Tillandsias

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  • in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88503

    Tillandsias
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    La caccia dei delfini

    02 Settembre 2010 – Un'immagine della caccia ai delfini scattata a Taiji, in Giappone, dove ogni anno si svolge questo tipo di attività dei pescatori locali

    Fonte: [link=http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/index_20100902.shtml]Corriere della Sera[/link]


    Questo scempio si ripete oramai ogni anno, e si stima che circa 23mila piccoli cetacei vengono braccati e crudelmente uccisi.
    Ma forse qualcosa sta per cambiare:
    – nel [u]2005[/u] la LAV denunciò la cosa rendendo pubblico un filmato che scosse l'opinione pubblica (leggi l'articolo su [link=http://www.unimondo.org/Notizie/Giappone-apre-la-caccia-ai-delfini.-video-shock]UniMondo[/link]);
    – nel [u]2008[/u] ci fu una vasta mobilitazione contro questa barbara pratica (leggi l'articolo [link=http://rivoltakulturale.blogspot.com/2008/09/caccia-ai-delfini-il-mondo-si-mobilita.html]'Caccia ai delfini, il mondo si mobilita' su Rivolta Kulturale[/link]);
    – nel [u]2009[/u] nella cittadina giapponese si verificarono scontri fra i sostenitori della causa animalista e i pescatori della città (leggi l'articolo [link=http://www.corriere.it/animali/09_settembre_12/baia_taiji_mattanza_delfini_balene_bead095e-9fb1-11de-962b-00144f02aabc.shtml?fr=correlati]'Il mare rosso sangue di Taiji, film e realtà' su Corriere della Sera[/link]).

    Qust'anno è arrivato un grande successo per chi lotta affinchè cessino queste barbare pratcihe: il documentario 'The Cove', pellicola che documenta la mattanza che avviene annualmente in Giappone e che è stata realizzata grazie a riprese «rubate» dopo giorni di appostamenti minuziosi, è stato premiato come miglior documentario nella notte degli oscar (leggi l'articolo [link=http://www.corriere.it/animali/10_marzo_08/the-cove-vince-oscar-proteste-taiji-giappone-mattanza-delfini_01f6e4d4-2aa2-11df-8ae4-00144f02aabe.shtml]'Oscar a «The Cove», il Giappone protesta' su Corriere della Sera[/link]). Il sindaco della piccola cittadina giapponese ha dichiarato: «Sono dispiaciuto per i pescatori che vivono della caccia ai delfini. Quella pellicola è un vero film, non corrisponde davvero alla realtà» dando ampia dimostrazione della sua coscienza ecologista.

    Speriamo davvero che si arrivi ad una regolamentazione di questo tipo di pesca.


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88501

    Tillandsias
    Partecipante

    [quote1283432069=farfalla5]
    In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali.
    [/quote1283432069]

    BASTARDI BASTARDI BASTARDI !!!!


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88499

    Tillandsias
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    Non è proprio in tema, ma vorrei segnalarvi questa ennesima dimostrazione di bastardaggine data dall'essere umano.

    Thailandia, la tigre 'viaggia' in valigia

    L'hanno trovato al check in, poco prima del volo. Sonnecchiava beato, a causa del sonnifero, tra calzini, mutande e t-shirt nel voluminoso bagaglio di una signora diretta in Iran. A prima vista era sembrato un gatto, ma a una seconda occhiata è parso chiaro agli ufficiali della dogana dell'aeroporto di Bangkok che dentro la valigia c'era un cucciolo di tigre

    Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/08/28/foto/thailandia_la_tigre_viaggia_in_valigia-6570409/1/]La Repubblica[/link]

    Le foto, se volete, guardatele direttamente dalla pagina dell'articolo: data la crudeltà delle immagini proposte credo sia preferibile che ci vada solo chi se la sente.


