismo. C’è il Calendario Maya e Internet pullula di profezie varie correlate al 2012, a strategie di sopravvivenza, ad attesa d’interventi alieni, ecc. E poi ci sono i film di Hollywood, come 2012, che ritrae esplicitamente la scomparsa della maggior parte dell’umanità e la pre-pianificata salvezza di pochi elet-ti. Con le produzioni di Hollywood, non si sa mai cosa sia fantasia d’evasione e cosa abbia l’intento di preparare in modo simbolico la mente del pubblico per ciò che avverrà.

    Qualunque sia la data esatta, tutta i capi dei fili si riuniranno, sia geopoliticamente che a livello nazionale, e il mondo cambierà. Sarà una nuova era, proprio come lo è stato il capitalismo dopo l’era dell’aristocrazia e del Medioevo che seguirono all’era dell’Impero Romano. Ogni era ha la propria struttura, la propria economia, le proprie forme sociali e la propria mitologia. Queste cose devono relazionarsi tra loro in modo coerente, e la loro natura proviene dalle fondamentali relazioni del potere e dalle circostanze economiche del sistema.

    Ogni volta che c’è un cambiamento di era, quella precedente viene “demonizzata” in una nuova mitologia. Nella storia del Giardino dell’Eden viene demonizzato il serpente – un simbolo che è venerato nel paganesimo, il predecessore del monoteismo. Con la nascita degli Stati-nazione europei, è stata demonizzata la Chiesa cattolica e venne introdotto il protestantesimo. Quando arrivarono le repubbliche, la demonizzazione dei monarchi è stata parte importante del processo. Nel mondo successivo al 2012, verranno demonizzate la democrazia e la sovranità nazionale. Questo sarà molto importante per far accettare alla gente un regime totalitario arbitrario…

    In quei terribili giorni oscuri, prima dell'unificazione benedetta l'umanità, l'anarchia regnava nel mondo. Una nazione assaliva l’altra, ne più e ne meno dei predatori nella natura selvaggia. Le nazioni non avevano una durata a lungo termine, gli elettori oscillavano da un partito all'altro, mantenendo sempre i governi in transizione e confu-sione. Come può qualcuno aver mai pensato che masse di persone semi-istruite potessero governare e dirigere una società complessa? La democrazia è stato un esperimento mal concepito che ha portato solo alla corruzione e ad una governance caotica. Quanto siamo fortunati ad essere in questo mondo ben ordinato, in cui l'umanità è finalmente cresciuta, e sono quelli con le migliori competenze a prendere le decisioni per tutto il globo!

    Il capitalismo significa crescita, progresso e cambiamento. Sotto il capitalismo le virtù come l’ambizione, l’iniziativa e la competenza vengono lodate perché quelle virtù servono alle dinamiche del capitalismo. Le persone sono incoraggiate ad accumulare sempre di più e a non essere mai soddisfatte di ciò che possiedono. Con il capitalismo, la gente ha bisogno di avere qualche di libertà e un po' di prosperità, in modo che le dinamiche del capitalismo possano funzionare. Senza una certa libertà l’ambizione non può essere perseguita, senza una certa prosperità come si potrebbe perseguire l'accumulazione? Nel mondo del dopo capitalismo, le virtù del capitalismo saranno demonizzate. Questo sarà molto importante per convincere la gente ad accettare la povertà e l'irreggimentazione …

    La ricerca del denaro è la radice di ogni male, e il sistema capitalista è intrinsecamente corrotto e dissipatore. L’anarchia regnava nel mercato, così come le aziende perseguivano ciecamente il profitto, senza alcuna preoccupazione per i bisogni umani o per la Terra. Quanto più sensibili sono le nostre brigate del lavoro, che producono solo ciò che è necessario e utilizzano solo ciò che è sostenibile. Il capitalismo ha incoraggiato l'avidità e il consumo, la gente si esauriva nel competere l’uno con l’altro, per 'sorpassarsi' in una corsa da topi. Quanto più saggi siamo ora a vivere all’interno delle nostre quote di razione e nell’accettare i compiti che ci sono stati assegnati, qualsiasi essi siano, al servizio dell’umanità.

