ANIMALI TRANSGENICI: IL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO

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di MEGAN OGILVIE
Toronto Star, 22/11/2008.

I maiali, dal pelo rosa pallido ed irsuto, trotterellano attorno al recinto, fermandosi ogni volta per grufolare nei loro giacigli. Grugniscono, strillano ed agitano le loro corte code svolazzanti. A tutti e tre piace una forte grattata sulla groppa. In tutto e per tutto, questi grugnitori dall’ampia schiena sono come gli altri maiali Yorkshire che stanno dall’altra parte della stalla.

In tutto tranne per il salmastro letame verde che fuoriesce dal loro didietro. Ed il filamento di DNA di topo che è stato immesso nei loro cromosomi di maiali. Sono Enviropigs, sviluppati dai ricercatori all’Università di Guelph al fine di produrre rifiuti ecologicamente benefici per l’ambiente.

I maiali col marchio di fabbrica sono solo alcuni delle dozzine di animali geneticamente modificati negli istituti di ricerca in tutto il mondo, i cui geni sono stati alterati per dare beneficio all’uomo. E, grazie a una recente iniziativa negli Stati Uniti, gli “Enviropigs” potrebbero essere i primi ad arrivare sul piatto della tua cena.

Due mesi fa, la “ Food and Drug Administration” ha realizzato un abbozzo di linee guida che descrivono come i cibi geneticamente modificati saranno regolamentati. L’agenzia, che ha chiesto al pubblico di confrontarsi con le proposte, ha chiuso martedì il periodo di 60 giorni per raccogliere i commenti. I regolatori sono ora impegnati a passare al setaccio le migliaia di commenti, molti dei quali sollevano dubbiosi interrogativi sulle cosiddette supercarni che si trovano al supermercato.

Per come sono ora le linee guida, le compagnie non devono compiere esperimenti su umani per testare la sicurezza delle carni transgeniche. Ma non devono neppure segnalare in maniera particolare quei prodotti che provengono da animali geneticamente modificati. E molti consumatori sono indignati dal fatto che le carni transgeniche possano finire nel loro carrello della spesa senza che ne siano a conoscenza.

A dispetto delle preoccupazioni, gli esperti affermano che il documento già anticipato della FDA (Food and Drug Administration), il primo nel suo genere realizzato da un governo federale, sarà un catalizzatore al fine di trasferire bestiame geneticamente modificato dalle aie sperimentali al supermercato.

I fautori degli animali transgenici, sia che essi siano pesci che crescono in fretta, latte speciale prodotto da mucche e capre o carne di porco “salutare per te” prodotta da maiali, annunciano il presagio di una nuova era per la produzione del cibo. I funzionari della FDA affermano che gli animali geneticamente modificati rappresentano una grande promessa per migliorare la medicina umana e l’ambiente.

Gli “Enviropigs” creati in Canada, per esempio, potrebbero far pulizia nelle fattorie di maiali di tutto il mondo riducendo drasticamente la componente più inquinante trovata negli escrementi degli stessi suini. Ma qui in Canada, i funzionari devono ancora esporre come intendono regolare il numero degli animali geneticamente modificati, cosa che metteranno in atto presto dopo che le linee guida degli Stati Uniti saranno già state definite.

Un portavoce della “ Health Canada”, l’agenzia responsabile della definizione di queste linee guida, ha affermato che i funzionari sono in contatto con la FDA sulla questione. Finché i regolamenti resteranno in vigore, i cibi derivati da animali transgenici verranno proibiti – anche se approvati dalla FDA.

Per Cecil Forsberg, uno degli scienziati dell’Università di Guelph che hanno sviluppato gli “Enviropigs” l’abbozzo delle linee guida della FDA apre la porta agli investitori aziendali interessati al loro animale marchiato e registrato. Egli afferma che le compagnie che producono cibo sono state lente nel sostenere gli animali geneticamente modificati in assenza di un chiaro processo di omologazione.

“L’industria non è sicura di cosa sia necessario” ha detto. “Senza speranza di omologazione, gli animali transgenici potrebbero rappresentare un pozzo senza fondo in cui viene buttato il denaro”. Il primo “Enviropig” è nato nella fattoria dell’Università nel 1999. A differenza del resto della figliata, il porcellino aveva una proteina batterica, chiamata gene “phytase”, collegata con un filamento di dna di topo bloccato nel suo cromosoma.

