IL CASO FRANCESCA

Il Giornale Online
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Introduzione del Direttore del C.U.I. Antonello LUPINO

Da molto tempo, oramai non si fa più accenno ad episodi di rapimento da parte di entità biologiche, a prima vista aliene, ma sulle quali nutro seri dubbi, si tratti di tali creature, piuttosto parrebbe (anche dai risultati acquisiti durante le nostre ricerche) che il fenomeno sia riconducibile ad una sorta di “joint-venture” alieno-militare-industriale, proprio come aveva ipotizzato il Dottor Helmut Lammer, nel suo libro “Milabs” acronimo di “Military Abductions”.

Certo, non tutte le esperienze vissute dai rapiti sono da attribuire a quest’ultima ipotesi, ma in alcune di esse, si ravvisano tutti i connotati di un rapimento da parte di “veri” esseri alieni, il cui scopo è sicuramente ben diverso da quello a cui mira la tipologia di esseri a cui ho accennato precedentemente. Tuttavia, il fatto che non si parli più di rapiti, non vuole necessariamente dire, che il fenomeno sia cessato, tutt’altro! Continua tuttora, solo che alcuni degli esperti nelle cosiddette “field investigations”, hanno altre priorità, e tra queste non rientra quella di indagare ulteriormente per capire meglio il fenomeno. Vi è poi dall’altra parte, un calo sostanzioso di persone, che seppur avendo vissuto un’esperienza di questo tipo, ben se ne guardano da divulgarla agli esperti.

Forse questo per paura che vengano sottoposti ad estenuanti tests psichiatrici, per stabilire i loro “orientamenti nello spazio e nel tempo”, oppure per tracciare un loro profilo psico-somatico, che dimostri l’assenza di turbe psichiche o manie di persecuzione. In definitiva, tranne i casi di rilievo nazionale o mondiale, che vengono gestiti apertamente, cioè con l’assenso della parte a fornire nome e cognome, in molti casi vi è ancora il dubbio, da parte degli o delle interessate, a fornire dati e circostanze, per paura che a causa della sete di protagonismo dell’inquirente, venga tutto dato in pasto alla stampa, privacy compresa. In questo modo, anziché proseguire evolvendo in questo campo ancora ricco di mistero, ritorniamo ai tempi in cui i testimoni di eventi ufologici di una certa importanza, venivano internati nei manicomi per essere sottoposti a tests, oppure ritrattavano tutto quello che avevano esposto agli inquirenti ufologici, per paura di avere danni economici o fisici.

Non è mia intenzione criticare nessuno, e questo non spetta al sottoscritto, ma voglio dire che bisogna essere più umili nell’approccio con le persone interessate da questi fenomeni, e bisogna anche comunicare tra noi del settore, per far si che se vi sono eventuali sfumature apparentemente insignificanti in un caso, potrebbero invece rivelarsi dati preziosi per un altro. Quindi facciamo in modo che le persone tornino a vedere l’ufologo, come un amico ed una persona, non in grado di avvallare tutto ciò che affermano, ma quantomeno di garantire serietà e comprensione in questi casi. Lascio infine la parola per presentarVi una giovane inquirente, con molta esperienza sulle spalle, autrice di diverse indagini relative ad alcuni casi sviluppati dal Nostro Centro, tra le quali quest’ultima, che illustra un episodio di rapimento, a mio avviso, tra i migliori documentati in Italia.

Francesca è una signora di 39 anni ( anche se in realtà il suo aspetto e la sua “presenza”la rendono molto più giovane rispetto all’età anagrafica) è di corporatura minuta ,di statura media ,e la sua conoscenza in questi anni mi ha portato a vedere in lei una grande forza interiore che le ha dato il coraggio e la tenacia di voler “fare luce”su alcuni momenti bui della sua vita negli anni passati. Vi è da dire che la nostra Francesca, all’epoca dei fatti aveva poco più di diciassette anni, ma gia da circa 12-13 anni dipingeva quadri contenenti forme assai accattivanti (foto 4-5-6). Un fatto inusuale, se si pensa che Francesca, non è in possesso di alcun titolo di studio che le abbia permesso di disegnare così bene a quell’età. Se poi osserviamo i soggetti all’interno dei disegni 4 e 5, ci si può benissimo chiedere: “Come mai una ragazzina a quell’età, dipingeva aerei triangolari, con una luce centrale e tre luci agli angoli? Un caso? Assolutamente no! Leggete il successivo articolo di Alessandra Domenichini e capirete il perché.

