Pierluigi Ighina: L'Atomo Magnetico

Il Giornale Online
Estratto da: L'Atomo Magnetico di Pier L.Ighina (1954)

Pier Luigi Ighina ha lavorato con Guglielmo Marconi e ha condiviso i suoi esperimenti più segreti. Durante la sua intera vita ha lavorato senza riconoscimento da parte della comunità scientifica e ha ottenuto incredibili risultati che tutt'oggi non sono nemmeno immaginabili da molti scienziati. Ora ha 93 anni e continua le sue ricerche.
Con questa traduzione voglio introdurre questo incredibile scienziato nel mondo della lingua Inglese e spero che questo causerà un interesse crescente nel suo lavoro, che sarebbe di grande aiuto nella situazione sociale e ambientale di oggi.

Riguardo la traduzione, mi scuso in anticipo per ogni errore che posso aver fatto in questo lavoro, ma credo che i punti principali siano corretti.
Per non cambiare il significato originale, ho tradotto le parole italiane “materia” e “atomo” in “Matter” and “Atom” usandole nel modo in cui ha fatto, che significa che “Materia”, per esempio, viene usata sia per le sostanza viventi che non e “Atomo” viene usata con un significato più ampio di quello solito. In base alla parola “Magnetico”, personalmente credo che anche in questo caso, venga usata con un significato più ampio del Magnetismo, rispetto a quanto facciamo solitamente.

Spero che vi piaccia la lettura e che sentiate il grande impatto che queste scoperte possono avere oggi nella comprensione scientifica del Mondo, dell'Uomo e della Vita.

Mirko Kulig (2001)

L'Atomo Magnetico
di Pier Luigi Ighina

La Scoperta dell'Atomo Magnetico (Prima Parte:Teoria)

Quando gli scienziati hanno iniziato a studiare l'atomo, hanno realizzato subito che quando eccitato dall'atomo della luce, sarebbe scomparso in essa. Così hanno iniziato ad eccitarlo con forti campi magnetici e forti tensioni elettriche, causando l'alterazione dello stesso atomo. Infatti, nell'opinione del Dr.Ighina, elettroni, neutroni e positroni ecc.., sono prodotti di un atomo alterato, così le loro leggi sono alterate rispetto al normale atomo.

Lui pensa: come puoi cercare di studiare qualcosa che è in costante movimento, accelerando il suo movimento? Ha sviluppato quindi l'idea di cercare di fermare l'atomo.
Quando osserviamo un atomo sotto un microscopio atomico, definisce 4 leggi:

1) Gli atomi della luce, quando eccitano gli atomi osservati, gli donano parte del loro movimento.
2)Gli atomi osservati assorbono parte del movimento degli atomi della luce per accelerare il loro.
3)Per eccitare un atomo, devi portarlo in contatto con un atomo che ha maggior movimento; l'atomo con maggior movimento attrarrà quello con minor movimento.
4)Più alto è il movimento degli atomi, più saranno luminosi e vice-versa.

Esaminando gli atomi di diversa materia, ha scoperto che ogni atomo ha la sua frequenza di assorbimento. Da questa scoperta ha creato una scala di atomi di diversa materia in base alle frequenze di assorbimento, in relazione all'atomo della luce, dal 95% all'1%. Sono serviti 4 anni di studio per creare questa scala.

L'altro problema che ha avuto osservando gli atomi, fu che essi vengono anche disturbati dagli atomi circostanti. Per isolare l'atomo osservato, ha creato una sorta di “muro” composto da diversi strati di atomi, mettendo quelli col massimo assorbimento (95%) all'interno vicini agli atomi osservati e così via in modo decrescente, basandosi sulla frequenza di assorbimento (85%, quindi 75%, fino all'1%). Con questa idea è stato in grado di creare una sorta di canali che avrebbero tolto il movimento dagli atomi osservati, rendendoli quasi fermi. C'era però ancora il problema della mancanza di un microscopio molto potente. Inventò un microscopio con cui è riuscito infine ad osservare gli atomi ad un ingrandimento di 1.6 miliardi di volte.