    In questo cambio di regime che inaugura l’era post-capitalista, stiamo vedendo un’orchestrazione consapevole dell’economia, della politica, della geopolitica e della mitologia – come progetto coordinato. E’ stata creata una realtà completamente nuova, nel suo complesso una nuova cultura globale. Quando si affronta l’argomento, la capacità di trasformare la cultura è la massima forma di potere. In solo una generazione, una nuova cultura si trasforma in “così stanno le cose”. E questo, ci potremo chiedere, potrebbe bloccare la strada di alcune future manipolazioni del regime culturale che la famiglia reale dei bankster possa prevedere?

    Da quando è stata introdotta la pubblica istruzione, lo Stato e la famiglia hanno gareggiato per controllare il condizionamento dell’infanzia – ed è nell’infanzia che si trasmette la cultura alla prossima generazione. Nella micro-amministrazione del futuro post-capitalista, è molto probabile che vedremo la “soluzione finale” del controllo sociale, che per lo Stato consiste nel monopolizzare l’educazione dei bambini. Questo eliminerebbe dalla società il legame genitore-figlio, e quindi in generale gli obblighi relativi alla famiglia. Non esisterà più il concetto di paren-tela, ma solo di altri membri dell’alveare. La famiglia deve essere demonizzata. Qui in Irlanda, già ci sono spot televisivi che ogni giorno drammatizzano le sofferenze di bambini che vengono maltrattati o trascurati dai loro ge-nitori…

    Che tempi orribili erano quelli quando senza alcuna licenza, le coppie senza addestramento avevano il controllo totale su bambini vulnerabili, a porte chiuse, con qualsiasi nevrosi, dipendenze o perversioni che i genitori succe-deva avessero. Com’è nato questo residuo della schiavitù patriarcale, questa casa-covo degli abusi sui minori, e non essere riconosciuta per quel che era? Quanto meglio stiamo ora, con bambini educati scientificamente, da personale qualificato, che insegna la disciplina e i valori sani.

    RIchard K. Moore, un espatriato dalla Silicon Valley, si è ritirato e si è trasferito in Irlanda nel 1994 per iniziare il suo 'vero lavoro': cercare di capire come funziona il mondo e come possiamo fare meglio. Molti anni di ricerca e di scritti sono culminati nel suo famoso libro “Sfuggire alla Matrix: how We the People Can Change the World” (Il Progetto Cyberjournal, 2005). La sua lista email cyberjournal è attiva dal 1994 ( cyberjournal.org ).
    Il sito web del libro è http://escapingthematrix.org , mentre il suo sito web http://quaylargo.com/rkm/ ha una più ampia lista dei suoi articoli. Richard può essere contattato via email all'indirizzo rkm@quaylargo.com .
    Questo articolo appare su New Dawn 128 (settembre-ottobre 2011): http://www.newdawnmagazine.com

    Fonte: http://www.globalresearch.ca/


    #114535
    maraxma
    maraxma
    Partecipante

    Quali potrebbero essere queste “informazioni importanti” ed a cosa potrebbe essere finalizzato “il progetto di un Nuovo Ordine Mondiale”?
    Non so quali possano essere le “informazioni importanti”, come non so cosa succederà nel 2012, dico solo che se tali informazioni esistessero ed io ne fossi a conoscenza avrei un bel vantaggio da utilizzare per qualunque scopo su chiunque ne fosse all’oscuro.

    In quale modo, secondo te, potrebbero giungere ad una “loro conseguente presa di potere”?
    Se avessi tali informazioni e volessi utilizzarle per un golpe mondiale, resterei nell’ombra fino all’atto finale, userei il vero per creare il falso a sua immagine, creerei i problemi e proporrei le soluzioni, soluzioni mai definitive e sempre peggiorative per i popoli, creerei ogni volta dei capri
    espiatori da dare in pasto al pubblico, (avrei “ufficiali pronti a sacrificarsi simbolicamente ed una folta schiera di comparse che ormai trovi sul mercato per due euro) sino al momento in cui i popoli stremati saranno pronti ad evocare l’avvento di un Salvatore che, vista la serie infinita di capri espiatori utilizzati, deve risultare completamente diverso da tutto ciò che abbiamo visto sino ad oggi (non necessariamente un nuovo Messia, ma qualcosa che gli assomigli molto). Fantapolitica? Non lo so…

