Vino

Risposte al Forum Create

Stai vedendo 6 articoli - dal 1 a 6 (di 6 totali)
  • Autore
    Articoli
  • in risposta a: Fa che il tuo cibo sia la medicina… #57813

    Vino
    Partecipante

    Medico licenziato per aver raccontato alla trasmissione “lE IENE” di essere riuscita a far regredire un tumore al cervello già in metastasi ad un suo paziente con l' alimentazione vegan-crudista

    http://disinformazione.it/inquisizione_moderna.htm

    saluti Vito



    Vino
    Partecipante

    ORA LO CAPITE PERCHE' BERSANI VUOLE ABOLIRE IL CONTANTE?

    di Paolo Cardenà – L'Unione Europea, approvando il salvataggio delle banche cipriote, aveva preteso un prelievo forzoso (rapina) sui conti correnti dei cittadini di Cipro. Come noto, il prelievo sarebbe dovuto essere del 6.75% sulle somme inferiori ai 100 mila euro, e di quasi il 10% su quelle superiori a tale giacenza. Secondo le notizie che si apprendono, in quella sede, il FMI avrebbe chiesto addirittura una tassa del 40%, ma con franchigie più elevate.

    Tali misure sarebbero dovute essere approvare dal Parlamento cipriota, ma la libertà ha prevalso sull'oligarchia dei banchieri e sulla tirannia europeista. Il Parlamento cipriota ha respinto al mittente la proposta della tassa rapina, riaffermando la sovranità del popolo che, troppo spesso, in questa Europa, sembra sfuggire ai suoi gerarchi. Cipro ha avuto il coraggio di dissentire, e ha deciso che il suo popolo non debba essere vittima di un esproprio di quel genere per pagare il conto alle Banche tedesche esposte su quelle cipriote, guarda caso, per lo stesso importo del gettito preventivato di 5, 8 miliardi di euro. In un quadro del genere, in attesa di capire come evolverà la situazione cipriota, cerchiamo di comprendere cosa potrebbe accadere in Italia se dovessero esse introdotte misure di contrasto all'utilizzo del denaro contante.

    Ciò che sta accadendo a Cipro ci insegna una cosa molto semplice, ossia che il tabù dell'inviolabilità e del rispetto dei risparmi e dei sacrifici di una vita, almeno nel contesto dell'Europa meridionale, è stato violato, è stato abbattuto, definitivamente. A nulla possono valere eventuali rassicurazioni, smentite, o peggio, passi indietro. Le autorità europee si sono dimostrate del tutto inaffidabili. L'insegnamento che ci deriva dal caso Cipro, è che chi ha dei risparmi depositati presso qualsiasi banca dei Paesi in difficoltà, potrebbe rischiare di perderli, almeno in parte. Sarebbe perfino ingenuo pensare che l'esproprio potrebbe riguardare solo i conti correnti, poiché ogni genere di attività potrebbe essere colpita, più o meno pesantemente, anche se con differenti livelli di difficoltà. Difficoltà certamente ovviabili, se si intende ottenere un determinato risultato, che poi sarebbe quello di rendere solvibili banche e Stati.

    La linea di demarcazione tra debito e credito, di colpo, sembra essere divenuta più sottile, pallida, quasi inesistente. E' chiaro che al debito di un soggetto, corrisponde il credito di un'altro di un altro soggetto. E per rendere solvibile il debitore, non c'è nulla di più agevole che compensare posizioni a debito con quelle a credito. Ed il gioco è fatto: il debitore è stato reso solvibile e il creditore è stato espropriato. Bella l'economia di mercato, vero? Peccato che questo valga solo per le banche e per gli Stati; non per i cittadini comuni che poi sarebbero quelli a cui l'esproprio è rivolto.
    Nel contesto Italiano esiste una vulgata popolare, capeggiata da Bersani, secondo la quale, in nome della lotta all'evasione fiscale, si dovrebbe abbassare la soglia all'utilizzo del denaro contante, oppure eliminarlo del tutto.