Tramite questa osservazione ha notato che gli atomi avevano una pulsazione e, con ogni pulsazione, si formava un cerchio luminoso che lasciava il loro centro e cresceva nell'allontanarsi. I diversi cerchi creavano una specie di schermo attorno all'atomo. Concluse che gli atomi non oscillano ma vibrano e che è possibile dividere la sua energia ma non l'atomo stesso. Ha anche notato che dopo un momento, l'atomo eccitato al suo massimo dagli atomi della luce, poteva esplodere ottenendo quindi due atomi. Chiamava questo fenomeno, la riproduzione della materia. Ha osservato che diversa materia ha diverse pulsazioni. Questi atomi, che ha chiamato “riproduttivi permanenti”, sono presenti in tutta la materia organica, mentre nei minerali non hanno riproduzione finchè non vengono eccitati da atomi con più energia.

I vari colori e le forme della materia, sono dovuti ad alterazioni nella vibrazione degli atomi che la compongono. Per esempio, se un fiore ha una pulsazione di base di 1000 e i suoi atomi esterni entrano in contatto con altri atomi come quelli della luce, calore, gas, ecc.. la vibrazione viene modificata in 1000.01, 1000.02 che corrisponde ai colori e alle forme della materia.

Su questa scoperta, creò una scala delle alterazioni che gli mostrarono che raggiungendo la pulsazione di 1001, la materia si trasformava. Ha classificato diverse categorie di atomi: atomi riproduttivi, atomi senza movimento, atomi non riproduttivi, atomi semiriproduttivi, atomi permanentemente riproduttivi e così via.. Occupato nella sperimentazione, ha notato che muovendo un magnete vicino agli atomi osservati, questi sparivano rapidamente in una massa luminosa.

Allora cercò di osservare gli atomi di magnetite (finora è riuscito a fare le osservazioni con una risoluzione fino a 1 miliardo di volte). Questa volta ha dovuto superare gli ingrandimento di 1 miliardo di volte per vedere questo atomi e vedendoli, ha notato che si muovevano molto più rapidamente del solito e che erano molto più piccoli. Cercò di fermare il loro movimento con la sua tecnica, ma senza successo. Questi atomi sembravano avere un movimento riproduttivo permanente, molto più rapido degli altri.

Ingrandendo gli atomi di 1.2 miliardi di volte, vide che erano presenti in tutta la materia, soprattutto nell'aria. Decise di chiamarli atomi magnetici. Dopo lunga sperimentazione riuscì finalmente ad isolarli quasi totalmente. A questo punto fece un'ulteriore sconvolgente osservazione: mentre isolando i comuni atomi, questi si fermavano, isolando gli atomi magnetici, questi acceleravano al punto di sviluppare una enorme energia atomica per cui gli atomi circostanti venivano influenzati.

Dato che tale reazione era pericolosa, sviluppò una particolare sostanza composta da diversi atomi e riusc' infine ad isolare gli atomi magnetici. Studiandoli, scoprì che erano identici agli atomi riproduttivi, ma con la differenza che il loro moto era perpetuo. Mettendo questo atomo in contatto con altri atomi differenti, osservò che: quando l'atomo magnetico viene isolato, sviluppa il suo movimento massimo finchè non incontra un altro atomo della stessa sensibilità di movimento (pulsazione); questo atomo inizia a muoversi e assorbe le pulsazioni dall'atomo magnetico finchè non raggiunge il suo massimo movimento; a questo punto i due atomi si dividono.