    Se è vero, come hai affermato, che “Nulla è casuale, per ogni cosa vi è una causa e puoi percorrere a ritroso gli eventi, sino ad arrivare alla Causa Prima.”, te la sentiresti di ripercorrere a ritroso, a grandi linee, gli eventi che, secondo te, potrebbero portarci a comprendere la Causa Prima di tale progetto?
    La Causa Prima la trovi specchiata anche nell’essenza della manifestazione finale, in ogni cosa della vita vi è un' intuizione, un’immaginazione, una volontà ed infine una manifestazione, una
    materializzazione, ciò che vi trovi in profondità è l’essenza dell’intuizione.
    Sono sicuro, e non chiedermi perché, a questo non potrei rispondere, che se mai vi fosse un simile progetto e tale progetto avesse il fine di nasconderci la Verità, arrivato alla manifestazione fallirebbe miseramente, certo sino alla manifestazione farebbe un gran male a tutti, ma credimi, fallirebbe in brevissimo tempo.
    Vi sono delle Leggi di natura invalicabili, chi tenta di aggirarle produce aborti, progetti nati morti.

    http://www.nibiru2012.it/nibiru-2012/maestro-massone-apre-una-porta-sul-suo-cammino-a-nibiru2012.html


    #114536
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    questi mr.x dei forum…
    parole gia sentite fin troppo


    #114537

    Anonimo

    http://www.altrainformazione.it/wp/2012/01/18/i-siti-di-meteorologia-parlano-di-neve-chimica-in-val-padana-mentre-il-presidente-iraniano-auspica-lavvento-di-un-nuovo-ordine-mondiale/

    I siti di meteorologia parlano di “neve chimica” in Val Padana mentre il presidente iraniano auspica l’avvento di un Nuovo Ordine Mondiale

    Di

    Corrado Penna

    Le foto che corredano l’articolo non si riferiscono alla giornata odierna ne alla Val Padana

    Oggi mi sono sentito dentro un film di fantascienza; il cielo sopra di me sembrava una visione da incubo siderale. Il cielo era stato sbiancato da una serie continua ed ininterrotta di “strisce bianche” che piano piano si espandevano sgocciolando e riempiendo il cielo di porcherie chimiche. Un aeroplano dietro l’altro, a ritmo incessante, volando a bassa quota svolgeva la sua missione offuscando il cielo.

    Faceva un freddo estremo, ma se ci fosse stato il sole a splendere sulla pianura padana sicuramente un po’ più di calore ci sarebbe stato a riscaldare le nostre ossa. Un poco di sole è stato sicuramente intercettato dalla nebbia naturale che ricopriva la terra (c’era anche quella), ma il grosso della luce solare è stata intercettata e bloccata da un intenso “lavoro di squadra”, o forse dovrei dire lavoro di squadriglia … o di squadraccia.

    E di fronte ad un simile scenario indescrivibile, angosciante, apocalittico, ecco che i soliti disinformatori di regime hanno parlato di nevicata chimica, non riferendosi a quanto osservato da me e da altre centinaia di persone in tutto il Nord Italia, ma dando la colpa ai fumi delle industrie ( http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Galaverna-e-nevicata-chimica-alle-porte-di-Torino/35814/ ): “i fiocchi sono arrivati dalla grande abbondanza di nuclei di condensazione messi a disposizione dagli scarichi di fabbriche ed industrie. Ne è così nato un episodio di leggera nevicata chimica”

    Di sicuro questa gente mette le mani avanti, di modo che chi trovasse d’ora in poi qualche sostanza “strana” nella neve che cade giù dal cielo, potrà pensare che tutto dipenda dal normale inquinamento invece che dalle porcherie diffuse intenzionalmente dalle scie.

