TUTTE LE BALLE DEL PRESIDENTE (fase 2)

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Questo argomento contiene 121 risposte, ha 16 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 10 anni, 4 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 11 a 20 (di 122 totali)
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  • #128570

    marì
    Bloccato


    Querela di Berlusconi a Repubblica
    Bersani: “Dieci volte sconsiderata”

    ROMA – ''L'iniziativa di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica mi pare inaccettabile e dieci volte sconsiderata''. Lo afferma il candidato alla segreteria del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Percorrendo questa strada – commenta Bersani – il presidente del Consiglio si vedrà costretto a chiamare in tribunale mezzo mondo''.

    Anche Sonia Alfano, europarlamentare dell'Italia dei valori, ritiene che “portare le 10 domande di repubblica in tribunale” sia “un atto infame e ridicolo”. “Il 'caimano' – afferma a proposito della iniziativa del premier – la smetta di attaccare ad ogni piè sospinto i media non allineati con minacce che ricordano ben altri tempi e si comporti da capo del Governo di una moderna democrazia: la smetta di mentire, tanto ormai non gli crede più nessuno, e risponda punto per punto. Un paese dove non vi è libertà d'informazione non si può definire libero. E l'Italia libera lo sta divenendo sempre meno”.

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/bersani-su-querela/bersani-su-querela.html

    hahaha hahaha hahaha


    #128571

    Spiderman
    Partecipante

    Quest'uomo è un genio…con un coraggio da leone!


    #128572

    marì
    Bloccato

    [quote1251456454=Spiderman]
    Quest'uomo è un genio…con un coraggio da leone!
    [/quote1251456454]

    [color=#ff0000]SI[/color]

    hahaha


    #128573

    marì
    Bloccato

    La decisione di cancellare l'evento, annunciata dalla sala stampa del Vaticano,
    sarebbe stata presa dalla curia aquilana: “Meglio dare quei soldi ai terremotati”

    Annullata cena tra Berlusconi e Bertone
    alla Perdonanza andrà Gianni Letta


    CITTA' DEL VATICANO
    – Annullata la cena tra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi e il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone. L'incontro era previsto per stasera all'Aquila, a conclusione delle celebrazioni per la Perdonanza.

    La notizia dell'annullamento è stata diffusa dalla sala stampa della Santa Sede; la stessa sala stampa vaticana ha aggiunto che il presidente del consiglio, “per evitare strumentalizzazioni” ha deciso di inviare all'Aquila in rappresentanza del governo il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta.

    La decisione di annullare la cena è stata presa dalla Curia aquilana e dall'arcivescovo Molinari, che l'avevano promossa inizialmente per ringraziare la Santa Sede e i vescovi per la vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto: “In un secondo tempo – ha spiegato padre Ciro Benedettini, della sala stampa vaticana – si e' preferito cancellare la cena e devolverne il costo a beneficio dei terremotati''.

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/perdonanza-no/perdonanza-no.html

    #fisc


    #128574

    marì
    Bloccato

    … e' bello bello bello …

    Da non perdere
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]cgwar8HyYqc[/link]

    http://www.beppegrillo.it/

    hahaha


    #128575

    marì
    Bloccato

    [color=#ff0000]L'APPELLO DEI TRE GIURISTI[/color]

    L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera “retoriche”, perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

    Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di “cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee”, come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

    Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

    Franco Cordero

    Stefano Rodotà

    Gustavo Zagrebelsky

    http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107

    [color=#0000ff]Chi vuole firmare vada al link sopra indicato[/color]

    I commenti di Alastair Campbell, Laurent Joffrin, Alan Rusbridger
    I giornali esistono per fare domande
    E domani le pubblichiamo anche noi