    Questo, è addirittura riproposto in uno degli otto punti che dovrebbero essere quelli ispiratori l'azione del prossimo governo a guida Bersani (?). Tant'è che tra i provvedimenti da adottare, si legge: “Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale”. Tradotto significa: abbassamento della soglia di utilizzo del denaro contante (o completa eliminazione). Già in diversi articoli abbiamo trattato l'argomento e qui ci limitiamo solo ad esporre alcune considerazioni. Bersani pretende che il denaro contante sia depositato in banca. Ciò significa che chi ha uno stipendio, ad esempio, dovrà riceverlo obbligatoriamente in banca. Così come ogni sostanza contante, di cui si dispone, dovrà essere depositata in banca, e da lì spesa attraverso la moneta elettronica.

    Di colpo, grazie ad un atto normativo, il cittadino verrebbe privato, oltre che di questa forma di libertà, anche dell'unica forma di dissenso a sua disposizione nei confronti del sistema bancario. Per contro, le banche verrebbero graziate in quello che per loro costituisce il vero e proprio incubo: la corsa agli sportelli. A quel punto, essendo il denaro smaterializzato e sostituito con un algoritmo astratto e intangibile, ne deriva che se non esiste moneta contante da scambiare e da prelevare, viene meno anche il pericolo che la popolazione possa chiedere la restituzione di ciò che non esiste. E' evidente, e le banche festeggiano.

    Il sistema bancario deterrebbe in deposito la maggior parte della ricchezza del paese. Deterrebbe in custodia i vostri investimenti in titoli, azioni, obbligazioni, i preziosi custoditi in cassette di sicurezza, e ora anche il denaro che, obbligatoriamente, deve essere depositato sul conto corrente. Siccome le pretese impositive dello Stato si fondano su imponibili di cui lo Stato stesso ne dovrebbe conoscere le dimensioni e la collocazione, se ne deriva che lo Stato non potrebbe tassare ciò che non conosce, come ad esempio il denaro contante che voi custodite a casa, almeno fino a questo momento. Il pericolo è proprio quello di essere obbligati, tramite un provvedimento di legge, a privarsi dell'utilizzo del contante, per rendere la macchina coercitiva del fisco ancora più efficiente, funzionale, perfetta e micidiale.

    Tra poche settimane, le banche italiane dovranno trasmettere all'anagrafe tributaria tutte le movimentazioni dei nostri conti correnti. Lo stato, con un semplice click, potrà conoscere in tempo reale ogni vostra ricchezza: sia la sua collocazione, che la sua dimensione complessiva. Ricchezza incrementata, ovviamente, dai depositi di denaro contante che, oltre a far aumentare la base imponibile da colpire con un'eventuale imposizione patrimoniale, offre allo Stato la garanzia del buon esito della sua pretesa tributaria.
    Quindi, in questo caso, avrebbe a sua completa disposizione ogni forma di ricchezza, e potrebbe tassare, confiscare ed espropriare, ogni importo a suo piacimento, desiderio e necessità, sia per salvare chi tale ricchezza la detiene in deposito (le banche), sia per salvare se stesso e i privilegi del manipolo di gerarchi da un eventuale bancarotta.

    Anzi, questo pericolo è quantomai reale e percepibile al punto che lo stesso Bersani non nasconde affatto il desiderio di applicare un'imposta patrimoniale.
    Volete un esempio su cosa potrebbe fare lo stato con il vostro patrimonio? Bene, basta prendere ad esempio Cipro. La cosa più semplice da fare è proprio quella di aggredire il deposito sui conti correnti. Sono sostanze disponibili e quindi per definizione idonee ad essere immediatamente trasferite, dal conto corrente alle casse dello stato. E poi se lo Stato è fortunato e a voi vi dice male, sul conto corrente potrebbe anche trovare un saldo particolarmente elevato derivante dal mutuo che la vostra banca, magari, vi ha accreditato qualche giorno prima per comprare la vostra casa o finanziare la vostra attività. Quindi un “extragettito” per lo Stato, una maggiore rapina per voi, su dei patrimoni a debito che dovrete rimborsare alla banca.

