terremoto bologna

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    Articoli
  • #93324
    prixiprixi
    Amministratore del forum

    La terra trema nelle Prealpi venete, scossa di magnitudo 4,5 nelle province di Belluno e Pordenone
    http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/06/09/terremoto-prealpi-venete.html


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #93325
    Pasquale GalassoPasquale Galasso
    Amministratore del forum

    non focalizzatevi


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #93326
    Anonimo

    Beh però la cosa è alquanto strana


    #93327
    sephir
    Partecipante

    I geologi stanno studiando gli effetti e soprattutto le cause dello sciame sismico che ha colpito, e sta colpendo, la regione emiliana e non solo. Per la precisione, sotto la lente di ingrandimento degli esperti vi è quella che tecnicamente viene definita la Dorsale Ferrarese.
    Gli scienziati dell'USGS – il Servizio Geologico statunitense – hanno ricatalogato in magnitudo 6.0, dal 5.9, quella che originariamente è stata la scossa principale dello scorso 20 maggio, con ipocentro a 5,1 km di profondità (inizialmente creduto 10,1 km).
    Non pochi ritengono che insieme al naturale movimento della crosta terrestre, una delle principali cause del terremoto e del conseguente sciame sismico, sia da ricercare nelle pratiche estreme di “Fracking” ovvero, la indiscriminata perforazione idraulica del territorio che avviene per una prima parte in senso verticale e quindi corre in senso orizzontale, parallelamente al terreno.
    Nelle voragini generate dalle perforazioni vengono iniettate diverse sostanze di composizione segretissima (top secret industriale) che sarebbero la concausa scatenante dei terremoti.
    Secondo alcune fonti ufficiali, dall'inizio dell'anno in Italia si sono registrate 632 scosse, tutte nel nord Italia, e tutte in corrispondenza dei cosiddetti “Shale Gas”, ovvero le zone dedicate alla pratica delle esplorazioni e delle perforazioni in gergo dette Fracking. E allora: cause esclusivamente naturali oppure favorite da azione umana? E soprattutto, le perforazioni sono legali o illegali? E a quali enormi interessi economici sono collegate le sperimentazioni sugli idocarburi?
    E' un caso che prima del terremoto si siano verificate fuoriscuscite di acqua e sabbia dal terreno, il 19 maggio 2012, proprio in Emilia Romagna? Ed è ancora un caso che il ministro Romani abbia dichiarato, all'Unione Petrolifera Italiana, della necesità di incrementarre il contributo della produzione nazionale di idrocarburi a partire dal 2012? In ogni caso, il governo italiano ha concesso l'autorizzazione per aumentare le perforazioni e le estrazioni alle maggiori compagnie americane, e subito dopo si sono verificati i terremoti. Il ministro Romani punta ad un aumento di almeno 90mila barili al giorno. In particolare dai giacimenti della Basilicata.
    Per quanto riguarda il gas naturale, si parla di sfruttamento di “Shale Gas”, ovvero l'utilizzo di tecniche di estrazione che vanno ad incidere pesantemente sugli equilibri idrogeologici, consistenti principalmente nella frammentazione degli strati rocciosi. Nei fatti, tale pratica è vietata in molti Paesi, fra i quali l'Italia, in ragione dei rischi di contaminazione delle falde idriche. Tutto questo sembra sottoposto, però, alla vendita di risorse nazionali al miglior offerente, per cercare di fare cassa.

    http://www.ogginotizie.it/139952-terremoti-in-emilia-fracking-alla-039-origine-del-sisma/#.T9O0i7CRHi5

    Al di là che sia o no la causa prima… già se ne parlava.

    Un comitato contro la trivellazione del territorio 14 aprile 2011, 0:05

    Da Masi Torello la preoccupazione per il fenomeno della subsidenza

    Nella foto generica, il fenomeno della subsidenza

    Masi Torello. Da qualche giorno sono iniziate nelle campagne attorno a Ferrara le operazioni di ricerca di giacimenti di metano da parte di una società statunitense, la Aleanna Resources. Il territorio interessato è molto vasto, riguardando i comuni di Ferrara, Copparo, Formignana, Masi Torello, Voghiera e Ostellato. In questa prima fase la società ha costruito una cartina mineraria del sottosuolo creando dei micro terremoti con particolari camion. Tutto avviene con l’autorizzazione data dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione.

