Nanotecnologia negli Urali

Il Giornale Online
Negli ultimi anni in Russia sono stati ritrovati decine di reperti sicuramente opera dell'uomo ma incompatibili con le datazioni ortodosse dell'uomo sulla terra. Quello che segue è il primo rapporto pubblicato di tali scoperte.

A partire dalle teorie di Zecharia Sitchin, alcuni studiosi di rilevanza internazionale hanno raccolto numerose prove che esperimenti di manipolazione genetica sono stati eseguiti centinaia di milioni di anni fa da esseri extraterrestri, che culminarono nella “creazione” dell'uomo. Uno dei principali studiosi è il Dr. Johannes Fiebag (1, 2).

Purtroppo la scoperta di manufatti tecnici risalenti ad un tempo così remoto sembra piuttosto improbabile. Pensiamo solo ai resti della seconda Guerra Mondiale; armi, munizioni e persino reperti di maggiori dimensioni, divenuti ormai arrugginiti e già in via di disgregazione.

A maggior ragione i reperti ritrovati negli ultimi anni negli Urali sono ancora più sorprendenti.
Nel periodo 1991-1993 alcuni cercatori d'oro operanti sul piccolo fiume Narada, sul versante orientale degli Urali, trovarono molti strani oggetti a spirale. La dimensione di questi oggetti va da un massimo di 3 cm ad un minimo di 0,003 mm!
Di questi incredibili manufatti ne sono stati recuperati migliaia in vari siti, lungo i fiumi Narada, Kozhim e Balbanyu e su due affluenti minori, il Vtvisty e il Lapkhevozh, la maggior parte a profondità fra i 3 ed i 12 metri.

Gli oggetti a forma di spirale sono composti di vari metalli: i più grandi di rame ed i più piccoli di tungsteno e molibdeno. Il tungsteno possiede un alto peso atomico, avendo una struttura molto densa, con un punto di fusione a 3.410 °C. Attualmente viene usato per aumentare la resistenza di acciai speciali, ed in forma pura, per costruire i filamenti delle lampade ad incandescenza. Anche il molibdeno possiede un'alta densità ed un punto di fusione a 2.650 °C. Questo metallo è pure usato per rendere i metalli resistenti alla corrosione e per costruire parti meccaniche sottoposte ad usi gravosi, nonchè armature per veicoli.

Attualmente questi misteriosi oggetti sono esaminati con attenzione dalla Russian Academy of Sciences di Syktyvka (la capitale dell'ex Repubblica Sovietica di Komi), di Mosca, di San Pietroburgo e anche da un istituto scientifico ad Helsinki in Finlandia.

Dopo un'attenta misurazione di questi oggetti, spesso microscopici, si è scoperto che la dimensione della spirale è stata costruita secondo il Rapporto Aureo (phi). In tempi remoti questo speciale rapporto era costantemente usato in architettura e nella geometria. Oltre a rappresentare un rapporto sacro, l'utilità di questo sistema risiede nel fatto che se una certa lungheza viene divisa in due usando questo rapporto, la lunghezza originale sta al pezzo più grande, come il pezzo più grande sta al più piccolo.

Oltre a questa sofisticazione, questi oggetti rappresentano ovviamente il prodotto di una tecnologia inesplicabile ma altamente avanzata. Essi hanno infatti una considerevole somiglianza con elementi di controllo usati in dispositivi miniaturizzati dell'ultima generazione, i cosiddetti nanomeccanismi. Una delle applicazioni di questa tecnologia è di rendere possibile la costruzione di micro-sonde per usi chirurgici che consentano di effettuare operazioni all'interno dei vasi sanguigni; cosa attualmente impossibile con le attuali tecniche chirurgiche.

Quale era lo scopo di questi oggetti? La figura 1 mostra tutte le parti di uno degli oggetti fotografati insieme ad una barra-campione larga 200 micron! Tutti i test eseguiti sugli oggetti forniscono un'età stimata tra i 20.000 e i 318.000 anni, a seconda della profondità e delle condizioni del sito dove sono stati recuperati (3, 4).
Ma anche nel caso più prudente, cioè se gli oggetti avessero 20.000 anni, la domanda inevitabile è: chi, fra tutti i popoli della terra, era a quel tempo in grado di costruire oggetti così sofisticati e miniaturizzati, simili a quelli che la nostra attuale tecnologia “moderna” sta solo iniziando a realizzare?
Bibliografia

1. FIEBAG J., Das Raetsel der Ediacara-Fauna (The puzzle of the Ediacara Fauna) in:
Daeniken E.v. (Ed.) Kosmische Spuren, Munich, 1988.
2. FIEBAG J., Das Genesis-Projekt, in: Dopatka, U. (Ed.) Sind wir allein?
(Are we alone?), Duesseldorf 1996
3. HAUSDORF H. Wenn Goetter Gott spielen (When Gods play God), Munich, 1997
4. OUVAROV V. Personal letter to H. Hausdorf of 2 October 1996.

fonte:enricobaccarini.com

Nanotecnologia negli Urali ultima modifica: 2007-08-18T13:50:00+00:00 da Quantico
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