Vegetariano, si ma come?

Home Forum SALUTE Vegetariano, si ma come?

Questo argomento contiene 160 risposte, ha 32 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 5 anni, 2 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 141 a 150 (di 161 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #57303

    Erre Esse
    Partecipante

    A Torino ho visto dei manifesti che consigliano di mangiare meno carne possibile…
    Vi sono anche in altre città, che voi sappiate?


    #57304

    Tilopa
    Partecipante
    #57301

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1259346590=Tilopa]
    Ti riferisci a questo ?

    http://www.agireora.org/attivismo/carne-effetto-serra.html
    http://www.agireoraedizioni.org/catalogo/opuscoli-materiali/manifesti/veganismo/manifesto-carne-effetto-serra/
    [/quote1259346590]

    Esattamente,
    ci sono anche in altre città?


    #57305

    Tilopa
    Partecipante

    Sul sito “Agire Ora” riportano solo questo dato:
    Manifesti già affissi o prenotati: 2175
    Comuni coperti finora: 34

    Si tratta di una campagnia di affissioni promossa dal sito “Agire Ora”
    http://www.agireora.org/attivismo/carne-effetto-serra.html


    #57306

    windrunner
    Partecipante

    Importante petizione…

    Il 5, il 6 e 8 dicembre scendi in piazza con noi.
    Scoprirai che c’è una ricetta per non consumare il mondo!

    Vieni ai tavoli LAV per conoscere da vicino la nostra campagna a favore dell'alimentazione vegetariana.

    Capirai come e perchè la scelta veg aiuta gli animali, l'ambiente e la salute.

    Potrai chiedere al tuo Comune l'opzione vegetariana nei luoghi di ristorazione pubblica. Come? Firma la nostra petizione!

    Ai nostri tavoli troverai i nuovissimi materiali informativi e non solo. Scoprirai tanti suggerimenti e ricette da portare a casa con te, per dare un tocco in più al tuo menù di Natale!

    Ti aspettiamo in oltre 300 piazze in tutta Italia. Scopri la piazza più vicina a te!

    Per saperne di più oppure per avere aggiornamenti dell'ultim'ora ora sulle piazze, contatta la nostra sede nazionale al numero: 06 4461325. Saremo a tua disposizione anche il 5, 6 e 8 dicembre dalle 9.00 alle 18.00.

    http://www.lav.it/index.php?id=1433

    :ok!:


    #57307
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1259920862=windrunner]

    Ti aspettiamo in oltre 300 piazze in tutta Italia. Scopri la piazza più vicina a te!

    Per saperne di più oppure per avere aggiornamenti dell'ultim'ora ora sulle piazze, contatta la nostra sede nazionale al numero: 06 4461325. Saremo a tua disposizione anche il 5, 6 e 8 dicembre dalle 9.00 alle 18.00.

    http://www.lav.it/index.php?id=1433

    :ok!:
    [/quote1259920862]

    Più vicina piazza è a un ora di macchina…
    Lila, è a Grosseto!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #57308
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    Ciao Tillandsias,
    credo sarebbe importante sapere perchè vuoi diventare vegetariano…
    Perchè il “perchè” fa la differenza.
    Io sono stata vegetariana per 10 anni e sono vegana da 4 mesi..
    Lo sono per motivi etici..e ti posso dire che, pur concordando sul fatto che sarebbe opportuno, per motivi psicologici, arrivare gradualmente a cambiare dieta, il vegetariano ETICO…è una persona disinformata… come lo sono stata io per 10 anni, altrimenti sarebbe vegano.
    Documentati su come viene prelevato il latte,a cosa sono sottoposte le mucche,capre,bufale per produrre in continuazione latte, formaggi e derivati( che prevedono anche il caglio)…informati come vengono prodotte le uova…e fammi
    sapere.
    Se invece la tua scelta e per fini salutistici..naturalmente il problema non te lo poni….ma se pensi agli animali….pensaci bene…non fare come ho fatto io.
    Ti auguro un mondo di bene.