    JOFFRIN: “DOMANI PUBBLICHIAMO LE 10 DOMANDE”
    E%u2019 un inammissibile attacco alla libertà di espressione e di critica. Non mi stupisce che venga da un personaggio come Berlusconi, ma è un segnale inquietante per tutta l%u2019Europa. Tra l%u2019altro, non escludo che si possa fare ricorso alla Corte europea per contrastare questa palese minaccia al diritto dell%u2019informazione. I metodi del primo ministro italiano mostrano un disprezzo assoluto delle regole democratiche. Rispondere alle domande dei giornalisti è infatti il minimo che gli elettori possono pretendere da ogni governante. Berlusconi invece è infastidito da ogni manifestazione di opposizione. Fa finta di dire che sono attacchi alla sua vita privata e cerca di nascondere alle troppe menzogne che ha detto in questi mesi. I suoi metodi mi ricordano quelli di Putin: manca soltanto che faccia uccidere i giornalisti più scomodi. In Francia non sarebbe pensabile una denuncia come quella che ha fatto Berlusconi a Repubblica. Sarebbe uno scandalo. Esiste una tacita regola repubblicana che impedisce al Presidente di portare in giustizia giornalisti e oppositori. Libération ha deciso che pubblicherà domani le 10 domande di Repubblica a Silvio Berlusconi.
    Laurent Joffrin (direttore di Liberation)


    RUSBRIDGER: “ESISTIAMO PER FARE DOMANDE”

    Gli organi di informazione indipendenti esistono per chiedere domande scomode ai politici. In Gran Bretagna, come nella maggior parte delle democrazie, sarebbe impensabile per un primo ministro fare causa a un giornale perché fa delle domande. Sarebbe anche impensabile usare le leggi sulla diffamazione per impedire ai cittadini di sapere quello che autorevoli giornali stranieri stanno dicendo sul loro paese. Le azioni contro la Repubblica somigliano molto a un tentativo di ridurre al silenzio o intimidire gli organi di informazione che rimangono direttamente o indirettamente indipendenti dal primo ministro italiano. Spero che i giornali di tutto il mondo seguano con grande attenzione questa storia.
    Alan Rusbridger (direttore del quotidiano The Guardian di Londra)

    CAMPBELL: “INIMMAGINABILE”
    Chiunque abbia esperienza del modo in cui funzionano i media in Gran Bretagna, troverà piuttosto straordinario il fatto che un primo ministro faccia causa a un giornale per una serie di domande, e per avere riportato quello che scrivono giornali stranieri.
    Il tutto è ancora più straordinario perché il primo ministro in questione è a sua volta un potentissimo editore. Un fatto, anche questo, che sarebbe inimmaginabile nella cultura politica del nostro paese.
    Alastair Campbell (ex portavoce di Tony Blair)
    (28 agosto 2009)

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/dichiarazioni-estere/dichiarazioni-estere.html

    Che bello !lol quest'anno AnnoZero ce ne raccontera di belle … gia me le gusto hahaha


    #128576

    marì
    Bloccato


    Tra i firmatari Fo, Camilleri, Ozpetek
    “Non riduciamo al silenzio la libera stampa”

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/appello-repubblica/appello-repubblica.html

    Roberto Saviano: “In democrazia i governi danno risposte, non denunciano
    “Con le domande si costruisce la libertà”

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-23/saviano-berlusconi/saviano-berlusconi.html


    Domande che “Accappatoio Selvaggio” non dara' MAI risposta

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]xBbDthMDUoc[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=450,340]kraFcitD4Rc[/link]

    http://www.beppegrillo.it/

    #sich


    #128577

    Anonimo

    In difesa di Berlusconi.

    [youtube=480,385]G24_vXfQu3s


    #128579

    marì
    Bloccato

    Chi ha dato a Feltri la falsa “nota informativa”?

    Su Boffo una velina
    che non viene dal Tribunale

    di GIUSEPPE D'AVANZO

    LA “nota informativa”, agitata dal Giornale di Silvio Berlusconi per avviare un rito di degradazione del direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, non è nel fascicolo giudiziario del tribunale di Terni. Non c'è e non c'è mai stata. Come, in quel processo, non c'è alcun riferimento – né esplicito né implicito – alla presunta “omosessualità” di Dino Boffo. L'informazione potrebbe diventare ufficiale già domani, quando il procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella, rientrerà in ufficio e verificherà direttamente gli atti.

