Il sole è un disco

Fino ad ora non è stato detto nulla sulla vera forma del sole. Molte persone, ovviamente, sono convinte che il sole sia una sfera. Ma qual è davvero la forma del sole? Il sole, in antichità, era considerato un disco; sotto ho riportato un’immagine dell’antico disco solare egiziano. Si pensi al disco solare alato degli antichi egizi.

Si ricordi che la sfera è una forma conseguente alla formula di Newton per la gravità. Sappiamo che questa formula non è corretta. Vedi questo articolo “La falsa gravità di Newton“. Inoltre le piccole dimensioni del sole della Terra piatta non permetterebbero nemmeno alla legge di gravitazione Universale di produrre una sfera perfetta come quella che sembrerebbe definire il contorno circolare del sole.

Nasce un problema comunque nel momento in cui si fa l’ipotesi di un disco solare. Pare infatti abbastanza chiaro che, se il sole è un disco, esso non dovrebbe essere visibile come un cerchio perfetto mano a mano che si allontana. Si dovrebbe invece vedere, a causa della prospettiva, un ellisse sempre più schiacciato.

Ipotizzando che il disco solare sia adagiato orizzontalmente sarebbe necessaria un’inversione dell’indice di rifrazione nello spazio immediatamente sotto il sole in modo da poterlo vedere sempre da sotto. Questo è necessario se si vuole che tutti gli osservatori in tutta la Terra si trovino nella situazione di vedere il sole come un cerchio perfetto.

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Questo fenomeno in realtà esiste ed è reso possibile grazie alle cinture Van Allen. La prima fascia di Van Allen, generata dal campo magnetico terrestre incurvato sotto l’azione del vento solare, si trova tra 1000 e 6000 km, proprio sotto e attorno al sole.

Questo plasma immediatamente sotto il sole piega la luce. È stato dimostrato che il plasma rifrange la luce. La fisica dei plasmi ci dice infatti che il plasma ha un potere rifrattivo dipendente dalla quantità di cariche presenti. In questo modo abbiamo una situazione in cui diverse persone in diversi luoghi della Terra, nello stesso momento, possono vedere il disco del sole esattamente come un cerchio.

Si osservi la figura riportata. Due osservatori A e B si trovano in una zona diversa della Terra piatta. L’osservatore A si trova nella parte settentrionale della Terra, più vicino al polo Nord, mentre l’osservatore B è più vicino all’equatore. Nell’atmosfera inferiore, un raggio di luce viene rifratto dall’aria e il sole sembra essere più alto di quello che è. Al contrario, nello spazio immediatamente sotto il sole, il plasma agisce inversamente e il raggio di luce viene deviato, in modo da essere perpendicolare alla superficie del disco.

Questo è ciò che accade a un osservatore A, lontano dal sole. In questo modo, il sole è sempre visto come un disco perché tutti i raggi di luce sono resi perpendicolari alla sua superficie dal plasma.

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Senza questo doppio effetto di rifrazione, il disco solare sarebbe visto come un’ellisse che si restringe man mano che il sole tramonta. L’osservatore B è probabilmente in piedi sotto il sole e lo sta osservando quando questo è alto nel cielo. In questo caso il doppio effetto della rifrazione non è così evidente. In effetti, l’angolo di rifrazione è più piccolo quando il sole è più alto nel cielo. L’osservatore B vedrà comunque un disco circolare esattamente come l’osservatore A.

Questo effetto di rifrazione funge anche da lente. Diminuisce l’effetto prospettico che agisce sul sole mentre questo si allontana verso l’orizzonte. Il sole, come tutti sappiamo, scompare sotto l’orizzonte reale di sera e fondendosi in esso per effetto diffrattivo, a causa di un effetto prospettico, ma mantiene mentre si allontana, le proprie dimensioni a causa dell’effetto lente dato dalla rifrazione.

In effetti il fatto che la dimensione del sole sia sempre la stessa nel cielo sembra essere difficile da capire nel momento in cui si afferma che il sole è vicino. L’effetto prospettico di diminuzione del diametro dovrebbe essere molto più evidente.