Mentre l'atomo diminuisce il movimento dell'atomo magnetico, questo troverà un altro atomo con questa nuova sensibilità di movimento e gli trasmetterà movimento, finchè non raggiunge il suo massimo, quindi si stacca e così via finchè l'atomo magnetico non raggiunge la sua pulsazione minima. Finchè però la sua pulsazione non si alzerà di nuovo per dare inizio ad un altro processo. Quindi scoprì che l'atomo magnetico è quello che da moto a tutti gli altri. Era riuscito a isolare questi atomi, dimostrando che non si muoverebbero più senza il contatto dell'atomo magnetico. Poteva anche dimostrare che questo era responsabile di tutte le variazioni di atomi e materia.

Da questa sperimentazione, sviluppò un apparato che gli permise di regolare le vibrazioni atomiche magnetiche. Così riuscì a controllare l'energia della materia. Provò a sintonizzarlo sulle diverse materie per vedere se poteva scoprirne l'esatta vibrazione. L'esperimento ebbe successo e lasciando l'apparato in sintonia con la vibrazione di una certa materia per un giorno, il giorno seguente l'apparato cambiava leggermente la sua frequenza di vibrazione e così anche la materia.
Questa materia ora sembrava avere una diversa struttura, molto simile a quella corrispondente a tale vibrazione. Tramite vari esperimenti realizzò che in questo modo poteva trasformare una materia in un'altra.

Col suo apparato indentificò l'esatta vibrazione degli atomi di un albero di mele e di un albero di pesche. Sintonizzò l'apparato nella vibrazione dell'albero di pesche e iniziò ad alzarla in 8 ore, verso la vibrazione di un albero di mele. Quindi lasciò l'albero di pesche sulla vibrazione dell'albero di mele per 16 giorni. Dopo questo tempo l'albero di pesche era divenuto un albero di mele. Con questa tecnica trasformò anche la coda di un ratto nella coda di un gatto.

La trasformazione necessitava 4 giorni e dopo questo tempo la coda tornava allo stato originale, ma cadde e il topo morì. Gli atomi della coda non avevano mantenuto l'alterazione. In un altro esperimento cercò di curare un coniglio ferito. Analizzò la vibrazione dell'osso rotto, confrontandola con quella delle ossa sane. La vibrazione dello stato di salute era interrotta proprio dove era avvenuta la frattura. Così sintonizzò la macchina nella frequenza vibrazionale dell'osso sano e la applicò alla parte danneggiata. Gli atomi iniziarono a riprodursi e le parti sane iniziarono a crescere fino a ricreare continuità nelle vibrazioni della parte ferita. Così la materia alterata tornò normale e anche la febbre.

Spiegava la febbre in questo modo: data l'interruzione della vibrazione della materia malata, gli atomi sani attorno alzano la loro vibrazione, per la perdita di assorbimento della materia malata. Ripristinando la continuità normale della vibrazione, la febbre si ferma.

Cercò allora di sciogliere il metallo a distanza e durante questi esperimenti scoprì che più rapido è un atomo e più attrae un altro atomo. Con questo apparato poteva produrre vibrazioni atomiche di atomi veloci, che quindi attraevano gli atomi magnetici dall'etere, formando una sorta di canale. Più forte era la vibrazione e più lungo era il canale. Il canale però veniva disturbato da altri atomi non-magnetici, così risolse il problema creando cinque canali nella stessa direzione, formando una sorta di tubo che era vuoto dentro.

Dentro il tubo creò un altro canale sintonizzato con gli atomi della materia che voleva eccitare. Con questo metodo riuscì a sintonizzarsi sulla vibrazione della bomba atomica “Bikini” per neutralizzarla, ma un ritorno imprevisto di vibrazioni, perforò l'apparato e dovette fermarsi. Comunque, lui disse che a causa dell'assorbimento di vibrazioni nel canale, l'esplosione fu più debole.

Nel 1946 sciolse con successo del metallo a distanza in presenza di giornalisti. Trasmise anche energia elettrica con atomi di luce. Riuscì ad assorbire energia elettrica puntando la sua macchina verso le linee di tensione. Da questi esperimenti riuscì a comprendere che l'elettricità è l'eccitazione degli atomi del metallo, causata dagli atomi magnetici.