    E non crediate che si tratti di un solo sito, qui stiamo parlando di un lancio in grande stile di una notizia palesemente artefatta, costruita ad arte

    http://www.meteoweb.eu/2012/01/la-situazione-meteo-in-italia-non-solo-freddo-anche-instabilita-con-nevicate-fino-a-bassissima-quota/110772/

    http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/neve-chimica–ghiaccio-e-nebbia-sulla-valpadana-55869

    http://www.meteogiornale.it/notizia/22313-1-pianura-padana-grande-gelo-fra-galaverna-e-neve-chimica

    http://www.montagna.tv/cms/?p=38276

    http://www.meteoweb.eu/2012/01/neve-chimica-stanotte-nel-centro-di-verona-il-video/110690/

    http://www.tempoitalia.it/notizie/meteo-flash/verona-imbiancata-dalla-neve-chimica?n=2600

    http://www.notizie23e59.it/2012/01/16/neve-chimica-a-settimo-torinese/

    http://www.centrometeoitaliano.it/come-si-forma-la-neve-chimica/

    http://spazioinwind.libero.it/blackcloud/nevechimica.html

    http://classmeteo.weather.com/meteo/portale/video/neve-chimica-e-galaverna/

    Insomma una informazione ben orchestrata e apparentemente attendibilissima se non fosse per quello che mostrava il cielo sopra le nostre teste

    Da poco tempo è comparso nell’acqua cosiddetta potabile un elemento tossico prima assente: il Bario

    Nel frattempo nel mondo succede che l’agenzia di stampa francese AFP stravolge il discorso di Chavez estrapolando poche frasi fuori dal contesto, ma non crediate che Chavez o il presidente iraniano Ahmadinejad siano l’ultima difesa contro il capitalismo imperialista degli USA.
    Leggete questa notiziola da radio Iran
    L’attuazione della giustizia servira’ come base per stabilire la pace, la sicurezza, il progresso e la fratellanza nel mondo”, ha detto il presidente Ahmadinejad in una conferenza stampa congiunta oggi a Caracas con il suo omologo venezuelano Hugo Chavez. (…) Il presidente iraniano, in visita di Sudamerica, ha affermato che serve un nuovo ordine mondiale “che dovrà essere pulito” e in cui dovranno prevalere liberta’, giustizia e indipendenza nazionale, osservando come “potenze egemoniche vedono i nostri progressi come una minaccia ai loro interessi”. Ahmadinejad ha sottolineato come l’era del capitalismo globale, basato sull’arroganza, sulle armi, sulle minacce, “sia finito”.

    Ecco qui la soluzione: un Nuovo Ordine Mondiale!
    Forse tra un poco (secondo i piani delle élite) l’arroganza del capitalismo globale dovrà finire grazie ad un governo unico mondiale? Se non fosse per quel richiamo alla “indipendenza nazionale” il discorso del leader iraniano potrebbe essere del tutto assimilabile a quelli di Napolitano, del Papa, dei leader inglesi, francesi, statunitensi, che invocano un Nuovo Ordine Mondiale.

    Ma quel richiamo all’indipendenza nazionale è sincero o è opportunistico? Ci troviamo davvero di fronte a nazioni che si oppongono l’una all’altra sullo scenario internazionale o solo ad una finzione?

    Ricordiamo che Chavez ha “sdoganato” l’inseminazione delle nubi per indurre la pioggia e che gli attivisti denunciano l’esistenza delle scie chimiche anche in Venezuela (vedi qui sotto un video di irrorazione a Caracas nell’Aprile del 2011). E che (particolare che di per se non prova niente, però, che coincidenza …) il presidente iraniano aveva in origine un altro nome di famiglia, cognome poi inspiegabilmente modificato dal padre quando si traferì con la famiglia a Teheran.