Gli scienziati speravano che il gene “phytase” avesse permesso al maiale di produrre un enzima che l’avrebbe aiutato a digerire meglio una componente fosforica, un nutriente vitale nel loro cibo. Il filamento di DNA di topo fu usato per velocizzare l’inizio della produzione di “phytase” nel sistema salivare del maiale. L’ingegneria genetica funzionò.

Gli “Enviropig” sono in grado di digerire la componente fosforica in maniera più efficiente, e ciò significa una minor presenza di elemento fosforico – fino al 60% in meno rispetto ai maiali normali – nei loro escrementi. Ciò, di conseguenza, significa che meno componente fosforica colerà dal concime dei maiali, fonte di fertilizzanti per i contadini, nei laghi d’acqua dolce e nei ruscelli dove può generare un dilagare delle alghe ed uccidere pesci.

Forsberg afferma che gli “Enviropig” potranno costituire una pregevole alternativa ai maiali convenzionali, specialmente da quando la maggior parte delle industrie che si occupano delle fattorie di maiali operano su vasta scala e lasciano una profonda impronta ambientale. Lo scorso anno, i contadini dell’Ontario hanno allevato 3,9 milioni di maiali, ciascuno dei quali era in grado di produrre fino a 450 kg di escrementi ogni 6 mesi.

“Sentiamo che tutto ciò ha un significato di interesse globale”, afferma Forsberg. Lui ed i suoi colleghi hanno già sottoposto varie parti della ricerca sugli “Enviropig” alla FDA. Dicono di avere una sufficiente quantità di prove per affermare che gli “Enviropig” sono sicuri da mangiare, dato che le analisi chimiche hanno dimostrato che la composizione del tessuto dell’animale è la stessa di quella dei maiali Yorkshire, e che la proteina batterica introdotta non è stata trovata in alcun tessuto suino destinato all’alimentazione umana, come il prosciutto, la lombata, il cuore e la pelle.

Essi hanno anche dimostrato che la caratteristica modificata dall’ingegneria è passata con successo alla prole, che l’ingegneria genetica non nuoce ai maiali, e che gli “Enviropig” non danneggiano in alcun modo l’ambiente. Queste valutazioni sono tra quelle richieste dalle linee guida della FDA.

Nessuno può dire per certo quando, o se, l’“Enviropig” verrà approvato, ma gli esperti dell’industria predicono che sarà uno dei primi animali transgenici permessi negli stati Uniti, forse nel 2009. La FDA ha intenzione di regolamentare gli animali geneticamente modificati nello stesso modo con cui regola i nuovi farmaci animali.

I funzionari valuteranno ciascun nuovo animale su base individuale e continueranno a monitorarlo per la sicurezza anche una volta approvato. I prodotti che risulteranno non sicuri saranno ritirati dal mercato. Gli scienziati che sviluppano gli animali transgenici affermano che le linee guida proposte dalla FDA sono rigide, e che ciò dovrebbe aiutare i consumatori a prendere confidenza con i prodotti.

Essi puntano ad una regolazione di successo da parte del governo come quella per le piante geneticamente modificate, che sono sul mercato da più di un decennio, e sul fatto che la FDA lo scorso Gennaio ha dichiarato che la carne proveniente da animali clonati è sicura da mangiare. “Health Canada” , ad ogni modo, non ha approvato la vendita di carne proveniente da animali clonati.

Ma i critici affermano che le linee guida proposte sono troppo indulgenti e che il processo di omologazione sarà troppo segreto. Sostengono inoltre che la FDA non possiede la competenza o le risorse necessarie per valutare correttamente la nuova tecnologia, specialmente per quanto riguarda la protezione dell’ambiente.

“Ci sono delle questioni di sicurezza che non sono ben trattate”, afferma Gregory Jafe, il direttore del progetto di biotecnologia del “Center for Science in the Public Interest”, un gruppo di consumatori con sede a Washington, D.C. “Potrebbero non essere esperti di tutti gli animali o non avere l’autorità legale per affrontare certe questioni”. “Il loro statuto non dà loro alcun processo legale sull’ambiente”.