    😉


    #57309
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Vegetarian week per oltre 6 milioni di italiani

    Il numero dei vegetariani nel nostro Paese è in forte aumento, e ha raggiunto la cifra record di 6 milioni di persone. Per loro è stato istituito il Vegetarian week, il fine settimana dedicato a chi non mangia la carne. La loro scelta di vita è sintetizzata nelle parole di Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA)

    Solo il 20% della popolazione mondiale ha regolare accesso alle risorse alimentari mentre il 26% della superficie terrestre è letteralmente invaso dagli allevamenti, ai quali è imputabile l’emissione del 18% dei gas serra, la distruzione di milioni di ettari di foreste e la perdita di biodiversità, nonchè la produzione annua di 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni.

    Per allevare e crescere gli animali da macello occorrono moltissime risorse: è stato calcolato che per produrre 1 kg di carne occorrono oltre 16 kg di foraggio, annaffiato con acqua, e distribuito con mezzi di trasporto. Ma è vero che mangiare carne inquina?
    Da un rapporto della FAO è stato calcolato che occorrono circa 15.000 litri di acqua per produrre un kg di carne, quando con poco più di 2.000 litri si potrebbe coltivare la stessa quantità di grano. A questi dati va aggiunto che non mangiare carne fa ridurre di circa il 50% le emissioni di gas serra e l’inquinamento. Tra scetticismo e convinzione, tra dati contrastanti, il vegetarianesimo continua ad aumentare di anno in anno e non perché sia una scelta economica, ma anche perché, secondo i dati raccolti da una ricerca britannica durata 12 anni, non mangiare carne fa bene alla salute e allunga la vita. Questo è quanto stabilito da uno studio inglese che ha preso in esame le abitudini alimentari di oltre 60.000 persone. I dati, pubblicati sul British Journal of Cancer, hanno rivelato che chi non mangia carne ha meno probabilità di ammalarsi di tumore. I vegetariani avrebbero il 45% di probabilità in meno di sviluppare leucemia e altre malattie del sangue, e il 12% in meno di ammalarsi di qualsiasi altro tumore. Chi mangia carne, e insaccati, due volte al giorno ha il 35% di possibilità in più di sviluppare un cancro all’intestino. Ma non solo, dai dati raccolti si evince che i vegetariani hanno la possibilità di prevenire malattie cardiovascolari, fino al 97% in meno. Secondo un pronostico dell’Eurispes nel 2050 ci saranno più vegetariani che carnivori.
    [Fonte: Adnkronos]


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #57310
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Dal blog di Zret:

    Cara carne

    A.C. Grayling, nella silloge di elzeviri “La ragione delle cose”, dedica una riflessione alla carne. Nell’articolo intitolato appunto “Carne”, annota: “I costi del consumo alimentare di carne sono immensi. Le argomentazioni contro di esso sono, ciascuna a suo modo, persuasive e, prese nell’insieme, stringenti. Ragioni di natura economica sottolineano come mezzo ettaro di terra usato per l’allevamento di bestiame produca di che nutrire due persone, contro le venti se la stessa superficie viene coltivata a frumento. Altre motivazioni si concentrano su ragioni igieniche, affermando che la carne è piena di grassi e di batteri e (se non proviene da allevamenti biologici) anche di antibiotici, ormoni della crescita e vaccini. L’argomento più valido di tutti è quello di natura morale che condanna l’abbattimento (sic) di creature dotate di sensibilità solo in nome del nostro piacere, quando non ci sarebbe alcun bisogno di farlo per vivere bene e saggiamente. Sarebbe opportuno prendere sul serio la motivazione igienico-sanitaria. Noi non mangiamo carne fresca, ma carogne; la carne fresca, infatti, sarebbe troppo dura per via del rigor mortis ed è solo una volta cominciati i processi di decomposizione che la carne diventa abbastanza morbida per essere cucinata e mangiata…. I microbi sono i grandi amici del carnivoro: senza di loro, non ci sarebbero bistecche tenere, arrosti succulenti e costolette gustose… Quando le proteine di una carogna vanno incontro al processo di caseificazione è perché entra in scena Piophila casei. … I batteri, che in dieci ore si moltiplicano da cento a cento milioni, consumano tutto. Ebbene: essi sono presenti nelle stesse quantità sulla carne che prepariamo in cucina.”