    La cosa vi sorprende? Nel 1992, con la patrimoniale di Amato, è accaduto proprio questo. Aziende e famiglie di sono viste confiscare ricchezza su delle somme derivanti da un finanziamento concesso dalla banca e temporaneamente depositato sul conto corrente bancario. Vi sembra giusto?
    Volete un'altro esempio? Eccovi serviti. Bersani, ad esempio, come dicevamo, non nasconde affatto l'idea che sarebbe favorevole ad un'imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, intendendo per tali, quelli oltre 1.5 milioni di euro. A parte il fatto che egli non fornisce chiarimenti su cosa debba intendersi per patrimonio, ossia se si dovranno considerare beni immobili, mobili, investimenti, aziende ecc., come già dicevamo in un precedente articolo, il sospetto è che, quando si accorgeranno che il gettito derivante da un'imposizione patrimoniale a quei livelli sarà molto ridotto, probabilmente, abbasseranno di molto il livello di patrimonio dal quale far scattare l'imposizione al fine di aumentare la base imponibile.

    Solo per citare un esempio, qualora dovesse essere tassato il patrimonio immobiliare, non è detto che il contribuente abbia disponibili gli importi per adempiere all'obbligazione tributaria. Ecco quindi che il fisco potrebbe aggredire il conto corrente dove si detengono, per obbligo normativo, anche le risorse indispensabili per il sostentamento dei propri congiunti, lasciando a pancia vuota tutta la famiglia. Ma la carrellata di casi e gli aspetti inquietanti di una simile coercizione della libertà individuale è ancora lunga, fitta ,se non interminabile. Si potrebbe andare avanti per ore, ma non cambierebbe affatto il risultato.
    La banca, concludendo, diverrebbe una gigantesca camera di compensazione, ossia soggetto giuridico al servizio (più di quanto lo sia oggi) dello Stato per espropriare ricchezza: ossia il presente e il futuro di liberi ed onesti cittadini.


    in risposta a: La cura con l'olio fa miracoli. #61229

    Vino
    Partecipante

    Buongiorno a tutta la community,

    chiedo aiuto, qualcuno conosce un medico dentista igienista che risolve il problema della carie con otturazioni, con amalgama nel cui composto non siano previsti minerali pesanti, come il mercurio?

    Faccio questo appello perchè ho il sospetto che la mia allergia sia provocata proprio dalla otturazione fatta circa 14 anni; fino ad allora non ho mai avuto sintomi di allergie.
    Devo comunque dire che da quando ho cambiato alimentazione, più naturale, senza proteine animali il problema dell' allergia è migliorata ma non riesco a risolverla del tutto.

    saluti Vito



    Vino
    Partecipante

    Un’occasione d’oro
    venerdì, novembre 9, 2012 di Patrick Barron tradotto da Francesco Simoncelli

    La crisi del debito in Europa ha presentato alla Germania un’occasione unica per traghettare il mondo lontano dalla distruzione monetaria e dalle sue conseguenze di caos economico, disordine sociale e indicibile sofferenza umana. La causa della crisi del debito è un’errata interpretazione della moneta unica, che permette a tutti i membri del all’Unione Monetaria Europea (UME), attualmente 17 nazioni sovrane, di stampare euro “forzandoli” su tutti gli altri membri. Il Dr. Philipp Bagus, della Università Re Juan Carlos di Madrid, ha diagnosticato questa situazione come ”tragedia dei beni comuni” nel suo libro, giustamente intitolato “La Tragedia dell’Euro”. La Germania è sul punto di vedere saccheggiata la sua base di capitale dalle dinamiche inevitabili di questa vicenda: dovrebbe lasciare l’UME, ripristinare il marco tedesco (DM) e ancorarlo all’oro.

    La Struttura dell’Unione Monetaria Europea

    Il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) è composto da una banca centrale, la Banca Centrale Europea (BCE) e dalle banche centrali nazionali dell’UME, tutte ancora esistenti all’interno delle proprie nazione sovrane. Sebbene alla BCE sia vietato dal trattato la monetizzazione del debito sovrano dei suoi membri, attraverso gli acquisti a titolo definitivo del loro debito, essa stessa ha interpretato questa limitazione non includendo gli euro prestati alle banche centrali nazionali, prendendo il debito sovrano stesso come garanzia. Naturalmente questo rappresenta, semplicemente, un metodo per aggirare la limitazione, richiesta soprattutto dai membri più responsabili dell’UME, come la Germania.