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88498

    Tillandsias
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    A 10 anni dalla tragedia Kursk Artico, polveriera nucleare

    [u]Il 12 agosto del 2000 l'esplosione nel sommergibile atomico in cui persero la vita 118 marinai russi. I reattori ancora abbandonati in un deposito all'aperto in attesa di stoccaggio. E il passaggio di Nord Est, rotta sempre più battuta dal traffico commerciale, è disseminato di relitti potenzialmente pericolosi.[/u]

    Sono passati dieci anni da quando il sommergibile nucleare russo Kursk affondò durante una manovra militare 1a seguito di una esplosione. Alla prima esplosione ne seguirono altre, percepite sia da navi militari russe coinvolte nella stessa operazione che da un sommergibile statunitense, nei paraggi per “spiare” l'esercitazione. Persero la vita tutti i 118 marinai a bordo, abbandonati nel relitto a 110 metri di profondità nel Mare di Barents, non lontano dalle coste norvegesi. Un anno dopo una compagnia olandese recuperò il relitto e lo trasportò in una officina militare nel porto di Murmansk, nella penisola di Kola, per essere smantellato. I due reattori nucleari del sommergibile (miracolosamente intatti dopo le esplosioni) furono sistemati in un deposito all'aperto, dove giacciono ancora insieme ad altri 40 reattori nucleari abbandonati da decenni in attesa di una sistemazione sicura. Che per ora non esiste, e che solleva timori sul futuro di queste ed altre scorie “temporaneamente” posteggiate lungo le coste siberiane e nei mari artici.

    Spazzatura nucleare. Il passaggio di Nord Est, che unisce la Scandinavia ai porti asiatici orientali, nasconde però altre sorprese. Il 21 luglio le autorità russe hanno dato il via a una ispezione delle coste siberiane in cerca di scorie radioattive, relitti di navigli nucleari e altri “oggetti potenzialmente pericolosi” disseminati lungo la rotta. Una nave specializzata sta scandagliando i fondali da Arkhangelsk fino alla regione Chukotka (nei pressi dello stretto di Bering). Solo nei pressi dell'isola di Novaya Zemla “sono sepolti molti oggetti contenenti materiali radioattivi, incluso il reattore della prima rompighiaccio nucleare della storia, la Lenin”, spiega Maksim Vladimirov, del Ministero della Difesa, in una intervista alla agenzia stampa RIA Novosti. Intanto altri sette reattori di altrettanti sommergibili dismessi sono stati inviati nella baia di Saida, non lontano da Murmansk. Si affiancheranno ai già 40 container stoccati in un deposito di cemento (costruito grazie a un finanziamento tedesco di 150 milioni di euro). Sono però ancora 50 quelli in attesa di essere sigillati e spediti nel deposito, mentre fonti norvegesi affermano che decine di reattori giacciono ancora su boe galleggianti ormeggiate nella baia: un rischio altissimo per l'ambiente marino.

    Ma la Russia sembra non avere sotto pieno controllo il destino delle proprie scorie radioattive. In maggio un blogger russo ha diffuso la notizia dell'affondamento di una nave che aveva per anni trasportato residui nucleari lungo le coste siberiane. La Severka era ridotta a un rottame quando è colata a picco nel porto di Aleksandrovsk. Il blogger commentava: “Ora mi chiedo cosa ci aspetta in futuro”. La notizia è stata tenuta nascosta alle autorità norvegesi, nonostante tra i due Paesi esista un reciproco accordo che prevede la notifica di incidenti che coinvolgano diffusione in zone di confine di materiali radioattivi.

    I piani nucleari russi comunque procedono. A giugno è stata varata la prima centrale nucleare galleggiante. Un colossale impianto che sarà operativo nelle acque territoriali artiche entro la fine del 2012.

    Un mare sempre più sfruttato. Oltre al traffico marittimo a rischio, nell'Artico sembra destinato ad aumentare però anche lo sfruttamento dei fondali, soprattutto per la esplorazione di giacimenti di gas e petrolio. Le compagnie petrolifere hanno già speso 5 miliardi di euro da quando i fondali nel mare di Barents sono stati aperti alla esplorazioni. Secondo il quotidiano norvegese Dagens Næringsliv sono state già compiute 83 trivellazioni. Malgrado fino ad oggi quel settore non abbia dato i frutti sperati, le compagnie (tra cui Statoil, Gaz de France e l'italiana Eni) intendono intensificare le prospezioni. Statoil ed Eni in particolare hanno deciso di cominciare nuove esplorazioni in un settore marino a 80 chilometri dalla costa norvegese. Decisione che ha innescato la rivolta degli ambientalisti della Ong Friends of the Earth, che temono una seconda Deepwater Horizon. Secondo il leader norvegese della Ong Lars Haltbrekken, le compagnie non hanno imparato nulla dal disastro della BP: “Tutte le valutazioni di impatto ambientale di Eni sono datate e non includono l'esperienza del Golfo del Messico”.