Prima di rispondere a questa obiezione, devo specificare che c’è un piccolo restringimento del sole con l’allontanamento ma comunque piccolo. Ciò è causato da un doppio effetto di rifrazione, che diventa sempre più evidente man mano che l’angolo di elevazione del sole diminuisce.disco

Qualcuno potrebbe avere difficoltà a visualizzare l’effetto lente dovuto alla rifrazione. Si provi dunque a fare un esperimento. Si prenda un bel bicchierone trasparente e lo si riempia d’acqua. Ora si inserisca un cucchiaino nell’acqua, tenendolo dalla parte più vicina a chi osserva. Quindi si sposti il cucchiaio sull’altro lato del bicchiere.

Nella seconda immagine si può vedere che uno spessore maggiore di acqua allarga il cucchiaio, che quindi sembra non aver diminuito le sue dimensioni nonostante sia più lontano dall’osservatore. Allo stesso modo quando il sole è più lontano, uno strato più spesso di aria e plasma allarga il sole. In questo modo il sole non diventa un punto di convergenza che si fonde nell’orizzonte.

Abbiamo quindi suggerito che la sfera è la forma essenziale per un falso sistema eliocentrico e che non ci sono ragioni scientifiche per non credere che il sole sia un disco. Il disco è in perfetto accordo con la forma della Terra. Tuttavia, ora devo considerare un altro fenomeno che potrebbe generare qualche dubbio: la rotazione del sole attorno al proprio asse.

Grazie all’utilizzo dell’effetto Doppler, dall’osservazione del movimento delle macchie solari e, inoltre, misurando il tempo necessario per fare un singolo giro, gli scienziati hanno capito il periodo di rotazione del sole.

Hanno visto che il periodo siderale di rotazione corrisponde a 27,38 giorni mentre il periodo sinodico è di 27,27 giorni. Il periodo sinodico viene misurato rispetto alla Terra, mentre il periodo siderale viene misurato rispetto alle stelle. La differenza è dovuta al fatto che la velocità del sole attorno all’asse nord è inferiore alla velocità delle stelle, con uno scorrimento di circa un grado ogni giorno. In questo modo, la rotazione del sole sembra essere la rotazione di una sfera, ma potrebbe essere, invece, la rotazione di un disco attorno al suo asse?

Abbiamo più volte notato il fatto che, partendo da una base sbagliata, la scienza tradizionale ha spesso fatto affermazioni sbagliate. Potremmo fornire un’analisi migliore utilizzando alcuni dei risultati che abbiamo ottenuto finora attraverso la ricerca.

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Sappiamo già che il sole genera, nella sua rotazione, il vento solare. Questo assume la forma di una spirale secondo la teoria di Parker come si può osservare dall’immagine.

Il vento solare esercita la sua influenza sul movimento di tutti gli altri corpi celesti. Sono spinti dal vento dell’etere. Ma sono anche influenzati dal campo oscillante generato dal sole. Le fasi lunari, ad esempio, sono generate dalle increspature di questa spirale. Il plasma copre o scopre la luna rispetto alla radiazione, permettendo così la fluorescenza lunare solo in una parte della luna.

Quindi, infine, capiamo il legame tra il periodo sinodico di rotazione del sole (27,27 giorni) il periodo siderale della luna (27,32 giorni). Il ciclo siderale della luna vede la luna scendere una volta in basso e una volta in alto lungo la sua traiettoria a cono. Vedremo il fatto che la luna, esattamente come il sole, percorre una traiettoria a spirale su un cono posto tra i due tropici.

È chiaro quindi che questa spirale di Parker influenza non solo il ciclo sinodico della luna (le sue fasi) ma anche il ciclo siderale. Questa spirale è chiaramente generata dalla rotazione del sole.

Sembra finalmente chiaro che una tale spirale potrebbe essere generata da una sfera che ruota attorno ad un asse immutabile molto specifico, ma è ancora più facile spiegarlo con un disco rotante attorno al proprio asse.


Il sole è un disco 1Michele Vassallo è un ingegnere meccanico. Nel 2015, quando scoprì il movimento emergente degli American Flat Earthers, si sentì stupito e affascinato. Presto si rese conto che la Terra non poteva essere un globo. Nonostante il fatto che gli argomenti venuti alla ribalta fossero e siano ancora incompleti e contengano molti errori, il concetto generale di una terra piatta sembra assolutamente degno di indagine.

Tra le sue migliori scoperte c’è la reintroduzione dell’etere nella fisica della terra piatta e una nuova visione della natura della luce.

E’ coautore del libro “The real measures of the (flat) Earth” edito da Aracne editore e del blog “rifugiatidipella.com“. Dal 2019 produce materiale video inerente la Terra piatta sul suo canale Youtube “earthmeasured”.