Un punto chiave degli animali transgenici è che essi sfuggiranno alla cattività, cresceranno con i loro simili e trasmetteranno le loro caratteristiche genetiche. I salmoni transgenici che crescono in fretta, ad esempio, potrebbero competere con i salmoni selvatici in quanto a cibo ed accoppiamento, arrivando a danneggiare i gruppi di pesci naturali.

In mezzo al balletto di concetti scientifici, forse la questione più grande di tutte è se il consumatore vuole o meno animali geneticamente modificati nei supermercati. I sondaggi mostrano che la maggior parte dei Canadesi sono diffidenti rispetto agli animali geneticamente modificati. Questa diffidenza si riflette nella crescente abitudine che vede i consumatori alla ricerca di qualcosa di più naturale, di prodotto localmente o di prodotti non provenienti da fattorie industriali.

“Fino ad ora, i governi non hanno considerato nessuna questione etica, sociale e religiosa legata agli animali geneticamente modificati”, dice Sarah Hartley, un professore aggiunto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Universtà Simon Fraser, coeditrice di un libro sulle percezioni della biotecnologia animale.

“Molte persone”, afferma, “si preoccupano del benessere animale, dell’intensificazione dell’agricoltura industriale e della portata generale della biotecnologia nelle loro case oppure nei loro piatti della cena”. “Per alcune religioni, prendere il gene di un maiale e metterlo in un pesce potrebbe essere problematico”.

Invece di affrontare il dibattito etico, i regolatori hanno deciso di lasciare queste importanti questioni direttamente alla coscienza del consumatore al supermercato. Il problema con questa filosofia sta nel fatto che, afferma Hartley, gli Stati Uniti – e allo stesso modo il Canada – quando avranno redatto le loro linee guida, non esigeranno dalle compagnie un’etichetta che segnali sui cibi che sono frutto di animali modificati geneticamente.

“È praticamente impossibile per il pubblico operare scelte di tale importanza senza etichette descrittive” afferma. “Vogliono sapere che carni, che latte e che formaggio proviene da animali geneticamente modificati e quali sono convenzionali. Questa potrebbe essere la domanda più grande e penso che sia totalmente giustificato porsela”.

A dispetto delle questioni etiche, Ronald Stotish, CEO (Chief Executive Officer) e presidente della “Aqua Bounty Technologies”, con sede a Waltham, Massachusetts, ha fiducia negli animali geneticamente modificati e pensa che essi potrebbero saltare dal laboratorio alla fattoria – e presto.

“Così sarà il futuro” dice. “Questa tecnologia possiede la capacità di produrre cambiamenti benefici nell'agricoltura da produzione”. Aqua Bounty Technologies ha speso più di 10 anni per sviluppare un salmone che può crescere fino alla misura pronta per la vendita nella metà del tempo rispetto ai salmoni da allevamento.

Il loro salmone “AquaAdvantage” è un salmone atlantico che è stato creato prendendo il gene della crescita accelerata da un salmone “Chinook”. Questo gene extra permette ai salmoni “AquaAdvantage” di crescere durante tutto l’anno, a differenza dei salmoni normali che crescono solo durante i mesi climaticamente più caldi.

Stotish afferma che il salmone modificato potrebbe rendere l’allevamento del pesce più efficiente, una benedizione per i produttori e per i consumatori, che potrebbero continuare a comprare salmone a prezzo modico. “È un’opportunità che dobbiamo cogliere se vogliamo mantenere l’odierno stile di vita”, afferma.

Anche se i maiali della settima generazione di “Enviropigs” spingono nel loro recinto – sani e lontani ancora pochi mesi dall’essere dichiarati sicuri per essere mangiati – Forsberg sa che gli animali non sono ancora usciti dallo stabilimento per la ricerca. Sarà compito del consumatore sbloccare la porta della stalla.

“La questione maggiore era ‘Possiamo farlo?’”, afferma con le braccia conserte e un sorriso beffardo in viso. “Ora, la questione è ‘Se noi lo produciamo, lo mangeranno?'”.

Titolo originale: “Transgenic Animals: Genetically engineered meal close to your table”
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ADERLAIS

Fonte: http://www.globalresearch.ca

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ANIMALI TRANSGENICI: IL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO ultima modifica: 2009-09-14T21:53:49+00:00 da sephir
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