    L’autore ritiene che, se le considerazioni di natura sanitaria ci suggeriscono misure prudenziali, un’onesta riflessione sulle sofferenze che sono inflitte agli animali allevati per essere uccisi nei mattatoi, dovrebbe suscitare una ripugnanza ben maggiore del racconto sui micro-organismi.

    Eppure, nonostante tutti questi ragionamenti, il consumo di carne è all’ordine del giorno, soprattutto nel mondo occidentale, abituato a laute imbandigioni. A ciò concorrono diversi fattori, non ultimo un aspetto culturale: l’allevamento del bestiame ad usi alimentari risale alla preistoria. Nelle culture antiche il bue o il montone ingrassati e macellati non sono solo nutrimenti degli uomini, ma anche offerta per gli dei. Le religioni del Libro sono, pur così differenti tra loro, concordi nella valorizzazione del sacrificio animale: anche se – come ci rammentano alcuni interpreti – Elohim creò Adamo ed Eva vegetariani e che tali furono gli Habiru per alcune generazioni, alla fine l’olocausto diventò la forma di immolazione per eccellenza presso gli Israeliti. Cristiani ed Islamici celebrano festività in cui… si fa allegramente la festa ad agnelli e capretti. Vero è che i Nazirei, ossia i Cristiani delle origini, erano vegetariani, probabilmente più per motivi rituali che etici, ma tale regola, pur seguita ed anzi caldeggiata da molti Padri della Chiesa dei primi secoli, passò poi in cavalleria.

    Lo stesso Shaul-Paolo (o chi per lui) pur così vicino cronologicamente ai Nazirei, nelle sue “Lettere”, piene di prescrizioni, consigli, moniti, considerazioni morali e teologiche… non accenna neppure al precetto proto-evangelico del vegetarianismo. Il concetto di sacrificio di Cristo, vittima innocente del Sinedrio, secondo l’esegesi dominante, rischia di avallare, per metonimia e con la forza del simbolo espiatorio, il sacrificio degli animali.

    D’altronde nell’Antico Testamento YHWH mostra una particolare predilezione per le bestie immolate, per l’odore della carne cotta, effluvio che si eleva dall’ara. In Genesi 8, 20-21, si legge: “Noè eresse un altare al Signore, prese di tutti gli animali puri e di tutti gli uccelli puri e li offrì in olocausto sull’altare. Il signore odorò quella soave fragranza e disse: ‘Io non maledirò più la Terra’”.

    Chi, come Mario Biglino, è convinto che i significati letterali sono alla radice del testo biblico, scorge nell’attrazione di YHWH per l’olezzo della carne sul fuoco, il ricordo di avventure spaziali. YHWH intese riassaporare un antico aroma?

    Abitudine cruenta e crudele, il consumo di carne è, piaccia o no, un ingrediente della cultura che molte religioni hanno contribuito a diffondere. Furono, infatti, soprattutto i sacerdoti a promuovere i sacrifici degli animali: agli dei si offriva il fumo che esalava dalle carni ben cucinate; agli officianti erano riservati i tagli più opimi, saporiti e succulenti. Al popolo, che assisteva al rito, si lasciavano le parti meno pregiate.

    L’idea di Agnus Dei, come si diceva, è stata in parte all’origine di una retorica della sofferenza di cui hanno pagato il fio gli animali. Questa retorica non è estranea alla religione ebraica. Eppure in Genesi si legge: “Ecco vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra ed ogni albero in cui è il frutto che produce seme: saranno il vostro cibo”… “Non dovreste mangiare la carne, con la sua vita, che è il sangue”. Abitudini sacrificali furono accolte anche nella fede musulmana. Terribili carneficine, in particolari ricorrenze, lo testimoniano, quantunque il Profeta fosse vegetariano. Maometto affermò con saggezza: “Chi è buono verso le creature di Dio è buono verso sé stesso”. In seguito si assisté alla solita distorsione, non si sa quanto accidentale, degli insegnamenti originari.