    La banchisa polare si riduce a causa del cambiamento climatico, e il Passaggio di Nordest è sempre più trafficato da petroliere e altre imbarcazioni commerciali. Proprio questo luglio una nave norvegese da trasporto carica di minerali di ferro è salpata da Kirkenes in Norvegia con l'intento di percorrere la rotta circumpolare. È la prima volta che le autorità russe permettono a una nave commerciale straniera di compiere questa rotta. Un esperimento per valutare il possibile incremento del traffico internazionale lungo il passaggio. Malgrado i timori per l'ambiente artico rimangano, le autorità russe hanno promesso ingenti investimenti per migliorare la sicurezza delle acque artiche.

    Fonte: [link=http://www.repubblica.it/ambiente/2010/08/12/news/kursk_artico_nucleare-6241655/]La Repubblica[/link]


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88496

    Tillandsias
    Partecipante

    Atlantico, emersa un'altra isola di rifiuti di plastica

    [u]Gli scienziati continuano a rintracciare nuove discariche fluttuanti[/u]

    ROMA – Siamo sommersi di plastica e i nostri rifiuti stanno ''affogando'' gli oceani, prima il Pacifico, poi l'Atlantico, ecco che, spedizione dopo spedizione, gli scienziati rintracciano nuove discariche di plastica fluttuanti, prodotte dall'insensatezza dell'uomo.

    Stavolta i rifiuti sono stati 'pescati' nell'Oceano Atlantico del Nord: uno studio pubblicato sulla rivista Science durato 22 anni, infatti, ha contato qualcosa come 64.000 pezzi di plastica raccolti annualmente nel corso dello studio, in 6100 stazioni di campionamento.

    Le concentrazioni piu' elevate di plastica sono state trovate in una regione posta a 32 gradi Nord di latitudine, in pratica all'altezza di Atlanta, in Georgia, e si estendono dai 22 ai 38 gradi Nord di latitudine.

    Lo studio e' stato condotto dal gruppo Sea Education Association (SEA), Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) e della University of Hawaii, coordinato da Kara Lavender Law che attraverso simulazioni della circolazione delle acque oceaniche ha anche decifrato l''enigma' dietro la formazione di queste isole: e' un problema di correnti che fanno convergere i rifiuti tutti in una zona ristretta.

    Ma non tutto e' chiaro agli scienziati, infatti, in 22 anni (dal 1986 al 2008) il contenuto di questa enorme pattumiera fluttuante nell'Atlantico del Nord non e' aumentato in modo significativo, nonostante sia cresciuto invece lo smaltimento di plastica, che quindi forse si trova chissa' dove in altri ''lidi'', oppure e' affondata nelle profondita' oceaniche.

    Gli esperti si sono mossi per anni nell'Atlentico del Nord e nel Mar dei Caraibi usando delle reti fittissime per raccogliere i rifiuti, e gia' all'inizio di quest'anno avevano cominciato a divulgare dati del loro studio pluriennale. Alcune anticipazioni sono state date dalla stessa Lavender Law nel corso dell'Ocean Science Meeting di Portland, tenutosi lo scorso febbraio. In quell'occasione i ricercatori dissero che la densita' massima di plastica riscontrata e' di 200 mila frammenti per chilometro quadrato, pari cioe' alla densita' riscontrata nel Pacifico centrale, ovvero nella 'grande pattumiera' tra California e Hawaii, una discarica fluttuante di dimensioni pari a due volte il Texas. Sulle pagine di Science, ora, i ricercatori forniscono ulteriori dettagli parlando di una zona all'altezza di Atlanta come della parte piu' 'infestata' dalla plastica.

