Tillandsias

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  • in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88514

    Tillandsias
    Partecipante

    Disastro ambientale in Ungheria

    [u]Fuoriusciti 1 mln metri cubi materiale di fango tossico da un impianto industriale.
    [/u]

    05 ottobre – BUDAPEST – Circa un milione metri cubi di fango rosso corrosivo sono fuorusciti dal deposito all'aperto dell'impianto di produzione di alluminio presso Ajkai, nell'Ungheria occidentale, secondo i calcoli di esperti. La fuoriuscita ha provocato un disastro ambientale con almeno quattro morti e oltre 120 feriti. Almeno 7 i dispersi.

    Il sottosegretario all'ambiente Zoltan Illes ha fatto sospendere la produzione dello stabilimento della societa' Mal, gestore del deposito, per sospette irregolarita'. Il materiale contenuto nel deposito era troppo. I lavori di riparazione dureranno mesi, il danno complessivo potrebbe aggirarsi sui dieci miliardi di fiorini (37 milioni di euro).

    Il problema principale dei fanghi che hanno provocato la strage in Ungheria e' la loro basicita', che li rende fortemente corrosivi. Lo afferma Giuseppe Spagnoli, esperto di sicurezza del lavoro ed ex dirigente dell'Ispesl.

    ''A differenza delle sostanze acide – spiega Spagnoli – quelle molto basiche non sprigionano gas pericolosi, a meno che non siano scaldate ad alte temperature, ma sono molto pericolose per contatto, perche' sono in grado di corrodere le sostanze organiche''.

    Secondo l'esperto un'esposizione eccessiva puo' portare anche alla morte:''Se il contatto e' prolungato e su una grande superficie, o se si inalano le sostanze, si puo' arrivare alla morte – continua – le ustioni da sostanze basiche si trattano con acidi organici deboli, come l'acido acetico, perche' se si usano acidi forti si da' luogo a una reazione fortemente esotermica, cioe' che produce molto calore, che a sua volta puo' essere dannosa per l'organismo''. Lo stesso sistema si deve usare anche per neutralizzare i fanghi: ''I fanghi vanno trattati con acidi deboli, e gli operatori devono trattarli con le adeguate protezioni, guanti e mascherine, per evitare il contatto''.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2010/10/05/visualizza_new.html_1755711881.html]ANSA[/link]


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88512

    Tillandsias
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    Clima: mutamenti proseguono nonostante impegni

    [u]Ghiacciaio piemontese Ciardoney perde un metro spessore[/u]

    BOLZANO – “Entro il 2020 il nostro Paese conta di coprire con le fonti energetiche rinnovabili il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni europee, ma nonostante gli sforzi degli stati membri per utilizzare energia da fonti rinnovabili, i cambiamenti climatici continuano imperterriti”. Lo ha detto il presidente della Società Meteorologica Italiana Luca Mercalli.

    Presentando la fiera Climaenergy di Bolzano, Mercalli ha detto che da quanto emerge dalle statistiche, l'estate del 2010 si posiziona in Italia al 14/o posto come estate più calda dal 1800: “Il ghiacciaio Ciardoney nel parco piemontese del Gran Paradiso – ha aggiunto – ha perso quest'anno un metro di spessore. Un dato meno grave rispetto agli anni più caldi che abbiamo avuto recentemente (nel 2003, per esempio, lo spessore si era ridotto di 3 metri), ma comunque un dato sempre preoccupante”. La fiera specializzata Klimaenergy di Bolzano si terrà dal 23 al 25 settembre. Vi si daranno apuntamento responsabili per lo sviluppo economico, ricercatori, amministrazioni pubbliche e aziende che operano nel settore delle rinnovabili per esaminare gli ultimi sviluppi delle tecniche di risparmio energetico.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2010/09/16/visualizza_new.html_1763005847.html]ANSA[/link]


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88510

    Tillandsias
    Partecipante

    [quote1284029223=kingofpop]
    ma fatela finita co ste cose vergognose…basta strade basta edifici lasciate in pace la natura che palle
    [/quote1284029223]
    Viene subordinata la sopravvivenza degli esseri animali al Dio denaro.

