Il falso teschio di cristallo

Il falso teschio di cristallo

Non sarebbe autentico il manufatto conservato al British Museum

Il falso teschio di cristalloI famosi teschi di cristallo sono da sempre ritenuti oggetti misteriosi. In particolare essi vengono da molti considerati OOPARTs, ovvero Out Of Place ARTifacts, che potremmo tradurre come “Manufatti fuori luogo”, ovvero oggetti che per la loro tecnologia avanzata non possono avere l’età che solitamente viene loro attribuita. Secondo alcuni, infatti, i teschi sarebbero di origine precolombiana ma la loro perfetta fattura difficilmente si concilia con le tecnologie dell’epoca. Per questo motivo i soliti fantaarcheologi hanno ipotizzato che essi siano stati realizzati da qualche antica civiltà superiore o addirittura extraterrestre.

Esistono complessivamente 12 teschi di cristallo appartenenti a privati o a musei. Uno di questi è custodito dal 1897 presso il British Musem di Londra.

Numerosissime sono le leggende che sono nate intorno ai singolari reperti. Ad esempio, secondo una leggenda attribuita alla civiltà Maya, ma di dubbia origine, tutti i teschi esistenti sarebbero destinati a riunirsi per dare inizio a una nuova era in una data che corrisponderebbe alla fine del cosiddetto “Conto Lungo” del calendario Maya (attualmente fissata per il 21 dicembre 2012).

Molto più scarse sono invece le notizie attendibili circa la loro origine. Gli studi scientifici eseguiti su questi reperti sono infatti pochi e spesso hanno fornito risultati controversi. Un recente studio ha però portato nuove informazioni sul teschio custodito al British Musem.

Il professor Ian Freestone, dell’università del Galles di Cardiff, avrebbe infatti le prove che il teschio di cristallo custodito al British Museum non è un artefatto atzeco come si era finora creduto, ma sarebbe stato invece fabbricato in Europa nel XIX secolo.

Una serie di test hanno infatti rivelato che il teschio del British Museum è stato tagliato e lavorato con un tipo di mola che veniva comunemente usata dai gioiellieri europei del XIX secolo, ma che di certo non era in uso nell’America di epoca precolombiana.

I ricercatori hanno realizzato alcuni calchi in resina del teschio e hanno rilevato che la sua superficie presenta minutissimi graffi circolari intorno ai bulbi oculari, ai denti e al cranio che indicano che la scultura era stata tagliata e lavorata con una mola rotante. Tale tecnologia non era sicuramente disponibile in epoca precolombiana. Inoltre il teschio è stato ricavato da un solo pezzo di cristallo di rocca le cui dimensioni, secondo Freestone, sono molto difficili da ottenere dalle miniere messicane. Molto più probabilmente il cristallo proviene dal Brasile.

Molti cultori della New Age che credono alle leggende relative ai teschi di cristallo rimarranno sicuramente delusi da questi nuovi studi. Molti di essi sono infatti assolutamente convinti dell’autenticità dei teschi e del fatto che questi siano destinati a riunirsi per cambiare il destino dell’umanità. A riprova di ciò, il dottor Colin McEwan del British Museum ha dichiarato: “Abbiamo ricevuto lunghe petizioni riguardo al danno che stiamo facendo al teschio in quanto lo imprigioniamo e non gli permettiamo di concludere il suo destino”.

Il professor Freestone ha ammesso di essere perfettamente consapevole delle difficoltà di convincere chi vuole a tutti i costi credere alla natura misteriosa del teschio. Ma ha anche aggiunto che il teschio “qualunque cosa se ne possa pensare, è un oggetto fantastico. Anche se venne realizzato in Germania alla fine del diciannovesimo secolo”.

Silvano Fuso

cicap.org