    E’ previsto che questa attività possa creare danni alle tubazioni o alle strade, tanto che la società stessa promette già il risarcimento degli stessi. Non è tuttavia per questi disagi che alcuni cittadini hanno promosso un comitato per uno sviluppo sostenibile del territorio, da nome “Trivelle? No Grazie”, “ma per quel che potrebbe succedere se i risultati delle analisi confermassero, come appare probabile – spiegano alcuni cittadini che si sono interessati al problema, Simonetta Renga e Alberto Avio -, l’esistenza di una sacca di metano. In questo caso, infatti, scatterebbe la fase due, che prevede la trivellazione del suolo fino a 3000/3500 metri per aprire un pozzo sperimentale e poi, dimostrata l’economicità – per gli americani – dell’estrazione si arriverebbe alla fase tre: la messa in opera dei pozzi di estrazione”.

    “Quale sarebbe il risultato dell’analisi costi/benefici per il territorio e la popolazione?”, si chiedono i componenti del nascituro comitato: “lo Stato percepirà una percentuale irrisoria (il 10% del prodotto sulla parte eccedente i 25 milioni di m3 annui); gli enti locali pressoché niente; alcuni cittadini saranno espropriati dei propri terreni; chi avrà i terreni confinanti con i pozzi probabilmente non potrà continuare nella produzione agricola di qualità che caratterizza il territorio”. Ma, soprattutto, “tutta la zona – imprecisata nella sua estensione, dipendendo dalla grandezza della sacca di metano – si vedrà sottoposta all’accelerazione del ben noto fenomeno della subsidenza, ovvero il processo di abbassamento della superficie terrestre causato da cambiamenti che avvengono nel sottosuolo”.

    I referenti del comitato segnalano che secondo il Secondo il servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia Romagna, numerosi studi eseguiti negli ultimi decenni sulla subsidenza in Pianura Padana hanno consentito di capire che i valori di subsidenza elevati che si riscontrano nel nostro territorio sono da attribuire al massiccio prelievo di fluidi dal sottosuolo (acqua e idrocarburi).

    Queste preoccupazioni prenderanno voce sabato 16 aprile alle 17,30, nella sala della Biblioteca del Comune di Masi Torello, dove verrà presentato il comitato “Trivelle? No grazie. Comitato per uno sviluppo sostenibile del territorio” che si propone l’obiettivo di “informare la popolazione e sollecitare Regione e Provincia a non concedere il permesso alla trivellazione del territorio”.

    “Dire no ad uno sfruttamento incompatibile con la struttura del territorio non è impossibile – assicurano Avio e Renga -: dall’altra parte del Po la provincia ed il comune di Rovigo dapprima favorevoli alla ricerca di metano, anche sollecitata da migliaia di firme di cittadini è tornata sui suoi passi trasmettendo un parere negativo alla Regione Veneto”.

    http://www.estense.com/?p=137780


    #93328
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    Biagi: un sistema multiparametrico europeo può già prevedere i terremoti

    29 maggio 2012 (MoviSol) – Una rete di 50 ricevitori terrestri e una decina di satelliti su orbita geostazionaria sarebbe sufficiente, con un centro multiparametrico, a prevedere con un 'accuratezza del 90% i terremoti di magnitudo 6 della scala Richter nell'intera regione sismica europea, con dieci giorni di anticipo, ha dichiarato il fisico Pier Francesco Biagi all'EIR.

    Ad esempio, un gruppo di sismologi di Trieste aveva previsto, con uno studio statistico, l'area esatta del terremoto che ha colpito la zona tra Modena e Ferrara il 20 maggio. Data la natura del metodo impiegato, i ricercatori non potevano indicare la data precisa, ma solo una finestra di parecchi mesi che allo scopo delle previsioni non serve a niente.

    Tuttavia, combinando quel lavoro con altre osservazioni sperimentali sul terreno e nell'atmosfera, sarebbe stata possibile una previsione accurata. Nel contesto di un tale approccio multiparametrico, il risultato di Trieste è stato “eccellente”, ha detto Biagi.

    Il monitoraggio non si fa a causa della mentalità sbagliata. Eppure, un sisma di magnitudo 9, come quello giapponese del 2011, “è prevedibile”. Il team di Biagi ha elaborato una nuova mappa dei precursori del terremoto giapponese, usando dati da 1280 ricevitori GPS. I segnali sono estremamente chiari.