    Bisogna ricordare che il Giornale, deciso a infliggere un castigo al giornalista che ha dato voce alle inquietudini del mondo cattolico per lo stile di vita di Silvio Berlusconi, titola il 28 agosto a tutta pagina: “Il supermoralista condannato per molestie/ Dino Boffo, alla guida del giornale dei vescovi italiani e impegnato nell'accesa campagna stampa contro i peccati del premier, intimidiva la moglie dell'uomo con il quale aveva una relazione”. Il lungo articolo, a pagina 3, dà conto di “una nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore disposto dal Gip del tribunale di Terni il 9 agosto del 2004”. La “nota” è l'esclusivo perno delle “rivelazioni” del quotidiano del capo del governo. L'”informativa” subito appare tanto bizzarra da essere farlocca. Nessuna ordinanza del giudice per le indagini preliminari è mai “accompagnata” da una “nota informativa”. E soprattutto nessuna informativa di polizia giudiziaria ricorda il fatto su cui si indaga come di un evento del passato già concluso in Tribunale.

    Scrive il Giornale: “Il Boffo – si legge nell'informativa – è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla onde lasciasse libero il marito con il quale Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio, il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un'ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela…”.

    È lo stralcio chiave dell'articolo punitivo. È falso che quella “nota” accompagni l'ordinanza del giudice, come riferisce il Giornale. L'”informativa” riepiloga l'esito del procedimento. Non è stata scritta, quindi, durante le indagini preliminari, ma dopo che tutto l'affare era già stato risolto con il pagamento dell'ammenda. Dunque, non è un atto del fascicolo giudiziario. Per mero scrupolo, lo accerterà anche il procuratore di Terni Cardella che avrà modo di verificare, con i crismi dell'ufficialità, che la nota informativa non è agli atti e che in nessun documento del processo si fa riferimento alla presunta “omosessualità” di Boffo. La “nota informativa”, pubblicata dal Giornale del presidente del Consiglio, è dunque soltanto una “velina” che qualcuno manda a qualche altro per informarlo di che cosa è accaduto a Terni, anni addietro, in un “caso” che ha visto coinvolto il direttore dell'Avvenire.

    L'evidenza sollecita qualche domanda preliminare: è vero o falso che Dino Boffo sia “un noto omosessuale attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni”? È vero o falso che la polizia di Stato schedi gli omosessuali?

    Sono interrogativi che si pone anche Roberto Maroni, la mattina del 28 agosto. Il ministro chiede al capo della polizia, Antonio Manganelli, di accertare se esista un “fascicolo” che dia conto delle abitudini sessuali di Dino Boffo. Dopo qualche ora, il capo della polizia è in grado di riferire al ministro che “né presso la questura di Terni (luogo dell'inchiesta) né presso la questura di Treviso (luogo di nascita di Boffo) esiste un documento di quel genere” e peraltro, sostiene Manganelli con i suoi collaboratori, “è inutile aggiungere che la polizia non scheda gli omosessuali: tra di noi abbiamo poliziotti diventati poliziotte e poliziotte diventate poliziotti”. “Da galantuomo”, come dice ora il direttore dell'Avvenire, Maroni può così telefonare a Dino Boffo e assicurargli che mai la polizia di Stato lo ha “attenzionato” né esiste alcun fascicolo nelle questure in cui lo si definisce “noto omosessuale”.

    Risolte le domande preliminari, bisogna ora affrontare il secondo aspetto della questione: chi è quel qualcuno che redige la “velina”? Per quale motivo o sollecitazione? Chi ne è il destinatario?
    C'è un secondo stralcio della cronaca del Giornale che aiuta a orientarsi. Scrive il quotidiano del capo del governo: “Nell'informativa si legge ancora che (…) delle debolezze ricorrenti di cui soffre e ha sofferto il direttore Boffo “sono a conoscenza il cardinale Camillo Ruini, il cardinale Dionigi Tettamanzi e monsignor Giuseppe Betori””. C'è qui come un'impronta. Nessuna polizia giudiziaria, incaricata di accertare se ci siano state o meno molestie in una piccola città di provincia (deve soltanto scrutinare i tabulati telefonici), si dà da fare per accertare chi sia o meno a conoscenza nella gerarchia della Chiesa delle presunte “debolezze” di un indagato. Che c'azzecca? E infatti è una “bufala” che il documento del Giornale sia un atto giudiziario. E' una “velina” e dietro la “velina” ci sono i miasmi infetti di un lavoro sporco che vuole offrire al potere strumenti di pressione, di influenza, di coercizione verso l'alto (Ruini, Tettamanzi, Betori) e verso il basso (Boffo). È questo il lavoro sporco peculiare di servizi segreti o burocrazie della sicurezza spregiudicate indirizzate o messe sotto pressione da un'autorità politica spregiudicatissima e violenta. È il cuore di questa storia. Dovrebbe inquietare chiunque. Dovrebbe sollecitare l'allarme dell'opinione pubblica, l'intervento del Parlamento, le indagini del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), ammesso che questo comitato abbia davvero la volontà, la capacità e soprattutto il coraggio civile, prima che istituzionale, di controllare la correttezza delle mosse dell'intelligence.