    #114538

    Anonimo
    #114539

    Artemis
    Partecipante

    Obama ha firmato una legge straordinaria contro il dissenso, che consente la “detenzione a tempo indeterminato” di cittadini americani.

    http://www.ilcambiamento.it/guerre/usa_israele_guerra_iran.html

    Anche in Sicilia cercano di bloccarli…


    #114540

    Anonimo

    E Monti sparisce dal sito web della Trilaterale

    Dopo due o tre giorni dalla pubblicazione del post “L'interrogazione UE contro Mario Monti sul Bilderberg e sulla Trilaterale”, che si chiudeva con la richiesta di certificare le dimissioni di Mario Monti dai ruoli direttivi ricoperti nella Commissione Trilaterale e nel Gruppo Bilderberg (visto che nei rispettivi siti web risultava ancora in carica) il Presidente del Consiglio italiano sparisce dalla pagina web della sezione Europea della Trilaterale, così come dall'elenco ufficiale dei suoi membri. Del resto, la sua permanenza come chairman europeo nonostante il ruolo di guida del nostro Governo non era permessa dallo Statuto dell'organizzazione di Rockefeller, che vieta formalmente la qualità di membro a chi esercita funzioni nell'amministrazione della cosa pubblica, come ricordato da questo blog che ha pubblicato gli atti UE.

    http://www.byoblu.com/post/2012/01/24/E-Monti-sparisce-dal-sito-web-della-Trilaterale.aspx#continue


    #114541

    Anonimo

    http://www.disinformazione.it/davos_gangsters_finanza.htm

    Davos, passerella per i gangster della finanza commenti
    Tratto da “Rinascita” – Filippo Ghira – http://www.rinascita.eu

    Il cosiddetto Forum di Davos in Svizzera, come le riunioni similari della Commissione Trilaterale, del Gruppo Bilderberg e del Bohemian Grove, rappresenta una occasione imperdibile per tutti i banditi di professione presenti per dire la loro sulla crisi finanziaria ed economica in corso e per offrire pillole di saggezza sul come risolverla. Peccato che la maggioranza dei gangsters presenti, per non dire la totalità, sono corresponsabili di quanto è successo in conseguenza delle loro speculazioni. E’ un aspetto questo, tipico del capitalismo che in questa fase si è particolarmente accentuato, raggiungendo livelli di arroganza mai raggiunti prima. A fare la parte dei leoni sono stati ovviamente i banchieri che, dall’una all’altra sponda dell’Atlantico, hanno potuto fruire di massicci aiuti di Stato che li hanno salvati dal precipizio in cui erano precipitati. Le banche, in particolare quelle americane e inglesi, ma anche quelle tedesche, si sono potute in tal modo risollevare dopo essere state sul punto di fallire per la propria debolezza patrimoniale e finanziaria in conseguenza delle speculazioni fatte e dell’acquisto di titoli di Stato, ormai trasformati in carta straccia come quelli greci. Una realtà che in una situazione normale avrebbe dovuto spingere i banchieri a recarsi dai politici con il capo chino.

    Ma poiché i governi sono le agenzie di affari del capitalismo, è accaduto esattamente il contrario. I dirigenti della Goldman Sachs, salvata da Obama e ritornata in utile, si sono infatti potuti permettere di rispondere picche al loro maggiordomo alla Casa Bianca, quando questi ha timidamente chiesto di non attribuirsi eccessivi premi di produzione. Una dimostrazione ulteriore che i vertici come quello di Davos servono al capitalismo finanziario, in particolare quello di stampo anglosassone, per individuare i politici disposti a fare i loro maggiordomi in un futuro governo nazionale e per sostenere quelli già al lavoro e che hanno dato prova di essere funzionali al sistema vigente.