    Secondo i loro calcoli al computer la plastica si concentra in quei punti per effetto di correnti oceaniche convergenti. Ma non e' tutto, di fatto i conti non tornano, perche' i ricercatori hanno visto che i depositi di plastica non sono cresciuti molto nel tempo, eppure noi abbiamo usato negli ultimi decenni sempre piu' plastica. Dov'e' finita dunque quella non trovata nelle pattumiere oceaniche? Le ipotesi avanzate sono molte: o semplicemente e' li' negli oceani ma resta 'invisibile' perche' ridotta in frammenti troppo piccoli per essere raccolti dalle reti; oppure e' affondata o ancora e' diventata 'pappa' per gli abitanti di quei luoghi.

    In ogni caso non c'e' da star troppo tranquilli, tanto piu' che uno studio recente, di Katsuhiko Saido dell'universita' Nihon a Chiba, ha dimostrato che la plastica, lungi dall'essere indistruttibile, si decompone in mare aperto per esposizione alle intemperie e lo fa velocemente rilasciando numerosi composti tossici, che sono assorbiti dagli 'inquilini oceanici', mettendo a rischio la loro vita e la capacita' riproduttiva.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/08/19/visualizza_new.html_1791817712.html]ANSA[/link]


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88494

    Tillandsias
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    Riscaldamento: auto più dannose di aerei

    [u]Navi amiche del pianeta, loro passaggio causa calo temperature[/u]

    Viaggiare in automobile fa più male al pianeta rispetto ai viaggi fatti in aereo. Lo ha stabilito un gruppo di ricerca internazionale che ha condotto uno studio sull'impatto dei trasporti sull'aumento delle temperature, pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology.

    “Gli spostamenti in macchina emettono una quantità di biossido di carbonio per passeggero-chilometro più alta rispetto ai viaggi in aereo – ha detto Jens Borken-Kleefeld, primo autore dello studio – . Dal momento che il biossido di carbonio rimane più a lungo nell'atmosfera rispetto ad altri gas, le auto hanno un impatto, sul lungo termine, più nocivo”.

    Gli aerei, però, non sono del tutto innocui e causano conseguenze sul clima soprattutto nel breve termine, anche se di durata inferiore a quelli causati dalle auto. Le navi, invece, secondo la ricerca, sono le migliori amiche dell'ambiente poiché provocano un surriscaldamento di 25 volte inferiore sul lungo termine, rispetto ad auto e aerei e, nel breve periodo, sono responsabili di un calo delle temperature.

    “Le navi emettono anidride solforosa, alla base della formazione delle particelle di solfato nell'atmosfera – ha precisato Jan Fuglestvedt, co-autore della ricerca – . Queste particelle causano una diminuzione delle temperature, poiché riflettono nello spazio le radiazioni solari”. Dai dati emerge anche che nei decenni immediatamente successivi alla spedizione via nave, questo effetto compensa il surriscaldamento.

    Fonte: [link=http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2010/08/26/visualizza_new.html_1789973677.html]ANSA
    http://ansa.it/webimages/foto_large/2010/8/22/0100822175215825_20100822.jpg
    [/link]


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88488

    Tillandsias
    Partecipante

    Esclusi rischi radioattivita', opposizione in piazza

    MOSCA – Niente radioattività, neppure nelle zone contaminate da Cernobyl, assicurano oggi le autorità russe nel giorno in cui l'opposizione annuncia una manifestazione di protesta davanti al municipio di Mosca per chiedere le dimissioni del sindaco Iuri Luzhkov, ma anche del premier Vladimir Putin e del suo governo. L'accusa è di aver gestito male e in ritardo l'emergenza caldo e incendi che da luglio stringe la Russia europea in una morsa terribile.

    Il Comune ha vietato l'iniziativa con il pretesto che nella piazza di fronte al municipio c'é un monumento storico, quello a Iuri Dolgoruki, il leggendario principe fondatore di Mosca. Intanto, migliora la situazione degli incendi: previsto per questa sera il rientro dei due Canadair italiani che per cinque giorni hanno operato nella zona del Volga. Il vice direttore del servizio meteo federale, Valeri Diadiushenko, ha intanto garantito che il livello di radioattività nel Paese non ha superato la norma con gli incendi boschivi, neppure nella regione più a rischio di Biansk, ai confini con l'Ucraina. E proprio dall'Ucraina arriva l'ultimo allarme: diverse torbiere sono in fiamme da lunedì su due ettari, 60 km a sud dalla centrale di Cernobyl, ma il ministero delle situazioni di emergenza assicura che la situazione “non presenta pericolo”.

