Gaon

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  • in risposta a: Il risveglio di coscienze #46338

    Gaon
    Partecipante

    93.Nelle forme attuali per religione viene intesa una sorta di devozione, il risveglio da cosa?!
    C'è per caso un omologazione delle prove del risveglio?
    Al contrario, nei tempi antichi, dove il numen a differenza di deus veniva percepito e sentito come realtà e non come immaginario, li dove religione era uguale ad esperienza……:
    Come dice un upanisadh: “Chi venera una divinità diversa dall’Io spirituale (atma) e dice:”un altro sono io” costui non conosce la saggezza ed è come un animale utile agli dèi.”
    s’intendeva dunque le tecniche di chiamare i diversi numina, quindi tutto legato all’azione, quasi non esisteva la dottrina e gli annessi, solo il rito qualificava. Dovunque il principio tradizionale ebbe una completa applicazione si presenta in una virilità trascendente i cui rappresentanti hanno carattere di centralità. Ad un mondo super-reale sostanziato di azione pura e chiara si sostituì dunque un confuso mondo sub reale di emozioni ed immaginazioni,(appunto di risveglio) di speranze e terrori che si fece sempre più umano seguendo le singole fasi di una involuzione generale e dell’alterazione della tradizione primordiale.
    Così anche per il risveglio della coscienza non va compresa sulla base di quei misteri residui degenerescenti, vedi soggettività a tutti i costi-ma delle forme in cui essa si mantenne in modo attivo e luminoso, forme che corrispondono alla realtà regale e virtuosa del Mondo della Tradizione: Cioè L'iniziazione Reale e dif atto, solo questa, a mio modesto parere può portare ad un radicale cambiamento che è insito nel concetto di risveglio.
    93/93


    in risposta a: La Kabbalah -che ne pensate?- #14423

    Gaon
    Partecipante

    93. La kabalah ha molte faccie..vi riporto un articolo che ho scritto tempo fà magari è utile:

    Sia le scienze esatte come la matematica che la Kabbalah utilizzano i simboli per le loro operazioni di definizione poiché la Simbologia è il rapporto tra i “piani di realtà” Idea-simbolo-segno( oggetto-immaggine-espressione)

    Una parola o un Immagine è simbolo quando implica qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio e immediato, essa possiede un aspetto più ampio inconscio; Quando la mente esplora il simbolo essa viene portata a contatto con idee che stanno al di là della capacità razionali.

    “Cercare di risalire alle origini di determinate forme simboliche e di comprendere il significato più riposto di esse è un tentare di capire il più difficile segreto del modo in cui il nostro intelletto opera, ed è anche un lento scoprire che l'universalità del simbolo, presente nelle cose della natura e nelle leggi della creazione, ha certamente « un'origine non umana “
    afferma il R.Guenon ” nel Simboli della Scienza sacra

    Questa particolare ricerca, anche se può sembrare estranea alla mentalità odierna, è da considerare sempre la più nobile che l'uomo possa effettuare, giacché si propone una sola meta: la Verità.

    Ma perché l'uomo ha necessita di codificare la realtà con dette simbologie? E' una caratteristica prettamente umana quella di ragionare per analogie e metafore. Cosi alcuni oggetti vengono presi in considerazione per rappresentarne altri; Dopo essersi espresso con simboli convenzionali, che condensavano in pittogrammi il loro significato, l'uomo, li ha resi sempre più complessi trasmutandoli in simboli concettuali, fino ad esprimere con loro interi sistemi filosofici, religiosi o scientifici.
    Così, dalle primitive forme semplici come a croce, la piramide, il cerchio, il quadrato scaturiscono le categorie dei simboli più complessi, che ricorrano frequentemente negli studi ideologici, come il sole, la luna, la stella, il labirinto, la spirale, l'albero, la montagna sacra, la torre, ecc. fino ai numeri veri e propri.

    Dall'atteggiamento metaforico della fantasia umana il semplice segno viene elaborato perché
    assuma tutta una serie di significati e diventi un simbolo.
    Un segno in grado di esprimere efficacemente in un contesto un simbolo ne assume in qualche
    modo il potere, diventa potente a sua volta e in grado di penetrare perfettamente il contesto.
    Nello stesso modo in cui una parola assume un significato nell'ambito di una frase, i simboli/segni assumono i propri significati nel contesto degli altri simboli ai quali vengono associati.
    Il segno quindi rispondeva all'esigenza di costruire un sistema di significati che l'uomo conferisce all'esperienza immediata nel tentativo di dare un senso al linguaggio-codice del mondo in cui vive.