Infatti, riuscì a trasformare una sostanza non conduttiva in una conduttiva, eccitandone gli atomi. Le esplosioni atomiche fanno unire in grande quantità gli atomi magnetici. Questi atomi magnetici creano grande eccitazione negli atomi circostanti, causandone la riproduzione a massima velocità. I diversi raggruppamenti hanno diverse vibrazioni atomiche e creano, quando si incontrano, enormi scariche elettriche. Se gli umani vanno avanti con gli esperimenti sull'energia atomica, questo creerà molti raggruppamenti di atomi magnetici e le scariche seguenti causeranno perturbazioni in tutto l'emisfero. Questo causerà alterazione nel tessuto degli esseri viventi.

Sempre nel 1946, iniziò a fare esperimenti sull'analisi del sottosuolo. Sintonizzò il canale del suo apparato nelle vibrazioni dei materiali che stava osservando, per scoprire con successo pozzi di petrolio sotterranei e carbone a profondità di oltre 10000 metri. Tramite la sua ricerca scoprì collegamenti tra metano, petrolio e carbone. Dopo questo riuscì a creare differenti idrocarburi da semplice metano.

Fece varie analisi ed esperimenti sul terreno e scoprì che i fertilizzanti chimici non funzionano bene come il concime delle mucche. Mentre il suolo trattato in modo naturale mantiene le sostanze nutritive per anni, quelli trattati chimicamente ne perdono la maggior parte e la prima pioggia forte le elimina del tutto. Dopo una profonda analisi con la sua macchina dei componenti del concime naturale (ne scoprì alcuni che non si trovano con le analisi chimiche), creò un nuovo fertilizzante contenente le esatte percentuali delle sostanze nel concime naturale; non c'erano più gli stessi problemi dovuti alla pioggia e le piante crescevano per anni senza dover aggiungere concime. Le piante sembravano anche più resistenti ad insetti e malattie.

Quindi fece ricerche sulla germinazione del grano: sintonizzando le vibrazioni del suo apparato in quelle del grano, scoprì il suo processo di crescita. Riuscì a costruire una macchina che poteva mantenere la vibrazione per la germinazione degli atomi, costantemente. I suoi risultati finali furono: grano più pesante di 10 volte, con un contenuto di glutine più alto di 6 volte e un gambo più spesso di 3 volte.

Una volta, mentre analizzava le nuvole con questa macchina, passò un disco volante tra i canali vibranti dell'energia atomica magnetica. La sua macchina gli mostrò la forma, la composizione e il principio di funzionamento del motore. Calcolò che avesse una velocità di 5000 km/h. Dopo i suoi studi sull'atomo magnetico, riuscì a creare due raggruppamenti: se l'atomo inizia a pulsare con una contrazione, allora ha proprietà negative, se la sua pulsazione inizia con una espansione, allora ha proprietà positive. Quindi teorizzò che riuscendo a separare i due tipi di atomi per poi riunirli, ma separati da atomi assorbenti, allora si può ottenere una continua ed eterna produzione di energia elettrica.

Conclude la prima parte del suo libro, chiedendosi quale potere muove eternamente l'atomo magnetico.

L'Atomo Magnetico (Seconda Parte: Tecnica)

Nel 1954 ricevette visite da alcuni scienziati Italiani rinomati, che dicevano principalmente che non era possibile per un signolo uomo con le sue sole risorse, raggiungre importanti risultati scientifici senza macchinari costosi. Uno di questi scienziati disse persino che l'atomo magnetico era già stato scoperto dalla scienza. Le affermazioni di questi scienziati vennero pubblicate sui giornali locali e dopo questo, il Dr.Ighina ricevette molte lettere da scienziati di alta posizione, che, almeno parte di essi, rimasero molto interessati dalle teorie di Ighina.