La vita di tutti i giorni

Da circa 3-4 anni vive in un piccolo paese in provincia di Padova, la sua casa è situata in una tranquilla e silenziosa zona di campagna.

Dopo diverso tempo trascorso nel desiderio e contemporaneamente nella paura di “capire”la sua singolare esperienza Francesca ha voluto rendere partecipe alcune persone di sua fiducia che potessero con il loro contributo portare una spiegazione alla sua storia.

Prima di iniziare qualunque tipo di indagine ho creduto che fosse meglio in principio una maggiore conoscenza reciproca e i primi anni (dal “97 al 2001) sono stati importanti per impostare un rapporto di amicizia e fiducia tra noi affinché non nascesse nessun dubbio nello svolgersi dell’inchiesta.

Quando nel mese di Gennaio in una telefonata F. mi ha espresso il suo desiderio di dare inizio allo svolgimento dell’indagine ci siamo accordate per il 1° incontro e così a distanza di pochi giorni ci siamo trovate.

Dopo alcuni minuti trascorsi tra amici ci siamo appartate in una zona più tranquilla della casa insieme ad una terza persona che si occupa di ipnosi e già conosciuta in precedenza dalla signora, per dare inizio all’ascolto della sua storia,ma improvvisamente in Francesca si era manifestato uno stato d’irrequietezza o di “disagio” tanto evidente da dover sospendere ogni cosa per circa 30 min. in attesa del momento giusto per iniziare nuovamente!

Così in seguito passato il momento di tensione la signora F. ha iniziato il racconto di ciò che le era rimasto impresso nella memoria a distanza ormai di tanti anni ed io ho acceso il registratore limitandomi ad ascoltare la storia che usciva dalla bocca di Francesca con parole così flebili e sommesse che per riuscire a percepirle occorreva un assoluto silenzio.

I toni della voce così bassi a volte venivano modulati nello svolgersi del racconto passando da attimi in cui si percepiva “paura” ad altri in cui si poteva sentire “la rabbia” di F. nel volersi a suo modo difendere da quello che gli era accaduto e che aveva probabilmente subito contro la propria volontà.

Quello che segue è ciò che Francesca ricorda oggi senza avere utilizzato l’ipnosi.

F . Era Novembre ( 3 – 11 – 1979-80… o forse prima ?),c’era la nebbia e dovevo accompagnare a casa la mia amica di 2 o 3 anni più piccola di me;eravamo appena scese dalla corriera che ci aveva portato a Monselice dove si era svolta la sagra del paese e prima di accompagnare la mia amica eravamo passate a casa di mia madre per avvisarla che sarei rientrata più tardi ma che mi avrebbe accompagnato a casa suo fratello.

(nda.: per non alterare in nessun modo il racconto di F. ho preferito mantenere ogni “sua espressione ” senza apportare alcuna modifica di verbi, tempo o aggettivi poiché ogni termine da lei usato era il modo più chiaro per capire il suo stato d’animo)

F . Quella sera avevamo preso un’altra strada da quella percorsa abitualmente (era una strada d’asfaltare……c’era un boschetto):”qualcosa mi attirò in quella direzione, AVEVO PAURA ma era più corta!!

C’era la nebbia quella sera era molto umida, ci siamo incamminate, eravamo a braccetto e parlavamo della sagra del paese, intanto”HO INTRAVISTO UNA LUCETTA NEL CIELO”e niente……continuavamo a parlare; poi d’istinto HO VISTO LA LUCETTA CHE S’INGRANDIVA, ERA UNA STELLA….ma così grande?

Non sapevo niente di satelliti o aerei,ma ero agitata la luce era alla mia destra e avevo la sensazione “che venisse giù”.

Davanti a noi c’era una staccionata dove all’interno si vedevano i lavori di costruzione per uno stadio, c’era anche il prato.

L’avvistamento

A 150 mt.da noi abbiamo visto questa stella che s’ingrandiva e si dirigeva per entrare all’interno dello stadio; la mia amica aveva paura e si è nascosta con la testa sulla mia spalla, ma io pur avendo paura continuavo a guardare quell’oggetto che era grandissimo( 10-15 metri ?di diametro) ed era rimasto sollevato da terra(a un’altezza paragonabile a quella di una casa di due piani).A quel punto mi ero sentita bloccare il corpo, paralizzato contro la mia volontà in modo innaturale; avrei voluto muovermi ma non potevo e anche la voce sembrava che non volesse uscire dalla bocca rendendomi impossibile qualsiasi uso della parola.

