Baalbek, la prova delle menzogne della storia antica

Inviata da skorpion75

Questo mastodontico blocco di pietra lavorato e squadrato si trova in una cava vicino alla città di Baalbek (Libano), dove fu abbandonato chissà quante migliaia di anni fa. La sua lunghezza è 22 metri, il suo peso è di circa 1200 tonnellate (ho letto stime molto differenti tra di loro che vanno dalle 1000 alle 2000, ma di sicuro si tratta di qualcosa di mostruosamente pesante), viene chiamato dagli occidentali Monolito (con un termine che a qualcuno ricorderà il famosissimo film di fantascienza 2001 odissea nello spazio) mentre per le popolazioni di lingua araba essa è Hajjar el-Houble (la roccia della partoriente) ed è, per quanto ne sappiamo al momento, il più grande blocco di pietra lavorato della storia del pianeta.

Per dare un altro riferimento noto, il suo peso è circa il triplo di quello dei blocchi più pesanti delle piramidi di Giza, e non esistono al mondo delle gru capaci di sollevare un simile carico.

La scienza e la storiografia ufficiale non sapendo come manipolare questo ed altri scomodi reperti hanno affibbiato loro il termine “mistero”, una manovra abile ed astuta quanto fraudolenta. Così come nella neo-lingua orwelliana che si è imposta nella nostra moderna società, i tossici inceneritori vengono chiamati “termovalorizzatori”, allo stesso modo i reperti che provano in maniera inoppugnabile la falsità della storia che viene raccontato sui manuali scolastici ed universitari vengono chiamati “misteri”.

Misterioso sarà forse il motivo per cui due corpi dotati di massa si attraggono reciprocamente, e forse non lo sapremo mai, misterioso resterà forse per sempre il motivo per cui esiste vita intelligente su questo pianeta, ma la presenza di reperti storici realizzati da una tecnologia avanzata millenni prima dell'era moderna non è un mistero, bensì la prova dell'esistenza di avanzate società antidiluviane, una realtà tenacemente negata dalla storiografia ufficiale che come al solito occulta, nasconde, falsifica.

Per altro nessuno è ancora riuscito a comprendere come gli antichi egizi senza possedere strumenti di acciaio abbiano potuto tagliare e lavorare enormi blocchi di granito (i più pesanti sono di circa 400 tonnellate) con una precisione maggiore di quella ottenuta nelle cave moderne, come abbiano trasportato questi blocchi uno sull'altro, come li abbiano assemblati in maniera così precisa senza lasciare spazio fra un masso e l'altro (la lama di un coltello non riesce a penetrare negli interstizi).

E che dire delle altre costruzioni ciclopiche meno note, come quella di Sacsayhuaman in Perù (vedi la foto sottostante) dove le ciclopiche pietre sarebbero state (secondo la versione ufficiale della storia) lavorate, assemblate ed incastrate una sull'altra come in un puzzle tridimensionale da una civiltà così arretrata da non possedere nemmeno la ruota? Ed ovviamente il discorso si dovrebbe allargare a come minimo a Tiahuanaco, dove troviamo raffigurazioni di animali andati estinti nel 9.600 a.C., oltre ai soliti blocchi di pietra di centinaia di tonnellate, e Machu Picchu, dove costruzioni con massi un po' meno pesanti, ma tuttavia enormi, sono state realizzate a 4.000 metri di altezza.

Ci possiamo mettere a ridere della versione ufficiale della storia? Sì, possiamo benissimo anche perchè la data riferita da Platone per la fine della sua Atlantide è “casualmente” la stessa (secondo i geologi) della fine dell'ultima glaciazione, così come è la stessa (secondo i paleontologi) dell'ultima estinzione di massa della storia (quando si estinsero la tigre dai denti a sciabola, il toxodonte, e dalle americhe scomparvero cavalli, elefanti, e camelidi); per non parlare del fatto che questo fatidico 9.600 a.C. risulta la data approssimativa in cui compaiono (o ricompaiono?) le prime civiltà che si dedicano alla coltivazione dei cereali, contemporaneamente ed in posti situati l'uno agli antipodi dell'altro.

Provate a fare un calcolo statistico della possibilità che tutte queste coincidenze siano avvenute “per caso” e capirete come “caso” e “mistero” siano delle patetiche foglie di fico per coprire le vergogne della storia che vi viene raccontata. E non abbiamo nemmeno messo nel conto le vestigia delle città sommerse (prima fra tutte quella di Yonaguni) la presenza di miti del diluvio preso quasi ogni popolo sulla faccia della terra e mille altri indizi che rendono assolutamente insensata la versione ufficiale dell'antica storia e preistoria dell'umanità.