Risposte che dal 1926 aveva studiato gli effetti del campo magnetico planetario sulla vitalità umana e nella formazione della materia. Nel 1928 spedì parte della sua ricerca all'Istituto Nazionale delle Scienze e Invenzioni di Roma. La risposta che ottenne fu, che i suoi studi erano troppo lontani dalle leggi fondamentali della fisica e che quindi erano considerate inaccettabili.

Lui disse che la comunità scientifica ha usato il campo magnetico dall'inizio della ricerca nella fisica nucleare. Era convinto che il campo magnetico della Terra è responsabile per molte reazioni nucleari sul pianeta. Lui provò sperimentalmente che la formazione dell'elettricità nelle nuvole è dovuta al campo magnetico planetario: la condensazione del vapore acqueo è guidata attorno al mondo dalla rotazione e quando uno strato di umidità passa sui poli, i suoi atomi si eccitano positivamente (elettrificazione).

Se è presente un altro strato di nuvole che vanno in direzione opposta (caricandosi negativamente), i due strati si attrarranno creano reazioni nucleari. Questa reazione trasforma i gas in acqua e questo è, per il Dr.Ighina, la prova che il campo magnetico sia la causa di tutte le reazioni nucleari. Lui è convinto che senza campo magnetico, non avverrebbero reazioni nucleari e quindi non esisterebbe vita.

Il Microscopio Lenticolare

Negli anni tra il 1928 e il 1932, provò a sviluppare un forte microscopio (indispensabile nello studio della materia). Dopo anni di ricerca, notò che ruotando alcune lenti e oculari ad una certa velocità, poteva eliminare la rifrazione delle lenti del microscopio e, marcandone i bordi con alcune linee longitudinali e verticali, poteva ottenere l'immagine dell'oggetto osservato.

Per ottenre una chiara immagine, doveva trovare la relazione tra il punto focale delle lenti e la velocità della rotazione. Inventò questa procedura perchè, dato che voleva ottenere un enorme ingrandimento, pensò di poter mettere alcuni microscopi in serie uno dopo l'altro. Per farlo doveva fare l'operazione seguente: eliminare la rifrazione delle lenti e proiettare l'immagine direttamente nell'occhio dell'osservatore.

Una volta compreso come proiettare l'immagine sull'oculare del microscopio, poteva aggiungerne un altro in serie. Dopo mesi di sperimentazione nella regolazione corretta del punto focale dei microscopi e della velocità delle lenti rotanti, riuscì ad ottenere l'immagine. Il suo ragionamento lo portò al seguente calcolo: aggiungendo un secondo microscopio al primo (supponendo che abbiano tutti un ingrandimento di 200 volte), l'ingrandimento diverrebbe di 200×200=40000 volte.

Un terzo microscopio aggiunto avrebbe portato l'ingrandimento 40000×200=8000000 di volte. Col quarto poteva raggiungere un ingrandimento di 1.600.000 volte. Questo fu ciò che fece. Rimaneva ancora un problema: tutte queste lenti assorbivano quasi tutta la luce bloccando la visione. Risolse il problema con portando una luce attraverso un simile microscopio, ma senza marchiare le lenti rotanti. Con la precisa regolazione del punto focale e della velocità di rotazione dei due microscopi, il risultato fu che gli atomi illuminanti divennero uguali a quelli trasmessi dal microscopio per l'osservazione, creando un contrasto tra il nero e il bianco. Ci vollero 4 anni di lavoro per costruire questo speciale microscopio.

La scoperta dell'Atomo Magnetico

Cercò di osservare alcuni cristalli di magnetite in un periodo di tempo, senza ottenere risultati. Era particolarmente interessato al flusso magnetico, così cercò di osservare un pezzo di vetro cristallino, interposto tra un magnete e un pezzo di ferro. Se ci fosse stato flusso, qualcosa si sarebbe depositato sulla superficie del vetro. Nessun risultato.