    I buongustai asseriscono che le carni sono molto gradevoli al palato: in verità sono più che altro le erbe aromatiche, gli intingoli e la spezie a conferire gusto alle pietanze carnee. Vero è che le macellerie sono luoghi che esprimono la tradizione di un paese: Italo Calvino in una pagina di “Palomar”, la raccolta di testi in bilico tra descrizione in stile “école du regard” e filosofia, inquadra il banco di una macelleria, indugiando con occhio avido ed indagatore sui vari tagli in bella mostra sul banco: di ogni taglio deliba ascendenze culturali ed usi gastronomici. Inoltre il rosso delle carni, che risalta grazie al verde del prezzemolo, è spettacolo piacevole; lo spettacolo di un macello, con le carcasse grondanti sangue, lo è un po’ meno. L’artista irlandese Francis Bacon fu a tal punto ossessionato da queste truculente immagini di squartamenti da tradurre la sua pittura in un “teatro della crudeltà”.

    Se il “peccato originale” è un concetto polivalente e se ha una sua ragion d’essere, credo che si potrebbe considerare pure come la decisione (obtorto collo?) per opera degli uomini di nutrirsi con la carne degli animali. Non riesco ad immaginare un Adam perfetto che alleva pecore e capre per poi sgozzarle.

    Senza dubbio anche gli erbaggi ed i frutti, di cui si nutrono vegetariani e vegani, soffrono quando sono sradicati, tagliati, cotti, ma non siamo stati noi a creare una natura in cui la vita si alimenta della morte. Inoltre la sensibilità delle piante è inferiore a quella delle bestie. In modo consequenziale i Giainisti, che non mangiano neppure vegetali, considerano gli agricoltori degli assassini.

    E’ opportuno evitare fondamentalismi e generalizzazioni: è evidente che intercorre una notevole differenza tra un nativo americano che caccia ed uccide un cervo con una freccia, evitando che l’animale soffra in modo eccessivo e le torture inumane (o propriamente umane?) che sono inflitte a maiali, mucche, polli, oche… negli allevamenti industriali. Se il cacciatore americano ringrazia il Grande Spirito che gli elargisce il necessario di che vivere, le industrie zootecniche sono volte solo al profitto: l’animale è trattato alla stregua di una cosa. [1]

    Comunque la si pensi, è probabile che l’alimentazione carnivora, che alcuni hanno tanto cara, non apparterrà ad un'umanità veramente rinnovata, se mai ciò accadrà.

    [1] Il consumo di carne può anche assumere, se vi soggiacciono particolari principi, una valenza trasmutatoria, ma è tema delicato sul quale qui non mi soffermo.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #57312

    deg
    Partecipante

    Antibiotici a pranzo e cena.

    Con la carne ogni anno un consumatore medio ne ingerisce a sua insaputa quasi 9 grammi, l'equivalente di quattro cure.

    Le condizioni di vita negli allevamenti industriali sono responsabili del debole stato di salute degli animali. Senza i farmaci, quindi, non sarebbe possibile far funzionare alcun allevamento intensivo. Per produrre 1 chilogrammo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotico. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto. Ciò significa che l’italiano medio che consuma circa 87 kg di carne ogni anno (senza considerare i consumi di prodotti ittici) ingerisce involontariamente quasi 9 grammi di antibiotici, equivalenti alla somministrazione di circa 4 terapie antibiotiche ogni anno. «Il consumo di carne comporta rischi sanitari di cui si parla ben poco in Italia – spiega Roberta Bartocci, biologa, responsabile Lav settore Vegetarismo – e di cui raramente i consumatori hanno consapevolezza: dal rischio di assumere antibiotici ‘a pranzo e a cena’, al rischio di venire a contatto con patogeni che hanno sviluppato resistenze agli antibiotici». http://www.corriere.it/animali/10_marzo_03/carne-antibiotici-dossier-lav%20_ebe1c076-26da-11df-b168-00144f02aabe.shtml

    [youtube=425,344]gzVmfet7F3Q


Stai vedendo 10 articoli - dal 141 a 150 (di 161 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.