Per approfondimenti su una teoria interessante che potrebbe le cause di questo antico cataclisma collegato all'estinzione di massa del 9.600 a.C. potete leggere l'articolo un cataclisma pleistocenico che riprende la teoria di Charles Hapgood (autore del libro Lo scorrimento della crosta terrestre, Profondo Rosso Edizioni) perfezionata dai coniugi Flem-Ath nel loro libro La fine di Atlantide (Piemme, 1997).

Bisogna precisare che per alcuni monumenti, soprattutto per le grandi piramidi di Giza, esiste una semplice spiegazione della maniera in cui potrebbero essere stati realizzati con massi così enormi, ma la spiegazione coinvolge una scienza ed una tecnologia che in epoca moderna è stata messa a punto intorno al 1970. Si tratta della creazione dei geopolimeri, ovvero di pietre artificialmente costruite, con una tecnica che prevede la colata di composti liquidi che induirscono negli stampi, e devo dire che tale spiegazione è molto sensata, anche perchè l'autore Joseph Davidovits, lo scopritore in epoca moderna della tecnica per la realizzazione dei geopolimeri, è riuscito a replicare dei massi di granito artificiale partendo da elementi disponibili e ben noti nell'antico Egitto. Per maggiori informazioni vi indirizzo ad un articolo su edicolaweb al libro di Davidovits Il calcestruzzo dei faraoni (Profondo Rosso Edizioni), al suo sito geopolymer.org.

Tale scoperta però se può spiegare la realizzazione delle piramidi e di altri edifici con la creazione in situ di pietre artificiali non può spiegare assolutamente il Monolito della cava accanto a Baalbek proprio perchè si tratta visibilmente di una pietra (quasi completamente) estratta da una cava. E come se non bastasse nella città di Baalbek esistono tre enormi pietre lavorate e squadrate di circa 750 tonnellate l'una accanto all'interno del basamento su cui è stato costruito il tempio di Giove, che testimoniano l'uso dei colossali blocchi estratti dalla vicina cava.

Il Tempio di Giove poggia infatti su una colossale terrazza (di circa 465.000 metri quadrati) costituita da massi di dimensione gigantesca, la maggior parte dei quali sono di circa 300 tonnellate di peso. Tale terrazza (vedi foto sottostante) è probabilmente opera di una civiltà precedente (forse di millenni) alla costruzione del tempio, dato che i Romani (la cui storia e tecnologia a noi sono ben note per ovvi motivi) non erano assolutamente dotati di alcuna tecnologia per spostare massi di 750 tonnellate. La stessa civiltà quasi sicuramente responsabile della lavorazione del monolito (per approfondimenti su Baalbek ed i suoi misteri vedi questo articolo).

A questo punto resta chiedersi, se esistono prove così evidenti di una storia completamente della razza umana, perchè la cultura ufficiale cerca disperatamente di nascondercele? Ci nascondo la verità sulla storia più recente, sulle guerre e le loro cause reali, ci nascondono la verità sulla preistoria, sull'evoluzione … possiamo essere così ciechi e pensare che sia solo una “casuale coincidenza”? In realtà la manipolazione dell'informazione e della scienza, che abbiamo visto operare altrettanto forsennatamente per nascondere l'avvelenamento intenzionale della biosfera del nostro povero pianeta, sembra essere strettamente legata a queste menzogne antidiluviane, come spero di chiarire in uno dei prossimi articoli.

Per quanto riguarda la questione delle civiltà antidiluviane, a parte diversi siti presenti su internet, uno dei migliori approfondimenti sulla questione resta l'opera dello scrittore Graham Hancock, dei quali consiglio soprattutto i due libri Impronte degli Dei (Corbaccio, 1996) e Civiltà sommerse (Corbaccio, 2002).

Per approfondimenti sulle piramidi consiglio questo articolo di M Quagliati: la rivoluzione archeologica parte dall'Egitto.

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/01/baalbek.html

Baalbek, la prova delle menzogne della storia antica ultima modifica: 2009-05-02T13:24:09+00:00 da Pasquale Galasso
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Pasquale Galasso

Pasquale Galasso, editore di Altrogiornale.org - Credo in un'esistenza vera, non limitata al solo mondo materiale. Viviamo in un corpo fisico ma la nostra anima è storica.