    La fascia di sicurezza intorno alla centrale è di 60 km. Resta sotto controllo, ma tesa la situazione intorno al centro di ricerca nucleare militare di Sarov, 500 km a est di Mosca: il traffico ferroviario è stato interrotto per consentire l'arrivo e l'utilizzo di uno speciale treno cisterna con grandi quantità d'acqua e pompe potenti per spegnere i nuovi roghi. La capitale continua a vivere senza la nuvola di fumo e con valori di inquinamento nella norma, ma con temperature ancora tropicali, sopra i 30 gradi all'ombra, e una forte carenza di ossigeno (3,7 volte al di sotto della soglia abituale).

    Diminuisce intanto, secondo il ministero delle Risorse Naturali, il numero complessivo dei roghi, passato da 578 a 545, ma gli incendi importanti sono saliti da 100 a 107, di cui 63 circoscritti. In totale, dall'inizio dell'estate, le fiamme hanno divorato 1,1 milioni di ettari di foreste. Oggi, inoltre, è previsto il rientro alla base di Samara dei due Canadair italiani inviati dalla protezione civile in Russia per lottare contro gli incendi. Lo ha reso noto il console onorario di Samara, Gianguido Breddo, riferendo dell'ordine ricevuto dal capomissione, maggiore Fabio Carnacchini. Ieri i due velivoli italiani, nel loro quinto giorno di attività, hanno messo in sicurezza la zona assegnata, intorno alla periferia della città di Togliatti, e del parco naturale di “Samarskaja Luka”, sul Volga.

    Fonte: [link=http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/08/09/visualizza_new.html_1879716059.html]ANSA[/link]


    in risposta a: Berlusconi dopo l'estate prepariamoci a elezioni #136113

    Tillandsias
    Partecipante

    [quote1281654809=NEGUE72]
    anche io talvolta lo trovo simpatico e divertente….
    bisogna ammetterlo è un comico nato!!!
    [/quote1281654809]
    Comico? Forse buffone è un termine più appropriato.

    Ogni volta che mi capita di guardarlo mi rendo conto di quanto questo paese sia proprio una …. hmmmmm…… lasciamo stare.


    in risposta a: Bianca e bionda. È figlia di due neri #136090

    Tillandsias
    Partecipante

    [quote1281030425=Richard]
    veniva ipotizzata la presenza di “effetto fantasma” del dna del partner bianco che la donna in questione aveva prima di quello attuale
    Quindi una informazione residua del dna del partner precedente avrebbe influenzato il dna del neonato seguente col partner nero
    [/quote1281030425]
    Mi sembra così poco scientifico…


    in risposta a: Notizie dal Pianeta – Cronaca di uno scempio #88486

    Tillandsias
    Partecipante

    [u]IN AZIONE NEL CAMPO OGM IN FRIULI[/u]

    30 Luglio 2010 – Abbiamo le prove di un secondo campo di mais OGM in Friuli. All'alba i nostri attivisti sono entrati nel campo – a Vivaro in provincia di Pordenone – e hanno tagliato, isolato e messo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione. Stiamo facendo quello che le autorità hanno rimandato per settimane.

    Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile: anche in questo campo il mais è fiorito e sta già disseminando il proprio polline sulle coltivazioni circostanti. Il tipo di mais OGM è precisamnete il MON810 brevettato dalla statunitense Monsanto.

    Questo è il secondo campo di mais transgenico che abbiamo identificato in pochi giorni. A questo punto non possiamo escludere che, oltre al campo di mais di Fanna identificato ieri, esistano anche altre coltivazioni di mais OGM in Friuli. È quanto mai necessario che la pubblica autorità provveda oggi stesso a isolare e distruggere entrambi i campi OGM di Fanna e Vivaro, e che inizi immediatamente una scrupolosa campagna di campionamenti e analisi a più ampio raggio.

    Fonte: [link=http://www.greenpeace.org/italy/news/ogm-friuli-azione]GreenPeace[/link]


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