    La Corruzione della Banca Centrale Europea come Motore dell’Inflazione

    Quando la BCE venne formata, i mercati obbligazionari pensavano avrebbe operato secondo le linee della banca centrale Tedesca, la Bundesbank, che probabilmente gestì il sistema monetario meno inflazionistico nel mondo sviluppato. Tuttavia, ritennero che l’UME non avrebbe permesso il default sovrano di uno dei suoi membri. Di conseguenza, il tasso di interesse, per molti membri, scese ai livelli di quello Tedesco. Purtroppo, molte nazioni non utilizzarono il tasso di interesse più basso come un’opportunità per ridurre i loro bilanci; anzi, molti presero a prestito ancora di più. Così nacque la crisi del debito Europea, quando fu chiaro al mercato obbligazionario che il rimborso del debito non era più così sicuro; i tassi di interesse, per queste nazioni, salirono.

    Nel corso degli ultimi anni, l’Unione Europea stessa ha istituito diversi fondi di salvataggio, ma la situazione non è stata risolta. In realtà, le cose sono ancora peggiori, poiché ora, alcuni tra i membri più grandi del dell’UME, pare abbiano ceduto all’orgia debitoria e potrebbero, presto, aver bisogno di un piano di salvataggio per evitare il default. Siamo così arrivati al punto previsto dal Dr. Bagus, in cui il sistema monetario europeo è stato saccheggiato da più parti e il piatto è vuoto. La BCE e molti membri dell’UME desiderano l’acquisto illimitato di debito sovrano da parte della BCE. Solo la Germania si oppone a questo progetto ma è la voce fuori dal coro contro questo nuovo attacco di inflazione monetaria.

    Il Contesto Storico dell’Antipatia Tedesca per l’Inflazione Monetaria

    Nel 1923 la Germania sperimentò uno dei peggiori casi al mondo di iperinflazione e il peggiore di sempre per una nazione industrializzata. Il marco fu distrutto dalla sua banca centrale, gettando il popolo Tedesco nella miseria e nella disperazione. Ora, dopo solo una decina d’anni di relativa disciplina monetaria, l’euro affronta la stessa sorte poiché, paese dopo paese, richieste di salvataggio, attraverso la creazione illimitata di denaro, pervengono alla BCE. Poiché la Germania è parte dell’UME, deve accettare tutto ciò. Questa minaccia, rappresentata da un’inflazione monetaria di quantità illimitata, ha scosso i banchieri Tedeschi. È lo scenario da incubo che temevano quando, a differenza delle loro rosee previsioni, i politici Tedeschi decisero di rinunciare al loro amato marco, mettendo il destino economico della nazione nelle mani di una commissione di stranieri non preoccupati dell’inflazione monetaria. Ma la Germania può mettere fine a questa distruzione e salvare il mondo, mentre salva sé stessa. Può lasciare l’UME, ripristinare il marco tedesco e legarlo all’oro.

    Un Marco Tedesco Aureo è possibile e auspicabile

    Nonostante le dichiarazioni arroganti dei funzionari dell’Unione Europea, non c’è nulla che possa fermare un paese sovrano dal lasciare l’UME e adottare un sistema monetario diverso. Lo scenario più probabile sarebbe una ridenominazione dei conti denominati in euro delle banche Tedesche in marchi tedeschi. Successivamente, il DM dovrebbe fluttuare liberamente nei mercati valutari allo stesso modo delle sterline Inglesi e dei dollari Americani. La Bundesbank sarebbe responsabile della politica monetaria come lo era prima che la Germania si unisse all’UME. Lasciando l’UME, la Germania si isolerebbe dalle conseguenze monetarie europee (le stesse che derivano dalla tragedia dei beni comuni); vale a dire, l’inflazione monetaria da parte di terzi avrebbe fine, la Germania non sperimenterebbe un aumento dei prezzi e finirebbero i trasferimenti di ricchezza che distruggono il capitale.