Un giorno, mentre osservava il vetro, colpì inavvertitamente il magnete, che cadde a terra passando vicino al vetro. Vide movimento e luce. Dopo lunghe osservazioni di questo fenomeno, riuscì a rilevare un atomo molto piccolo. Notò che le irradiazioni dei metalli radioattivi, erano dovute a questi piccoli atomi che reagiscono con gli atomi del metallo, portandoli al loro massimo movimento e creando uno stato amorfico della materia circostante; questa materia amorfa non permette la dispersione del crescente movimento, colpendo atomi nella zona circostante.

Questi piccoli atomi, li chiamò atomi magnetici e (come detto prima) sono responsabili del movimento di tutti gli altri atomi in natura. La proprietà più importante di questi atomi, non era solo quella per cui si uniscono fra loro, ma che possono accrescere il proprio movimento e quello degli atomi adiacenti, con la cooperazione di altri atomi magnetici. Nel frattempo ha osservato che tutta la materia esistente ha particolare frequenza atomica (vibrazione) che ne determina sostanza e forma. Ha pensato quindi, che costruendo un apparato che potesse modifica la frequenza di movimento della materia, allora questo avrebbe potuto modificare la struttura della materia stessa. Realizzò che questo è esattamente ciò che fa Madre Natura, nei cambiamenti delle sostanze vegetative esistenti sulla Terra.

Apparato per produrre le Vibrazioni Atomiche Magnetiche

Come poteva ottenere l'unione di questi atomi magnetici? Cercò di isolarli, ma questa era una procedura pericolosa, perchè, una volta isolati, questi atomi avrebbero iniziato a vibrare, fino a dividersi, creando nuovi atomi, così energici che non sarebbero potuti essere immagazzinati, perchè tutta la materia adiacente si sarebbe sciolta. Dopo anni di sperimentazione, riuscì a ottenere atomi magnetici le cui vibrazioni potevano essere controllate grazie alla costruzione di micro-elettromagneti; questi gli permettevano di ottenere le varie vibrazioni esistenti nella diversa materia.

Costruì il vibratore per atomi magnetici. Si accorse precedentemente che tutta la materia ha un campo magnetico composto da atomi magnetici e atomi di tale materia. Questi atomi magnetici creano due poli che circondano l'intero. Così creò un campo elettromagnetico identico a quello prodotto dalla natura in modo che il polo positivo sarebbe stato sempre sopra la terra e quello negativo vicino a terra.

L'apparato sembrava una palla semiovale, ma questa palla doveva ruotare. Doveva quindi creare un campo magnetico identico a quello della materia da esplorare e quindi mettere il materiale nell'apparato. Dopo la sperimentazione, riuscì ad accoppiare il campo magnetico naturale della materia, con il campo magnetico da lui creato. Ora doveva solo portare il campo elettromagnetico alla stessa vibrazione di quello del materiale. In questo modo poteva cambiare la vibrazione della materia come voleva.

Costituzione dell'Apparato

L'apparato è così costituito: un campo elettromagnetico rotante identico in forma e polarità a quello della materia da esplorare. La materia da esplorare viene messa in questo campo elettromagnetico. La corrente DC necessaria alle bobine per produrre il campo, passa attraverso alcuni potenziometri molto potenti. Ruotando questo campo elettromagnetico e muovendo il potenziometro, ad un certo punto si ottiene la stessa vibrazione magnetica del campo del materiale da esplorare.

Questo fatto è chiaro osservando le misurazioni che mostrano un piccolo assorbimento causato dagli atomi magnetici unitisi, per la stessa vibrazione, agli atomi della materia. A questo punto è facile cambiare la materia: basta regolare i due potenziometri leggermente su o giù, per cambiare le vibrazioni degli atomi magnetici e quella degli atomi della materia. Non tutti gli atomi però sono soggetti alla variazione: molti non l'accettano perchè si separano creando una nuova variazione, che è il risultato delle due vibrazioni (l'originale e quella eccitata).

Perchè dobbiamo ruotare il campo magnetico?