    Biagi ha potuto costruire una rete di 14 ricevitori interamente con finanziamenti privati organizzati personalmente. Questa rete ha prodotto risultati notevoli, ma c'è bisogno di un centro multiparametrico. Per coprire l'intera area sismica europea sarebbero sufficienti 50 ricevitori, mentre precursori molto importanti, come la variazione chimica dell'atmosfera, devono essere osservati dai satelliti. Circa 10 nano-satelliti, non più costosi di un milione di euro ciascuno, sarebbero sufficienti.

    Come esempio del problema, che è di natura politico/ideologica/culturale, Biagi ha riferito che la domanda di finanziamenti per un progetto per valutare accuratamente le variazioni di emissioni di radon, un importante precursore, è stata rifiutata dal ministero della Ricerca Scientifica.
    http://www.movisol.org/12news117.htm

    movisol.org


    #93329
    Spiderman
    Partecipante

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    #93330
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    INTRODUZIONE ALLE LUCI SISMICHE
    di Massimo Silvestri (1999 – agg. 2001)
    http://www.itacomm.net/EQL/EQL_Silvestri.pdf

    http://www.itacomm.net/PH/CIPH/EQL.html
    Fra i fenomeni luminosi indagati dalla nostra commissione, un settore è dedicato ad un peculiare fenomeno che a volte si rende manifesto durate lo svolgersi di un terremoto: quello delle luci sismiche. Conosciute in campo internazionale anche col termine anglosassone Earth Quake Lights (EQL), questi eventi naturali risultano a tutt'oggi non ancora completamente compresi. Può capitare che le mutate condizioni geofisiche, che determinano la formazione di un sisma, possano generare effetti luminosi che potranno precedere, accompagnare o seguire lo svolgersi del terremoto.


    #93331
    farfalla5farfalla5
    Partecipante

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    Centinaia di topi trovati morti nella valle del Vajont: ancora mistero sulle cause

    I cittadini li scoprono ovunque. L’evento a Castellavazzo, Zoldo,
    Longarone Erto e Casso. I veterinari non hanno una risposta

    di Marco D'Incà
    BELLUNO – Sembra un episodio tratto dalle pagine di un romanzo di Albert Camus. E invece è realtà. Cruda realtà. Un topo trovato morto su una scala, un altro ancora in garage, diversi in giardino. E poi in piazza, in pieno centro storico, in alcune vie. Tanti, tantissimi. Quasi un'invasione. E sono morti. Stecchiti.

    Alcuni persino in fase di decomposizione. Una vera e propria moria. Saranno circa un settantina, forse un centinaio: una quarantina sono stati ritrovati sul territorio di Castellavazzo, altri nella zona dello Zoldano, ma anche a Longarone e dintorni. In particolare all'altezza della galleria di Igne e nei pressi della frazione di Pirago. E pure fuori provincia, a Erto e Casso. Piccoli cumuli di topi morti. Di ogni genere, tipo e dimensione: dai topolini di campagna, ai ratti veri e propri, passando per quella che specie che, per prendere in prestito un termine dialettale particolarmente efficace ed entrato ormai a far parte del vocabolario della lingua italiana, è conosciuta con il nome di “pantegane”.

    Insomma, topi di fogna, “celebri” per la lunghezza della loro coda. Sì, il quadretto è tutt'altro che poetico e appare più in linea con l'umida Londra ritratta dalla penna di Charles Dickens, rimanendo in tema di citazioni letterarie, che non con i verdi paesaggi del Longaronese, dello Zoldano e di Castellavazzo. E proprio il paese della pietra (più di altre zone), da qualche giorno a questa parte, si sveglia con una compagnia assai poco gradita: topi senza vita che spuntano come funghi, tanto da mettere in allarme il sindaco e gli abitanti. Mai, prima d'ora, si erano verificati episodi simili. Per lo meno, non con questa costanza. Anche Castellavazzo, come gran parte della provincia, è stata colpita dal terremoto poco meno di una settimana fa. Insomma, il pensiero corre veloce e l'associazione di idee è presto fatta: la moria ha a che vedere con il sisma di sabato scorso? O è pura suggestione? Una cosa è certa: lo sterminio dei topi non è opera dell'uomo o di un folle che ama spargere sostanze tossiche. Gli animali, infatti, non presentano segni di avvelenamento. Ergo, non sono stati uccisi. E la conferma è arrivata dai laboratori dell'Ulss di Belluno: nemmeno l'ombra di una traccia di veleno. Ma allora qual è la natura di questo sterminio? La risposta è ancora avvolta nel buio più profondo. E ad infittire il velo di mistero, spuntano alcuni particolari davvero da romanzo noir: alcuni topi sono stati ritrovati con gli occhi spalancati.