Ora potevamo vedere che quello che da principio ci aveva fatto pensare ad una stella almeno fino a quando era in cielo e lontano, era in realtà un oggetto molto grande e anche se non mi ero mai interessata di UFO prima di quel momento, ciò che avevamo davanti agli occhi aveva l’aspetto “di un’astronave”;il suo colore era argenteo-metallico ,di forma sferica, nella parte superiore aveva una cupola (che emanava una luce gialla), sotto invece non era illuminato; non ricordo di averlo visto ripartire e a quel punto spaventate da quello che era accaduto siamo corse verso la casa della mia amica convinte comunque che fossero passati soltanto pochi minuti dall’osservazione di quell’oggetto fino a quel momento .

Il “missing time”

Credevamo quindi che fossero al massimo le “21,00 – 21,10 (“visto che ci sono solo 10 minuti di strada da casa mia a quella della mia amica), mentre invece una volta arrivate sua madre ci aveva sgridate perché erano ormai le ore 22,40 – 22,45………….COME ERA POSSIBILE CHE FOSSE PASSATO TUTTO QUEL TEMPO SENZA CHE CE NE ACCORGESSIMO???

In seguito il fratello della mia amica mi aveva accompagnato a casa”ero sconvolta”!!!!

La notte non riuscivo a dormire, avevo male agli occhi e mi bruciavano; e da allora avevo cominciato a soffrire di un forte mal di testa che mi è durato per 15 lunghi anni.

Nella settimana successiva all’avvistamento ho avuto qualche episodio di sanguinamento dal naso e il mal di testa invece non passava mai; per questo motivo ho eseguito diverse visite specialistiche senza purtroppo migliorare la mia situazione.

Strani oggetti all’interno del corpo, accompagnati da evidenti sintomi

In seguito ho anche fatto” una tac” che aveva rivelato nella zona del cervelletto una piccola pallina o semino( poiché di forma leggermente allungata) dai medici descritta come luminescente.

Il dottore mi aveva prescritto delle pastiglie per l’ansia, mi sentivo osservata, avevo paura di uscire di casa:” quando arrivava la penombra mi veniva paura perchè avevo la sensazione che qualcuno dovesse prendermi e portarmi via!!

Dopo una settimana mi sono accorta di una cicatrice nella gamba sinistra, allora ho chiesto a mia madre se fossi nata con quel segno ma lei .non lo aveva mai notato prima di allora.

Qualche mese dopo ( Febbraio-Marzo ),sono andata a casa di mia sorella maggiore ( che abitava in una casa distante dalla nostra circa 300 mt. ) per riferirle delle cose da parte di nostra madre, ma non trovandola in casa mi sono messa ad aspettare che rientrasse sedendomi sul primo gradino davanti alla porta di casa.

Una nuova sorpresa

Erano le 17,00 e si faceva buio e avevo paura che qualcuno venisse a prendermi.

Ad un certo punto mi è passata davanti una luce lampeggiante di colore arancione ( sembrava una piccola sferetta dalle dimensioni di una pallina ), era velocissima e si è diretta verso l’orticello che era lì vicino, incuriosita ho provato a seguirla ma è scomparsa.

Da quel giorno mi sentivo osservata, sono cominciati gli incubi.

Gli incubi ricorrenti

Ricordo che ho avuto 5 incubi tutti uguali a parte l’ultimo ( che spiegherò in seguito ),nell’incubo in quanto io ho creduto che fosse tale,ricordo che ero in casa di mia madre di fronte alla porta chiusa ma io riuscivo a vedere attraverso di essa e lì fuori, vedevo ” un uomo ” in piedi sopra una piattaforma circolare di colore zincato; era appoggiato a una specie di manubrio e si avvicinava alla porta sopra questo ” piatto ” rimanendo sempre come sospeso in aria senza mai appoggiarsi al suolo.

Aveva in mano una specie di cacciavite a stella molto lungo ( questo è almeno quello a cui io lo rassomigliavo ); le sembianze di questo essere erano quelle di un umano…..di cui però non riesco a ricordare il viso; ricordo anche che indossava una specie di divisa di ” tipo militare di colore nero ” e con quello strano attrezzo riusciva a passare attraverso la porta chiusa e a farlo penetrare nel mio addome, non ricordo sangue ma dolore e paura.

L’incubo è andato avanti per 5 volte; si ripetevano a circa 1 anno-1 anno e mezzo , fino all’ultima volta in cui mi sono ribellata e ho detto” basta adesso entro io” , e da quel momento non ho più avuto quegli incubi.

