Aids, la speranza di una cura riparte dalle porte di Roma

Il Giornale Online
Sarà annunciata fra pochi giorni la scoperta nel laboratorio della Merck a Pomezia di una molecola che bloccherebbe il virus Hiv

07 Aprile 2008
ANDREA RUSTICHELLI

Notizie importanti arrivano dall’Italia per la ricerca sul virus Hiv: protagonista la molecola scoperta a Pomezia, 30 chilometri a sud di Roma, nei laboratori dell’Istituto di Ricerche di Biologia Molecolare P. Angeletti. La molecola segna un passo avanti rispetto alle terapie tradizionali, le antiretrovirali. La prospettiva sarebbe la creazione di una classe di farmaci che, bloccando un enzima, potranno limitare la capacità del virus Hiv di riprodursi. Sarà il primo di una nuova classe di farmaci che inibendo l'enzima dell'integrasi, limita appunto la capacità del virus di replicarsi. I dettagli della scoperta saranno presentati il 17 aprile presso la sede del centro, che è una struttura d’eccellenza specializzata nella ricerca sulle malattie virali, Aids ed epatite C, e anche nel trattamento dell’arteriosclerosi e nei nuovi approcci alle terapie oncologiche.

Dal 2000 è stato acquisito dal gigante internazionale del farmaco Merck Sharp & Dohme (fatturato 2007 di 24 miliardi di dollari, il 20,2% dei quali destinato alla ricerca), tramite la consociata Msd Italia. L’Istituto è parte integrante di una ramificata struttura, i Merck Research Laboratories.

La partita è cruciale per la Merck, da sempre in prima linea nella ricerca di vaccini e di farmaci contro l’Aids. Sul fronte vaccini, alla fine dell’anno scorso è stata costretta a ritirare quello che sembrava più avanzato ma non vuole rinunciare alla sfida. La scoperta fatta in Italia rilancia gli sforzi della multinazionale americana. Lo scienziato Gennaro Ciliberto è direttore scientifico dell’Istituto nonché vice presidente dei Merck Research Laboratories. «Lo staff della struttura spiega è di 200 persone, decisamente internazionale, con una cospicua presenza femminile. Non mancano le collaborazioni con la comunità scientifica italiana, dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano a diverse università».

L’Istituto, negli ultimi cinque anni, ha investito 180 milioni di euro. «Da 20 anni, la Merck è impegnata su più fronti nella lotta contro l’infezione da Hiv», conferma Josè Louis Roman, presidente di Msd Italia. «L’azienda ha investito fondi ed energie in ricerca clinica, ma anche in programmi di collaborazione con i governi di vari paesi. E nel 2007, ha donato risorse finanziarie e di prodotto per un totale di 820 milioni di dollari».

Ma quali sono le frontiere della ricerca sui vari versanti, compreso quello oncologico? «Sono 7 le molecole in fase III di sviluppo clinico, quella più prossima alla commercializzazione, 17 sono in fase II e 23 nella fase iniziale di sperimentazione. «La nostra R&S si concentra nell’arteriosclerosi e malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, del metabolismo osseo, immunologia ed endocrinologia, diabete e obesità, malattie infettive e vaccini, neuroscienze e oncologia». E l’Istituto di Pomezia? «Sono convinto che nei prossimi anni il numero di molecole identificate in questo centro come potenziali candidati terapeutici sia destinato ad aumentare: questo comporterà un aumento della ricerca clinica condotta in Italia».

Fonte: http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/04/07/scienze/028saperlo.html

Aids, la speranza di una cura riparte dalle porte di Roma ultima modifica: 2008-04-08T11:27:10+00:00 da Quantico
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