Ruotando il campo magnetico, tutti gli atomi magnetici che si uniscono, creano molti piccoli canali tra il campo e la materia, che sono responsabili per le modifiche degli atomi della materia, quando le bobine modificano il campo elettromagnetico. Tutto questo accade ad una determinata rotazione, che va scoperta con le variazioni del potenziometro.

Come detto in precedenza, con questa macchina e le sue teorie è stato in grado di modificare un albero di pesche in un albero di mele.

Con altri esperimenti su animali, ha potuto osservare che la letargia degli animali è causata dall'autoregolazione dei loro campi magnetici, per potere rallentare la vibrazione della materia, ma mantenendo la vibrazione degli atomi magnetici. In questo modo gli atomi della materia mantengono un piccolo moto che dura a lungo, senza necessità di reazioni chimiche prodotte dall'alimentazione. Gli animali possono persino proteggersi da diversi pericoli (agenti atmosferici, agenti chimici, radiazioni).

Poteva fare gli stessi esperimenti degli ipnotizzatori, che interferiscono col campo magnetico di una persona, cambiandolo a piacere. Ogni materia, se lasciata in un luogo per un certo periodo, lascia alcune tracce magnetiche sul posto dopo essere stata rimossa. Come detto in precedenza, dopo la sperimentazione su animali, concluse che il campo magnetico ci protegge e quando avvengono variazioni, ci ammaliamo.

Gli uccelli riconoscono il loro posto di nascita dal suo campo magnetico. Una volta fece l'esperimento di spaventare tutte le rondini che vivevano attorno a casa sua, creando quindi un campo elettromagnetico attorno ad essa. Le rondini non riuscirono più a tornare nei propri nidi. Dopo aver rimosso il campo magnetico, tornarono senza problemi.

In un altro esperimento creò un campo elettromagnetico simile a quello degli umani, attorno ad un pallone pieno di insetti, spedito poi in aria con un altimetro e il suo indirizzo. Dopo due giorni, qualcuno gli restituì il pallone. Era salito ad una altezza di 97000 (?) metri, ma gli insetti erano ancora vivi. Dopo questo esperimento, ne seguì un altro in cui creò un forte campo elettromagnetico attorno ad una pianta. Cercando di proiettare calore, freddo, umidità, raggi Alfa e Beta contro il campo, nessuna di queste energie passò attraverso. Solo con la variazione del campo, riuscì a proiettare le stesse condizioni attraverso di esso. L'ovvia conseguenza fu che introducendo nel campo qualsiasi condizione voluta, poteva mantenerla tale senza dispersione.

Inserendo diversi oggetti dentro un forte campo elettromagnetico e sintonizzando il suo apparato con essi, dopo alcune ore, misurò che ogni oggetto aveva un proprio campo, ma era completo e identico al campo magnetico risultante, in proporzioni minori. Questo è, per opinione del Dr.Ighina, la prova della funzione e dell'influenza del campo magnetico planetario su tutta la materia esistente e sulle creature viventi.

Il rada è pericoloso per la vita, perchè è composto da un campo magnetico rotante e può creare una serie di atomi magnetici. Può cioè eccitare gli atomi magnetici della materia, specialmente quelli umani perchè sono più sensibili. Tramite la costruzione di una speciale valvola che crea raggi luminosi che conducono elettricità, nel 1943 riuscì a creare una immagine TV diretta, non decomposta e poi ricomposta in linee (come si fa normalmente con la TV).

Un giorno, analizzando la radioattività di certe sostanze con un contatore Muller, notò una reazione magnetica radioattiva piuttosto forte su motociclette che avevano corso nel circuito di Imola. Dopo alcune ricerche su questo strano fatto, scoprì che tutti i veicoli hanno una vibrazione magnetica dovuta a vari elementi del motore. Queste vibrazioni si scaricano a terra e penetrano in profondità per alcune dozzine di metri creando microscopici fori.