Tempo dopo ho cambiato casa andando ad abitare nella casa di mia sorella mi trovavo in bagno quando ad un certo punto fissando l’acqua ho visto come in un brevissimo flash un viso ovale con occhi scuri lunghi,aveva la pelle del viso molto bianca è stata una visione molto veloce che però mi ha lasciato da pensare.

La notte facevo fatica a dormire e a volte mi svegliavo sudata e spaventata……gli incubi non erano ancora finiti!!! Ho avuto un altro incubo (il 2° in ordine di diversità dopo quello dell’uomo in divisa militare); mi ricordo che ero su “un tavolaccio di legno, era freddo e c’erano due persone umane dal camice bianco, ma non le ho viste in faccia:

uno di loro teneva in mano un cacciavite dalla forma..(vedi il 2° disegno quello in senso orizzontale ).

Poi ricordo un altro incubo che ho avuto sempre nel periodo che stavo nella casa di mia sorella e lì sento di aver rivissuto tutta la storia del giorno dell’avvistamento, capendo che la paralisi in cui mi ero trovata era stata indotta da loro: il posto in cui mi trovavo era l’interno dell’oggetto che AVEVO VISTO NELLO STADIO era privo di “angolature” era come il parabrezza della macchina……..vedevo la mia amica che era ancora là fuori come addormentata, io la chiamavo ma lei non sentiva, poi…ho visto il tavolo dove ero tenuta sdraiata senza i miei abiti ma coperta da una specie di camicie o velo e ho visto due persone e il bisturi “mi prelevavano qualcosa dalla gamba “e mi sono risvegliata sudata e piena di paura …..saltavo dalla paura e sentivo ancora la loro presenza vicino a me; addirittura sono convinta che quest’oggetto c’era sulla casa di fronte, ne vedevo il colore ” rosso-arancio “dalla finestra.

Quando mi sono risvegliata ho visto la zona dove tempo prima avevo trovato la cicatrice che era tutta arrossata come se nell’ incubo l’avessi involontariamente grattata.

Effetti sulla sfera emozionale e sulla spiritualità

Da quel giorno ho cominciato ad avere l’insonnia sempre più di frequente fino al punto di non riuscire a dormire più di 10 minuti per notte.

Scrivevo sempre, sentivo il rumore del mare, sentivo profumi particolari con la sensazione che venissero da molto lontano……..avevo paura ma “avevano “( ? ) contribuito a creare una vita tutta mia: “QUELL’ ESPERIENZA MI AVEVA DATO UNA CONSAPEVOLEZZA DI CAPIRE LA VITA IN MODO DIVERSO.

La sensitività si è aperta molto di più, riuscivo a capire se la persona accanto a me era ammalata gravemente oppure no, vedevo il mondo diverso da come lo vedevo prima, non mi sentivo una persona uguale agli altri, non solo per la timidezza, ma diversa su tutto…..poi 5 anni fa sono andata ad abitare da mia madre per 3 mesi e fù allora che mi disse di avere visto anche lei a casa di mia sorella un oggetto colore rosso- arancio che era calato nel campo vicino e lei si era spaventata così tanto da nascondersi dietro la porta di casa per poi scappare una volta dopo che aveva visto partire l’ oggetto.

La madre sapeva…

Questo fatto me lo ha raccontato solo 5 anni fa ( 1997 ), perché aveva paura di darmi ancora più pensieri o di spaventarmi maggiormente; ed è stata quella volta che mi arrabbiai con lei per non avermi raccontato prima certe cose…

Mi disse che da quella sera quando ero tornata a casa sconvolta, tutte le notti mi svegliavo dicendo che avevo paura che tornassero a prendermi gli uomini verdi ( ? )……io però non ricordo…e forse quel viso che ricordavo…;comunque ho avuto per 15 anni un terribile mal di testa.

Quello che sentivo dentro alla mia testa erano come dei ronzii, delle persone che parlavano dentro alle mie orecchie….ma senza riuscire a capirle, poi alla fine sono riuscita a trovare una pranoterapeuta che in 6 sedute è riuscita a farmi sparire il mal di testa, le ho anche raccontato che scrivevo tantissimo giorno e notte… ( mi piace scrivere-pensare, mi piace esprimermi,sia nella normalità che nella pazzia ); scrivevo sui problemi della terra, sulla morte, sulla natura, e sullo spirito, poi una volta guarita ho cominciato a scrivere meno, però sono cambiata in meglio capendo i valori della vita e amando le cose in modo diverso!

Di Alessandra Domenichini – Coordinatrice C.U.I. – Emilia Romagna

fonte:www.ufocui.it

IL CASO FRANCESCA ultima modifica: 2007-10-28T21:28:43+00:00 da Quantico
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