    Altri, come conferma Franco Roccon, il primo cittadino di Castellavazzo, «presentavano una macchiolina rossa sul petto». Interpellati sul tema, anche esperti e veterinari di professione faticano a dare una spiegazione a questo fenomeno che assume sfumature poco piacevoli, se non addirittura inquietanti.

    Paolo Cecchin, veterinario di Feltre e studioso dei comportamenti degli animali, preferisce «non sbilanciarsi su un argomento di cui non ho particolari conoscenze e, quindi, non saprei spiegare. La categoria più adatta per parlarne è quella degli etologi».

    Sulla stessa frequenza i veterinari dell'ambulatorio Dal Borgo di Ponte nelle Alpi: «È difficile individuare la causa, anche perché ci occupiamo soprattutto di cani e gatti. Il terremoto? No, quasi sicuramente non c'è alcuna correlazione tra questa moria e il sisma. Potrebbe dipendere da una forma batterica, ma si ragiona sempre sul campo delle ipotesi». ( :ummmmm: ) A ogni modo, la vicenda ha connotati per lo meno anomali, se è vero che il «re mondiale della derattizzazione», il trevigiano Massimo Donadon, afferma da sempre che «i topi sono tra gli animali più resistenti, sopravvivono anche alle esplosioni nucleari».

    http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=202331

    e dal forum Nibiru 2012:

    l'amico che mi ha inviato il link alla notizia nella mail mi scriveva anche (cose che a voi sarranno ben note.. ):

    arriverà terremoto devastante?

    Lo rivela uno studio giapponese
    E' risaputo che gli animali riescono in qualche modo ad avvertire con anticipo
    alcuni fenomeni naturali. Come, appunto, i terremoti. Uno studio condotto in
    Giappone ha rivelato come i topi siano gli animali migliori per cercare di
    prevedere i sisma. Una specie di allarme “animale” che in futuro potrebbe
    salvare migliaia di vite umane.
    Questa ricerca, particolarmente importante per la previsione dei terremoti,
    diviene strategica nella prevenzione dei rischi legati a questi fenomeni,
    specialmente per le zone ad alto impatto sismico come il Giappone. Nel corso
    degli studi, – ha spiegato Takeshi Yagi, professore all'università di Osaka –
    gli scienziati hanno esposto i piccoli roditori ad onde a bassa frequenza che
    gli altri umani non possono sentire.

    “I topi si sono dimostrati disorientati, hanno cominciato a correre
    all'interno della gabbia, si strofinavano il musetto e mettevano la testa sotto
    la segatura all'interno della gabbia”, ha raccontato Yagi. “Abbiamo osservato
    per la prima volta un comportamento anomalo nei topi del nostro laboratorio
    otto anni fa', alla vigilia del terremoto di Kobe”, ha ricordato. Quel
    terremoto, di magnitudo 7,3 sulla scala Richter, si verifico' il 17 gennaio
    1995 in questa citta' ad ovest di Osaka, uccise 6.433 persone e ne feri'
    43.700.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #93332
    Pasquale GalassoPasquale Galasso
    Amministratore del forum

    liquefazione del terreno, da Giovanni Ferriero su fb


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #93333
    RichardRichard
    Amministratore del forum

    http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/eppur-si-muove.html
    Coincidenza vuole che proprio in questi giorni, il 15 Giugno 2012, Scientific American diffonda un rapporto del National Research Council (NRC) degli USA in cui si afferma che la re-iniezeione di fluidi di scarto dalle operazioni di fracking puo' causare terremoti.

    Questo dopo il gia' citato rapporto dell'United States Geological Survey in cui si afferma, similmente, che l'origine di vari sciami sismici che hanno afflitto gli stati centrali degli USA e' “quasi sicuramente” umana e dovuta al fracking.

    Ma il rapporto odierno dell' NRC va oltre il fracking ed afferma che anche le trivellazioni di gas e petrolio convenzionali possono portare a fenomeni sismici, non solo lievi.


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