    Risalire all'origine dell'alfabeto è percorrere a ritroso il cammino dell'umanità fino a quella che si definì “la Lingua Madre”:
    Questa probabilmente è il “cifrario matematico- geometrico comune” a cui anche Agrippa lavorò sulla corrispondenza e riduzione delle lettere coi segni celesti e con i pianeti espressi in simboli da tutti i popoli della Terra; ed è sempre Agrippa a rivelare che “I caratteri propri e diversi della scrittura non furono stabiliti dalla mente umana ma dall'intervento divino”
    C.Agrippa Filosofia Occulta:
    “Il connubio straordinario fra simboli, miti, numeri e lettere, di cui l'uomo è padrone anche se non in modo chiaro appare evidente e misterioso al tempo stesso, cos' come sono misteriche l'origine dell'I-King e della scrittura ogamica “sicuramente legati alla divinazione delle cose del passato e del futuro.”Agrippa
    T
    utti i sistemi come quello ebraico correlarono le lettere dell'alfabeto ai numeri e ai simboli
    geometrico-cosmologici i quali con lo scorrere del tempo, persero il loro significato evocativo e
    prodigioso a favore di una funzionalità e di una grafia avente il solo scopo di comunicazione tra uomini.
    Non è errato dunque considerare la scrittura sopraggiunta già quando la parola perse la sua
    primitiva efficacia e sia nata anche per “incapsulare lo spirito”, infatti originariamente la parola aveva un potere evocativo il quale col pronunciare un nome divino scatenava tutto il potere rinchiuso in quel dio evocato.

    Linguaggio e mito si fondono insieme nella grande sintesi di un immagine teoretica del Mondo, ma si può dedurre che questo processo sia stato un processo lento e graduale, ed il passaggio dalla pittura alla grafia avvenne più per motivi religiosi che di “mercato”.
    Lo stesso significato aveva la parola hieroglyphika greca, nel senso di “segni sacri” atte a
    nascondere una verità potente.

    Sia per gli ebrei che per gli arabi il nome di dio J H V h e AL LA h non sono che una
    determinazione quaternari dell'Unità che la gnosi mette in relazione alle lettere del Nome.

    Una parte del cabalismo arriva a sostenere che il nome di un oggetto diventa la sua essenza.
    Quindi concludendo queste prima fase si può ben dire che:

    “ Sia la Kabbalah che le scienze esatte come la matematica, la fisica o la chimica utilizzano lo stesso metodo ovvero la Simbologia”.

    Cos'è la Kabbalah?
    Sebbene le sue origini siano radicate nell'antichità più profonda, dal tempo dell'antica Babilonia, la scienza della Kabbalah è rimasta nascosta all'umanità dal momento in cui apparve più di quattromila anni fa.
    Celebri scienziati e filosofi di molti paesi, come Newton, Leibniz e Pico della Mirandola, hanno
    indagato e cercato di capire la scienza della Kabbalah. Comunque, oggigiorno solo pochi sanno cosa sia realmente la Kabbalah.

    Il Kabbalista Yehuda Ashlag definisce la Kabbalah nel suo articolo L'Essenza della Saggezza della Kabbalah nel seguente modo:
    “Questa saggezza non è né più né meno che una sequenza di radici che discende nel modo di causa ed effetto attraverso delle leggi determinate e assolute che si congiungono e tendono ad un solo obiettivo molto elevato che viene descritto come:

    “la rivelazione della Divinità alle Sue creature in questo mondo”.

    Questa è la fisica dei Mondi Superiori, che descrive le leggi e le forze che governano l'universo nel regno spirituale.

    Il nome Kabbalah significa Ricezione, cioè “dalla bocca all'orecchio”, si tratta cioè di un insegnamento che fu trasmesso oralmente dal maestro al discepolo. Solo circa nel dodicesimo secolo parte di esso venne posto per iscritto e anche allora fu molto poco definito.

    Comunque, sebbene la Tradizione abbia accolto acque da molte strane fonti, il nucleo dei suoi insegnamenti è organizzato attorno a questo potente glifo dell'Albero della Vita.
    “L'Albero in realtà non è altro che un meraviglioso sistema di riferimento”

    Studiando il diagramma dell'Albero, vedremo che vi sono dieci cerchi uniti insieme da ventidue linee secondo determinati moduli; i cerchi e le linee formano le trentadue Vie della Sapienza Eterna. I circoli o Sephiroth , come vengono chiamati, rappresentano i poteri e le forze dell'universo e anche i punti in cui la coscienza individuale giunge in contatto con tali forze. Le linee che li uniscono, solitamente note come «Vie », rappresentano il mondo soggettivo interiore di coscienza. Questo concetto della terra come essere vivente potrà stupirci, poiché siamo cosi abituati a considerarla come una sfera inerte di minerali in orbita intorno al sole, che ogni idea di spiriti planetari è stata relegata nel passato superstizioso della razza. Ma la scienza integrale esoterica insegna che nulla nell'universo è «morto », in ogni luogo esiste la vita, dal più piccolo atomo alla più grande stella. Del resto la vita non è mai assente, essa colma anche i vuoti fra gli atomi. In realtà, secondo i nostri insegnamenti, tutta la manifestazione non è altro che l'attività dell'Unica Vita. A questo proposito ci scostiamo da quanti pensano che la creazione sia un qualcosa di distaccato dalla sua causa. (Yeats Butlet)

    Il cabalista intraprende il lavoro formulando un simbolo concreto che l’occhio può vedere e lascia che questo rappresenti la realtà che nessuna mente non addestrata può fare, ed è esattamente lo stesso principio dell’algebra……il simbolo precede la spiegazione e lascia adito all’interpretazione di piani differenti di realtà, non è l’universo una forma pensiero proiettata dalla mente di Dio? Poiché ogni simbolo, lettera, numero sull’Albero della Vita rappresenta una forza o un fattore cosmico.(Djon Fortune Cabala Mistica)

    Spero possa valere da spunto
    93/93


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