Dopo diversi giri queste vibrazioni che influiscono con quelle dei depositi di gas sotterranei. Accade che in una specifica parte del circuito i piloti passano in una nube di atomi di tali gas che, attratti dalle vibrazioni magnetiche dei motori, li investono e a contatto con tali vibrazioni avvengono reazioni nucleari attorno ai campi magnetici dei piloti stessi, causandone degli squilibri. Lui relazionava questo fatto alla conosciuta realtà per cui delle persone continunao ad avere incidenti stradali senza apparente ragione.

Nello studiare la differenza tra fertilizzanti chimici e concimi naturali, scoprì che quelli naturali contengono una specie di olio vegetale assente in quelli chimici.
Col microscopio studiò l'ambiente naturale nella putrefazione e vide piccoli microorganismi che assorbono sostanze dalla reazione. Dopo un certo periodo, questi microorganismi producono formazioni solide d'olio. Quest'olio non sparisce come accade nei fertilizzanti chimici. Le radici delle piante, conteneti piccole quantità di sostanze acide, rilasciano questi composti che dissolvono l'olio rendendolo assorbibile dalle radici stesse. Queste piccole gocce di olio entrano nel sistema linfatico della pianta, ripulendola da sostanze tossiche. Quindi la pianta espelle queste particelle di olio tossico con la normale traspirazione.

Sperimentando col vibratore magnetico, vide un disco volante passare sul suo laboratorio e atterrare su una collina. Si recò immediatamente sul posto e vide tre persone uscire da esso. Chiese loro perchè fossero atterrati e risposero che la causa erano disturbi magnetici. Lui rispose di esserne stato la causa e, dopo aver promesso di non parlare dell'incontro per almeno 7 giorni, ottenne la possibilità di entrare nel disco per studiarne la propulsione, quindi portò due di loro nel suo laboratorio e mostrò loro i suoi esperimenti.

Descrisse il disco in questo modo: Due dischi metallici concavi nel mezzo, che formano un guscio. Erano fissati su due punti che permettevano loro di ruotare. Ai bordi dei dischi c'erano diversi imbuti: quelli superiori erano invertiti rispetto a quelli inferiori. Dentro al disco su entrambi i lati c'erano rubi di ferro avvolti a fili di rame. Queste bobine avevano la proprietà di creare un campo magnetico sulla superficie del disco.

Nel funzionare, il disco superiore ruotava e gli imbuti facevano lo stesso lavoro dei timoni in una nave. In modo complicato questa rotazione degli imbuti attorno al disco, gli fornivano il moto ed eliminavano la resistenza dell'aria. I due dischi potevano avere qualsiasi polarità voluta. Applicando polarità negativa sulla supeficie del disco, questo avrebbe creato una repulsione con la polarità negativa della Terra e quindi un moto ascensionale. Si otteneva l'opposto per l'atterraggio. Il disco poteva avere anche polarità positiva nel lato superiore e negativa nel lato inferiore o vice-versa. Con questa tecnologia il disco poteva raggiungere la velocità di 5000 km/h. L'accensione dei dischi era fornita da una batteria nickel-cromo. Il grosso problema di questo modello di disco era che ad una certa velocità, gli imbuti potevano sciogliersi per la frizione con l'aria.

In relazione col campo magnetico planetario, lui diceva che mettendo due pianeti troppo vicini, l'interferenza tra i due campi magnetici rotanti ne causerebbe una variazione. Queste variazioni causerebbero un disequilibrio su ogni pianeta tra le diverse sostanze con il risultato finale dell'esplosione di entrambi e la creazione di molti piccoli pianeti. Questo è il risultato di un esperimento in laboratorio.

Tradotto da Richard per Altrogiornale.org

Fonte: http://www.rexresearch.com/ighina/ighina.htm

Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3227.7 , http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3228.7 , http://russia-ic.com/education_science/breakthrough/892/#.T88i01KHmVp

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Pierluigi Ighina: L'Atomo Magnetico ultima modifica: 2008-08-07T15:48:09+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)