    Maledetti…


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88508

    Tillandsias
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    Una strada “taglia” Serengeti
    rischia l'ecosistema parco

    [u]Il governo della Tanzania ha in programma la realizzazione di un'arteria commerciale che dividerà in due il santuario naturale. Che con il vicino Masai Mara è fondamentale per la sopravvivenza di zebre, gnu, elefanti. A rischio uno degli ambienti più ricchi del pianeta. Ma un'alternativa esiste[/u]

    LA REPUBBLICA (06/09/2010) – IL PARCO del Serengeti, in Tanzania, è senza dubbio uno dei luoghi più conosciuti d'Africa. Anche per chi non è stato mai da quelle parti. Perché i documentari ci hanno più volte presentato la spettacolare migrazione di oltre un milione di gnu e di zebre che avviene annualmente in quella “pianura sconfinata” – questo il significato della parola “serengeti” in lingua masai – fra le praterie del sud e il Masai Mara. Ed è in quel parco che vi si trovano, tra l'altro, i “big five”, i 5 grandi animali d'Africa, l'elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo. Ora, secondo un comunicato del Parco Nazionale della Tanzania, il governo del Paese ha pianificato la costruzione di una strada commerciale che taglierà letteralmente in due l'intero Parco.

    “Non c'è dubbio – spiega Christof Schenck, direttore della Frankfurt Zoological Society – che per il Paese è un'infrastruttura che potrebbe sviluppare notevolmente i mercati tra gli agricoltori e gli allevatori, permettendo un veloce trasferimento di raccolti e di animali domestici da un luogo all'altro della Tanzania”. Il tracciato della strada infatti collegherà il più velocemente possibile molti centri che circondano il Serengeti, tra cui città importanti dell'Africa orientale come Mombasa, Dar es Salaam o Tanga con i Paesi del Centrafrica. Ma, spiega ancora Schenck, “avrà anche effetti disastrosi sull'intero ecosistema dell'area”.

    La zona a nord del Serengeti infatti e l'adiacente Masai Mara sono fondamentali per la sopravvivenza delle zebre e degli gnu, verso le quali migrano durante la stagione secca, poiché assicurano loro acqua tutto l'anno. Secondo dati della Frankfurt Zoological Society risulta che se a quegli animali venissero sottratte le aree in questione il numero degli esemplari passerebbe dal milione e 300 mila di oggi a circa 200.000, un collasso. Sempre secondo la Società tedesca sono molte le strade del mondo che, per puri scopi commerciali, hanno tagliato in due ecosistemi particolari provocando conseguenze in certi casi catastrofiche. In Canada, ad esempio, la migrazione delle alci nel Banff National Park è stata profondamente compromessa proprio a causa di una strada che ha attraversato il Parco stesso.

    “Se la strada africana diverrà importante, come è destinata ad esserlo, saranno centinaia i camion pesanti che attraverseranno il Serengeti ogni giorno e questo procurerà incidenti con la fauna selvaggia del luogo. E la morte anche di un solo adulto femmina di leopardo, ad esempio, può avere ricadute importanti – continua Schenck – visto che questo animale soffre di una mortalità del 90% dei propri piccoli, che sta già provocando una forte riduzione della popolazione”. Il rischio è che gli animali si allontanino sempre di più dalle aree del nord; zebre e gnu, fino agli elefanti che non riusciranno più a raggiungere le uniche aree umide dell'area durante la stagione secca e questo significherà la loro fine.

    Ma c'è anche il rischio che la realizzazione della strada porti con sé malattie e piante infestanti. Bastano pochi semi caduti dai mezzi di trasporto per diffondere pollini che entrano in concorrenza con quelli autoctoni, fino a determinarne la scomparsa. E, non ultimo, strade a veloce percorrenza possono rappresentare un richiamo per i bracconieri.

    Un'alternativa esiste. Spiega Markus Borner, direttore del FZC Africa Programme: “E' una strada che potrebbe passare a sud del Parco, e permetterebbe di mettere in contatto una popolazione sette volte superiore rispetto alla progettata strada del nord”. La valenza economica, dunque, sarebbe simile. Ma rispetterebbe un santuario naturale ancora – quasi – intatto e luogo unico per la biodiversità che ospita.

    Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/06/news/serengeti-6699721/]La Repubblica[/link]


    in risposta a: INTERNET ADDIO? P2P ADDIO? WEB ADDIO? #79631

    Tillandsias
    Partecipante

    [u]Canzone Kunta Kinte – Silvestri Daniele[/u]

    Quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Conto quanti anelli mi dividono
    Dai piedi di quelli avanti che mi guidano
    Vedi sono quanti quelli che mi legano
    Agli altrettanti piedi che mi seguono
    Riconoscendo il nesso matematico
    Calibro il passo giusto in modo
    Pratico
    Prima più lento e poi recupero
    Rapido accelero
    Valuto il vincolo fisico
    Il ritmo equidistante tra il minimo
    E il massimo
    Centro nevralgico punto di transito
    Tramite il flusso di dati
    Comunico e quindi mi libero
    conto quanti passi si ripetono
    Quanti bassi sotto si propagano
    Vedi sono tanti quanti se ne sentono
    Solo a ricordarli
    E' già salito il numero
    Riconoscendo il fatto come epico
    Calibro il gesto giusto in modo
    Clinico
    Prima più lento e poi recupero
    Prima c'e' il vento e dopo arrivano
    Sono il primo io e sono l'ultimo
    Sono il primo io e sono l'ultimo
    Fatto tipico oggetto civico
    Matematico perciò
    Parole su parole su milioni di parole
    Come uccelli che si scontrano
    Misi moltiplicano
    Conto quanto kunta kinte
    min quanto kunta kinte canto
    quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    [u]L'unico miracolo politico[/u]
    Riuscito in questo secolo
    E' avere
    fatto in modo
    Che [u]gli schiavi si parlassero[/u],
    Si assomigliassero
    Perché cosi' faceva comodo
    Per il mercato unico e libero
    [u]Pero' cosi' succede che gli schiavi
    Si conoscono si riconoscono
    Magari poi riconoscendosi succede che
    Gli schiavi si organizzano[/u]
    Mise si contano allora vincono
    Catene di catene su catene
    Di milioni di catene
    [u]Come fili di un lunghissimo telefono[/u]
    Com'e' ridicolo,
    Pieno di traffico
    E nessunissimo bisogno di semaforo

    Sulla mia schiena
    E' stato tatuato un numero
    La mia catena
    E' come un filo del telefono
    La mia condanna
    E' che semi fermo mi uccidono
    La mia fortuna
    E' che sto camminando in circolo
    Sono il primo io e sono l'ultimo
    Sono il primo io e sono l'ultimo
    Fatto tipico oggetto civico
    Matematico perciò
    Parole su parole su milioni di parole
    Come uccelli che si scontrano
    Misi moltiplicano
    Conto quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Quanto quanto
    Kunta kinte
    Kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Ah
    Quanto canto
    Kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto
    Quanto kunta kinte
    E quanto kunta kinte canto


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88482

    Tillandsias
    Partecipante

    Ma quante notizie negative… povero pianeta… non ce lo meritiamo!


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88481

    Tillandsias
    Partecipante

    Pinguini, 10 specie su 18 a rischio
    Potrebbero sparire gia' entro secolo, a causa cambiamenti clima

    (ANSA) – ROMA, 3 SET – Dieci delle 18 specie di pinguini nel mondo rischiano seriamente l'estinzione, alcune potrebbero sparire gia' entro la fine del secolo. Molte sono le minacce alla vita dei pinguini che abitano l'Antartico, dicono gli esperti alla International Penguin Conference di Boston: carenza di cibo, causata dai cambiamenti climatici e dall'eccesso di pesca e il petrolio che inquina le acque. I pinguini delle Galapagos, per esempio, trovano meno pesce a causa delle correnti oceaniche modificate.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/09/03/visualizza_new.html_1787140553.htmll]ANSA[/link]


    in risposta a: Dio non è necessario? #36369

    Tillandsias
    Partecipante

    Se ci credi, Dio esiste.
    Se non ci credi, Dio non esiste.

    Comunque, che esista o che non esista l'importante è comportarsi bene…


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88505

    Tillandsias
    Partecipante

    Il disastro del fiume Tiete

    L'inquinamento ha letteralmente cambiato i connotati ambientali del fiume Tiete a Pirapora Do Bom Jesus in Brasile. La schiuma ha coperto la superficie a causa degli scarichi industriali e, soprattutto, della siccità che ha colpito l'intera zona. La peggiore, secondo gli esperti, dal 1943.

    Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/03/foto/il_disastro-6730317/1/]La Repubblica[/link]

    Le foto pubblicate nell'articolo sono davvero da brividi…


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88504

    Tillandsias
    Partecipante

    Usa: sfiorata nuova marea nera

    [u]Esplode altra piattaforma nel Golfo, ne' vittime ne' perdite[/u]

    (ANSA) – WASHINGTON, 3 SET – Incubo marea nera solo sfiorato.

    Un'altra piattaforma petrolifera è esplosa nel Golfo,ma stavolta non ci sono ne' vittime ne' perdite. In serata la Guardia Costiera ha reso noto che l'allarme al largo della Louisiana era rientrato:”L'incendio è spento,non si segnalano perdite”. E in Italia il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo ha detto che il nuovo incidente “conferma l'esigenza” di “più stringenti regole a livello internazionale”, mettendo in evidenza la situazione nel Mediterraneo.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/09/03/visualizza_new.html_1787226170.html]ANSA[/link]



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