    Ma la Germania dovrebbe fare un ulteriore passo in avanti. Dovrebbe ancorare il DM all’oro. La Germania è la quarta economia del mondo, dietro solo a Stati Uniti, Cina e Giappone. Inoltre, la Germania possiede più oro di qualsiasi altro soggetto, ad eccezione degli Stati Uniti; più di Cina o Giappone e più di qualsiasi altro paese Europeo. Una condizione essenziale, affinché il mercato accetti una qualunque moneta aurea, sarebbe costituita dalla fiducia nell’integrità dell’istituzione che la sponsorizza. Non solo la Bundesbank è nota per la sua integrità e il rispetto della stabilità monetaria; la stessa Germania ha un’eccellente reputazione, in tutto il mondo, per lo stato di diritto, l’avanzata architettura finanziaria e un sistema politico stabile. Per queste ragioni, la Germania dimostrerebbe a tutti che una moneta coperta dall’oro non è solo possibile ma auspicabile. Aspettatevi una cascata di dichiarazioni simili una volta che i partner commerciali della Germania si renderanno conto dell’importanza di fissare le transazioni finanziarie internazionali nella migliore moneta a disposizione — che, inizialmente, sarebbe un DM aureo.

    La Germania dovrebbe cogliere l’attimo!

    Naturalmente le conseguenze positive di una moneta aurea vanno oltre la fine dell’inflazione e dei trasferimenti di ricchezza che distruggono il capitale. Possiamo aspettarci tutte le conseguenze positive di un ritorno ad un governo limitato, poiché esso non potrebbe più finanziarsi attraverso la diabolica alleanza con una banca centrale inflazionistica che crea moneta fiat, al fine di monetizzare la spesa pubblica dissoluta. Il popolo non sarebbe più così sottomesso al governo, supplicando ed implorando l’elemosina per interessi particolari a scapito del resto della società, poiché questo sarebbe costretto a chiedere alla collettività le risorse per aumentare il suo bilancio (e quindi necessiterebbe di approvazione). L’elenco dei vantaggi potrebbe continuare all’infinito; basti dire che tutto ha inizio con denaro sonante, ancorato all’oro. La Germania può aprire la strada e guadagnare il giusto rispetto di un mondo grato. E’ nel posto giusto al momento giusto della storia: dovrebbe cogliere l’attimo!

    Articolo di Patrick Barron e Godfrey Bloom su Mises.org

    Traduzione di Francesco Simoncelli



    Vino
    Partecipante

    Buonasera Farfalla5 e atutta la comunità,

    il denaro, per usare le parole del maggiore esponente della scuola economica austriaca, Mises è “la merce più commerciabile”, una frase pronunciata nel 1912. Con questa frase così semplice vuol dire integrare la teoria monetaria con la teoria economica generale, ossia la teoria del libero scambio che si fonda sul diritto alla proprietà privata. Il denaro è emerso in maniera evolutiva dal baratto, è il risultato spontaneo dell' azione umana, è un' estensione delle libere decisioni individuali e non come molti pensano, il risultato di un disegno pianificato da una mente o gruppo di persone dall' alto. Quindi la sovranità appartiene al cittadino come diritto di proprietà e siamo noi che gli diamo un valore.

    saluti Vito



    Vino
    Partecipante

    Buongiorno sig. Rebel,

    il concetto di denaro-merce come mezzo per agevolare gli scambi ha oltre 5000 anni e dura ancora per alcuni privilegiati ma è vietato dal burocrate di stato o parastatale. Se abbiamo raggiunto questo tenore di vita (nonostante i disastri dei nostri legislatori) lo dobbiamo al denaro. La proprietà collettiva dove ha attecchito ha portato solo disperazione, miseria, conflitti sociali e migliaia di morti per fame. La storia insegna.

    salute Vito


Stai vedendo 6 articoli - dal 1 a 6 (di 6 totali)