    Quel che abbiamo sotto gli occhi è il quadro peggiore che Repubblica ha immaginato da mesi. Con la nona delle dieci domande, chiedevamo (e chiediamo) a Silvio Berlusconi: “Lei ha parlato di un “progetto eversivo” che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?”.

    Se si guarda e si comprende quel che capita al direttore dell'Avvenire, è proprio quel che accade: il potere che ci governa raccoglie dalla burocrazia della sicurezza dossier velenosi che possano alimentare campagne di denigrazione degli avversari politici. Stiamo al “caso Boffo”. La scena è questa. C'è un giornalista che, rispettando le ragioni del suo mestiere, dà conto – con prudenza e misura – del disagio che nelle parrocchie, nei ceti più popolari del cattolicesimo italiano, provoca la vita disordinata del capo del governo, il suo modello culturale, il suo esempio di vita. È un grave smacco per il presidente del Consiglio che vede compromessa credibilità e affidabilità in un mondo che pretende elettoralmente, indiscutibilmente suo. È un inciampo che può deteriorare anche i buoni rapporti con la Santa Sede o addirittura pregiudicare il sostegno del Vaticano al suo governo. Lo sappiamo, con la fine dell'estate Berlusconi decide di cambiare passo: dal muto imbarazzo all'aggressione brutale di chi dissente. Chiede o fa chiedere (o spontaneamente gli vengono offerte da burocrati genuflessi e ambiziosissimi) “notizie riservate” che, manipolate con perizia, arrangiate e distorte per l'occasione, possono distruggere la reputazione dei non-conformi e intimidire di riflesso i poteri – in questo caso, la gerarchia della Chiesa – con cui Berlusconi deve fare i conti. Quelle notizie vengono poi passate – magari nella forma della “lettera anonima” redatta da collaboratori dei servizi – ai giornali direttamente o indirettamente controllati dal capo del governo. In redazione se ne trucca la cornice, l'attendibilità, la provenienza. Quei dossier taroccati diventano così l'arma di una bastonatura brutale che deve eliminare gli scomodi, spaventare chi dissente, “educare” i perplessi. A chi altro toccherà dopo Dino Boffo? Quanti sono i dossier che il potere che ci governa ha ordinato di raccogliere? E contro chi? E, concluso il lavoro sporco con i giornalisti che hanno rispetto di se stessi, a chi altro toccherà nel mondo della politica, dell'impresa, della cultura, della società?
    (30 agosto 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-23/davanzo-velina/davanzo-velina.html

    Il supermoralista condannato per molestie

    vai all'articolo di Feltri
    http://www.azur.altervista.org/modules.php?name=News&file=article&sid=7584&mode=thread&order=0&thold=0

    Classico comportamento “mafioso” … se non ti ammazzano o ti fanno sparire dalla circolazione … ti sbeffeggiano/deridono e poi ti calunniano, e' un classico che oramai siamo abituati.

    Che brutti tempi … #( la seconda guerra mondiale ci libero' di quella gentaglia … chi ci liberera' oggi da questa gente qua?


    #128578

    marì
    Bloccato

    Gli appelli per la stampa

    Attori, registi, scrittori e volti noti del mondo della cultura aderiscono all'appello dei giuristi

    GLI APPELLI

    * Ascanio Celestini
    * Erri De Luca
    * Piefrancesco Favino
    * Victoria Cabello
    * Marco Bellocchio
    * Carlo Lucarelli
    * Dario Fo

    http://tv.repubblica.it/copertina/gli-appelli-per-la-stampa/36238?video


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