    Al World Economic Forum di Davos quest’anno non sono stati invitati gli economisti che nei mesi scorsi si erano mostrati maggiormente pessimisti sulle magnifiche e progressive sorti del Libero Mercato. La parola d’ordine da diffondere a piene mani doveva essere ottimismo. Anche se è impresa titanica vista l’aria che si respira di una depressione in arrivo. Tutto andrà bene, siate fiduciosi, con uno sforzo comune e con i sacrifici le cose si sistemeranno. Ovviamente i sacrifici li dovranno fare i cittadini comuni. Non è un caso che, tanto per restare in ambito italiano, che le misure finora adottate dal governo dell’ex Goldman Sachs, il bocconiano Mario Monti, siano state all’insegna delle tasse che andranno a colpire il bene principe delle famiglie italiane: la casa. Ma non è che in altri Paesi le cose vadano meglio. Pure in Grecia, il governo è guidato da un ex consulente della Goldman Sachs, come Lucas Papademos e in Spagna il nuovo ministro dell’Economia è un altro banchiere come Luis de Guindos, 51 anni, ex presidente in Spagna della Lehman Brothers, la banca americana lasciata fallire alla fine del 2008, perché indifendibile anche da due maggiordomi di Wall Street come Bush jr e Obama. Così, i governi europei, invece di reagire con la necessaria durezza contro le banche Usa che speculando massicciamente sui mutui subprime hanno innescato la crisi finanziaria del 2007-2008 poi trasformatasi in recessione economica, non hanno trovato di meglio che consegnarsi nelle loro mani. Ed il grave è che la Goldman Sachs è una delle banche che ha maggiormente speculato contro i titoli di Stato europei, ad incominciare dai nostri Btp a 5 e 10 anni. Se poi si tiene conto che un altro ex della Goldman Sachs, come Mario Draghi, un altro anglofono come Monti, è stato portato alla guida della Banca centrale europea, abbiamo la percezione esatta dell’orrore odierno e del fosco futuro che ci aspetta.

    Così a Davos si sono visti i banchieri e finanzieri Usa che tra uno spuntino e un incontro riservato hanno avuto la spudoratezza di offrire consigli sulle cose da fare a quei politici che erano disposti ad ascoltarli. Tra i vari gangsters in circolazione non poteva mancare il solito George Soros, quello che nell’autunno del 1992 da Wall Street, in sintonia con gli gnomi della City londinese, e a corollario della Crociera del Britannia, speculò contro la lira provocandone la svalutazione del 30% e favorendo la svendita di diverse aziende pubbliche italiane. Oggi Soros vede nero, per l’Italia e per la Spagna, auspica gli eurobond (in funzione anti-tedesca), stima che la Grecia uscirà dall’euro e afferma che senza azioni radicali, il mondo andrà incontro ad un'altra Grande Depressione come quella successiva al 1929. Laddove le soluzioni radicali si esplicano nella nascita di un governo mondiale, emanazione dell’Alta Finanza che, dopo aver derubato i popoli, venga messo in grado di dettare a tutti le regole di comportamento. Come se alle varie Mafie venisse assegnato il compito di garantire l’ordine pubblico. Uno scenario e un retroscena ben chiari ai manifestanti che come gli anni passati hanno contestato all’esterno la riunione e i suoi partecipanti.

    Non è un caso che Angela Merkel, presente a Davos, abbia incentrato il suo intervento all’insegna della difesa della sovranità tedesca e del rifiuto di versare eccessive risorse aggiuntive al fondo europeo salva Stati che potrebbe trasformarsi in un moloch sovranazionale. Noi garantiamo la sopravvivenza dell'euro anche per salvare l'unità europea, ha sostenuto la cancelliera, ma non possiamo farci carico dei debiti pubblici di altri Paesi che incrinano la stabilità dell’euro. Il problema vero, ha osservato, è che all'Europa mancano strutture politiche, che sono necessarie affinché l'euro funzioni correttamente. Non può esservi una moneta senza uno Stato. I punti deboli dell’Unione e dell’euro stanno in questa dicotomia. Essi sono sorti nel corso degli anni e non possono essere superati in un colpo solo.

    No di Cameron alla Tobin Tax
    Da parte sua, il primo ministro britannico David Cameron ha ribadito che l'idea di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie è una follia. E si è aggrappato agli studi della Commissione Europea per i quali una tassa potrebbe ridurre il Pil europeo di 200 miliardi di euro e comportare la perdita di circa 500 mila posti di lavoro. Quanto alla Bce, a giudizio di Cameron, dovrebbe fare più per la crescita, abbandonando la politica fin qui seguita rivolta soprattutto a tenere sotto controllo l’inflazione.


Stai vedendo 10 articoli - dal 191 a 200 (di 252 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.